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	<title>mercato della sete &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Non c&#8217;è niente da privatizzare ma tutto da nazionalizzare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 14:19:21 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7278" aria-describedby="caption-attachment-7278" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nazionalizzare-i-beni-italiano.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-7278" alt="nazionalizzare-i-beni-italiani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nazionalizzare-i-beni-italiano.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nazionalizzare-i-beni-italiano.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nazionalizzare-i-beni-italiano-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nazionalizzare-i-beni-italiano-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7278" class="wp-caption-text">Il problema della privatizzazione visto da GJ Tirelli</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo preso un commento e lo abbiamo pubblicato per essere coerenti con la nostra mission che vuole dare spazio alle riflessioni &#8220;intelligenti&#8221; dei cittadini. Da &#8220;commento&#8221; ad articolo di &#8220;Apertura&#8221;. Dobbiamo trovare il coraggio, insieme, di manifestare il nostro dissenso da tutto quanto sta alterando in modo permanente il futuro della nostra democrazia. Bravo all&#8217;amico Tirelli che ci piace perché aiuta a riflettere che è meno informato ma vorrebbe esserlo. La Redazione de Il Parlamentare.it</p>
<p style="text-align: center;">di GJ Tirelli/</p>
<p style="text-align: justify;">Definire il contesto in cui viviamo, “una società” sembrerebbe una barzelletta se non fosse una tragedia!<br />
Il Grande Inganno perpetrato nei confronti della cittadinanza e che ha fatto decadere il concetto di società, è la conseguenza delle privatizzazioni di beni che, dallo Stato (cioè noi!) sono passati nelle grinfie dei privati. Individui che per definizione vanno ascritti nella categoria dei criminali, e per tanto ogni loro azione è volta al profitto e all’interesse particolare, al privilegio e al potere. Il risultato finale è un aumento sconsiderato delle tariffe energetiche, una qualità dei servizi ben sotto la soglia della decenza, e un inquinamento endemico che ha messo a rischio e compromesso la salute di tutti noi – sempre più cornuti e mazziati!<br />
Se la privatizzazione, producesse reali vantaggi alla collettività, la stessa non esisterebbe! Come del resto la politica che, se fosse di qualche utilità sociale, sarebbe vietata!!<br />
Quale privato rischierebbe tanto, se la privatizzazione non fosse un piatto così ricco e allettante da ficcarcisi dentro fino al collo e con tutta l’ingordigia ascrivibile a questa moderna razza di vampiri?<br />
Oggi sentiamo spesso parlare di “privatizzazioni/liberalizzazioni” come la panacea a tutti i mali: fattore di crescita e di sviluppo indotto dal meccanismo concorrenziale. Fesserie!!! Chiunque, dotato del normale buon senso e di capacità critica, non può davvero credere o semplicemente immaginare per un solo momento, che gli effetti di una tale, ipotetica riforma possano produrre un qualsiasi vantaggio per la comunità.<br />
Ciò che é privatizzabile, lo è già naturalmente, mentre tutto il resto, è solo un grande e sporco affare consumatosi sulla nostra pelle!<br />
Se alcuni settori economici sono controllati dallo Stato, è perché, diversamente, sarebbero oggetto di speculazione. Questo è il reale motivo, solo e unico!<br />
Acqua, energia e carburanti (per fare un esempio), sono fuori, da questa logica, perché non concorrenziali (monopoli naturali). L’acqua non è vino, dove il produttore può giocare sulla qualità, sul vitigno, sul colore, l’annata, l’origine, il prezzo! E questo vale per tutti quei beni che io definirei monolitici – fermi.<br />
Che differenza c’è fra il prezzo di un carburante e un altro? Inezie!! Questo perché, le varie compagnie fanno cartello, adeguandosi al prezzo più alto.<br />
Se potesse esistere una ipotetica concorrenza fra i vari carburanti – se per esempio un certo gasolio, facesse percorrere 5 km in più al litro rispetto a un altro – i consumatori lo sceglierebbero in massa, e i concorrenti sarebbero costretti a chiudere le pompe di benzina.<br />
A questo punto, ne rimarrebbe uno solo a dimostrazione che certi beni sono, per definizione, non privatizzabili. Privatizzarli, e sinonimo di inciviltà e raggiro, e quindi, di disprezzo per la comunità, e un insulto all’intelligenza dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra bestialità, è la gestione dei rifiuti da parte dei privati. I risultati sono disastrosi e sotto gli occhi di tutti!  Ma io credo però che la più sciagurata delle privatizzazioni, la Madre, o come volete chiamarla, sia stata quella della televisione.<br />
I danni apocalittici che ha causato, che causa, e che in futuro produrrà, hanno superato ogni più catastrofico pronostico – la conseguenza per avere sistematicamente contrabbandato una visione distorta e falsata delle cose per mero commercio, e che in maniera stridente fa a pugni con la realtà di tutti i giorni.<br />
Ergo, quando ancora sento parlare di “privatizzare e liberalizzare” come strumenti di crescita e sviluppo, i soli idonei per combattere la crisi del capitalismo, mi vengono i brividi e, ancora di più, prendo coscienza di quanto, le conquiste di questo secolo, siano state nefaste per tutta l’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo i ghiacciai marciscono e si spengono. I fiumi arrivano al mare con il loro micidiale carico, di bombe chimiche. Un incalcolabile, numero di fabbriche fumanti, si fottono miliardi di metri cubi di acqua, rendendola inutilizzabile, putrida e vuota. I signori della MINERALE, ipotecano per sempre la nostra sete e la privatizzazione degli acquedotti, in seguito, ci appiopperà il colpo di grazia. Il MERCATO DELLA SETE e il suo indotto, sono l’ultimo e più grande affare del Liberismo Relativista. Dopo di che a noi, non resta che pregare, sperando che dall’altra parte ci sia qualcuno ad ascoltarci.<br />
Non c’è dunque proprio niente da privatizzare ma tutto da nazionalizzare – che siano compagnie aeree, treni o banche, telefonia, TV o energia, perché solo in questo modo potremo restituire al concetto di “società civile” il suo autentico significato e sperare in un domani più degno e più giusto. Forse!!!</p>
<p style="text-align: justify;">La foto è di Donato Palumbo che ti invitiamo a visitare su &#8220;fotocommunity&#8221;</p>
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