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	<title>News &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mattarella: la Memoria di di persone come Falcone e Borsellino continua ad accompagnarci. Il senso del loro impegno viene condiviso da tanti giovani.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 19:29:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia commemorativa per i 25 anni delle stragi di Capaci e di Via D&#8217;Amelio presso l&#8217;Aula Bunker del carcere dell&#8217;Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa nostra. Presenti il Presidente del Senato, Pietro Grasso, la Ministra dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il Ministro dell&#8217;Interno, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12286" aria-describedby="caption-attachment-12286" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12286" alt="sergio mattarella ucciardone stragi capaci" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8.jpg" width="1024" height="682" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12286" class="wp-caption-text">Il Presidente Sergio Mattarella alla cerimonia commemorativa del 25° anniversario delle Stragi di Capaci e di Via D&#8217;Amelio nell&#8217;Aula Bunker dell&#8217;Ucciardone</figcaption></figure>
<p>Il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> è intervenuto alla cerimonia commemorativa per i <strong>25 anni delle stragi di Capaci e di Via D&#8217;Amelio</strong> presso l&#8217;Aula Bunker del carcere dell&#8217;Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa nostra.</p>
<p>Presenti il Presidente del Senato, <strong>Pietro Grasso</strong>, la Ministra dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, <strong>Valeria Fedeli</strong>, il Ministro dell&#8217;Interno, <strong>Marco Minniti</strong>, il Ministro della Giustizia, <strong>Andrea Orlando</strong>, la Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, <strong>Rosy Bindi</strong>, il Procuratore Nazionale Antimafia, <strong>Franco Roberti,</strong> il Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, <strong>Giovanni Legnini</strong>, il Primo Presidente della Corte di Cassazione, <strong>Giovanni Canzio</strong>, il Presidente dell&#8217;Associazione nazionale magistrati <strong>Eugenio Albamonte,</strong> la Presidente Maria Falcone, rappresentanti dei vertici delle Forze dell&#8217;Ordine e dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione.</p>
<p>La cerimonia al <strong>carcere dell&#8217;Ucciardone</strong> si inserisce nelle numerose iniziative organizzate dalla <strong>Fondazione Falcone</strong> e dal Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i <strong>giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino</strong> e gli uomini e le donne delle loro scorte, <strong>Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina</strong>.</p>
<p>Ad aprire la giornata di commemorazione è stato l&#8217;arrivo della Nave della Legalità al porto di Palermo. La Nave è stata accolta da centinaia di ragazze e ragazzi delle scuole siciliane, dalla Presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, dalla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.</p>
<p>Dal 2002 la Fondazione Falcone, in collaborazione con il Miur, ha avviato percorsi di <strong>educazione alla legalità</strong> a livello nazionale che culminano, ogni anno, nell&#8217;evento del 23 maggio, giorno dell&#8217;anniversario dell&#8217;attentato di Capaci. Negli anni questo percorso si è arricchito di collaborazioni attraverso gli accordi firmati con l&#8217;<strong>Autorità nazionale anticorruzione</strong>, la Procura nazionale antimafia, il Consiglio superiore della magistratura, l&#8217;Associazione nazionale magistrati che hanno consentito di portare nelle scuole esperti e attività didattiche mirate alla diffusione della cultura del rispetto e della legalità. Dal 2015 la manifestazione organizzata in occasione del 23 maggio, prima concentrata a Palermo, è stata estesa a tutto il Paese, attraverso le &#8216;Piazze della Legalità&#8217;, spazi dedicati al dibattito e alle testimonianze, che quest&#8217;anno saranno in 9 città: Milano, Teramo, Roma, Foggia, Bari, Trieste, Gorizia, Napoli, Vibo Valentia.</p>
<p>Quest&#8217;anno, in occasione del venticinquesimo anniversario delle stragi, torna anche il viaggio della Nave della Legalità, per rafforzare il messaggio contro le mafie che la scuola intende lanciare da Nord a Sud. Nel tragitto da Civitavecchia a Palermo oltre 1.000 ragazze e ragazzi hanno incontrato le istituzioni e si sono confrontati sull&#8217;educazione alla cittadinanza e sull&#8217;eredità di Falcone e Borsellino. La Nave è salpata da Civitavecchia il pomeriggio del 22 maggio per approdare a Palermo la mattina del 23, dando ufficialmente il via alle celebrazioni. Sulla Nave erano presenti il Presidente del Senato, Pietro Grasso, la Ministra dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, il Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, il Professor Nando Dalla Chiesa.</p>
<p>Fonte Quirinale</p>
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		<title>La ceramica rilancia sugli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 18:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
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					<description><![CDATA[Coverings, la più grande fiera internazionale della ceramica e dei marmi in Nord America ha chiuso nei giorni scorsi a Orlando, in Florida (Usa), la 28esima edizione con numeri record: +8% gli spazi espositivi e +30% i materiali esposti negli stand. La rassegna americana ha confermato le altissime aspettative dei produttori di piastrelle sul mercato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12201" alt="ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web.jpg" width="835" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web.jpg 835w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web-480x251.jpg 480w" sizes="(max-width: 835px) 100vw, 835px" /></a><br />
Coverings</strong>, la più grande <strong>fiera internazionale della ceramica e dei marmi in Nord America</strong> ha chiuso nei giorni scorsi a Orlando, in Florida (Usa), la 28esima edizione con numeri record: +8% gli spazi espositivi e +30% i materiali esposti negli stand. La rassegna americana ha confermato le altissime aspettative dei produttori di piastrelle sul mercato statunitense, a dispetto dei timori legati alle politiche protezionistiche dell’era Trump.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato dell’edilizia oltreoceano sta infatti correndo da sette anni e dopo il +4,4% degli investimenti in costruzioni nel 2016, U.S. Census Bureau stima un +6,3% nel 2017 e un +7,2% nel 2018. L’effetto traino sulla domanda di piastrelle è stato netto, con una crescita media del 7% dal 2013 a oggi e consumi saliti lo scorso anno a 270 milioni di metri quadri (mq) e 3,2 miliardi di euro, per i due terzi alimentati da importazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">E l’industria italiana è la prima a scommettere sulla locomotiva americana, in virtù dell’indiscussa posizione di leadership, in quanto primo Paese fornitore in valore (700 milioni di euro di esportazioni pari a 39 milioni di mq di piastrelle vendute nel 2016) e unico tra i competitor mondiali a presidiare direttamente il mercato a stelle e strisce, con cinque marchi italiani – Marazzi-Mohawk escluso – che nel nuovo continente hanno fabbriche da cui escono altri 25 milioni di mq di piastrelle l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a un mercato italiano dell’edilizia che continua a languire attorno a incrementi dello “zero virgola” (la domanda interna vale oggi meno del 16% del fatturato dell’industria ceramica); a un’Europa che già assorbe oltre la metà dell&#8217;export ceramico italiano con tassi di crescita che difficilmente superano il 3% l’anno; alla domanda paralizzata del mercato russo; e alle incertezze geopolitiche sui nuovi mercati ad alto potenziale, l’America torna a essere la terra promessa.</p>
<p style="text-align: justify;">«Oggi il 22% del consumo di ceramica americano è tricolore, tra quello che esportiamo e quello che produciamo qui, ed è un dato che ci pone allo stesso livello dei produttori americani e davanti a Cina e Messico (primo e secondo fornitore degli Usa in volumi, <i>ndr</i>). Un primato che si va rafforzando: nel 2016 il nostro export negli Usa è aumentato dell’8%, il nostro peso come Paese fornitore è salito dal 35 al 36% in valore e nel 2017, dalle prime indicazioni, sembra destinato a consolidarsi ulteriormente», sottolinea il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli, intervenendo alla conferenza internazionale all’Orange County Convention Center di Orlando, 1.100 mille imprese espositrici da 40 Paesi capitanate dai 126 marchi italiani. Che catturano i visitatori (25mila lo scorso anno nell’edizione di Chicago) per l’imponenza e il design degli stand. A conferma del primato qualitativo e innovativo del made in Italy che il mercato statunitense valorizza riconoscendo al prodotto italiano un 33% di prezzo in più al metro quadrato rispetto alla media di settore.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli investimenti sulla fiera Covernings – secondo solo al salone italiano Cersaie per importanza, frutto del lavoro di squadra tra Ceramics of Italy (Confindustria Ceramica), gli omologhi spagnoli di Tile of Spain e le associazioni americane dei distributori, dei produttori e dei contractors – possono sembrare massicci rispetto al ruolo effettivo della ceramica sul mercato americano, se si pensa che la piastrella vale appena un 13% dei materiali per pavimenti (contro il 60% in Italia) e i consumi americani incidono per il 4% sul totale mondiale. Ma quando Coverings partì, 28 anni fa, la piastrella era confinata a un 3% del mercato oltreoceano dei rivestimenti e la moquette era al 78%, contro il 50% attuale. E oggi gli Usa sono non solo il primo importatore di piastrelle al mondo (assieme all’Arabia Saudita) con un trend stimato in crescita del 7% anche in questo 2017, ma anche il Paese con i più alti standard di sicurezza e sostenibilità nel costruire. Ciò ha permesso alla ceramica di spodestare tutti gli altri prodotti diretti competitor (legno e luxury vinyl in testa) al punto che è appena stato battezzato un “National Tile Day” statunitense: il 23 febbraio, giorno in cui ogni anno sarà celebrato il valore della ceramica nel design e nell&#8217;architettura.</p>
<p style="text-align: justify;">«In questo contesto la ceramica italiana fa la differenza – conclude Emilio Mussini, presidente della commissione confindustriale Attività promozionali e fiere – perché è imbattibile per qualità, design, innovazione e competenze». Il testimone passa ora a Cersaie, l&#8217;evento clou a livello mondiale per la ceramica con i suoi 156mila mq espositivi e oltre 100mila visitatori, che aprirà a Bologna il prossimo 25 settembre la 35esima edizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Sole 24Ore a cura di Ilaria Vesentini</p>
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		<title>La Regione Calabria Rischia il Default Finanziario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 18:40:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“La Regione Calabria rischia il default finanziario. Il deficit organizzativo, di conoscenza e la forte situazione debitoria delle società partecipate possono determinare il crack finanziario dell&#8217;Ente regionale&#8221;. È quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito Democratico. &#8220;Si tratta &#8211; sostiene Carlo Guccione &#8211; di un modo di agire pressapochista da parte della Regione Calabria, incapace [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10801" aria-describedby="caption-attachment-10801" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10801" alt="carlo guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg" width="800" height="540" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione3-400x270.jpg 400w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10801" class="wp-caption-text">Onorevole Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">“<strong>La Regione Calabria rischia il default finanziario</strong>. Il deficit organizzativo, di conoscenza e la forte situazione debitoria delle società partecipate possono determinare il crack finanziario dell&#8217;Ente regionale&#8221;. È quanto afferma <strong>Carlo Guccione</strong>, consigliere regionale del Partito Democratico.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si tratta &#8211; sostiene Carlo Guccione &#8211; di un modo di agire pressapochista da parte della Regione Calabria, incapace di mettere in campo azioni concrete per scongiurare tale evenienza&#8221;. La questione &#8211; precisa Carlo Guccione &#8211; della <strong>liquidazione dell&#8217;Afor</strong> testimonia come questo rischio sia concreto e persista la mancanza di azioni e provvedimenti attraverso i quali allontanare questo pericolo”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “I conti – precisa Carlo Guccione &#8211; della liquidazione dell&#8217;Afor, a fine marzo del 2017, ammontano a circa 230 milioni di esposizione debitoria che questo Ente ha con Equitalia (cartelle esattoriali per 117 milioni di euro); 80 milioni di euro per mancata erogazione tfr dei dipendenti; circa 14 milioni di euro di contenziosi persi contro dipendenti, imprese e fornitori. Un quadro allarmante anche di fronte all&#8217;inerzia della Regione che ancora non ha messo in atto quelle procedure di rottamazione delle cartelle esattoriali che avrebbero fatto risparmiare oltre il 30% (decine di milioni di euro) allo stesso Ente e quindi ai cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify;"> “Con il Bilancio armonizzato – sottolinea Carlo Guccione &#8211; della Regione Calabria il rischio del default dovuto all&#8217;esposizione debitoria degli enti strumentali della Regione, accompagnato dall&#8217;immobilismo della Giunta regionale, rischia di far saltare il banco, con un grave danno per i cittadini e per l&#8217;economia dei territori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Ufficio Stampa Carlo Guccione</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Da Trieste a Polignano a Mare, iniziano  i food reportage di Cucina Corriere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:46:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un viaggio nei sapori dell’Italia contemporanea, fra storie di impegno, passione e successo. Visitando ristoranti, stellati e non, ma anche bar, pasticcerie e produttori. Sia locali e imprese in cui vive la tradizione (che si rinnova di generazione in generazione), che attività nuove, nate da idee giovani, accomunate dal desiderio di valorizzare il proprio territorio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tour-enogastronomico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12188" alt="tour enogastronomico 3.0" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tour-enogastronomico.jpg" width="638" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tour-enogastronomico.jpg 638w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tour-enogastronomico-300x188.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tour-enogastronomico-430x270.jpg 430w" sizes="auto, (max-width: 638px) 100vw, 638px" /></a><br />
Un viaggio nei sapori dell’Italia contemporanea</strong>, fra storie di impegno, passione e successo. Visitando ristoranti, stellati e non, ma anche bar, pasticcerie e produttori. Sia locali e imprese in cui vive la tradizione (che si rinnova di generazione in generazione), che attività nuove, nate da idee giovani, accomunate dal desiderio di valorizzare il proprio territorio e i suoi prodotti. È la nostra nuova serie di «Food reportage», il format che «Cucina Corriere» ha ideato assieme a «Pastificio Garofalo», main sponsor dell’iniziativa, e che ogni anno ci consente di raccontare pezzi d’Italia attraverso immagini, indirizzi gourmet e consigli gastronomici. La nostra intenzione è quella di offrirvi dieci valide guide per i vostri (gustosissimi) week end in Italia. Per fare in modo, però, che questo <strong>tour enogastronomico 3.0</strong> fosse speciale, ci siamo affidati a due bravissime fotografe, <strong>Claudia Ferri e Stefania Giorgi</strong>, che vi racconteranno il nostro territorio. Dieci tappe, dieci luoghi, dieci gusti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si comincia da Cortina d’Ampezzo</strong>. Rifugio Averau, tempio della chef Paola De Lorenzi, che è la tappa fissa di chi voglia provare un’esperienza gourmet in vetta. Qui si cucina il cappello di alpino, un raviolo verde, a punta, ripieno di formaggi, con, al posto della piuma, una foglia di timo. Ancora, il ristorante El Brite de Larieto, che ha un suo caseificio e utilizza solo prodotti della propria azienda agraria. Lo chef è l’ex campione di sci Riccardo Gaspari, allievo e amico di Massimo Bottura. Poi il Tivoli, unico ristorante stellato cortinese, in cui i prodotti della montagna vengono uniti ad esempio al pesce: dando vita agli gnocchi di patate ripieni di baccalà, serviti in una crema di funghi cantarelli e polvere di capperi, per donargli la giusta sapidità. E poi l’aperitivo dell’Hotel Cortina. Ancora, la Pasticceria Alverà, in cui dolci some lo strudel sono scomposti, modificati e trasformati in coloratissimi pasticcini mignon.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Seconda tappa Trieste</strong>. La tradizione del caffè, i buffet dove dominano ancora i sapori della cucina slava, pasticcerie d’impronta austroungarica, in cui si prepara la Torta Dobos: dolce ungherese con sei strati di pasta con crema al caramello. Un salto alla drogheria Toso, ferma a un secolo fa, in cui si vendono ancora sfusi té e spezie. Ma anche l’Antico Caffè San Marco, dove in periodo austroungarico si ritrovavano i patrioti italiani, e dove oggi gastronomia e cultura si incontrano grazie al gestore, l’editore italo-greco Alexandros Delithanassis .</p>
<p><strong>Si prosegue con Bergamo.</strong> Il Conero. E poi la zona gastronomicamente opulenta del Cilento (abbiamo girovagato da Paestum a Castellabate). Qui abbiamo assaggiato la mozzarella biologia della Tenuta Vanullo. La pasta fresca della tradizione: cavatelli, lagane e fusilli de La Dispensa di San Salvatore. Le ricette dello stellato Peppe Stanzione de Le Trabe. I sottolio Maida (speciali i carciofini piccolissimi, colti al punto di maturazione ideale). Ma anche i cannoli di pistacchio con cialda di mandorle caramellate de La Torretta di Marina di Castellabate.</p>
<p><strong>Altra tappa sarà Alba</strong>, dove il tartufo regna sovrano.<strong> Ma anche l’Abruzzo</strong>: da Castel di Sangro a Sulmona; Il Reale del tristellato Niko Romito; i confetti Rapone (confettari da 10 generazioni), i formaggi di Gregorio Rotolo. E poi, non volevate fare un tuffo nella Costiera Sorrentina? Noi vi racconteremo il meglio di Vico Equense, Sorrento, Massa Lubrense&#8230; La torrefazione Maresca, dove il caffè è ancora tostato a legna a Piano di Sorrento. La delizia al limone di Gabriele Cuomo a Vico. La Pizza a Metro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiudiamo con la Puglia (Polignano a Mare) e la Basilicata (Matera).</strong> Inoltre, per ogni regione, sarà disponibile una video ricetta di Racconti di Cucina con un piatto legato al tema del reportage. Per imparare a preparare ricette quasi dimenticate come gli gnocchi di patate alle susine o i gemelli con peperoni cruschi. Chi desidera poi approfondire le tradizioni regionali troverà nella sezione «Fud Week» una guida online che illustra attraverso schede i prodotti dei vari territori, selezionati dalla redazione Cucina tra i tanti raccolti su «Gente del Fud», il portale sul cibo italiano creato dal «Pastificio Garofalo». Insomma, da questa settimana, ogni giovedì state con noi (<a href="http://cucina.corriere.it/reportage/">troverete i food reportage a questo link</a>). Saremo la vostra (gastro) guida.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Corriere.it a cura di Gabriele Principato</p>
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		<title>Steve Cohen riporta in asta “La Hara” di Basquiat per 28 milioni di dollari.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Life Style]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[La Hara” di Basquiat]]></category>
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		<category><![CDATA[mercato dell'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Associare il nome Steve Cohen a quello di Jean-Michel Basquiat è una operazione di co-branding formidabile. Il prossimo 17 maggio Christie&#8217;s www.christies.com offrirà un importante dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) intitolato “La Hara” con una stima di 22 &#8211; 28 milioni di dollari, proveniente dalla raccolta dell&#8217;hedge fund manager americano, fondatore di Point72 Asset Managenagemet www.point72.com. Steve Cohen è tra i pochi top art [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12172" aria-describedby="caption-attachment-12172" style="width: 835px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12172" alt="“La Hara”  - Dipinto di Jean-Michel Basquiat " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg.jpg" width="835" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg.jpg 835w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Jean-Michel-Basquiat.-La-Hara.-1981.-Acrylic-and-oil-stick-on-wood-panel._835jpg-480x251.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 835px) 100vw, 835px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12172" class="wp-caption-text">“La Hara” &#8211; Dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) stimato 28 milioni di dollari</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Associare il nome <strong>Steve Cohen</strong> a quello di<strong> Jean-Michel Basquiat</strong> è una operazione di co-branding formidabile. Il prossimo 17 maggio Christie&#8217;s <a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.christies.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.christies.com</a> offrirà un importante dipinto di Jean-Michel Basquiat (1960-1988) intitolato “<strong>La Hara</strong>” con una stima di 22 &#8211; 28 milioni di dollari, proveniente dalla raccolta dell&#8217;hedge fund manager americano, fondatore di Point72 Asset Managenagemet <a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.point72.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.point72.com</a>. Steve Cohen è tra i pochi top art collector al mondo capace di generare intorno a sé molti rumors appena viene ipotizzato che dietro una vendita o un acquisto di un&#8217;opera d&#8217;arte si cela il suo nome; nome legato indissolubilmente al mercato dell&#8217;arte a seguito dell&#8217;acquisto dello squalo tigre immerso nella formaldeide di Damien Hirst, (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/arteconomy/2017-04-07/venezia-hirst-mostra-post-verita-dell-arte-125819.shtml?uuid=AENmGP1">www.ilsole24ore.com</a>) “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living”, commissionato all&#8217;artista inglese da Charles Saatchi nel 1991 e venduto nel 2004 all&#8217;art collector per 8 forse 12 milioni di dollari. Lo squalo venne concesso successivamente in prestito per tre anni dal 2007 al 2010 al Metropolitan Museum of Art in New York (<a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.metmuseum.org/press/news/2007/damien-hirsts-shark-on-display-at-new-yorks-metropolitan-museum-for-three-years&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.metmuseum.org</a>) in modo da consolidarne il valore di acquisto che all&#8217;epoca risultava essere il più alto per un&#8217;opera di un artista vivente.<br />
La collezione personale di Steve Cohen è stata valutata nel 2015 oltre 1 miliardo di dollari ed è conservata nelle varie sedi della società Point72. Dal 2000 Cohen acquista e rivende regolarmente pezzi della sua raccolta, sia privatamente che attraverso le case d&#8217;asta. Nel 2015 ha comprato per 141,3 milioni di dollari una scultura in bronzo patinato in sei esemplari di Alberto Giacometti, Pointing Man(1947), la più costosa opera scultorea mai venduta in asta, dipinta a mano dall&#8217;artista. Sei mesi dopo si è liberato di un ritratto di Mao Zedong (1972) di Andy Warhol, appartenuto in precedenza a François Pinault, per 47,5 milioni da Sotheby&#8217;s <a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.sothebys.com/en.html&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.sothebys.com</a> (40 volte il prezzo di aggiudicazione registrato 19 anni prima); sempre nello stesso anno ha ceduto in asta un eccezionale «Concetto Spaziale, La Fine di Dio» del 1964 di Lucio Fontana per 29.173.000 dollari, segnando, tra l&#8217;altro, un nuovo record per l&#8217;artista di origine argentina. Nel 2010 acquistò per 110 milioni di dollari da Jean-Christophe Castelli, figlio del leggendario gallerista Leo Castelli, una delle poche Flag (1958) (<a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.moma.org/collection/works/78805&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.moma.org</a>) in mano privata, dipinte con la tecnica ad encausto da Jasper Johns, opera che per anni era in prestito al <a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.sfmoma.org/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">San Francisco Museum of Modern Art</a>. L&#8217;artista americano oggi ottantaseienne è attualmente celebrato alla Royal Academy di Londra con una retrospettiva dal titolo “Jasper Johns: ‘Something Resembling Truth”. (<a href="http://24o.it/links/?uri=https://www.royalacademy.org.uk/exhibition/jasper-johns&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.royalacademy.org.uk</a>).<br />
Il 17 maggio a finire sotto il martello di Christie&#8217;s al Rockefeller Center di New York sarà il raro dipinto di Jean-Michel Basquiat, “La Hara” (1981), realizzato quando l&#8217;artista aveva 21 anni, apparso in asta una sola volta trent&#8217;anni fa, quando, nel 1989 da Sotheby&#8217;s a New York fu aggiudicato per 341mila dollari. Il dipinto ad acrilico su tavola ha cambiato più volte proprietario nel corso del tempo. Venne esposto nel 2013 alla Gagosian Gallery di New York (<a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.gagosian.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.gagosian.com</a>) in occasione di una importante retrospettiva dedicata all&#8217;artista. Cohen, da quanto è emerso, l&#8217;acquistò privatamente. Dal 20 al 28 aprile l&#8217;opera sarà presentata in anteprima nel nuovo headquarter di Christie&#8217;s (<a href="http://24o.it/links/?uri=http://www.christies.com/&amp;from=Steve+Cohen+riporta+in+asta+%E2%80%9CLa+Hara%E2%80%9D+di+Basquiat+per+28+milioni+di+dollari" target="_blank">www.christies.com</a>) a Beverly Hills (Los Angeles). “Si tratta di uno dei pochi lavori di Basquiat dove compare un uomo bianco” ha dichiarato Alex Rotter, chairman of postwar and contemporary art di Christie&#8217;s. Sulla superficie è riportata più volte la parola “LA HARA” che nello slang portoricano significa “poliziotto” (jara), e mostra una figura scheletrica di un uomo bianco con un berretto a visiera: un police officer poco rassicurante che si staglia da uno sfondo rosso acceso. Un&#8217;opera che ha chiaramente una forte connotazione politica e razziale, che rimanda al mai risolto problema americano delle uccisioni di neri disarmati da parte di poliziotti bianchi.<br />
La casa d&#8217;aste per assicurarsi la vendita di questo pregevole lavoro ha garantito a Cohen un prezzo minimo di riserva a prescindere dal risultato della vendita. Una garanzia concessa senza timori. Esattamente un anno fa, lo scorso maggio, è stato segnato il record di aggiudicazione per un lavoro di Basquiat, la tela «Untitled» del 1982 pagata 57,3 milioni di dollari dal collezionista giapponese Yusaku Maezawa (<a href="http://www.ilsole24ore.com/">www.ilsole24ore.com</a>). Un&#8217;opera che solo 12 anni prima era stata venduta per 4,5 milioni di dollari da Sotheby&#8217;s, registrando una plusvalenza di oltre 50 milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Sole 24ORE a cura di Gabriele Biglia</p>
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		<title>FB stretta su spam e fake news, via 30mila profili in Francia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:06:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Facebook ha sospeso 30mila account falsi in Francia, in un giro di vite contro la disinformazione, lo spam e le fake news, cioè le notizie &#8216;bufala&#8217; che spesso sono diffuse attraverso profili e pagine non attribuibili a persone reali. La notizia, che arriva a dieci giorni dalle elezioni presidenziali francesi, è resa nota da Facebook all&#8217;interno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12161" alt="Foto Ansa - Facebook Internet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Facebook</strong> ha<strong> sospeso 30mila account falsi in Francia</strong>, in un giro di vite contro la disinformazione, lo spam e le fake news, cioè le notizie &#8216;bufala&#8217; che spesso sono diffuse attraverso profili e pagine non attribuibili a persone reali. La notizia, che arriva a dieci giorni dalle elezioni presidenziali francesi, è resa nota da Facebook all&#8217;interno di un post in cui annuncia miglioramenti nei sistemi usati per individuare gli account non autentici.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questi cambiamenti ci aspettiamo che riducano la diffusione di spam, disinformazione e altri contenuti ingannevoli che spesso sono condivisi dai creatori di account falsi&#8221;, si legge nel messaggio del social. &#8220;In Francia, ad esempio, tali miglioramenti ci hanno permesso di agire contro più di 30mila account falsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene sia impossibile rimuovere ciascun account non autentico presente sul social, Facebook punta a incrementare la propria efficacia dando priorità &#8211; evidenzia &#8211; &#8220;alla rimozione di account con l&#8217;impronta più grande, un&#8217;elevata attività e un&#8217;ampia portata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo sforzo &#8211; conclude la società &#8211; è complementare ad altre iniziative annunciate in precedenza, volte a ridurre la diffusione di disinformazione e notizie false&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>La Unione Europea non dice le bugie.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 13:39:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Francesco Errante/ Ho creduto e credo fermamente nella Unione, da qualsiasi parte, luogo, MENTE essa provenga, ed a prescindere anche da quanto tempo essa duri. Europea, Americana, Balcanica, Transcontinentale, addirittura credo nelle Unioni Intergalattiche, in quelle Cosmiche, credo nelle Unioni “Sostanziali” e soprattutto mi piacerebbe credere nella PACE, non tanto in quella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12114" aria-describedby="caption-attachment-12114" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-errante1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12114" alt="francesco-errante" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-errante1.jpg" width="1000" height="707" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-errante1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-errante1-300x212.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-errante1-381x270.jpg 381w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12114" class="wp-caption-text">Ing. Francesco Errante</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">a cura di Francesco Errante/</p>
<p style="text-align: justify;">Ho creduto e credo fermamente nella Unione, da qualsiasi parte, luogo, MENTE essa provenga, ed a prescindere anche da quanto tempo essa duri.</p>
<p style="text-align: justify;">Europea, Americana, Balcanica, Transcontinentale, addirittura credo nelle Unioni Intergalattiche, in quelle Cosmiche, credo nelle Unioni “Sostanziali” e soprattutto mi piacerebbe credere nella PACE, non tanto in quella che si vuole intanto che si prepara la guerra (si vis pacem para bellum) quanto in quella GLOBALE.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://w.soundcloud.com/player/?url=https%3A//api.soundcloud.com/tracks/315392118&amp;color=ff5500&amp;auto_play=false&amp;hide_related=false&amp;show_comments=true&amp;show_user=true&amp;show_reposts=false" height="166" width="100%" frameborder="no" scrolling="no"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il villaggio globale vorrebbe assommare in se,  sotto il vessillo della “UMANE GENTI”, ogni DIVERSITA’, nella realtà quando in occasione, per esempio, del <strong>60° Anniversario della Unione Europea</strong>, si urla del sessantennio di Pace e Prosperità dei 27 o 28, fate voi, Paesi aderenti all’Unione qualcosa mi induce a riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">60 anni di Pace?</p>
<p style="text-align: justify;">60 anni in cui non c’è stato un conflitto Mondiale?</p>
<p style="text-align: justify;">60 anni in cui le Guerre Civili che hanno devastato l’Europa dell’Est, quella Balcanica, sono state uno scherzo perché avvenute fuori dai confini delle Nazioni aderenti all’Unione?</p>
<p style="text-align: justify;">Le centinaia di migliaia di MORTI, militari e civili, conosciuti, i Milioni IGNOTI, sconosciuti alle cronache non contano e non si contano?</p>
<p style="text-align: justify;">Eh già è proprio così, le guerre civili non contano, i morti non valgono, la globalizzazione non prevede la PACE GLOBALE bensì riguarda lo sfruttamento GLOBALE, dei forti sui deboli, attiene al mercato GLOBALE, nulla c’entra con la PACE GLOBALE.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unione-europea-logo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12110" alt="unione-europea-logo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unione-europea-logo.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unione-europea-logo.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unione-europea-logo-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unione-europea-logo-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>L’industria sfrenata Cinese, la tracotanza della Economia dei RICCHI, lo sfruttamento smodato di risorse non rinnovabili, ovvero nuovamente disponibili fra milioni di anni, viceversa, a me danno il segno chiaro di quanto si sia imboccato un vicolo cieco e come tale senza uscita e senza luce per le cose, ma soprattutto per le menti.</p>
<p style="text-align: justify;">Frugando nella “rete”, fra pavimento e materasso, ho trovato il grafico che Vi propongo e dal quale si evince che l’Unione Europea, attraverso i suoi più insigni rappresentanti, non dice le bugie ma semplicemente non possiede memoria bellica e vede soprattutto il VILLAGGIO LOCALE, quello racchiuso dall’insieme delle Nazioni appartenenti all’Unione Europea con il quale, però, a sua insaputa sta conclamando il fallimento irrevocabile della GLOBALIZZAZIONE.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/60-di-UE-jpeg.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9013" alt="60-di-UE jpeg" src="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/60-di-UE-jpeg.png" width="961" height="951" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre vivo mi accorgo di quanto il villaggio, il condominio,  il quartiere con i suoi piccoli negozi sopravvissuti ai mega centri commerciali consentano ancora VITA, consegnino la GIOIA degli occhi, dell’uscita di casa, dell’incontro consueto o inaspettato, di quanto il globalizzante strida con i miei sensi “perfetti” semplicemente perché “limitati” locali oserei dire.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mi fosse stato necessario vedere e sentire oltre la distanza consentita dalla mia vista e dal mio udito avrei avuto dei satelliti per vedere e sentire, invece la provvida NATURA nel limite che consegna ai miei sensi prevede una salvaguardia per il mio corpo, cervello incluso e una tutela vitale oltre la quale non so onestamente cosa esista di più importante.</p>
<p style="text-align: justify;">Salute!</p>
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		<title>Don Ennio Stamile su scomunica di Papa Francesco a mafiosi. Fu criticato ingiustamente da Magistratura!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 18:57:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Don Ennio Stamile/Corsi e ricorsi storici/ Don Ennio Stamile ripercorre i giorni in cui la Magistratura calabrese arrivò a dubitare anche di Papa Francesco. Certo, la questione &#8216;ndrangheta è una vera piaga e ognuno cerca di trattarla in base ai propri strumenti: la Magistratura con indagini e processi, la Chiesa con i suoi strumenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11933" aria-describedby="caption-attachment-11933" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11933" alt="Papa Francesco - Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco2.jpg" width="800" height="523" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco2.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco2-300x196.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco2-413x270.jpg 413w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11933" class="wp-caption-text">Papa Francesco &#8211; Don Ennio Stamile</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">Di Don Ennio Stamile/Corsi e ricorsi storici/</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Don Ennio Stamile ripercorre i giorni in cui la Magistratura calabrese arrivò a dubitare anche di Papa Francesco. Certo, la questione &#8216;ndrangheta è una vera piaga e ognuno cerca di trattarla in base ai propri strumenti: la Magistratura con indagini e processi, la Chiesa con i suoi strumenti che appartengono più alla sfera educativa. A volte ha ragione la Magistratura che indaga ed è a conoscenza dei fatti. A volte ha ragione la Chiesa quando la cronaca dimostra che ad andare in galera, in Calabria, per motivi legati alla mafia, sono anche Magistrati e notabili di ogni ordine e grado. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Nessuno poteva mai immaginare che Papa Francesco pronunciasse una vera e propria scomunica non solo ai &#8220;mafiosi&#8221; bensì a tutti gli &#8220;operatori del male&#8221;. Ecco, questa seconda, allarga la scomunica di Papa Francesco alla dimensione non più e solo dell&#8217;evidenza dettata dalle cronache (condannati per mafia, &#8216;ndranghetisti, etc.), ma alla dimensione più profonda del discernimento. E&#8217; scomunicato chi opera il male, chi fa male. Papa Francesco in quello che possiamo definire il &#8220;miracolo&#8221; della spianata di Sibari, riporta l&#8217;intera umanità sul binario unico della correttezza propria della fede e della dottrina cristiana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ma la strada è stata dura come dure le critiche da una parte e dall&#8217;altra, sia da parte della Magistratura, non di un Magistrato a caso, bensì di <strong>Nicola Gratteri</strong>; dall&#8217;altra non un sacerdote a caso ma <strong>Don Ennio Stamile</strong>. Alla fine, in fondo, entrambi (battaglieri e capaci come pochi, ndr.) possono dirsi soddisfatti della picconata di Papa Francesco su quella zolla di meravigliosa Terra che è la Calabria, alla ricerca di libertà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">IL REDAZIONALE DELL&#8217;EPOCA DI DON ENNIO STAMILE<br />
Chissà come l&#8217;ha presa l&#8217;omelia di <strong>Papa Francesco</strong> il <strong>dottor Gratteri</strong> che pochi giorni prima dell&#8217;arrivo del pontefice in Calabria (Sibari 21 giugno del 2015) non ha fatto mancare nuove esternazioni contro la chiesa, i presbiteri e lo stesso Papa che, a suo dire si sarebbe convertito alla tenerezza dei sorrisi, degli abbracci e delle foto. Quella di <em>Trame 4</em>, festival dei libri contro le mafie svoltasi a Lamezia Terme proprio alla vigilia dell&#8217;arrivo del Papa, è stata per il magistrato reggino un&#8217;altra occasione sprecata per stare in silenzio su argomenti che non conosce, come l&#8217;azione pastorale dell&#8217;educazione delle coscienze in contesti di <strong>&#8216;ndrangheta</strong>, che in molte zone della nostra terra di Calabria viene svolto spesso in silenzio da sacerdoti, consacrati e consacrate religiosi e tanti laici impegnati nelle catechesi e nel cammino educativo dei giovani. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Debbo riconoscere che Nicola Gratteri questa volta, oltre ad aver davvero superato il limite della decenza con i soliti luoghi comuni circa i sacerdoti che secondo la sua visione distorta sarebbero tutti o collusi o pedofili, è stato davvero un pessimo profeta nei confronti di Papa Francesco, anche se ciò, francamente, non mi sorprende. La supponenza tipica di chi pensa di possedere la verità, cede sotto le lusinghe dei riflettori mediatici che da troppo tempo sono fermi sulla sua persona, alla enfiagioni di quel pericoloso &#8220;so tutto di tutti e dico sempre comunque, e dovunque la verità&#8221;. Papa Francesco è sceso in Calabria non per fare una gita turistica sotto i riflettori delle telecamere, per dispensare sorrisi ed abbracci. Ma per confermare nella fede &#8211; è questo il ruolo di Pietro e dei suoi successori &#8211; il popolo di questa Terra di Calabria con le sue bellezze, i suoi drammi e le sue fragilità. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">E puntualmente Papa Francesco non è venuto meno alla sua missione: visitando i carcerati luogo di disperazione e di sofferenza, non dimentichiamo che nel carcere di Castrovillari spesso si registrano suicidi; per stare con i poveri e condividere il pranzo con loro; per dare una parola di speranza ai tanti giovani calabresi, spesso costretti a lasciare la loro Terra per trovare fortuna: <strong>&#8220;<em>non lasciatevi rubare la speranza</em>&#8220;</strong>, questo lo slogan con il quale spesso il Papa si rivolge a tutti i giovani e che abbiamo sentito ripetere anche ieri; per pronunciare una parola forte di condanna verso ogni sopruso e violenza. Molti si aspettavano che Papa Francesco pronunciasse parole chiare contro gli &#8216;ndranghetisti e non sono stati delusi. Quelle di ieri sotto il sole della pianura di Sibari, sono state parole davvero infuocate dalla grazia. Non era semplice accostare la <strong>Solennità del Corpus Domini</strong> a questo male radicale che ammorba la nostra Terra. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il Papa lo ha fatto ricordando ciò che contraddistingue i cristiani: &#8220;<em>quello di essere un popolo che adora il Signore e contemporaneamente un popolo che cammina</em>&#8220;. Chi non adora Dio spesso si piega ad adorare gli idoli ed il più importante di tutti è il denaro, &#8220;<em>tutti coloro che appartengo alle associazioni mafiose sono adoratori del male come lo sono coloro che vivono di malaffare di violenza. La &#8216;ndrangheta é questo: adoratori del male e disprezzo bene comune. Questo male va combattuto e coloro che nella loro vita intraprendono questa strada di violenza non sono in comunione con Dio perciò sono scomunicati</em>&#8220;. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Queste parole esprimono in maniera chiara, semplice ed inconfutabile la non conciliabilità tra l&#8217;apparenza alle associazioni mafiose ad alla Chiesa. La scomunica pronunciata da Papa Francesco è importante perché offre ai Vescovi ed ai sacerdoti calabresi una spinta in più per rintracciare quei percorsi pastorali condivisi in tutte le Diocesi calabresi che al di là dei pronunciamenti, che pure in questi anni non sono mancati, sono a questo punto davvero improcrastinabili.</span></p>
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		<title>Milano moda donna: da Armani l’imprevisto del colore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:50:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11918" aria-describedby="caption-attachment-11918" style="width: 834px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11918" alt="Giorgio Armani - Foto IlSole24Ore-Web" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear.jpg" width="834" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear.jpg 834w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Armani-Womenswear-480x251.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 834px) 100vw, 834px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11918" class="wp-caption-text">Giorgio Armani &#8211; Foto IlSole24Ore-Web</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Titanico nella scelta incrollabile di chiudere la kermesse milanese nonostante le probabili e inspiegabili defezioni della stampa straniera, <strong>Giorgio Armani</strong> si conferma acuto osservatore del presente, che reinterpreta a proprio modo. Il risultato, a volte, si pone esteticamente al di fuori e al di sopra dei tempi, ma questo è un segno di valore, e di forte autorialità. Sono in ogni caso le intenzioni e le attenzioni che contano: la testardaggine di non chiudersi nella bolla a elucubrare sul nulla; la scelta di mantener vivo lo sguardo anche a ottant’anni suonati e con più di quarant’anni di successi alle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, in una stagione di grande caos e di dilagante confusione &#8211; la compresenza assurda di segni e stili che l’icona dei social media <strong>Anna Dello Russo</strong> ha chiamato “tendenza Arca di Noè” in una delle sue esilaranti Instagram Stories &#8211; anche Armani abbraccia la varietà. Questa stagione non rilascia pubbliche dichiarazioni dopo lo show, ma affida il messaggio alle scarne righe del comunicato stampa. Ed è un messaggio inatteso, ma quanto mai presente: la molteplicità come coerenza contemporanea. Armani, il più convinto e duraturo paladino del rigore morbido, lo stilista delle linee liquide, dell’equilibrio di maschile e femminile, dell’esotismo impalpabile, accetta la moltiplicazione e l’imprevisto. Nessuna paura: non rinuncia alla coerenza. Peró la sfaccetta, la rifrange e la moltiplica &#8211; anche troppo. La collezione che manda in passerella, così, è un vorticare di frammenti, colori, materie e linee che si amalgamano in composizioni pittoriche mantenendo peró i propri caratteri distintivi.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è tutto quel che di Armani fa Armani: i blazer, dalle spalle insellate e perfette, rivisto in preziosi jacquard; c’è il dialogo gentile tra maschile e femminile; c’è la sera scintillante e preziosa e il richiamo ad altre culture vestimentarie; c’è il gusto poetico del decoro e il gusto delle linee verticali. È nuovo e sorprendente, invece, il senso del colore. Si tende ad associare Armani, a questo punto erroneamente, ad una palette neutra di grigi, di beige e di greige. A questo giro, invece, è tutto un rifrangersi di nuance opulente da gemme preziose: viola, verde, rosso, arancio, tagliati dal nero che non smette di rassicurare. L’Armani colorista convince: gli accostamenti sono idiosincratici ma controllati, e l’effetto carnevale è prontamente schivato. Certo, tradurre il colore dalla passerella alla vita vera è impresa ardua, ma Armani lo rende facile con il suo gusto per la sottrazione. Un elemento spicca: la profusione di borse, una diversa per stile e misura abbinata a ciascun look. Gli accessori sono certamente una voce importante per il business Armani. Sono anche la testa d’ariete ideale per portare il colore nei sobri guardaroba delle sue clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/moda/2017-02-27/milano-moda-donna-armani-l-imprevisto-colore-183347.shtml?uuid=AE7OMOe" target="_blank">Il Sole 24 ORE</a> &#8211; a cura di Angelo Flaccavento</p>
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		<title>Migranti: allerta Unicef, Med una rotta infernale per i minori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:38:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Col rapporto &#8220;Un viaggio mortale per i bambini&#8221;, pubblicato oggi, l&#8217;Unicef lancia un&#8217;allerta per sensibilizzare sulla situazione dei minori non accompagnati che dall&#8217;Africa arrivano in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale: abusati, vittime di violenze di ogni genere, sono la categoria più a rischio. Per questo la coordinatrice speciale per la crisi dei migranti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11914" aria-describedby="caption-attachment-11914" style="width: 778px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11914" alt="migranti-allerta-minori" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg" width="778" height="519" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg 778w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 778px) 100vw, 778px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11914" class="wp-caption-text">Migranti: allerta Unicef, Med una rotta infernale per i minori</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Col rapporto &#8220;Un viaggio mortale per i bambini&#8221;, pubblicato oggi, l&#8217;Unicef lancia un&#8217;allerta per sensibilizzare sulla situazione dei minori non accompagnati che dall&#8217;Africa arrivano in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale: abusati, vittime di violenze di ogni genere, sono la categoria più a rischio. Per questo la coordinatrice speciale per la crisi dei migranti e profughi in Europa Afshan Khan, che a Bruxelles ha incontrato un gruppo ristretto di giornalisti, chiede &#8220;misure stringenti per proteggere i bambini migranti e un sistema di passaggi sicuri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In particolare l&#8217;Unicef mette in guardia sulle condizioni nei centri di detenzione in Libia</strong>, 34 in tutto quelli identificati, 24 gestiti dal governo e 10 dalle milizie. L&#8217;organizzazione spiega di avere accesso a meno della metà dei centri che dipendono dal Dipartimento di governo per la lotta alla Migrazione illegale: in questi luoghi dove la violenza è all&#8217;ordine del giorno, mancano cibo, abiti, coperte, ed i migranti, compresi i minori sono trattenuti a gruppi di 20 in celle di due metri quadri. Ben peggiore è invece la situazione nei campi gestiti dalle milizie, a questi Unicef non ha accesso ma sulla base di relazioni di altre agenzie o missioni dell&#8217;Onu vengono definiti &#8220;buchi infernali&#8221;, spesso luoghi di lavoro forzato, dove la tortura è una pratica comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella relazione si ricorda che dei 181.436 migranti e profughi arrivati in Italia nel 2016, 28.223, ovvero il 16% circa, sono minori,</strong> e 9 su 10 di questi sono arrivati sulle coste italiane non accompagnati. Inoltre, dei 4.579 migranti che nel 2016 si stima siano morti durante la traversata del Mediterraneo, si ritiene che 700 fossero minori. E dei 256mila migranti individuati dall&#8217;Unhcr in Libia a settembre 2016 (ma le stime dell&#8217;Oim moltiplicano il numero sia tre volte tanto) 28.031 sono donne (11%) e 23.102 (9%) minori, un terzo di questi si ritiene non siano accompagnati.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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