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	<title>Nicola Gratteri &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Istituita la “Scorta Civica” per Nicola Gratteri. Venerdì il primo sit-in a Catanzaro.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 11:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono previsti una serie di sit-in in tutta Italia e, il primo, si [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È stata <strong>istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri</strong>. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono <strong>previsti una serie di sit-in in tutta Italia</strong> e, <strong>il primo, si terrà giorno 13 maggio alle ore 11.00 innanzi alla Procura della Repubblica di Catanzaro</strong>. In programmazione quello di Palermo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo alla vigilia del trentennale delle stragi mafiose del ’92 e, se pur importanti cortei e bei discorsi di commemorazione per rinverdire e onorare la memoria dei martiri, è altrettanto importante lavorare quotidianamente per la tutela dei vivi poiché questo è l’insegnamento che le stragi ci offrono. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg" alt="" class="wp-image-16306" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Il Giudice Giovanni Falcone</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovanni Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1982</strong> <strong>ma iniziò a morire molto prima con la votazione del CSM</strong> che bocciò la sua nomina. <strong>Talvolta, disse Paolo Borsellino, “<em>le Istituzioni hanno il volto della mafia</em>&#8220;.</strong> Lo smacco dato a Falcone allora con la mancata nomina, portò al suo isolamento, che fu l’anticamera della morte. “Corsi e ricorsi storici”, scriveva Giovan Battista Vico. La Storia si ripete. Ma siamo noi a dover impedire che ciò accada. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1600" height="704" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg" alt="Scorta Civica per Nicola Gratteri" class="wp-image-16299" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg 1600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-300x132.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-480x211.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-768x338.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1536x676.jpeg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-696x306.jpeg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1068x470.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei giorni scorsi il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri è stato pesantemente minacciato ancora una volta</strong>. I servizi di sicurezza stranieri hanno intercettato una telefonata dove progettavano di farlo saltare in aria. Nelle stesse ore, Gratteri concorreva alla nomina di Procuratore nazionale antimafia ma non ce l&#8217;ha fatta. Gli è stato rafforzato il servizio di protezione ma riteniamo che la migliore scorta per lui sia la ribellione dei cittadini alla barbarie criminale. La Calabria prima regione in Europa per Corruzione, necessita dell’impegno civico di tutti i cittadini onesti e laboriosi. <strong>Ora più che mai non bisogna lasciare solo Nicola Gratteri</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A tal fine venerdì 13 maggio alle ore 11 la “Scorta Civica” stazionerà sotto la Procura di Catanzaro per esprimere al Procuratore Gratteri, vicinanza ed impegno costante. </strong>L’appello della “Scorta Civica”, va alla coscienza civica di donne e uomini di buona volontà, associazioni, sindacati, mondo della scuola e dell’università che insieme hanno deciso di fare squadra. Hanno già confermato la loro adesione i Sindacati <strong>SIULP</strong> &#8211; Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia di Catanzaro, <strong>FSP</strong> Polizia di Stato, <strong>C.I.S.L. Magna Grecia</strong>, <strong>CICAS</strong> Confederazione Imprenditori, Commercianti, Artigiani, Turismo e Servizi, <strong>Antonino De Masi</strong>, la <strong>Fondazione Antonino Caponnetto</strong>, il <strong>Movimento civico NOI</strong>, la <strong>Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”</strong>, il <strong>Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi</strong>, il <strong>CELM</strong> Comitato Europeo per la Legalità e la Memoria, l’<strong>Associazione Giustizia e Pace</strong> dedicata ai Giudici Livatino e Costa. Una organizzazione che cresce di ora in ora. Cittadini e organi dell’informazione sono invitati a partecipare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="1331" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg" alt="" class="wp-image-16304" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-203x300.jpg 203w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-183x270.jpg 183w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-768x1136.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-696x1029.jpg 696w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>La locandina de ILPARLAMENTARE.IT</figcaption></figure></div>
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		<title>Fabio Gallo: in Calabria Democrazia ostaggio del bisogno. Rinviare le elezioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 08:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Movimento civico NOI ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio Mario Draghi ai quali chiede di spostare le elezioni regionali della Calabria e Amministrative di Cosenza in autunno. La lettera è indirizzata anche al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, Al ministro dell&#8217;Interno Luciana Lamorgese, al ministro per gli Affari [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Movimento civico NOI</strong> ha scritto al Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong>, al Presidente del Consiglio <strong>Mario Draghi</strong> ai quali chiede di spostare le elezioni regionali della Calabria e Amministrative di Cosenza in autunno. La lettera è indirizzata anche al Presidente del Senato <strong>Maria Elisabetta Alberti Casellati</strong>, Al ministro dell&#8217;Interno <strong>Luciana Lamorgese</strong>, al ministro per gli Affari Regionali <strong>Mariastella Gelmini,</strong> al Prefetto di Cosenza <strong>Cinzia Guercio</strong> ed al Procuratore della Repubblica di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1700" height="935" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari.jpg" alt="Fabio Gallo - Portavoce Nazionale del Movimento NOI" class="wp-image-15146" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari.jpg 1700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-300x165.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-480x264.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-768x422.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-1536x845.jpg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-696x383.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-movimento-noi-popolari-1068x587.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1700px) 100vw, 1700px" /><figcaption>Fabio Gallo &#8211; Portavoce Nazionale del Movimento NOI</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">FABIO GALLO: LA DEMOCRAZIA IN CALABRIA E&#8217; OSTAGGIO DEL BISOGNO<br>&#8220;Più di altre regioni italiane, la Calabria &#8211; ha scritto il Presidente del Movimento NOI Fabio Gallo &#8211; è estremamente fiaccata dalle conseguenze del Covid19 che, come mostrato ampiamente dagli organi di stampa nazionali, hanno letteralmente <strong>inginocchiato l’economia, sviluppato sacche di nuove povertà</strong> impensabili fino ad un anno addietro e <strong>reso la Democrazia ostaggio del bisogno.</strong> </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1700" height="884" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2.jpg" alt="Bandiera del Movimento NOI" class="wp-image-15258" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2.jpg 1700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2-300x156.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2-480x250.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2-768x399.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2-1536x799.jpg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2-696x362.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-civico-noi-2-1068x555.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1700px) 100vw, 1700px" /><figcaption>Bandiera del Movimento NOI . Immagine tratta dal sito istituzionale www.movimentonoi.it</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">VOTO A RISCHIO<br>Oggi &#8211; continua Fabio Gallo &#8211; <strong>il voto in Calabria è a rischio e qualcuno deve pur dirlo</strong>. Gli allarmi lanciati dalla Magistratura Antimafia sono chiari, riscontrabili nella realtà e tangibili. Andare alle elezioni nel momento in cui la gran parte dei cittadini della regione con il più alto tasso di disoccupazione sono deboli, significherebbe <strong>rendere il voto attaccabile dalle mafie, uniche a non avvertire il bisogno di buon senso, sicurezza, libertà nella scelta. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">ANCORA NESSUNA CAMPAGNA VACCINALE<br>A ciò si aggiunga che <strong>la campagna vaccinale sulla popolazione in Calabria non è mai iniziata</strong> e senza di essa molti cittadini hanno e avranno timore di esporsi anche in occasione della raccolta firme ordinata ai Movimenti civici. Il ragionevole rinvio nella seconda parte dell’autunno 2021 (ottobre-novembre) &#8211; conclude la nota del Movimento NOI &#8211; consentirebbe al Governo centrale di giungere con una campagna vaccinale iniziata e di restituire ai cittadini sicurezza e speranza nella certezza del confronto politico aperto, alla pari e in piazza, ove necessario. <strong>Alla Democrazia, restituirebbe il suo stesso senso.</strong></p>
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		<title>Luigi Incarnato arrestato dalla Procura guidata da Nicola Gratteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 14:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Corruzione elettorale. Con questa accusa è stato arrestato Luigi Incarnato commissario della Sorical (Società Risorse Idriche Calabresi), dalla Procura della Repubblica di Catanzaro all&#8217;interno dell&#8217;indagine &#8220;Rinascita-Scott&#8221; coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri. Luigi incarnato (PD) secondo l’accusa, al fine di ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale, avrebbe offerto a Pietro Giamborino (ex Consigliere regionale della [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="540" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1.jpg" alt="" class="wp-image-16030" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-450x270.jpg 450w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-768x461.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-696x418.jpg 696w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>Luigi Incarnato</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Corruzione elettorale</strong>. Con questa <strong>accusa è stato arrestato Luigi Incarnato</strong> commissario della Sorical (Società Risorse Idriche Calabresi), dalla Procura della Repubblica di Catanzaro all&#8217;interno dell&#8217;indagine <strong>&#8220;Rinascita-Scott&#8221;</strong> coordinata dal Procuratore <strong>Nicola Gratteri.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="790" height="466" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" class="wp-image-12360" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /><figcaption>Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Luigi incarnato</strong> (PD) secondo l’accusa, al fine di ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale, avrebbe offerto a<strong> Pietro Giamborino </strong>(ex Consigliere regionale della Calabria)<strong> e Pino Cuomo</strong> (che accettavano l’accordo) <strong>la propria disponibilità a favorire gli interessi economico-imprenditoriali ai due</strong>, in quanto interessati alla realizzazione, nel Comune di Paola, di un centro di accoglienza straordinario per migranti richiedenti asilo, presentandoli al sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e propiziando un incontro (al quale prese parte anche lo stesso Incarnato) per la illustrazione a Perrotta dell’iniziativa imprenditoriale di Cuomo. Questo l’episodio che è costato ad Incarnato l’arresto in regime di detenzione domiciliare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I PM <strong>contestano a Giamborino l’aggravante mafiosa</strong>, per aver agevolato e rafforzato il sodalizio ‘ndranghetistico da riconoscere nella locale di Piscopio. Prima della Procura della Repubblica di Catanzaro a tentare l&#8217;arresto di Luigi Incarnato era stata quella di Reggio Calabria poi respinta dal GIP.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Sanità, il caso OSS di Cosenza: la Politica ha fallito. Ora, provveda.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2019 21:15:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Non è più tollerabile la situazione che vive la sanità calabrese e cosentina. Lo afferma in nota il Movimento cattolico NOI con particolare riferimento alla vicenda degli Operatori socio-sanitari esternalizzati Coopservice/Multiservice dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza per i quali sono state avviate le procedure di licenziamento. Il Portavoce nazionale Fabio Gallo, il Responsabile del settore Salute Angelo Falcone e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14070" aria-describedby="caption-attachment-14070" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14070" alt="Ospedale Civile di Cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg" width="1000" height="582" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1-300x174.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1-463x270.jpg 463w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14070" class="wp-caption-text">Ospedale Civile di Cosenza</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">Non è più tollerabile la situazione che vive la <b>sanità calabrese e cosentina</b>. Lo afferma in nota il <b>Movimento cattolico NOI</b> con particolare riferimento alla vicenda degli <b>Operatori socio-sanitari esternalizzati</b> Coopservice/Multiservice <b>dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza</b> per i quali sono state avviate le procedure di licenziamento. Il Portavoce nazionale <strong>Fabio Gallo</strong>, il Responsabile del settore Salute <strong>Angelo Falcone</strong> e la Responsabile del Settore Politiche Sociali <strong>Maria Luisa Celani</strong>, intervengono sulla questione degli OSS, Operatori Socio Sanitari di Cosenza, la cui situazione critica è generata dall&#8217;irresponsabilità e incompetenza della politica locale e regionale della Calabria che risulta commissariata da anni.</p>
<p><figure id="attachment_3394" aria-describedby="caption-attachment-3394" style="width: 1800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/angelo-falcone-movimento-noi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3394" alt="Angelo Falcone - Responsabile settore Salute del Movimento NOI" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/angelo-falcone-movimento-noi.jpg" width="1800" height="1091" /></a><figcaption id="caption-attachment-3394" class="wp-caption-text">Angelo Falcone &#8211; Responsabile settore Salute del Movimento NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANGELO FALCONE: OSS VITTIME DI IRRESPONSABILITA&#8217; POLITICA</strong><br />
&#8220;Vale la pena ricordare &#8211; sostiene afferma <strong>Angelo Falcone</strong> – che si tratta di lavoratori ormai diventati insostituibili nelle mansioni che li vedono <b>impegnati ormai da ben 25 anni come ausiliari ospedalieri</b> di supporto alle attività sanitarie e che gli stessi hanno già partecipato a regolare concorso pubblico con la quota del 30% riservata ai dipendenti delle strutture private, incluso il personale delle Società dei servizi. Né può essere un’attenuante la <b>disastrosa situazione della sanità in Calabria</b>, di cui comunque andrebbero accertate le responsabilità, se questa vicenda finora non ha avuto un epilogo positivo considerando che in ogni caso, al di là dei vincoli imposti dal commissariamento, esistono le condizioni per una proroga della convenzione, in attesa della definitiva risoluzione della problematica che non può non passare attraverso <b>l’internalizzazione dei lavoratori e dei servizi</b>, così come già avvenuto per casi analoghi in altre realtà del nostro Paese&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_3395" aria-describedby="caption-attachment-3395" style="width: 937px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/maria-luisa-celani.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3395" alt="Maria Luisa Celani - Responsabile del settore Politiche Sociali del Movimento NOI" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/maria-luisa-celani.jpg" width="937" height="540" /></a><figcaption id="caption-attachment-3395" class="wp-caption-text">Maria Luisa Celani &#8211; Responsabile del settore Politiche Sociali del Movimento NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARIA LUISA CELANI: ATTENZIONE ALLE NUOVE POVERA&#8217;. SIAMO AL COLLASSO</strong><br />
&#8220;Per questi motivi &#8211; aggiunge Maria Luisa Celani &#8211; nell’esprimere la più convinta solidarietà ai lavoratori interessati, sollecitiamo la <b>Direzione Generale dell’AO</b>, il <b>Commissario alla Sanità</b>, il <b>Ministro della Salute</b> e il <b>Governo regionale</b>, affinché vengano al più presto attivati tutti gli interventi adeguati alla risoluzione della problematica sollecitando, al tempo stesso, una maggiore attenzione del Governo nazionale sul “<b>caso Calabria” in materia di sanità</b>. Il caso dei 92 OSS di Cosenza, se non risolta, andrà ad aggravare anche i livelli di disoccupazione già elevatissimi che fanno di Cosenza la seconda Città più povera della Calabria e una delle più povere d&#8217;Italia, nonostante la politica locale voglia darne una immagine esteticamente diversa&#8221;.</p>
<p><figure id="attachment_3396" aria-describedby="caption-attachment-3396" style="width: 1700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/fabio-gallo-movimento-noi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3396" alt="Fabio Gallo - Portavoce Nazionale del Movimento NOI" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2019/09/fabio-gallo-movimento-noi.jpg" width="1700" height="1110" /></a><figcaption id="caption-attachment-3396" class="wp-caption-text">Fabio Gallo &#8211; Portavoce Nazionale del Movimento NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FABIO GALLO: IL PROCURATORE GRATTERI LO HA DETTO IN TRE PAROLE</strong><br />
&#8220;Il Movimento NOI &#8211; conclude il Portavoce Fabio Gallo &#8211; condivide la riflessione del <b>Procuratore Nicola Gratteri</b> allorquando afferma che <strong>“…<i>non è possibile che il 75% del bilancio della Regione sia destinato alla sanità e la sanità non funzioni”.</i></strong> Ciò significa che le cose non vanno per davvero e non possiamo che dedurne la grande incapacità di amministrare della classe politica regionale che si riflette nelle istituzioni preposte alla gestione. Proprio in questi giorni la &#8216;ndrangheta ha inficiato il legittimo operare dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale <em>di Catanzaro, </em>commissariata per questo disonorevole motivo<em>. </em>Per il Movimento cattolico NOI le responsabilità sono solo ed esclusivamente della politica calabrese che ha trattato negli ultimi 20 anni la Sanità fallendo totalmente&#8221;.</p>
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		<title>Arresti a Cosenza, Gratteri: per anni la &#8216;ndrangheta comandava il carcere. Gravi omissioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 15:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Dario Ranieri/ Calabria &#8211; I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza Luigi Frassanito (56 anni) e Giovanni Porco (53) con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari. Le indagini sono state coordinate dalla DDA di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12360" aria-describedby="caption-attachment-12360" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12360" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12360" class="wp-caption-text">Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di Dario Ranieri/</p>
<p style="text-align: justify;">Calabria &#8211; I <strong>Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza</strong> hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza<strong> <strong>Luigi Frassanito </strong></strong>(56 anni)<strong><strong> e Giovanni Porco </strong></strong>(53) con l’accusa di <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini sono state coordinate dalla <strong>DDA di Catanzaro</strong> e sono ritenute molto allarmanti per le gravissime omissioni che gli organi preposti al controllo, avrebbero posto in essere. Il <strong>Procuratore Nicola Gratteri  </strong>capo dell&#8217;indagine<strong> </strong>che ha esposto i dettagli alla stampa<strong>, ha lanciato un messaggio importante</strong>: <strong>non abbiamo paura e non guardiamo in faccia nessuno.</strong> Una dichiarazione che solleva l&#8217;animo dei<strong> calabresi onesti</strong> che da decenni nella Città di Cosenza e non solo, subiscono non solo soprusi da parte della &#8216;ndrangheta, ma anche da parte di chi la favorisce, piuttosto che combatterla per dovere d&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa gravissima di questa indagine &#8211; <strong>ha affermato il Procuratore Nicola Gratteri</strong> &#8211; è che si sarebbe dovuta concludere già anni addietro, almeno 5 0 10, addirittura, perché i fatti erano noti da tempo ma nessuno ha mai provveduto lasciando, cosa gravissima, i detenuti condannati per &#8216;ndrangheta nel carcere della stessa Città dal quale dispensavano ordini di ogni tipo e nuovi battesimi di &#8216;nrdangheta, oltre che ricevere alcool e droga dall&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Procuratore Gratteri ha ringraziato il</strong> <strong>Magistrato Camillo Falvo</strong> per avere saputo ricostruire tutta la vicenda con l&#8217;ausilio del Carabinieri. Sarebbero decine i pentiti di mafia che avrebbero delineato questo andazzo illecito nel carcere di Cosenza. Il Procuratore Nicola Gratteri che oggi con la sua Procura è al centro di importanti indagini che coinvolgono parte del corpo politico regionale che hanno già prodotto numerosi avvisi di garanzia, ha dichiarato “mi auguro che questi arresti servano a costringere chi di dovere, dal direttore del carcere di Cosenza al direttore del Dap, a intervenire per fare un po’ di ordine, quantomeno nell’applicazione dell’ordinamento penitenziario, in modo che – ha concluso il procuratore della Dda di Catanzaro – detenuti di alta sicurezza della stessa area criminale stiano a mille chilometri di distanza gli uni dagli altri e da Cosenza”.</p>
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		<title>‘Ndrangheta, 35 arresti. Il procuratore Gratteri accostato a Falcone in una intercettazione: “Morto che cammina”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 15:25:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[“Un morto che cammina”. Per le cosche crotonesi, il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri era come Giovanni Falcone. L’accostamento è esplicito ed emerge dalle intercettazioni registrate dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta “Malapianta” che stamattina ha portato all’arresto di 35 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga, estorsione, usura, porto illegale di armi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14152" aria-describedby="caption-attachment-14152" style="width: 1300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolagratteri.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14152" alt="Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro  Nicola Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolagratteri.png" width="1300" height="536" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolagratteri.png 1300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolagratteri-300x123.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolagratteri-480x197.png 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolagratteri-1024x422.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14152" class="wp-caption-text">Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">“Un morto che cammina”. Per le cosche crotonesi, il procuratore della Repubblica di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri </strong>era come <strong>Giovanni Falcone.</strong> L’accostamento è esplicito ed emerge dalle intercettazioni registrate dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta “Malapianta” che stamattina ha portato all’arresto di 35 persone accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga, estorsione, usura, porto illegale di armi e intestazione fittizia di beni.</p>
<p style="text-align: justify;">Una “potentissima locale di ‘ndrangheta smantellata” a Crotone dove il boss di San Leonardo di Cutro Alfonso Mannolo e i suoi sodali avevano timore sia del procuratore Gratteri sia delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Chi si pentiva, per i boss faceva una scelta “vergognosa”: <i>“Ha fatto altre dichiarazioni?”</i>. “<i>Dice che sta cantando a ruota libera… così mi hanno detto”. </i>Capicosca e luogotenenti del clan avevano paura di essere arrestati e, nei loro discorsi, commentavano l’operato di Gratteri apostrofandolo con frasi ingiuriose (“Questo è un figlio di p….”). Più inquietanti, invece, le considerazioni di disprezzo in cui il procuratore di Catanzaro è stato accostato a Giovanni Falcone. “Un morto che cammina” è la frase intercettata durante una conversazione che, però, – è scritto nel provvedimento di fermo – non contemplava alcuna concreta progettazione, né tanto meno costituiva prova di una concertazione volta a pianificare un attentato nei confronti del procuratore Gratteri”.</p>
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<div id="viralize-native-p4blbeuhgpo">Il blitz dell’operazione “Malapianta” è scattato stamattina all’alba quando la guardia di finanza ha eseguito un provvedimento di fermo firmato dal procuratore Nicola Gratteri, dall’aggiunto Vincenzo Luberto e dai pm Paolo Sirleo, Antonio De Bernardo e Domenico Guarascio. In carcere è finito Alfonso Mannolo, 80 anni, considerato dagli inquirenti “il capo indiscusso dell’omonimo sodalizio mafioso” legato anche alla famiglia dei Grandi Aracri.</div>
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</div>
<p style="text-align: justify;">Per gli inquirenti, “la sua caratura criminale – è scritto nel provvedimento di fermo – appare manifesta ben oltre il notorio, quale essere il vero referente del comprensorio di San Leonardo di Cutro. La sua indiscussa carica ‘ndranghetistica ne fa uno dei principali protagonisti della ‘ndrangheta crotonese. Pianifica le estorsioni nei confronti delle diverse strutture turistiche del litorale crotonese, attua il reimpiego dei capitali lucrati dalla consorteria, discute della politica criminale della locale di ndrangheta con gli altri referenti della provincia quali Nicolino Grande Aracri”. Stando all’inchiesta, nonostante i suoi 80 anni, era attivo nel settore dell’usura che curava personalmente implementando la “bacinella” della cosca. Inoltre Alfonso Mannolo si recava “presso i domicili degli imprenditori vessati dalla consorteria spendendo chiaramente la matrice ‘ndranghetistica del sodalizio”. In manette anche i suoi figli, Dante e Remo <wbr />Mannolo di 51 e 47 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Stando a una vecchia informativa finita agli atti del processo “Stige”,  la famiglia Mannolo gestirebbe attualmente una ditta che si occupa della distribuzione del caffe ‘Santos Caffè’ e alcuni distributori di benzina, oggi sequestrati dalla Guardia di finanza. Alcune intercettazioni, inoltre, registrate dalla Dda in recenti inchieste, dimostrerebbero il coinvolgimento della cosca in affari legati alla droga. Per eseguire il provvedimento di fermo sono sono stati impiegati oltre 250 militari delle fiamme gialle di Crotone e dello Scico.</p>
<p style="text-align: justify;">Al Gr1, il procuratore Gratteri ha dichiarato che “alcune famiglie di ‘ndrangheta controllavano il respiro di un intero territorio della provincia di Crotone, l’indagine ne ha svelato i loro interessi. Avevano controllo assoluto sul territorio e chiedevano la tangente a tutti gli operatori turistici di quell’area, sottoponendoli anche a usura; rilevavano tutte le attività commerciali al punto che oggi abbiamo sequestrato diversi distributori di benzina, alberghi, ristoranti e bar. Vendevano cocaina in cinque regioni d’Italia e all’estero”. Il traffico di sostanze stupefacenti (hashish, cocaina ed eroina) era certamente tra i più redditizi per i Mannolo che acquistavano la droga dai clan di Reggio Calabria e Vibo Valentia. A Crotone c’era la base operativa dello spaccio. Nel quartiere di via Acquabona, infatti, la cosca aveva il suo “fortino” dove risiedono centinaia di persone appartenenti al gruppo degli “zingari”. Case abusive e vialetti stretti dove le donne e i bambini venivano utilizzati come vedette per lo spaccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo droga e usura. Storicamente attiva nel settore del traffico di sigarette, la “locale” di San Leonardo di Cutro dettava legge anche per quanto riguarda la gestione dei villaggi turisticiattraverso “una costante quanto pesantissima vessazione posta in essere con l’imposizione di proventi estorsivi, di assunzioni di lavoratori vicini alla consorteria ‘ndranghetista nonché di fornitori di beni e servizi anch’essi graditi alle cosche annullando, di fatto, ogni forma di libero mercato e di concorrenza”. Le regole erano chiare: i proprietari delle strutture ricettive dovevano subire l’estorsione di denaro contante per milioni di euro o affidare alla cosca la gestione di manodopera, forniture e manutenzioni: “Un progetto delinquenziale condiviso dalle consorterie operanti nella ‘circoscrizione’ criminale di Cutro” che, nel tempo, sono riuscite a imporre la loro assoluta egemonia in relazione a qualsivoglia aspetto delle attività connesse alla gestione di alberghi e villaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">I sospetti dei pm sono stati riscontrati anche dalle dichiarazioni di alcuni imprenditori come Giovanni Notarianni, titolare della società che gestisce il villaggio “Porto Kaleo”. Fino al 2013 è stato stritolato dalla cosca. Quando ha smesso di pagare, sono iniziate le intimidazioni. Nel 2001 Notarianni fu costretto a pagare 250mila euro “una tantum” ad Alfonso Mannolo che impose anche una “tassa mensile” corrispondente a 2mila euro per i servizi di “sicurezza e guardiania”. Cinque mila euro annui, invece, doveva versarli per le “cure termali” del boss. Con l’operazione “Malapianta”, la Guardia di finanza ha sequestrato beni e società per 30 milioni di euro. Durante la conferenza stampa, il procuratore capo Gratteri che “la ‘locale’ di San Leonardo di Cutro può sembrare piccola, insignificante, e invece già negli anni ’70 Cosa Nostra aveva impiantato in quel territorio una raffineria per la lavorazione e la produzione dell’eroina: questo a conferma della credibilità criminale di questa organizzazione, perché vuol dire che già a quel tempo c’era una struttura ben radicata, al punto da confrontarsi con la Cosa Nostra di quegli anni, che non è quella di oggi ma è quella che dominava gran parte del territorio nazionale e persino negli Stati Uniti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha affermato: “Trentacinque arresti per ‘ndrangheta a Crotone: grazie alle Guardia di Finanza, che ha messo in campo più di 250 uomini. Continua la pulizia, contro clan e delinquenti vari. E presto, col decreto sicurezza bis, avremo nuovi strumenti per combattere scafisti, mafiosi e delinquenti che aggrediscono le forze dell’ordine. Dalle parole ai fatti!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>Calabria, corrotti temono &#8220;mega blitz giudiziario&#8221;. La politica trema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 22:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lande desolate]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;inchiesta &#8220;Lande Desolate&#8221; della DDA di Catanzaro coordinata dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, ha disorientato i sistemi di potere in Calabria. Siano ad un istante prima che al Presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio (PD) si notificasse l&#8217;ordine di obbligo di residenza nel suo paese d&#8217;origine, nessuno, ma per davvero nessuno, avrebbe potuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13907" aria-describedby="caption-attachment-13907" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13907" alt="La Giustizia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg" width="900" height="492" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1-300x164.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1-480x262.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13907" class="wp-caption-text">La Giustizia</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta <strong>&#8220;Lande Desolate&#8221;</strong> della DDA di Catanzaro coordinata dal <strong>Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri</strong>, ha disorientato i sistemi di potere in Calabria. Siano ad un istante prima che al Presidente della Regione Calabria <strong>Gerardo Mario Oliverio</strong> (PD) si notificasse l&#8217;ordine di obbligo di residenza nel suo paese d&#8217;origine, nessuno, ma per davvero nessuno, avrebbe potuto immaginare che ciò accadesse ad uno degli uomini considerati più influenti. Eppure, è accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, a tremare per davvero, è tutto il mondo della politica regionale e non solo della sinistra perché, si sa, la corruzione politica in Calabria scorre nel fiume sotterraneo dei fondi pubblici dove tutti attingono: politici, massoneria deviata e &#8216;ndranghetisti che oggi potrebbero pagare il conto chiamato da diverse procure calabresi e non solo. <strong>Il Civismo, quello vero, è allertato</strong> e pronto a colmare il vuoto strategico che potrebbe creare un massivo arresto di politici, dirigenti e funzionari a vari livelli. Insomma, si parla di un possibile riscatto morale della Calabria dalla corruzione che in un paio di anni potrebbe portare a numerose centinaia di arresti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco cosa riporta il Giornalista Pasquale Motta di <a href="https://lacnews24.it/politica/2019-terrore-politici-calabria-aleggia-spettro-mega-blitz-giudiziario_72941/?fbclid=IwAR1qZxuRTJN9XowHY60JAUfFFvN4GQagWvkpzmef8BBQzu2BWSXlFjtmRaQ" target="_blank">LaC NEWS24.it</a></strong></p>
<p><figure id="attachment_13906" aria-describedby="caption-attachment-13906" style="width: 270px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-13906" alt="Il Giornalista Pasquale Motta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-270x270.jpg" width="270" height="270" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-270x270.jpg 270w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-300x300.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-50x50.jpg 50w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta.jpg 312w" sizes="auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13906" class="wp-caption-text">Il Giornalista Pasquale Motta</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nei luoghi della politica calabrese, nei palazzi del potere, nei corridoi delle sedi legislative non si parla d’altro. Un Big bang delle inchieste, la madre di tutte le indagini a firma delle Procure più pesanti della regione potrebbe abbattersi sulla politica e cambiare radicalmente il quadro politico regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mutuando una frase storica dei tempi del Manifesto comunista, potremmo dire che “uno spettro si aggira sulla politica in Calabria: lo spettro del mega blitz giudiziario”. Un Big bang delle inchieste, la madre di tutte le indagini a firma delle Procure più pesanti della regione. Contro lo spettro del comunismo in Europa si erano coalizzati, “il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi”(…) in questo caso, invece, la politica calabrese, reagisce con la paura, con l’ansia, con le strette di spalle, con il silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il timore è sussurrato dietro una finta calma apparente. E tuttavia, nei luoghi della politica calabrese, nei palazzi del potere, nei corridoi delle sedi legislative non si parla d’altro. I big ti avvicinano sottovoce per chiederti se hai sentito dire che da un momento all’altro una raffica di arresti potrebbe colpire pesantemente la politica e la Pubblica Amministrazione, i comuni. Una situazione nella quale, spesso, i cronisti vengono intervistati, invece di intervistare, nella speranza che possano fornire smentite o conferme alla sensazione che si respira. Quello che si percepisce chiaramente, è la manifestazione di uno stato di angoscia, soprattutto, in alcuni potenti calabresi, i quali, sembrano degli zombi nell’affannosa ricerca di una rassicurazione, magari propedeutica al training autogeno assistito.</p>
<div id="videoincontent" style="text-align: justify;">“Si dice che siano 204 i provvedimenti già firmati – afferma qualcuno &#8211; no no, sono oltre 350” – rettifica qualcun altro &#8211; “ma sai se riguardano la regione? –chiede preoccupato qualche altro papavero del potere &#8211; “da quanto ne so la prossima retata riguarda <a href="https://lacnews24.it/edizioni-locali/cosenza/">Cosenza</a>” – risponde, invece, chi vuole dare l’impressione di avere notizie più fresche -. Queste sono alcuni dei ragionamenti nei quali ti imbatti nei luoghi bazzicati dalla politica o nelle sagrestie dei santuari del potere in salsa calabra. E, tali ragionamenti non è raro sentirli anche oltre Regione, nel transatlantico di Montecitorio, nel quale si sostiene che in Calabria qualcosa di “tragico” possa azzerare gli equilibri tradizionali della politica regionale.</div>
<p style="text-align: justify;">Sono in molti a chiedersi se lo stato di ansia che si è diffuso nel mondo della politica abbia qualche fondamento, oppure, è il frutto della fantasia spinta di chi tenta di tenere in fibrillazione la fase politica. I riflettori sono tutti puntati sul Super Procuratore della Calabria: Nicola Gratteri. Politici, imprenditori, giornalisti, da tempo, ormai, non si limitano solo a registrare le esternazioni del Magistrato, ma ne analizzano anche le sillabe, nella speranza di trovare qualche conferma alle voci che circolano costantemente. Interpretare cosa si nasconda tra le righe delle affermazioni di Gratteri, sembra ormai diventato lo sport nazionale. E da questo punto di vista, Gratteri non delude, anche perché, tra la presentazione di un libro e le conferenze stampa di rito, le esternazioni del Procuratore non mancano mai. Occasioni ghiotte, soprattutto per quei retroscenisti che di mestiere godono nel vedere i politici e gli uomini di potere di questa regione affogare nell’angoscia di essere travolti in scenari catastrofici.</p>
<p>Il procuratore di <a href="https://lacnews24.it/edizioni-locali/catanzaro/">Catanzaro</a>, tra l’altro, non ha mai nascosto l’obiettivo e l’esigenza di un repulisti generale in Calabria per contrastare la corruzione, il voto di scambio, le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni. Da questo punto di vista, è nota la sua affermazione di sentirsi in guerra sul fronte del contrasto alla ndrangheta e il malaffare. Uno tale contesto dunque, alimenta e conferma le paure di coloro che sono convinti che una bomba giudiziaria di proporzioni storiche stia per abbattersi trasversalmente sulla classe politica e sulla burocrazia calabrese. La bomba giudiziaria, almeno secondo il pourparler, non dovrebbe risparmiare nessuno e potrebbe colpire anche alcuni grossi enti locali della regione. Un mega blitz destinato a stravolgere radicalmente lo scenario politico calabrese.</p>
<p>E, infatti, l’aria che si respira è pesante e rende precarie anche scelte che sembrano assodate. E d’altronde, la grana caduta tra capo e collo su Oliverio e il suo entourage, ha prodotto e alimentato ancor di più uno stato di inquietudine e di tensione che si taglia con il coltello. Un mese fa, Oliverio e Adamo, sventolando la richiesta di decine di sindaci calabresi annunciavano al “mondo” la ricandidatura del Governatore: in pochi giorni è cambiato tutto, non solo quella ipotesi è sempre più lontana, ma è a rischio anche la possibilità di arrivare a fine legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi l&#8217;articolo intero <a href="https://lacnews24.it/politica/2019-terrore-politici-calabria-aleggia-spettro-mega-blitz-giudiziario_72941/?fbclid=IwAR1qZxuRTJN9XowHY60JAUfFFvN4GQagWvkpzmef8BBQzu2BWSXlFjtmRaQ" target="_blank">CLICCA QUI</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>DDA di Catanzaro: indagato Gerardo Mario Oliverio Presidente della Regione Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 17:09:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di San Giovanni in Fiore per il presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, eletto nelle file del Pd. L&#8217;accusa è abuso di ufficio. In un primo momento la stampa locale aveva evidenziato il metodo mafioso, smentito dagli stessi inquirenti. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9522" aria-describedby="caption-attachment-9522" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9522" alt="mario oliverio-regione calabria-nuova giunta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9522" class="wp-caption-text">Il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il Gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di <strong>obbligo di dimora</strong> nel comune di San Giovanni in Fiore per il <strong>presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio</strong>, eletto nelle file del Pd. L&#8217;accusa è abuso di ufficio. In un primo momento la stampa locale aveva evidenziato il metodo mafioso, smentito dagli stessi inquirenti. Il provvedimento è stato emesso nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione condotta dalla <strong>Guardia di Finanza di Cosenza</strong> in materia di appalti pubblici che prende il nome &#8220;landa desolata&#8221;, parole pronunciate da uno degli indagati per descrivere l&#8217;aeroporto di Scalea che, rispetto a quanto finanziato e previsto dalla classe politica, era, appunto, una &#8220;landa desolata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Dda di Catanzaro aveva chiesto <strong>gli arresti domiciliari per Mario Oliveri</strong>o, richiesta non accolta dal Gip <strong>Pietro Carè</strong> che invece ha disposto l&#8217;obbligo di dimora nel comune di residenza &#8211; San Giovanni in Fiore (Cosenza) &#8211; per il Governatore.</p>
<p><figure id="attachment_13888" aria-describedby="caption-attachment-13888" style="width: 735px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13888" alt="Aeroporto di Scalea " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312.jpg" width="735" height="312" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312.jpg 735w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312-300x127.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312-480x203.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13888" class="wp-caption-text">Aeroporto di Scalea</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta sugli appalti pubblici è coordinata dalla <strong>Dda di Catanzaro</strong> riguarda, secondo quanto si è appreso, <strong>due appalti, uno sul Tirreno Cosentino</strong>, ed uno riguardante <strong>un impianto sciistico in Sila</strong>. Nei confronti di alcuni indagati viene ipotizzata anche l&#8217;aggravante dell&#8217;articolo 7 per avere agevolato la <strong>cosca di &#8216;ndrangheta Muto di Cetraro.</strong> Complessivamente le misure emesse dal Gip distrettuale su richiesta della Procura distrettuale antimafia catanzarese al termine delle indagini condotte dal <strong>Nucleo di Polizia economico-finanziaria</strong> diretto dal colonnello <strong>Michele Merulli,</strong> sono 16, due delle quali riguardano l&#8217;ex sindaco di Pedace <strong>Marco Oliverio</strong> (obbligo di dimora) e l&#8217;imprenditore <strong>Giorgio Barbieri, già arrestato</strong> nel febbraio dello scorso anno nell&#8217;ambito di un&#8217;altra inchiesta perché accusato di essere intraneo alla cosca Muto.</p>
<p style="text-align: justify;">LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE MARIO OLIVERIO<br />
&#8220;Di fronte ad accuse infamanti ho deciso di fare lo sciopero della fame. La mia vita e il mio impegno politico e istituzionale sono stati sempre improntati al massimo di trasparenza, di concreta lotta alla criminalità, di onestà e rispettosa gestione della cosa pubblica. I polveroni sono il vero regalo alla mafia. Tra l&#8217;altro l&#8217;opera oggetto della indagine non è stata appaltata nel corso della mia responsabilità alla guida della Regione&#8221;. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Ma, <strong>a rassicurare la fondatezza</strong> <strong>delle indagini</strong> è il Procuratore della Repubblica di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri</strong> che cita sia <strong>intercettazioni ambientali che telefoniche inequivocabili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">DALL&#8217;INDAGINE &#8220;LANDE DESOLATE&#8221; EMERGE VOLTO DELLA POLITICA DI BASSO LIVELLO<br />
Dall&#8217;ordinanza di applicazione della misura cautelare emergono fatti gravi destinati ad animare il dibattito sul ruolo della politica che, vissuto come descritto delle intercettazioni riportate nell&#8217;ordinanza, che non lasciano spazio ad equivoci, sembrano essere il volto della drammatica involuzione. In modo particolare, come più volte dichiarato dallo stesso <strong>Procuratore Nicola Gratteri</strong>, a proposito della realizzazione della nota <strong>Piazza Bilotti di Cosenza</strong> che si scopre essere realizzata sotto il patrocinio della &#8216;ndrangheta, si evidenziano <strong>&#8220;metodi&#8221;</strong> <strong>di un fare politica</strong> diametralmente opposta all&#8217;immagine che sia Mario Oliverio che Mario Occhiuto promuovono di se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">MARIO OLIVERIO E MARIO OCCHIUTO RACCONTATI NELLE INTERCETTAZIONI DAL DIRETTORE DEI LAVORI DI PIAZZA BILOTTI<br />
Protagonisti sarebbero il Presidente della Regione Calabria <strong>Gerardo Mario Oliverio</strong> e il Sindaco di Cosenza <strong>Mario Occhiuto </strong>(cfr. ordinanza pag. 99 e 100). Il primo, avrebbe chiesto di rallentare i lavori di realizzazione per evitare che ad inaugurarla fosse il Sindaco di Cosenza. <strong>Mario Occhiuto, parimenti,</strong> una volta decaduto dal ruolo di Sindaco di Cosenza e sostituito dal Commissario, avrebbe manifestato lo stesso interesse ma al contrario del Presidente della Regione Oliverio. Il Sindaco Mario Occhiuto, dalle intercettazioni, avrebbe dichiarato <strong>&#8220;non ho più l&#8217;interesse che voi finiate presto&#8221;</strong>. Il tutto, mentre i lavori venivano gestiti dall&#8217;impresa che sarebbe profondamente inquinata dalla &#8216;ndrangheta. A raccontare le malefatte della politica, il direttore dei lavori della nota piazza cosentina che non esita a dire dei politici: <strong>&#8220;sono come delinquenti: ti ricattano&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">MASSIMA ATTENZIONE DEI SISTEMI DI SICUREZZA PER NICOLA GRATTERI<br />
Ciò fa credere che le indagini a cura della Procura della Repubblica di Catanzaro coordinate dal <strong>Procuratore Nicola Gratteri,</strong> come egli stesso ha dichiarato, avrà molti sviluppi e molte sorprese. L&#8217;indagine &#8220;Landa desolata&#8221; tocca grandi interessi e a vari livelli. Le intercettazioni mostrano un groviglio di attività nelle quali si intrecciano pericolosamente in Calabria mafia e politica ai massimi livelli. Certamente, va detto, ogni accusa dovrà essere dimostrata all&#8217;interno delle aule di giustizia e tutti sono innocenti fino all&#8217;ultimo grado di giudizio. Ma dalle 180 pagine dell&#8217;ordinanza emerge un gravissimo danno alla società civile,  motivo per cui è <strong>aumentata l&#8217;attenzione per la tutela</strong> della persona <strong>del Procuratore Nicola Gratteri,</strong> oggi posta a serio rischio, visti i livelli politici e mafiosi coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;">SCARICA L&#8217;ORDINANZA<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ordinanza-misura-cautelare.pdf">Ordinanza della Misura Cautelare</a></p>
<p style="text-align: justify;">Leggi anche</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="RhdFAqC7Mn"><p><a href="https://www.corrieredellacalabria.it/regione/item/169153-limpossibile-collaudo-degli-impianti-di-lorica/">L’impossibile collaudo degli impianti di Lorica</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;L’impossibile collaudo degli impianti di Lorica&#8221; &#8212; Corriere della Calabria" src="https://www.corrieredellacalabria.it/regione/item/169153-limpossibile-collaudo-degli-impianti-di-lorica/embed/#?secret=RhdFAqC7Mn" data-secret="RhdFAqC7Mn" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Storia segreta della &#8216;ndrangheta, il libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 16:04:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un libro che è allo stesso tempo un grido d&#8217;allarme e una dichiarazione di guerra: è &#8220;Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221; (Le Scie, Mondadori) che martedì 27 novembre, a partire dalle ore 10,30, verrà presentato a Roma, presenti il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso e gli studenti di alcuni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13854" aria-describedby="caption-attachment-13854" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13854" alt="Nicaso-Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg" width="800" height="572" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web-300x214.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nicaso-Gratteri-web-377x270.jpg 377w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13854" class="wp-caption-text">Nicola Gratteri e Antonio Nicaso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che è allo stesso tempo un grido d&#8217;allarme e una dichiarazione di guerra: è &#8220;<strong>Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221;</strong> (Le Scie, Mondadori) che martedì 27 novembre, a partire dalle ore 10,30, verrà presentato a Roma, presenti il <strong>procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri</strong>, lo storico delle organizzazioni criminali <strong>Antonio Nicaso</strong> e gli studenti di alcuni istituti superiori. Accanto agli autori, sul palco del <strong>Teatro Vittoria</strong>, il presidente della Regione Lazio<strong> Nicola Zingaretti</strong> e il presidente dell&#8217;Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza <strong>Gianpiero Cioffredi</strong>. L&#8217;incontro, condotto dai <strong>giornalisti Paola Bottero e Alessandro Russo,</strong> darà spazio anche alle sollecitazioni e alle domande degli studenti. Il libro, scritto a due mani dal <strong>magistrato antimafia</strong> e da uno tra i massimi esperti di &#8216;ndrangheta, appena uscito è già stato ristampato ed è l&#8217;ultimo di una serie di fortunati volumi con cui i due autori hanno svelato al mondo i meccanismi della mafia calabrese, &#8220;una delle organizzazioni criminali più pericolose e potenti del pianeta, con un fatturato annuo di diverse decine di miliardi di euro, in gran parte provenienti dal traffico internazionale di cocaina&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13855" alt="'Storia segreta della 'ndrangheta&quot; a Roma: Gratteri incontra gli studenti al Teatro Vittoria con Zingaretti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg" width="700" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/animafiagratteri-nicaso-472x270.jpg 472w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>&#8220;Grazie alla sua enorme capacità di stringere relazioni con il potere &#8211; spiegano gli autori &#8211; la &#8216;ndrangheta si è radicata in quasi tutti i continenti e ha assunto una dimensione &#8220;globale&#8221;, in un singolare connubio di tradizione e adattabilità, forza d&#8217;urto e mediazione, logiche tribali e cointeressenze politico-finanziarie. Ma<strong> la &#8216;ndrangheta è anche, incredibilmente, l&#8217;organizzazione mafiosa meno conosciuta,</strong> tanto che non molti anni fa, prima della strage di Duisburg in Germania, era ancora considerata una versione casereccia e &#8220;stracciona&#8221; di Cosa nostra&#8221;. &#8220;Storia segreta della &#8216;ndrangheta&#8221; intende far capire quanto necessario sia combattere con ogni mezzo questo &#8220;mostruoso animale giurassico che non si estingue, perché sono ancora in tanti a proteggerlo, a tutelarlo e a legittimarlo&#8221;, e spezzare quell&#8217;oscuro grumo di potere che continua ad alimentarlo.</p>
<p>Fonte Ansa</p>
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		<title>RAITRE, &#8220;I Mammasantissima&#8221;. In Massoneria, condannati al 416 bis</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/09/raitre-i-mammasantissima-in-massoneria-condannati-al-416-bis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 13:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una battaglia a tutto campo quella condotta dalla Testata Giornalistica Iacchite.com in Calabria. Massoneria, politica, mafie, soffiate e lamenti di ogni sorta giungono alla redazione più vietata che c&#8217;è. Se ne parli sei nemico del potere, ma non di tutto il potere. Il suo cammino, molto simile nelle fasi iniziali al noto Dagospia.it, è particolarmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12705" aria-describedby="caption-attachment-12705" style="width: 735px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12705" alt="Riccardo Iacona - Presa Diretta RAITRE" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400.jpg" width="735" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400.jpg 735w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400-300x163.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400-480x261.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12705" class="wp-caption-text">Riccardo Iacona &#8211; Presa Diretta RAITRE</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una battaglia a tutto campo quella condotta dalla Testata Giornalistica <a href="http://www.iacchite.com" target="_blank">Iacchite.com</a> in Calabria. Massoneria, politica, mafie, soffiate e lamenti di ogni sorta giungono alla redazione più vietata che c&#8217;è. Se ne parli sei nemico del potere, ma non di tutto il potere. Il suo cammino, molto simile nelle fasi iniziali al noto Dagospia.it, è particolarmente rivolto alla politica del malaffare. E non perdona nessuno. Il linguaggio forte, molte volte accompagnato da aggettivi &#8220;vietati dalla legge&#8221;, gli hanno fatto conquistare numerose querele per diffamazione che hanno punito non tanto la veridicità dei fatti riportati, ma l&#8217;utilizzo di alcuni termini forti. E proprio come Dagospia, il suo sviluppo è dovuto al coraggio di affrontare certi argomenti che in Calabria sono un tabù, culturalmente parlando. I numeri, milioni di utenti unici (veri), sono il segno di un&#8217;atteso senso di Giustizia che in Calabria tarda ad arrivare. Nel momento in cui il mondo della comunicazione è quasi totalmente in mano alle lobby e, come ha dichiarato il Procuratore Antimafia Nicola Gratteri, la &#8216;ndrangheta mostra molto interesse per parte di essa, essere discoli nel comunicare, scrive pagine di Democrazia. E&#8217; arrivato il momento di dirlo.</p>
<p><figure id="attachment_12360" aria-describedby="caption-attachment-12360" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12360" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12360" class="wp-caption-text">Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Da sempre <a href="http://www.iacchite.com" target="_blank">Iacchite.com</a> ha profanato il tempio massonico sostenendo quanto oggi, però, è la risultante dell&#8217;indagine della Commissione Nazionale Antimafia presieduta da <strong>Rosy Biondi</strong> che orienta il nostro sapere sul fatto che anche in Massoneria le cose sono molto cambiate. Al punto tale che, nonostante non si sia ancora giunti alle conclusioni definitive, è in grado di affermare che: &#8220;i primi risultati del nostro lavoro dimostrano che<strong> tra i nominativi degli iscritti alle logge massoniche della Calabria e della Sicilia, ci sono alcuni condannati per 416 bis,</strong> quindi per associazione mafiosa». <strong>Rosy Bindi</strong>, la presidente della commissione nazionale antimafia, anticipa alcuni elementi emersi dal lavoro di indagine sui rapporti tra massoneria e criminalità organizzata.  Lo scorso 1° marzo &#8211; continua Rosy Bindi &#8211; la commissione ha disposto il sequestro degli elenchi di diverse logge della Sicilia e della Calabria. La Guardia di finanza ha portato via le liste delle associazioni <strong>Grande Oriente d’Italia; Gran Loggia Regolare d’Italia; Serenissima Gran Loggia d’Italia; Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori</strong>. La decisione seguiva una serie di richieste direttamente alle logge massoniche, rimaste inevase. Nei mesi precedenti la commissione aveva tenuto diverse audizioni, tra le quali quella di Giuliano Di Bernardo, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dimessosi dal Goi nell’aprile 1993. Quest’ultimo aveva parlato di inquietanti rapporti con Cosa Nostra e ‘ndrangheta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Testata giornalistica Iacchite.com continua: adesso Bindi anticipa a <strong><em>Presadiretta</em></strong> – che domani sera andrà in onda su Rai3 alle 21.15 con una puntata intitolata<em> I Mammasantissima</em> – alcuni risultati da cui emergerebbe anche «un numero considerevole di<strong> situazioni giudiziarie in itinere, imputati, rinviati a giudizio, sia di reati di mafia che di quelli che comunemente chiamiamo i reati spia di comportamenti mafiosi</strong> o comunque di collusione con la mafia. &#8220;Noi – ha puntualizza la presidente dell’Antimafia – non stiamo facendo un’inchiesta sulla massoneria, stiamo facendo un’inchiesta sui mafiosi massoni. Per noi è molto importante questa inchiesta soprattutto perché <strong>si parla di una sorta di nuova organizzazione delle mafie che vede insieme pezzi delle mafie, pezzi della massoneria, dello Stato, delle classi dirigenti</strong> del nostro Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi spera che la Procura della Repubblica Antimafia di Catanzaro possa scoperchiare questo intreccio mortale per la società che cresce e lavora onestamente. E le indagini della Commissione Antimafia dovrebbero essere conferma di ciò. Ma la Calabria è nota anche per i grandi nulla di fatto e per le ataviche attese. In studio, non a caso, ospite di Riccardo Iacona è il <strong>Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri,</strong> uno dei magistrati più noti e in prima linea nella battaglia contro la ‘ndrangheta.</p>
<p style="text-align: justify;">Va detto che nessuna forma di politica che possa considerarsi &#8220;altra&#8221;, a qualsiasi livello, è plausibile se le grandi indagini non giungeranno ad una svolta decisiva e ben visibile a tutti. La Calabria lo merita.</p>
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