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	<title>ministro tria &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Conti pubblici, Tria: stabilizziamo il debito nell&#8217;interesse degli italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 22:22:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo Economico]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Stiamo facendo quello che dobbiamo fare per l&#8217;economia italiana per stabilizzare il debito pubblico, non è soltanto rispondere a quello che ci chiede l&#8217;Europa, lo facciamo fino a quando pensiamo che questo coincida con gli interessi degli italiani&#8221;. Così il ministro dell&#8217;Economia, Giovanni Tria, al suo arrivo all&#8217;Eurogruppo a chi gli chiedeva se non temeva di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14270" aria-describedby="caption-attachment-14270" style="width: 850px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-tria.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14270" alt="Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-tria.jpg" width="850" height="573" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-tria.jpg 850w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-tria-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-tria-400x270.jpg 400w" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14270" class="wp-caption-text">Il ministro dell&#8217;Economia, Giovanni Tria</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Stiamo facendo quello che dobbiamo fare per l&#8217;economia italiana per stabilizzare il debito pubblico, non è soltanto rispondere a quello che ci chiede l&#8217;Europa, lo facciamo fino a quando pensiamo che questo coincida con gli interessi degli italiani&#8221;. Così il ministro dell&#8217;Economia, Giovanni Tria, al suo arrivo all&#8217;Eurogruppo a chi gli chiedeva se non temeva di perdere le elezioni come avvenuto in Grecia a Tsipras dopo aver implementato le misure richieste dall&#8217;Europa. &#8220;La Grecia è stata un esempio di eccessi negativi all&#8217;inizio. La crisi greca è stata amplificata da un intervento sbagliato della Commissione europea. Io ne sono sempre stato convinto. La crisi dei debiti sovrani è cominciata là ma questo è un giudizio che appartiene alla storia&#8221;. &#8220;Bisogna arrivare a un qualche aggiustamento strutturale, lo sforzo grosso l&#8217;abbiamo fatto quest&#8217;anno e questo varrà. Ma ovviamente bisogna continuare in quella direzione, l&#8217;importante è la stabilizzazione e la discesa del rapporto debito/Pil&#8221;, aggiunge Tria, rispondendo ai giornalisti che chiedevano se l&#8217;Italia effettuerà l&#8217;aggiustamento strutturale chiesto dalla Commissione pari ad almeno lo 0,1% nel 2020. &#8220;Vedremo come andrà l&#8217;economia nel secondo semestre e lì prenderemo le decisioni ultime&#8221;, ha affermato prima di partecipare alla riunione dell&#8217;Eurogruppo.  &#8220;In legge bilancio rispetteremo regole Ue&#8221; Nella messa a punto della legge di bilancio in autunno, l&#8217;Italia rispetterà le regole europee. Lo ha chiarito Tria, arrivando al vertice dell&#8217;Eurogruppo a Bruxelles.  &#8220;Decideremo la legge di bilancio a ottobre nel rispetto delle regole di bilancio europee&#8221;. Moscovici: non accettabile deficit a 3,5% nel 2020 Per l&#8217;Italia un deficit al 3,5% nel 2020 &#8220;non sarebbe accettabile&#8221;. Lo ha detto il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, al suo arrivo all&#8217;Eurogruppo. &#8220;Esamineremo la bozza di progetto di bilancio al momento opportuno, dopo il 15 ottobre, ma nei suoi impegni il governo è stato abbastanza chiaro. Capisco che non si voglia alzare l&#8217;Iva, ma devono esserci misure per compensare, in modo che la bozza di progetto di bilancio sia in linea con le regole&#8221;, ha detto Moscovici. Senza l&#8217;aumento dell&#8217;Iva o misure compensative, &#8220;abbiamo previsto un deficit al 3,5% e questo non rientrerebbe nelle regole. Questo non sarebbe accettabile e porterebbe a un debito oltre il 135% del Pil&#8221;, ha aggiunto il commissario Ue. &#8220;Il governo italiano ha detto che rispetterà quello che ci aveva inviato, che in aprile era 2,1%. Tocca a loro trovare le misure che servono, incluse misure fiscali&#8221;, ha detto Moscovici. Secondo il commissario francese la riunione dell&#8217;Eurogruppo confermerà la scelta della Commissione che ha deciso di non raccomandare ai governi l&#8217;avvio di una procedura per debito nei confronti dell&#8217;Italia. Centeno: tutto Eurogruppo ha compreso sforzo Italia Tutti i ministri dell&#8217;Eurogruppo hanno compreso quanto fosse difficile la situazione di bilancio per l&#8217;Italia e rispettare gli impegni presi dal governo, e tutti sono stati alla fine molto lieti che si sia evitata la procedura di deficit eccessivo per violazione della regola del debito. Lo ha detto il presidente dell&#8217;Eurogruppo Mario Centeno, durante la conferenza stampa al termine della riunione dei ministri finanziari dell&#8217;Eurozona, questa sera a Bruxelles. &#8220;E&#8217; importante continuare a dialogare. Gli impegni delle autorità italiane ci sono sempre stati: a volte servono nuove misure da aggiungere a un esercizio di bilancio che è difficile. Lo comprendiamo tutti, e credo ci sia un enorme consenso sia sulle difficoltà che sull&#8217;impegno delle autorità italiane&#8221;, ha detto Centeno. &#8220;La Commissione e le autorità italiane si sono impegnate per definire quelle misure, valutarle e siamo stati molto lieti che, alla fine, quelle misure siano riuscite ad evitare l&#8217;apertura della procedura nei confronti dell&#8217;Italia&#8221;, ha concluso il presidente dell&#8217;Eurogruppo. &#8211; See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Conti-pubblici-Tria-stabilizziamo-il-debito-nell-interesse-degli-italiani-61b4cb78-2d15-46df-911c-3becc1541717.html</p>
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		<title>Il Ministro Tria: spread non dipende dalla manovra ma da incertezza politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 18:13:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; “Non credo che lo spread dipenda dalla manovra perché c’è un deficit più del previsto, perché è un deficit moderato. Ma che derivi da un’incertezza politica perché non ci sono fondamentali dell’economia o una rottura dei conti pubblici che lo giustifica”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, parlando alla Festa Fogliante a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_13786" aria-describedby="caption-attachment-13786" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-Tria.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13786" alt="Il Ministro Giovanni Tria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-Tria.jpg" width="900" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-Tria.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-Tria-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-Tria-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13786" class="wp-caption-text">Il Ministro Giovanni Tria</figcaption></figure>
<p>“Non credo che lo spread dipenda dalla manovra perché c’è un deficit più del previsto, perché è un deficit moderato. Ma che derivi da un’incertezza politica perché non ci sono fondamentali dell’economia o una rottura dei conti pubblici che lo giustifica”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, <strong>Giovanni Tria</strong>, parlando alla Festa Fogliante a Firenze.</p>
<p>“Draghi non ha detto nulla di strano, ha parlato da banchiere centrale come avrei fatto anche io, non è stato inopportuno perché ha detto quella che è la realtà”, ha poi aggiunto, commentando le parole del governatore della Bce sui rischi per le banche a causa dell’aumento dello spread.</p>
<p><strong>&#8220;Da ministro avrei voluto deficit/Pil più basso, da economista più alto&#8221; </strong>&#8211; &#8220;La previsione di una crescita dell&#8217;1,5% è stata fatta con un modello econometrico del Tesoro: si può migliorare, io lo migliorerei, ma è lo stesso usato in precedenza&#8221;, ha spiegato Tria, aggiungendo: &#8220;Io da economista avrei scelto il 2,5% di deficit perché bisogna contrastare il rallentamento dell&#8217;economia&#8221;. &#8220;Per il reddito di cittadinanza è stata stanziata una cifra che è inferiore ai famosi 80 euro&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Bisogna sbloccare le opere pubbliche&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Io dico, in generale, che bisogna sbloccare le opere pubbliche&#8221;, ha aggiunto il ministro Tria. Al direttore del Foglio Claudio Cerasa che citava, nello specifico, opere come la Torino Lione e il Terzo Valico, il titolare del dicastero dell&#8217;Economica ha risposto: &#8220;Io dico in generale tutte queste opere&#8221;.</p>
<p><strong>Di Maio: &#8220;Se resistiamo, il 2019 sarà l&#8217;anno del cambiamento&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Credo che ci siano tanti che in questo momento stiano tifando per lo spread, ma non mi preoccupa, perché l&#8217;Italia ha un&#8217;economia solida. Non credo che le agenzie di rating misurino la felicità degli italiani. Io credo che nei prossimi mesi, se resistiamo, poi partirà e nascerà il 2019, che sarà il vero anno del cambiamento, grazie a misure che abbiamo messo in questa legge di bilancio&#8221;. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, a Scordia, nel Catanese.</p>
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		<title>Fronda 5S anti-Giorgetti: &#8220;Adesso ci vuole sabotare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 13:08:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La manovra sta agitando e non poco le acque nel governo. Di fatto le pressioni su Tria e l&#8217;audio di Rocco Casalino che annuncia purghe al ministero hanno fatto salire e non poco la temperatura nella maggioranza. Comincia già la resa dei conti tra grillini e leghisti. E a quanto pare, secondo quanto riportato dal Messaggero, nel mirino dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13711" aria-describedby="caption-attachment-13711" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgetti-lapresse-0.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13711" alt="giancarlo giorgetti Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgetti-lapresse-0.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgetti-lapresse-0.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgetti-lapresse-0-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgetti-lapresse-0-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgetti-lapresse-0-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13711" class="wp-caption-text">Giancarlo Giorgetti (Lega), Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La <strong>manovra</strong> sta agitando e non poco le acque nel governo. Di fatto le pressioni su Tria e l&#8217;audio di <strong>Rocco Casalino </strong>che annuncia purghe al ministero hanno fatto salire e non poco la temperatura nella maggioranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Comincia già la resa dei conti tra grillini e leghisti. E a quanto pare, secondo quanto riportato dal Messaggero, nel mirino dei grillini sarebbe finito il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, <strong>Giorgetti</strong>. La sua posizione in questa &#8220;guerra a distanza&#8221; con via XX Settembre sarebbe più schierata dalla parte di Tria. Ai grillini infuriati per i 10 miliardi che mancano all&#8217;appello per il reddito di cittadinanza, il sottosegretario avrebbe risposto: &#8220;Cosa c&#8217;è da sorprendersi? È il gioco delle parti, il ministro dell&#8217;Economia dice sempre di no&#8221;. Da qui le accuse sotto traccia dei 5 Stelle: &#8220;Ci sta sabotando, bisogna che si dia una calmata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A far scendere definitivamente il gelo però sarebbero state le reazioni di Giorgetti all&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/audio-choc-casalino-arrivo-purghe-m5s-1578991.html">audio di Casalino</a>. Infatti il suo messaggio è stato abbastanza chiaro: &#8220;Basta non averlo il portavoce e non c&#8217;è. Lui non può cacciare proprio nessuno, come non può farlo nessun altro del governo&#8221;. Frasi non gradite da alcuni ambienti Cinque Stelle. E così sui social affiorano le prime proteste anti-Giorgetti da parte Cinque Stelle: &#8220;Attento Giorgetti, Conte ti rigira come un calzino. Ci si può fidare di Giorgetti?&#8221;. Il sottosegretario è un uomo freddo. E sa resistere anche a questo&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Giornale a cura di Franco Grilli</p>
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		<title>Casalino, audio contro i tecnici Mef. Tria: ‘Al ministero lavorano per il governo’. Ma Di Maio: ‘C’è chi rema contro’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 13:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meno di due minuti di audio diffuso via Whatsapp in cui il portavoce del premier Giuseppe Conte parla di “una mega vendetta” contro i tecnici del Mef se non si dovessero trovare i soldi per il reddito di cittadinanza. È polemica per le parole di Rocco Casalino contenute in una registrazione diffusa da Repubblica: nella nota vocale inviata ad alcuni giornalisti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13707" aria-describedby="caption-attachment-13707" style="width: 1500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-casalino.png"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-casalino.png" alt="Il Premier Giuseppe Conte e il Portavoce Rocco Casalino" width="1500" height="620" class="size-full wp-image-13707" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-casalino.png 1500w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-casalino-300x124.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-casalino-480x198.png 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-casalino-1024x423.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13707" class="wp-caption-text">Il Premier Giuseppe Cont e il Portavoce Rocco Casalino</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Meno di due minuti di audio diffuso via Whatsapp in cui il portavoce del premier Giuseppe Conte parla di “una mega vendetta” contro i tecnici del Mef se non si dovessero trovare i soldi per il reddito di cittadinanza. È polemica per le parole di Rocco Casalino contenute in una registrazione diffusa da <em>Repubblica</em>: nella nota vocale inviata ad alcuni giornalisti, l’ex capo della comunicazione grillina al Senato e ora nello staff del presidente del Consiglio parla dei rapporti con il ministro dell’Economia Giovanni Tria e con lo staff del dicastero.</p>
<p style="text-align: justify;">“Si tratta di una conversazione privata”, è la difesa di Casalino, “non c’era nessun proposito concreto. È stata violata la mia privacy”. In suo sostegno è intervenuto il presidente del Consiglio Conte: “La diffusione dell’audio è una violazione gravemente illegittima che tradisce fondamentali principi costituzionali e deontologici. Chiarito che trattasi di un messaggio privato, mi rifiuto finanche di entrare nel merito dei suoi contenuti. Ribadisco la piena fiducia nel mio portavoce”. Sul fronte opposto, fonti del ministero dell’Economia hanno confermato la fiducia di Giovanni Tria “ai dirigenti e alle strutture tecniche del Mef e apprezzamento per il lavoro che stanno svolgendo a sostegno dell’attuazione del programma di governo, come peraltro evidenziato dal presidente del Consiglio”. I tecnici avevano poco prima specificato che “stanno lavorando attivamente per valutare costi e effetti delle varie proposte politiche, comprese le possibili modalità di copertura degli interventi. Ma le decisioni sulla scelta delle soluzioni competono alla politica”.</p>
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<div id="viralize-wide-wrapper-ug9g9lfse3g">
<p id="vr-ug9g9lfse3g-disclaimer">In serata il vicepremier Luigi Di Maio ha pubblicato sul Blog delle stelle il contenuto di una lettera inviata a tutti i parlamentari M5s. Un testo in cui non solo difende Casalino, ma ascrive l’intera vicenda della pubblicazione di questo audio a una strategia per colpire gli uomini della comunicazione M5s più ancora degli eletti: “Ciò che ritengo inaccettabile – scrive Di Maio – è che adesso il bersaglio siano diventati i nostri dipendenti della comunicazione. Chiunque vive il Movimento conosce bene l’importanza delle nostre strutture di comunicazione. Sono i migliori perché, in tutti questi anni, si sono inventati ogni giorno metodi alternativi alle tecniche tradizionali per far arrivare i nostri contenuti a milioni di italiani. Qualcuno dice che diamo troppa importanza agli uffici comunicazione e ai loro dipendenti. Qualcuno ci critica dicendo che li paghiamo troppo, (poi quegli stessi sono pronti a massacrarci se li paghiamo poco)”.</p>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Di Maio poi è entrato nel merito dell’audio di Casalino, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/18/di-maio-mai-chiesto-le-dimissioni-di-tria-ma-trovi-i-soldi-per-gli-italiani-in-difficolta-un-ministro-serio-li-deve-trovare/4634186/">che risale proprio ai giorni della polemica tra il vicepremier e il ministro dell’Economia</a> sulle risorse per la manovra economica. E anche in questo caso la linea non cambia: “C’è chi rema contro, ovvero una parte della burocrazia dei ministeri. Ogni volta che facciamo provvedimenti dobbiamo riguardarci sempre bene il testo, perché a volte tra un passaggio e un altro viene cambiato, si modifica, viene stravolto. Quando vi dico che c’è da preoccuparsi, credetemi. Abbiamo vinto le elezioni del 4 marzo, ma il sistema è vivo e vegeto e combatte contro di noi. Al Governo ci siamo noi e c’è la Lega. Ma se partiti, lobby e burocrati devono scegliere chi combattere, sono tutti d’accordo con il “dagli addosso al Movimento 5 Stelle sempre e comunque”.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha chiesto che Casalino lasci l’incarico sono le opposizioni, dal Pd a Forza Italia. I 5 stelle compatti lo hanno invece difeso: “È la nostra linea”. Prudente la posizione del presidente della Camera Roberto Fico: “Assurdo che i giornalisti facciano uscire le proprie fonti”. E Alessandro Di Battista, su Facebook, è andato oltre: “Casalino ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti, certe cose vanno dette pubblicamente e con orgoglio. Se i tecnici nei ministeri ci mettono i bastoni tra le ruote prendendosi poteri che non gli competono vanno cacciati all’istante”. Del governo è intervenuto il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti: “Non credo abbia il potere di cacciare nessuno”, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;">I destinatari dell’audio messaggio<br />
Rimane il mistero su chi fossero effettivamente i destinatari della conversazione: i 5 stelle sul blog per primi hanno messo sotto accusa due giornalisti dell’Huffington post, Pietro Salvatori e Alessandro De Angelis. Che però hanno replicato poco dopo: “Noi non lo abbiamo diffuso. Il problema non siamo noi, ma i metodi di lavoro di Casalino”, hanno scritto. E in serata la direttrice Lucia Annunziata ha ribadito la posizione e difeso i due cronisti, dicendo che la stessa versione era su tutti i giornali la scorsa settimana. Ad ogni modo, ha concluso: “Portiamo il tutto davanti a un giudice, o all’ordine dei giornalisti se volete, e vediamo. Basta acquisire i tabulati di un po’ di telefonini e avremo chiarito tutto”. Casalino era finito al centro delle polemiche il 20 settembre scorso, <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/20/stipendi-staff-premier-il-cambiamento-non-ce-casalino-guadagna-piu-di-conte-come-sensi-prendeva-piu-di-renzi/4638357/">dopo la diffusione dei dettagli sullo stipendio dello staff del premier che è rimasto invariato rispetto a quello del governo Renzi.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Audio: “Se non dovessero uscire i soldi, il 2019 sarà dedicato a far fuori una marea di gente del Mef”<br />
L’audio messo sotto accusa oggi risale a martedì 18 settembre, anche se <em>Repubblica</em> non specifica la data. “Nessuno mette in dubbio che il ministro Tria non sia serio”, si sente nella nota vocale probabilmente in riferimento alle parole di Luigi Di Maio <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/09/18/di-maio-mai-chiesto-le-dimissioni-di-tria-ma-trovi-i-soldi-per-gli-italiani-in-difficolta-un-ministro-serio-li-deve-trovare/4634186/">che aveva detto “un ministro serio deve trovare le risorse”</a>. “Domani se vuoi uscire su una cosa simpatica”, continua Casalino, “è che nel Movimento 5 stelle è pronta una megavendetta, lo metti come fonte parlamentare però. C’è chi giura che se poi non dovessero all’ultimo uscire i soldi per il reddito di cittadinanza tutto il 2019 sarà dedicato a far fuori una marea di gente del Mef. Non ce ne fregherà veramente niente, ci sarà veramente una cosa ai coltelli. Nel senso che… Ormai abbiamo capito che Tria c’entra il giusto, c’entra relativamente, ma il problema è che ci sono lì al ministero dell’Economia una serie di persone al ministero dell’Economia che stanno lì da anni, da decenni, hanno in mano tutto il meccanismo e proteggono il solito sistema e non ti fanno capire tutte le voci di bilancio nel dettaglio e in modo che si possa tagliare. Non è accettabile che non si trovano 10 miliardi del cazzo. Non è che stiamo parlando di 200 miliardi, stiamo parlando di 10 miliardi. Quindi. Una manovra di 10, 20 miliardi la fanno tutti i governi. Non è niente di straordinario. Il fatto che c’è questa resistenza fa capire che c’è qualcosa che non va. Se per caso. Noi crediamo che andrà tutto liscio, ma se dovesse venire fuori all’ultimo ‘ah i soldi non li abbiamo trovati’, nel 2019 ci concentreremo soltanto a far fuori tutti questi pezzi di merda del Mef“. Inoltre dà indicazioni sul clima politico specificando: “Metti però che sono fonti parlamentari”. Un dettaglio importante perché Casalino ora cura la comunicazione di Palazzo Chigi e non quella degli eletti.</p>
<p style="text-align: justify;">La replica di Casalino: “Violata la mia privacy”<br />
Il portavoce del premier, dopo che per tutta la mattina si sono susseguiti attacchi e tentativi di difesa da parte dei suoi, ha deciso di diffondere una nota ufficiale sul caso. “Sta circolando un messaggio-audio che riproduce la mia voce”, si legge. “Una mia conversazione assolutamente privata avuta con due giornalisti. La pubblicazione viola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni e, se fosse accertato che sia stata volontariamente diffusa ad opera dei destinatari del messaggio, viola le più elementari regole deontologiche che impongono riserbo in questa tipologia di scambi di opinioni”. Casalino quindi ha specificato che la minaccia contro i tecnici del Mef non nasce da nessun provvedimento concreto, ma sarebbe semplicemente l’interpretazione di un clima all’interno del Movimento 5 stelle: “Il delicato incarico che ricopro mi impone di chiarire che i contenuti della conversazione“, il cui audio è stato diffuso dai media, “sono da considerare alla stregua di una libera esternazione espressa in termini certamente coloriti, ma che pure si spiegano in ragione della natura riservata della conversazione, che non c’era nessun proposito da perseguire in concreto ma più una sensibilità presente all’interno dei 5 Stelle e che era mia premura rappresentare”.</p>
<p style="text-align: justify;">La difesa dei 5 stelle: “C’è chi ci rema pesantemente contro”. Ma la senatrice Fattori: “Parole orribili, il problema è il suo strapotere”<br />
Poche ore dopo la pubblicazione dell’audio su <em>Republica</em>, i 5 stelle sono intervenuti per difendere l’operato del portavoce del premier: “Quello che è stato ripetuto per l’ennesima volta ai giornalisti De Angelis e Salvatori da Rocco Casalino, e che oggi campeggia su tutti i giornali, era la linea del Movimento 5 stelle detta e ridetta in tutte le salse”, si legge. La nota fa riferimento a due giornalisti dell’Huffington post che sarebbero stati i destinatari del messaggio vocale. “Siamo assolutamente convinti (ed è sotto gli occhi di tutti)”, continua il post sul blog, “che nei ministeri c’è chi ci rema pesantemente contro: uomini del Pd e di Berlusconi messi nei vari ingranaggi per contrastare il cambiamento, in particolare il reddito di cittadinanza che disintegrerà una volta per tutte il voto di scambio. La spalla di questi uomini del sistema sono i giornali del sistema. Difendono tutti gli stessi interessi: i loro. Il Movimento 5 stelle difende quelli dei cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non tutti dentro il Movimento condividono la posizione ufficiale esposta sul Blog delle Stelle. “Io personalmente da libera cittadina trovo orribili le sue parole, ma sono le sue”, ha scritto in un lungo blog pubblicato sull’Huffington post la senatrice Elena Fattori. “Il problema dello strapotere di chi si occupa di comunicazione nel Movimento 5 stelle non è di Rocco Casalino o chi per lui, è di chi questo grande potere glielo lascia. E su questo occorrerebbe interrogarsi come molti di noi stanno chiedendo da anni senza risultati apprezzabili”.</p>
<p style="text-align: justify;">Prudente è stata invece la posizione di Roberto Fico, presidente della Camera: “A me sembra assurdo che i giornalisti che ricevono un messaggio facciano uscire le proprie fonti. E’ decontestualizzato, io non conosco la questione, contesto soltanto il fatto. Voi chiamate sempre anche me e, se io vi mando un messaggio, credo che voi non dobbiate farlo uscire”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le opposizioni: “Se ne vada”<br />
L’opposizione chiede ora che Casalino sia allontanato e non svolga più il ruolo di portavoce. Il segretario Pd Maurizio Martina su Twitter ha scritto: “Le parole del portavoce del premier, Rocco Casalino, sono inaudite. Se Conte ha un minimo di senso delle istituzioni lo allontani immediatamente”. Mentre l’ex premier Matteo Renzi, sempre in rete, ha attaccato la difesa di Fico: “Il problema per lui non è Casalino che minaccia vendette, il problema sono i giornalisti. E questo sarebbe quello bravo dei 5 stelle”. Per Forza Italia è intervenuto il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani: “I Cinque Stelle stanno facendo di tutto per avere il reddito di cittadinanza. Avete sentito cosa sono disposti a fare… avete sentito il portavoce del governo? Purghe per tutti i funzionari che osassero non trovare i dieci miliardi voluti da Di Maio. Le purghe mi fanno pensare a Stalin, mi ricordano il comunismo. Mi preoccupo se la Lega non riesce a fermare questa avanzata degli eredi di Renzi. Lui aveva gli 80 euro, loro il reddito di cittadinanza”. In replica alla rinnovata fiducia di Conte per Casalino, ha parlato invece il deputato Fi Giorgio Mulè: “Insultare l’intelligenza degli italiani è un crimine che un premier, per giunta non eletto, non può permettersi. L’avvocato – ahinoi presidente del Consiglio – Giuseppe Conte sprofonda nel ridicolo quando derubrica a messaggio privato le minacce del suo ‘portacroce’ Rocco Casalino. Quelle parole costituiscono un’indicazione precisa a due giornalisti, da pubblicare col metodo dell’indiscrezione non attribuita a una persona fisica. Non è affatto un messaggio ‘privato’, ma un’indicazione precisa fatta da Casalino per conto dei grillini. Il ‘portacroce’ dei 5 Stelle Casalino – pagato dagli italiani 169mila euro cioè con l’equivalente di oltre 200 redditi di cittadinanza – abbia dunque almeno il coraggio delle sue azioni perché Conte si è dimostrato ciò che è: un avvocaticchio che pensa di poter prendere giro il popolo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Fatto Quotidiano</p>
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