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	<title>ntrangheta &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mafia &#038; Politica: a Reggio Calabria va a processo il &#8220;direttorio&#8221;. Sono 72 gli indagati.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2016 17:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; REGGIO CALABRIA, 30 DIC &#8211; La Dda di Reggio Calabria ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a 72 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, voto di scambio, violazione della legge Anselmi, corruzione, estorsione, truffa, falso ideologico e rivelazione di segreti d&#8217;ufficio. Tra le persone cui é stato notificato l&#8217;atto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10236" aria-describedby="caption-attachment-10236" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-10236" alt="La Legge" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza1.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza1-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10236" class="wp-caption-text">La Legge</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">(ANSA) &#8211; REGGIO CALABRIA, 30 DIC &#8211; La Dda di Reggio Calabria ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a 72 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, voto di scambio, violazione della legge Anselmi, corruzione, estorsione, truffa, falso ideologico e rivelazione di segreti d&#8217;ufficio. Tra le persone cui é stato notificato l&#8217;atto c&#8217;é il senatore Stefano Caridi (gruppo Gal), costituitosi nell&#8217;agosto scorso nel carcere di Rebibbia dopo che Palazzo Madama aveva concesso l&#8217;autorizzazione al suo arresto chiesto dalla Dda reggina. Insieme a Caridi sono coinvolti nell&#8217;inchiesta l&#8217;avvocato Giorgio De Stefano, l&#8217;ex parlamentare Paolo Romeo, l&#8217;ex sottosegretario della Regione Calabria Alberto Sarra, il presidente della Provincia di Reggio Giuseppe Raffa ed il dirigente della stessa Regione Calabria Francesco Chirico, nei confronti dei quali s&#8217;ipotizza l&#8217;accusa di avere fatto fatto di una componente &#8220;riservata&#8221; della &#8216;ndrangheta reggina.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Il Fatto Quotidiano &#8211; a cura di Lucio Musolino &#8211; Il procuratore Federico Cafiero De Raho, l’aggiunto Gaetano Paci e i sostituti Giuseppe Lombardo, Roberto Di Palma, Stefano Musolino, Giulia Pantano e Walter Ignazitto hanno riunito in un unico processo le più importanti inchieste antimafia (‘Mamma Santissima’, ‘Reghion’, ‘Fata Morgana’, ‘Alchimia’ e ‘Sistema Reggio’) eseguite nel 2016 dai carabinieri, dalla polizia e dalla guardia di finanza. Il procedimento che ne verrà fuori sarà il primo maxi-processo alla cupola della ‘ndrangheta dai tempi dell’operazione Olimpia. O meglio il primo maxi-processo che vedrà alla sbarra il “direttorio” della ‘ndrangheta, una struttura con una strategia programmatica che puntava ad alterare “l’equilibrio degli organi costituzionali”. Al centro dell’inchiesta le due teste pensanti della ‘ndrangheta reggina: gli avvocati Paolo Romeo (ex parlamentare del Psdi) e Giorgio De Stefano, “soggetti ‘cerniera’ che interagiscono tra l’ambito ‘visibile’ e quello ‘occulto’ dell’organizzazione criminale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Assieme a loro e al senatore Caridi, l’avviso di conclusione indagini è stato notificato a molti politici locali, imprenditori, mafiosi, ma anche a un magistrato in pensione, una giornalista e un prete. Tra gli indagati, infatti, c’è il presidente della Provincia Giuseppe Raffa (Forza Italia), l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra (ex An), l’ex sindaco di Villa San Giovanni Antonio Messina, due dipendenti del ministero della Giustizia, il magistrato in pensione Giuseppe Tuccio e il prete di San Luca don Pino Strangio. Il capo di imputazione contestato a quest’ultimo dimostra la capacità di quella che il pm Giuseppe Lombardo, ha definito “componente ‘riservata’ o segreta’ della ‘ndrangheta” formata da Paolo Romeo, Giorgio De Stefano in qualità di promotori, Alberto Sarra, Francesco Chirico e il senatore Caridi come organizzatori e partecipi.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi tutto: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/31/ndrangheta-verso-maxiprocesso-al-direttorio-chiuse-indagini-su-72-persone-ce-anche-il-senatore-caridi/3289896/" target="_blank">http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/31/ndrangheta-verso-maxiprocesso-al-direttorio-chiuse-indagini-su-72-persone-ce-anche-il-senatore-caridi/3289896/</a></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>In Calabria, Fondazione Caponnetto: chi mira a deligittimare Adriana Musella?</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/03/in-calabria-fondazione-caponnetto-chi-mira-a-deligittimare-adriana-musella/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Mar 2016 14:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;articolo apparso sulla testata telematica calabrese Corriere della Calabria, che esponeva in modo dubbioso i conti dell&#8217;Associazione Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; presieduto da Adriana Musella, non è sfuggito al mondo della Rete e dei social che le esprime solidarietà e vicinanza. LA LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO SALVATORE CALLERI Tra gli addetti ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10448" aria-describedby="caption-attachment-10448" style="width: 665px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/caponnetto-giovanni-falcone.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10448" alt="caponnetto-giovanni-falcone" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/caponnetto-giovanni-falcone.jpg" width="665" height="458" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/caponnetto-giovanni-falcone.jpg 665w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/caponnetto-giovanni-falcone-300x206.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/caponnetto-giovanni-falcone-392x270.jpg 392w" sizes="(max-width: 665px) 100vw, 665px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10448" class="wp-caption-text">I Magistrati Caponnetto e Falcone</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo apparso sulla testata telematica calabrese Corriere della Calabria, che esponeva in modo dubbioso i conti dell&#8217;Associazione Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; presieduto da <strong>Adriana Musella</strong>, non è sfuggito al mondo della Rete e dei social che le esprime solidarietà e vicinanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CAPONNETTO SALVATORE CALLERI</strong><br />
Tra gli addetti ai lavori che hanno espresso vicinanza e solidarietà al Presidente del Coordinamento &#8220;Riferimenti&#8221;, spicca <strong>Salvatore Calleri</strong>, <strong>Presidente della Fondazione Caponnetto</strong> che ha pubblico in rete un messaggio tanto breve quanto significativo: &#8220;Adriana Musella poco tempo fa ha presentato un esposto sui beni confiscati in Calabria. Esposto a mio avviso scomodo e diretto a scardinare l&#8217;attuale sistema. L&#8217;altro ieri ha ricevuto le chiavi di un bene confiscato al clan Mancuso di Limbadi in un contesto sociale difficile. Il giorno dopo parte un articolo contro Adriana Musella. Sorge una domanda spontanea&#8230; Chi mira a delegittimare Adriana Musella e il suo impegno antimafia? Oggi siamo di fronte alla mafia che sta riuscendo nella sua opera di parificare la mafia alla antimafia delegittimando chi la combatte&#8221;.</p>
<figure id="attachment_10449" aria-describedby="caption-attachment-10449" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella_caponnetto.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10449" alt="musella_caponnetto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/musella_caponnetto.jpg" width="250" height="182" /></a><figcaption id="caption-attachment-10449" class="wp-caption-text">Il Magistrato Antonino Caponnetto con Adriana Musella</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>IN CALABRIA IL MINISTRO ALFANO VIENE SMENTITO DA PROCURATORE NICOLA GRATTERI</strong><br />
Solo alcuni giorni prima il Ministro dell&#8217;Interno <strong>Angelino Alfano da Reggio Calabria</strong> aveva dichiarato che la &#8216;ntrangheta sta perdendo forza. Dichiarazioni subito smentite dal <strong>Procuratore Antimafia Nicola Gratteri</strong> che rimbalza la notizia asserendo il contrario. I mezzi e le risorse scarsissime rese disponibili dallo Stato agli Organi inquirenti e il numero esiguo di Magistrati impegnati nel contrasto alle mafie, lascia credere che il PM Nicola Gratteri abbia ragioni fondate di ritenere il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bene sequestrato a Limbadi alla famiglia Mancuso, dal canto suo, al di là del suo relativo valore intrinseco in quanto bene sequestrato alla nota famiglia indicata dalla Giustizia come nome di assoluto spicco nel mondo della &#8216;ntrangheta, la più potente organizzazione criminale del mondo, ne ha uno simbolico che risiede nel valore che questo bene ha per lo Stato quale testimonianza del suo impegno contro le mafie.</p>
<figure id="attachment_10419" aria-describedby="caption-attachment-10419" style="width: 648px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/131.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10419  " alt="riferimenti, antimafia, adriana musella,limbadi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/131.jpg" width="648" height="432" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/131.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/131-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/131-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 648px) 100vw, 648px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10419" class="wp-caption-text">L&#8217;Associazione antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; in Campidoglio con centinaia di Giovani</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Avere sequestrato un bene non significa avere scalfito la &#8216;ntrangheta e i suoi mille interessi internazionali. Sarebbe da ingenuo pensarlo. Per cui tale bene ha solo valore simbolico. Dunque l&#8217;Associazione presieduta da Adriana Musella che svolge attività culturali di diffusione dei principi della legalità, non può sostituirsi allo Stato. Soprattutto, è bene dirlo, la questione &#8220;Limbadi&#8221; riguarda soprattutto lo Stato, il Governo, la Politica locale, regionale e nazionale, che in questo fazzoletto di terra vincono o perdono. Spostare la questione su una Donna e utilizzare il suo impegno facendo leva sul suo dolore di figlia di una Vittima di Mafia per dare l&#8217;immagine di un &#8220;Governo virtuale&#8221;, sarebbe ingiusto. E&#8217; lo Stato che deve sapere cosa vuole per davvero poiché in Calabria, pare ovvio, che a vincere da sempre siano tutte le mafie.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: nel mirino della Giustizia la Giunta Scopelliti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 15:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[ntrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le donne fermate dai Ros dei carabinieri di Reggio Calabria con l&#8217;accusa di aver favorito la latitanza del boss Domenico Condello figura anche Giuseppa Cotroneo, madre della compagna dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica del Comune di Reggio, Luigi Tuccio e anche suocera di Massimo Pascale, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti. La donna, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4212" aria-describedby="caption-attachment-4212" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="ndrangheta" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4212"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4212" title="ndrangheta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta.jpg" alt="Ndrangheta e Politica a Reggio Calabria nel mirino della Magistratura" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4212" class="wp-caption-text">Ndrangheta e Politica a Reggio Calabria nel mirino della Magistratura</figcaption></figure>
<p>Tra le donne fermate dai <strong>Ros dei carabinieri di Reggio Calabria</strong> con l&#8217;accusa di aver favorito la latitanza del boss <strong>Domenico Condell</strong>o figura anche <strong>Giuseppa Cotroneo, madre della compagna dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica</strong> <strong>del Comune di Reggio</strong>, <strong>Luigi Tuccio</strong> e anche <strong>suocera di Massimo Pascale, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti</strong>.</p>
<p>La donna, che è anche la madre di Bruna, <strong>moglie di Pasquale Condello</strong> (fratello del latitante Domenico Condello e cugino del più famoso Pasquale Condello detto &#8220;il Supremo&#8221;) è accusata di aver messo a disposizione del latitante un immobile per un certo periodo di tempo. Gli inquirenti hanno rinvenuto anche un<strong> &#8220;pizzino&#8221;</strong> lasciato dal latitante alla Cotroneo a mò di ringraziamento: &#8220;Cara Commare io me ne sto andando &#8211; aveva scritto Mico Condello di suo pugno -. Mi diceva l&#8217;amico che qui ogni tanto per un paio di giorni posso venire, e io l&#8217;ho ringraziato. Lascio qui tutto quello che mi avete mandato perché se torno mi può servire. Vi ringrazio di tutto. Se avete bisogno mi fate sapere, salutate tantissimo Bruna. Vi abbraccio e se Dio vuole ci rivedremo. Ciao. Compare M&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Questo episodio è destinato a rinfocolare le polemiche delle scorse settimane</strong> tra l&#8217;ex comandante del Ros di Reggio Calabria <strong>colonello Valerio Giardina</strong> e il <strong>Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti</strong>. Il colonnello infatti, deponendo al processo &#8220;Meta&#8221; sulle cosche del reggino, aveva <strong>sollevato dubbi e ipotizzato la vicinanza del governatore alla cosca Condello</strong>. In particolare il riferimento era alla gestione di un immobile sequestrato alla famiglia Condello e ristrutturato dal Comune di Reggio Calabria (all&#8217;epoca guidato dal sindaco Scopelliti) <strong>quando l&#8217;immobile era ancora nella disponibilità della famiglia.</strong></p>
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		<title>Gratteri: «Contro le mafie Berlusconi ha fatto meglio di Prodi. Però&#8230;..</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/03/gratteri-%c2%abcontro-le-mafie-berlusconi-ha-fatto-meglio-di-prodi-pero/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 11:28:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alfano]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[Riforma Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[In prima fila contro la &#8216;ndrangheta però, Nicola Gratteri, lancia l&#8217;allarme: &#8220;Se passa questa riforma della Giustizia è la fine&#8221; «No a riforme urlate, ma proposte concrete». Nicola Gratteri parla di un migliore sistema giudiziario per sconfiggere le mafie con Antonio Nicaso, uno dei massimi esperti di &#8216;ndrangheta al mondo, con cui ha pubblicato un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_1564" aria-describedby="caption-attachment-1564" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-1564" href="https://ilparlamentare.it/2011/03/24/gratteri-%c2%abcontro-le-mafie-berlusconi-ha-fatto-meglio-di-prodi-pero/nicola-gratteri/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1564" title="Nicola-Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Gratteri.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Gratteri.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Gratteri-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Gratteri-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicola-Gratteri-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1564" class="wp-caption-text">Nicola Gratteri: Carta della Pace e Procuratore Antimafia di Reggio Calabria</figcaption></figure>
<p>In prima fila contro la &#8216;ndrangheta però, <strong>Nicola Gratteri, lancia l&#8217;allarme: &#8220;Se passa questa riforma della Giustizia è la fine&#8221;</strong></p>
<p>«No a riforme urlate, ma proposte concrete». Nicola Gratteri parla di un migliore sistema giudiziario per sconfiggere le mafie con Antonio Nicaso, uno dei massimi esperti di &#8216;ndrangheta al mondo, con cui ha pubblicato un libro dal titolo: La giustizia è una cosa seria. Il Procuratore della Repubblica aggiunto di Reggio Calabria, non sceglie la piazza come ha fatto Ingroia: «Io non sarei andato per evitare strumentalizzazioni. Occorre non dare alibi in questo momento». Gratteri per criticare la riforma della Giustizia elaborata dal ministro Alfano, sceglie il palco della libreria Feltrinelli di Milano. Una platea più piccola con cui ragionare. E lo fa in barba a tutte le polemiche con un volume edito da Mondadori: «L&#8217;editore non mi ha cambiato neanche una virgola. Scriverò ancora per loro».</p>
<p><strong>BERLUSCONI-PRODI &#8211;</strong> Poi spiazza il pubblico in sala: «Se confrontiamo i 18 mesi dell&#8217;ultimo governo Prodi con il governo Berlusconi, ebbene l&#8217;attuale esecutivo ha fatto di più in tema di lotta alla mafia. Almeno tre cose importanti. La prima: ha abolito il patteggiamento in appello che riduceva ad esempio pene di 27-28 anni si riducevano a pene ridicole di 6-7 anni. Secondo: ha fatto in modo che si possano confiscare i beni anche ai figli dei mafiosi che li ereditavano dai padri. Terzo: ha reso ancora più duro il 41 bis. Punto e a capo. Con la stessa franchezza occorre dire che se passa il ddl Alfano come è ora sarà un&#8217;apocalisse. Potremo dire addio alla lotta alla mafia».</p>
<p><strong>LA RIFORMA </strong>&#8211; E snocciola la sua ricetta. Processo breve: «I dibattimenti &#8211; afferma &#8211; potrebbero durare meno solo con l&#8217;informatizzazione, che abbatterebbe anche costi e abusi». L&#8217;indipendenza del pm: «Non possono esserci scelte costituzionali mirate che consentano alla politica di controllare il giudice, ma neanche leggi che possano ostacolare il sistema giudiziario nella persecuzione dei reati». Separazione della carriere: «Non è un dogma anche se l&#8221;unicità della carriera costituisce una maggiore garanzia di agganciamento del pubblico ministero a una cultura giurisdizionale. E c&#8217;è anche il rischio che se la carriera della polizia giudiziaria dipendesse dal politico di turno, avalleremmo solo corruzione». Poi aggiunge: «Se la polizia non ha l&#8217;obbligo di comunicare la notizia di reato immediatamente alla Procura, più giorni passano e maggiore è la possibilità di interferenza, di infiltrazione e di pressioni sulla polizia giudiziaria e di annacquare la notizia di reato». Revisione delle circoscrizioni giudiziarie «che ricalcano ancora lo schema ottocentesco», depenalizzazione dei reati minori «per riservare il processo penale alle questioni di maggiore allarme sociale», scrematura delle cause inutili per i reati di poco conto, riorganizzazione della rete dei tribunali in un «progetto di geografia giudiziaria».</p>
<p><strong>LA LOMBARDIA </strong>&#8211; «Dopo 25 anni adesso è chiaro a tutti che la &#8216;ndrangheta è arrivata a Milano». E in sala si lascia scappare una frecciatina: «Persino un ragazzino sa che a Milano c&#8217;è la &#8216;ndrangheta mentre un prefetto non lo sa». Un intero capitolo racconta i legami tra il Sud e la Lombardia (usura, estorsione, infiltrazioni negli appalti, movimento terra, riciclaggio, traffico di droga, l&#8217;Expo 2015), e ovviamente è ampia la descrizione dei rapporti con il potere politico. «Per beccare la zona grigia occorrono le prove, serve molta pazienza investigativa».</p>
<p><strong>LA SCUOLA </strong>&#8211; Gratteri si è detto anche convinto che «con questo sistema giudiziario e scolastico non andiamo da nessuna parte nella lotta alle mafie. Quanto alla scuola, è necessario il tempo pieno per togliere i figli di famiglie &#8216;ndranghetiste alla cultura mafiosa che respirano in casa». Con un sistema giudiziario proporzionato alla realtà criminale, nell&#8217;arco di cinque potremmo abbattere le mafie del 70%». Il suo futuro? «Sicuramente da magistrato. Questo lavoro ancora mi emoziona».</p>
<p>a cura di <strong>Nino Luca &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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