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	<title>meeting rimini &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Enrico Letta al meeting di Rimini: &#8220;tutto e il contrario di tutto&#8221; di Alessandro Corneli.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2013 11:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli &#8211; www.grrg.eu &#8211; Al meeting di Rimini, Enrico Letta ha ratificato, per quello che gli può competere, il presidenzialismo di fatto che “ha cambiato la storia del nostro Paese”. Ma questo è secondario. Sul piano politico, ha detto tre cose: &#8211;       “La legge elettorale è il cambiamento più urgente” &#8211;       “Gli italiani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6156" aria-describedby="caption-attachment-6156" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="enrico-letta-2 (2)" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-6156" title="enrico-letta-2 (2)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg" alt="Enrico Letta - PD - Presidente del Consiglio dei Ministri" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6156" class="wp-caption-text">Enrico Letta - PD - Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>di Alessandro Corneli &#8211; <a href="http://www.grrg.eu" target="_blank">www.grrg.eu</a> &#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al meeting di Rimini, Enrico Letta ha ratificato, per quello che gli può competere, il presidenzialismo di fatto che “ha cambiato la storia del nostro Paese”. Ma questo è secondario. Sul piano politico, ha detto tre cose:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       “La legge elettorale è il cambiamento più urgente”</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       “Gli italiani puniranno tutti quelli che anteporranno i loro interessi a quello comune che è quello dell’uscita dalla crisi”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       ”Nessuno interrompa questo percorso di speranza che abbiamo cominciato per uscire dalla crisi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che la prima preoccupazione e il primo obiettivo di Letta sia di continuare a governare con questa maggioranza. A tal fine, vale l’avvertimento, implicito ma trasparente, a Berlusconi e al Pdl: non s’illudano di vincere le elezioni se faranno cadere il Governo; gli elettori non li seguirebbero. È probabile che Berlusconi, anche se a malincuore, condivida questa analisi. La fase di attesa per definire le conseguenze della sua condanna sono destinate a stancarlo e/o a provocare reazioni disordinate e controproducenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora, perché tanta fretta per una nuova legge elettorale?</strong> Si sa che, anche in caso di crisi di governo, Napolitano non scioglierebbe le Camere se fosse ancora in vigore l’attuale legge elettorale: e questa è anche una garanzia per il governo Letta. Ma se tra pochi mesi ci fosse una nuova legge, in caso di crisi si andrebbe a elezioni anticipate. È logico che Letta prema per l’approvazione di una riforma che potrebbe incoraggiare il Pdl a provocare una crisi e andare alle elezioni anticipate?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è logico. <strong>A meno che Letta ritenga difficile l’accordo su una nuova legge elettorale</strong>. Inoltre il Pd, che gode di una larga maggioranza alla Camera grazie al premio, non ha nessuna intenzione di sottoporsi a breve scadenza a una nuova prova elettorale. Per di più: con quale candidato premier? Letta o Renzi?</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta evidente che la spinta di Letta sulla riforma elettorale è per la platea politica, è a futura memoria, è utile al dibattito quotidiano, ma <strong>non corrisponde a una reale intenzione</strong>. Inoltre allunga la protezione di Napolitano al Governo e allenta la pressione di Matteo Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è politica. Come politica è la dichiarazione di Letta sulla finanza: ”Per un nuovo inizio c’è bisogno che si rimetta la finanza al proprio posto, la crisi è nata perché la finanza è uscita dal proprio ruolo ed è diventata al centro di tutto. Dobbiamo fare la lotta ai paradisi fiscali”. O sulle tasse: “le tasse dovranno scendere nel modo giusto”. O sulla crisi: ”l’uscita dalla crisi è a portata di mano”. E altri luoghi comuni sull’Europa, sulle virtù dell’Italia nonostante la propensione al conflitto tra guelfi e ghibellini.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un Enrico Letta fiducioso nella possibilità di andare avanti e restare in sella, <strong>convinto che il tempo giochi a suo favore e logori “chi il potere non ce l’ha”, cioè Berlusconi</strong>, da una parte, e Grillo e Renzi, dall’altra parte. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi bisognerà concentrare l’attenzione sui movimenti interni del Pdl e la sua prossima riedizione come Forza Italia.</p>
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