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	<title>Massimo Dalema &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>S&#8217;ode a Sinistra uno squillo di tromba&#8230;.ma a suonare non è il D&#8217;Alema vignaiolo..</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 22:38:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Lo credevano vignaiolo soddisfatto. Si sbagliavano. Massimo D’Alema non ha mai smesso di pensare alla politica e a un suo ruolo veramente importante.Come Giuliano Amato: non dimentichiamo neanche costui. I vari Cuperlo, Fassina, Civati e Bersani hanno fatto finora un passo avanti e uno indietro, senza concludere, senza mostrare una vera e forte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9237" aria-describedby="caption-attachment-9237" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/massimo-dalema.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9237" alt="massimo-dalema-politica-matteo-renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/massimo-dalema.jpg" width="790" height="438" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/massimo-dalema.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/massimo-dalema-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/massimo-dalema-480x266.jpg 480w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9237" class="wp-caption-text">Massimo D&#8217;Alema</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Lo credevano vignaiolo soddisfatto. Si sbagliavano. <strong>Massimo D’Alema non ha mai smesso di pensare alla politica</strong> e a un suo ruolo veramente importante.<strong>Come Giuliano Amato</strong>: non dimentichiamo neanche costui.</p>
<p style="text-align: justify;">I vari <strong>Cuperlo, Fassina, Civati e Bersani</strong> hanno fatto finora un passo avanti e uno indietro, senza concludere, senza mostrare una vera e forte volontà. Allora ci ha pensato Massimo D’Alema che <strong>ha attaccato il Pd di Renzi</strong>, definendolo <strong>“un partito a forte posizione personale”</strong>, per di più “carico di arroganza”. E, alla minoranza confusa, timida e velleitaria, ha detto che “può avere peso solo se si muove con coerenza e, una volta definiti i punti invalicabili, si muove con assoluta intransigenza”.  Traduzione: se non condivide le scelte di Renzi, deve votare “no”,</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente del Pd, Matteo Orfini, ha reagito: “Dispiace che dirigenti importanti per la storia della sinistra usino toni degni di una rissa da bar. Così si offende la nostra comunità”. In quella definizione “dirigenti importanti per la storia” c’è il tentativo di tenere fuori campo D’Alema, di considerarlo rottamato per sempre. Ma si sbaglia. Ancora non c’è una reazione di Renzi, che indubbiamente vede nelle parole di D’Alema qualcosa di più di battute da bar. Perché <strong>D’Alema ha detto una cosa che mina il potere di Renzi</strong>: “Renzi è sostenuto anche da forze che non sono iscritte al Pd”. Ora sono queste forze esterne, che sostengono Renzi, che D’Alema chiama in causa, invitandole implicitamente a rivedere la loro posizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Pierluigi Bersani si è ringalluzzito: “D’Alema ha detto una cosa sacrosanta: c’è tanta gente nel Pd che è in sofferenza e a disagio”. Ma non penso che ne abbia capito fino in fondo il disegno strategico in quanto ha precisato: “Conoscendolo, non credo che stia strizzando l’occhio a Landini”. No, Bersani non conosce D’Alema.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia <strong>c’è solo un altro leader che conosce D’Alema: è Giuliano Amato</strong>. I due – delusi per tanti motivi ma nel pieno delle loro capacità analitiche e manovriere – hanno capito che <strong>il gattopardismo twittaro di Renzi può schiantarsi da un momento all’altro</strong> perché Renzi guida il Tir-Italia <strong>come se fosse una Cinquecento (non una Ferrari..), e tenendo una mano sola sul volante.</strong> Forse dispongono anche di informazioni importanti che ricavano dai loro contatti internazionali. Probabilmente sono convinti che lo spostamento di tutto il potere istituzionale su Palazzo Chigi è come spostare tutto il carico di una nave da una parte sola.</p>
<p style="text-align: justify;">D’Alema si definisce un “extraparlamentare”: <strong>nella situazione odierna, non è una definizione riduttiva.</strong> Amato è giudice della Corte costituzionale, quindi ha le mani e la lingua più legate, ma non il cervello. Non mi sorprenderebbe se il primo avesse preannunciato al secondo la sua uscita, destinata a muovere le acque non solo all’interno del Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo di questo commento è rielaborato dai due celebri versi manzoniani del <em>Conte di Carmagnola</em>:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;          S’ode a destra uno squillo di tromba,</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;          A sinistra risponde uno squillo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto è che a destra nulla si ode, non squillo, ma rumori confusi. Aspettare e guardare.</p>
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		<title>Quirinale e Governo: veti incrociati e asimmetrici. A cura di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 09:23:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Amato]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Dalema]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli www.grrg.eu Dice Berlusconi: “No a Prodi al Quirinale”. Dice Bersani: “No al governissimo”. Dice Renzi: per il governo bisogna prendere atto che il Pdl c’è; per il Quirinale, no a Marini e Finocchiaro, sì a Prodi. Il M5S, nella fase preliminare, ha detto sì a Prodi (inviso a Berlusconi) e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a class="lightbox" title="prodi-dalema-amato" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/prodi-dalema-amato.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5739" title="prodi-dalema-amato" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/prodi-dalema-amato.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/prodi-dalema-amato.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/prodi-dalema-amato-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/prodi-dalema-amato-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>A cura di Alessandro Corneli</strong><br />
<a href="http://www.grrg.eu" target="_blank">www.grrg.eu</a></p>
<p>Dice Berlusconi: “No a Prodi al Quirinale”. Dice Bersani: “No al governissimo”. Dice Renzi: per il governo bisogna prendere atto che il Pdl c’è; per il Quirinale, no a Marini e Finocchiaro, sì a Prodi. Il M5S, nella fase preliminare, ha detto sì a Prodi (inviso a Berlusconi) e sì a Bonino (gradita a Berlusconi ma non a Bersani), pur non essendo né l’un né l’altra le prime scelte del Movimento che andrebbero a un magistrato, che in quanto tale non piace a Berlusconi. Per Berlusconi, che nella sua vita politica ha sempre combattuto i “comunisti”, al Quirinale vedrebbe bene anche D’Alema, che nel sangue (politico) ha conservato molto comunismo.</p>
<p>Le incongruenze all’interno di queste posizioni – come mai Renzi appoggia Prodi, avversato da Berlusconi, nel momento stesso in cui apre a Berlusconi? Come mai Renzi attacca Bersani eppure appoggia Prodi che è gradito a Bersani? Come mai Bersani attacca Renzi, spaccando il partito, mentre ha bisogno del partito compatto per vincere la battaglia del Quirinale e anche quella del Governo? – si spiegano principalmente per due ragioni: la divisione interna  la Pd e il tentativo estremo di Berlusconi di non essere messo fuori dal gioco politico.</p>
<p>Che Berlusconi perdesse le elezioni era scontato, indipendentemente dal M5S anche se molti voti ex Pdl sono finiti al partito di Grillo. Ma a far perdere Bersani è stata la fuga di voti dal Pd verso M5S. Quindi <strong>Pd e Pdl hanno lo stesso interesse a ridimensionare il M5S</strong>: perché non si mettono d’accordo almeno su una legge elettorale che penalizzi i “grillini”? Proprio la non-vittoria del Pd avrebbe consentito a Bersani di sganciarsi dall’antiberlusconismo di principio sbandierato lungo tutta la campagna elettorale; non lo ha fatto e ha clamorosamente dato spazio a Renzi. Si tratta solo di errori politici? Perché Bersani non fa come Berlusconi, ponendo il veto su Amato, e costringendolo ad inseguire?</p>
<p>Molte cose non tornano in questo convulso avvicinamento all’elezione del successore di Napolitano. E poi si trascura un fatto fondamentale.<strong> Una volta eletto, il Capo dello Stato entra in possesso di tutte le funzioni e le prerogative del suo ufficio e nessuno può imporgli determinati comportamenti</strong>. Non ci sono impegni o promesse che tengano. Oscar Luigi Scalfaro, nel 1992, doveva incaricare Craxi e invece incaricò Amato. Se Amato verrà eletto, ha un precedente cui riferirsi, sia per quanto riguarda la nomina del capo del Governo sia per quanto riguarda eventuali elezioni anticipate: lo stesso Scalfaro le decise nel 1996 solo dopo che Berlusconi aveva perso l’alleanza con la Lega e una vittoria della sinistra era certa. Bersani e Berlusconi sbagliano a credere che se il successore di Napolitano sarà di loro gradimento, prenderà decisioni a loro gradite. Forse potrà farlo nell’immediato, ma poi le situazioni cambiano, soprattutto in un periodo lungo di sette anni.</p>
<p>In un quadro generale di reciproci sospetti – testimoniato dal repentino innalzamento della polemica tra Renzi e Bersani, dai veti di Renzi su Marini e Finocchiaro, dalla dura replica di quest’ultima a Renzi; cui si aggiungono un certo rinnovato presenzialismo di Mario Monti, gli scontri all’interno della Lega e le tensioni dentro e intorno al M5S – dal punto di vista dei maggiori partiti e dei loro leader, l’interesse sarebbe quello di eleggere una personalità più debole e con esperienza di vita politica più limitata di personaggi come Prodi o Amato. Non è certo che l’autorevolezza e le conoscenze del Capo dello Stato possono influire sullo spread. Su questo influisce la ripresa economica. E su questa influisce una realtà economica che non dipende dal Quirinale. Ai vertici europei, per l’Italia va il Capo del Governo non il Capo dello Stato.</p>
<p>Sarebbe infine pericoloso che il nuovo governo e le forze politiche della sua maggioranza, stabile o instabile, pensassero di avere una sponda nel Quirinale anziché nel Parlamento. Se ciò accadesse, l’unica riforma che si potrebbe fare sarebbe quella elettorale, ma niente altro. Se prefiguriamo uno scenario in cui il successore di Napolitano faccia politica quotidiana, allora il caos è assicurato.</p>
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		<title>Berlusconi apre, Bersani chiude e Dalema rompe il Grande Silenzio. Perchè?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 10:41:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pier Luigi Bersani risponde all&#8217;invito di Silvio Berlusconi con la richiesta delle sue immediate dimissioni. L&#8217;invito del cavaliere era quello di condividere il lavoro in Parlamento senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell&#8217;economia italiana. E&#8217; questa la proposta che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lanciata al segretario del Pd, Pier [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1165" href="https://ilparlamentare.it/2011/01/31/berlusconi-apre-bersani-chiude-e-dalema-rompe-il-grande-silenzio-perche/massimo-dalema/"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1165" title="Massimo-Dalema" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Massimo-Dalema.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Massimo-Dalema.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Massimo-Dalema-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Massimo-Dalema-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Massimo-Dalema-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Massimo-Dalema-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Massimo-Dalema-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a>Pier Luigi Bersani risponde all&#8217;invito di Silvio Berlusconi con la richiesta delle sue immediate dimissioni. L&#8217;invito del cavaliere era quello di condividere il lavoro in Parlamento <strong>senza pregiudizi ed esclusivismi</strong> un grande piano bipartisan per la crescita dell&#8217;economia italiana. E&#8217; questa la proposta che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lanciata al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in una lettera che il premier ha scritto al Corriere della Sera.<br />
Berlusconi spiega nella lettera di volere condividere con il PD un piano di Governo il cui fulcro è la riforma costituzionale <strong>dell&#8217;articolo 41</strong> che ci consentirà di dare una <strong>frustata al cavallo di un&#8217;economia che così sarà finalmente libera e in condizioni di</strong><strong> portare all&#8217; emersione della ricchezza privata nascosta</strong>. Azione che &#8211; secondo Berlusconi &#8211; sarà <strong>la piu&#8217; grande frustata che la storia italiana ricordi</strong>, per portare la <strong>crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni</strong> e<strong> </strong>per <strong>fare capire ai mercati</strong> che quella e&#8217; la strada imboccata dall&#8217;Italia che secondo Silvio Berlusconi è un <strong>Paese ancora assai forte, esportatore e con grandi riserve di energia, di capitali, di intelligenze e di lavoro.</strong> Per farlo occorre un&#8217;economia decisamente piu&#8217; libera, questa e&#8217; la frustata di cui parlo &#8211; ha concluso il Presidente del Consiglio &#8211;  in un Paese piu&#8217; stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di se&#8217; e del proprio futuro.</p>
<p>Se il quadro economico proposto all&#8217;interno di questa soluzione fosse veritiera sarebbe logico pensare che oramai le forze di opposizione siano determinate ad affondare loro la barca, a qualsiasi costo, con qualsiasi manovra, pur di eliminare dalla scena politica il Pdl di Silvio Berlusconi, berlusconiani inclusi.<br />
<strong>Massimo Dalema</strong>, presidente del <strong>Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica COPASIR</strong> ha, invece, recentemente proposto <strong>un&#8217;alleanza senza storia e senza quartiere</strong> che unirebbe tutti i nemici del Cavaliere, anche quelli che degli equilibri ne fanno un mestiere come Casini, pur di sopprimerne ogni futuro politico. La domanda che in molti si pongono è naturale: questa opportunità di adunanza strategica contro il Cavaliere sarà, per caso, un&#8217;idea suggerita a Dalema &#8211; atteso il suo Ufficio &#8211; e dalla necessità di assicurare alla nazione una soluzione immediata affinchè si esorcizzino rischi di alterazione sociale pericolose? Anche la Chiesa, recentemente, ha dichiarato che il fenomeno che vede la politica italia e le sue istituzioni fulcro di corruzione, facili costumi, rissosità continua, incapacità di trovere un equilibrio tra forze politiche anche all&#8217;interno di forze politiche di egual colore, un fenomeno di caratteristiche antropologiche.</p>
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