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	<title>Maria Rosaria marzotto &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Gruppo Marzotto: 65 MLN di Euro sotto sequestro da GF. E se fosse vero? E se no?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 13:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Si tratterebbe di omesse dichiarazioni di beni e ricavi attraverso una holding con sede fittizia in Lussemburgo. La Guardia di Finanza di Milano sta dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni immobili, terreni e partecipazioni societarie per 65 milioni di euro. Si tratta di fondi e beni nella disponibilità di 13 persone, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5161" aria-describedby="caption-attachment-5161" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="matteo-marzotto" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-marzotto.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-5161" title="matteo-marzotto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-marzotto.jpg" alt="Matteo Marzotto" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-marzotto.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-marzotto-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-marzotto-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5161" class="wp-caption-text">Matteo Marzotto</figcaption></figure>
<p>Si tratterebbe di <strong>omesse dichiarazioni di beni e ricavi attraverso una holding</strong> <strong>con sede fittizia in Lussemburgo.<br />
</strong>La <strong>Guardia di Finanza di Milano</strong> sta dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni immobili, terreni e partecipazioni societarie per <strong>65 milioni di eur</strong>o. Si tratta di fondi e beni nella disponibilità di 13 persone, alcuni dei quali riconducibili al mondo della moda e <strong>alle famiglie Marzotto e Donà dalle Rose</strong>: <strong>l&#8217;accusa è di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e degli immobili, terreni e partecipazioni societarie a loro riconducibili.</strong></p>
<figure id="attachment_5154" aria-describedby="caption-attachment-5154" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="guardia-di-finanza" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guardia-di-finanza1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5154" title="guardia-di-finanza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guardia-di-finanza1.jpg" alt="Gruppo Marzotto: 65 Milioni di Euro sequestrati dalla Guardi di Finanza" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guardia-di-finanza1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guardia-di-finanza1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guardia-di-finanza1-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5154" class="wp-caption-text">Gruppo Marzotto: 65 Milioni di Euro sequestrati dalla Guardi di Finanza</figcaption></figure>
<p><strong>GLI INDAGATI - Risultano indagati Vittorio, Matteo, Maria Rosaria, Cristiana e Margherita Marzotto, Andrea, Isabella e Rosanna Donà dalle Rose, Barth Zech, Pierre Cladmi, Ferdinando Businaro e l&#8217;imprenditore immobiliare Massimo Caputi.</strong></p>
<p>I BENI &#8211; Tra gli immobili sequestrati <strong>una villa di 25 vani a Cortina d&#8217;Ampezzo, case a Milano e Roma e un castello a Tressino</strong>.</p>
<p>IL LUSSEMBURGO &#8211; <strong>L&#8217;inchiesta è condotta dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta</strong> coordinati dal <strong>procuratore aggiunto Francesco Greco</strong>, in <strong>collaborazione con i funzionari dell&#8217;Agenzia delle Entrate</strong>. I beni in oggetto fanno capo a una holding finanziaria formalmente e consapevolmente costituita in Lussemburgo, la Icg, quando la sede reale dell&#8217;amministrazione sarebbe in Italia. Attraverso le indagini, sarebbero stati individuati i luoghi in cui venivano effettivamente assunte le decisioni e impartite le direttive sulla gestione della società di diritto lussemburghese da parte di soci che risultavano essere quasi tutti residenti in Italia.</p>
<p>PLUSVALENZA DA 200 MILIONI &#8211; <strong>Gli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle</strong>, hanno permesso di riqualificare la holding lussemburghese come soggetto fiscalmente residente in Italia, con conseguente emersione dell&#8217;obbligo di denuncia la fisco italiano di una plusvalenza da cessione di partecipazioni, realizzata nel 2007, quando <strong>Valentino Fashion Group</strong> fu venduta al fondo Permira, per un valore di quasi 200 milioni di euro e per la quale è stata evasa una imposta di oltre 65 milioni di euro. Gli indagati, secondo l&#8217;accusa, hanno prima venduto le loro quote alla Icg, che ha sede in Lussemburgo e di cui sono comunque sempre proprietari, e poi attraverso la Icg hanno concluso l&#8217;operazione con il fondo. Da www.corriere.it</p>
<p>Il &#8216;pezzo forte&#8217; e&#8217; villa Trissino, una dimora piu&#8217; simile a un castello, con oltre 50 stanze e immersa nella campagna vicentina. E poi, oltre a terreni, altre ville e appartamenti a cinque stelle in Veneto, tra cui nella esclusiva Cortina D&#8217;Ampezzo, a Padova e a Roma.</p>
<p><strong>COSA DICE RAINEWS 24 </strong></p>
<p>Sono <strong>quasi cento gli immobili</strong> che la Guardia di Finanza di Milano a partire dalla scorsa settimana sta sequestrando, accanto a partecipazioni societarie, <strong>alle famiglie Marzotto e Dona&#8217; delle Rose</strong>, i cui &#8216;rampolli&#8217; sono finiti sotto inchiesta per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. Si tratta di beni per un valore di oltre 65.5 milioni di euro, cifra equivalente a quanto i 13 indagati avrebbero sottratto al fisco nel 2008 con la vendita delle loro quote di <strong>Valentino Fashion Group</strong> al fondo inglese Permira attraverso la Icg, una societa&#8217;, per l&#8217;accusa creata ad hoc, con sede in Lussemburgo.</p>
<p>L&#8217;indagine, che oggi ha portato al maxi sequestro preventivo diposto dal <strong>gip milanese Gianfranco Criscione</strong>, e&#8217; partita da alcuni accertamenti dell&#8217;Agenzia delle Entrate, ed e&#8217; coordinata dai <strong>pm Laura Pedio e Gaetano Ruta.</strong> Tempo fa ci furono anche perquisizioni e, oggi, dopo una serie di attivita&#8217; investigative sono arrivati i &#8216;sigilli&#8217; per evitare l&#8217;alienazione di beni che in ultima analisi appartengono a una famiglia di industriali del tessile tra le piu&#8217; rinomate in Italia.</p>
<p>Secondo la ricostruzione degli inquirenti e riportata nel provvedimento del giudice, cinque anni fa, con la vendita di Valentino Fashion Group, i titolari della maggioranza relativa della societa&#8217; della moda, esponenti delle famiglie Marzotto e Dona&#8217; dalle Rose, hanno prima &#8220;concentrato&#8221; le quote che ciascuno deteneva per poi cederle, per un totale del 29,62% del capitale, alla lussemburghese Icg (International Capital Growth) comunque di loro proprieta&#8217;.</p>
<p>La Icg, in seguito, ha concluso l&#8217;operazione (preceduta da &#8220;incontri romani&#8221; dei soci-amministratori) con il fondo, consentendo, per i magistrati, di realizzare una plusvalenza di quasi 200 milioni di euro, non dichiarati in Italia, in quanto la vendita finale e&#8217; avvenuta attraverso una societa&#8217; ritenuta esterovestita. Cio&#8217; ha avuto l&#8217;effetto di non versare, nel 2008, tasse per 65 milioni di euro. E non solo.</p>
<p>Come ha annotato il gip, l&#8217;intero profitto realizzato, al lordo dell&#8217;evasione fiscale, cioe&#8217; sempre i circa 200 milioni, dopo la compravendita avrebbe preso il volo per le isole Cayman, circostanza che, &#8220;costituisce un chiaro e significativo indice del pericolo che gli odierni indagati possano trasferire all&#8217;estero almeno parte dei propri beni, oppure compiere altre operazioni finalizzate all&#8217;elusione dei rispettivi obblighi tributari&#8221;. Da qui il sequestro degli immobili e prima, a partire dall&#8217;anno scorso, l&#8217;iscrizione nel registro degli indagati di <strong>Vittorio, Matteo, Maria Rosaria, Cristiana e Margherita Marzotto, Andrea, Isabella e Rosanna Dona&#8217; dalle Rose, Barth Zech, Pierre Cladmi, Ferdinando Businaro e Massimo Caputi.</strong></p>
<p>A tutti e&#8217; stato contestato di aver violato l&#8217;articolo 5 della legge 74/2000, e cioe&#8217; di aver omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, quando in realta&#8217; era obbligatoria. Anche perche&#8217; avrebbero tentato di dribblare il fisco creando appositamente, come si evince dal provvedimento del giudice Criscione, la lussemburghese Igc (le risultanze d&#8217;indagine pero&#8217; dimostrerebbero la sua &#8220;italianita&#8221;&#8216;) per poi, a operazione conclusa, metterla in liquidazione.</p>
<p>Gli avvocati <strong>Niccolo&#8217; Ghedini e Piero Longo</strong>, gli storici legali di Silvio Berlusconi, difensori anche di alcuni esponenti della famiglia Marzotto-Dona&#8217; delle Rose, citando consulenze e documentazione bancaria, <strong>hanno bollato il sequestro come &#8220;infondato&#8221; e l&#8217;ipotesi del trasferimento delle plusvalenze alle Cayman &#8220;frutto di un evidente sbaglio&#8221;.</strong> <strong>E per questo e&#8217; gia&#8217; stata chiesta la revoca del provvedimento del Gip al Tribunale del Riesame.</strong></p>
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