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	<title>migranti &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Migranti, Zaia: cambiano fisionomia nostra comunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 20:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph">Venezia, 29 ago. (askanews) – “In Veneto stiamo ospitando 9 mila migranti, ma solo l’8% di quelli che arrivano avranno lo status di rifugiato. Questo vuol dire che 92 persone su 100 sono migranti economici, che rischiamo di togliere posto ai profughi veri, quelli che fuggono dalla fame e dalle guerre”. Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel corso di un punto stampa a Venezia. A questi profughi, “se ne sommano 15 mila ucraini che stiamo ospitando e inquantificabili dalla rotta balcanica – ha aggiunto Zaia -. Dobbiamo prendere atto che stiamo cambiando radicalmente la fisionomia della nostra comunità e dovremo cambiare una serie di servizi sanitari, educativi e sociali che forniamo. Sarà un cambiamento che rischia di avere una penalizzazione per i nostri cittadini”.</p>
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		<title>Consiglio Ue, niente accordo sui migranti. Meloni: &#8216;Ho tentato la mediazione fino all&#8217;ultimo&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 21:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il momento chiave dell&#8217;intero Consiglio europeo è andato in scena all&#8217;ottavo piano dell&#8217;Europa Building. Nella sala della delegazione italiana, su dei divanetti, erano seduti Giorgia Meloni, Mateusz Morawiecki e Viktor Orban. I primi due per l&#8217;intera riunione hanno tenuto sotto scacco i leader Ue opponendosi alle conclusioni sul patto sulla migrazione già siglato a Lussemburgo. [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="531" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles.jpeg" alt="Giorgia Meloni a Bruxelles" class="wp-image-16579" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-300x228.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-356x270.jpeg 356w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-696x528.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Giorgia Meloni a Bruxelles tenta la mediaizone ma non c&#8217;è intesa sui migranti &#8211; Fonte Ansa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il momento chiave dell&#8217;intero Consiglio europeo è andato in scena all&#8217;ottavo piano dell&#8217;Europa Building</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sala della delegazione italiana, su dei divanetti, erano seduti Giorgia Meloni, Mateusz Morawiecki e Viktor Orban. I primi due per l&#8217;intera riunione hanno tenuto sotto scacco i leader Ue opponendosi alle conclusioni sul patto sulla migrazione già siglato a Lussemburgo. La prima era stata da poco investita dell&#8217;arduo ruolo di mediatrice con i due leader sovranisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Migranti, Meloni: &#8216;Non sono mai delusa da chi difende i suoi interessi&#8217;</strong><br>&#8220;Era una missione in salita&#8221;, avrebbero osservato poi qualificate fonti europee. E la mediazione, infatti, non è riuscita. Il capitolo sulla migrazione è stato stralciato dal testo delle conclusioni e sostituito con una dichiarazione del presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Che ha ribadito con nettezza la necessità di finalizzare il patto, ma &#8220;prendendo nota&#8221; del veto di Varsavia e Budapest. Il tentativo di Meloni è arrivato sulla base di una duplice spinta. Quella della stessa premier, che voleva convincere in zona Cesarini Morawiecki e Orban. E quella di Michel e degli altri leader, che avevano puntato sulla vicinanza politica di Meloni soprattutto al premier polacco. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pnrr, Meloni: &#8216;Non si sta aggravando la situazione sulla terza rata&#8217;</strong><br>Alla fine la premier ha comunque assolto i due omologhi: &#8220;Non sono mai delusa da chi difende gli interessi delle proprie nazioni. La questione che pongono polacchi e ungheresi non è peregrina, sono i due Paesi che si stanno occupando più di profughi ucraini, lo fanno con risorse Ue che non sono sufficienti&#8221;, ha spiegato Meloni al termine del summit. Puntando ancora di più su quello che, per l&#8217;Italia, era e resta la vera priorità: il contrasto ai movimenti primari. &#8220;L&#8217;unica vera mediazione è la dimensione esterna della migrazione, su quello ci può essere l&#8217;accordo di tutti&#8221;, ha puntualizzato. Con i cronisti Meloni si è detta &#8220;molto soddisfatta&#8221; del ruolo da &#8220;protagonista&#8221; di Roma e del Consiglio europeo in tutte le parti delle conclusioni, inclusa quella in cui si fa riferimento alla &#8220;flessibilità dei fondi di Coesione e del Pnrr, che ci permetterà di spendere meglio circa 300 miliardi&#8221;. La premier ha poi negato ogni ombra sui dossier economici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull&#8217;ok alla terza rata &#8220;non c&#8217;è alcun aggravamento&#8221;, mentre il tema del Mes &#8220;non mi è stato posto, evidentemente qui non c&#8217;è l&#8217;attenzione che c&#8217;è nel dibattito italiano&#8221;, ha sottolineato. In realtà, su entrambi i dossier, Ue e Italia trattano. E dopo il duro intervento alle Camere prima di volare a Bruxelles, la stessa Meloni ha smorzato i toni. Del resto non era l&#8217;economia il cuore dell&#8217;agenda del vertice Ue che si è incagliato sul patto sui migranti. Un patto per il quale, con sarcasmo, Morawiecki ha augurato &#8220;buona fortuna&#8221; alla sua alleata con la quale, ha spiegato, &#8220;abbiamo convenuto di non essere d&#8217;accordo&#8221;. Sarà davvero difficile superare la trincea di Polonia e Ungheria per l&#8217;Ue in un contesto nel quale la Commissione continua a tenere fermi i fondi del Pnrr da versare ai due Stati. La Polonia inoltre si avvia ad elezioni, a fine anno, che saranno cruciali per l&#8217;intera Europa. A sfidare Morawiecki ci sarà Donald Tusk, il cui partito milita nel Ppe. Non a caso, fonti dei Popolari hanno avvertito la premier italiana: attenta a non restare &#8220;incastrata&#8221; in alleati sovranisti che &#8220;ostacolano i progressi sui migranti&#8221;. Tema sul quale, pur difendendoli, l&#8217;Italia si è comunque schierata con l&#8217;Ue, sulla sponda opposta di Varsavia e Budapest. E chissà che un&#8217;eventuale sconfitta di Morawiecki non porti al graduale allontanamento tra FdI e i polacchi di Pis, oggi entrambi in Ecr. Per ora l&#8217;alleanza regge. Mercoledì Meloni sarà a proprio a Varsavia per il seminario del partito dei Conservatori. Mentre sul dossier migratorio l&#8217;Italia ha sminuito l&#8217;importanza del veto polacco e ungherese. Il partenariato con la Tunisia, inserito su iniziativa italiana nel capitolo relazioni esterne, non è stato stralciato. &#8220;Sul nostro lavoro c&#8217;è un consenso unanime in Ue&#8221;, ha rimarcato Meloni. Che ora attende la firma del Memorandum d&#8217;intesa tra Bruxelles e Tunusi. A siglarla, per l&#8217;Ue, sarà, ironia della sorte, un commissario ungherese: Olivier Varhelyi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>Migranti, Meloni: serve adeguata difesa dei confini esterni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 21:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il premier maltese Abela “conveniamo sul fatto che senza un’adeguata difesa dei confini esterni sarebbe molto più difficile risolvere il problema dei movimenti secondari. La sfida è lavorare insieme sui movimenti primari per risolvere la questione dei movimenti secondari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con il premier maltese Abela</strong> “conveniamo sul fatto che senza un’adeguata difesa dei confini esterni sarebbe molto più difficile risolvere il problema dei movimenti secondari. La sfida è lavorare insieme sui movimenti primari per risolvere la questione dei movimenti secondari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al premier maltese Robert Abela. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con Malta – ha aggiunto – abbiamo lavorato insieme per cambiare il paradigma della Commissione Ue sulle migrazioni. Il tema riguarda non solo un approccio securitario, perché investimenti e cooperazione per offrire alternative alle migrazioni irregolari sono un punto fondamentale del nostro lavoro”.“Ho aggiornato il premier Abela sulla missione in Tunisia. Penso che aver adottato una dichiarazione congiunta con il premier Saied sia un ottimo risultato, propedeutico alla ricerca di un accordo comune tra Tunisia e Ue. Siamo molto soddisfatti”, ha sottolineato Meloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ASKANEWS</p>
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		<title>Verso accordo con Lega su dl Cutro. Ma Fdi: tema migranti nostro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 19:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 18 apr. (askanews) – L’ordine di scuderia è quello di mostrare compattezza, sempre e comunque. Persino quando la tensione è su un tema – come quello dei migranti – su cui Fratelli d’Italia e Lega si sono costruiti negli anni buona parte del loro capitale politico. E così da palazzo Chigi è arrivato l’input [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Roma, 18 apr. (askanews) – L’ordine di scuderia è quello di mostrare compattezza, sempre e comunque. Persino quando la tensione è su un tema – come quello dei migranti – su cui Fratelli d’Italia e Lega si sono costruiti negli anni buona parte del loro capitale politico. E così da palazzo Chigi è arrivato l’input di trovare a tutti i costi un accordo sul cosiddetto dl Cutro, su cui il Carroccio in commissione non ha rinunciato a presentare 21 emendamenti con lo scopo di ripristinare di fatto i decreti sicurezza di salviniana memoria, nonostante nella maggioranza si fosse arrivati a un faticoso compromesso sul tema centrale della cancellazione della protezione speciale. Norma sulla quale sin dall’inizio sono stati puntati i riflettori del Quirinale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine, viene spiegato, l’idea a cui si lavora prevede che la Lega mantenga alcuni emendamenti-bandiera che però dovrebbero essere o sottoscritti dagli altri partiti o presentati con testo identico dagli alleati. In questo modo il provvedimento dovrebbe superare l’esame dell’aula del Senato, dove approderà senza relatore, senza che il governo debba mettere la fiducia: un passaggio che probabilmente sarà invece necessario alla Camera ma che, si sottolinea, Giorgia Meloni ha voluto evitare nella prima lettura perché non si accusasse l’esecutivo di forzature istituzionali.Se però la priorità resta dare l’idea di un governo che procede con unità d’intenti, certamente non meno importante viene considerata dalla presidente del Consiglio la necessità di battere su alcuni punti identitari per Fratelli d’Italia. E quello dei migranti è certamente uno di questi. Giorgia Meloni, raccontano, ha chiesto al suo partito di intervenire nei dibattiti, di essere presenti sempre sul tema, insomma di non lasciarlo alla mercé della Lega. Soprattutto non adesso che la presidente del Consiglio ha anche la necessità di contemperare nelle scelte di governo le trattative con l’Europa e la costante attenzione su certi passaggi del Colle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco l’uno due di oggi, della stessa premier e di uno dei suoi ministri più rappresentativi, il cognato Francesco Lollobrigida. Entrambi cominciano discettando di come affrontare il tema della denatalità e finiscono a parlare di migranti. In visita al Salone del Mobile di Milano, Meloni afferma infatti che il problema demografico dell’Italia e le sue ripercussioni sul Pil si risolvono “non con i migranti” ma incentivando la natalità e aumentando il tasso di occupazione femminile. Più o meno lo stesso concetto che esprime, con toni decisamente più tranchant, il ministro dell’Agricoltura che, ospite del congresso della Cisal, sostiene che “vanno incentivate le nascite. Va costruito un welfare per consentire di lavorare a chiunque di lavorare e avere una famiglia. Non possiamo arrenderci al tema della sostituzione etnica”. Parole che vengono stigmatizzate da tutta l’opposizione, a cominciare dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, secondo cui si tratta di “linguaggio da suprematismo bianco”. Ma c’è anche chi tra gli alleati insinua il dubbio che il polverone suscitato da Lollobrigida non sia affatto casuale: “Fateci caso – fa notare un parlamentare – ogni volta che la maggioranza è in difficoltà c’è qualcuno che distoglie l’attenzione con una polemica”.</p>
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		<title>Diciotti, nave Guardia costiera da 4 giorni in mare con 177 migranti. Farnesina chiede intervento Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 11:18:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, passa a Bruxelles la palla della nave Diciotti della Guardia costiera italiana con 177 migranti a bordo. “La Farnesina ha ufficialmente e formalmente investito della questione laCommissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell’Unione Europea”, si legge in una nota del ministero degli Esteri che sottolinea che “il governo italiano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13533" aria-describedby="caption-attachment-13533" style="width: 1300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13533" alt="Diciotti, nave Guardia costiera da 4 giorni in mare con 177 migranti." src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300.jpg" width="1300" height="530" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300.jpg 1300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300-300x122.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300-480x195.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/diciotti-1300-1024x417.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13533" class="wp-caption-text">Diciotti, nave Guardia costiera da 4 giorni in mare con 177 migranti</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Roma, <strong>passa a Bruxelles la palla della nave Diciotti della Guardia costiera italiana con 177 migranti</strong> a bordo. “La Farnesina ha ufficialmente e formalmente investito della questione laCommissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell’Unione Europea”, si legge in una nota del ministero degli Esteri che sottolinea che “il governo italiano ritiene indispensabile che la Commissione assuma direttamente l’iniziativa, vocata a individuare i Paesi Ue disponibili ad accogliere le persone salvate in mare”. Secondo il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, infatti, “un’azione decisa da parte delle istituzioni europee, che l’Italia naturalmente sostiene appieno, può consentire di superare in modo ordinato e sistemico le difficoltà e rendere strutturale l’approccio di condivisione degli oneri, peraltro già applicato più volte, negli ultimi due mesi, sulla base di intese <em>ad hoc</em> fra gli stessi Stati”.</p>
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<div id="viralize-native-jqtf71otcgo" style="text-align: justify;">La mossa arriva dopo quattro giorni di stallo in cui l’imbarcazione ha atteso l’indicazione di un porto sicuro dove poter attraccare: fin subito dopo il recupero degli stranieri è stato scontro tra Italia e Malta su chi spettasse dare la propria disponibilità e per il momento non ci sono state evoluzioni. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito che da Roma non ci sarà il via libera all’accoglienza: “O l’Europa decide seriamente di aiutare l’Italia in concreto”, ha dichiarato, “oppure saremo costretti a fare quello che stroncherà definitivamente il business degli scafisti. E cioè riaccompagnare in un porto libico le persone recuperate in mare”. Il collega ai Trasporti Danilo Toninelli poco prima aveva chiesto che fosse Malta a prendere in mano la situazione, ricevendo però il no del ministro dell’Interno Michael Farrugia. Silenzio dal ministero della Difesa: la ministra Elisabetta Trenta, da cui dipende direttamente la gestione della nave Diciotti, non ha ancora rilasciato dichiarazioni. E’ evidente però che rimane alta la tensione tra<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/migranti-la-battaglia-navale-tra-salvini-e-guardia-costiera/"> il Viminale e la Guardia costiera italiana. Proteste arrivano da sinistra: “Quello che vuole fare Salvini è un respingimento collettivo”, ha dichiarato Nicola Fratoianni di Liberi e uguali. “Ha annunciato a mezzo stampa la decisione di compiere un reato”.</a></div>
<div>
<p style="text-align: justify;">Il recupero dei 177 migranti da parte della nave Diciotti è avvenuto poche ore dopo l’attracco della nave Aquarius a Malta e dopo che l’Ue ha tentato un primo accordo sulla gestione collettiva dei migranti. A essere coinvolta questa volta però non è la nave di una ong che il Viminale non vuole far attraccare in Italia, ma l’imbarcazione della stessa Guardia costiera italiana. Un caso simile era avvenuto a luglio scorso, sempre con la nave Diciotti coinvolta, e la situazione si era sbloccata solo grazie all’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che aveva chiamato personalmente il premier Giuseppe Conte.</p>
<p style="text-align: justify;">A rompere il silenzio di questi giorni, con l’esecutivo quasi interamente impegnato sulla tragedia di Genova, è intervenuto il ministro Toninelli che su Twitter domenica in mattinata se l’è presa con il governo de La Vallette: “Diciotti dimostra che l’Italia non si tira mai indietro quando si tratta di salvare vite umane”, ha scritto. “Il comportamento di Malta è ancora una volta inqualificabile e meritevole di sanzioni. L’Ue si faccia avanti e apra i propri porti alla solidarietà, altrimenti non ha motivo di esistere”. Diversa la versione fornita dal ministro dell’Interno maltese Farrugia: “Devono sbarcare a Lampedusa o in un altro porto italiano. La Guardia Costiera italiana ha intercettato i migranti all’interno del Sar (zona di Search and Rescue, <em>ndr</em>) maltese, ma esattamente fuori territorio italiano, senza coordinamento con il competente RCC, soltanto per impedirgli di entrare nella acque italiane”, ha scritto Farrugia su Facebook. “Un’intercettazione su una nave che esercita il suo diritto alla libertà di navigazione in alto mare non è considerata un salvataggio. Nel momento in cui i migranti sono sulla nave italiana Diciotti (territorio italiano) vicino a Lampedusa, l’unica soluzione finale è di sbarcarli a Lampedusa o in un porto italiano. Se l’Italia vuole ancora trattare questo caso come un #salvataggio, Lampedusa rimane il luogo più vicino di sicurezza secondo le convenzioni applicabili”.</p>
<p style="text-align: justify;">Protesta l’opposizione. “Ci risiamo”, ha detto Fratoianni di Liberi e uguali. “Dopo il caso della nave Asso28, che io stesso ho potuto denunciare direttamente dal Mediterraneo centrale, il governo del ministro Salvini annuncia, senza vergogna, la volontà, in mancanza di un non meglio precisato aiuto europeo, di compiere un respingimento collettivo”. E ha concluso: “Non bastava la vergogna, l’ennesima, di tenere in mare una nave della nostra Marina Militare come la Diciotti con 180 persone a bordo da diversi giorni. Insomma, siamo al punto che un ministro della Repubblica annuncia a mezzo stampa la decisione di compiere un reato. Contro le Convenzioni internazionali firmate dal nostro Paese e contro la Costituzione su cui ha prestato giuramento. Il limite è ampiamente superato”. Contro Salvini anche il senatore democratico Edoardo Patriarca: “Riportare i migranti della Diciotti in Libia come vorrebbe Salvini sarebbe un vero respingimento. A bordo di quella nave ci sono donne e bambini, il governo non può voltarsi dall’altra parte. Il governo italiano si assuma le sue responsabilità. Faccio notare che gli sbarchi da un anno sono calati di più dell’80%, e questo anche per gli accordi sottoscritti dal governo Gentiloni. Ora Salvini non faccia della Diciotti un caso internazionale, abbia un po’ di decenza”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>Tajani, Migranti: dal Pe via libera a riforma Dublino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 22:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[La commissione libertà civili del Parlamento europeo ha dato il primo via libera alla modifica del regolamento di Dublino firmata dalla relatrice svedese Cecilia Wikstrom. Il testo è passato con 43 sì e 16 no. Novità principale della misura è l&#8217;abolizione del principio del Paese di primo ingresso e l&#8217;introduzione di un sistema automatico e permanente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12738" aria-describedby="caption-attachment-12738" style="width: 1160px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-tajani.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12738" alt="Antonio Tajani " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-tajani.jpg" width="1160" height="772" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-tajani.jpg 1160w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-tajani-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-tajani-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-tajani-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1160px) 100vw, 1160px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12738" class="wp-caption-text">Antonio Tajani &#8211; Getty Images</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>commissione libertà civili del Parlamento europeo ha dato il primo via libera alla modifica del regolamento di Dublino firmata dalla relatrice svedese Cecilia Wikstrom</strong>. Il testo è passato con 43 sì e 16 no. Novità principale della misura è l&#8217;abolizione del principio del Paese di primo ingresso e l&#8217;introduzione di un sistema automatico e permanente di ricollocamenti in tutti i Paesi dell&#8217;Ue. La posizione del Parlamento andrà tuttavia negoziata con il Consiglio, che ancora non ha una posizione comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Un voto fondamentale per l&#8217;asilo Ue solidale&#8221;</strong>. Così in un tweet il presidente del Parlamento europeo <strong>Antonio Tajani</strong> ha commentato l&#8217;approvazione da parte della commissione libertà civili del testo per la riforma del diritto d&#8217;asilo. &#8220;Oggi chiedo agli stati membri di fare presto la loro parte&#8221;, ha poi aggiunto, ricordando che il Consiglio Ue deve ancora trovare un accordo per la revisione di Dublino.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La<strong> palla ora è nel campo del consiglio e li esortiamo ad agire in modo che possiamo finalizzare queste proposte</strong>&#8220;, è stato il commento del capogruppo socialista al Parlamento europeo<strong> Gianni Pittella</strong> dopo l&#8217;approvazione in commissione libertà civili della riforma del regolamento di Dublino. Fonte Ansa</p>
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		<title>Beni Confiscati per i profughi. Adriana Musella: mia proposta già nel 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 11:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[coordinamento antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Adriana Musella/ Esprimo grande soddisfazione nell&#8217;apprendere che è al vaglio del Viminale l&#8217;ipotesi di destinare ai migranti, l&#8217;uso dei beni confiscati. Questa proposta, infatti, era stata avanzata dal Coordinamento Nazionale antimafia Riferimenti da me presieduto, circa un anno fa, ma mai presa in considerazione. Riteniamo sia questa, una soluzione valida sia per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11653" aria-describedby="caption-attachment-11653" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11653" alt="Adriana Musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1.jpg" width="1000" height="668" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-universita-antimafia1-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11653" class="wp-caption-text">Adriana Musella</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura di Adriana Musella/</p>
<p style="text-align: justify;">Esprimo grande soddisfazione nell&#8217;apprendere che è al vaglio del <strong>Viminale</strong> l&#8217;ipotesi di destinare ai <strong>migranti</strong>, l&#8217;uso dei <strong>beni confiscati</strong>. Questa proposta, infatti, era stata avanzata dal Coordinamento Nazionale antimafia <strong>Riferimenti</strong> da me presieduto, circa un anno fa, ma mai presa in considerazione. Riteniamo sia questa, una soluzione valida sia per l&#8217;utilizzo dei Beni, sia per risolvere la questione abitativa dei profughi, pur nella consapevolezza che, uguale trattamento dovrebbe essere riservato ai nostri indigenti. Condividiamo ed apprezziamo la linea <strong>Minniti</strong> che giudichiamo tra i migliori ministri che il dicastero dell&#8217;Interno abbia avuto.</p>
<p>Di seguito la nostra proposta del 2015 tratta dall&#8217;articolo pubblicato su da Strettoweb.com il 17 giugno 2015</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Adriana Musella</strong>: “<strong>il Coordinamento Nazionale antimafia “Riferimenti” propone che i beni sequestrati alla mafia, oggi migliaia di migliaia in tutto il Paese, siano utilizzati per ospitare i migranti</strong>”<br />
<em>“Il Coordinamento Nazionale antimafia “Riferimenti” propone che i beni sequestrati alla mafia, <a>oggi</a> migliaia di migliaia in tutto il Paese, siano utilizzati per ospitare i migranti. Il Coordinamento ritiene cosi’ di impedire la vergogna che gli stessi, una volta sequestrati, continuino ad essere occupati dai proprietari (ossia dagli stessi mafiosi oggetto del provvedimento giudiziario)”</em> afferma in una nota <strong>Adriana Musella.</strong> “<em>Dal sequestro alla confisca trascorrono dieci, a volte anche venti anni e gli immobili vanno in disuso. Occupandoli -prosegue- con i migranti, si potrebbe affidare a questi la loro manutenzione e si eviterebbero, oltretutto, gli affari del circuito che sempre piu’ spesso vedono gli immobili della mafia consegnati ad una rete di scatole cinesi ,facenti capo sempre e soltanto ad un’unica gestione e ad alcune organizzazioni, sempre le stesse, in possesso cosi’ di  un patrimonio immenso.  Le indagini di Mafia capitale -aggiunge- hanno scoperchiato un calderone enorme che ,a nostro avviso fa parte di un sistema consolidato ovunque. Il flusso migratorio ,epocale che sta interessando l’Italia ha bisogno di  essere gestito ,ormai,con progettualita’ e non piu’ come problema emergenziale con proposte spot. Le nostre citta’- convlude-  sono al collasso e qualche soluzione bisogna pur trovarla. Il Coordinamento ritiene che l’utilizzo dei beni sequestrati sia un’idea da prendere in considerazione seria”.</em></p>
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		<title>Migranti sgomberati a Roma, bombole contro agenti. Polizia usa idranti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2017 14:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[FOTO DI ANGELO CARCONI Resta alta la tensione in piazza Indipendenza dopo lo sgombero di stamattina dei richiedenti asilo che si sono insediati sulla piazza dopo essere stati allontanati dal palazzo di via Curtatone occupato da quattro anni da circa 400 richiedenti asilo etiopi ed eritrei. Le forze dell&#8217;ordine, in tenuta anti sommossa, hanno azionato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12578" alt="migranti roma" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma.jpg" width="800" height="461" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma-300x172.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma-468x270.jpg 468w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>FOTO DI ANGELO CARCONI<br />
Resta alta la tensione in <strong>piazza Indipendenza</strong> dopo lo sgombero di stamattina dei richiedenti asilo che si sono insediati sulla piazza dopo essere stati allontanati dal <strong>palazzo di via Curtatone</strong> occupato da quattro anni da <strong>circa 400 richiedenti asilo etiopi ed eritrei.</strong> Le forze dell&#8217;ordine, in tenuta anti sommossa, hanno azionato l&#8217;idrante per liberare la piazza, occupata soprattutto da donne e migranti sgomberati da via Curtatone. Le donne si sono inginocchiate per terra con le braccia alzate. La Questura spiega che &#8216;hanno rifiutato una sistemazione d&#8217;alloggio e c&#8217;era un alto rischio&#8217;. Ma le rifugiate urlano &#8216;vergogna, vogliamo solo una casa. Le proposte le abbiamo viste solo sui giornali a noi nessuno ha detto nulla&#8217;. Protestano per il trattamento riservato ai rifugiati le grandi organizzazioni umanitarie dall&#8217;Unicef, per come sono stati portati via i bambini sui pullman della polizia, ad Amnesty.  Nuove tensioni, davanti alla stazione Termini di Roma, tra rifugiati e richiedenti asilo sgomberati stamattina in piazza Indipendenza e forze dell&#8217;ordine. Secondo quanto si è appreso da fonti di polizia, un gruppo si è nuovamente radunato e ha<strong> tentato di bloccare il traffico in piazza dei Cinquecento</strong>. Sono stati lanciati oggetti e sassi contro gli agenti in tenuta antisommossa, che li hanno poi dispersi. A quanto riferito dai movimenti per la casa, una donna per lo spavento sarebbe stata colta da malore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sgomberati: &#8220;sveglia con idranti, donne manganellate&#8221; </strong>&#8211; &#8220;Siamo stati svegliati con l&#8217;acqua degli idranti. Hanno preso alcune di noi per i capelli colpendole anche con i manganelli. E&#8217; assurdo: siamo rifugiati politici, abbiamo i documenti in regola&#8221;. A parlare è una delle donne sgomberate all&#8217;alba da piazza Indipendenza. &#8220;Ci hanno preso per i capelli &#8211; racconta un&#8217;altra &#8211; quella donna con il braccio fasciato è stata colpita con un manganello e ora sta andando in ospedale. Anche io ho i segni sul fianco. Non è giusto. Abbiamo dormito per strada per 5 notti. Vogliamo solo una casa&#8221;. &#8220;Questo è uno stato accogliente? No è un paese fascista, disumano&#8221;, urla una donna con la voce spezzata dal pianto.  sgomberati:&#8221;sveglia con idranti,donne manganellate&#8221;. Un immigrato sgomberato all&#8217;alba da piazza Indipendenza a Roma è stato fermato e portato via dalle forze dell&#8217;ordine mentre faceva un&#8217;intervista alla tv La7. E&#8217; accaduto in via Goito dove i migranti, quasi tutti rifugiati politici, sono stati fatti arretrare dalle forze di polizia che hanno liberato la piazza. &#8220;Vergogna, vergogna&#8221; hanno urlato gli altri presenti lungo la strada., disumano&#8221;, urla una donna con la voce spezzata dal pianto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prefetto: Movimenti causa rifiuto alloggi</strong> &#8211; Il Prefetto di Roma, Paola Basilone, ha ringraziato le forze dell&#8217;ordine per il completamento dell&#8217;intervento di sgombero dei migranti che occupavano lo stabile di via Curtatone e della piazza antistante. &#8220;L&#8217;accurata e scrupolosa pianificazione dell&#8217;intervento &#8211; afferma il prefetto &#8211; ha fatto sì che le operazioni si svolgessero in condizioni di assoluta sicurezza, nonostante la prevedibile e decisa opposizione degli occupanti e l&#8217;azione di infiltrazione posta in essere dai Movimenti di Lotta per la Casa, che ha indotto gli occupanti accampatisi in piazza Indipendenza a rifiutare sistemazioni alloggiative alternative, determinati a rimanere in strada fino alla manifestazione con corteo indetta dagli stessi Movimenti per sabato prossimo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre 400 in palazzo occupato da 4 anni</strong> &#8211; Vivevano in 400 adulti e 35 minori all&#8217;interno dello stabile di via Curtatone, a pochi passi dalla stazione Termini nel centro di Roma, occupato da 4 anni e sgomberato all&#8217;alba di sabato scorso. Sono state controllate tutte le posizioni dalla Questura e si tratta di etiopi ed eritrei, nella quasi totalità richiedenti asilo o protezione sussidiaria. Circa 100 le situazioni di &#8216;fragilità&#8217;: 64 adulti e 35 minori, tra cui molti bambini. Loro sono rimasti all&#8217;interno dell&#8217;edificio fino a stamattina in attesa che fossero perfezionate le procedure di assistenza alloggiativa. Gli altri hanno dovuto abbandonare il palazzo sabato. Un centinaio si è accampato per cinque notti nei giardini di piazza Indipendenza, davanti allo stabile in cui hanno vissuto in questi anni. Stamattina all&#8217;alba l&#8217;intervento di sgombero, con momenti di tensione e l&#8217;uso degli idranti, all&#8217;indomani di un vertice in Prefettura in cui il Campidoglio aveva individuato alcuni posti letto anche per chi era rimasto per strada. Ma che ieri è stato rifiutato dagli interessati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Manconi, irresponsabile latitanza Comune</strong> &#8211; &#8220;Per il secondo giorno consecutivo, la polizia è intervenuta per sgomberare il palazzo che, da anni, ospita centinaia di profughi eritrei, in via Curtatone a Roma. Come era facile prevedere, considerate l&#8217;assenza di qualunque proposta alternativa e l&#8217;irresponsabile latitanza dell&#8217;amministrazione comunale, ne sono derivati feriti e violenze&#8221;. Lo scrive in una nota il senatore del Partito democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani al Senato. &#8220;Nel corso della mattinata &#8211; sottolinea -, la situazione continua ad essere molto tesa e a dar luogo a scontri. Si tenga presente che tra le persone sgomberate si trovano numerosi anziani, donne, bambini e portatori di handicap e che tutti gli eritrei sono titolari dello status di rifugiato o della protezione internazionale. Di fronte a tutto ciò &#8211; aggiunge Manconi -, la giunta comunale tace e si sottrae a qualunque responsabilità: nessun suo rappresentate è presente mentre tutto ciò accade e, dopo estenuanti trattative con la prefettura, la sola proposta riguarda poche decine di posti. Capisco che Sindaca e membri della giunta siano in tutt&#8217;altre faccende affaccendati, presi dal rutilante carosello degli assessorati e dall&#8217;esaltazione partitocratica del gioco delle nomine e delle deleghe, ma qualcuno deve pur ricordare che queste centinaia di profughi sono, anche loro, abitanti di Roma. E che quella politica per la casa, promessa dal Comune e di cui non si è vista finora una minima traccia, deve riguardare anche loro&#8221;, conclude.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sap: &#8216;a noi lavoro sporco, errori Governo&#8217;</strong>  &#8211; &#8220;Gli errori del Governo con le sue scelte scellerate in materia di immigrazione, ricadono sempre sulla Polizia che è chiamata a fare per strada il lavoro sporco senza alcuna tutela&#8221;. E&#8217; la posizione di Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), circa gli scontri avvenuti in piazza Indipendenza a Roma, tra migranti e poliziotti. &#8220;E&#8217; una situazione ingestibile &#8211; continua ancora Tonelli &#8211; e credo non si tratti di incapacità di Governo, ma di scelte determinate con coscienza e volontà. Colpire gli agenti intervenuti a Roma con sassi, bombole e bottiglie è violenza. Non ha nulla a che vedere con l&#8217;integrazione&#8221;. Per il sindacato, &#8220;dietro l&#8217;ipocrisia della politica dell&#8217;accoglienza si nascondono situazioni che compromettono seriamente l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica. Quella di piazza Indipendenza era una situazione di totale degrado che non ammette scusanti o giustificazioni. A farne le spese è il cittadino perbene e il poliziotto, chiamato ad intervenire come in questo caso. Quanto successo a Sanremo qualche giorno fa, è un&#8217;altra testimonianza. Un poliziotto ha perso la milza a causa del pestaggio subito da tre extracomunitari ubriachi. Il pericolo terrorismo e criminalità ce lo abbiamo in casa, e molto spesso siamo stati il connettore con questa invasione incontrollata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA &#8211; FOTO DI ANGELO CARCONI</p>
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		<title>Adriana Musella: solidarietà al Ministro Minniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Aug 2017 13:52:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Adriana Musella, fondatrice col Giudice Caponnetto del Coordinamento Nazionale Antimafia e l&#8217;associazione Riferimenti, esprimono solidarietà e vicinanza al Ministro Marco Minniti, esortandolo ad andare avanti sulla strada intrapresa, esprimendo il proprio plauso per la grande valenza dei provvedimenti adottati sui migranti. La saturazione e la speculazione sul tema è ormai evidente a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12529" aria-describedby="caption-attachment-12529" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12529" alt="ministro marco minniti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1.jpg" width="800" height="535" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/marco-minniti1-403x270.jpg 403w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12529" class="wp-caption-text">Marco Minniti Ministro dell&#8217;Interno</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Adriana Musella</b>, fondatrice col <b>Giudice Caponnetto</b> del <strong>Coordinamento Nazionale Antimafia</strong> e l&#8217;associazione <b>Riferimenti</b>, esprimono solidarietà e vicinanza al <b>Ministro Marco Minniti</b>, esortandolo ad andare avanti sulla strada intrapresa, esprimendo il proprio plauso per la grande valenza dei provvedimenti adottati sui migranti. La saturazione e la speculazione sul tema è ormai evidente a tutti e si rendeva indispensabile un&#8217;azione di contrasto ferma ed incisiva. &#8220;<i>Riteniamo bravo e coraggioso Marco Minniti, che si è rivelato tra i migliori Ministri dell&#8217;Interno che questo Paese abbia mai avuto</i>&#8220;.</p>
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		<title>Migranti: Catanzaro, così si lucrava sull&#8217;accoglienza. 2 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 17:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12497" alt="catanzaro-migranti-arresti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti.jpg" width="1024" height="682" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
Un anno e mezzo fa aveva denunciato due rifugiati ospiti nel suo centro di accoglienza a<b> Feroleto Antico</b>, in provincia di Catanzaro, facendoli arrestare per violenza ed estorsione. Una notizia finita su tutti i giornali nazionali, con accuse e strumentalizzazioni. Ma non era vero e i due ragazzi nigeriani a settembre sono stati assolti. Notizia passata nel silenzio dei media. Ieri l’imprenditore di Lamezia Terme,<b> Salvatore Lucchino</b>, gestore da anni di centri per immigrati con la <strong>cooperativa Gianal </strong>è stato arrestato per corruzione assieme alla <strong>funzionaria della prefettura di Catanzaro</strong>,<b> Nerina Renda</b>, alla quale era legato sentimentalmente, che lo avrebbe favorito nei suoi affari, approfittando del suo ruolo proprio al settore immigrazione e rifugiati, in cambio di un immobile e di denaro per realizzare un B&amp;B. Mentre i migranti, come scrive il gip Carlo Saverio Ferraro, vivevano «in condizioni igieniche precarie».</p>
<p style="text-align: justify;">Una situazione più volte segnalata dal mondo del volontariato. «È una storia vecchia – commenta<b> Marina Galati,</b> della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, fondata da<b> don Giacomo Panizza</b> –. Quando i nostri rappresentanti nel coordinamento degli Sprar presso la prefettura ne parlavano male lei diceva di essere andata e che era tutto a posto». Ed è proprio quanto accertato dall’inchiesta condotta dal pm<b> Paolo Petrolo, </b>del gruppo reati contro la pubblica amministrazione coordinato dal procuratore aggiunto, <b>Giovanni Bombardieri.</b> Secondo l’accusa della procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, la Renda avrebbe «esercitato la propria funzione pubblica in modo strumentale al perseguimento di interessi privati, in particolare con lo scopo di consentire a Lucchino l’instaurazione di un rapporto convenzionale con la Prefettura». Aveva cominciato con l’emergenza Nordafrica arrivando ad ospitare quasi 200 persone. Poi col Cas invece aveva dovuto &#8216;accontentarsi&#8217; di 80. In condizioni pessime come accertato nel marzo 2016 dagli attivisti della campagna &#8216;Lasciate-CIEentrare&#8217; che avevano raccolto le testimonianze drammatiche dei migranti: «Viviamo come schiavi». Mentre Lucchino aveva assicurato che godevano di un’ottima accoglienza, e di fronte alla contestazione che mancavano le lenzuola e gli ospiti vestivano anche a marzo con infradito e abiti estivi, aveva risposto che era un’abitudine dei migranti dormire senza lenzuola, mentre quel modo di vestire era una loro volontà. I magistrati sottolineano che era proprio la funzionaria ad occuparsi dell’ispezione necessaria ad ottenere il via libera all’apertura del centro e dei successivi controlli. Quei verbali, secondo l’accusa, avrebbero contenuto solo riferimenti «volutamente generici e sostanzialmente positivi», omettendo «aspetti che risultavano assolutamente negativi». In effetti un successivo sopralluogo, effettuato da Vigili del fuoco e Asp, avrebbe fatto emergere una realtà del tutto differente: «Condizioni igieniche precarie, mancanza di dispositivi antincendio, di illuminazione di emergenza e l’esistenza di cucine da campo collegate a bombole di gas». Una situazione che ha portato la Prefettura a sospendere un nuovo appalto in cui la cooperativa aveva ottenuto il punteggio migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune intercettazioni telefoniche sono molto esplicite. È la stessa Renda a raccontare quanto promessole da Lucchino: «Lui è arrivato a dirmi &#8230; &#8216;non appena adesso mi arrivano i soldi &#8230; vi pago tutte le spese per il B&amp;B &#8230; la villetta la faccio lo stesso e la intesto a te». In altre conversazioni emerge come la funzionaria mostrava non solo di agire in maniera occulta per nome e per conto della cooperativa del compagno, ma anche la sua volontà di mantenere il suo ruolo in Prefettura dove era «necessario spingere per determinate cose». «Questa vicenda conferma la nostra preoccupazione – commenta <strong>Federico Gelli, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza</strong> –. Per questo abbiamo appena istituito un gruppo di lavoro per il monitoraggio e la verifica sulle modalità di affidamento e di gestione dei centri di accoglienza, sulla base delle informazioni delle prefetture. Abbiamo cominciato con la Toscana e a settembre avremo il quadro completo, che verrà aggiornato in tempo reale. Poi passeremo a tutta l’Italia».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Avvenire</p>
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