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	<title>massoneria &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Fabio Gallo: chiesa e massoneria confondibili solo per comodo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2017 01:08:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/ Sono stato chiamato ad esprimere il mio parere sul tema della massoneria, sottoposta alla luce dei riflettori della Commissione Antimafia presieduta dall&#8217;On. Rosy Bindi. Nel dubbio, in verità, se analizzare la questione dal punto di vista dei miei studi nel campo dell&#8217;Antropologia o della Sociologia, o citare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-block="true" data-editor="d5fa3" data-offset-key="dn56m-0-0">
<div style="text-align: center;" data-offset-key="dn56m-0-0">
<figure id="attachment_12775" aria-describedby="caption-attachment-12775" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-4.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12775" alt="fabio gallo-comunicareitalia-politica-comunicazione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-4.jpg" width="900" height="581" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-4.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-4-300x193.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo-4-418x270.jpg 418w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12775" class="wp-caption-text">Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale Gruppo ComunicareITALIA</figcaption></figure>
<p>A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/</p>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="dn56m-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="dn56m-0-0">Sono stato chiamato ad esprimere il mio parere sul tema della massoneria, sottoposta alla luce dei riflettori della Commissione Antimafia presieduta dall&#8217;<strong>On. Rosy Bindi</strong>. Nel dubbio, in verità, se analizzare la questione dal punto di vista dei miei studi nel campo dell&#8217;Antropologia o della Sociologia, o citare centinaia di testi di letteratura massonica, ho deciso invece, potendone disporre, di analizzare la questione dal punto di vista della mia brevissima esperienza, per quanto significativa possa essere, perché iniziata nel 1988 e finita pochi mesi dopo (30 anni addietro). La massoneria, ricordo al lettore, è un&#8217;associazione che si propone come patto etico-morale tra uomini liberi. <strong>Nulla a che fare con la Fede cristiana.</strong></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="dn56m-0-0"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="d5fa3" data-offset-key="a9sld-0-0">
<div data-offset-key="a9sld-0-0">PRIMA<br />
Ero già un Artista di fama internazionale, uno dei più amati e stimati dalla critica di livello e Stella della TV di Stato (RAIUNO) con grandi responsabilità professionali. Forse per questo e per il rigore che contraddistingue un Artista proveniente dalla grande scuola dell&#8217;Arte, la più severa come quella che scelsi, fui accostato da amici e invitato ad accedere al club service, a Roma, ove ho conosciuto intellettuali, grandi medici, studiosi, gente comune, uomini di buona volontà, prodighi nei rispettivi ambiti professionali. La conoscenza di tanta brava gente con la quale si entrava subito in contatto fraterno, mi faceva sentire accolto e abbracciato in un discorso immediatamente franco e diretto, oltre che maturo. Un modo di fare che rifletteva bene la promessa di fraternità.</div>
<div data-offset-key="a9sld-0-0"></div>
<div data-offset-key="a9sld-0-0">POI<br />
La mia esperienza, però, durò pochi mesi, a causa dell&#8217;impatto con una situazione davvero incresciosa che provocò, tale fu lo sgomento, l&#8217;immediata rinuncia a continuare la frequentazione. Ne uscii immediatamente quando a Cosenza, mia città d&#8217;origine, ricevetti una richiesta molto, molto &#8220;invadente&#8221; dalla più alta autorità del tempo e numero due nazionale. Una richiesta &#8220;grave&#8221; e in dicotomia con ogni sano principio. Da giovane cultore delle Arti, che degli ideali e delle sue sole capacità professionali ne faceva il bene stesso della sua esistenza, subii un trauma che per anni fu inconfessabile. So bene che pochi mesi non valgono per farsi un&#8217;idea, ma non nel mio caso. Ero venuto a contatto con il numero due d&#8217;Italia (parlo del GOI) il cui agire aveva nulla di morale. Tra l&#8217;altro a Cosenza, in altri ambienti legati invece all&#8217;Arcidiocesi, ricevetti da sacerdote molto noto, invito ad accedere ad una loggia locale frequentata anche da Donne. La cosa mi lasciò ancor più perplesso e confuso. Ero a conoscenza delle Stelle d&#8217;Oriente ma non sapevo che vi fossero templi nei quali Donne e Uomini lavorassero insieme, tanto mento insieme a sacerdoti della Chiesa cattolica.</div>
<div data-offset-key="a9sld-0-0"></div>
<div data-offset-key="a9sld-0-0">DOPO<br />
Nel 1993, un fortunato incontro con San Giovanni Paolo II, moderato dal Vicario per i Laici del Vicariato di Roma con il quale mi ero confidato, mi avviò verso qualcosa di più profondo che aveva rivoluzionato la mia coscienza, il mio modo di essere e di concepire l&#8217;esistente. Insomma, ci volle un Santo per mettere in ordine la mie idee, oggettivamente molto confuse. Dopo circa due anni iniziava la mia vita nuova da Assisi, Città di Chiara e Francesco aperta al mondo, ove compresi che la mia vera missione era semplicemente un&#8217;altra. Pagai caramente questa scelta, ma riscattai la mia vita da un mondo che aveva logica e buon senso solo in chi, al di là di qualsiasi forma di associazionismo, sarebbe stata comunque gente onesta e per bene. Il resto, era da cancellare. Non a caso, gli anni 93, 94 e a seguire, furono gli anni della diaspora dalle logge massoniche. Fenomeno che credo sia stato alla base del grande errore per il quale, al fine di ridare forza numerica alla massoneria italiana, si fece entrare chiunque, a danno dell&#8217;intera società civile, come dimostrano l&#8217;indagine della Commissione Antimafia e le molte e autorevoli conferme che giungono dal Procuratore Antimafia Nicola Gratteri e dall&#8217;attuale Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho.</div>
<div data-offset-key="a9sld-0-0"></div>
</div>
<div data-block="true" data-editor="d5fa3" data-offset-key="6pcpi-0-0">
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="6pcpi-0-0">OGGI<br />
Da Uomo, come tutti coloro i quali svolgono attività di club service e si pongono fini etici, rispetto anche i massoni onesti che credono e difendono i valori del genere Umano.<br />
Da Cristiano, come ha ben specificato S. E. Mons. Antonio Staglianò, Vescovo di Noto, posso affermare che i valori della massoneria afferiscono alla sfera morale, mentre quelli della Chiesa sono di natura spirituale. Essi, fanno riferimento a Dio Padre che è Misericordia, Carità, Amore. Del &#8220;prossimo&#8221;, ne fanno una aspirazione massima, mai una giustificazione. Per quanti sono in buona fede, ma conoscono poco la realtà cristiana, tutto sembra camminare nella stessa direzione. In verità, sono due viaggi diversi, verso destinazioni diverse, se non diametralmente opposti: l&#8217;uno, verso la conoscenza e la perfezione umana: la massoneria. L&#8217;altro, verso la Croce, cammino dello spirito, ove si ha coscienza della propria infermità dovuta alla natura umana e totale imperfezione. Ed è proprio la capacità di non presumere di essere perfetti che è la differenza sostanziale dei due percorsi, uno finito e l&#8217;altro infinito.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="6pcpi-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="6pcpi-0-0">Oggi, da Cittadino che ha assunto anche responsabilità politiche innanzi al rovinoso crollo della politica e si trova tra i fondatori di un Movimento cattolico, grazie a questa esperienza di cui oggettivamente sarebbe stato meglio fare a meno, credo che il più grande merito che possa avere un cristiano, sia quello di vivere con intelligenza evangelica abbracciando nel dialogo tutti, attraverso un confronto aperto e rispettoso della dignità di chiunque. Ma sempre distinguendo i valori associativi, se pur nobili, dal percorso della fede e dello Spirito.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="6pcpi-0-0">Sempre da Cittadino impegnato in politica, credo che la massoneria come ogni associazione, dovrebbe espellere ciò che determina il cancro della società e che risiede all&#8217;interno del suo corpo. Soprattutto, coloro i quali indossano abiti istituzionali attraverso i quali agiscono in maniera deviata e deviante. Lavoro difficile, ma indispensabile in ogni Associazione. Sono convinto, altresì, che lo Stato dovrebbe denunciare pubblicamente e indistintamente tutti i corrotti in generale ed impedire ad essi di riciclarsi nella Pubblica Amministrazione o nella vita politica del Paese. Diversamente, lo Stato non solo è parimenti responsabile, ma artefice. Ora, dalle indagini sulla massomafia, si vedrà se l&#8217;associazione massonica è più forte dello Stato. Se questi duecento nomi non usciranno, lo Stato avrà perso.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="6pcpi-0-0">In conclusione, rispondo a chi riferisce che dalla massoneria non si esce mai. Sono tutte fesserie. Si tratta di una associazione. Si esce, eccome. Come lo scrivente trenta anni addietro, ne sono usciti migliaia e migliaia anche dopo 30 anni di massoneria. Gesù di Nazareth, d&#8217;altra parte, ci ha insegnato che si deve morire e rinascere ogni volta che abbiamo bisogno di cambiare. Che meraviglia!</div>
</div>
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		<title>Don Ennio Stamile di Libera: Chiesa e Massoneria dialogo «scandaloso»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 23:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[don ennio spamile]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte: l&#8217;Avvenire di Calabria/ Un dibattito che si cerca di mantenere vivo da diverso tempo, quello sul rapporto tra Chiesa e massoneria. Da circa quarant’anni, da quando la Congregazione per la dottrina della fede ha emanato la Dichiarazione sulla Massoneria, chiarendo che se bene nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12763" aria-describedby="caption-attachment-12763" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12763" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile.jpg" width="1000" height="679" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile-397x270.jpg 397w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12763" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile &#8211; Libera Calabria</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Fonte: l&#8217;Avvenire di Calabria/</p>
<p style="text-align: justify;">Un dibattito che si cerca di mantenere vivo da diverso tempo, quello sul rapporto tra <strong>Chiesa e massoneria.</strong> Da circa quarant’anni, da quando la Congregazione per la dottrina della fede ha emanato la <strong>Dichiarazione sulla Massoneria</strong>, chiarendo che se bene nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore “rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita”.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniva ribadita, quindi, a chiare lettere <strong>la scomunica latae sentiae</strong> nei confronti di essa. Nessuna novità se periodicamente vengono riaccesi i riflettori sulla vexata questio. Questa volta, però, il dibattito dal titolo “Chiesa e Massoneria, così vicini e così lontani” organizzato dal GOI a Siracusa ha suscitato molto scalpore, addirittura scandalo in alcuni, per ragioni che francamente non mi sento di condividere. Intanto per l’immagine utilizzata sul manifesto. E’ stato raffigurato un <strong>Cristo con il compasso in mano</strong>, a voler rappresentare che “anche” Cristo per i massoni può essere considerato il Grande architetto dell’universo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ arcinota la strategia della fratellanza massonica tesa ad utilizzare particolari simboli, messaggi ed attività filantropiche per diffondere messaggi che non hanno nulla a che fare con un corretto approccio alla fede cristiana. Per noi Dio non è una sorta di vago noumeno kantiano o G.A.D.U. che possa essere veicolato da tutte le religioni del mondo, purché infinitamente ed indefinitivamente distante dall’uomo. Insomma, una sorta di <strong>neo-arianesimo</strong> sempre latente. Senza dover richiamare alcun “assioma rahneriano”, le nostre verità di fede si fondano su quel volto Unitrinitario di Dio che l’incarnazione, morte e resurrezione di Gesù ci ha rivelato. Come ci ricorda la stessa <strong>Congregazione per la dottrina della fede</strong>, con la Riflessione ad un anno di distanza dalla Dichiarazione sulla massoneria: <strong>“solo Gesù Cristo è il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo bisogno né di essere massoni, né di maestri, venerabili e non, con tanto di grembiulini colorati! L’altro motivo che ha suscitato scandalo è il fatto che a questo dibattito vi partecipino il v<strong>escovo di Noto Mons. Antonio Staglianò</strong> e <strong>mons. Maurizio. P Aliotti.</strong> Intanto vorrei ricordare che trattasi di due affermati ed apprezzati teologi. Il primo, mi sento di conoscerlo molto bene essendo stato mio docente di teologia sistematica. Per usare una metafora calcistica un autentico <strong>“autogol”</strong> per chi lo ha invitato.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi numerosi testi e le sue lezioni mi hanno fatto gustare la <strong>bellezza e la profondità della fede cristiana.</strong> Al di là dei risibili tentativi di strumentalizzazione, a questi dibattiti debbono partecipare persone in grado di motivare anche teologicamente le ragioni di questa inconciliabile lontananza. Troppa la superficialità (a volte ahi noi anche l’ignoranza) che serpeggia indisturbata in molti ambienti anche ecclesiali sul rapporto Chiesa-massoneria. Infine, vorrei richiamare non solo l’importanza di quel <strong>fides quaerens intellectum</strong> (e viceversa), tanto dimenticato anch’esso soprattutto nella prassi omiletica, ma anche quell’invito al dialogo con tutti &#8211; nessuno escluso quindi &#8211; che <strong>Papa Francesco</strong> ha sin da subito intrapreso ed indicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho l’impressione che spesso si ha paura di dialogare quasi con il timore di perdere la propria identità. Il dialogo rimane l’unica strada da percorre, affinché, nonostante le differenze, si decidono percorsi autentici di servizio al bene comune, all’impegno responsabile per la giustizia sociale. Perché scompaiano finalmente quelle sorti di “lobby di potere” tutte incentrate non solo alla ricerca ed alla custodia di esso con i soliti <strong>intrecci politico-mafiosi</strong>, ma a creare logiche di appartenenza a scapito di meriti e competenze delle quali nessuno, neanche la Chiesa in alcune sue realtà, può dirsi estraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.avveniredicalabria.it</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>RAITRE, &#8220;I Mammasantissima&#8221;. In Massoneria, condannati al 416 bis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 13:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[commissione nazionale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[iacchite]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; una battaglia a tutto campo quella condotta dalla Testata Giornalistica Iacchite.com in Calabria. Massoneria, politica, mafie, soffiate e lamenti di ogni sorta giungono alla redazione più vietata che c&#8217;è. Se ne parli sei nemico del potere, ma non di tutto il potere. Il suo cammino, molto simile nelle fasi iniziali al noto Dagospia.it, è particolarmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12705" aria-describedby="caption-attachment-12705" style="width: 735px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12705" alt="Riccardo Iacona - Presa Diretta RAITRE" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400.jpg" width="735" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400.jpg 735w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400-300x163.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Iacona-Riccardo-735x400-480x261.jpg 480w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12705" class="wp-caption-text">Riccardo Iacona &#8211; Presa Diretta RAITRE</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una battaglia a tutto campo quella condotta dalla Testata Giornalistica <a href="http://www.iacchite.com" target="_blank">Iacchite.com</a> in Calabria. Massoneria, politica, mafie, soffiate e lamenti di ogni sorta giungono alla redazione più vietata che c&#8217;è. Se ne parli sei nemico del potere, ma non di tutto il potere. Il suo cammino, molto simile nelle fasi iniziali al noto Dagospia.it, è particolarmente rivolto alla politica del malaffare. E non perdona nessuno. Il linguaggio forte, molte volte accompagnato da aggettivi &#8220;vietati dalla legge&#8221;, gli hanno fatto conquistare numerose querele per diffamazione che hanno punito non tanto la veridicità dei fatti riportati, ma l&#8217;utilizzo di alcuni termini forti. E proprio come Dagospia, il suo sviluppo è dovuto al coraggio di affrontare certi argomenti che in Calabria sono un tabù, culturalmente parlando. I numeri, milioni di utenti unici (veri), sono il segno di un&#8217;atteso senso di Giustizia che in Calabria tarda ad arrivare. Nel momento in cui il mondo della comunicazione è quasi totalmente in mano alle lobby e, come ha dichiarato il Procuratore Antimafia Nicola Gratteri, la &#8216;ndrangheta mostra molto interesse per parte di essa, essere discoli nel comunicare, scrive pagine di Democrazia. E&#8217; arrivato il momento di dirlo.</p>
<figure id="attachment_12360" aria-describedby="caption-attachment-12360" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12360" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12360" class="wp-caption-text">Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Da sempre <a href="http://www.iacchite.com" target="_blank">Iacchite.com</a> ha profanato il tempio massonico sostenendo quanto oggi, però, è la risultante dell&#8217;indagine della Commissione Nazionale Antimafia presieduta da <strong>Rosy Biondi</strong> che orienta il nostro sapere sul fatto che anche in Massoneria le cose sono molto cambiate. Al punto tale che, nonostante non si sia ancora giunti alle conclusioni definitive, è in grado di affermare che: &#8220;i primi risultati del nostro lavoro dimostrano che<strong> tra i nominativi degli iscritti alle logge massoniche della Calabria e della Sicilia, ci sono alcuni condannati per 416 bis,</strong> quindi per associazione mafiosa». <strong>Rosy Bindi</strong>, la presidente della commissione nazionale antimafia, anticipa alcuni elementi emersi dal lavoro di indagine sui rapporti tra massoneria e criminalità organizzata.  Lo scorso 1° marzo &#8211; continua Rosy Bindi &#8211; la commissione ha disposto il sequestro degli elenchi di diverse logge della Sicilia e della Calabria. La Guardia di finanza ha portato via le liste delle associazioni <strong>Grande Oriente d’Italia; Gran Loggia Regolare d’Italia; Serenissima Gran Loggia d’Italia; Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori</strong>. La decisione seguiva una serie di richieste direttamente alle logge massoniche, rimaste inevase. Nei mesi precedenti la commissione aveva tenuto diverse audizioni, tra le quali quella di Giuliano Di Bernardo, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dimessosi dal Goi nell’aprile 1993. Quest’ultimo aveva parlato di inquietanti rapporti con Cosa Nostra e ‘ndrangheta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Testata giornalistica Iacchite.com continua: adesso Bindi anticipa a <strong><em>Presadiretta</em></strong> – che domani sera andrà in onda su Rai3 alle 21.15 con una puntata intitolata<em> I Mammasantissima</em> – alcuni risultati da cui emergerebbe anche «un numero considerevole di<strong> situazioni giudiziarie in itinere, imputati, rinviati a giudizio, sia di reati di mafia che di quelli che comunemente chiamiamo i reati spia di comportamenti mafiosi</strong> o comunque di collusione con la mafia. &#8220;Noi – ha puntualizza la presidente dell’Antimafia – non stiamo facendo un’inchiesta sulla massoneria, stiamo facendo un’inchiesta sui mafiosi massoni. Per noi è molto importante questa inchiesta soprattutto perché <strong>si parla di una sorta di nuova organizzazione delle mafie che vede insieme pezzi delle mafie, pezzi della massoneria, dello Stato, delle classi dirigenti</strong> del nostro Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi spera che la Procura della Repubblica Antimafia di Catanzaro possa scoperchiare questo intreccio mortale per la società che cresce e lavora onestamente. E le indagini della Commissione Antimafia dovrebbero essere conferma di ciò. Ma la Calabria è nota anche per i grandi nulla di fatto e per le ataviche attese. In studio, non a caso, ospite di Riccardo Iacona è il <strong>Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri,</strong> uno dei magistrati più noti e in prima linea nella battaglia contro la ‘ndrangheta.</p>
<p style="text-align: justify;">Va detto che nessuna forma di politica che possa considerarsi &#8220;altra&#8221;, a qualsiasi livello, è plausibile se le grandi indagini non giungeranno ad una svolta decisiva e ben visibile a tutti. La Calabria lo merita.</p>
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