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	<title>MODELLO REGGIO &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>QUO VADIS CALABRIA? Fibrillazioni e timori nei palazzi della politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 21:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, a cura di V. Ermiterra &#8211; Che succede in Calabria? Non in quella dell’economia disastrata, dell’ambiente selvaggiamente aggredito, della sanità ancora e sempre allo sbando, della ricerca che non esiste, delle aziende che chiudono, dei disoccupati che si moltiplicano come una pestilenza, della precarizzazione e del lavoro nero,  dei cervelli e dei giovani talenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4128" aria-describedby="caption-attachment-4128" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/03/quo-vadis-calabria-fibrillazioni-e-timori-nei-palazzi-della-politica/giuseppe-scopelliti-6/" rel="attachment wp-att-4128"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-4128" title="giuseppe-scopelliti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4128" class="wp-caption-text">Il Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti detto Peppe</figcaption></figure>
<p>Roma, a cura di V. Ermiterra &#8211; Che succede in Calabria? Non in quella dell’economia disastrata, dell’ambiente selvaggiamente aggredito, della sanità ancora e sempre allo sbando, della ricerca che non esiste, delle aziende che chiudono, dei disoccupati che si moltiplicano come una pestilenza, della precarizzazione e del lavoro nero,  dei cervelli e dei giovani talenti che partono per l’Europa, il Nord America e la Cina, riaprendo la ferita sanguinante dell’emigrazione. Quello che succede in questa Calabria, purtroppo, qualunque cosa dicano i suoi amministratori regionali e la sua deputazione carneade, lo sappiamo già: è una situazione drammatica, forse è già al punto di non ritorno.</p>
<p>COSA SUCCEDE IN CALABRIA?<br />
Ci chiedevamo, invece, che succede nella Calabria istituzionale, attraversata da terremoti giudiziari in atto e prossimi venturi, di cui si avvertono le prime forti scosse nei Tribunali di Reggio e di Catanzaro, con l’osservatorio meteorologico politico regionale che mette in preallarme per possibili estensioni ai Palazzi di Giustizia cosentini.</p>
<p>Proviamo a ricapitolare.</p>
<p>IL CONSIGLIO PIU&#8217; INQUISITO D&#8217;ITALIA<br />
Dopo la legislatura precedente, quella segnata dalla fallimentare stagione di <strong>Loiero</strong>, nella quale il Consiglio regionale calabrese si era guadagnato la palma del <strong>più inquisito d’Italia</strong>, i calabresi hanno affidato le loro speranze di cambiamento e di futuro al giovane e rampante <strong>Giuseppe Scopelliti</strong>, catapultato sulla scena regionale e nazionale dopo due stagioni da  sindaco di Reggio Calabria intorno alle quali, con grande abilità mediatica, ha strombazzato a destra e manca, da nord a sud, un <strong>presunto “modello” Reggio.</strong></p>
<p>Nella primavera 2010, <strong>Scopelliti, fu dunque</strong> <strong>eletto, a furor di popolo</strong>, governatore della Calabria. E da quel momento, molto poco con i fatti e assai di più con la propaganda, ha puntato ad accreditarsi come il nuovo che avanza, il salvatore della Patria.</p>
<p>Il dicembre 2010, sei mesi dopo, fu un <strong>mese nerissimo</strong> per il giovane governatore.</p>
<p>IL SUICIDIO DI ORSOLA FALLARA &#8211; SCOPELLITI CHIAMATO DA MAGISTRATI<br />
Dapprima il <strong>suicidio della sua solerte dirigente</strong> del settore bilancio quand’era sindaco a Reggio, <strong>Orsola Fallara</strong>, indagata per via della liquidazione a se medesima di parcelle milionarie, per le quali, proprio di recente, il governatore, rispondendo ai magistrati titolari di un’inchiesta che sta andando avanti e che potrebbe riservare sorprese,  ha dichiarato che lui firmava faldoni di carte, documenti e delibere e certo non poteva verificare tutto quello che vi era scritto. Si fidava dei suoi dirigenti, lui. Ci mancherebbe altro!</p>
<p>L&#8217;ARRESTO DEL CONSIGLIERE PDL SANTI ZAPPALA&#8217;<br />
Qualche giorno dopo quel tragico evento, <strong>su Palazzo Campanella</strong> – sede del Consiglio regionale – <strong>si abbatté la prima brutta tegola:</strong> <strong>l’arresto del consigliere PDL</strong>, eletto con una caterva di preferenze, <strong>Santi Zappalà,</strong> con l’accusa di aver ottenuto sostegno elettorale dal <strong>potente boss di S. Luca, Giuseppe Pelle</strong>. Con Zappalà, finirono in carcere diversi esponenti politici reggini del centrodestra, che avevano sostenuto le liste del governatore.</p>
<p>INIZIA DA COSENZA CAMPAGNA MEDIATICA DI RIACCREDITAMENTO DEL PDL<br />
Quella tegola fu rapidamente riparata e il Presidente intensificò l’abile campagna mediatica puntando ad accreditarsi come il paladino del cambiamento e della legalità. Addirittura,  il PDL nel settembre 2011, caso unico nella storia regionale e nazionale,  ha voluto festeggiare il primo anno della vittoria elettorale con una grande manifestazione di piazza, a Cosenza, con pullman convogliati da ogni parte della Calabria e con il gotha del centrodestra in prima fila a guidare il corteo e cantare gli osanna. Ce n’era bisogno? Forse si presagiva qualcosa? Fatto sta che da li a poco sarebbero successe tante altre cose sulle quali vale la pena soffermarsi.</p>
<p>NUOVO PESANTE ARRESTO NEL PDL: FRANCO MORELLI<br />
<strong>Due mesi dopo quel corteo</strong>, il 30 novembre del 2011, <strong>viene arrestato un altro grande plenipotenziario del PDL</strong>, il consigliere regionale <strong>Franco Morelli</strong>, <strong>accusato di corruzione e associazione mafiosa</strong>. Con lui il <strong>giudice Giuseppe Vincenzo Giglio presidente della Corte di Assise del tribunale di Reggio</strong>, mentre un altro magistrato, il <strong>Pm di Palmi Giancarlo Giusti</strong> era indagato per presunte offerte di viaggi ed escort ricevuti dai boss.  Morelli è ancora in carcere a Milano, avendo il Gip respinto le richieste di liberazione avanzate dai legali. Nel centrodestra, non solo regionale, adesso crescono le preoccupazioni: Morelli non è uno qualunque.</p>
<p>Ma <strong><em>l’annus horribilis</em> di Scopelliti, </strong> probabilmente, deve ancora venire.</p>
<p>LA COMMISSIONE DI ACCESSO ANTIMAFIA INIZIA GLI ACCERTAMENTI<br />
Il 24 gennaio del 2012, a  Reggio Calabria cala anche la <strong>Commissione di Accesso antimafia</strong>, per “accertare la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità”. Non è un provvedimento che il Ministero dell’Interno adotta a cuore leggero, specialmente quando si tratta di una grande città. Evidentemente ha in mano elementi pesanti e <strong>qualcuno</strong>, dalle parti dello Stretto, <strong>teme il fantasma dello scioglimento del Consiglio</strong>. Sarebbe la fine del decantato <em><strong>“modello Reggio”</strong>.</em> Di conseguenza da un lato si ergono barricate gridando al complotti, dall’altro, si ostenta tranquillità e sicurezza.</p>
<p>GIUSEPPE SCOPELLITI INDAGATO PER LA SANITA&#8217;<br />
Ma non è finita. Il 17 febbraio di questo stesso anno lo stesso Presidente calabrese informa la stampa di essere <strong>indagato a Catanzaro su vicende legate alla sanità</strong>. Proprio ieri il suo direttore generale Orlando, anch’egli indagato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il governatore incrocerà gli inquirenti il 14 marzo. Vedremo.</p>
<p>IL COLONNELLO ANTIMAFIA VALERIO GIARDINA ACCUSA PEPPE SCOPELLITI<br />
Infine, è di questi giorni lo scontro di cui abbiamo già  scritto e sul quale torneremo – anche perché siamo certi che vi torneranno i magistrati – tra l’<strong>On Scopelliti e il Colonnello dei Carabinieri Valerio Giardina</strong>, già capo dei Ros di Reggio Calabria, che interrogato nell’Aula di Giustizia, durante il dibattimento del processo “Meta”,  ha dichiarato, senza mezze misure, che <strong>il governatore avrebbe fatto parte di una </strong><em><strong>“lobby politico- mafiosa-affaristica”</strong>. </em></p>
<p>L&#8217;INTERROGAZIONE DI ELIO BELCASTRO AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA<br />
Questo è il quadro. Ed è davvero desolante. Nei giorni scorsi, a renderlo ancora più tenebroso, <strong>una sibillina interrogazione del deputato Elio Belcastro</strong>, grande elettore di Scopelliti ed esponente di <strong>“Noi Sud”</strong>, che chiede al <strong>Ministro di Grazia e Giustizia</strong> se non sia il caso di mandare ispettori alla <strong>Procura di Cosenza</strong>. Vi sarebbero – sostiene il parlamentare – <strong>indagini riguardanti alti livelli politici ed istituzionali che giacciono da troppo tempo nei cassetti dei Pm.</strong></p>
<p>Che si aprano quei cassetti e si dia nuovo impulso alle indagini che più scottano: a Cosenza e in ogni tribunale calabrese, per far luce sulle “zone grigie”, che – ha ragione Belcastro &#8211; non sono purtroppo circoscritte ai territori della sua provincia.</p>
<p>Ben venga quest’accelerazione, purché a  Reggio si continui alacremente a lavorare per accertare la verità. Nient’altro che la verità.</p>
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