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	<title>mario mori &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Trattativa STATO &#038; MAFIA: a processo Nicola Mancino, ex ministri, mafiosi, ufficiali dell&#8217;Arma e Ciancimino jr</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 21:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chissà cosa si stanno dicendo oggi Paolo Borsellino e Giovanni Falcone che sembrano sorridere sulla complessa vicenda che sta prendendo vita per tentare di far luce sul periodo più nero in Italia per quanto riguarda le collusioni tra Stato e mafia. E ne combineranno ancora delle belle Paolo e Giovanni che questa volta hanno dalla parte [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Chissà cosa si stanno dicendo oggi Paolo Borsellino e Giovanni Falcone</strong> che sembrano sorridere sulla complessa vicenda che sta prendendo vita per tentare di far luce sul periodo più nero in Italia per quanto riguarda le collusioni tra Stato e mafia.<br />
<strong>E ne combineranno ancora delle belle Paolo e Giovanni</strong> che questa volta hanno dalla parte loro anche un <strong>Giudice, Francesca Morvillo</strong> e gloriosi investigatori, i loro Angeli custodi che sono stati smembrati dalle esplosioni di un tempo, per essere ricomposti, prima o poi, insieme ai loro Magistrati e a tutte le vittime di Mafia e dei rapporti Stato &amp; Mafia, nelle <strong>Aule di Giustizia della Sicilia.</strong></p>
<p>Sarà questo <strong>l&#8217;esorcismo a cura di Don Pino Puglisi</strong> ad un demone che si chiama &#8220;Legioni&#8221; perché ha <strong>i mille volti della Mafia</strong>: delinquenti e criminali, potenti e invidiosi, portaborse ed ignoranti, faccendieri e poliziotti corrotti, smaniosi di potere e, purtroppo, anche Carabinieri. Tanti uomini e una stessa anima infame che ha distrutto una moltitudine di cuori, per finire, prima o poi, dannata per sempre.</p>
<p>E&#8217; folle illudersi che le verità possano morire per sempre quando esse gridano giustizia attraverso la stessa società civile che matura e che si rende conto che, per crescere e cambiare, bisogna partire <strong>dalla Verità</strong>, dal <strong>Diritto dell&#8217;Uomo alla sua vita e ad una morte &#8220;diversamente utile&#8221;.</strong></p>
<p>Abbiamo imparato tutti che quando si entra in un Tribunale<strong> non vi sono ne vincitori ne vinti</strong>.<br />
Ma il tentativo di mettere in scena la rappresentazione della verità per chiudere quella ferita sanguinante una volta per sempre, è fondamentale.<br />
<strong>Due Uomini, due Eroi Moderni, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone</strong>, sono oggi il simbolo dell&#8217;immortalità della Verità.<br />
Un simbolo più grande del tempo stesso di cui dispongono molte menzogne della storia, la cui evocazione oggi, diventa un esempio di altezza umana e di lungimiranza, di Etica del rapporto dell&#8217;uomo con L&#8217;Uomo stesso e con Dio.<br />
Rispetto alla Morte, il <strong>sorriso di Paolo e Giovanni</strong>, è una consolazione.</p>
<p>A cura di Fabio Gallo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando un mese fa si seppe che la sua firma non era accanto a quelle dei suoi pm nell&#8217;atto di chiusura dell&#8217;indagine sulla trattativa Stato-mafia, spiegò che la legge non lo obbligava a sottoscrivere il provvedimento conclusivo di un&#8217;inchiesta di cui non era titolare. Una argomentazione che aveva il gusto del cavillo giuridico, ma che non risolse il problema. Un problema che torna a porsi oggi che la Procura di Palermo ha chiesto il processo per i 12 indagati: ex ministri, mafiosi, ufficiali dell&#8217;Arma e Ciancimino jr. Sull&#8217;istanza, infatti, la firma del procuratore Francesco Messineo manca anche oggi. Anche se stavolta c&#8217;é il suo visto.</p>
<p>&#8220;Una presa d&#8217;atto che non significa condivisione né assunzione di responsabilità&#8221;, commenta in Procura chi, già un mese fa, aveva criticato la presa di distanze di un magistrato ritenuto molto prudente e in attesa della pronuncia del Csm sulla sua nomina a Procuratore Generale di Palermo. La richiesta, comunque, è scesa all&#8217;ufficio del gip che ha cinque giorni per decidere la data dell&#8217;udienza preliminare, sede in cui gli imputati possono chiedere riti alternativi o sottoporsi alla pronuncia di proscioglimento o rinvio a giudizio.</p>
<p>L&#8217;atto sarà notificato anche all&#8217;Avvocatura dello Stato perché possa costituirsi in giudizio per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri indicata come parte lesa. &#8220;Preferisco farmi giudicare da un giudice terzo. Dimostrerò la mia estraneità ai fatti addebitatimi ritenuti falsa testimonianza, e la mia fedeltà allo Stato&#8221;, ha commentato Nicola Mancino, ex ministro dell&#8217;Interno coinvolto nell&#8217;inchiesta per le dichiarazioni rese durante il processo al generale Mario Mori, altro presunto protagonista della trattativa.</p>
<p>A rischiare il processo, dunque, sono in 12: oltre a Mancino, finito in una rovente polemica per le sue conversazioni, intercettate dalla Dia, con il consigliere giuridico del Quirinale Loris D&#8217;Ambrosio, i vertici del Ros di quegli anni: il generale Mario Mori, l&#8217;ex comandante Antonio Subranni e l&#8217;ex capitano Giuseppe De Donno che nel &#8217;92 avrebbero avviato il dialogo con Cosa nostra tramite Vito Ciancimino. E ancora i capimafia Bernardo Provenzano, Toto&#8217; Riina, Luca Bagarella, Giovanni Brusca e Antonino Cinà e Massimo Ciancimino, figlio di don Vito. Nella lista anche l&#8217;ex ministro dc Calogero Mannino e il senatore del Pdl Marcello Dell&#8217;Utri. L&#8217;uno, accusato di avere dato input alla trattativa perché temeva di essere ucciso, l&#8217;altro perché si sarebbe proposto come intermediario con i clan dopo l&#8217;omicidio dell&#8217;eurodeputato Salvo Lima. ANSA</p>
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