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	<title>marisa manzini &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Tagliata la scorta ai magistrati della commissione antimafia: “Segnali preoccupanti”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2019 21:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[marisa manzini]]></category>
		<category><![CDATA[nicola morra]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è un clima teso a palazzo San Macuto. Un clima che fonti della commissione Antimafia descrivono al fattoquotidiano.it come denso di “profonda preoccupazione“. Il motivo? Il taglio delle scorte ai magistrati applicati come consulenti all’organo parlamentare. A Marisa Manzini e Roberto Tartaglia è stato recentemente ridotto il livello di protezione: da una scorta di secondo livello a una di terzo. Vuol dire che da due auto blindate con tre agenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14487" aria-describedby="caption-attachment-14487" style="width: 852px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorraantima-852x474.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14487" alt="Antimafia, tagliata la scorta ai magistrati della commissione: “Sono segnali preoccupanti”" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorraantima-852x474.jpg" width="852" height="474" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorraantima-852x474.jpg 852w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorraantima-852x474-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorraantima-852x474-480x267.jpg 480w" sizes="(max-width: 852px) 100vw, 852px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14487" class="wp-caption-text">Antimafia, tagliata la scorta ai magistrati della commissione: “Sono segnali preoccupanti”</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">C’è un clima teso a palazzo San Macuto. Un clima che fonti della commissione Antimafia descrivono al <em>fattoquotidiano.it</em> come denso di <strong>“profonda preoccupazione“</strong>. Il motivo? Il taglio delle scorte ai magistrati applicati come consulenti all’organo parlamentare. A <strong>Marisa Manzini e Roberto Tartaglia è stato recentemente ridotto il livello di protezione: da una scorta di secondo livello a una di terzo. </strong>Vuol dire che da due auto blindate con tre agenti sono passati a una macchina con uno o due uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scelta che – come prevede la legge – è stata compiuta dagli analisti dell’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, probabilmente motivata dal fatto che i due pm a Roma sono meno esposti ai rischi rispetto a Palermo e a Cosenza, le città dove lavoravano prima di arrivare nella capitale. Nel capoluogo siciliano Tartaglia ha fatto il pm per dieci anni occupandosi di indagini delicate come quella sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra. Proprio a Palermo nel 2013 Tartaglia subì un furto inquietante nella sua abitazione: alcuni ladri rubarono una pen drive con alcuni documenti top secret non ancora depositati. Nella città calabrese, invece, <strong>Manzini era procuratore aggiunto</strong>. Si era occupata d’indagini sulla ‘ndrangheta, sul boss di <strong>Limbadi Pantaleone Mancuso.</strong> Lo stesso mafioso che è autore di alcune pesanti minacce indirizzate alla Manzini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel 2016, infatti, durante il processo Black money Mancuso disse alla pm in aula: “Fai silenzio ca parrasti (hai parlato ndr) assai“.</strong> Per quelle frasi il padrino è finito sotto processo a Salerno con l’accusa di oltraggio a magistrato in pubblica udienza. Proprio durante l’apertura del procedimento, il 31 novembre 2019, è stata resa nota l’esistenza di alcune intercettazioni in carcere. Registrazioni durante le quali lo stesso boss di Limbadi manifesta tutto il suo astio nei confronti di “una donna“. Per gli inquirenti si tratta della stessa Manzini, nel frattempo diventata consulente della commissione Antimafia. E dal 16 ottobre scorso titolare di una scorta depotenziata rispetto al passato. E questo – fanno notare fonti di san Macuto – nonostante il boss Mancuso la consideri responsabile della morte di sua moglie, Santa Buccafusca: la donna aveva deciso di cambiare vita, di collaborare con la magistratura. Nel 2018, però, viene ritrovata morta nel suo appartamento. L’indagine per omicidio verrà archiviata: per gli investigatori la moglie del boss si era suicidata.</p>
<p style="text-align: justify;">“A soli quindici giorni dall’inizio del processo alla dottoressa Manzini è stato ridotto il livello di protezione da secondo a terzo grado. In sostanza il magistrato può contare su un solo uomo di tutela, nonostante sia in cima alla lista nera della cosca, e ciò rende evidente il rischio per la sua incolumità e per quella degli uomini delle forze dell’ordine che hanno il compito di proteggerla”, <strong>ha detto Wanda Ferro<em>, </em>deputata di Fdi e segretario della commissione Antimafia</strong> che ha depositato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. Fonti della stessa commissione, tra l’altro, fanno notare come lo stesso presidente di san Macuto, Nicola Morra, sia destinatario solo di una protezione di quarto livello. Vuol dire un’auto non blindata con un agente. <strong>“In passato – dicono le stesse fonti – i precedenti presidenti della commissione erano protetti con scorte di secondo livello e tre blindate. Anche per questo certe scelte oggi ci sembrano essere segnali preoccupanti”.</strong> Fonte: <em>fattoquotidiano.it</em></p>
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		<title>Mario Occhiuto indagato per truffa, falso e peculato dalla Procura di Cosenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 17:37:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Facciolla]]></category>
		<category><![CDATA[falso]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[marisa manzini]]></category>
		<category><![CDATA[peculato]]></category>
		<category><![CDATA[procura della repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>
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					<description><![CDATA[La Redazione/ Mario Occhiuto, sindaco della Città di Cosenza, ha ricevuto un nuovo avviso di garanzia, questa volta dalla Procura della Repubblica di Cosenza per il reato di truffa, falso e peculato, nell’ambito di un’inchiesta relativa a spese per voli aerei e pernottamenti in hotel, conseguenza di missioni istituzionali dal 2013 al 2017. Il nuovo scandalo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13736" aria-describedby="caption-attachment-13736" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13736" alt="mario occhiuto, corrado clini, margherita hauser" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2.jpg" width="900" height="623" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2-300x207.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-occhiuto-sindaco-cosenza2-390x270.jpg 390w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13736" class="wp-caption-text">Mario Occhiuto &#8211; Sindaco di Cosenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">La Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mario Occhiuto</strong>, <strong>sindaco della Città di Cosenza</strong>, ha ricevuto un <strong>nuovo avviso di garanzia</strong>, questa volta dalla <strong>Procura della Repubblica di Cosenza</strong> per il reato di <strong>truffa, falso e peculato</strong>, nell’ambito di un’inchiesta relativa a spese per voli aerei e pernottamenti in hotel, conseguenza di missioni istituzionali dal 2013 al 2017. Il nuovo scandalo che ha visto il nome del Sindaco di Cosenza su tutti i giornali regionali, ha letteralmente inondato la rete. Il Sindaco di Cosenza, recentemente, <strong>non sembra più essere gradito ai suoi concittadini</strong>, gli stessi che lo hanno rieletto nelle scorse amministrative, a causa di forti contestazioni per avere invertito i suoi programmi politici. Un cambiamento che starebbe trascinando la Città di Cosenza nel caos ed i cittadini in uno stato di elevato stress.</p>
<p style="text-align: justify;">MARIO OCCHIUTO INDAGATO DA COSENZA, ROMA, CASTROVILLARI<br />
Una nuova pesante tegola cade sulla testa del Sindaco Architetto molto contestato di recente dai suoi concittadini. Solo pochi giorni prima un nuovo scandalo lo ha visto protagonista. <strong>È indagato, infatti, anche dalla Procura della Repubblica di Roma</strong> per <strong>associazione a delinquere transnazionale</strong> finalizzata alla <strong>corruzione, turbativa d’asta, peculato</strong>. Avrebbe ottenuto lavori dalla Direzione Generale del Ministero dell’Ambiente e aver tratto vantaggio per se e le proprie società senza evidenza pubblica, per fatti svolti in Italia e all’estero prima del 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Mario Occhiuto, è indagato anche dalla <strong>Procura della Repubblica di Castrovillari</strong> nell’ambito dell’inchiesta sull’<strong>alluvione di Rossano nel 2005</strong> con l’accusa di disastro colposo, per non aver ottemperato alla manutenzione dell’alveo e degli argini dei fiumi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Garantisti come sempre,</strong> non si può non notare la gravità delle accuse pur sempre mosse dalla Magistratura di tre diversi distretti e rivolte allo stesso Sindaco che risulta non avere il buon senso di informare, come etica politica vorrebbe, i suoi concittadini delle vicende giudiziarie che lo vedono protagonista. Certo è che sono solo indagini e ciò non indica colpevoli in via definitiva, ma un soggetto pubblico, tra l&#8217;altro un pubblico amministratore, ha il dovere di relazionarsi con i propri concittadini in maniera immediata e trasparente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Leggi anche l&#8217;articolo de <a href="https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/cronaca/2018/10/27/false-missioni-pagate-comune-cosenza-indagato-sindaco-mario?fbclid=IwAR100TBGObAfxRpqGE76Sv4M9NrCUCnOmgdjrT_fp5WsWJYVHb467tmYwJw" target="_blank">Il Quotidiano del Sud,</a></strong> il primo a riportare la notizia della recente indagine a carico del <strong>Sindaco Mario Occhiuto e altri.</strong></p>
<p>COSENZA &#8211; Il sindaco Mario Occhiuto è indagato per truffa, falso e peculato nell’ambito di un’inchiesta relativa a spese per voli aerei e pernottamenti in hotel, conseguenza di missioni istituzionali che, secondo la Procura, non si sarebbero mai svolte, ma per le quali il primo cittadino e il suo ex segretario Giuseppe Cirò avrebbero percepito circa 80mila in rimborsi erogati dal Municipio.</p>
<p>La notizia è stata pubblicata oggi sull&#8217;edizione cartacea del Quotidiano. L’ipotesi è che per ottenere i soldi, siano state esibite ricevute false così da indurre in errore l’Economato di Palazzo dei Bruzi. Occhiuto si ritrova, suo malgrado, coinvolto in questa vicenda nonostante sia stato lui, un anno e mezzo fa, a sollevare il caso, additando proprio il collaboratore dell’epoca come responsabile dei reati in questione. Oltre a essere licenziato, Cirò fu anche denunciato in Procura, ma a seguito degli accertamenti svolti dal procuratore aggiunto Marisa Manzini e dal pm Giuseppe Visconti è emerso anche il presunto coinvolgimento del sindaco cosentino.</p>
<p>Si tratta della seconda tegola giudiziaria piovuta addosso, negli ultimi mesi, al sindaco di Cosenza, aspirante candidato in pectore alla carica di governatore. Occhiuto, infatti, risulta indagato anche a Roma (LEGGI LA NOTIZIA) per associazione a delinquere aggravata dalla transnazionalità unitamente ad altri imprenditori per via di una serie di appalti che le sue imprese di progettazione hanno ottenuto nel decennio scorso in Cina, ma che secondo gli inquirenti sarebbero stati pilotati dall’allora ministro all’Ambiente Corrado Clini attraverso un vorticoso giro di mazzette e corruzione.</p>
<p>Occhiuto ha commentato la notizia, affermando: «È una vicenda paradossale. Risulto indagato in un procedimento penale che io stesso ho provocato per aver denunciato un mio assistente, Giuseppe Cirò, dopo aver scoperto che falsificava le sue e le mie missioni».</p>
<p>«Si tratta di una vecchia vicenda &#8211; aggiunge Occhiuto &#8211; che ritorna in auge in questo periodo in cui il clima è molto velenoso e insidioso perché pieno di tentativi di condizionamento di ogni tipo, mediatico e politico. D’altra parte, ormai da anni subisco persecuzioni mediatiche diffamatorie vergognose e intollerabili. Cirò, che avevo conosciuto in modo personale e diretto perché collaborò nella mia prima campagna elettorale del 2011, era stato poi scelto come componente del mio staff perché apparentemente sembrava molto efficiente. Solo in seguito mi sono accorto che tradiva di nascosto e in modo subdolo la mia fiducia, evidentemente per avidità e ingordigia personale, e non ho esitato a denunciarlo perché il mio ruolo pubblico di sindaco me lo imponeva e perché con il suo comportamento truffaldino aveva messo a rischio irresponsabilmente un grande progetto di miglioramento della città di Cosenza, che insieme a tante altre persone stiamo faticosamente portando avanti con enorme motivazione personale».</p>
<p>«Voglio anche dire &#8211; dice ancora il sindaco di Cosenza &#8211; che, nella mia lunga e intensa attività privata, altre volte mi è capitato di essere tradito da collaboratori con comportamenti discutibili, ma ho sempre perdonato senza ricorrere all’autorità giudiziaria. Così è il mio carattere. Nel caso di Giuseppe Cirò non era possibile soprassedere perché avrei commesso un grave reato, in quanto si trattava non di questioni di &#8220;casa mia&#8221; ma di quattrini che appartengono ai cittadini cosentini. Tutto questo Cirò non l’ha accettato e per ritorsione si è consegnato completamente nelle mani di alcuni miei avversari, senatori e consiglieri regionali e comunali con i quali più volte è stato visto pubblicamente, che non si fanno alcuno scrupolo per tentare di farmi fuori con tutti i mezzi possibili manipolando le persone e la realtà. Ovviamente ciò comporterà un’altra ulteriore mia denuncia per calunnia».</p>
<p>«Sono sereno, anche se amareggiato &#8211; conclude Mario Occhiuto &#8211; perché sicuro della mia buona fede e di non aver mai toccato nemmeno un centesimo che non mi appartenesse. Non avrei mai potuto tradire i miei cittadini, approfittando del ruolo che mi hanno affidato, per ottenere vantaggi personali. Resto convinto che anche in questo caso riusciremo ad affermare la verità».</p>
<p>Leggi anche l&#8217;articolo relativo all&#8217;indagine di Roma: <a href="https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2018/10/09/corruzione-riqualificazione-ambientale-indagato-sindaco" target="_blank">https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2018/10/09/corruzione-riqualificazione-ambientale-indagato-sindaco</a></p>
<p>Leggi anche su <a href="https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-con-clini-ed-hauser-dalla-dda-di-roma/" target="_blank">https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-con-clini-ed-hauser-dalla-dda-di-roma/</a></p>
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		<title>L’albero dei limoni nel giardino della mafia e dell’antimafia. A Limbadi Giorgio Benvenuto parla di Lavoro</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/03/lalbero-dei-limoni-nel-giardino-della-mafia-e-dellantimafia-a-limbadi-giorgio-benvenuto-parla-di-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2017 14:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo/direttore editoriale/ La conferenza è finita. Intorno a noi campagna, tanti ulivi e accanto a noi un albero di limoni. La Polizia aspetta che tutti escano dalla sede dell’Università dell’Antimafia di Limbadi, ma io sono attratto dal profumo di limoni e fermo l’auto. Scendiamo. L’albero è pieno e il colore giallo dei limoni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11979" aria-describedby="caption-attachment-11979" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11979" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi15-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11979" class="wp-caption-text">Limbadi 10 Marzo 2017</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Fabio Gallo/direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">La conferenza è finita. Intorno a noi campagna, tanti ulivi e accanto a noi un albero di limoni. La Polizia aspetta che tutti escano dalla sede dell’Università dell’Antimafia di Limbadi, ma io sono attratto dal profumo di limoni e fermo l’auto. Scendiamo. L’albero è pieno e il colore giallo dei limoni si fonde alla nostra vista con il verde delle sue foglie, della campagna e l’azzurro del cielo. Il sole è alto e intorno a noi tutto dice che è primavera. Prendiamo tre limoni che sembravano invitarci. Ne addento uno. La buccia emana un profumo intenso. Mi sento felice perché la natura mi manca. Il mio morso affonda nella polpa e il succo che disseta all’istante mi ricorda che la bellezza, a volte, è acre.</p>
<figure id="attachment_11980" aria-describedby="caption-attachment-11980" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11980" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi16-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11980" class="wp-caption-text">Limbadi (VV) Sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia &#8211; Centro Studi sul fenomeno mafioso &#8220;Gerbera Gialla&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">A LIMBADI IL LUOGO OVE LA GENTE SI INTERROGA SUL FUTURO DELLA CALABRIA<br />
L’appuntamento precedente mi ha visto tra i docenti. Ho cercato di spiegare ai tanti Giovani presenti cos’è il potere della rete. Come Internet può essere utilizzata per sostenere un processo di sviluppo culturale. Ma, in verità, preferisco essere sempre discepolo perché in questa sede c’è molto da imparare. Limbadi sorge in piena campagna e nel suo centro storico sono visibili i segni di quella emigrazione che ha letteralmente flagellato la Calabria. In quelle valigie assicurate con lo spago molta gente di Calabria ha portato via anche<strong> l’onore del sacrificio e del lavoro</strong>. Per questo, oggi abbonda il disonore della mafia e della cultura mafiosa, di chi ha tutto e vuole anche tutto ciò che spetta agli altri. Ma Limbadi per chi come lo scrivente ha studiato Antropologia e Storia delle Tradizioni Popolari è anche cultura: la nostra. Quella che ci ha resi riconoscibili nel mondo per la bontà della nostra Agricoltura e per i prodotti della nostra pastorizia in un microclima tra i migliori al mondo.</p>
<figure id="attachment_11981" aria-describedby="caption-attachment-11981" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11981" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi18-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11981" class="wp-caption-text">Antico Frantoio a Limbadi (VV)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Un <strong>antico frantoio</strong> abbandonato e ben <strong>conservato dai giovani</strong> del territorio così com’era quando chi vi lavorava partì, ci ricorda che siamo civiltà di quel Mediterraneo che ci insegna in mille modi come <strong>morire e rinascere ogni volta che abbiamo bisogno di cambiare.</strong> Così, in Calabria, il senso antropologico della morte per mano mafiosa trova la sua verità, quella imprevedibile, perché al cadere delle vittime corrisponde una società che si ribella e cresce più forte e responsabile. Qui, <strong>i ribelli,</strong> portano un fiore sul petto: una <strong>gerbera gialla</strong>, segno di rinascita e pace. E proprio qui, a Limbadi, terra dei controsensi ove vive una delle famiglie di ‘ndrangheta più potenti e rispettate, che la gente arriva per interrogarsi sul futuro della Calabria.</p>
<figure id="attachment_11982" aria-describedby="caption-attachment-11982" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11982" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi4-Adriana-Musella-giorgio-benvenuto-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11982" class="wp-caption-text">Adriana Musella con Giorgio Benbenuto &#8211; Limbadi (VV)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">ADRIANA MUSELLA<br />
E’ qui a Limbadi che la vita ha chiamato <strong>Adriana Musella</strong> a compiere il più importante passo lungo il percorso della sua esistenza di Donna, figlia di vittima di mafia, impegnata nella testimonianza perpetua di quell’attimo che cambiò la sua esistenza e quella dell’intera sua famiglia, quando qualcuno o qualcosa decise che <strong>suo padre Gennaro</strong>, dovesse saltare in aria. Ed è proprio qui, <strong>a Limbadi,</strong> che Adriana Musella ha dato senso al lavoro dello Stato istituendo nel bene sequestrato dalla magistratura antimafia e assegnato all’Associazione che presiede, il<strong> luogo della Cultura e del Sapere</strong>. Un luogo nel quale i Giovani potranno incontrare l&#8217;esperienza e comprendere la complessità della vita di chi sceglie di vivere in Calabria, un capolavoro della Natura piena di contraddizioni. E da questo luogo, nel dare il suo benvenuto agli ospiti, <strong>Adriana Musella</strong> ha preso energicamente le distanze dagli <strong>esiti non condivisi </strong>della recente sentenza emessa dal <strong>Tribunale di Vibo Valentia</strong> che ha disconosciuto nel processo <strong>Black Money</strong> l&#8217;accusa di associazione mafiosa per i vertici del clan quali Pantaleone Mancuso &#8220;Scarpuni&#8221;, Giovanni e Antonio Mancuso e Agostino Papaianni. In questa direzione la Musella ha espresso solidarietà al <strong>Magistrato Marisa Manzini</strong> che condusse le indagini sostenendo l&#8217;accusa.</p>
<figure id="attachment_11984" aria-describedby="caption-attachment-11984" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11984" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi19-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11984" class="wp-caption-text">Da Sx: Mariarosaria Russo, Adriana Musella, Giorgio Benvenuto, Marisa Manzini, Francesco Napoli</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ma il futuro in Calabria è soprattutto una questione di didattica e di formazione alla legalità. Non a caso <strong>Adriana Musella</strong> condivide questo cammino proprio con il Magistrato <strong>Marisa Manzini</strong> (direttore scientifico dell’Università dell’Antimafia) e <strong>Mariarosaria Russo</strong> (direttore organizzativo), Dirigente Scolastico dell’Istituto<strong> “R. Piria” di Rosarno.</strong> Quest&#8217;ultima, ha fatto della Scuola una fabbrica di bene comune e un contesto ove la cultura della mafia viene convertito alla vita molto più difficile dell’onestà.</p>
<figure id="attachment_11985" aria-describedby="caption-attachment-11985" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11985" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi12-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11985" class="wp-caption-text">La Sala Conferenze dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia di Limbadi &#8211; Lectio Magistralis di Giorgio Benvenuto</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">LA LECTIO MAGISTRALIS DEL SENATORE GIORGIO BENVENUTO<br />
Così, all’interno di questo percorso, prende vita <strong>giorno 10 Marzo 2017</strong> <strong>un nuovo appuntamento dell’Università dell’Antimafia di Limbadi</strong> che sorge all’interno di un bene sequestrato dallo Stato proprio alla famiglia Mancuso. Questa volta è specialmente dedicato alla <strong>Lectio Magistralis del Senatore Giorgio Benvenuto</strong> che alla tutela del lavoro e dei lavoratori, ha dedicato tutta una vita. Una giornata importante per l’<strong>Università dell’Antimafia di Limbadi</strong> che ci ha consentito di ascoltare Donne e Uomini che rappresentano la storia e l’attualità del mondo sindacale, del lavoro, della scuola, dell’economia e della giustizia. La Sala delle Conferenze gremita non lascia spazio se non all’ascolto del Magistrato <strong>Marisa Manzini</strong>, del presidente di Confapi Calabria 2.0 <strong>Francesco Napoli</strong>, e del noto sindacalista sul tema “<em>Legalità Economica, Lavoro, Impresa</em>”.</p>
<figure id="attachment_11986" aria-describedby="caption-attachment-11986" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11986" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11986" class="wp-caption-text">Parte della Sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia di Limbadi (VV)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">IL CONTESTO NEL QUALE PRENDE VITA L’INCONTRO<br />
A differenza della carta stampata in rete rimane tutto. Dunque è bene contestualizzare il senso di questi importanti contributi. Siamo nel mese di Marzo 2017, <strong>l’Italia è in ginocchio</strong>, l’accoglienza dei profughi si è trasformata in invasione e sfruttamento. L’Italia non ha un programma di accoglienza. Il partito di governo è crollato, i giovani hanno disertato il “Lingotto 2017”. La magistratura sta decimando politica e imprenditoria che si mostrano sempre più corrotte. I partiti non esistono più ma vagano come zombie in tutti i salotti televisivi convinti di essere ancora vivi. Alla ‘ndrangheta, un tempo dai lineamenti più determinati, si sostituisce la mafiosità sempre più potente e coinvolgente di cui si rende espressione – come ha dichiarato il <strong>Procuratore Nicola Gratteri</strong> &#8211; parte cospicua della dirigenza della Pubblica Amministrazione. La Calabria è prima per disoccupazione e ultima per prospettive. <strong>I Giovani partono</strong>. La situazione è esplosiva e la politica sempre più senza ritegno, al centro di indagini che mettono in crisi il più convinto dei garantisti. Come quella di Reggio Calabria ove, se confermate le tesi della competente Procura Antimafia, parte della politica locale sarebbe il cuore della cupola politico-affaristico-mafiosa che ha governato negli ultimi 25 anni.</p>
<figure id="attachment_11987" aria-describedby="caption-attachment-11987" style="width: 918px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11987" alt="I Procuratori di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza De Raho, Gratteri e Spagnuolo - Foto: Corriere della Calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo.jpg" width="918" height="352" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo.jpg 918w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo-300x115.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-Raho-Gratteri-e-Spagnuolo-480x184.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 918px) 100vw, 918px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11987" class="wp-caption-text">I Procuratori di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza De Raho, Gratteri e Spagnuolo &#8211; Foto: Corriere della Calabria</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Da oltre 20 anni il volto della politica mostrerebbe una facciata barocca che nasconde una verminosità tale da non fare intravedere alcun futuro. Lo descrive con estrema lucidità il redazionale a firma del Direttore del <strong>“Corriere della Calabria” Paolo Pollichieni</strong> che mette nero su bianco una delle pagine più drammatiche della vita politica e istituzionale della Calabria. Il redazionale dal titolo <strong><i>“I &#8220;barbari” nei salotti e la politica collusa”</i></strong> (<a title="Il Corriere della Calabria - Direttore Paolo Pollichieni" href="http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/politics/item/55670-i-%E2%80%9Cbarbari%E2%80%9D-nei-salotti-e-la-politica-collusa">clicca qui per leggere</a>), condensa l’attualità della Giustizia calabrese con sguardo attento alle Procure di Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza. Del Procuratore della Repubblica di quest’ultima (Mario Spagnuolo, ndr.), cita una sua esclamazione che non necessita di commenti. Intervenendo al premio giornalistico &#8220;Alarico&#8221;, (il Procuratore, ndr.) gela i presenti con la sua analisi impietosa: <strong><i>«Questo premio è dedicato a un barbaro. E a Cosenza ci sono barbari che razzolano nei circoli e nei salotti indisturbati».</i> </strong>Nulla risparmia il Direttore Pollichieni alla politica della Regione Calabria ma anche alla Giustizia quando si deve prendere atto che sono settimane che la Calabria è in attesa di sapere se il Capogruppo della lista “Oliverio Presidente” dovrà o no essere arrestato per le indagini che lo vedono pesantemente accusato dall’Antimafia di Catanzaro. Sempre più insidiosa e preparata, <strong>la ‘ndrangheta vuole mostrarsi all’altezza della competizione con lo Stato</strong> quando, come accaduto a Cosenza, interviene una pesante indagine antimafia condotta in sinergia tra le Procure di Reggio Calabria e Catanzaro dai quali arresti emerge che il grande e innovativo parcheggio con sovrastante piazza, orgoglio della Giunta cittadina, sarebbe stata appaltata e dunque costruita da aziende che sarebbero pesantemente infiltrate dalla ‘ndrangheta. <strong>Ciò, nonostante tutti i controlli di rito</strong> attivati dalle preposte istituzioni. Indagini che annunciano colpi di scena a 360 gradi.  Un clima, per dirla come si deve, ove lo Stato lotta ma perde perché il problema è in esso.</p>
<figure id="attachment_11990" aria-describedby="caption-attachment-11990" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11990" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi8-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11990" class="wp-caption-text">Da Sx: Giorgio Benvenuto, Marisa Manzini, Francesco Napoli</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">FRANCESCO NAPOLI: CONFAPI CALABRIA 2.0<br />
Ad aprire la Conferenza è stato <strong>Francesco Napoli</strong> Presidente di <strong>Confapi Calabria 2.0</strong> che ha offerto ai presenti un quadro chiaro delle problematiche nelle quali versano le PMI calabresi. La sua analisi ha toccato molti punti, dall&#8217;incertezza della politica praticamente ferma che nuoce allo sviluppo del Sud, alla necessità di investire in maniera credibile sui Fondi Europei determinanti per la crescita del territorio, alla corruttela sempre più diffusa che inibisce la crescita del Lavoro in un contesto di sviluppo e legalità. Il rappresentante del mondo del lavoro ha fissato con il suo intervento le premesse attraverso le quali sviluppare la conferenza stessa.</p>
<figure id="attachment_11988" aria-describedby="caption-attachment-11988" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11988" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi6-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11988" class="wp-caption-text">Il Magistrato Marisa Manzini con il Senatore Giorgio Benvenuto</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">IL MAGISTRATO MARISA MANZINI FA SUBITO CENTRO<br />
Su queste premesse il Magistrato <strong>Marisa Manzini,</strong> Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Cosenza e Direttore Scientifico dell’Università dell’Antimafia, ha aperto il suo intervento affermando che <strong>la ‘ndrangheta si insedia dove lo Stato non è presente.</strong> Se dunque lo Stato manifestasse la sua presenza in modo coerente attuando i suoi principi costituzionali, non esisterebbe possibilità per le mafie di colmare i vuoti strategici che rendono la Calabria sede del primato della disoccupazione, dell’impossibilità per migliaia di imprese di generare nuove economie, di dover rinunciare a decine di migliaia di giovani onesti che con le loro intelligenze rendono fertile e ricco il resto del mondo. I temi affrontati dal Magistrato Marisa Manzini hanno mostrato il volto di una realtà non solo criminale ma culturalmente criminogena (di quella cultura mafiosa cui ha fatto riferimento il suo collega<strong> Gratteri</strong> in altra occasione,ndr.) &#8211; che affligge il <strong>mondo del Lavoro,</strong> con ciò rispondendo anche alle preoccupazioni del Presidente di Confapi Calabria 2.0 <strong>Francesco Napoli</strong>, portavoce del disagio di migliaia di Imprese che in Calabria necessiterebbero non solo della massiccia presenza dello Stato sul fronte sicurezza e lotta alla criminalità, ma di un vero progetto politico in grado di garantire alle tante Aziende coraggiose della Calabria, programmi di sostegno e valorizzazione capaci di stimolare la produzione di nuove economie in un contesto di sviluppo e legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Appare chiaro dai contenuti delle relazioni che l’ambiente sul quale si concentra l’attenzione di chi vuole investire e di chi deve sorvegliare perché il malaffare non abbia la sua parte, è la politica con la sua incapacità di liberarsi dai<strong> “legacci”,</strong> come ha affermato nel corso della sua <strong>Lectio Magistralis Giorgio Benvenuto.</strong></p>
<figure id="attachment_11989" aria-describedby="caption-attachment-11989" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11989" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi11-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11989" class="wp-caption-text">Giorgio Benvenuto &#8211; Lectio Magistralis a Limbadi &#8211; Università dell&#8217;Antimafia (VV)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">GIORGIO BENVENUTO: IL LAVORO, IL FUTURO, LA LEGALITA’<br />
Anche <strong>Giorgio Benvenuto</strong>, intervenuto nella qualità di <strong>Presidente della Fondazione “Pietro Nenni”</strong>, è andato subito a toccare il cuore del problema trattando una serie di argomenti dai quali dipende la ripresa immediata dell’Italia del lavoro. Qui a seguire vi proponiamo parte del suo intervento che desideriamo non mediare e proporre interamente. Anche per rispetto di quanto rappresenta nella storia della difesa dei diritti dei lavoratori in Italia e in Europa. Va detto che l’ascolto della Lectio Magistralis di Giorgio Benvenuto ci impone il parallelo tra la sua cultura e quella di gran parte della classe politica attuale basata su <i>spot</i>, <i>selfie</i> e teorie da 160 caratteri.</p>
<p><strong>GIORGIO BENVENUTO INTERVISTATOD A IL PARLAMENTARE.IT</strong><br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/6-SlIIPNoKI?rel=0" height="450" width="800" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla Lectio Magistralis, nonostante l’analisi profonda della questione non felice del lavoro, emerge ottimismo e passione per l’Italia e l’italianità in grado di contaminare chi è alla ricerca di idee e motivazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i punti trattati la <strong>“fiscalità di svantaggio”</strong> che ha segnato il Sud, reputato da Giorgio Benvenuto un chiaro e grossolano errore della politica degli anni 70 che rendeva più vantaggioso lavorare al Nord. <strong>“Un errore, una ingiustizia”</strong>, che arrecò un grande svantaggio al lavoro del Mezzogiorno. Il futuro – ha affermato Giorgio Benvenuto – è legato alla competitività delle nostre imprese che non può sfidare il mercato internazionale attuando politiche basate su lavoro precario e sull’incertezza. Né l’Italia può credere di poter sostenere il lavoro con i <strong><i>voucher</i></strong> e investirli per qualsiasi cosa per arrivare, come già accade, a negare alle donne il diritto ad essere tali quando ad esse spetta il sostegno di una società civile nel tempo in cui esse desiderano essere madri. E come possiamo crescere come popolazione se alle famiglie non diamo la certezza attraverso il lavoro stabile? Eppure – ha commentato il Senatore &#8211; l’Italia, nonostante tutto, è il secondo paese dopo la Germania per esportazione. Ciò fa intendere che il prodotto Italia è ancora forte e siamo ancora in tempo. Giorgio Benvenuto non ha risparmiato <strong>serie bacchettate alla classe politica italiana</strong> in perpetua attesa che altri Paesi prendano iniziative che spettano, invece, all&#8217;Italia.</p>
<figure id="attachment_11994" aria-describedby="caption-attachment-11994" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11994" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-benvenuto-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11994" class="wp-caption-text">Il Senatore Giorgio Benvenuto &#8211; Presidente della Fondazione &#8220;P. Nenni&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">“Da sindacalista – ha affermato &#8211; devo tutelare il lavoro italiano”. Toccando il caso relativo alle migrazioni ha fatto osservare che ci preoccupiamo, se pur giustamente, delle migrazioni verso l’Italia, ma non vediamo i nostri 500mila Giovani che emigrano verso l’estero. Giovani colti, laureati, preparati, che vanno via non più con la valigia tenuta stretta con lo spago, ma con i propri PC e Tablet. Stiamo rinunciando all’Italia migliore, quella dei Giovani in grado di creare nuove economie solo perché abbiamo paura di investire sulla certezza costituita dal valore che l’Italia ha nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui temi della mancanza di coraggio da parte della classe politica ad investire sulle proprie risorse territoriali, il Presidente Benvenuto ha citato un noto esempio di sviluppo economico di successo: quello della Germania e in particolare della Baviera, all’epoca gemellabile alla parte più abbandonata del Mezzogiorno. E’ stato proprio investendo sulle campagne della povera Baviera – ha fatto notare il Senatore Benvenuto &#8211; che <strong>la Germania ha riacquistato centralità</strong> internazionale rendendo produttivo un suo vasto territorio, riscoprendone le sue qualità e ponendole sul mercato. Dunque – ha continuato &#8211; nel mondo di oggi che non è più quello di ieri, dobbiamo avere il coraggio di affermare (accennando simpaticamente alle politiche di Trump negli USA),<strong> “prima di tutto l’Italia”.</strong></p>
<figure id="attachment_11991" aria-describedby="caption-attachment-11991" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11991" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi-3-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11991" class="wp-caption-text">Da Sx: Mariarosaria Russo, Adriana Musella, Giorgio Benvenuto, Marisa Manzini, Francesco Napoli</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La politica – ha commentato il Senatore Benvenuto &#8211; ha pagato l’ansia di legittimarsi e negli ultimi anni ha finito per giustificare le situazioni critiche che hanno diviso l’Italia e gli Italiani. Il Paese si è frammentato e oggi abbiamo bisogno – ha sostenuto il Presidente Giorgio Benvenuto – di <strong>ritrovare l’unità nei valori della Legalità, del Lavoro e dell’Uguaglianza</strong>. In modo particolare oggi l’Italia vive un momento molto fortunato che deve essere utilizzato al meglio: presiede le celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’Unione Europea e può dettare l’agenda dei lavori. Abbiamo da realizzare il vertice a Taormina ove dobbiamo discutere i rapporti con la Russia e tenere conto di cosa vuole fare Trump. E poi bisogna tenere presente anche il fatto che l’Italia quest’anno è nel comitato di sicurezza dell’ONU. Una serie di opportunità vantaggiosissime che, a parere del Presidente della Fondazione “Pietro Nenni” – devono essere sfruttate per tempo e bene. Bisogna che noi poniamo all’Europa il vero problema che risiede nelle politiche di austerità. Esse hanno fallito, hanno fatto fallire gran parte delle Imprese e procurato tutto ciò che stiamo vivendo. Per uscirne – ha sostenuto il Presidente Benvenuto &#8211; la politica italiana deve abbassare drasticamente le tasse perché si torni a dare sicurezza al mondo produttivo e del lavoro, tornando ad essere fortemente competitivi sul mercato mondiale.</p>
<p><strong>GIORGIO BENVENUTO INTERVISTATO DA IL PARLAMENTARE.IT</strong><br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/3YwBQrLNwas?rel=0" height="450" width="800" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">MARIAROSARIA RUSSO: ALLA SCUOLA I TERRENI CONFISCATI DALLO STATO<br />
A promuovere l’iniziativa che vede l’assegnazione di tutti i terreni confiscati alla ‘ndrangheta nella zona di Rosarno all’<strong>Istituto Scolastico “R. Piria”</strong> è stata <strong>Mariarosaria Russo</strong>, Dirigente dello stesso Istituto e curatrice degli aspetti legati alla didattica dell’Università dell’Antimafia di Limbadi. “E’ la prima volta – ha fatto notare la Russo – che lo Stato affida allo stesso Stato i beni confiscati”. L’affermazione per motivare che il successo di questa assegnazione sarà proprio questa svolta che consente alla Scuola di gestire i beni confiscati con progetti finalizzati in grado di offrire ai giovani rosarnesi diplomati presso l’Istituto “R. Piria” l’opportunità di non andare via come tanti hanno fatto e di non abbandonarsi alla criminalità.</p>
<p style="text-align: justify;">A trarre le conclusioni di questa giornata davvero speciale è stata Adriana Musella che ha ringraziato Istituzioni, Sindaci e Autorità presenti tra cui il Prefetto di Vibo Valentia S.E. Guido <strong>Nicolò Longo</strong>. Tra i presenti alla Conferenza il <strong>Sindaco della Città di Limbadi</strong> e i rappresentanti della <strong>Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">redazione@gruppocomunicareitalia.it</p>
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		<title>Il Principio di legalità in materia ambientale. Il Convegno all&#8217;UNICAL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 18:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[francesco napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[marisa manzini]]></category>
		<category><![CDATA[UNICAL]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/ Organizzato da CONFAPI Calabria 2.0 e dall&#8217;Università della Calabria si terrà il 24 Febbraio alle ore 10 presso i locali dell&#8217;University Club della stessa Università, il convegno sul tema &#8220;Il Principio della Legalità in Materia Ambientale&#8221;. L&#8217;evento accreditato ai fini della fini della formazione continua, è patrocinato dal Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11819" aria-describedby="caption-attachment-11819" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ambiente1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11819" alt="Ambiente e Legalità" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ambiente1.jpg" width="800" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ambiente1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ambiente1-300x150.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ambiente1-480x240.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11819" class="wp-caption-text">Ambiente e Legalità</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Organizzato da CONFAPI Calabria 2.0 e dall&#8217;Università della Calabria si terrà il 24 Febbraio alle ore 10 presso i locali dell&#8217;University Club della stessa Università, il convegno sul tema &#8220;Il Principio della Legalità in Materia Ambientale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento accreditato ai fini della fini della formazione continua, è patrocinato dal Consiglio dell&#8217;Ordine degli Avvocati di Cosenza e dall&#8217;Ordine provinciale dei dottori Agronomi e forestali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento sarà coordinato dal Presidente di CONFAPI Calabria <strong>Francesco Napoli.</strong> E&#8217; previsto il contributo di <strong>Teresa Vigile</strong> dell&#8217;Associazione Italiana Esperti Ambientali. Le conclusioni saranno affidate a <strong>Luigi Cerciello Renna</strong> dell&#8217;Osservatorio Appennino Meridionale.</p>
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		<title>Processo Bleck Money: Coordinamento Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; chiede ispezione al Ministro Andrea Orlando</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 18:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
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		<category><![CDATA[magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[mancuso]]></category>
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		<category><![CDATA[pm]]></category>
		<category><![CDATA[processo black money]]></category>
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		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Coordinamento antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; chiede urgente ispezione ministeriale al Tribunale di Vibo Valentia a seguito della sorprendente sentenza del processo BLACK MONEY. Ad esprimere solidarietà al Pubblico Ministero Marisa Manzini, pubblica accusa nel processo contro la cosca Mancuso, è Adriana Musella, Presidente dell&#8217;Associazione Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;, nota per i suoi oltre 25 anni di attività tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11790" aria-describedby="caption-attachment-11790" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11790" alt="Adriana Musella - Andrea Orlando" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11790" class="wp-caption-text">Adriana Musella &#8211; Andrea Orlando</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Coordinamento antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;</strong> chiede urgente <strong>ispezione ministeriale al Tribunale di Vibo Valentia</strong> a seguito della sorprendente sentenza del processo BLACK MONEY.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esprimere solidarietà al <strong>Pubblico Ministero Marisa Manzini</strong>, pubblica accusa nel processo contro la <strong>cosca Mancuso</strong>, è <strong>Adriana Musella</strong>, Presidente dell&#8217;<strong>Associazione Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;</strong>, nota per i suoi oltre 25 anni di attività tra i Giovani e per avere portato tra essi la Gerbera Gialla, divenuto fiore simbolo della cultura Antimafia e della Legalità, che oggi chiede al <strong>Ministro della Giustizia Andrea Orlando l&#8217;immediata Ispezione Ministeriale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La <strong>cosca Mancus</strong>o &#8211; <strong>afferma il Presidente Musella</strong> &#8211; è stata vergognosamente assolta dall&#8217;accusa di associazione mafiosa. Un fatto che rileva come sia inutile chiedersi poi, come abbia fatto la&#8217;ndrangheta calabrese a conquistare tanta forza e potenza. <strong>Per i giudici del tribunale di Vibo Valentia &#8211; continua Adriana Musella &#8211;  i Mancuso non sono mafiosi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per chi non fosse bene informato &#8211; aggiunge il Presidente di &#8220;Riferimenti&#8221; &#8211; trattasi della più potente cosca della &#8216;ndrangheta. Denunciamo con forza la situazione pericolosissima in cui versano, per alcuni aspetti, i Tribunali calabresi dove talvolta si assiste all&#8217;assurdo di vedere persone per bene sotto inchiesta e gli &#8216;ndranghetisti assolti. Purtroppo non tutti i magistrati sono uguali e spesso si è ostaggio di meccanismi artificiosi e subdoli.<br />
La Manzini che in pubblica udienza è stata offesa e oltraggiata dal boss <strong>Pantaleone Mancuso</strong>, non è stata in alcun modo protetta, allora, nelle sue funzioni, dal tribunale di Vibo Valentia. Oggi viene beffeggiata per la seconda volta da una assurda sentenza. L&#8217;8 febbraio il tribunale di VV composto da tre giovani magistrati si e&#8217; ritirato in camera di consiglio all&#8217;hotel LE MURAGLIE. In data 17 febbraio, dopo 9 giorni, ha dato lettura del dispositivo della sentenza, lasciando tutti sconvolti. Hanno condannato ANTONIO, GIOVANNI, GIUSEPPE MANCUSO per reati di usura ed estorsione oltre che armi, PAPAIANNI Agostino per estorsione, CUPPARI LEONARDO per estorsione, PRESTIA Antonio per estorsione, MUSCIA GAETANO per usura, FIALEK Damian per usura e violenza privata, VELARDO Antonio per associazione finalizzata alla commissione di reati finanziari ESCLUDENDO L&#8217;ASSOCIAZIONE MAFIOSA MANCUSO. L&#8217;indagine aveva portato ad un provvedimento di fermo e di sequestro urgente, <strong>eseguiti in data 7 marzo 2013</strong>; a cui è seguita ordinanza del<strong> Gip di Catanzaro in data 25 marzo 2013</strong> e di sequestro di immobili e imprese. Nella fase di indagine, il <strong>Tribunale del Riesame e la Corte di Cassazione</strong>, interessate dalle impugnazioni dei difensori, hanno confermato l’impianto accusatorio avvalorando la sussistenza dell’associazione mafiosa MANCUSO.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il rinvio a giudizio &#8211; r<strong>ammenta ancora il Presidente Adriana Musella</strong> &#8211; alcuni imputati hanno optato per il giudizio abbreviato, che si concludeva con condanna anche per partecipazione all’<strong>associazione mafiosa Mancuso</strong>, <strong>con conseguente riconoscimento della esistenza del gruppo mafioso</strong> sul territorio della provincia vibonese. <strong>La Corte di Appello</strong>, a seguito di impugnazione proposta nei confronti della sentenza emessa dal GUP, con proprio provvedimento in data 18 maggio 2016, <strong>confermava l’esistenza dell’associazione mafiosa Mancuso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Improvvidamente, gli imputati &#8211; il nocciolo duro della vicenda- che ha optato per il giudizio dinanzi al Tribunale di VV , sono stati assolti per associazione mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La conseguenza e&#8217; drammatica &#8211; sottolinea a gran voce il Presidente Musella che afferma: Siamo tornato agli anni 80 , quando si affermava che i Mancuso non sono una cosca di &#8216;ndrangheta</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Università Antimafia di Limbadi: aprono il 14 Gennaio i Seminari Formativi 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 01:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[cettina siciliano]]></category>
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					<description><![CDATA[Avranno inizio sabato 14 gennaio, alla presenza del Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Nico D’Ascola, i seminari formativi per il 2017, nell’ambito delle attività dell’UNIVERSITA&#8217; DELL&#8217;ANTIMAFIA, realizzata nei beni confiscati alla cosca Mancuso di Limbadi. Il progetto “Pedagogie della prevenzione nel’azione di contrasto alla crimine organizzato” è promosso dal Coordinamento antimafia “Riferimenti, in collaborazione con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11584" aria-describedby="caption-attachment-11584" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UNIVERSITA-ANTIMAFIA-LIMBAD.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11584" alt="Da sx in alto: Adriana Musella, Marisa Manzini, Nico D'Ascola - sotto da sx: Cettina Siciliano, Fabio Gallo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UNIVERSITA-ANTIMAFIA-LIMBAD.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UNIVERSITA-ANTIMAFIA-LIMBAD.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UNIVERSITA-ANTIMAFIA-LIMBAD-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UNIVERSITA-ANTIMAFIA-LIMBAD-432x270.jpg 432w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11584" class="wp-caption-text">Da sx in alto: Adriana Musella, Marisa Manzini, Nico D&#8217;Ascola &#8211; sotto da sx: Cettina Siciliano, Fabio Gallo</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Avranno inizio sabato 14 gennaio, alla presenza del Presidente della Commissione Giustizia del Senato,<strong> Nico D’Ascola</strong>, i seminari formativi per il 2017, nell’ambito delle attività dell’UNIVERSITA&#8217; DELL&#8217;ANTIMAFIA, realizzata nei beni confiscati alla cosca <strong>Mancuso di Limbadi.</strong> Il progetto “<strong>Pedagogie della prevenzione nel’azione di contrasto alla crimine organizzato”</strong> è promosso dal <strong>Coordinamento antimafia “Riferimenti,</strong> in collaborazione con l’Universita’ della Calabria, Asag, alta scuola di Formazione dell’ Università Cattolica di Milano, Confapi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad introdurre i lavori saranno <strong>Adriana Musella</strong>, presidente del Coordinamento Antimafia e<strong> Marisa Manzini</strong>, magistrato e direttore scientifico dell’ UNIVERSITA&#8217; DELL&#8217;ANTIMAFIA.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono previsti gli interventi di <strong>Concettina Siciliano</strong>, direttore Istituto Anticorruzione che relazionerà sul tema <em>“Corruzione e Mafia due facce della stessa medaglia”</em> e di <strong>Fabio Gallo</strong>, direttore del “Gruppo Editoriale Comunicare Italia”, <a href="http://www,paoloditarso.it">Fondazione Paolo di Tarso</a>, che relazionerà sul tema <em>“Intelligenza connettiva, etica e comunicazione”</em>. Le conclusioni saranno affidate al senatore <strong>Nico D’Ascola</strong> che relazionerà sul tema : <em>“La Giustizia come valore. Certezza della pena e garantismo”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavori seminariali saranno coordinati da <strong>Mariarosaria Russo</strong>, direttore organizzativo Centro Studi. L’iniziativa è fissata per le ore 10,00 a Limbadi (VV), al <strong>Centro Studi Nazionale sul Fenomeno Mafioso “Gerbera Gialla”- Universita’ Antimafia</strong>. (AGI)</p>
<p style="text-align: justify;">Correlati:</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="pCwrsa48Jb"><p><a href="https://ilparlamentare.it/2016/06/adriana-musella-taglia-il-traguardo-tutto-in-salita-a-limbadi-un-miracolo-moderno/">Adriana Musella taglia il traguardo tutto in salita: a Limbadi un miracolo moderno</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Adriana Musella taglia il traguardo tutto in salita: a Limbadi un miracolo moderno&#8221; &#8212; Il Parlamentare" src="https://ilparlamentare.it/2016/06/adriana-musella-taglia-il-traguardo-tutto-in-salita-a-limbadi-un-miracolo-moderno/embed/#?secret=I1Oy7gmTiO#?secret=pCwrsa48Jb" data-secret="pCwrsa48Jb" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>A Cosenza: Procura della Repubblica sequestra 7 sale operatorie</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/11/a-cosenza-procura-della-repubblica-sequestra-7-sale-operatorie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2016 22:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[marisa manzini]]></category>
		<category><![CDATA[procura cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[sala operatoria]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Fabio Gallo/direttore editoriale/ Le condizioni in cui versa l&#8217;Ospedale Civile di Cosenza sono note da tempo come i casi di malasanità, i tempi di attesa cui sono sottoposti i pazienti che ad esso ricorrono e, come dimostra questo sequestro, le condizioni igienico sanitarie. Lo sforzo tanti medici impegnati con serietà professionale tale da fare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11412" aria-describedby="caption-attachment-11412" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sala-operatoria.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11412" alt="Sala Operatoria " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sala-operatoria.jpg" width="800" height="504" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sala-operatoria.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sala-operatoria-300x189.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sala-operatoria-428x270.jpg 428w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11412" class="wp-caption-text">Sala Operatoria</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Di Fabio Gallo/direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">Le condizioni in cui versa l&#8217;Ospedale Civile di Cosenza sono note da tempo come i casi di malasanità, i tempi di attesa cui sono sottoposti i pazienti che ad esso ricorrono e, come dimostra questo sequestro, le condizioni igienico sanitarie. Lo sforzo tanti medici impegnati con serietà professionale tale da fare eccellere, ad esempio e solo per citarne uno, il reparto di Cardiologia, è vanificato da una struttura fatiscente che richiederebbe un impegno politico e istituzionale serio, per la risoluzione definitiva del problema. L&#8217;Annunziata, ricordiamo, è riferimento sanitario di un bacino di cittadini provenienti dalla provincia davvero importante e sembra, nonostante le reiterate denunce di esponenti politici locali e regionali, non riuscire a emergere da una crisi che ormai sa di grottesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi i Carabinieri &#8211; comunica ANSA &#8211; hanno sequestrato 7 sale operatorie dell&#8217;ospedale civile &#8220;Annunziata&#8221; di Cosenza dopo avere accertato una serie di carenze sotto il profilo igienico-sanitario. Il provvedimento é stato emesso dal pm della <strong>Procura della Repubblica</strong>, <strong>Donatella Donato</strong>, sotto le direttive del Procuratore, <strong>Mario Spagnuolo</strong>, e del procuratore aggiunto<strong> Marisa Manzini.</strong> Il sequestro é stato eseguito dai carabinieri della Compagnia di Cosenza assieme ai militari del Nas.<br />
Le sale operatorie sequestrate sono quelle dei reparti di Chirurgia generale e di Ortopedia, ove è presente anche una sala di day surgery per oculistica. Il sequestro é stato disposto con facoltà d&#8217;uso condizionato e segue a controlli che hanno evidenziato rischi di contaminazione derivanti dalla promiscuità nel ciclo sporco-pulito, dalla presenza di locali adibiti a stoccaggio di rifiuti speciali in aree non previste, nonché dal mancato rispetto dei parametri microclimatici e microbiologici previsti con la pressurizzazione delle sale operatorie.</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo l&#8217;intervento della Procura della Repubblica di Cosenza ha finalmente acceso i riflettori su una vicenda che, a questo punto, non può che fare i conti con la realtà e prenderne atto innanzi alla Magistratura che sembra l&#8217;unica istituzione atta al ripristino dell&#8217;ordine e della legalità. La Sanità pubblica, servizio primario per la salute e la tutela dei diritti del cittadino alla cura, in Calabria è un dramma.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immagine pubblicata è prelevata dalla rete e non rappresenta una delle sale sequestrate.</p>
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		<title>Nicotera: un elicottero vola dove gli pare ma il problema non è solo quello.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2016 13:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo/ Nella bella Nicotera, proprio sulla sua suggestiva piazzetta che affaccia sul mare (sporco, ndr), a pochi metri dal Duomo e dal meraviglioso Museo Diocesano, atterra un elicottero con due sposi. Con il rischio di fare una strage. Sarebbe bastato un niente, un piccolo errore o una ventata, perché le pale dell&#8217;elicottero falciassero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11201" aria-describedby="caption-attachment-11201" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11201" alt="Nicotera: l'atterraggio dell'elicottero nella piazzetta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero.jpg" width="799" height="449" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero-480x270.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11201" class="wp-caption-text">Nicotera: l&#8217;atterraggio dell&#8217;elicottero nella piazzetta</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Nella bella <strong>Nicotera</strong>, proprio sulla sua suggestiva piazzetta che affaccia sul mare (sporco, ndr), a pochi metri dal Duomo e dal meraviglioso Museo Diocesano, <strong>atterra un elicottero con due sposi.</strong> Con il rischio di fare una strage. Sarebbe bastato un niente, un piccolo errore o una ventata, perché le pale dell&#8217;elicottero falciassero un centinaio di teste di cittadini che divertiti, consapevoli o no di cosa stesse accadendo per davvero, facevano selfie e filmavano l&#8217;evento. Nessuno ha autorizzato questo atterraggio. Non sappiamo chi ha autorizzato il volo. Ma una cosa è certa: l&#8217;elicottero è atterrato nella piazzetta più significativa della cittadina e il Prefetto di Vibo Valentia ha chiesto al Ministero dell&#8217;Interno lo scioglimento del Comune per mafia essendo i due sposi imparentati con il potente boss di Limbadi. Altrettanto certo è che ancora una volta la Calabria finirà sulle reti nazionali e ciò non giova all&#8217;altra parte della Calabria, quella che cresce e lavora onestamente alla quale quasi mai viene dedicato spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Scoppia la polemica solo perché qualcuno posta il filmato di questa prodezza. Come un formicaio impazzito tutti fanno dichiarazioni. Chi a destra, chi a sinistra. Nessuno, oltre al Prefetto, prende provvedimenti. Non si capisce il perché. Anzi, diciamolo, possiamo immaginare. Poi, la stampa approfondisce e riferisce che i due sposi sarebbero davvero legati alla potentissima famiglia Mancuso di Limbadi (VV) e tutto, se vera questa versione anticipata dalla Prefettura locale, diventa più comprensibile. In un solo istante comprendiamo perché tutti vedono ma nessuno provvede. Diciamolo chiaro: di questa famiglia che rappresenta antropologicamente il simbolo della famigerata &#8216;ndrangheta intorno alla quale in tanti farneticano, nessuno ne vuole parlare e se ne guardano bene tutti, fino a diventare ridicoli nelle loro giustificazioni, come capitato di ascoltare dalla bocca della massima carica istituzionale del territorio che, innanzi all&#8217;ipotesi di un legame tra elicottero e famiglia Mancuso ha dichiarato che essi (i Mancuso, ndr.) hanno cose più importanti cui pensare. Inutile approfondire quanto abbondantemente spiegato dalla letteratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzi a questo nome anzi, forse è giusto dire a questo pezzo di storia della Calabria che conta nel mondo, in molti hanno dimostrato di avere paura tranne due donne: <strong>Adriana Musella</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione attiva da oltre un ventennio nella promozione dell&#8217;Antimafia Sociale (Gerbera Gialla) e la Dott.ssa <strong>Marisa Manzini</strong>, il Magistrato che li ha arrestati. La prima, ha ricevuto dallo Stato l&#8217;attribuzione alla sua Associazione delle chiavi di un bene della famiglia Mancuso sequestrato dall&#8217;Antimafia, oggi gestito da un Comitato appositamente pensato. La seconda (seconda solo per esigenze di stesura del pezzo, ndr.) oggi fa parte di questo Comitato allargato alle Università e ad altre autorevoli Istituzioni italiane che si occuperà di strutturare programmi accademici e definitivo indirizzo del bene sequestrato a Limbadi alla famiglia Mancuso. Se ci riusciranno non lo sappiamo ma come il volo dell&#8217;elicottero una cosa è altrettanto certa: ci stanno provando.</p>
<p style="text-align: justify;">Scopo di questa riflessione non è quella di accusare nessuno ma solo ed esclusivamente quello di riflettere sul ruolo che lo Stato desidera avere in questa bella regione che è la Calabria. Si, perché quello della &#8216;ndrangheta lo abbiamo compreso. Essa fa tutto ciò che deve fare. La &#8216;ndrangheta pare faccia bene la sua parte ma, in questa vicenda legata all&#8217;atterraggio dell&#8217;elicottero, lo Stato non ha ancora preso provvedimenti. Neanche una contravvenzione. E neanche intendiamo entrare nelle ragioni antropologiche, culturali, politiche per cui la &#8216;ndrangheta è potente e rispettata da tutti. <strong>Pino Aprile</strong>, in tal senso, potrebbe illuminarci sulle profonde radici del disaggio che oggi vive il <strong>Meridione dell&#8217;Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicotera è solo il nome di una delle tante terre meravigliose che sono da considerare per colpa &#8220;delle mafie&#8221; come splendide rose profumate ma velate di nero. In modo particolare Nicotera è bella, bellissima! Ma è terra di grandi contraddizioni che rendono vano ogni sforzo. Solo poche settimane prima, nel mentre si parlava proprio sulla stessa piazzetta di legalità e fondi europei con l&#8217;Europarlamentare <strong>Laura Ferrara</strong>, un giovane sparava in pubblico a sua sorella e quasi la uccideva. Ma è anche la terra della Dieta Mediterranea, proprio il luogo dal quale Ancel Keys e i Fidanza hanno fatto partire le proprie ricerche. Incredibile a credersi ma proprio nella stessa conferenza, lo storico promotore ed evocatore di tali ricerche, ammetteva candidamente la supremazia del mare sporco e dei depuratori in crisi, promuovendo indirettamente una Nicotera inquinata. Questo Comune è già stato sciolto per ben due volte per mafie e, come ha dichiarato recentemente il Presidente regionale Calabria di Libera <strong>Don Ennio Stamile</strong>, la politica può sbagliare ma la chiusura per mafia di un Comune è una sconfitta che la Politica e le Istituzioni non possono e non devono permettersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di Adriana Musella e del Magistrato Marisa Manzini, ci aiuta a comprendere in questo clima avvelenato il valore della cultura. Radicare una Scuola, una Università, in ogni caso un centro di formazione proprio nel bene sequestrato alla famiglia Mancuso a Limbadi, infatti, rappresenta nel linguaggio dei segni qualcosa di molto più visibile e persistente nel tempo, dell&#8217;atterraggio di un elicottero. Insomma, dobbiamo capire se dobbiamo seguire il frastuono dell&#8217;albero che cade o credere nel silenzio della foresta che cresce. Si tratta di comprendere se i processi culturali possono avere senso nel lento e progressivo cambiamento della mentalità dei calabresi che (giustamente) temono le mafie e ne sono vittima, e da quale parte, soprattutto, con le nostre azioni vogliamo stare.</p>
<p style="text-align: justify;">Non va dimenticato che se la politica ha vanificato ogni suo sforzo in positivo e se essa stessa con i suoi comportamenti e con le licenze a fare qualsiasi cosa, purché &#8220;politicamente corretta&#8221;, è anche perché la cultura della mafiosità a cui si riferisce il Procuratore Gratteri, è per davvero penetrante.</p>
<p style="text-align: justify;">La Calabria è telecomandata da Roma e lo è stata dal Nord per decenni. Non ha e forse non può avere proprio per questi motivi una sua individualità politica e istituzionale perché, come a chiare lettere ha riferito il Procuratore di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri</strong>, il problema della Calabria non è questa, ma il fatto che essa nei suoi uffici strategici è governata da dirigenti che ricoprono questi ruoli da 20 anni e governano con metodi mafiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso, noi siamo spettatori. Vedremo ciò che accade e diremo sempre la verità nel rispetto della dignità di tutti. Nessuno escluso. Saremo però sempre chiari anche con i politici che pretendono di indicarci le stelle ma non vedono il loro dito che le indica.</p>
<p style="text-align: justify;">
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