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	<title>Mario Monti &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Monti, missione compiuta. Ora possiamo chiudere! Renzi vince ancora!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2015 12:05:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Da 19 a zero: con il passaggio di cinque senatori al Pd, il gruppo di Scelta Civica a Palazzo Madama, già prosciugato dalla scissione dei popolari, scompare definitivamente. Dei sette componenti rimasti, soltanto due non raccolgono l&#8217;invito di Matteo Renzi a entrare nel Pd: confluiranno nel Misto Mario Monti e Benedetto Della Vedova. Quest&#8217;ultimo, sottosegretario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8862" aria-describedby="caption-attachment-8862" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8862" alt="Mario Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti2.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti2.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti2-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti2-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8862" class="wp-caption-text">Mario Monti</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Da 19 a zero: con il passaggio di cinque senatori al Pd, il gruppo di <strong>Scelta Civica a Palazzo Madama,</strong> già prosciugato dalla scissione dei popolari, scompare definitivamente. Dei sette componenti rimasti, soltanto due non raccolgono l&#8217;invito di Matteo Renzi a entrare nel Pd: confluiranno nel Misto Mario Monti e Benedetto Della Vedova. Quest&#8217;ultimo, sottosegretario agli Esteri, conferma comunque il pieno sostegno alla maggioranza ma spiega che per la sua storia da radicale non può aderire &#8220;oggi&#8221; al partito del Nazareno.</p>
<p style="text-align: justify;">I senatori <strong>Gianluca Susta, Stefania Giannini, Alessandro Maran, Linda Lanzillotta, Pietro Ichino,</strong> le deputate <strong>Ilaria Borletti Buitoni e Irene Tinagli</strong>, e il viceministro Carlo Calenda spiegano in una lunga nota il loro addio: &#8220;Il Pd renziano ha assorbito il centro della società prima ancora che quello politico. Ha assorbito la base sociale ed elettorale di Scelta Civica che, infatti, alle elezioni europee nel maggio scorso ha scelto in massa le liste di questo nuovo PD. È così venuta meno la ragion d&#8217;essere originaria di Scelta Civica, che rischia di ridursi a un piccolo partito dedicato, come sempre è avvenuto nella recente storia italiana, più ad esercitare il proprio potere di coalizione e di interdizione che a spingere per l&#8217;attuazione di una propria agenda&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I numeri della maggioranza, tuttavia, restano invariati: i senatori di Scelta civica che oggi entrano nel Pd già votavano la fiducia al governo. E nulla cambia nemmeno nel pallottoliere della Camera dove invece nel gruppo di Scelta civica restano 23 deputati. Il passaggio al Pd avviene a due giorni dal primo congresso del soggetto politico fondato da Mario Monti per candidarsi alle elezioni politiche del 2013. Enrico Zanetti, convinto sostenitore della mozione per il rilancio del partito e a questo punto in pole per la segreteria, non nasconde &#8220;qualche irrigidimento&#8221; nei rapporti con il Pd che, a suo parere, &#8220;ha lanciato una vera e propria opa sui nostri senatori, non sul partito, ma sui senatori&#8221;, ma assicura che il sostegno al governo Renzi &#8220;non è in discussione&#8221;. Di quel governo lui peraltro è sottosegretario all&#8217;Economia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Zanetti si dice &#8220;dispiaciuto&#8221; per la decisione dei suoi colleghi di dire addio a Scelta Civica,</strong> proprio a due giorni dal congresso in cui la sua mozione si sarebbe scontrata con quella di Della Vedova per la chiusura del partito: &#8220;Sarebbe stata la sede ideale per discutere del futuro&#8221;, invece &#8220;prevalgono gli individualismi&#8221;. Lui comunque è convintissimo nel rilancio del partito. Spiega che domenica sarà &#8220;un congresso di delegati, sono state fatte 20 assemblee regionali, ci saranno 360 delegati nazionali. Oltre a loro ci sono circa altrettante richieste di partecipazione di iscritti senza diritto di intervento né di voto. Se la mia mozione prevarrà io già ora mi impegno in vista del prossimo autunno a fare una convention per gli iscritti per andare verso un modello partecipativo&#8221;. Al congresso sono stati invitati anche esponenti di altri partiti: per ora hanno dato conferma Gaetano Quagliariello ed Enrico Costa (Ncd), mentre del Pd dovrebbero esserci il vicesegretario Lorenzo Guerini o il presidente Matteo Orfini. ASCA</p>
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		<title>Riforme a marce forzate tra incertezze, miopie e spionaggio informatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 12:17:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gli sviluppi del DATAGATE che mostrano uno scenario apocalittico in termini di spionaggio internazionale ad opera della superpotenza USA finiranno per rendere epica la giornata del 4 di Luglio 2013 quando le Associazioni &#8220;la Scuola di Atene&#8221; e &#8220;Alumni Bocconi&#8221; hanno inteso parlare del futuro economico del grande Patrimonio Culturale Italia (Made in Italy), chiedendo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6471" aria-describedby="caption-attachment-6471" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="gestione-della-conoscenza" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6471" title="gestione-della-conoscenza" alt="Forse non cresciamo perché qualcuno controlla da 10 anni la nostra possibilità di sviluppo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gestione-della-conoscenza-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6471" class="wp-caption-text">Forse non cresciamo perché qualcuno controlla da 10 anni la nostra possibilità di sviluppo</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Gli sviluppi del DATAGATE che mostrano uno scenario apocalittico in termini di spionaggio internazionale ad opera della superpotenza USA finiranno per rendere epica la giornata del 4 di Luglio 2013 quando le Associazioni &#8220;la Scuola di Atene&#8221; e &#8220;Alumni Bocconi&#8221; hanno inteso parlare del futuro economico del grande Patrimonio Culturale Italia (Made in Italy), chiedendo alla Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; e ai suoi esperti cosa c&#8217;è, in tal senso, nel futuro. Incredibile a credersi ma distanza di tre mesi potremmo dire per ricordare una frase importante &#8220;tutto è compiuto&#8221; di quanto emerso da quella conferenza (vedi: </span><a style="text-align: justify;" title="&quot;Il Potere della Rete logora chi non ce l'ha&quot; a cura di Fabio Gallo, esperto di gestione della conoscenza" href="http://www.comunicareitalia.it/2013/08/potere-della-rete-alte-istituzioni-ascoltano-lesperto-per-difesa-cultura-ed-economia-italiana/" target="_blank">Il Potere della Rete logora chi non ce l&#8217;ha</a><span style="text-align: justify;">). Oggi, più che mai, è importante comprendere bene e a fondo cosa sta succedendo perchè l&#8217;intelligenza dei giovani e competenti esperti italiani possa essere orientata verso la ricerca di soluzioni innovative a sostegno della classe politica che si trova a governare un Paese ingovernabile per l&#8217;eccesso di burocrazia che impedisce in ogni modo la crescita e lo sviluppo. L&#8217;innovazione può miracolosamente aiutare la nostra Nazione ma la politica deve saper delegare con fiducia che è intelligente per davvero e non solo che ha la tessera del partito. Intanto, per aiutarci ad avere sempre una lettura &#8220;logica&#8221; vi ripresentiamo Alessandro Corneli che ci aiuta ad orientarci. la Redazione:</span></p>
<p style="text-align: justify;">di Alessandro Corneli / grrg.eu /Da quasi due anni <strong>Silvio Berlusconi</strong> non ha più il controllo della situazione, passato decisamente al Quirinale, che ha esercitato i suoi poteri costituzionali (nomina di <strong>Mario Monti</strong> a senatore a vita, incarico allo stesso di formare il Governo nel novembre 2011,  scioglimento anticipato delle Camere, rifiuto di incaricare <strong>Pierluigi Bersani</strong> di formare il Governo dopo il voto del febbraio scorso, incarico conferito a <strong>Enrico Letta</strong>) e quel particolare potere che si chiama <strong><em>moral suasion</em></strong> (ripetuta insistenza a fare le riforme – della Costituzione e della legge elettorale in primo luogo –, invito alle forze politiche a non perdere l’occasione delle larghe intese per non pregiudicare il rilancio dell’economia, suggerimento ad alleviare la situazione carceraria con un provvedimento di indulto e di amnistia), a cui ha aggiunto diverse dichiarazioni su accuse o illazioni nei suoi confronti da parte di esponenti politici, rilanciate da alcuni giornali. Come l’affermazione secondo cui egli avrebbe “tradito” un “patto” con Berlusconi per “salvarlo” dalla magistratura, sdegnosamente respinta dal Quirinale, ma che è servita a fare molto fumo.</p>
<p style="text-align: justify;">Napolitano giustifica i suoi interventi con la necessità, per l’Italia, di non perdere il contatto con l’Europa, ma anzi di contribuire a rafforzarne il processo di integrazione verso una reale unione politica. Ma <strong>in questo affollamento di interventi si nota una crescente fretta, che potrebbe anche essere ansia</strong>, di fronte a un diffondersi di critiche nei suoi confronti che non erano immaginabili solo pochi mesi fa. Siamo lontani da una situazione analoga a quella che si creò intorno a <strong>Oscar Luigi Scalfaro</strong> che lo spinse, il <strong>3 novembre 1993</strong>, <strong>a pronunziare il celebre “io non ci sto”</strong>. Ma la china è quella.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per evitare di scivolare su questo piano inclinato, la strada scelta sembra quella di <strong>forzare le forze politiche a fare le riforme</strong>, presentate come l’antidoto più efficace contro il declino economico e il disfacimento istituzionale, cui certi commenti del <em>Corriere della Sera</em> di questi giorni – da quello di <strong>Ernesto Galli Della Loggia</strong> a quello di <strong>Piero Ostellino</strong> – sul fallimento della classe politica-dirigente forniscono una sorta di giustificazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi Napolitano ha detto che “c’è l’occasione, oggi, in questo 2013-2014, di giungere a delle conclusioni valide, più o meno comprensive di molteplici necessità”. Spiega che “il tema delle riforme istituzionali e costituzionali è ormai ineludibile. Non se ne può più discutere a vuoto”. Eppure il “rinnovamento istituzionale” dell’Italia, “dopo una lunga serie di omissioni e ritardi, ancora fatica a prendere corpo e cozza contro ostacoli e resistenze molteplici”. L’espressione “ostacoli e resistenze molteplici” è eloquente.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio, Enrico Letta, alle prese con le “correzioni” da apportare alla Legge di stabilità. Le riforme, a suo parere, permetteranno “al nostro paese di funzionare meglio”. Infatti, “se l’Italia non funziona è perché ha regole che non funzionano, regole vecchie”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Senato, con 218 voti, appena 4 in più della maggioranza dei due terzi, ha intanto approvato in terza lettura il ddl costituzionale che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. Ora l’approvazione finale spetta alla Camera. Con questo voto del Senato, è stato  evitato il pericolo di una richiesta di referendum e, dopo il voto scontato della Camera, il Comitato potrà presentare il suo progetto, sul quale, per la verità, ci sono ancora divergenze, anche se meno grandi di quelle che circondano il progetto di riforma della legge elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che Napolitano e Letta cerchino di concentrare l’attenzione sulle riforme per distoglierla, entro certi limiti, dall’economia e dalla Legge di stabilità che ha scontentato tutti, nonché da vicende spinose che riguardano la sorte di grandi aziende come Telecom e Alitalia, o quelle che potrebbero emergere dalle continue rivelazioni relative alla vicenda Datagate. Dopo la Francia, che ha protestato violentemente con Washington, adesso è la volta della Germania: anche il telefono della cancelliera Merkel sarebbe stato intercettato. Inoltre, dopo il Brasile anche il Messico protesta. E questo proprio quando si dovrebbe stringere sul grande accordo economico e finanziario tra Stati Uniti ed Europa. <strong>Invece di restringersi, l’Atlantico potrebbe allagarsi</strong>. A chi conviene? E quanto c’entra il dibattito sul ruolo del dollaro che va crescendo? Gli Stati Uniti vogliono far capire quale baratro economico globale si aprirebbe se la loro leadership fosse messa in discussione? Oppure altri Paesi sono convinti che gli Usa siano alle corde? E come se ne esce da questa prova di forza? Quali vasi di coccio si romperanno nello scontro tra vasi di ferro? È realistico, per l’Italia, chiudersi in sé, occupandosi delle proprie riforme come se fuori non infuriassero contemporaneamente più tempeste?</p>
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		<title>Casaleggio a Cernobbio tra Potere della Rete e idee del Movimento 5 Stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Sep 2013 21:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[CERNOBBIO (COMO) &#8211; Il fondatore del MoVimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, è a Cernobbio per il forum Ambrosetti in un panel sui nuovi media e sulla politica del futuro. &#8221;Sono qui per esporre le idee del movimento e per spiegare le evoluzioni delle reti e della politica&#8221;, ha dichiarato ai cronisti. IN SALA AD ASCOLTARLO [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6263" aria-describedby="caption-attachment-6263" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="casaleggio" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/casaleggio.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6263" title="casaleggio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/casaleggio.jpg" alt="Gianroberto Casaleggio a Cernobbio (COMO) parla del &quot;Potere della Rete&quot;" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/casaleggio.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/casaleggio-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/casaleggio-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6263" class="wp-caption-text">Gianroberto Casaleggio a Cernobbio (COMO) parla del &quot;Potere della Rete&quot;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">CERNOBBIO (COMO) &#8211; Il fondatore del MoVimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, è a Cernobbio per il forum Ambrosetti in un panel sui nuovi media e sulla politica del futuro. &#8221;Sono qui per esporre le idee del movimento e per spiegare le evoluzioni delle reti e della politica&#8221;, ha dichiarato ai cronisti.</p>
<p style="text-align: justify;">IN SALA AD ASCOLTARLO ANCHE ENRICO LETTA<br />
Ha aperto i lavori dell&#8217;ultima giornata del forum Ambrosetti a Cernobbio Casaleggio. E in sala ad ascoltarlo il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ma anche l&#8217;ex premier Mario Monti. Casaleggio, accompagnato dal figlio Davide, è il primo a intervenire dopo una inversione dell&#8217;ordine degli speaker.</p>
<p style="text-align: justify;">CALASEGGIO CHIEDE DI VIETARE LE FOTO IN SALA<br />
Dopo le vivaci proteste dei fotografi, l&#8217;accesso alla sala del Forum Ambrosetti dove ha parlato Casaleggio e&#8217; stato aperto per un giro di tavolo. Il &#8216;guru&#8217; del M5S, che in un primo momento aveva chiesto di vietare le foto in sala, viene immortalato al tavolo dei relatori. Poco distante, il presidente del Consiglio, Enrico Letta.</p>
<p style="text-align: justify;">IL POTERE DELLA RETE<br />
Gianroberto Casaleggio a Cernobbio ha spiegato che &#8221;Internet non è solo un altro media, è un processo di trasformazione&#8221; e aggiunge che siamo a un &#8221;tipping point&#8221;, dunque un punto critico, di non ritorno. E infatti negli Stati Uniti il tempo medio passato su internet ha superato quello trascorso davanti alla tv. Secondo Casaleggio, &#8221;giornali e tv &#8211; riportano tweet di persone presenti &#8211; sono lo strumento del potere, ma per fortuna declinano davanti al web&#8221;. Fonte ANSA</p>
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		<title>Mario Monti: neanche M5S in grado di risolvere i problemi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 20:13:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 6 mar &#8211; &#8221;Nessuna forza politica che si e&#8217; affermata alle recenti elezioni appare neanche lontanamente in grado di risolvere&#8221; i problemi del Paese. Lo ha detto il leader di Scelta civica, Mario Monti nel corso di una conferenza stampa. &#8221;La nostra posizione di critica aspra e radicale dell&#8217;offerta politica dei partiti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5585" aria-describedby="caption-attachment-5585" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="mario_Monti_2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_28.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5585" title="mario_Monti_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_28.jpg" alt="Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_28.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_28-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_28-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5585" class="wp-caption-text">Mario Monti</figcaption></figure>
<p>(ASCA) &#8211; Roma, 6 mar &#8211; &#8221;Nessuna forza politica che si e&#8217; affermata alle recenti elezioni appare neanche lontanamente in grado di risolvere&#8221; i problemi del Paese. Lo ha detto il leader di Scelta civica, Mario Monti nel corso di una conferenza stampa. &#8221;La nostra posizione di critica aspra e radicale dell&#8217;offerta politica dei partiti tradizionali, la nostra posizione in merito alla necessita&#8217; di ancoraggio critico e costruttivo all&#8217;Europa sono esigenze oggi piu&#8217; ovvie di ieri&#8221;. Il premier dimissionario ha sottolineato che &#8221;in armonia con i criteri che hanno ispirato la nascita di Scelta Civica, non siamo certo disponibili ad allontanarci dal radicamento europeo dell&#8217;Italia, ne&#8217; dal cammino delle riforme strutturali&#8221;.</p>
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		<title>Mario Monti: dimesso da Scelta Civica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 17:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[agenda per l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; «Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica». Mario Monti lascia la guida del movimento che ha creato. «La presidenza -dichiara in un lungo comunicato &#8211; verrà assicurata dal vicepresidente vicario Alberto Bombassei, fino all&#8217;attivazione delle procedure previste dallo Statuto per la nomina del nuovo presidente. Domani &#8211; annuncia &#8211; lascerò il gruppo Sc [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5526" aria-describedby="caption-attachment-5526" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="mario-monti" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5526" title="mario-monti" alt="Mario Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5526" class="wp-caption-text">Mario Monti</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>«<strong>Rassegno le dimissioni da presidente di Scelta Civica»</strong>. Mario Monti lascia la guida del movimento che ha creato. «La presidenza -dichiara in un lungo comunicato &#8211; verrà assicurata dal vicepresidente vicario <strong>Alberto Bombassei</strong>, fino all&#8217;attivazione delle procedure previste dallo Statuto per la nomina del nuovo presidente. Domani &#8211; annuncia &#8211; lascerò il gruppo Sc del Senato e chiederò l&#8217;iscrizione al gruppo misto. Nella mia veste di senatore a vita, non verrà meno il mio impegno per contribuire all&#8217;affermazione di quei valori e di quella visione per i quali, confido, quanti hanno aderito al progetto di Scelta Civica per l&#8217;Italia continueranno a battersi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PRIMA CHE ACCADESSE<br />
</strong>Cari cittadini, negli ultimi mesi si è molto parlato di “Agenda Monti”. Non sono stato io a introdurre questo riferimento, ma diverse forze politiche e della società civile che hanno così inteso ispirarsi all’azione del governo, come linea di confine fra le politiche da fare – o da non fare – nei prossimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito che ne è nato è stato incoraggiante. Non solo per il consenso piuttosto ampio che è sembrato emergerne, ma soprattutto perché, per la prima volta dopo tanto tempo, i contenuti e il metodo di governo sono tornati al centro di un dibattito politico altrimenti concentrato quasi esclusivamente su schieramenti e scontri tra personalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Incoraggiato da questi segnali, ho lavorato in modo più sistematico. Questo documento allegato, intitolato “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa, agenda per un impegno comune” è il frutto di questo lavoro ed è presentato come primo contributo per una riflessione aperta. Questa agenda vuole dare un’indicazione di metodo di governo e di alcuni dei principali temi da affrontare. Non è un programma di lavoro dettagliato e non vuole avere carattere esaustivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Invito tutti coloro che siano interessati a leggere il documento, a condividerlo e a commentarlo con spirito critico, portando il loro contributo di idee e di proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi auguro che le idee contenute nell’agenda possano contribuire ad orientare le forze politiche nel dibattito elettorale dei prossimi mesi e a suscitare energie nuove presenti nella società civile. Sia io che tutti noi riceviamo appelli numerosi e molto diversi di gruppi, organizzazioni, associazioni e singoli che semplicemente dicono che la gente è molto arrabbiata con il mondo della politica, che talora la disgusta, ma vorrebbe potersi avvicinare ad una politica diversa.</p>
<p style="text-align: justify;">A quelle forze che manifestassero un’adesione convinta e credibile, sarei pronto a dare il mio apprezzamento e incoraggiamento e, se richiesto, una guida. Questo è il modo in cui intendo rapportarmi con la fase politica che si apre adesso. Ho voluto dirlo con trasparenza, e, spero, chiarezza. Questa mia presa di posizione ovviamente non coinvolge nessuno dei ministri che con me hanno collaborato e di cui sono orgoglioso. Essi possono avere idee coincidenti, oppure in parte o in tutto divergenti. Mi è sembrato comunque utile dare all’opinione pubblica il quadro delle riflessioni che nascono dall’esperienza del Governo che ho presieduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Mario Monti</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Agenza Monti" href="http://issuu.com/sceltacivica/docs/unagenda-per-un-impegno-comune-di-mario-monti/1" target="_blank">Leggi cliccando QUI il programma dell&#8217;Agenda Monti</a></p>
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		<title>Il Corriere fa antipolitica? di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Feb 2013 16:24:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Severgnini]]></category>
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		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli Posto che l’antipolitica è il brodo in cui si sviluppa la tecnocrazia, e la tecnocrazia è il sistema nel quale “è vietato disturbare il manovratore”, mentre la dittatura è il sistema nel quale “è obbligatorio applaudire il manovratore”, c’è da chiedersi se il Corriere della Sera stia alimentando il brodo. Il sospetto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5484" aria-describedby="caption-attachment-5484" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="corriere-della-sera" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corriere-della-sera.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5484" title="corriere-della-sera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corriere-della-sera.jpg" alt="Il Corriere della Sera" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corriere-della-sera.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corriere-della-sera-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corriere-della-sera-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5484" class="wp-caption-text">Il Corriere della Sera</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>di Alessandro Corneli</strong></p>
<p>Posto che l’antipolitica è il brodo in cui si sviluppa la tecnocrazia, e la tecnocrazia è il sistema nel quale <strong>“è vietato disturbare il manovratore”</strong>, mentre la dittatura è il sistema nel quale <strong>“è obbligatorio applaudire il manovratore”</strong>, c’è da chiedersi se il <strong>Corriere della Sera</strong> stia alimentando il brodo.<br />
Il sospetto viene dalla lettura dei due articoli più importanti apparsi domenica 20 gennaio: l’articolo di fondo di <strong>Beppe Severgnini</strong> e il commento di <strong>Gian Arturo Ferrari</strong> nella pagina delle <strong>“Idee&amp;opinioni” (p. 30).</strong></p>
<p>Severgnini attacca in maniera irridente, sarcastica: <em>“Nessuno potrà accusare il futuro governo di non aver mantenuto le promesse verso i giovani italiani: perché queste promesse nemmeno sono state fatte. I nuovi elettori, almeno fino a oggi, sono i grandi esclusi dalla campagna elettorale”</em>.<br />
Ricordato che <strong>la disoccupazione giovanile (15-24 anni) tra chi cerca un lavoro è al 37%, mai così alta dal 1992</strong>, il noto giornalista afferma che <em>“i proclami giovanilistici del governo Monti si sono ridotti alla reintroduzione dell’apprendistato e a un’Agenda digitale di difficile applicazione”</em>. Conclusione: <em>“Gli italiani di meno di trent’anni stanno diventando una generazione trasparente” e, per loro, “la bulimia televisiva degli stagionati protagonisti – Silvio Berlusconi 63 ore, Mario Monti 62 ore, Pier Luigi Bersani 28 ore (dal 2 dicembre al 14 gennaio) – rischia di diventare una provocazione”.</em></p>
<p>Come dargli torto? Ma i giovani e i meno giovani che hanno letto questo articolo, che cosa devono pensare? Che ha ragione <strong>Beppe Grillo?</strong></p>
<p><strong>Gli interrogativi dei lettori aumentano leggendo Ferrari</strong>, che analizza la campagna elettorale dei tre principali protagonisti: <strong>un divertissement</strong> nel quale paragona Bersani a <strong>Jean Valjan</strong>, il protagonista de <strong>I Miserabili di Victor Hugo</strong>, <strong>Berlusconi</strong> a <strong>Mauriche Chevalier</strong> (cantante, cabarettista), e <strong>Mario Monti</strong> – di scuola anglosassone mentre gli altri due sono di scuola francese – al personaggio di <strong>Smiley</strong> dello scrittore<strong> John Le Carré</strong>.<br />
Se ne ricava l’immagine non di leader politici portatori di progetti politici ma di <strong>“maschere”, attori che recitano.</strong><br />
C’è del vero, anche in questo caso, ma un giornalismo d’informazione – non di sola cronaca politica – di questo livello potrebbe andare un po’ più a fondo. Altrimenti apparirà chiaro che la politica, tutta la politica, è spettacolo. E bisognerà procedere a classificare il Corriere sotto altra rubrica giornalistica.</p>
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		<title>Elezioni: &#8220;la difficile scelta del Nemico&#8221;. Attenta riflessione di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 19:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[antonio ingroia]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli In Italia, il bipolarismo non ce l’ha fatta. Ha lasciato l’odore, che per sé non è né gradevole né sgradevole. Ma lascia tracce che emergono nella difficoltà che i partiti principali hanno mostrato nel a trovare il Nemico. Nel bipolarismo, era facile. Silvio Berlusconi ha tentato una straordinaria capriola, che avrebbe annullato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5431" aria-describedby="caption-attachment-5431" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="elezioni-vendola-bersani-di-pietro" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5431" title="elezioni-vendola-bersani-di-pietro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5431" class="wp-caption-text">A Vasto: Bersani tra Vendola e Di Pietro</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
<p>In Italia, il bipolarismo non ce l’ha fatta. Ha lasciato l’odore, che per sé non è né gradevole né sgradevole. Ma lascia tracce che emergono nella difficoltà che i partiti principali hanno mostrato nel a trovare il Nemico. Nel bipolarismo, era facile.</p>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> ha tentato una straordinaria capriola, che avrebbe annullato la negatività che aveva accumulato nel periodo immediatamente precedente e seguente alle sue dimissioni nel novembre 2011: indurre Mario Monti ad assumere la leadership di “tutti i moderati”. Non gli è riuscita ma, essendosi più degli altri identificato nel bipolarismo, ha imboccato rapidamente la strada: <strong>il Nemico è Bersani, ultima incarnazione del Nemico di sempre, la sinistra</strong>. Poiché l’odore del bipolarismo è ancora disperso nell’aria che respiriamo, questa scelta gli sta portando risultati: i sondaggi registrano un suo recupero.</p>
<p>Pierluigi Bersani avrebbe preferito la logica bipolare. Non a caso, ha fatto di tutto per rallentare una modifica della legge elettorale: il Porcellum gli andava e gli va benissimo (come a Berlusconi). E così è andata. Aveva cominciato da lontano, dal convegno di Vasto, quando aveva stretto a sé Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Poi <strong>si è accorto che i due alleati toglievano voti al Pd, e allora ha dovuto fare una scelta: si è tenuto Vendola e ha lasciato Di Pietro andare alla deriva</strong>. Le dimissioni di Berlusconi, il pronto appoggio al governo tecnico, hanno consentito a Bersani di recuperare punti nei sondaggi sulle intenzioni  di voto, e questo gli ha dato coraggio fino a fargli accettare delle primarie libere in cui Matteo Renzi  gli ha dato del filo da torcere, almeno nella prima tornata. Gli sarebbe piaciuta un’intesa di non belligeranza con Monti, ma come giustificare di fronte al suo elettorato il voto del Pd a favore di tanti provvedimenti pesanti varati dal governo tecnico? La tentazione è stata forte di combattere su due fronti: contro Monti e contro Berlusconi, ma la consapevolezza di correre un grave pericolo lo ha fermato. Così, <strong>alla fine, ha dichiarato: il Nemico è Berlusconi, responsabile di tutte le difficoltà presenti e future.</strong> Un bipolarismo di ripiego, un trinceramento di sicurezza.</p>
<figure id="attachment_5433" aria-describedby="caption-attachment-5433" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Antonio-Ingroia" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5433" title="Antonio-Ingroia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg" alt="Antonio Ingroia" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5433" class="wp-caption-text">Antonio Ingroia</figcaption></figure>
<p>Bersani deve però registrare il fatto che,<strong>per Vendola</strong>, suo principale alleato, <strong>il Nemico è Monti</strong>. Anche <strong>per Antonio Ingroia il Nemico è Monti</strong>. Entrambi pescano sul serbatoio dell’ala sinistra del Pd. Ma Vendola sta dentro l’alleanza, Ingroia è fuori e contro, e punta espressamente sulle contraddizioni del Pd. Pungolato dalla “grande stampa”, Bersani ha detto “no” alla patrimoniale, ma Venìdola e Ingroia la vorrebbero. L’idea bersaniana di rimodulare l’Imu avrebbe qualche possibilità se, dalla dichiarazione di principio, scendesse a qualche numero.</p>
<p>E <strong>Mario Monti</strong>? A secondo di come andranno le elezioni e di come si formerà il governo, le analisi sulla sua campagna elettorale si sprecheranno.<strong>Verrà fuori o come un genio o come un ingenuo</strong>. Intanto è già possibile dire qualcosa. Anzitutto ha fatto un po’ di vuoto intorno a sé: Passera si è defilato, o è stato costretto a defilarsi: un concorrente alla premiership in meno. Poi la Lista Monti ha attirato consensi, svuotandole, sia dall’Udc di Pierferdinando Casini (ridotto al 4%) sia da Fli di Gianfranco Fini (che oscilla intorno all’1%). <strong>Quindi Monti ha detto</strong> <strong>che</strong>, poiché il centrosinistra è “sinistra” e il centrodestra è “destra”, <strong>il futuro è lui</strong>: delle riforme, della ripresa, della riduzione delle tasse, della modifica dell’Imu, del no al redditometro (e anche del no al Quirinale). Una sfida a tutto campo, una guerra su due fronti, <strong>un ripudio netto e coerente del bipolarismo</strong>. Ma fino ad oggi i sondaggi non lo premiano: dal 12% al 15%. Che possa portare via voti a destra e a sinistra è difficile: il suo serbatoio è il circa 30% di elettori che al momento sono ancora decisi di non andare a votare. Ma ,se cambieranno idea, si sparpaglieranno, lasciando inalterati i rapporti proporzionali. Qualche battuta arrogante, qualche battuta fuori dalle righe mentre le reiterate accuse al governo “precedente” dimostrano che <strong>l’odore di bipolarismo penetra anche nelle fila montiane</strong>.</p>
<p><strong>Per Beppe Grillo</strong> non ci sono problemi: <strong>il Nemico è tutti</strong>. Non solo i partiti ma anche i sindacati, eccetto la Fiom. Il leader del Movimento 5 Stelle ha rotto un tabù: nessuno, in Italia, aveva mai attaccato le confederazioni sindacali che si sono subito ricompattate e che probabilmente si impegneranno maggiormente nella campagna elettorale. Però Grillo ha toccato un nervo scoperto del sistema-Italia. <strong>L’attacco ai sindacati gli poterà il consenso</strong> di chi pensa che essi abbiano avuto non poche responsabilità nel declino industriale del Paese e nel ritardo con cui sono state fatte alcune riforme. Dai picchi del 16-18%, Grillo è sceso al 10-12% ma il fronte aperto sui sindacati potrebbe portargli altri consensi.</p>
<p>Infine, per quanto i partiti abbiano un po’ ripulito le liste dei candidati eliminando alcuni cosiddetti i<strong>mpresentabili</strong>, e per quanto enfatizzeranno questa operazione, <strong>la gente sa che non erano questi quattro o otto gatti ad affondare le finanze pubbliche</strong>. L’operazione potrebbe dare risultati inferiori alle aspettative o risultare controproducente.</p>
<p>Fonte GR&amp;RG</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il rischio di elezioni truccate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 18:58:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni Truccate]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli La notizia, data dai giornali del 17 gennaio, di un incontro “segreto” tra Mario Monti e Pierluigi Bersani, il cui oggetto sarebbe stato un accordo di desistenza in alcune Regioni per consentire al Pd e al Centro di conquistare con maggiore facilità un certo numero di seggi, è stato smentito, ma ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="Elezioni-2013" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elezioni-2013.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5428" title="Elezioni-2013" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elezioni-2013.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elezioni-2013.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elezioni-2013-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elezioni-2013-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
<p>La notizia, data dai giornali del 17 gennaio, di un incontro “segreto” tra <strong>Mario Monti e Pierluigi Bersani</strong>, il cui oggetto sarebbe stato un accordo di desistenza in alcune Regioni per consentire al Pd e al Centro di conquistare con maggiore facilità un certo numero di seggi, è stato smentito, ma ha allarmato Pierferdinando Casini che si è sentito scavalcato da Monti e ha provocato nette prese di distanza da accordi di tal genere da parte di Antonio Ingroia e Antonio Di Pietro. Ragion per cui la segreteria del Pd ha cominciato a dare qualche riconoscimento ai seguaci di Matteo Renzi che, secondo diversi osservatori, potrebbero spostare i loro voti sul Centro e ridurre l’ampiezza del successo di Bersani.</p>
<p>Come se non bastasse la distorsione creata dal premio di maggioranza, l’ipotesi di intese pre-voto per sfruttare al massimo la legge elettorale accentua l’impressione che <strong>queste elezioni</strong>, doverose ma politicamente inutili, <strong>potrebbero anche essere truccate</strong> da questo genere di accordi. Non c’è però da scandalizzarsi. Dai vertici dei partiti sono sempre passate agli elettori parole d’ordine da attuarsi nelle cabine elettorali. Il desiderio dei leader si incontra con quello dei militanti e degli elettori. <strong>È inutile illudersi sulla distinzione tra partiti, elettori e istituzioni. La democrazia è congegnata per tenere insieme questi tre elementi e ciascuno di essi trae il proprio profitto</strong>.</p>
<p>Televisione e radio, giornali e new media, comizi in piazza o al chiuso, manifesti. e-mail, sms, twitter e face book, siti e blog, accuse e promesse, sono funzionali al voto di scambio che, dalle preferenze all’interno di una singola lista, adesso è diventato un negoziato diretto tra interi partiti: non si può né vietare né fermare tutto questo. Illudersi che a tutti i candidati sia concesso lo stesso spazio comunicativo, che tutti i candidati si limitino ad illustrare i propri programmi in modo preciso e dettagliato, che gli elettori si trasformino in severi e implacabili giudici come quelli che assistono alle gare di ginnastica alle Olimpiadi è – appunto – pura illusione. Perché, <strong>dietro i partiti e i candidati, ci sono masse di tifosi che aspettano il gol e i premi del dopo-partita. </strong>Certe illusioni possono essere giuste, ma restano illusioni.</p>
<p>Non può essere altrimenti se si pensa che chi vince, collocandosi al vertice dello Stato o degli Enti locali, gestisce per alcuni anni la metà del Pil, ovvero la ridistribuisce con un occhio di riguardo per coloro che gli hanno consentito di vincere. Si può restringere questa quota, ma non annullare. Dovrebbe esistere un corpo intermedio di funzionari dello Stato e degli Enti territoriali formalmente e sostanzialmente estraneo alla politica per garantire una meritocrazia ex ante e un giudizio corretto ex post nella gestione del denaro pubblico. Ma non c’è perché la democrazia lo ha divorato, lo ha assimilato, ne ha fatto carne della sua carne.</p>
<p><strong>La democrazia è il sistema per cui una parte, quella maggioritaria, rappresenta il tutto e, grazie a questa rappresentanza, gestisce il tutto, anche se a prevalente vantaggio di una parte</strong>. Dietro le belle parole e i principi costituzionali, questa è la realtà. In questa fase storica di riduzione della sovranità degli Stati, le classi politiche elette si accontentano di fungere da mediatori tra i poteri trans-statali e i cittadini che pensano di essere i detentori della sovranità. Il gioco vale la candela perché i mediatori sanno sempre come ricavare per sé qualche vantaggio.</p>
<p>Fonte GR&amp;RG</p>
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		<title>Monti telefona ad &#8220;ABC&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 22:35:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Fonte ANSA &#8211; Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con Alfano, Bersani e Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Ue. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi. &#8220;Il Presidente del Consiglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5397" aria-describedby="caption-attachment-5397" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="mario_Monti_2" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5397" title="mario_Monti_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg" alt="Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_27-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5397" class="wp-caption-text">Mario Monti</figcaption></figure>
<p>Fonte ANSA &#8211; Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con Alfano, Bersani e Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Ue. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.</p>
<p>&#8220;Il Presidente del Consiglio Mario Monti &#8211; si legge nella nota della presidenza del Consiglio &#8211; ha avuto, ieri e oggi, colloqui telefonici con i leader dei partiti che hanno sostenuto il governo ora in carica per gli affari correnti, Angelino Alfano, Pierluigi Bersani, Pierferdinando Casini. Oggetto dei colloqui sono state alcune nomine di prefetti, la situazione nel Mali e la preparazione del Consiglio europeo sul bilancio dell&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p>Il premier uscente &#8211; secondo quanto riportano oggi &#8216;La Stampa&#8217; e &#8216;La Repubblica&#8217; &#8211; avrebbe avuto ieri un colloquio con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. La riunione sarebbe servita &#8211; riferiscono sempre i due quotidiani &#8211; per sancire un patto informale per consentire una campagna elettorale senza colpi bassi che individui in Silvio Berlusconi l&#8217;avversario comune da battere. Durante l&#8217;incontro, si sarebbe poi parlato degli assetti futuri post voto e di una possibile intesa fra moderati e progressisti.</p>
<p><strong>BERLUSCONI, INTESA BERSANI-MONTI? E&#8217; NATURALE &#8211; </strong>&#8220;E&#8217; naturale un&#8217;intesa tra Pd e Lista Monti perché il premier non ha possibilità di incidere se non appoggiandosi alla sinistra. L&#8217;astensionismo è ancora elevato, ma non risolve i problemi. Italiani votino i grandi partiti&#8221;. E&#8217; quanto afferma Silvio Berlusconi in un&#8217;intervista a Rai Parlamento a proposito del dialogo che ci sarebbe stato tra Monti e Bersani per il dopo-voto.</p>
<p><strong>ALLA D&#8217;AMICO: NEL &#8217;94 VOTAI BERLUSCONI </strong>&#8211; &#8216;Il voto è segreto&#8230; ma nel &#8217;94 l&#8217;ho votato. Solo allora però perché credevo potesse portare avanti una rivoluzione liberale che poi non c&#8217;é stata&#8221;. Così il premier uscente Mario Monti risponde a Ilaria D&#8217;Amico su Sky Tg24 in merito a Silvio Berlusconi.</p>
<p>&#8220;Il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna, fondata sul matrimonio. I figli vanno cresciuti da un padre e da una madre. Il Parlamento può trovare altre forme per tutelare forme di convivenze&#8221;. Lo afferma Mario Monti a &#8216;Lo Spoglio&#8217; Su SkyTg24. Per quanto riguarda il matrimonio gay e le unioni di fatto, ha detto Monti, &#8220;il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna e credo che la famiglia sia fondata sul matrimonio e ritengo necessario che i figli crescano con un padre e una madre&#8221;. Detto ciò, ha aggiunto, &#8220;il Parlamento può certamente trovare delle soluzioni convincenti per regolare altre forme di unioni e convivenze&#8221;. &#8220;Nel nostro movimento politico &#8211; ha concluso &#8211; ci sono idee pluralistiche su questo tema così come nella società e negli altri partiti&#8221;.</p>
<p>&#8220;La sinistra ha fatto grandi passi avanti verso l&#8217;accettazione dell&#8217;economia di mercato, ma quando fa riforme verso l&#8217;apertura della concorrenza va un pochino contro la sua cultura storica&#8221; e infatti &#8220;é associata oggi a forze di estrema sinistra che sono a mio avviso conservatrici&#8221;, sottolinea Monti.</p>
<p>&#8220;Spesso all&#8217;estero ci è stato detto: &#8216;sono anni che non si vedeva un presidente del Consiglio, ma neanche un ministro italiano'&#8221;. Mario Monti, durante il suo intervento all&#8217;Ice, era tornato a punzecchiare Silvio Berlusconi, che in un&#8217;intervista radiofonica lo aveva a sua volta attaccato: &#8220;C&#8217;è in giro un matto che pensa di essere Monti&#8230;&#8221;.</p>
<p>&#8220;Escludo che gli italiani siano matti, ma sono pieni di buon senso. Non tocca a me stabilire di me stesso, sarei in conflitto di interessi&#8221;, replica Monti su SkyTg24.</p>
<p>Mario Monti farebbe parte di un governo in cui ci fosse anche Vendola? &#8220;Posso solo dire che per quanto mi riguarda non vorremo stare in nessun governo nel quale non sia dominante l&#8217;impostazione riformista&#8221;, afferma il premier uscente rispondendo ad una domanda di Ilaria D&#8217;Amico. Alla successiva domanda se dunque non farebbe parte di un governo con Vendola risponde sorridendo: &#8220;Mi semplifica il compito perché lo ha già dichiarato lui&#8230;&#8221;.</p>
<p>A Grillo mi accomuna &#8220;la distanza dalla politica tradizionale&#8221;, ma &#8220;io non sono affatto l&#8217;antipolitica: sono contro la struttura tradizionale ormai appesantita dei partiti che vorrebbero giocare per gli interessi futuri del Paese, ma son piombati dai loro interessi e dalle loro clientele&#8221;. Lo afferma Mario Monti a &#8216;Lo Spoglio&#8217; Su SkyTg24. Monti ha comunque ironizzato con il leader del M5S che oggi gli ha dato del &#8220;ritardato morale&#8221; dicendo di essere comunque onorato di &#8220;figurare nel suo raggio di attenzione. Forse voleva darmi del ritardato mentale, giudizio legittimo, oppure è un riferimento ad una cosa morale come la mia salita politica e vuol dire che l&#8217;ho fatta tardi&#8221;, ha concluso.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong>VENDOLA, FAMIGLIA UOMO-DONNA? E POI CONSERVATORE ERO IO &#8211;</strong> &#8220;Secondo Monti, l&#8217;unica famiglia è quella composta da un uomo e una donna. Meno male che lui era il progressista e io il conservatore&#8230;&#8221;. Lo scrive il leader di Sel Nichi Vendola, su Twitter, dopo le parole di Monti sulle coppie di fatto e sui matrimoni gay.</p>
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		<title>Elezioni? No: referendum (sull’Agenda)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 17:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[grrg.eu]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la conferenza stampa del 23 dicembre, Mario Monti ha dettato le regole del gioco. Il 24-25 febbraionon ci saranno quelle elezioni politiche che volevano i partiti per rimettere al centro la politica. Ci sarà un referendum sull’Agenda-Monti che verrà resa nota tra qualche giorno. In questo modo, Mario Monti ha eliminato, nella misura del possibile, gli elementi personalistici : lui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="mario-monti" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-5310" title="mario-monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti.jpg 600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-480x268.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-469x262.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>
<p>Con la conferenza stampa del 23 dicembre, Mario Monti ha dettato le regole del gioco. Il 24-25 febbraio<strong>non ci saranno quelle elezioni politiche che volevano i partiti</strong> per rimettere al centro la politica. <strong>Ci sarà un referendum sull’Agenda-Monti</strong> che verrà resa nota tra qualche giorno.</p>
<p>In questo modo, Mario <strong>Monti ha eliminato</strong>, nella misura del possibile, <strong>gli elementi personalistici</strong> : lui infatti non sarà candidato; ma <strong>la scelta sarà pro o contro il suo progetto-programma di governo</strong>. In questo modo i partiti e i candidati dovranno discutere dell’Agenda e prendere posizione. La conseguenza è che, a parte l’adesione del Centro (che ha tirato un sospiro di sollievo), la pressione si sposterà a sinistra sul Pd e a destra sul Pdl, provocando tensioni e defezioni. <strong>Uscito dalla porta, il bipolarismo rientra dalla finestra.</strong></p>
<p>Tutto semplice, lineare, quindi. Ma è proprio così? Per rispondere bisogna spostarsi su due livelli: quello degli elettori e quello dei partiti.</p>
<p>A livello degli elettori, indipendentemente da quanti leggeranno e capiranno l’Agenda, la prospettiva che Monti possa essere incaricato di attuarla <strong>attirerà voti sia dalla sinistra moderata</strong>, che non vuole rischiare conflitti post-voto con Vendola, <strong>sia dal centrodestra</strong> moderato che vorrebbe abbandonare le tumultuose e imprevedibili acque berlusconiane. Possiamo quindi dare per scontato che il Centro, che d’ora in poi potrà mettere nel suo simbolo l’Agenda, raccoglierà, a livello di voto popolare, circa il 20%.</p>
<p>A livello di partiti, il discorso è diverso poiché ci sono alcune formalità da sbrigare: l’11 e 12 gennaio ci sarà la presentazione dei simboli elettorali e delle dichiarazioni di collegamento in coalizione con l’indicazione del candidato premier; il 20-21 gennaio si sarà la presentazione delle candidature con le firme necessarie.</p>
<p>La domanda è <strong>quanto l’Agenda Monti influirà sulla formazione delle alleanze</strong>, indispensabili per conquistare il premio di maggioranza. A sinistra, il Pd di Bersani dirà SI con la riserva che, se vincerà, troverà modo di integrare il contenuto dell’Agenda con quello del suo programma di coalizione; in questa fase, Vendola , che è il principale alleato del Pd, non potrà dissociarsi per non fare perdere la coalizione, poi si vedrà. Ma l’Agenda sarà l’occasione, per i “renziani”, di obbligare Bersani a fare mole e scomode precisazioni.</p>
<p><strong>Più complicala la situazione a destra</strong> dove <strong>Berlusconi, che si vede scippare il bipolarismo preferito</strong> – quello tra la sua formazione e i “comunisti” – <strong>dovrà combattere su tutti i fronti</strong>: contro Bersani e contro l’Agenda di Monti, alla quale invece potrebbero aderire diversi esponenti del Pdl, in primo luogo se si convincessero di non essere più candidati sicuri e, in secondo luogo, se trovassero accoglienza nelle liste centriste.  Tempo per decidere, poco più di tre settimane. Molte defezioni ridurrebbero drasticamente le possibilità di interdizione del Pdl nella prossima Legislatura.</p>
<p>Infine, <strong>gettando il mezzo al campo l’Agenda, Monti i evita</strong> (desidera evitare) c<strong>he il dibattito politico si concentri sul passato</strong>, cioè sui tredici mesi dell’azione del suo governo. Sotto questo aspetto, la propaganda del Pd sarà più facile di quella del Pdl poiché Bersani si proietta nel futuro (considerando se stesso in posizione centrale)e trova comodo non apparire troppo corresponsabile nelle decisioni prese dal governo uscente, mentre Berlusconi è costretto a enfatizzare le negatività del governo stesso, trincerandosi dietro la fiducia che gli ha fatto mancare, ma solo all’ultimo.</p>
<p>Fonte GRRG.EU a cura di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
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