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	<title>noi magazine &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Rende: La Rinascita di una Città Modello attraverso il Movimento NOI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 20:53:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[civismo]]></category>
		<category><![CDATA[cosenza vivere]]></category>
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					<description><![CDATA[di Emanuele Pontoriero Viverecosenza.it La città di Rende, con la sua vocazione universitaria e il suo potenziale culturale, ha le carte in regola per diventare una vera e propria Città Modello. Eleonora Cafiero, referente della Città di Rende del&#160;Movimento civico NOI&#160;e&#160;già candidata Sindaco nelle Amministrative del 2019, sottolinea l&#8217;importanza di ripensare la città mettendo al centro [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">di <strong>Emanuele Pontoriero</strong> <em>Viverecosenza.it</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La città di Rende</strong>, con la sua vocazione universitaria e il suo potenziale culturale, ha le carte in regola per diventare una vera e propria Città Modello.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1700" height="947" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende.jpeg" alt="" class="wp-image-16576" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende.jpeg 1700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende-300x167.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende-480x267.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende-768x428.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende-1536x856.jpeg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende-696x388.jpeg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eleonora-e-comune-di-rende-1068x595.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1700px) 100vw, 1700px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Eleonora Cafiero</strong>, referente della Città di Rende del&nbsp;<strong>Movimento civico NOI</strong>&nbsp;e&nbsp;<em>già candidata Sindaco nelle Amministrative del 2019</em>, sottolinea l&#8217;importanza di ripensare la città mettendo al centro le esigenze e i bisogni delle persone, trasformandola in un polo di conoscenza e un attrattore culturale di rilevanza europea. La ripresa di&nbsp;<strong>Rende</strong>&nbsp;richiede un impegno comune da parte dei cittadini e delle nuove e competenti classi dirigenti, ripartendo dal civismo autentico e valorizzando le conquiste positive degli anni passati.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/RENDE-MOVIMENTO-NOI-1024x534.png" alt="Chiesa di San Carlo Borromeo nel Parco Rossini" class="wp-image-2770"/><figcaption>Chiesa di San Carlo Borromeo nel Parco Rossini</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rende</strong>&nbsp;vanta una ricca tradizione universitaria, con istituti accademici di prestigio e una comunità studentesca dinamica. Tuttavia, per realizzare appieno il suo potenziale, è necessario adottare un approccio olistico che tenga conto delle esigenze sia materiali che immateriali dei suoi abitanti.&nbsp;<strong>Eleonora Cafiero</strong>&nbsp;sottolinea l&#8217;importanza di concentrarsi sulla persona, creando un ambiente che favorisca lo sviluppo integrale e il benessere di ogni individuo. Questo implica la messa in atto di politiche che promuovano l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, all&#8217;occupazione, alla cultura e alla sfera sociale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/04/unical-universita-della-calabria1.jpg" alt="L'UNICAL - Università della Calabria - Arcavacata - Rende" class="wp-image-2771" width="706" height="414"/><figcaption>L&#8217;UNICAL &#8211; Università della Calabria &#8211; Arcavacata &#8211; Rende</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Per diventare una&nbsp;<em>Città Modello</em>,<strong>&nbsp;Rende</strong>&nbsp;deve diventare un&#8217;incubatrice di idee e un centro di conoscenza in grado di attrarre talenti e investimenti.<strong>&nbsp;Eleonora Cafiero</strong>&nbsp;propone di sfruttare la ricchezza intellettuale presente nella città e di promuovere la collaborazione tra università, industrie e istituzioni, creando un ambiente favorevole all&#8217;innovazione e all&#8217;imprenditorialità. Questa sinergia tra saperi accademici e realtà produttive può dare vita a un circolo virtuoso di crescita economica e sociale, creando opportunità occupazionali e migliorando la qualità della vita dei cittadini.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://noimagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/eleonoracafierorende-1-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-7264"/><figcaption>Eleonora Cafiero Referente della Città di rende del Movimento civico NOI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La realizzazione di una&nbsp;<strong>Rende</strong>&nbsp;rinata come&nbsp;<em>Città Modello&nbsp;</em>richiede la partecipazione attiva dei cittadini e l&#8217;emergere di nuove classi dirigenti competenti.&nbsp;<strong>Eleonora Cafiero</strong>&nbsp;sottolinea l&#8217;importanza del civismo autentico, invitando tutti a farsi promotori di un cambiamento positivo nella propria comunità. I cittadini devono essere coinvolti nel processo decisionale e nella pianificazione urbana, affinché la visione di una città modello sia rappresentativa delle esigenze e delle aspirazioni di tutti. Allo stesso tempo, è fondamentale che le nuove classi dirigenti abbiano le competenze necessarie per guidare il cambiamento, combinando competenza tecnica con una visione a lungo termine e una forte leadership.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="https://noimagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/noimovimento-1024x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-7265"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La città di Rende ha l&#8217;opportunità di tornare a essere una Città Modello</strong>, mettendo al centro delle sue politiche e iniziative le esigenze delle persone e valorizzando il suo potenziale come polo universitario e culturale. Eleonora Cafiero, referente della Città di Rende del&nbsp;<strong>Movimento civico NOI</strong>, invita i cittadini a unirsi e a diventare protagonisti della rinascita della loro bellissima città, senza dimenticare il valore delle cose positive costruite negli anni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso un approccio olistico, l&#8217;incubazione di idee e la collaborazione tra università, industrie e istituzioni, <strong>Rende può diventare un modello di sviluppo europeo</strong>, fonte di ispirazione per altre comunità. La sfida è grande, ma con il coinvolgimento attivo dei cittadini e il supporto di competenti classi dirigenti, Rende può guardare al futuro con fiducia e determinazione.</p>
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		<title>LEA – Livelli Essenziali di Assistenza. Perché le regioni italiane non sono tutte uguali.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 10:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[angelo falcone]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[lea]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Angelo Falcone &#8211; Delegato alla Salute Movimento NOI/ C&#8217;è un&#8217;elite che in Italia costituisce un&#8217;eccezione pur dovendo sulla carta rappresentare la regola. Dopodiché, la qualità dell&#8217;assistenza sanitaria di base fornita dalle Regioni italiane è suddivisa in tre tronconi, separati da altrettante nette fratture. Sia in termini di prevenzione che di cura, chi abita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_4253" aria-describedby="caption-attachment-4253" style="width: 1700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/angelo-falcone-movimento-noi2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4253" alt="Angelo Falcone - Responsabile settore Salute del Movimento NOI" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/angelo-falcone-movimento-noi2.jpg" width="1700" height="1047" /></a><figcaption id="caption-attachment-4253" class="wp-caption-text">Angelo Falcone &#8211; Responsabile settore Salute del Movimento NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Angelo Falcone</strong> &#8211; Delegato alla Salute Movimento NOI/</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è un&#8217;elite che in Italia costituisce un&#8217;eccezione pur dovendo sulla carta rappresentare la regola. Dopodiché, la <strong>qualità dell&#8217;assistenza sanitaria</strong> <strong>di base</strong> fornita dalle Regioni italiane <strong>è suddivisa in tre tronconi,</strong> separati da altrettante nette fratture. Sia in termini di prevenzione che di cura, chi abita nelle aree del Centro e del Nord della Penisola, può contare spesso su quelle tutele che il servizio sanitario nazionale dovrebbe garantire ovunque. Cosa che invece non accade ai <strong>14 milioni di italiani</strong> che risiedono <strong>dall&#8217;Abruzzo alla Sicilia</strong> che, costantemente, <strong>vengono trattati come cittadini di seconda fascia</strong>. E, in molti casi, devono rinunciare a servizi e prestazioni di base. Inevitabile che, a fronte di un simile scenario, la mobilità sanitaria lungo la Penisola non accenni ad arrestarsi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/lea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4254" alt="" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/lea.jpg" width="900" height="450" /></a>Il monitoraggio dei <strong>Livelli Essenziali di Assistenza</strong> (Lea) fotografa un Paese che marcia, almeno, a tre velocità. Le prestazioni e i servizi di cui parliamo, sono quelli che il <strong>Servizio Sanitario Nazionale</strong> deve, o dovrebbe fornire a tutti i cittadini gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione, il tanto vituperato ticket. Questi servizi, garantiti dal gettito fiscale, dovrebbero essere il fulcro dell&#8217;assistenza sanitaria italiana. E la loro valutazione, in seguito all&#8217;introduzione del federalismo in sanità, è il principale indicatore dell&#8217;efficienza dei singoli servizi sanitari regionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/soldistatolea.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4255" alt="Stato Regioni Lea" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/soldistatolea.jpg" width="1200" height="600" /></a>Ma, spesso, questa valutazione si basa su rilevazioni affidate alle autocertificazioni regionali e con soglie invariate dal 2015. Per cui, <strong>basarsi sui Lea, non è più uno strumento adeguato per verificare la reale erogazione delle prestazioni sanitarie</strong> e la loro effettiva esigibilità da parte dei cittadini. Detto ciò, considerando l&#8217;assenza di strumenti più efficaci, ed utilizzando i dati disponibili, veniamo a sapere che <strong>il 26.3% delle risorse assegnate dallo Stato alle Regioni tra il 2010 e il 2018 non ha prodotto servizi per i cittadini.</strong> Di fatto, un quarto dei soldi che avrebbero dovuto essere spesi per aiutare cittadini in difficoltà, sono andati in fumo senza lasciare tracce.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/mobilitasanitaria.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4256" alt="Mobilità Sanitaria" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/07/mobilitasanitaria.jpg" width="1122" height="561" /></a>Ci sono almeno <strong>due conseguenze</strong> che scaturiscono da un&#8217;erogazione ridotta dei Livelli Essenziali di Assistenza: <strong>l&#8217;aumento della mobilità sanitaria e l&#8217;impatto sulle prospettive di vita</strong>. Per far fronte alle inadempienze delle proprie Regioni, nel 2018 quasi un milione di italiani si sono allontanati da casa per sottoporsi a esami diagnostici, interventi chirurgici o altre terapie. I cittadini sono partiti dal Mezzogiorno per curarsi, in linea di massima, dalla Emilia &#8211; Romagna in su. Scegliendo di farlo o, peggio ancora, trovandosi obbligati, in assenza di soluzioni affidabili e tempestive a pochi chilometri dalla propria residenza. Ancora più rilevante è l&#8217;impatto che le disuguaglianze nell&#8217;offerta sanitaria generano in termini di prospettive di vita. Come dimostrano le <strong>statistiche dell&#8217;Istat</strong>, un cittadino calabrese corre il rischio di vivere mediamente 18 anni in meno in buona salute rispetto a un coetaneo altoatesino. <strong>Per spostarsi</strong>, d&#8217;altra parte, <strong>c&#8217;è bisogno di danaro</strong>. E <strong>chi non ne ha a sufficienza, finisce per evitare di curarsi</strong>: sorte che in ogni anno riguarderebbe all&#8217;incirca 4 milioni di italiani. A tutti gli effetti, <strong>Italiani di serie C</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte NOI Magazine</p>
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