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	<title>missile &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>ISIS potrebbe lanciare una pioggia di missili contro l&#8217;Italia. Lo dice l&#8217;esperto dell&#8217;IAI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 02:30:29 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8945" aria-describedby="caption-attachment-8945" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/missili.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8945" alt="Missile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/missili.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/missili.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/missili-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/missili-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8945" class="wp-caption-text">Missile</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; più che giusto preoccuparsi attese le cortissime distanze che separano l&#8217;Italia dai terrotisti dell&#8217;ISIS che potrebbero attaccare l&#8217;Italia anche solo per dimostrare che la loro presenza a Roma fa parte davvero dei loro piani. <strong>I miliziani dello Stato islamico in Libia potrebbero lanciare missili verso l&#8217;Italia</strong> e per questo e&#8217; necessario rafforzare i dispositivi di difesa nel sud del Paese. Lo ha affermato, in un&#8217;intervista all&#8217;AGI, il responsabile di ricerca Sicurezza e Difesa dell&#8217;Istituto Affari Internazionali (Iai), Alessandro Marrone. In Libia &#8220;ci sono 1.500 gruppi armati che hanno a disposizione arsenali sostanziosi, molto piu&#8217; numerosi rispetto a quelli che erano in possesso dei talebani in Afghanistan&#8221;, ha spiegato l&#8217;esperto. &#8220;C&#8217;e&#8217; il rischio che dei missili vengano lanciati verso l&#8217;Italia, ma che siano in grado di raggiungere la Sicilia e di eludere la difesa antimissile e&#8217; tutto da vedere&#8221;, ha spiegato Marrone. &#8220;In Italia manteniamo gli standard di difesa della Nato, con un&#8217;integrazione di stazioni radar e intercettori, ma dobbiamo anche ricordare che le forze armate vengono da anni di tagli alla Difesa e non si possono comprare dispositivi da un giorno all&#8217;altro nell&#8217;evenienza di una crisi&#8221;, come quella libica. Se si decidesse di intervenire militarmente, secondo l&#8217;esperto di Difesa, &#8220;e&#8217; escluso che si possano ottenere risultati significativi solo con raid aerei&#8221;, come nel 2011: l&#8217;unica possibilita&#8217; sarebbe un&#8217;operazione di terra &#8220;che rischia, se le cose vanno male, di provocare piu&#8217; vittime tra i soldati italiani rispetto all&#8217;Afghanistan, in un lasso di tempo piu&#8217; breve&#8221;. &#8220;Qualunque missione deve comunque essere preceduta da un accordo con gli attori regionali ed e&#8217; necessaria una preparazione politica e diplomatica, altrimenti e&#8217; destinata al fallimento&#8221;, ha spiegato Marrone. Il Paese nordafricano e&#8217; diventato un &#8220;porto franco del terrorismo, non c&#8217;e&#8217; piu&#8217; controllo del territorio e passano di li&#8217; armi, droga e migranti&#8221;. .</p>
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