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	<title>mancuso &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Legali di Adriana Musella: grave e illegittimo attacco mediatico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 19:26:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura della redazione/ Adriana Musella è Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Riferimenti&#8221; che da oltre 25 anni promuove nel mondo della Scuola e non solo, la cultura dell&#8217;Antimafia Sociale. Nei mesi scorsi la Musella, promotrice di centinaia di eventi simboleggiati dalla &#8220;Gerbera Gialla&#8221;, il fiore divenuto simbolo dei giovani Antimafia, ha portato a termine una operazione unica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" style="text-align: center;">
<figure id="attachment_11964" aria-describedby="caption-attachment-11964" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-11964" alt="Adriana Musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg" width="800" height="556" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-300x208.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-388x270.jpg 388w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11964" class="wp-caption-text">Adriana Musella</figcaption></figure>
<p>A cura della redazione/</p>
</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong>Adriana Musella</strong> è Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Riferimenti&#8221; che da oltre 25 anni promuove nel mondo della Scuola e non solo, la cultura dell&#8217;Antimafia Sociale. Nei mesi scorsi la Musella, promotrice di centinaia di eventi simboleggiati dalla <strong>&#8220;Gerbera Gialla&#8221;</strong>, il fiore divenuto simbolo dei giovani Antimafia, ha portato a termine una operazione unica nella storia. All&#8217;interno del bene confiscato alla famiglia Mancuso di Limbadi che le cronache giudiziarie dicono essere tra le più note famiglie di &#8216;ndrangheta a livello internazionale, Adriana Musella che ne ha ricevuto l&#8217;affidamento da parte del Ministro dell&#8217;Interno, vi ha istituito le fondamenta di una <strong>&#8220;Università dell&#8217;Antimafia&#8221;</strong> già sta operando con successo attraverso una serie di seminari patrocinati anche dal mondo accademico.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_11986" aria-describedby="caption-attachment-11986" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11986" alt="limbadi, antimafia, adriana musella,fabio gallo, marisa manzini, francesco napoli, giorgio benvenuto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg" width="1000" height="667" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/limbadi14-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11986" class="wp-caption-text">Parte della Sede dell&#8217;Università dell&#8217;Antimafia di Limbadi (VV)</figcaption></figure>
<p>Contestualmente e per uno strano paradosso, con tempismo a dire poco svizzero, la Musella, come testimoniato dalle cronache, è stata fatta oggetto di attacco mediatico da parte di alcuni organi di stampa in Calabria. La virulenza degli stessi, in verità, ha destato molti sospetti in chi si occupa di comunicazione e di diritto. Oggi, dopo circa un anno, le Iene si occupano del caso ma qualcosa non va. Se ne accorge la rete dei social che incita alla prudenza. <strong>Prontamente intervengono gli Avvocati</strong> del Presidente di &#8220;Riferimenti&#8221; <strong>Giovanna Fronte e Carlo Morace </strong>che con una analisi<strong> </strong>dettagliata che fa immaginare un&#8217;acquisizione di prove in merito a tutto quanto dichiarato, indipendentemente dai fatti, annunciano querele.</p>
</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong>LA NOTA DEI LEGALI GIOVANNA FRONTE E CARLO MORACE<br />
</strong>Quali legali della <strong>Sig.ra Adriana Musella</strong>, a seguito al servizio andato in onda ieri sera durante la <strong>trasmissione “Le Iene”</strong> e riguardante una <strong>intervista risalente a più di un anno fa</strong>, e alle correlative successive notizie giornalistiche, si ritiene di dovere fare alcune considerazioni. <strong>E’ in atto un illegittimo attacco mediatico</strong> nei confronti della nostra assistita finalizzato a farla apparire colpevole in assenza non si dica di una sentenza, ma finanche di una qualsivoglia accusa contestata alla stessa dalla<strong> Procura della Repubblica. </strong> E’ sintomatico di ciò <strong>l’abbinamento inquietante tra la diffusione</strong>, alcuni giorni orsono, di notizie giornalistiche <strong>in tempo reale su un interrogatorio reso presso la Procura della Repubblica, atto di indagine riservato, e la divulgazione solo oggi di un servizio realizzato dalle “Iene” datato di un anno</strong> e che <strong>va contestualizzato</strong> alle notizie allora apparse su un noto quotidiano “on line” calabrese a firma della giornalista Alessia Candito. E’ ovvio che il riferimento ai Calabresi effettuato dalla sig.ra Musella, nel mentre veniva incalzata e irrisa nel corso della intervista “sui generis”, non voleva essere generalizzante. Adriana Musella in quel momento ha voluto fare riferimento soltanto a chi ostinatamente e capziosamente  la aveva pubblicamente additata <strong>senza il rispetto della persona, di regole deontologiche,</strong> di un qualunque contraddittorio, che non può certamente svolgersi in modo regolare attraverso risposte a campagne stampa diffamatorie.  Peraltro, è emblematica di <strong>un certo modo di fare giornalismo</strong> la circostanza che solo alla fine della trasmissione “Le Iene”, in più parti tagliata proprio nelle risposte della  sig.ra Musella e che largo spazio ha dato alla giornalista Candito, <strong>si è dato atto che l’intervista era datata e ciò è avvenuto contestualmente alla enfatizzazione dell’esistenza oggi di indagini.</strong> Queste ultime, peraltro, generate dalla iniziativa di un anno fa della nostra assistita, proprio a dimostrazione della sua buona fede, iniziativa finalizzata a rispondere alla aggressione mediatica appena iniziata rivolgendosi all’unica Autorità riconosciuta da chi crede nella giustizia, ossia il <strong>Procuratore della Repubblica.</strong> Va da ultimo detto che il <strong>tentativo becero di fare apparire Adriana Musella colpevole</strong> prima ancora di qualunque accusa nei suoi confronti (nessun fatto specifico è stato contestato in sede di interrogatorio in Procura), di creare avversione da parte dei cittadini, di dipingerla quale persona riprovevole, ergendosi addirittura a censori e moralizzatori senza che tale compito sia stata da alcuno assegnato, è la manifestazione esteriore di una cultura dell’odio, alimentata attraverso il <strong>correlativo linguaggio dell’odio</strong> che viene diffuso in una società che alcuni hanno interesse a non rendere moderna ed inclusiva, ma al contrario piena di steccati e muri divisori. S<strong>ul rapporto e sul legame tra la Calabria e Adriana Musella si dimentica</strong> <strong>(ma è dimenticanza?)</strong> che la stessa <strong>ha sposato due reggini, ha due figli nati e residenti a Reggio Calabria</strong>, <strong>città che non ha abbandonato nonostante la barbara uccisione del padre ad opera della ‘ndrangheta.</strong> Si agirà a tutela della nostra assistita nelle sedi più opportune.<strong><br />
Avv. Giovanna Fronte<br />
Avv. Carlo Morace<br />
</strong></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><strong> </strong></div>
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		<title>Processo Bleck Money: Coordinamento Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; chiede ispezione al Ministro Andrea Orlando</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/02/processo-bleck-money-coordinamento-antimafia-riferimenti-chiede-ispezione-al-ministro-andrea-orlando/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2017 18:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Coordinamento antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; chiede urgente ispezione ministeriale al Tribunale di Vibo Valentia a seguito della sorprendente sentenza del processo BLACK MONEY. Ad esprimere solidarietà al Pubblico Ministero Marisa Manzini, pubblica accusa nel processo contro la cosca Mancuso, è Adriana Musella, Presidente dell&#8217;Associazione Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;, nota per i suoi oltre 25 anni di attività tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11790" aria-describedby="caption-attachment-11790" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11790" alt="Adriana Musella - Andrea Orlando" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-andrea-orlando-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11790" class="wp-caption-text">Adriana Musella &#8211; Andrea Orlando</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Coordinamento antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;</strong> chiede urgente <strong>ispezione ministeriale al Tribunale di Vibo Valentia</strong> a seguito della sorprendente sentenza del processo BLACK MONEY.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esprimere solidarietà al <strong>Pubblico Ministero Marisa Manzini</strong>, pubblica accusa nel processo contro la <strong>cosca Mancuso</strong>, è <strong>Adriana Musella</strong>, Presidente dell&#8217;<strong>Associazione Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;</strong>, nota per i suoi oltre 25 anni di attività tra i Giovani e per avere portato tra essi la Gerbera Gialla, divenuto fiore simbolo della cultura Antimafia e della Legalità, che oggi chiede al <strong>Ministro della Giustizia Andrea Orlando l&#8217;immediata Ispezione Ministeriale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La <strong>cosca Mancus</strong>o &#8211; <strong>afferma il Presidente Musella</strong> &#8211; è stata vergognosamente assolta dall&#8217;accusa di associazione mafiosa. Un fatto che rileva come sia inutile chiedersi poi, come abbia fatto la&#8217;ndrangheta calabrese a conquistare tanta forza e potenza. <strong>Per i giudici del tribunale di Vibo Valentia &#8211; continua Adriana Musella &#8211;  i Mancuso non sono mafiosi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per chi non fosse bene informato &#8211; aggiunge il Presidente di &#8220;Riferimenti&#8221; &#8211; trattasi della più potente cosca della &#8216;ndrangheta. Denunciamo con forza la situazione pericolosissima in cui versano, per alcuni aspetti, i Tribunali calabresi dove talvolta si assiste all&#8217;assurdo di vedere persone per bene sotto inchiesta e gli &#8216;ndranghetisti assolti. Purtroppo non tutti i magistrati sono uguali e spesso si è ostaggio di meccanismi artificiosi e subdoli.<br />
La Manzini che in pubblica udienza è stata offesa e oltraggiata dal boss <strong>Pantaleone Mancuso</strong>, non è stata in alcun modo protetta, allora, nelle sue funzioni, dal tribunale di Vibo Valentia. Oggi viene beffeggiata per la seconda volta da una assurda sentenza. L&#8217;8 febbraio il tribunale di VV composto da tre giovani magistrati si e&#8217; ritirato in camera di consiglio all&#8217;hotel LE MURAGLIE. In data 17 febbraio, dopo 9 giorni, ha dato lettura del dispositivo della sentenza, lasciando tutti sconvolti. Hanno condannato ANTONIO, GIOVANNI, GIUSEPPE MANCUSO per reati di usura ed estorsione oltre che armi, PAPAIANNI Agostino per estorsione, CUPPARI LEONARDO per estorsione, PRESTIA Antonio per estorsione, MUSCIA GAETANO per usura, FIALEK Damian per usura e violenza privata, VELARDO Antonio per associazione finalizzata alla commissione di reati finanziari ESCLUDENDO L&#8217;ASSOCIAZIONE MAFIOSA MANCUSO. L&#8217;indagine aveva portato ad un provvedimento di fermo e di sequestro urgente, <strong>eseguiti in data 7 marzo 2013</strong>; a cui è seguita ordinanza del<strong> Gip di Catanzaro in data 25 marzo 2013</strong> e di sequestro di immobili e imprese. Nella fase di indagine, il <strong>Tribunale del Riesame e la Corte di Cassazione</strong>, interessate dalle impugnazioni dei difensori, hanno confermato l’impianto accusatorio avvalorando la sussistenza dell’associazione mafiosa MANCUSO.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il rinvio a giudizio &#8211; r<strong>ammenta ancora il Presidente Adriana Musella</strong> &#8211; alcuni imputati hanno optato per il giudizio abbreviato, che si concludeva con condanna anche per partecipazione all’<strong>associazione mafiosa Mancuso</strong>, <strong>con conseguente riconoscimento della esistenza del gruppo mafioso</strong> sul territorio della provincia vibonese. <strong>La Corte di Appello</strong>, a seguito di impugnazione proposta nei confronti della sentenza emessa dal GUP, con proprio provvedimento in data 18 maggio 2016, <strong>confermava l’esistenza dell’associazione mafiosa Mancuso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Improvvidamente, gli imputati &#8211; il nocciolo duro della vicenda- che ha optato per il giudizio dinanzi al Tribunale di VV , sono stati assolti per associazione mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La conseguenza e&#8217; drammatica &#8211; sottolinea a gran voce il Presidente Musella che afferma: Siamo tornato agli anni 80 , quando si affermava che i Mancuso non sono una cosca di &#8216;ndrangheta</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>13 anni e mezzo all&#8217;assessore Zambetti. Secondo i Giudici comprò i voti alla &#8216;ndrangheta</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/02/13-anni-e-mezzo-allassessore-zambetti-secondo-i-giudici-compro-i-voti-alla-ndrangheta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 19:41:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Pesantissima la condanna inflitta dal Tribunale di Milano che ha condannato l&#8217;ex assessore regionale lombardo Domenico Zambetti a 13 anni e mezzo con l&#8217;accusa di aver comprato quattromila voti alla &#8216;ndrangheta per le regionali del 2010. Questa condanna rappresenta certamente un precedente che nel caso di condanna di politici per voto di scambio o acquisto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11753" aria-describedby="caption-attachment-11753" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/domenico-zambetti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11753" alt="Domenico Zambetti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/domenico-zambetti.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/domenico-zambetti.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/domenico-zambetti-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/domenico-zambetti-432x270.jpg 432w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11753" class="wp-caption-text">Domenico Zambetti &#8211; foto ANSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Pesantissima la condanna inflitta dal <strong>Tribunale di Milano</strong> che ha condannato l&#8217;ex assessore regionale lombardo <strong>Domenico Zambetti</strong> a 13 anni e mezzo con l&#8217;accusa di aver comprato quattromila voti alla &#8216;ndrangheta per le regionali del 2010. Questa condanna rappresenta certamente <strong>un precedente</strong> che nel caso di condanna di politici per voto di scambio o acquisto di voti dalle mafie, i Tribunali dovranno tener conto.</p>
<p style="text-align: justify;">I giudici hanno inflitto pene fino a 16 anni e mezzo di carcere. Assolto Alfredo Celeste, ex sindaco di Sedriano, il primo Comune del milanese sciolto per mafia. <strong>Inflitti 12 anni ad Ambrogio Crespi,</strong> fratello di Luigi, l&#8217;ex sondaggista di Berlusconi, e <strong>16 anni e mezzo a Eugenio Costantino</strong>, referente della cosca <strong>Di Grillo-Mancuso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> &#8220;Non ho proprio un&#8217;idea di cosa sia la mafia, secondo me non esiste, proprio non esiste. Se io sono uno &#8216;ndranghetista, allora la mafia non esiste, è tutta un&#8217;invenzione&#8221;, ha detto Costantino, dopo la lettura della sentenza.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Nicotera: un elicottero vola dove gli pare ma il problema non è solo quello.</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/09/nicotera-un-elicottero-vola-dove-gli-pare-ma-il-problema-non-e-solo-quello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Sep 2016 13:46:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[marisa manzini]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicotera]]></category>
		<category><![CDATA[pino aprile]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo/ Nella bella Nicotera, proprio sulla sua suggestiva piazzetta che affaccia sul mare (sporco, ndr), a pochi metri dal Duomo e dal meraviglioso Museo Diocesano, atterra un elicottero con due sposi. Con il rischio di fare una strage. Sarebbe bastato un niente, un piccolo errore o una ventata, perché le pale dell&#8217;elicottero falciassero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11201" aria-describedby="caption-attachment-11201" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11201" alt="Nicotera: l'atterraggio dell'elicottero nella piazzetta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero.jpg" width="799" height="449" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicotera-elicottero-480x270.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11201" class="wp-caption-text">Nicotera: l&#8217;atterraggio dell&#8217;elicottero nella piazzetta</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Nella bella <strong>Nicotera</strong>, proprio sulla sua suggestiva piazzetta che affaccia sul mare (sporco, ndr), a pochi metri dal Duomo e dal meraviglioso Museo Diocesano, <strong>atterra un elicottero con due sposi.</strong> Con il rischio di fare una strage. Sarebbe bastato un niente, un piccolo errore o una ventata, perché le pale dell&#8217;elicottero falciassero un centinaio di teste di cittadini che divertiti, consapevoli o no di cosa stesse accadendo per davvero, facevano selfie e filmavano l&#8217;evento. Nessuno ha autorizzato questo atterraggio. Non sappiamo chi ha autorizzato il volo. Ma una cosa è certa: l&#8217;elicottero è atterrato nella piazzetta più significativa della cittadina e il Prefetto di Vibo Valentia ha chiesto al Ministero dell&#8217;Interno lo scioglimento del Comune per mafia essendo i due sposi imparentati con il potente boss di Limbadi. Altrettanto certo è che ancora una volta la Calabria finirà sulle reti nazionali e ciò non giova all&#8217;altra parte della Calabria, quella che cresce e lavora onestamente alla quale quasi mai viene dedicato spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">Scoppia la polemica solo perché qualcuno posta il filmato di questa prodezza. Come un formicaio impazzito tutti fanno dichiarazioni. Chi a destra, chi a sinistra. Nessuno, oltre al Prefetto, prende provvedimenti. Non si capisce il perché. Anzi, diciamolo, possiamo immaginare. Poi, la stampa approfondisce e riferisce che i due sposi sarebbero davvero legati alla potentissima famiglia Mancuso di Limbadi (VV) e tutto, se vera questa versione anticipata dalla Prefettura locale, diventa più comprensibile. In un solo istante comprendiamo perché tutti vedono ma nessuno provvede. Diciamolo chiaro: di questa famiglia che rappresenta antropologicamente il simbolo della famigerata &#8216;ndrangheta intorno alla quale in tanti farneticano, nessuno ne vuole parlare e se ne guardano bene tutti, fino a diventare ridicoli nelle loro giustificazioni, come capitato di ascoltare dalla bocca della massima carica istituzionale del territorio che, innanzi all&#8217;ipotesi di un legame tra elicottero e famiglia Mancuso ha dichiarato che essi (i Mancuso, ndr.) hanno cose più importanti cui pensare. Inutile approfondire quanto abbondantemente spiegato dalla letteratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzi a questo nome anzi, forse è giusto dire a questo pezzo di storia della Calabria che conta nel mondo, in molti hanno dimostrato di avere paura tranne due donne: <strong>Adriana Musella</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione attiva da oltre un ventennio nella promozione dell&#8217;Antimafia Sociale (Gerbera Gialla) e la Dott.ssa <strong>Marisa Manzini</strong>, il Magistrato che li ha arrestati. La prima, ha ricevuto dallo Stato l&#8217;attribuzione alla sua Associazione delle chiavi di un bene della famiglia Mancuso sequestrato dall&#8217;Antimafia, oggi gestito da un Comitato appositamente pensato. La seconda (seconda solo per esigenze di stesura del pezzo, ndr.) oggi fa parte di questo Comitato allargato alle Università e ad altre autorevoli Istituzioni italiane che si occuperà di strutturare programmi accademici e definitivo indirizzo del bene sequestrato a Limbadi alla famiglia Mancuso. Se ci riusciranno non lo sappiamo ma come il volo dell&#8217;elicottero una cosa è altrettanto certa: ci stanno provando.</p>
<p style="text-align: justify;">Scopo di questa riflessione non è quella di accusare nessuno ma solo ed esclusivamente quello di riflettere sul ruolo che lo Stato desidera avere in questa bella regione che è la Calabria. Si, perché quello della &#8216;ndrangheta lo abbiamo compreso. Essa fa tutto ciò che deve fare. La &#8216;ndrangheta pare faccia bene la sua parte ma, in questa vicenda legata all&#8217;atterraggio dell&#8217;elicottero, lo Stato non ha ancora preso provvedimenti. Neanche una contravvenzione. E neanche intendiamo entrare nelle ragioni antropologiche, culturali, politiche per cui la &#8216;ndrangheta è potente e rispettata da tutti. <strong>Pino Aprile</strong>, in tal senso, potrebbe illuminarci sulle profonde radici del disaggio che oggi vive il <strong>Meridione dell&#8217;Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nicotera è solo il nome di una delle tante terre meravigliose che sono da considerare per colpa &#8220;delle mafie&#8221; come splendide rose profumate ma velate di nero. In modo particolare Nicotera è bella, bellissima! Ma è terra di grandi contraddizioni che rendono vano ogni sforzo. Solo poche settimane prima, nel mentre si parlava proprio sulla stessa piazzetta di legalità e fondi europei con l&#8217;Europarlamentare <strong>Laura Ferrara</strong>, un giovane sparava in pubblico a sua sorella e quasi la uccideva. Ma è anche la terra della Dieta Mediterranea, proprio il luogo dal quale Ancel Keys e i Fidanza hanno fatto partire le proprie ricerche. Incredibile a credersi ma proprio nella stessa conferenza, lo storico promotore ed evocatore di tali ricerche, ammetteva candidamente la supremazia del mare sporco e dei depuratori in crisi, promuovendo indirettamente una Nicotera inquinata. Questo Comune è già stato sciolto per ben due volte per mafie e, come ha dichiarato recentemente il Presidente regionale Calabria di Libera <strong>Don Ennio Stamile</strong>, la politica può sbagliare ma la chiusura per mafia di un Comune è una sconfitta che la Politica e le Istituzioni non possono e non devono permettersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di Adriana Musella e del Magistrato Marisa Manzini, ci aiuta a comprendere in questo clima avvelenato il valore della cultura. Radicare una Scuola, una Università, in ogni caso un centro di formazione proprio nel bene sequestrato alla famiglia Mancuso a Limbadi, infatti, rappresenta nel linguaggio dei segni qualcosa di molto più visibile e persistente nel tempo, dell&#8217;atterraggio di un elicottero. Insomma, dobbiamo capire se dobbiamo seguire il frastuono dell&#8217;albero che cade o credere nel silenzio della foresta che cresce. Si tratta di comprendere se i processi culturali possono avere senso nel lento e progressivo cambiamento della mentalità dei calabresi che (giustamente) temono le mafie e ne sono vittima, e da quale parte, soprattutto, con le nostre azioni vogliamo stare.</p>
<p style="text-align: justify;">Non va dimenticato che se la politica ha vanificato ogni suo sforzo in positivo e se essa stessa con i suoi comportamenti e con le licenze a fare qualsiasi cosa, purché &#8220;politicamente corretta&#8221;, è anche perché la cultura della mafiosità a cui si riferisce il Procuratore Gratteri, è per davvero penetrante.</p>
<p style="text-align: justify;">La Calabria è telecomandata da Roma e lo è stata dal Nord per decenni. Non ha e forse non può avere proprio per questi motivi una sua individualità politica e istituzionale perché, come a chiare lettere ha riferito il Procuratore di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri</strong>, il problema della Calabria non è questa, ma il fatto che essa nei suoi uffici strategici è governata da dirigenti che ricoprono questi ruoli da 20 anni e governano con metodi mafiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso, noi siamo spettatori. Vedremo ciò che accade e diremo sempre la verità nel rispetto della dignità di tutti. Nessuno escluso. Saremo però sempre chiari anche con i politici che pretendono di indicarci le stelle ma non vedono il loro dito che le indica.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Adriana Musella taglia il traguardo tutto in salita: a Limbadi un miracolo moderno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 15:48:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore editoriale/ Dopo mesi di sacrifici, solitudine e mortificazioni di ogni sorta, Adriana Musella ha tagliato il traguardo entrando a Limbadi, nella casa sequestrata dall&#8217;Antimafia alla famiglia Mancuso, con in mano una &#8220;Gerbera Gialla&#8221; segno di rinascita e unico baluardo che ha significato in Calabria insieme al Lavoro: la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10000" aria-describedby="caption-attachment-10000" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10000" alt="adriana-musella-piero-grasso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10000" class="wp-caption-text">Adriana Musella e Piero Grasso</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo mesi di sacrifici, solitudine e mortificazioni di ogni sorta, <strong>Adriana Musella</strong> ha tagliato il traguardo entrando a Limbadi, nella casa sequestrata dall&#8217;Antimafia alla famiglia Mancuso, con in mano una &#8220;Gerbera Gialla&#8221; segno di rinascita e unico baluardo che ha significato in Calabria insieme al Lavoro: la Cultura.</p>
<p style="text-align: justify;">Adriana Musella si occupa di Antimafia Sociale, ma quella seria, quella che coinvolge i Giovani ai quali si offre un&#8217;opportunità, quella di riflettere sulle gravi problematiche che affliggono il territorio, grazie all&#8217;impegno dell&#8217;<strong>Associazione Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;</strong> di cui la Musella è presidente, che molto ha fatto a partire da Rosarno, l&#8217;altare sul quale si celebra quotidianamente e in mondovisione, l&#8217;incapacità del Governo nazionale e della politica regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La famiglia Mancuso è definita dalla Magistratura la radice della &#8216;ndrangheta internazionale e oggi, grazie all&#8217;impegno di una Donna semplice ma colta, aggredita in ogni modo perché non giungesse a questo successo, nasce una <strong>Università della Legalità.</strong> Una tra tutti i direttamente coinvolti, la Dott.ssa <strong>Marisa Manzini</strong>, oggi Procuratore Aggiunto presso la Procura della Repubblica di Cosenza, che ha indagato e arrestato il boss Mancuso di Limbadi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi possiamo dire per certo che il bene può avere la meglio sul male, a patto che ognuno faccia il proprio dovere.</p>
<p style="text-align: justify;">Quello di questo direttore è dunque un grazie ad una Donna, madre e nonna che, per davvero solo per merito del suo istinto di figlia di una Vittima di mafia, non ha mollato dimostrando non alla Calabria, bensì all&#8217;Europa che &#8220;la malapianta&#8221; ormai diffusa in gran parte della stessa Europa, la si può contrastare solo ed esclusivamente attuando grandi processi culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Adriana Musella sa di poter contare anche su numerose Istituzioni che ha conosciuto nei momenti difficili e di cui certamente ha apprezzato caratteristiche umane e visione etica, cui non serve di salire sul podio della prima importante vittoria, bensì sapere di essere sostegno nei lunghi percorsi in salita, fiere di essere tra coloro i quali quando tutti scappano, sono li a sostene con fermezza verità e giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">
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