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	<title>mose &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>MOSE: Marco Milanese arrestato per corruzione dalla Guardia di Finanza di Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2014 02:37:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Emilio Spaziante]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Milanese]]></category>
		<category><![CDATA[marco milanese procura di roma]]></category>
		<category><![CDATA[mose]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Meneguzzo]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione IL PARLAMENTARE.IT/ E&#8217; stato arrestato a Roma dalla Guardia di Finanza Marco Milanese ex consigliere del Ministro Tremonti con l&#8217;accusa di corruzione, in merito all&#8217;inchiesta sulle presunte tangenti nella costruzione del Mose a Venezia che lo scorso 4 giugno aveva già portato a 35 arresti. L&#8217;ex deputato del Pdl, Marco Milanese,  di Milano, figurava già tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8014" aria-describedby="caption-attachment-8014" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-milanese.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8014" alt="Marco Milanese" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-milanese.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-milanese.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-milanese-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-milanese-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8014" class="wp-caption-text">Marco Milanese</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Redazione IL PARLAMENTARE.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato arrestato a Roma dalla <strong>Guardia di Finanza</strong> Marco Milanese ex consigliere del Ministro Tremonti con l&#8217;accusa di corruzione, in merito all&#8217;inchiesta sulle presunte tangenti nella costruzione del <strong>Mose a Venezia</strong> che lo scorso 4 giugno aveva già portato a 35 arresti. L&#8217;ex deputato del Pdl, <strong>Marco Milanese</strong>,  di Milano, figurava già tra gli indagati dalla Procura di Venezia. A quanto si apprende Milanese sarà portato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ROBERTO PELLICANO E LUIGI ORSI I PROCURATORI COMPETENTI</strong><br />
Il <strong>gip di Milano</strong> ha a propria disposizione 20 giorni di tempo per rinnovare l&#8217;arresto di <strong>Marco Milanese</strong>, l&#8217;ex consigliere politico del Ministro Giulio Tremonti finito in manette oggi nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sul Mose. Le carte relative all&#8217;ordinanza di custodia cautelare disposta oggi a carico dell&#8217;ex parlamentare Pdl arriveranno nei prossimi giorni a Milano dopo la decisione del gip di Venezia, Alberto Scaramuzza, di dichiarare la propria incompetenza territoriale per fatti di corruzione che sarebbero stato &#8216;consumati&#8217; nel capoluogo lombardo. Gli atti arriveranno con ogni probabilita&#8217; la prossima settimana sul tavolo dei pm <strong>Roberto Pellicano e Luigi Orsi</strong>, titolari del filone di inchiesta &#8216;milanese&#8217; sul Mose. I due magistrati, una volta esaminati gli atti di indagine, se lo riterranno opportuno chiederanno di rinnovare l&#8217;arresto. La palla passera&#8217; cosi&#8217; in mano al gip che avra&#8217; l&#8217;ultima parola sulla custodia cautelare dell&#8217;ex braccio destro di Tremonti. Procedura che dovra&#8217; necessariamente concludersi <strong>entro 20 giorni da oggi.</strong> Calendario alla mano, al massimo venerdi&#8217; 24 luglio. Analogo discorso per <strong>Roberto Meneguzzo</strong>, ex ad della finanziaria Palladio accusato di aver corrotto Milanese e l&#8217;ex <strong>generale della Gdf Emilio Spaziante</strong> per conto dell&#8217;ex presidente del Cvn, <strong>Giovanni Mazzacurati</strong>. Solo che nel suo caso la decisione del gip di Milano dovra&#8217; arrivare necessariamente entro venerdi&#8217; prossimo, 11 luglio, vale a dire 20 giorni dopo la pronuncia del Tribunale del Riesame di Venezia del 24 giugno sulla competenza territoriale di Milano. Lo ha detto l&#8217;Agenzia ASCA &#8211; www.asca.it</p>
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		<title>La Storia non si fa con i SE. Ma la politica si. Analisi di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 21:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[mose]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / È il caso di ripensare il celebre detto secondo i il quale “la storia non si fa con i SE”. Perché, trascorso un po’ di tempo, sono i fatti della politica a diventare storia, e non si può tornare indietro, questo è certo. Ma quei fatti, prima di diventare tali, erano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7819" aria-describedby="caption-attachment-7819" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-7819" alt="mose-venezia-arresti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7819" class="wp-caption-text">Lo scandalo del Mose di Venezia richiama ironicamente il miracolo di Mosè</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso di ripensare il celebre detto secondo i il quale “la storia non si fa con i SE”. Perché, trascorso un po’ di tempo, sono i fatti della politica a diventare storia, e non si può tornare indietro, questo è certo. Ma quei fatti, prima di diventare tali, erano opzioni, solo una delle quali fu scelta, ma se ne sarebbe potuta fare un’altra. Quindi <strong>nelle scelte della politica c’è intenzionalità, c’è la determinazione di volere influire sugli eventi, sulla storia che verrà scritta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la scadenza certa delle elezioni del 25 maggio, Matteo Renzi, tra le opzioni che aveva a disposizione, ha scelto quella degli “80 euro”. In vista delle elezioni tutti fanno di tutto. Diciamo che l’ha azzeccata.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo ora il caso della Procura di Venezia che <strong>il 4 giugno</strong> ha fatto scattare l’arresto per 35 persone legate alla mega-impresa del Mose. Le <strong>indagini andavano avanti da tre anni</strong> e in giro circolavano da tempo parecchie voci sulle irregolarità. Domanda: dopo oltre mille giorni di indagini, la certezza circa i numerosi reati contestati, è stata acquisita solo ieri, <strong>3 giugno</strong>, oppure è stata fatta la scelta di dilazionare la decisione a <strong>10 giorni dopo il voto del 25 maggio</strong> e <strong>2 giorni dopo</strong> la celebrazione della festa della Repubblica, presentatasi con il vestito nuovo dell’accoppiata Napolitano-Renzi?</p>
<p style="text-align: justify;">Il SE è d’obbligo: SE la decisione degli arresti fosse stata formalizzata e resa pubblica due settimane fa, il 40% dei voti, e forse anche più, li avrebbe presi il M5S poiché Grillo e i grillini erano ostili al Mose che criticavano da tempo sotto diversi aspetti; Renzi non avrebbe potuto sbandierare il 40% e Napolitano non avrebbe potuto celebrare una Repubblica un po’ diversa da quella che conosciamo: corrotta fin nel midollo, dalla politica ai diversi comparti della Pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Procura di Venezia ha scritto la storia, ha deciso il risultato delle elezioni del 25 maggio</strong> e di un buon tratto della vita politica. Intendiamoci: <strong>nella sostanza ha fatto benissimo</strong>, scoperchiando ancora una volta quella trasversalità cementata dal connubio denaro/potere. Non mi interessa quanto il M5S avrebbe potuto lucrare su questa vicenda se solo fosse stata resa di pubblico dominio due o tre settimane fa. Mi interessa sottolineare il fatto che <strong>il SE, che diventa un QUANDO, conta e molto</strong>. Si potrà fare una riforma della Costituzione che non solo impedisca a una Procura di determinare l’esito di una campagna elettorale ma che ponga dei principi in tema di decisioni economiche prese dallo Stato che garantiscano trasparenza e controlli paralleli allo svolgimento delle attività economiche fin dall’inizio?</p>
<p style="text-align: justify;">Nei dettagli, il Gip Alberto Scaramuzza ha firmato l’ordinanza: arrestati il sindaco Giorgio Orsoni (centrosinistra), posto ai domiciliari, l’assessore regionale Renato Chisso e altre 33 persone, tra cui due ex presidenti del magistrato alle Acque della città lagunare. Le ipotesi di reato a vario titolo sono corruzione, concussione, riciclaggio. La GdF ha sequestrato beni per un valore di circa 40 milioni di euro. Indagato con richiesta di arresto anche l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan con l’accusa di aver ricevuto fondi illeciti per almeno 800 mila euro dal Consorzio Venezia Nuova (Cvn) nell’ambito delle opere del Mose. Le dazioni, da fondi neri realizzati dal Consorzio e dalle società che agivano in esso, risalirebbero agli anni tra il 2005 e il 2008 e il 2012. Galan, ora parlamentare di Fi, avrebbe ricevuto dal 2005 al 2011 da Giancarlo Mazzacurati presidente del Cnv, anche tramite l’assessore Renato Chisso, uno stipendio annuo di un milione di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo il voto del 25 maggio e le celebrazioni del 2 giugno, sono arrivate altre tre notizie drammatich</strong>e:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; La prima, a cura dell’<strong>Istat</strong>, riguarda la disoccupazione, salita al 13,6%.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; La seconda, a cura di <strong>Confindustria</strong>, riguarda la perdita per l’Italia del settimo posto tra i grandi paesi industrializzati, superata dal Brasile. Ma non è questo il punto. Il punto è la massiccia erosione della base produttiva:  una contrazione di oltre 100mila fabbriche e quasi un milione di addetti tra 2001 e 2011, proseguita nel biennio successivo: altri 160mila occupati e 20mila imprese perduti.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è arrivata dalla <strong>Corte dei Conti</strong> che nel Rapporto 2014 sulla finanza pubblica ha scritto che il sistema tributario italiano è caratterizzato da un livello di prelievo eccessivo e maldistribuito, calcolando che nel 2013 la pressione fiscale era pari al 43,8% del Pil,quasi 3 punti in più rispetto al 2000 e 4 punti in più rispetto alla media UE. Secondo la Corte, l’Irpef presenta ormai dei limiti specifici e andrebbe riformata per garantire una effettiva progressività e redistribuzione dell’imposta. Di conseguenza il bonus da 80 euro viene definito “un surrogato” rispetto ad una revisione complessiva dell’imposta. Infine, il dato sull’economia sommersa: vale il 21% del Pil. Da collegare ai 50 miliardi di evasione per Iva e Irap.</p>
<p style="text-align: justify;">SE queste tre notizie fossero arrivate qualche giorno fa…</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Renzi ha qualcosa da twittare al riguardo? Per quanto si crogiolerà in quel fortuito 40% di voti che lo ha consegnato alla storia?</p>
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