<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Magistratura &#8211; Il Parlamentare</title>
	<atom:link href="https://ilparlamentare.it/tag/magistratura/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilparlamentare.it</link>
	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Sat, 30 Sep 2023 17:03:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Giustizia, Nordio: &#8220;Mai alcun controllo del potere esecutivo sulla magistratura&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2023/09/giustizia-nordio-mai-alcun-controllo-del-potere-esecutivo-sulla-magistratura/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2023/09/giustizia-nordio-mai-alcun-controllo-del-potere-esecutivo-sulla-magistratura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 17:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[carlo nordio]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=16685</guid>

					<description><![CDATA[Così il ministro intervenendo a Palermo al congresso nazionale di Area democratica per la Giustizia: &#8220;Intercettazioni su mafia e terrorismo non si toccano. Lentezza processi ci costa due punti del Pil, necessario velocizzare&#8221;. &#8220;Quando parlo di intercettazioni non solo lascio sempre da parte il problema del terrorismo e della mafia su cui non solo non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia.jpeg" alt="" class="wp-image-16686" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia.jpeg 750w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia-696x464.jpeg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Così il ministro intervenendo a Palermo al congresso nazionale di Area democratica per la Giustizia</strong>: &#8220;Intercettazioni su mafia e terrorismo non si toccano. Lentezza processi ci costa due punti del Pil, necessario velocizzare&#8221;. &#8220;Quando parlo di intercettazioni non solo lascio sempre da parte il problema del terrorismo e della mafia su cui non solo non si tocca nulla, ma proprio con il Procuratore nazionale antimafia Melillo stiamo progettando una serie di interventi nuovi, perché la grande delinquenza non comunica coi mezzi tradizionali&#8221;. A dirlo è <strong>il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo a Palermo al congresso nazionale di Area democratica per la Giustizia</strong>. &#8220;Quando ho detto che la mafia non parla al telefono, alludevo al fatto che sappiamo perfettamente che oggi le grandi organizzazioni comunicano con mezzi che non siamo in grado di interpretare perché costano tanti soldi&#8221;, ha detto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="-mai-controllo-politica-su-magistratura-55">&#8220;Mai controllo politica su magistratura&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nessuno ha mai pensato né penserà mai che vi possa essere un domani una soggezione della magistratura, sia giudicante che requirente, al potere esecutivo né di qualsiasi altra forma di controllo estranea alla indipendenza della magistratura&#8221;, ha assicurato quindi il ministro. &#8220;Ho fatto il magistrato e lo rifarei e mi sento con la toga addosso. Perciò &#8211; sottolinea &#8211; mi preme dire che, quali che siano le riforme, per me sarebbe una eresia pensare che la magistratura possa finire sotto il controllo dell&#8217;esecutivo&#8221;. &#8220;Ho scelto questa professione perché è la più libera e importante nell&#8217;attuazione del dettato costituzionale, vincolata come è solo alla legge. Mai l&#8217;avrei scelta se avessi pensato che da pm avrei avuto sopra di me un potere gerarchico rappresentato da un partito&#8221;, ha detto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="-lentezza-processi-costa-due-punti-di-pil-85">&#8220;Lentezza processi costa due punti di Pil&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La lentezza dei processi ci costa due punti di Pil, lo sappiamo. Dunque, c&#8217;è la necessità di rendere i processi più veloci&#8221;, ha aggiunto il ministro.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="-ho-cercato-di-mettere-in-evidenza-elementi-che-uniscono-per-soluzione-rapida-92">&#8220;Ho cercato di mettere in evidenza elementi che uniscono per soluzione rapida&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Io ho cercato di annunciare le riforme secondo noi essenziali e prioritarie che riguardano l&#8217;efficientamento della giustizia, di cui nessuno parla mai, colgo anzi questa occasione per ribadire questo concetto. Noi stiamo lavorando alacremente, diciamo che quasi due terzi della nostra attività è dedicata all&#8217;efficientamento della giustizia ai fini di attuare i piani del Pnrr, e soprattutto velocizzare i processi, soprattutto quelli civili. Perché la lentezza della giustizia ci costa circa 2 punti di Pil&#8221;, ha detto il ministro della Giustizia lasciando il congresso. &#8220;Poi nessuno si nasconde, lo sappiamo &#8211; dice &#8211; siamo persone reali e mature, che ci sono differenti idee di concepire alcune soluzioni per quanto riguarda soprattutto il diritto penale, ma io ho cercato di mettere in evidenza le cose che ci uniscono. E tra queste c&#8217;è sicuramente quella di rendere la giustizia più efficiente e più rapida&#8221;, conclude.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2023/09/giustizia-nordio-mai-alcun-controllo-del-potere-esecutivo-sulla-magistratura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Arresti a Cosenza, Gratteri: per anni la &#8216;ndrangheta comandava il carcere. Gravi omissioni</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2019/06/arresti-a-cosenza-gratteri-per-anni-la-ndrangheta-comandava-il-carcere-gravi-omissioni/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2019/06/arresti-a-cosenza-gratteri-per-anni-la-ndrangheta-comandava-il-carcere-gravi-omissioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jun 2019 15:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=14191</guid>

					<description><![CDATA[A cura di Dario Ranieri/ Calabria &#8211; I Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza Luigi Frassanito (56 anni) e Giovanni Porco (53) con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari. Le indagini sono state coordinate dalla DDA di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12360" aria-describedby="caption-attachment-12360" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12360" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12360" class="wp-caption-text">Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di Dario Ranieri/</p>
<p style="text-align: justify;">Calabria &#8211; I <strong>Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza</strong> hanno arrestato due assistenti capo in servizio nel carcere di Cosenza<strong> <strong>Luigi Frassanito </strong></strong>(56 anni)<strong><strong> e Giovanni Porco </strong></strong>(53) con l’accusa di <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>, per avere favorito i clan Lanzino-Rua’-Patitucci, Bruni-Zingari e Rango-Zingari.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini sono state coordinate dalla <strong>DDA di Catanzaro</strong> e sono ritenute molto allarmanti per le gravissime omissioni che gli organi preposti al controllo, avrebbero posto in essere. Il <strong>Procuratore Nicola Gratteri  </strong>capo dell&#8217;indagine<strong> </strong>che ha esposto i dettagli alla stampa<strong>, ha lanciato un messaggio importante</strong>: <strong>non abbiamo paura e non guardiamo in faccia nessuno.</strong> Una dichiarazione che solleva l&#8217;animo dei<strong> calabresi onesti</strong> che da decenni nella Città di Cosenza e non solo, subiscono non solo soprusi da parte della &#8216;ndrangheta, ma anche da parte di chi la favorisce, piuttosto che combatterla per dovere d&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa gravissima di questa indagine &#8211; <strong>ha affermato il Procuratore Nicola Gratteri</strong> &#8211; è che si sarebbe dovuta concludere già anni addietro, almeno 5 0 10, addirittura, perché i fatti erano noti da tempo ma nessuno ha mai provveduto lasciando, cosa gravissima, i detenuti condannati per &#8216;ndrangheta nel carcere della stessa Città dal quale dispensavano ordini di ogni tipo e nuovi battesimi di &#8216;nrdangheta, oltre che ricevere alcool e droga dall&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Procuratore Gratteri ha ringraziato il</strong> <strong>Magistrato Camillo Falvo</strong> per avere saputo ricostruire tutta la vicenda con l&#8217;ausilio del Carabinieri. Sarebbero decine i pentiti di mafia che avrebbero delineato questo andazzo illecito nel carcere di Cosenza. Il Procuratore Nicola Gratteri che oggi con la sua Procura è al centro di importanti indagini che coinvolgono parte del corpo politico regionale che hanno già prodotto numerosi avvisi di garanzia, ha dichiarato “mi auguro che questi arresti servano a costringere chi di dovere, dal direttore del carcere di Cosenza al direttore del Dap, a intervenire per fare un po’ di ordine, quantomeno nell’applicazione dell’ordinamento penitenziario, in modo che – ha concluso il procuratore della Dda di Catanzaro – detenuti di alta sicurezza della stessa area criminale stiano a mille chilometri di distanza gli uni dagli altri e da Cosenza”.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2019/06/arresti-a-cosenza-gratteri-per-anni-la-ndrangheta-comandava-il-carcere-gravi-omissioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Calabria, corrotti temono &#8220;mega blitz giudiziario&#8221;. La politica trema</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2019/01/calabria-corrotti-temono-mega-blitz-giudiziario-la-politica-trema/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2019/01/calabria-corrotti-temono-mega-blitz-giudiziario-la-politica-trema/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2019 22:07:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[lande desolate]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=13905</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;inchiesta &#8220;Lande Desolate&#8221; della DDA di Catanzaro coordinata dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, ha disorientato i sistemi di potere in Calabria. Siano ad un istante prima che al Presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio (PD) si notificasse l&#8217;ordine di obbligo di residenza nel suo paese d&#8217;origine, nessuno, ma per davvero nessuno, avrebbe potuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13907" aria-describedby="caption-attachment-13907" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13907" alt="La Giustizia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg" width="900" height="492" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1-300x164.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-giustizia1-480x262.jpg 480w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13907" class="wp-caption-text">La Giustizia</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta <strong>&#8220;Lande Desolate&#8221;</strong> della DDA di Catanzaro coordinata dal <strong>Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri</strong>, ha disorientato i sistemi di potere in Calabria. Siano ad un istante prima che al Presidente della Regione Calabria <strong>Gerardo Mario Oliverio</strong> (PD) si notificasse l&#8217;ordine di obbligo di residenza nel suo paese d&#8217;origine, nessuno, ma per davvero nessuno, avrebbe potuto immaginare che ciò accadesse ad uno degli uomini considerati più influenti. Eppure, è accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, a tremare per davvero, è tutto il mondo della politica regionale e non solo della sinistra perché, si sa, la corruzione politica in Calabria scorre nel fiume sotterraneo dei fondi pubblici dove tutti attingono: politici, massoneria deviata e &#8216;ndranghetisti che oggi potrebbero pagare il conto chiamato da diverse procure calabresi e non solo. <strong>Il Civismo, quello vero, è allertato</strong> e pronto a colmare il vuoto strategico che potrebbe creare un massivo arresto di politici, dirigenti e funzionari a vari livelli. Insomma, si parla di un possibile riscatto morale della Calabria dalla corruzione che in un paio di anni potrebbe portare a numerose centinaia di arresti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco cosa riporta il Giornalista Pasquale Motta di <a href="https://lacnews24.it/politica/2019-terrore-politici-calabria-aleggia-spettro-mega-blitz-giudiziario_72941/?fbclid=IwAR1qZxuRTJN9XowHY60JAUfFFvN4GQagWvkpzmef8BBQzu2BWSXlFjtmRaQ" target="_blank">LaC NEWS24.it</a></strong></p>
<p><figure id="attachment_13906" aria-describedby="caption-attachment-13906" style="width: 270px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-13906" alt="Il Giornalista Pasquale Motta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-270x270.jpg" width="270" height="270" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-270x270.jpg 270w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-300x300.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta-50x50.jpg 50w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pasquale-motta.jpg 312w" sizes="auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13906" class="wp-caption-text">Il Giornalista Pasquale Motta</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nei luoghi della politica calabrese, nei palazzi del potere, nei corridoi delle sedi legislative non si parla d’altro. Un Big bang delle inchieste, la madre di tutte le indagini a firma delle Procure più pesanti della regione potrebbe abbattersi sulla politica e cambiare radicalmente il quadro politico regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Mutuando una frase storica dei tempi del Manifesto comunista, potremmo dire che “uno spettro si aggira sulla politica in Calabria: lo spettro del mega blitz giudiziario”. Un Big bang delle inchieste, la madre di tutte le indagini a firma delle Procure più pesanti della regione. Contro lo spettro del comunismo in Europa si erano coalizzati, “il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi”(…) in questo caso, invece, la politica calabrese, reagisce con la paura, con l’ansia, con le strette di spalle, con il silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il timore è sussurrato dietro una finta calma apparente. E tuttavia, nei luoghi della politica calabrese, nei palazzi del potere, nei corridoi delle sedi legislative non si parla d’altro. I big ti avvicinano sottovoce per chiederti se hai sentito dire che da un momento all’altro una raffica di arresti potrebbe colpire pesantemente la politica e la Pubblica Amministrazione, i comuni. Una situazione nella quale, spesso, i cronisti vengono intervistati, invece di intervistare, nella speranza che possano fornire smentite o conferme alla sensazione che si respira. Quello che si percepisce chiaramente, è la manifestazione di uno stato di angoscia, soprattutto, in alcuni potenti calabresi, i quali, sembrano degli zombi nell’affannosa ricerca di una rassicurazione, magari propedeutica al training autogeno assistito.</p>
<div id="videoincontent" style="text-align: justify;">“Si dice che siano 204 i provvedimenti già firmati – afferma qualcuno &#8211; no no, sono oltre 350” – rettifica qualcun altro &#8211; “ma sai se riguardano la regione? –chiede preoccupato qualche altro papavero del potere &#8211; “da quanto ne so la prossima retata riguarda <a href="https://lacnews24.it/edizioni-locali/cosenza/">Cosenza</a>” – risponde, invece, chi vuole dare l’impressione di avere notizie più fresche -. Queste sono alcuni dei ragionamenti nei quali ti imbatti nei luoghi bazzicati dalla politica o nelle sagrestie dei santuari del potere in salsa calabra. E, tali ragionamenti non è raro sentirli anche oltre Regione, nel transatlantico di Montecitorio, nel quale si sostiene che in Calabria qualcosa di “tragico” possa azzerare gli equilibri tradizionali della politica regionale.</div>
<p style="text-align: justify;">Sono in molti a chiedersi se lo stato di ansia che si è diffuso nel mondo della politica abbia qualche fondamento, oppure, è il frutto della fantasia spinta di chi tenta di tenere in fibrillazione la fase politica. I riflettori sono tutti puntati sul Super Procuratore della Calabria: Nicola Gratteri. Politici, imprenditori, giornalisti, da tempo, ormai, non si limitano solo a registrare le esternazioni del Magistrato, ma ne analizzano anche le sillabe, nella speranza di trovare qualche conferma alle voci che circolano costantemente. Interpretare cosa si nasconda tra le righe delle affermazioni di Gratteri, sembra ormai diventato lo sport nazionale. E da questo punto di vista, Gratteri non delude, anche perché, tra la presentazione di un libro e le conferenze stampa di rito, le esternazioni del Procuratore non mancano mai. Occasioni ghiotte, soprattutto per quei retroscenisti che di mestiere godono nel vedere i politici e gli uomini di potere di questa regione affogare nell’angoscia di essere travolti in scenari catastrofici.</p>
<p>Il procuratore di <a href="https://lacnews24.it/edizioni-locali/catanzaro/">Catanzaro</a>, tra l’altro, non ha mai nascosto l’obiettivo e l’esigenza di un repulisti generale in Calabria per contrastare la corruzione, il voto di scambio, le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni. Da questo punto di vista, è nota la sua affermazione di sentirsi in guerra sul fronte del contrasto alla ndrangheta e il malaffare. Uno tale contesto dunque, alimenta e conferma le paure di coloro che sono convinti che una bomba giudiziaria di proporzioni storiche stia per abbattersi trasversalmente sulla classe politica e sulla burocrazia calabrese. La bomba giudiziaria, almeno secondo il pourparler, non dovrebbe risparmiare nessuno e potrebbe colpire anche alcuni grossi enti locali della regione. Un mega blitz destinato a stravolgere radicalmente lo scenario politico calabrese.</p>
<p>E, infatti, l’aria che si respira è pesante e rende precarie anche scelte che sembrano assodate. E d’altronde, la grana caduta tra capo e collo su Oliverio e il suo entourage, ha prodotto e alimentato ancor di più uno stato di inquietudine e di tensione che si taglia con il coltello. Un mese fa, Oliverio e Adamo, sventolando la richiesta di decine di sindaci calabresi annunciavano al “mondo” la ricandidatura del Governatore: in pochi giorni è cambiato tutto, non solo quella ipotesi è sempre più lontana, ma è a rischio anche la possibilità di arrivare a fine legislatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Leggi l&#8217;articolo intero <a href="https://lacnews24.it/politica/2019-terrore-politici-calabria-aleggia-spettro-mega-blitz-giudiziario_72941/?fbclid=IwAR1qZxuRTJN9XowHY60JAUfFFvN4GQagWvkpzmef8BBQzu2BWSXlFjtmRaQ" target="_blank">CLICCA QUI</a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2019/01/calabria-corrotti-temono-mega-blitz-giudiziario-la-politica-trema/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Movimento NOI presenta esposto in Procura. Indaghi su ex Hotel Jolly</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2018/09/movimento-noi-presenta-esposto-in-procura-indaghi-su-ex-hotel-jolly/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2018/09/movimento-noi-presenta-esposto-in-procura-indaghi-su-ex-hotel-jolly/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2018 14:47:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[aterp]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[esposto]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[hotel jolly]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[mocimento noi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=13718</guid>

					<description><![CDATA[In merito alla vicenda a dire poco torbida che avvolge l’iter istituzionale in relazione all’Ex Jolly Hotel, la Comunità politica del Movimento NOI ha presentato esposto – denuncia presso la Procura della Repubblica di Cosenza. La decisione è maturata con la sentenza del TAR Calabria del 18 Settembre 2018 con la quale la Giustizia Amministrativa ha stabilito che il bene è di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13719" aria-describedby="caption-attachment-13719" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ex-hote-jolly-cosenza.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13719" alt="aterp, hotel jolly, mario occhiuto, magistratura, cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ex-hote-jolly-cosenza.jpg" width="900" height="631" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ex-hote-jolly-cosenza.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ex-hote-jolly-cosenza-300x210.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ex-hote-jolly-cosenza-385x270.jpg 385w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13719" class="wp-caption-text">L&#8217;Ex Hotel Jolly di propietà ATERP oggetto dell&#8217;esposto del Movimento NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">In merito alla vicenda a dire poco torbida che avvolge l’iter istituzionale in relazione all’<strong>Ex Jolly Hotel,</strong> la Comunità politica del <strong>Movimento NOI</strong> ha presentato esposto – denuncia presso la <strong>Procura della Repubblica di Cosenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La decisione è maturata con la sentenza del <strong>TAR Calabria del 18 Settembre 2018</strong> con la quale la Giustizia Amministrativa ha stabilito che il bene è di proprietà dell’<strong>ATERP</strong> (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica Regionale). Con ciò, evidenziando che <strong>il Comune di Cosenza non è il legittimo proprietario</strong> del bene sul quale, invece, come se lo fosse, ha provveduto – evidentemente contro la Legge – a indire una gara d’appalto consentendo all’impresa vincitrice, di <strong>iniziare la demolizione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A dare data certa</strong> delle circostanze è lo stesso Sindaco di Cosenza Arch. <strong>Mario Occhiuto</strong> che molti mesi prima della sentenza della Giustizia Amministrativa, pubblicava notizie ufficiali inerenti data di <strong>inizio lavori e smantellamento dell’ex Hotel Jolly.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’incontrovertibile situazione ha posto il Movimento NOI a <strong>esporre i fatti alla Procura della Repubblica di Cosenza</strong> perché la Giustizia ristabilisca la legalità. Ci chiediamo come sia possibile che il Sindaco di Cosenza possa in qualche modo autorizzare la demolizione di un bene di cui non è il legittimo proprietario. Ci chiediamo, altresì, <strong>in quale realtà democratica</strong> un Ente Pubblico provvede a indire una gara d’appalto, assegnare i lavori ad una impresa, allestire un cantiere con tanto di recinzione, e autorizzare la stessa ditta a demolire un edificio senza averne la proprietà, così come il TAR ha sentenziato lo scorso 18 settembre, quindi, violando norme e regolamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure <strong>Sindaco e Dirigenti sono pubblici ufficiali</strong> che, in questo caso, nello svolgimento delle loro funzioni, hanno intenzionalmente procurato un vantaggio patrimoniale al Comune, impadronendosi di un immobile senza averne titolo e, ancor più grave, recando all’ATERP un ingiusto danno poiché gli infissi di ben cinque piani sono stati letteralmente eliminati.</p>
<p style="text-align: justify;">“<strong>E’ davvero incredibile</strong> – afferma il portavoce del Movimento <strong>Fabio Gallo</strong> – che si possa immaginare di demolire un bene di cui non si dispone legittimamente della proprietà, ma il Comune di Cosenza lo ha fatto e tutti lo hanno consentito: <strong>dirigenti, funzionari, assessori, consiglieri.</strong> Altrettanto incredibile il dover prendere atto – conclude la nota – come <strong>la ditta vincitrice della gara</strong> per la demolizione indetta dal Comune o <strong>le ditte locali  subappaltatrici</strong>, abbiano iniziato lavori illegittimi e nessuno sia intervenuto in tempo per impedirne lo svolgimento, nonostante i media digitali e gli organi della stampa abbiano abbondantemente riportato i comunicati inequivocabili e in grande stile del Sindaco Mario Occhiuto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Confidiamo nella Magistratura &#8211; aggiunge Fabio Gallo &#8211; perché accerti eventuali responsabilità che a noi appaiono evidenti.</p>
<p style="text-align: justify;">LEGGI LA SENTENZA DEL TAR CALABRIA<br />
<strong><a href="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2018/09/tar-ex-hotel-jolly-demolizione.pdf">tar-ex-hotel-jolly-demolizione</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2018/09/movimento-noi-presenta-esposto-in-procura-indaghi-su-ex-hotel-jolly/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Coordinamento &#8220;Riferimenti&#8221; restituisce allo Stato i beni confiscati ai Mancuso</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2018/01/il-coordinamento-riferimenti-restituisce-allo-stato-i-beni-confiscati-ai-mancuso/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2018/01/il-coordinamento-riferimenti-restituisce-allo-stato-i-beni-confiscati-ai-mancuso/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 16:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[beni confiscati]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cosca mancuso]]></category>
		<category><![CDATA[limbadi]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[prefetto]]></category>
		<category><![CDATA[riferimenti]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<category><![CDATA[vibo valenzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=12924</guid>

					<description><![CDATA[I Beni Confiscati alla Cosca Mancuso ed affidati al Coordinamento Antimafia Riferimenti, ritornano al Mittente. Vogliono cosi&#8217; e cosi&#8217; sia. Hanno vinto Loro. A tale scopo, Adriana Musella, per conto del Coordinamento, ha chiesto un incontro col Prefetto di Vibo Valentia. Su proposta progettuale della stessa Musella era stata realizzata in quei beni l&#8217;Università dell&#8217;antimafia che avrebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12929" aria-describedby="caption-attachment-12929" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12929" alt="adriana musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12929" class="wp-caption-text">Adriana Musella</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>Beni Confiscati</strong> alla <strong>Cosca Mancuso</strong> ed affidati al <strong>Coordinamento Antimafia Riferimenti</strong>, ritornano al Mittente. Vogliono cosi&#8217; e cosi&#8217; sia. Hanno vinto Loro.<br />
A tale scopo, <strong>Adriana Musella</strong>, per conto del Coordinamento, ha chiesto un incontro col <strong>Prefetto di Vibo Valentia</strong>. Su proposta progettuale della stessa Musella era stata realizzata in quei beni <strong>l&#8217;Università dell&#8217;antimafia</strong> che avrebbe dovuto ospitare studenti da tutta Italia e con l&#8217;<strong>Erasmus</strong> anche dai paesi Europei. Al progetto didattico formativo, avevano aderito con appositi protocolli, l&#8217;Università della Calabria, la Confapi, la Fondazione Caponnetto e l&#8217;Associazione Premio Giorgio Ambrosoli. Dopo <strong>9 anni di lotte ad ostacoli</strong>, <strong>7 anni sotto scorta</strong> e <strong>due Amministrazioni cadute</strong>, il giorno seguente alla consegna di detti beni da parte della Prefettura di Vibo al Coordinamento, un articolo metteva in discussione la corretta attività dell&#8217;Associazione e la relativa gestione di fondi pubblici. Ne è seguita un&#8217;indagine giudiziaria che ha visto indagata la stessa Presidente, oggetto di una <strong>gogna mediatica</strong> senza precedenti.<br />
&#8220;<em>Restituiamo allo Stato i beni a noi affidati, nell&#8217;impossibilità di poter continuare nel nostro impegno. Hanno voluto così e così sia. Questa non è la nostra sconfitta, ma quella dello Stato di diritto. A questo Stato e alla causa, siamo coscienti di avere già dato e tanto, forse troppo. Lo abbiamo fatto perché abbiamo creduto. Oggi non crediamo più. Il capitolo antimafia che ci ha visto coinvolti,  termina qui, per la gioia di tanti. Per noi parla e parlerà la storia. Ai posteri l&#8217;ardua sentenza</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Adriana Musella</strong><br />
Fondatrice Coordinamenro Antimafia Riferimenti</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2018/01/il-coordinamento-riferimenti-restituisce-allo-stato-i-beni-confiscati-ai-mancuso/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quegli sputi sulla Croce da quelle quattro puttanelle velate</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/06/quegli-sputi-sulla-croce-da-quelle-quattro-puttanelle-velate/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2017/06/quegli-sputi-sulla-croce-da-quelle-quattro-puttanelle-velate/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2017 19:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Amn]]></category>
		<category><![CDATA[donne arabe]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[sputi sulla Croce]]></category>
		<category><![CDATA[violenti]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Feltri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=12329</guid>

					<description><![CDATA[Introduzione di Fabio Gallo/ Sono profondamente colpito dalle parole di Vittorio Feltri la cui esperienza è scrigno di almeno 40 anni della cultura che ha reso l&#8217;Italia la Bella e unica nel Mondo. Ma da alcuni anni l&#8217;Italia è governata da gentaglia da quattro soldi che sta svendendosi per un rolex, per una dose di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12336" aria-describedby="caption-attachment-12336" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12336" alt="Il Crocifisso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2.jpg" width="800" height="527" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2-300x197.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2-409x270.jpg 409w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12336" class="wp-caption-text">Il Crocifisso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Introduzione di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Sono profondamente colpito dalle parole di <strong>Vittorio Feltri</strong> la cui esperienza è scrigno di almeno 40 anni della cultura che ha reso l&#8217;Italia la Bella e unica nel Mondo. Ma da alcuni anni l&#8217;Italia è <strong>governata da gentaglia da quattro soldi</strong> che sta svendendosi per un rolex, per una dose di cocaina o per una scopata. <strong>La misura è colma</strong> e stiamo scoprendo che l&#8217;offesa agli italiani e alla loro cultura, al loro intimo patrimonio di sentimenti vitali è tale, da non riuscire più ad essere indifferenti.<br />
<strong>Siamo nelle mani di quattro idioti.</strong> Sono perfettamente d&#8217;accordo con il Direttore Feltri. E aggiungo: idioti che culturalmente sono meno che zero. Motivo per cui non comprendono quanto sta accadendo nel nostro Paese. E non è solo il Direttore Vittorio Veltri ad alzare la voce! Proprio in queste ore, infatti, ha tuonato nel mondo della comunicazione la voce del <strong>Vicepresidente dell&#8217;Associazione Nazionale Magistrati</strong> <strong>Angelo Angermano</strong> che ha dichiarato senza usare mezzi termini che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>l&#8217;immigrazione metterà a rischio la tenuta democratica del paese&#8221;</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E ha continuato affermando che<strong> </strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;<strong>dobbiamo prendere atto che non possiamo accogliere tutti.</strong> <strong>Diritti e doveri </strong>devono essere fissati in uno<strong> statuto dell&#8217;immigrato</strong> che ancori l&#8217;accoglienza nel nostro paese al rispetto delle leggi”.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E come se non bastasse il noto Magistrato ha dichiarato che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>chi intende diventare italiano dev&#8217;essere sottoposto a verifiche severe e progressive che dimostrino come l&#8217;aspirante cittadino accetti e condivida i valori democratici&#8221;</strong>.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ormai è chiaro! Siamo governati da politici decerebrati e lobotomizzati che pensano solo ad accumulare danaro mentre i poveri cittadini italiani insieme al nostro Patrimonio Culturale che è anche quello dei campanili cristiani, del suono delle campane, dei crocifissi nelle scuole e del presepe, delle campagne e della gente in pace, viene deriso da gentaglia che indossa indegnamente anche gli abiti dell&#8217;Islam.<br />
No, non muovo un&#8217;accusa all&#8217;Islam ma <strong>a questi escrementi umani</strong> che indossano indegnamente la veste islamica per sputare sul crocifisso, che fanno finta di essere cristiani per prendere la comunione e sputarla sull&#8217;altare mostrando il volto di quell&#8217;Islam violento e incompatibile con qualsiasi civiltà, che ci sta portando all&#8217;esasperazione. <strong>Anche io come il Direttore Vittorio Feltri</strong> e come il <strong>Procuratore della Repubblica Angelo Sangermano</strong> attendo che i loro referenti li denuncino pubblicamente. Ma so bene che ciò non accadrà mai.<br />
Vorrei che questa gentaglia sappia che i loro sputi sulla Croce e il loro vomitare sui nostri altari cristiani, sono una grande offesa e costituiscono da oggi la motivazione di una nuova classe politica che sorgerà per<strong> allontanarli dall&#8217;Italia</strong>, per la quale i nostri antenati hanno combattuto e sacrificato affetti, ogni bene e la vita stessa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La chiesa di San Zulian a Venezia è stata in questi giorni il luogo di un attacco terroristico subdolo, senza sangue, ma che fa sanguinare il cuore di uno come me che è ateo, ma è pur sempre figlio di questa terra dove suonano le campane e il panorama è pieno di croci e crocifissi. Due volte. Prima alcuni giovanotti arabi si sono presentati a messa. Hanno ricevuto la comunione fingendosi devoti cattolici e subito hanno vomitato l’ostia sull’altare come fosse cibo del diavolo, bestemmiando Gesù Cristo. Poi, passato un giorno, quattro ragazze con il velo islamico si sono dirette verso il crocifisso e gli hanno sputato sul volto: quello sarà stato di legno, ma io ho sentito la bava di questa gentaglia sulla mia faccia, anzi sul volto dei miei che mi hanno insegnato il segno della croce, e dei loro padri e indietro ancora, a quelli che hanno fatto l’Italia, un paese che farà anche pena, ma è il mio paese. Il nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è voluto che il fatto si ripetesse, che arrivasse il gruppo di puttanelle islamiche per convincere il parroco alla denuncia pubblica. Il sacrestano quasi si vergognava a farlo sapere, mica che gli dessero del visionario o del razzista fondamentalista. Il prete infine ha rivelato pubblicamente il sopruso. Ed è già un miracolo di coraggio. Perché ora dovrà subire lui il processo: gli diranno di non avere misericordia, di prestarsi alla reazione violenta, ad esempio, di Libero.</p>
<p style="text-align: justify;"> Violenta? Sacrosanta. Se non ci difendiamo, se non tuteliamo quello che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto calpestando coi suoi piedi questa valle di lacrime, tanto vale arrendersi, consegnarci direttamente al Califfo e ai suoi mullah. Ribelliamoci. Chiediamo che la comunità islamica consegni alle forze dell’ ordine questi loro soci. Figuriamoci. I musulmani in Italia, visto che non hanno il santo timor di Dio, come recitava il catechismo del mio curato, e neppure della legge, ne abbiano almeno di una salutare reazione dell’ opinione pubblica. Temo sia tardi.Nei giorni scorsi ho letto un reportage sul Foglio di Cristina Giudici da un quartiere di Milano, vicino a San Siro, trasformato ormai in una succursale della Mecca. Scriveva: «A metà pomeriggio, nel quartiere popoloso e popolare a cento metri dallo stadio, sembra di stare quasi al Cairo. Ciò che colpisce di più è l’immagine delle numerose donne che nel pomeriggio affollano il marciapiede con molti bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte velate, molte con il velo integrale. Il quadrilatero della vecchia San Siro è diventato una mini Molenbeek. Ne sa qualcosa Giovanna De Matteis, madre di un alunno di quarta elementare, con un solo compagno di classe italiano, che ha ingaggiato una battaglia per difendere, ci dice, il crocifisso e impedire che venisse accolta la richiesta di alcuni genitori di mandare alla scuola elementare le bambine con il velo. Una richiesta che indica il grado di radicalizzazione esploso in quartiere negli ultimi due anni».</p>
<p style="text-align: justify;">La giornalista racconta che i musulmani non fanno entrare chi non è dei loro in certi negozi. Almeno impediamo che ci insozzino le chiese, che non sono proprietà solo di chi vi accende devotamente le candele, ma sono luoghi della nostra anima o animaccia che sia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono le impronte della memoria senza cui non esiste nazione, civiltà e non si resiste all’invasore. Noi non siamo come loro, come gli islamici intendo. In Pakistan hanno buttato in una fornace due sposi cattolici accusati (falsamente) di aver bruciato una pagina del Corano: si sono mossi in mille per linciarli.Hanno fatto scoppiare rivolte, e assassinato vignettisti a sangue freddo, per un paio di disegnini. Noi non siamo così. Ma quelli che hanno sputato le ostie li sputerei su un canotto, con acqua e viveri beninteso e persino una copia del Corano, e li spingerei al largo verso i loro minareti libici, egizi o marocchini. Non andremo a insozzargli le moschee. Ma state a casa vostra.Il Padreterno si arrangerà a suo tempo a sbatterli all’inferno, sempre che non sia Allah a comandare anche nell’aldilà, visto che nell’aldiquà già imperversa. Oppure li perdonerà. È il suo lavoro. I bravi cristiani seguiranno l’esempio del Papa (chi sono io per giudicare?) e diranno che è colpa delle multinazionali, dei fabbricanti di armi e ultimamente di quelli dei Tir. Io non ci sto.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso permettermelo, non essendo un bravo cattolico. Ma penso che uno Stato laico, che non è obbligato a perdonare 70 volte 7, debba reagire con forza, riprendere il controllo di tutto il territorio, appoggiato da teste di destra, di sinistra e di centro. Mi illudo. Sono sicuro che i giornaloni minimizzeranno, riducendo il tutto a un caso di folklore tra opposti baciapile. Balle.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Libero</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2017/06/quegli-sputi-sulla-croce-da-quelle-quattro-puttanelle-velate/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mattarella: la Memoria di di persone come Falcone e Borsellino continua ad accompagnarci. Il senso del loro impegno viene condiviso da tanti giovani.</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/05/mattarella-la-memoria-di-di-persone-come-falcone-e-borsellino-continua-ad-accompagnarci-il-senso-del-loro-impegno-viene-condiviso-da-tanti-giovani/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2017/05/mattarella-la-memoria-di-di-persone-come-falcone-e-borsellino-continua-ad-accompagnarci-il-senso-del-loro-impegno-viene-condiviso-da-tanti-giovani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 19:29:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere ucciardone]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alla legalità]]></category>
		<category><![CDATA[falcone e borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[ministri]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[presidente segrio mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[strage capaci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=12282</guid>

					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto alla cerimonia commemorativa per i 25 anni delle stragi di Capaci e di Via D&#8217;Amelio presso l&#8217;Aula Bunker del carcere dell&#8217;Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa nostra. Presenti il Presidente del Senato, Pietro Grasso, la Ministra dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il Ministro dell&#8217;Interno, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12286" aria-describedby="caption-attachment-12286" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12286" alt="sergio mattarella ucciardone stragi capaci" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8.jpg" width="1024" height="682" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella8-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12286" class="wp-caption-text">Il Presidente Sergio Mattarella alla cerimonia commemorativa del 25° anniversario delle Stragi di Capaci e di Via D&#8217;Amelio nell&#8217;Aula Bunker dell&#8217;Ucciardone</figcaption></figure></p>
<p>Il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> è intervenuto alla cerimonia commemorativa per i <strong>25 anni delle stragi di Capaci e di Via D&#8217;Amelio</strong> presso l&#8217;Aula Bunker del carcere dell&#8217;Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa nostra.</p>
<p>Presenti il Presidente del Senato, <strong>Pietro Grasso</strong>, la Ministra dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, <strong>Valeria Fedeli</strong>, il Ministro dell&#8217;Interno, <strong>Marco Minniti</strong>, il Ministro della Giustizia, <strong>Andrea Orlando</strong>, la Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, <strong>Rosy Bindi</strong>, il Procuratore Nazionale Antimafia, <strong>Franco Roberti,</strong> il Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, <strong>Giovanni Legnini</strong>, il Primo Presidente della Corte di Cassazione, <strong>Giovanni Canzio</strong>, il Presidente dell&#8217;Associazione nazionale magistrati <strong>Eugenio Albamonte,</strong> la Presidente Maria Falcone, rappresentanti dei vertici delle Forze dell&#8217;Ordine e dell&#8217;Autorità nazionale anticorruzione.</p>
<p>La cerimonia al <strong>carcere dell&#8217;Ucciardone</strong> si inserisce nelle numerose iniziative organizzate dalla <strong>Fondazione Falcone</strong> e dal Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca per la commemorazione delle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio in cui hanno perso la vita, venticinque anni fa, i <strong>giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino</strong> e gli uomini e le donne delle loro scorte, <strong>Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina</strong>.</p>
<p>Ad aprire la giornata di commemorazione è stato l&#8217;arrivo della Nave della Legalità al porto di Palermo. La Nave è stata accolta da centinaia di ragazze e ragazzi delle scuole siciliane, dalla Presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, dalla Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi.</p>
<p>Dal 2002 la Fondazione Falcone, in collaborazione con il Miur, ha avviato percorsi di <strong>educazione alla legalità</strong> a livello nazionale che culminano, ogni anno, nell&#8217;evento del 23 maggio, giorno dell&#8217;anniversario dell&#8217;attentato di Capaci. Negli anni questo percorso si è arricchito di collaborazioni attraverso gli accordi firmati con l&#8217;<strong>Autorità nazionale anticorruzione</strong>, la Procura nazionale antimafia, il Consiglio superiore della magistratura, l&#8217;Associazione nazionale magistrati che hanno consentito di portare nelle scuole esperti e attività didattiche mirate alla diffusione della cultura del rispetto e della legalità. Dal 2015 la manifestazione organizzata in occasione del 23 maggio, prima concentrata a Palermo, è stata estesa a tutto il Paese, attraverso le &#8216;Piazze della Legalità&#8217;, spazi dedicati al dibattito e alle testimonianze, che quest&#8217;anno saranno in 9 città: Milano, Teramo, Roma, Foggia, Bari, Trieste, Gorizia, Napoli, Vibo Valentia.</p>
<p>Quest&#8217;anno, in occasione del venticinquesimo anniversario delle stragi, torna anche il viaggio della Nave della Legalità, per rafforzare il messaggio contro le mafie che la scuola intende lanciare da Nord a Sud. Nel tragitto da Civitavecchia a Palermo oltre 1.000 ragazze e ragazzi hanno incontrato le istituzioni e si sono confrontati sull&#8217;educazione alla cittadinanza e sull&#8217;eredità di Falcone e Borsellino. La Nave è salpata da Civitavecchia il pomeriggio del 22 maggio per approdare a Palermo la mattina del 23, dando ufficialmente il via alle celebrazioni. Sulla Nave erano presenti il Presidente del Senato, Pietro Grasso, la Ministra dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, il Procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, il Vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, il Professor Nando Dalla Chiesa.</p>
<p>Fonte Quirinale</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2017/05/mattarella-la-memoria-di-di-persone-come-falcone-e-borsellino-continua-ad-accompagnarci-il-senso-del-loro-impegno-viene-condiviso-da-tanti-giovani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Matteo Renzi e Mario Oliverio Presidente e Vice della squadra di calcio femminile minacciata. La proposta allo Stato!</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/12/matteo-renzi-e-mario-oliverio-presidente-e-vice-della-squadra-di-calcio-femminile-minacciata-la-proposta-allo-stato/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2015/12/matteo-renzi-e-mario-oliverio-presidente-e-vice-della-squadra-di-calcio-femminile-minacciata-la-proposta-allo-stato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 14:45:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[gerardo mario oliverio]]></category>
		<category><![CDATA[gerbera gialla]]></category>
		<category><![CDATA[legge italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[stato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=10068</guid>

					<description><![CDATA[A cura della redazione de ILPARAMENTARE.IT/ Roma &#8211; Non è lotta allo Sport bensì affronto allo Stato! Un attacco sfrontato e frontale è portato dalle Mafie nella Calabria che cerca lo spunto per un miracolo di rinascita. Arriva dalla Rete, da Facebook, una proposta simbolica ma coerente e credibile che, se accolta da Matteo Renzi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_10069" aria-describedby="caption-attachment-10069" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-mario-oliverio1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10069" alt="matteo-renzi-mario-oliverio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-mario-oliverio1.jpg" width="1000" height="522" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-mario-oliverio1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-mario-oliverio1-300x156.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-mario-oliverio1-480x250.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10069" class="wp-caption-text">Una proposta al Premier Matteo Renzi e al Presidente Mario Oliverio</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura della redazione de ILPARAMENTARE.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Roma &#8211; Non è lotta allo Sport bensì affronto allo Stato! Un attacco sfrontato e frontale è portato dalle Mafie nella Calabria che cerca lo spunto per un miracolo di rinascita. Arriva dalla Rete, da Facebook, una proposta simbolica ma coerente e credibile che, se accolta da <strong>Matteo Renzi e Gerardo Mario Oliverio,</strong> rappresenterebbe un compromesso culturale e politico per il futuro dell&#8217;intera Calabria. In ogni caso, un atto di presenza reale!</p>
<p style="text-align: justify;">Le minacce alle campionesse e ai dirigenti della squadra femminile di calcio della locride stanno facendo il giro del mondo. Ancora una volta la Calabria con le sue storie criminali approda sulle testate giornalistiche internazionali sottraendo, e non è poco, spazio ai crimini dell&#8217;ISIS e alle condizioni ambientali che vedono le capitali italiane paralizzate dalle conseguenze dello Smog.</p>
<p style="text-align: justify;">La criminalità organizzata, si sa, ha un testa funzionante e chi ha messo in atto queste minacce, di certo, sapeva bene che indirettamente esse avrebbero leso l&#8217;immagine dello Stato.<br />
Suscitando, un&#8217;aggressione al mondo dello Sport femminile, in un territorio devastato dal condizionamento della malavita organizzata e in cui l&#8217;unica risorsa sono i giovani, la deflagrazione dello scandalo nelle Istituzioni nazionali sarebbe stato certo! Se fossimo autori della migliore fantapolitica, verrebbe da pensare che questo fulmine a ciel sereno potrebbe essere stato creato ad &#8220;hoc&#8221;, per distrarre l&#8217;attenzione della Stampa locale e non solo da ben altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Più che una minaccia, dunque, si sta aprendo un confronto diretto tra cultura mafiosa e Stato, in un momento in cui quest&#8217;ultimo &#8211; come citano le cronache &#8211; sta dimostrando di essere assente dalla Calabria, se non attraverso pochi colpi di cipria sul volto ormai barocco delle promesse alla Calabria, incapace di creare lavoro e piena di contraddizioni all&#8217;interno dello stesso partito di governo. E quando la politica è inefficace e insegue la sussistenza quotidiana e le emergenze, è noto, il crimine programma il suo futuro e sa farlo meglio di tutti. Soprattutto, poi, quando la cultura mafiosa e della sopraffazione esonda dai ranghi per trovare la sua espressione nel corpo stesso dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Si torna dunque a parlare di quanto accade in Calabria dove &#8220;Locri&#8221; è un nome simbolico che non indica solo un territorio geografico, bensì un modello esistenziale e culturale cui i cittadini si piegano per evitare di avere problemi, di ogni sorta. Non si tratta di un cancro innanzi al quale c&#8217;è sempre la speranza della terapia ma di una cultura che si accetta consapevoli della totale inefficacia della Legge, della Magistratura e dello Stato che, per uno strano paradosso, si trovano ad essere imbrigliati da se stessi perché la Legge non offre strumenti validi, la Magistratura non ne dispone e lo Stato &#8211; questo il mistero &#8211; non si decide a legiferare perché &#8220;la malapianta&#8221; venga estirpata e combattuta ad armi pari.</p>
<p style="text-align: justify;">I Social Network pongono sotto accusa questo contesto culturalmente mafioso perché dimostra con i fatti che trionfa indisturbato dalla politica locale ovunque vi sia indipendenza, sviluppo, onestà, cultura, giustizia, sanità, lavori pubblici, fede e non ultimo, ove crescono istinti positivi e propositivi della politica. Perché va detto che l&#8217;intenzione di uscire dal baratro da parte di una certa politica c&#8217;è, ma è esposta alla solitudine e, parlando il gergo calcistico, alla panchina a vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In tal senso e in un clima propositivo giunge la proposta di coinvolgere Matteo Renzi e Gerardo Mario Oliverio in un &#8220;gioco di squadra&#8221; per la Calabria.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10000" alt="adriana-musella-piero-grasso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>LA &#8220;GERBERA GIALLA&#8221; CON ADRIANA MUSELLA, FACEBOOK E LA RESISTENZA CIVICA</strong><br />
Veramente inaccettabile quanto accaduto! Ma, giustamente, i responsabili della squadra femminile di calcio raggiunti da pesanti minacce dirette anche ai propri figli e già sottoposti a scorta dalle Autorità locali, fanno sapere che un conto è la solidarietà di chi invia messaggi tramite telegiornali da lontano, altro è subire minacce in un luogo ove, certificato dalla storia delle cronache, non si scherza. Ne è possibile pensare di mettere tutta la Calabria onesta sotto scorta così come non è possibile che lo Stato possa chiedere a tutti i cittadini di vivere sotto scorta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA PROPOSTA: MATTEO RENZI E GERARDO MARIO OLIVERIO INSIEME PER LA CALABRIA</strong><br />
E proprio in questa fase molto delicata in cui la cipria e la solidarietà ai fini promozionali rischiano di aggiungere al danno anche la beffa, che sul mondo dei social prende vita una proposta. E&#8217; il <strong>Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; Adriana Musella</strong> ad aprire la discussione cui stanno aderendo migliaia di utenti che stanno evidenziando reali problematiche della Calabria. A seguire, tra i tanti professionisti intervenuti nella discussione l&#8217;<strong>Avvocato</strong> <strong>Vincenzo Nucara, l&#8217;imprenditore Gaetano Saffioti</strong> e <strong>Fabio Gallo,</strong> fondatore della &#8220;Carta della Pace per la Tutela dei Diritti Umani&#8221; che raccoglie l&#8217;invito dell&#8217;ideatrice del simbolo antimafia (la Gerbera Gialla, ndr) alla discussione e propone al Premier <strong>Matteo Renzi</strong> di assumere la Presidenza onoraria della Squadra, al Governatore della Regione Calabria <strong>Gerardo Mario Oliverio</strong> la Vicepresidenza e al Coordinamento Antimafia presieduto da <strong>Adriana Musella</strong> i rapporti con le Istituzioni, Enti No Profit, Associazioni di Categoria, Professionisti, Organi della Stampa locali e nazionali. Ciò, fino a quando non si giunge a chiarimenti definitivi, affiancando i Dirigenti effettivi che oggi sono simbolo dello Sport più di una intera Olimpiade. Seguiremo gli sviluppi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>DALLE AGENZIE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">28 Dicembre &#8211; ore 17,13/<br />
<strong>COORDINAMENTO ANTIMAFIA RIFERIMENTI DISPOSTO A RILEVARE SQUADRA</strong><br />
<strong> IL SUGGERIMENTO DI GAETANO SAFFIOTI</strong><br />
Nella vicenda dello Sporting calcio Locri non è in gioco solo,una squadra che vuol fare sport ma un gruppo di persone alle quali viene tolto il Diritto Sacrosanto dell&#8217;autodeterminazione  e alla libertà.Riteniamo che in questa vicenda le vere vittime siano lo sport e le ragazze che tanti sacrifici hanno affrontato in questi anni per vedere oggi i loro sogni spezzati dalla vigliaccheria e dalla  sopraffazione.Che ci sia o meno la &#8216;ndrangheta sotto questa faccenda non possiamo dirlo ma che la metodologia usata sia mafiosa e che l&#8217;operazione e&#8217; comunque delinquenziale questo non si può negare.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo dall&#8217;esito delle indagini potremo saperne di più. Al momento di certo la vicenda appare molto poco chiara e qualunque ipotesi va vagliata.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa certa,la sola e&#8217; che Il messaggio lasciato passare e&#8217; che le minacce ordinano e le teste si chinano e obbediscono.Questo non possiamo permetterlo. Per tale motivo il Coordinamento antimafia Riferimenti,da sempre impegnato sul territorio calabrese, comunica di prendere in esame la possibilità di rilevare la squadra che sembra l&#8217;attuale dirigenza ceda a costo zero. Questo al fine di permettere alle ragazze di potere tornare in campo e di non subire la vergogna di una resa imposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Coordinamento essendo un&#8217;associazione no profit ,basata sul volontariato,non dispone di fondi o di rendite e per questo chiama a raccolta ,imprenditori coraggiosi e con la schiena dritta e professionisti onesti perché siano di supporto. Alla proposta sono già pervenute adesioni, prima tra le quali, quella dell&#8217;imprenditore <strong>Gaetano Saffioti</strong>, <strong>testimone di giustizia e verità</strong> che certamente la testa non l&#8217;ha mai abbassata e che ha offerto il proprio aiuto al Coordinamento Riferimenti. Se ne attendono altre.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa ha bisogno del sostegno di tutti privati ed istituzioni calabresi, Coni e lega italiana calcio, perché non la si può dare vinta. E&#8217; indubbio che Il Coordinamento Riferimenti non assumerà alcuna iniziativa in merito senza prima aver consultato gli  inquirenti ed aver avuto l&#8217;assenso della Prefettura di Reggio Calabria e degli altri organi preposti. Adriana Musella</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COMUNICATO DEL COORDINAMENTO ANTIMAFIA &#8220;RIFERIMENTI&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">28 Dicembre &#8211; 11,20/<br />
&#8230;..E&#8217; normale che una squadra di calcio chiuda per minacce ?Eppure avviene&#8230;..a Locri ,che se un tempo e&#8217; stata culla di civilta&#8217; ,oggi appare tutt&#8217;altro. Forse la Calabria farebbe bene a dichiararsi regione autonoma &#8230;.considerando che e&#8217; Stato nello Stato avulsa da qualsiasi regola&#8230;..una terra dove ciascuno fa quello che vuole e nessuno fiata!Una terra senza voce e senza diritti ,ieri come oggi. Ritengo che il popolo servo abbia una grande responsabilita&#8217; in tutto questo &#8230;.Ci si vende per bisogno,paura ,indifferenza o ignoranza &#8230;.diventando strumenti della mala politica e della criminalita&#8217;&#8230;.col risultato di rinunciare allo status di cittadini portatori di diritti e doveri. Ordinaria amministrazione per questa regione&#8230;.ormai abituata a calare il capo e soccombere&#8230;..La calabria e&#8217; fuori da qualsiasi schema che piaccia o meno&#8230;Ci auguriamo che la magistratura voglia far luce su quest&#8217;ulteriore inquietante episodio che fotografa uno spaccato di societa&#8217; prona alle regole del male e non a quelle del vivere civile&#8230;&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Adriana Musella &#8211; Presidente Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; www.riferimenti.org<br />
presidenza@riferimenti.org &#8211; Telefax.0965312841 &#8211; Skype : adrimusella</p>
<p>MALAGO&#8217;: LOCRI DEVE GIOCARE<br />
<span style="text-align: justify;">Roma, 27 dic. (askanews) &#8211; &#8220;Locri deve giocare. Il 10 gennaio voglio vedere le ragazze in campo&#8221;. Così il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, esprime il suo sostegno e la sua solidarietà alla squadra femminile calabrese di calcio a 5 costretta a lasciare l&#8217;attività a causa di minacce. &#8220;Lo sport italiano è al fianco della società Sporting Locri, dei suoi dirigenti, dei tecnici e soprattutto delle atlete che non devono assolutamente cedere a questi vergognosi gesti, intollerabili in un Paese civile. Sono a disposizione per qualsiasi iniziativa necessaria a far tornare le ragazze in campo&#8221;</span></p>
<p style="text-align: justify;">CARLO TAVECCHIO&#8217;: PORTEREMO LE AZZURRE A LOCRI<br />
&#8220;Vergogna, porteremo a Locri le azzurre del calcio a cinque per testimoniare la nostra solidarietà&#8221;. E&#8217; la reazione del presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio dove i fatti di Locri dove il presidente della squadra di calcio a 5 femminile ha deciso di ritirare la squadra dopo aver ricevuto minacce per se e per la sua famiglia. &#8220;Esprimo massima solidarietà allo Sporting Locri, ai suoi dirigenti e alle sue tesserate &#8211; Ha detto Tavecchio &#8211; la Figc è al loro fianco. Andremo in Calabria con la Nazionale femminile di Calcio a 5 per testimoniare tutto il nostro sostegno&#8221;. L&#8217;obiettivo è che nel meridione d&#8217;Italia non si spenga una bella realtà di sport in rosa.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2015/12/matteo-renzi-e-mario-oliverio-presidente-e-vice-della-squadra-di-calcio-femminile-minacciata-la-proposta-allo-stato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giorgio Napolitano: non indebolire efficacia e credibilità dell&#8217;azione giudiziaria</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/06/7941/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2014/06/7941/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jun 2014 21:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[azione giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[presidenza della repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=7941</guid>

					<description><![CDATA[Giorgio Napolitano chiede al Csm di &#8220;evitare di indebolire la credibilità ed efficacia dell&#8217;azione giudiziaria, indispensabili per salvaguardare l&#8217;indipendenza e l&#8217;autonomia della magistratura&#8221;. L&#8217;appello è contenuto nella lettera al vicepresidente del Csm Michele Vietti riguardo allo scontro nella procura di Milano. &#8220;Le garanzie di indipendenza &#8220;interna&#8221; del Pubblico ministero riguardano l&#8217;ufficio nel suo complesso e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_7942" aria-describedby="caption-attachment-7942" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7942" alt="giorgio napolitano-quirinale-presidenza della repubblica-azione giudiziaria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano3.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano3.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano3-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano3-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7942" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano &#8211; foto ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Giorgio Napolitano chiede al Csm di &#8220;evitare di indebolire la credibilità ed efficacia dell&#8217;azione giudiziaria, indispensabili per salvaguardare l&#8217;indipendenza e l&#8217;autonomia della magistratura&#8221;. L&#8217;appello è contenuto nella lettera al vicepresidente del Csm Michele Vietti riguardo allo scontro nella procura di Milano.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le garanzie di indipendenza &#8220;interna&#8221; del Pubblico ministero riguardano l&#8217;ufficio nel suo complesso e non il singolo magistrato&#8221;, aggiunge Napolitano. &#8220;Il rischio maggiore nell&#8217;attività degli uffici di procura &#8211; afferma ancora &#8211; può derivare da una sua atomizzazione&#8221;, aggiunge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il testo della lettera del Presidente Napolitano al Vice Presidente del CSM Vietti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Persistono polemiche e strumentalizzazioni in merito al contenuto della lettera inviata dal Capo dello Stato nella sua qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura al Vice Presidente del CSM. La lettera è stata indirizzata il 13 giugno scorso in occasione dell&#8217;assenso all&#8217;ordine del giorno del Consiglio che prevedeva l&#8217;esame delle relazioni sull&#8217;esposto del Procuratore aggiunto della Procura di Milano dottor Robledo. Pur essendosi ritenuto opportuno, d&#8217;intesa con il Vice Presidente Vietti, considerare riservata la missiva del Presidente Napolitano, si ritiene utile renderne ora noto il contenuto &#8211; attraverso la pubblicazione sul sito del Quirinale &#8211; volto esclusivamente a richiamare norme e principi già in passato messi in evidenza in interventi pubblici del Presidente della Repubblica dinanzi allo stesso CSM.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco il testo della lettera:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Caro onorevole Vietti,</p>
<p style="text-align: justify;">le comunico che esprimo il mio assenso all&#8217;ordine del giorno da lei predisposto per le sedute del Consiglio superiore della magistratura del 18 e 19 giugno 2014. Con riferimento alle pratiche della Prima e Settima Commissione relative ai contrasti insorti all&#8217;interno della Procura della Repubblica di Milano, mi corre l&#8217;obbligo di evidenziare che l&#8217;argomento affrontato nelle citate proposte coinvolge delicati profili dell&#8217;organizzazione degli Uffici del Pubblico Ministero, nel quadro delle attuali norme sull&#8217;ordinamento giudiziario.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione del mio intervento all&#8217;Assemblea plenaria del Consiglio superiore della magistratura del 9 giugno 2009, ho ricordato la necessità di superare gli elementi di disordine e di tensione all&#8217;epoca clamorosamente manifestatisi nella vita di talune Procure, ponendo in rilievo che tale superamento non sarebbe stato possibile &#8220;senza un pacato riconoscimento delle funzioni ordinatrici e coordinatrici che spettano al Capo dell&#8217;Ufficio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal senso mi preme sottolineare che, a differenza del giudice, le garanzie di indipendenza &#8220;interna&#8221; del Pubblico ministero riguardano l&#8217;ufficio nel suo complesso e non il singolo magistrato. Come è noto, ai magistrati del Pubblico ministero non si applicano le previsioni di cui all&#8217;art. 25, primo comma, della nostra Costituzione; infatti, ciò che deve caratterizzare gli Uffici di procura è l&#8217;impersonalità e l&#8217;unitarietà della loro azione, sicché i criteri organizzativi di ogni singolo ufficio requirente non possono essere intesi come rigide regole immodificabili, in quanto deve sempre consentirsi una equilibrata elasticità nella loro applicazione, volta sempre al miglior esercizio dell&#8217;azione penale da parte dell&#8217;Ufficio nel suo complesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Al riguardo anche le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 8388/2009, Novi), nel sottolineare che la riorganizzazione degli uffici del Pubblico Ministero ha costituito uno dei più significativi obiettivi della riforma dell&#8217;ordinamento giudiziario, hanno rilevato che il vigente quadro normativo si caratterizza per l&#8217;accentuazione del ruolo di &#8220;capo&#8221; del Procuratore della Repubblica, sia sul versante organizzativo sia su quello della gestione dei procedimenti, e per la corrispondente parziale compressione dell&#8217;autonomia dei singoli magistrati dell&#8217;ufficio.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per tale ragione i poteri di organizzazione dell&#8217;Ufficio sono prerogativa del Procuratore della Repubblica e le funzioni di controllo e garanzia istituzionale affidate al C.S.M. devono essere indirizzate solo ad assicurare l&#8217;indispensabile flessibilità nell&#8217;applicazione dei progetti organizzativi, i quali devono, innanzitutto, rispondere alle esigenze di funzionalità ed efficacia dell&#8217;azione giudiziaria. E&#8217; pertanto opportuno che il Consiglio eviti di assumere in tale materia ruoli impropri, dilatando i propri spazi di intervento, non più consentiti dall&#8217;abrogazione dell&#8217;art. 7-ter R.D. n. 12/1941.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho già avuto modo di segnalare, il rischio maggiore nell&#8217;attività degli uffici di procura può derivare da una sua atomizzazione e non già dall&#8217;ordinato ed efficiente svolgersi dell&#8217;azione impersonale dell&#8217;intero Ufficio requirente, purché si assicuri l&#8217;obbligatorietà e l&#8217;imparzialità dell&#8217;azione penale.</p>
<p style="text-align: justify;">Raccomando quindi che nell&#8217;esame e nella deliberazione conclusiva di tali pratiche l&#8217;Assemblea plenaria valuti la condotta del Procuratore della Repubblica, cui è affidato il potere &#8211; dovere di determinare i criteri generali di organizzazione della struttura e di assegnazione dei procedimenti, sotto il profilo del perseguimento delle esigenze di efficienza, uniformità e ragionevole durata dell&#8217;azione investigativa, tenendo presente anche il fondamentale ruolo di verifica che l&#8217;art. 6 del D.Lgs. 106/2006 affida ai Procuratori Generali presso le Corti di appello e presso la Corte di Cassazione in merito al puntuale esercizio dei compiti dei Procuratori della Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rispetto delle determinazioni finali rimesse alla decisione dell&#8217;Assemblea plenaria, invito pertanto i consiglieri a tener conto di queste osservazioni nella trattazione delle citate pratiche, al solo fine di evitare di indebolire la credibilità ed efficacia dell&#8217;azione giudiziaria, indispensabili per salvaguardare l&#8217;indipendenza e l&#8217;autonomia della magistratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Con viva cordialità</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2014/06/7941/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Magistratura vaglia le frasi di berlusconi dette in TV</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/04/magistratura-vaglia-le-frasi-di-berlusconi-dette-in-tv/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2014/04/magistratura-vaglia-le-frasi-di-berlusconi-dette-in-tv/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 14:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=7657</guid>

					<description><![CDATA[ANSA &#8211; Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul suo affidamento in prova ai servizi sociali, rese ieri nell&#8217;intervista andata in onda su La7 nel programma Piazzapulita, da quanto si è appreso, sono al vaglio del Tribunale di Sorveglianza di Milano che lo scorso 15 aprile gli ha concesso la misura alternativa alla detenzione domiciliare. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_7093" aria-describedby="caption-attachment-7093" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7093" alt="silvio berlusconi-servizi sociali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7093" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure></p>
<p>ANSA &#8211; Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul suo affidamento in prova ai servizi sociali, rese ieri nell&#8217;intervista andata in onda su La7 nel programma Piazzapulita, da quanto si è appreso, sono al vaglio del Tribunale di Sorveglianza di Milano che lo scorso 15 aprile gli ha concesso la misura alternativa alla detenzione domiciliare.</p>
<p>Il ritorno in TV dell&#8217;ex Cavaliere potrebbe insomma costare caro al leader di Forza Italia. Che questa mattina ha sparato ad alzo zero contro Giorgio Napolitano e Beppe Grillo.</p>
<p>&#8220;La sentenza Mediaset è stata un altro colpo di Stato&#8221;, afferma Berlusconi a Mattino Cinque. &#8220;E&#8217; stata utilizzata per cacciarmi dal Senato, per rendermi incandidabile per 6 anni e ha tolto il leader del centrodestra e l&#8217;unico che riusciva a tenere insieme i moderati&#8221;. &#8220;Cancelli il nome democrazia e parliamo dell&#8217;attuale situazione che è lontana da tutte le regole democratiche, purtroppo in Italia noi abbiamo avuto 4 colpi di stato. Un colpo di stato si ha quando un governo viene mandato a casa e ce n&#8217;è un altro che non passa dalla urne&#8221;, ha aggiunto l&#8217;ex premier rivolgendosi all&#8217;intervistatore.</p>
<p>&#8220;Gli italiani devono imparare ad avere paura perché Grillo lo si vede anche dal modo in cui organizza la sua setta mi fa ricordare personaggi come Robespierre oppure Marx e Lenin. Grillo è il prototipo di questi signori Hitler compreso&#8221;, continua. &#8220;L&#8217;ho detto a lui in faccia. Siccome sa che la sentenza Mediaset è assolutamente infondata e ingiusta ho detto: lei è garante della Costituzione, è risorsa di sicurezza, lei dovrebbe sentire il dovere morale di darmi la grazia, non posso chiederla io perché altrimenti ammetterei la colpa. Lei il ha potere monarchico di darla&#8221;. Così Berlusconi su Napolitano. Ancora su Napolitano: &#8220;Mi viene in mente un film: profondo rosso&#8221;. Risponde così Silvio Berlusconi quando gli viene mostrata, nel corso di Mattino 5, una foto del Capo dello Stato.</p>
<p>&#8220;Renzi non è stato eletto dagli italiani, lui non è nemmeno candidato ed è passato da una sala, quella segreteria Pd a palazzo Chigi. Si regge su una differenza dello 0,37% di vantaggio della sinistra rispetto al centrodestra. Uno 0,37% perchè questi signori sono bravi con brogli e si regge su 144 deputati alla Camera che la Consulta ha dichiarato essere incostituzionali mentre al Senato si tiene in piedi con i nostri senatori, eletti con noi e che hanno tradito il mandato degli elettori diventando stampella sinistra&#8221;, ha detto sempre l&#8217;ex Cavaliere a Mattino Cinque.</p>
<p>Nessuna estorsione per la vicenda escort</p>
<p>Nessuna prova per ritenere che dietro l&#8217;elargizione di 500 mila euro fatta da Silvio Berlusconi a Gianpaolo Tarantini nel periodo marzo-luglio 2011 si sia celata un&#8217;estorsione. Con questa motivazione il gip di Roma Costantino De Robbio ha archiviato le posizioni dell&#8217;imprenditore barese, di sua moglie Angela Devenuto e di Walter Lavitola.</p>
<p>Al centro della vicenda giudiziaria la famosa dazione fatta a Tarantini dall&#8217;ex premier, per il tramite dell&#8217;ex direttore dell&#8217;Avanti Lavitola. Vicenda che vedeva Berlusconi nella veste di parte lesa. L&#8217;ex capo di governo ha sempre sostenuto di non aver subito alcuna estorsione e di aver dato il denaro all&#8217;imprenditore barese ritenendolo &#8220;un amico in difficoltà&#8221;.</p>
<p>Pier Silvio, quanto fattogli non è civile &#8211; &#8220;Mio padre è sereno, la sua forza continua a stupirmi, ma non riesco a non dire che quello che gli hanno fatto non è da paese civile&#8221;. Lo afferma Pier Silvio Berlusconi parlando di &#8220;una sentenza assurda e qui mi fermo&#8230;&#8221;. ANSA</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2014/04/magistratura-vaglia-le-frasi-di-berlusconi-dette-in-tv/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
