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	<title>ministro francesco profumo &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>I Corsisti del TFA Ordinario dell&#8217;Unical: dov&#8217;è finito il Merito in ITALIA?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 12:43:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I corsisti del TFA Ordinario (Tirocinio, Formativo, Attivo) dell&#8217;Università della Calabria, in sinergia con i colleghi degli altri atenei nazionali, si rivolgono ai principali organi di stampa per denunciare con determinazione un ennesimo atto di prepotenza politica e sindacale che conduce la scuola italiana nel vortice dei ricorsi e delle “scappatoie facili”, e che non tutela né [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a class="lightbox" title="tfa-unical" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tfa-unical.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5784" title="tfa-unical" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tfa-unical.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tfa-unical.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tfa-unical-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tfa-unical-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tfa-unical-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tfa-unical-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a>I corsisti del TFA <strong>Ordinario </strong></strong>(Tirocinio, Formativo, Attivo) <strong>dell&#8217;Università della Calabria</strong>, in sinergia con i colleghi degli altri atenei nazionali, si rivolgono ai principali organi di stampa per denunciare con determinazione un ennesimo <strong>atto di prepotenza politica e sindacale</strong> che conduce la scuola italiana nel vortice dei ricorsi e delle “scappatoie facili”, e che non tutela né valorizza la qualità della classe docente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto nasce dalla precedente <strong>Riforma della scuola</strong> apportata dal<strong> Ministro Gelmini</strong> nell&#8217;anno 2008 e che, con un colpo di spugna, ha cancellato i vecchi percorsi abilitanti all&#8217;insegnamento (<strong>le SSIS</strong>) ed ha istituito il tirocinio formativo attivo (TFA), evidente surroga delle SSIS ma con un percorso più breve portato da due anni ad un anno. Nell&#8217;anno 2010 vede la luce <strong>il decreto 249</strong>, decreto “padre” dei TFA, che in modo conciso e rigoroso definisce quali sono i requisiti di accesso per il suddetto corso abilitante e quali sono le prove a cui i candidati devono sostenere per essere ammessi. Dopo quasi due anni, a Maggio 2012, i singoli atenei si attivano, attraverso i vari decreti attuativi, per dare il via alla prima prova pre-selettiva a carattere nazionale, mirata a valutare le conoscenze specifiche per ogni classe di concorso. Prova subito contestata, in quanto “ricca” di domande ambigue e con riposte ambigue. Superata questa prima fase, i concorrenti si sono apprestati, nell&#8217;autunno 2012, ad espletare una prova scritta ed una prova orale (elaborate dalle singole Università), e a produrre una dichiarazione dei titoli di merito.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un iter molto più duro e selettivo di quanto non fosse quello dei vecchi percorsi abilitanti SSIS (che prevedevano solo un&#8217;iniziale prova pre-selettiva ed una prova orale), e che è stato quasi pari  a quello per un concorso nelle Forze Armate. Peccato che in questo caso sia stato solo per essere ammessi in un corso abilitante!<br />
Ed  eccoci ad oggi, <strong>Marzo 2013</strong>, con <strong>11000 corsisti vincitori</strong> contro i <strong>20000 previsti per i posti totali messi a concorso</strong>. Dopo quasi un mese di lezione, cade sulla testa di questi 11000 “eroi” la spada di Damocle dell&#8217;attuale <strong>Ministro della Pubblica Istruzione</strong>, <strong>On.le Francesco Profumo</strong>, il quale decide, in virtù di una promessa verbale fatta un anno prima, di apportare una devastante modifica al decreto 249 del TFA. Tale modifica, resa attuativa da apposito decreto  qualche giorno fa, concede a decine di migliaia di laureati di conseguire l&#8217;abilitazione sottoponendosi solo ad una prova selettiva di logica e comprensione testuale che ha il puro compito di smistare in 2/3 anni accademici questo esercito di circa 60000 persone. Il requisito per il quale tali persone sarebbero beneficiate da questo ultimo provvedimento è quello di aver svolto, tra gli anni 1999 e 2012, almeno tre anni di docenza negli istituti pubblici e privati. Questa modifica al decreto 249, è meglio conosciuta come “TFA speciale”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il punto di vista dei corsisti del TFA Ordinario<br />
</strong>Nella stragrande maggioranza dei casi i beneficiari del TFA speciale sono aspiranti docenti che hanno avuto nel corso degli ultimi tredici anni (dal Concorso ordinario del 1999 sino alla selezione per il TFA ordinario del 2012) numerose possibilità di abilitarsi alla professione di docente, attraverso concorsi ordinari, le scuole di specializzazione SSIS ed il 1° ciclo di TFA ordinario, ma che evidentemente non hanno superato le prove di selezione!</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;istituzione del TFA speciale gli 11000 studenti del TFA ordinario, accuratamente selezionati nel rispetto della programmazione del futuro fabbisogno di docenti nella pubblica istruzione, verrebbero sommersi da un&#8217;orda di circa 60000 aspiranti docenti non selezionati, andando così a vanificare tutti gli sforzi fisici ed intellettuali fatti dai corsisti del TFA ordinario per essere ammessi al corso abilitante. Sarebbero completamente annullati anche il principio della meritocrazia ed il concetto di qualificazione professionale, dal momento che i due percorsi abilitanti (TFA Ordinario e TFA speciale) fanno conseguire, alla fine, un titolo equipollente utile all&#8217;iscrizione nelle Graduatorie di istituto di 2° fascia delle scuole, con il conseguente danno che i corsisti del TFA speciale sarebbero sempre e comunque in posizione più vantaggiosa rispetto ai colleghi “ordinari” in virtù dei precedenti anni di servizio. In questi giorni il Ministero della Pubblica Istruzione sta valutando se e quanto differenziare, mediante punteggio, il titolo abilitante del TFA Ordinario da quello del TFA speciale. Dalle ultime indiscrezioni si parla di un “misero” stacco di soli 6 punti a vantaggio del TFA Ordinario. Ma possono soltanto 6 punti giustificare e avvalorare un concorso vinto con la fatica di 8-9 mesi di studio e con tante rinunce personali? Senza contare che tra i corsisti del TFA ordinario c&#8217;è chi avrebbe avuto i requisiti per accedere al TFA speciale, ma non ha aspettato la manna dal cielo, si è voluto mettere in gioco, ha studiato con serietà ed ha vinto le selezioni. Oltre al danno anche la beffa! Tutti devono inoltre sapere che già luglio 2012, all&#8217;epoca della prima prova pre-selettiva, molti dei beneficiati dal TFA speciale si sono presentati senza aver nulla studiato, convinti e fiduciosi che il ministro avrebbe approvato una simile manovra. E così il ministero vuole mandare avanti questa categoria di persone che formerà i nostri figli e  i nostri ragazzi almeno per i prossimi dieci anni!<br />
E non è da considerare come ultimo il fatto che, a causa della ormai sicura partenza dei TFA speciali per il mese di Settembre 2013, potrebbe essere fortemente in dubbio l&#8217;avvio del 2° ciclo dei TFA ordinari, in quanto le Università non riuscirebbero a farsi carico di una simile mole di studenti.<br />
Il <strong>Ministro Francesco Profumo</strong> ha più volte ribadito che questo decreto appena firmato non è una “sanatoria” all&#8217;italiana ma una “seconda opportunità” data ai docenti non abilitati che per anni hanno mandato avanti, con le supplenze, il sistema dell&#8217;istruzione. Ma <strong>noi, corsisti del TFA ordinario</strong>, ci chiediamo perché allora dev&#8217;essere negata anche la prima “opportunità” dell&#8217;abilitazione per un giovane neo-laureato che magari ha terminato i suoi studi nel mese di Novembre 2012 appena trascorso!?<br />
L&#8217;aspetto ridicolo della situazione è che, come si legge ovunque in rete, questa massa di circa 60000 persone vorrebbe addirittura rifiutarsi di fare il test iniziale di logica e comprensione testuale che avrebbe l&#8217;unico scopo, lo ripetiamo, di scaglionarle in due/tre anni accademici per evitare di ingolfare gli Atenei. Verrebbe da pensare che veramente questa gente si rifiuti di studiare o abbia timore di una banale selezione. Che il ministero rifletta su quest&#8217;ultima affermazione!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il punto di vista dei corsisti del TFA speciale<br />
</strong>Ovviamente, parlando come corsisti del TFA ordinario, non possiamo conoscere ma solo immaginare i pensieri, i punti di vista e le attese di chi si appresta a seguire il Tfa speciale. Ci immaginiamo una persona contenta, sollevata, libera dall&#8217;impegno gravoso dello studio che si affronta per vincere un concorso. Una persona che abbraccia appieno la normativa europea, secondo cui chi ha maturato almeno tre anni di servizio è automaticamente abilitato alla professione dell&#8217;insegnamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa chiedono i corsisti del TFA ordinario?<br />
</strong>Ormai che i TFA speciali saranno avviati, qualsiasi nostra richiesta è da valutare col “lanternino” sempre per il fatto che tutto ciò che i corsisti del TFA ordinario avrebbero “in più”, i corsisti del TFA speciale lo richiederebbero subito dopo in virtù dell&#8217;equipollenza del titolo abilitante finale.<br />
Non chiediamo la riapertura delle Graduatorie ad esaurimento di 1° fascia, ma bensì chiediamo:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       che sia rispettato l&#8217;avvio del 2° ciclo di TFA ordinari, perché i giovani laureati non possono subire l&#8217;arroganza di chi si è trastullato negli ultimi tredici anni tra supplenze svolte anche negli istituti privati, dove l&#8217;unico “lascia-passare” è spesso al conoscenza diretta tra docente e dirigente scolastico.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       che si decreti una più meritevole e ragionevole differenza di punteggio tra il titolo abilitante Ordinario e quello speciale</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       che si rispetti, come detto dal Ministro Francesco Profumo, la cadenza biennale dei concorsi a ruolo a tempo indeterminato</p>
<p style="text-align: justify;"> I corsisti del TFA Ordinario dell&#8217;Unical</p>
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		<title>Passera: Con le Start-up rilancio occupazione! Il Parlamentare.it: e le Società SGR?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 20:33:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Passera]]></category>
		<category><![CDATA[fondi società sgr]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[ministro francesco profumo]]></category>
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					<description><![CDATA[Illustrissimo Ministro Corrado Passera, con il noto rispetto per le Istituzioni che contraddistingue la nostra testata e l&#8217;intero Gruppo ComunicareITALIA, le dico che noi non crederemo ad una sola parola di tutto quanto dice in relazione al supporto del Governo alla politica dei Giovani e delle Start-up rivolte all&#8217;Innovazione, fino a quando non vedremo i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5092" aria-describedby="caption-attachment-5092" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Ministro-Corrado-Passera" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=5092"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5092" title="Ministro-Corrado-Passera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera4.jpg" alt="Il Ministro Corrado Passera" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera4.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera4-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera4-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5092" class="wp-caption-text">Il Ministro Corrado Passera</figcaption></figure>
<p>Illustrissimo Ministro <strong>Corrado Passera</strong>, con il noto rispetto per le Istituzioni che contraddistingue la nostra testata e l&#8217;intero <strong>Gruppo ComunicareITALIA</strong>, le dico che noi non crederemo ad una sola parola di tutto quanto dice in relazione al supporto del Governo alla politica dei Giovani e delle <strong>Start-up rivolte all&#8217;Innovazione</strong>, fino a quando non vedremo i fatti e fino a quando non avrete fornito almeno una parola di risposta a chi, civilmente e con buon senso, vi ha interrogati sulla cattiva gestione dei <strong>fondi destinati alle Società SGR</strong>, proprio per sostenere le <strong>Start-up nel settore Innovation Tecnology</strong>.</p>
<p><strong>START-UP &#8211; FONDI DELLE SOCIETA&#8217; SGR &#8211; VORREMMO UNA RISPOSTA</strong><br />
Fondi, quelli delle Società SGR, che non risultano spesi e sulla quale gestione più volte abbiamo rivolto domanda prima al <strong>Ministro Brunetta, poi al Ministro Profumo</strong>, senza mai ottenere un solo rigo di risposta. Francamente ci dispiace molto più di non avere ricevuto alcuna risposta dal secondo, perché lo stimiamo. Grave!</p>
<figure id="attachment_5093" aria-describedby="caption-attachment-5093" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Francesco-Profumo" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=5093"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5093" title="Francesco-Profumo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo2.jpg" alt="Il Ministro Francesco Profumo" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo2-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5093" class="wp-caption-text">Il Ministro Francesco Profumo</figcaption></figure>
<p>Oggi, che la crisi ha fatto deragliare il treno dei giovani, morire molti italiani suicidi, chiudere migliaia e migliaia di Aziende, scoprire una parte delle politica sfacciatamente imbrogliona, amorale e ladra, ci chiediamo perché dovremmo credere ad una nuova performance nella quale lei, semidio dell&#8217;economia, dispenserà molte speranze e poco danaro in un settore dal quale, se avessimo potuto da esso avere un ministro, magari di 20 anni, dedito all&#8217;intelligenza connettiva e alla gestione della conoscenza, avremmo potuto difendere da noi l&#8217;economia italiana e vedere il pil crescere miracolosamente. E chi le scrive sa anche come.<br />
<strong>Non siamo stufi. Siamo innamorati dell&#8217;Italia e rappresentiamo quei cittadini positivi, educati e onesti che si attendono risposte dai propri Ministri. </strong></p>
<figure id="attachment_5094" aria-describedby="caption-attachment-5094" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=5094"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5094" title="Giorgio-Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano9.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano9.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano9-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano9-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5094" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p>Come noto, questa testata ha sempre esaltato il lavoro del <strong>Presidente della Repubblica</strong> <strong>Giorgio Napolitano</strong> semplicemente perché in armonia con il suo pensiero.<br />
Specialmente quando da Reggio Calabria, ancor prima della <strong>Visita pastorale di Benedetto XVI</strong> nella stessa regione, dichiarava che bisognava dare spazio ad una nuova classe politica composta da giovani. Abbiamo creduto, per questo, che il Signor Presidente volesse dare una priorità assoluta al lavoro dei giovani e alle loro speranze e abbiamo, per questo motivo, insistito per avere risposte sui fondi milionari dati dal Governo alla Società SGR per le Start-up del Sud.<br />
Ci siamo permessi di segnalare al Quirinale questa situazione per noi &#8220;gravissima&#8221; ma, nessuna risposta è giunta anche dal Colle. Saremmo felici se gli uffici del Quirinale, oggi che Lei si accinge finalmente a dare spazio ai giovani, volesse scaricare dalla posta Elettronica la nostra lettera perché possa essere valutata alla luce della vostra volontà di ripartire dalle Start-up.</p>
<p>Se ci siamo permessi di dare spazio a questa considerazione è solo per costruire insieme a quella parte della Politica che pure c&#8217;è, e speriamo lei ne faccia parte, un sistema di tutela dei giovani e del loro diritto a non dovere sottomettere la loro intelligenza, alla quale è affidata la sorte del genere umano, a individui, da voi incaricati, che ammettono di non essere in grado di valutare i loro progetti ma al momento del risarcimento delle trasferte, da parte dello Stato, avanzano le loro pretese.<br />
<strong>Vorremmo sapere che fine hanno fatto i fondi destinati alle Start-up per i Giovani del Sud Italia.</strong><br />
Per questo, non ce ne voglia, Ministro Corrado Passera, ora rivolgiamo anche a lei le stesse domande e attendiamo un risposta. Ecco il link:</p>
<p><strong><a href="https://ilparlamentare.it/2012/04/societa-sgr-ministro-profumo-non-risponde-e-ora-lo-dice-anche-il-politecnico-di-milano/">https://ilparlamentare.it/2012/04/societa-sgr-ministro-profumo-non-risponde-e-ora-lo-dice-anche-il-politecnico-di-milano/</a></strong></p>
<p>Fabio Gallo &#8211; esperto in Gestione della Conoscenza</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ROMA &#8211; da Il Corriere della Sera &#8211; 27 settembre 2012 –<br />
Le domande, la richiesta di suggerimenti proprio a loro, gli startupper. Coloro i quali dovrebbero rilanciare la cultura dell&#8217;innovazione di prodotto in un Paese in cui ricerca e sviluppo sono sostantivi-spot per convegni (spesso) auto-referenziali. Al bando le photo-opportunity, le accuse di presenzialismo, Corrado Passera gioca in contropiede e decide di rivolgersi a loro. Gli ipotetici destinatari del decreto Crescita2 – più volte annunciato e ora sembra limato nei minimi dettagli per essere approvato dal Consiglio dei ministri (venerdì dovrebbe essere il gran giorno, al massimo sabato) – di una serie di misure per far ripartire il Paese, soprattutto per fare il Restart dell&#8217;Italia (come il nome del documento redatto da 12 saggi per incoraggiare la nascita di imprese ad alto contenuto tecnologico).</p>
<p>GLI STARTUPPER – I (presunti) Zuckerberg, Larry Page, Bill Gates il ministro li trova davanti a sé di primo mattino a Techcrunch Italy, il primo evento italiano organizzato dalla «Bibbia» dell&#8217;informazione tecnologica online. Daniele, Stefano, Gianluca, Andrea sono alcuni di loro. Età compresa tra i 20 e i 40 anni rispondono alle domande del ministro: «Di cosa vi occupate, come posso aiutarvi?», chiede loro Passera inseguito da un «codazzo» di giornalisti. «Credito, capitale, remunerazione degli investitori – dice. &#8211; Tutto questo vedrete all&#8217;interno del decreto. Destinato a giovani e non giovani (senza, quindi, il vincolo anagrafico sul quale il web si era scatenato nei giorni scorsi per criticare le mosse governative, ndr). Per stimolare le imprese hi-tech a nascere e a strutturarsi, collegandole a centri di ricerca e università e abbattendo il costo del lavoro (anche se su un ipotetico contratto ad hoc per le start-up ci sarebbe più di qualche resistenza, ndr).</p>
<p>IL DOCUMENTO – In soldoni il ministro per lo Sviluppo economico conferma l&#8217;impianto del documento di oltre 150 pagine redatto da una task-force di 12 saggi, tra i quali venture capitalist, gestori, startupper, consulenti, esperti di cultura digitale presentato pubblicamente il 13 settembre. Con una serie di varianti – sui quali si sta concentrando il lavoro dei tecnici ministeriali – e con una serie di misure incentivanti, dall&#8217;Iva per cassa per le start-up, calcolando le imposte sulle base dei flussi di cassa reali, allo sgravo Irap, fino alla facoltà di remunerare le prestazioni di lavoro dei fornitori esterni con quote di capitale delle società stesse. L&#8217;obiettivo – temerario – è realizzare una serie di micro Silicon Valley capace di competere tra loro attraverso la mobilitazione degli enti locali e delle istituzioni universitarie sul territorio. Perché no, attraverso degli spin off di aziende e centri di ricerca.</p>
<p>IL TERRENO FERTILE – «Vogliamo creare un terreno fertile – aggiunge Passera – per sviluppare la già ottima cultura imprenditoriale del nostro Paese, dotando chi ha un&#8217;idea e un business plan della possibilità di attingere a dei finanziamenti con facilità e senza complicazioni burocratiche». La cinghia di trasmissione del credito dovrebbe avvenire – per chi soddisferà una serie di requisiti (percentuale di ricerca e sviluppo, fatturato non superiore ai 5 milioni di euro e aziende con non più di 4 anni di vita) – attraverso un fondo dei fondi, la cui dotazione economica oscillerebbe tra i 50 e i 100 milioni di euro – capace di ripartire a cascata le risorse attraverso l&#8217;intermediazione di incubatori, business angels e venture capitalist per supportare le idee più innovative. Incoraggiando sul lungo termine anche la loro quotazione in Borsa. Il pacchetto dovrebbe interessare tutti i settori produttivi, con una particolare inclinazione per l&#8217;internet economy, cui farebbero da appoggio investimenti in infrastrutture per la banda larga inserite nell&#8217;Agenda Digitale. Ora non resta che aspettare se i propositi si tradurranno in realtà.</p>
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