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	<title>Magdi Cristiano Allam &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Magdi Cristiano Allam a Soveria Mannelli: urge rivoluzione culturale per salvare civiltà occidentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 12:10:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Europa rischia di scomparire come l&#8217;impero romano. Per salvarsi deve recuperare identità e valori attraverso una rivoluzione culturale&#8220;. È questo il messaggio che Magdi Cristiano Allam ha evidenziato concludendo le lezioni della tredicesima edizione dell&#8217;Università d&#8217;Estate di Soveria Mannelli. Lo scrittore è stato introdotto nella Biblioteca &#8220;Michele Caligiuri&#8221; dal Sindaco della Città Leonardo Sirianni che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12641" aria-describedby="caption-attachment-12641" style="width: 875px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12641" alt="Magdi Cristiano Allam - Foto: Rete" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam.jpg" width="875" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam.jpg 875w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-472x270.jpg 472w" sizes="(max-width: 875px) 100vw, 875px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12641" class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam &#8211; Foto: Rete</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>L&#8217;Europa rischia di scomparire come l&#8217;impero romano.</strong> Per salvarsi <strong>deve recuperare identità e valori attraverso una rivoluzione culturale</strong>&#8220;. È questo il messaggio che <strong>Magdi Cristiano Allam</strong> ha evidenziato concludendo le lezioni della tredicesima edizione dell&#8217;Università d&#8217;Estate di Soveria Mannelli. Lo scrittore è stato introdotto nella <strong>Biblioteca &#8220;Michele Caligiuri&#8221;</strong> dal Sindaco della Città<strong> Leonardo Sirianni </strong>che ha illustrato il docente della serata e dai direttori dell&#8217;Università d&#8217;Estate <strong>Mario Caligiuri</strong> (&#8220;occorre comprendere la realtà al di là dei luoghi comuni&#8221;) e <strong>Florindo Rubbettino</strong> (&#8220;l&#8217;età media dei giovani islamici rappresenta una questione fondamentale&#8221;). Allam ha proseguito sostenendo che &#8220;E&#8217; fondamentale recuperare porre un argine al tracollo demografico. Questa è la principale emergenza, ponendo fine alla follia suicida dell&#8217;autoinvasione e autosostituzione delle nostre popolazioni, aprendo illimitatamente e incondizionatamente le nostre frontiere&#8221;. Per lo scrittore &#8220;<strong>L&#8217;Italia deve riscattare la propria sovranità monetaria, legislativa e giudiziaria</strong>, promuovendo un nuovo modello di Stato, di sviluppo e di società che corrisponda al bene degli italiani, incentrato sulla microdimensione che storicamente ha fatto grande l&#8217;Italia, ponendo fine alla deriva del globalismo e dell&#8217;europeismo, che hanno fatto precipitare l&#8217;Italia negli ultimi posti delle classifiche mondiali&#8221;. Secondo Allam &#8220;La dittatura finanziaria non potrebbe esistere senza la dittatura informatica. L&#8217;idolatria della rete toglie spazi di libertà ai cittadini poiché promuove una realtà basata sulla moneta e la dimensione virtuale dei rapporti, snaturando le basi della civiltà occidentale incentrata sulla persona&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scrittore ha concluso sostenendo che &#8220;All&#8217;Italia serve una rivoluzione culturale che parta dal basso. Non a caso l&#8217;unica forma di democrazia vera è rappresentata dalle elezioni comunali dove c&#8217;è un rapporto reale tra eletti ed elettorali, dopo di che la distanza diventa incolmabile&#8221;. Fonte: Il Redattore.it</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Ciriaco De Mita all&#8217;Università d&#8217;Estate di Soveria Mannelli sul &#8220;Futuro della Democrazia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2017 14:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[ciriaco de mita]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
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					<description><![CDATA[SOVERIA MANNELLI (23.8.2017) &#8211; Ciriaco De Mita, segretario della Democrazia Cristiana e Presidente del Consiglio negli anni Ottanta, venerdì 25 agosto 2017 alle ore 18 presso la Biblioteca &#8220;Michele Caligiuri&#8221; di Soveria Mannelli parlerà de &#8220;Il futuro della democrazia&#8221; in occasione della seconda lezione dell&#8217;Università d&#8217;Estate. Nell&#8217;occasione De Mita inaugurerà una sezione di libri dedicati [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12579" aria-describedby="caption-attachment-12579" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ciriaco-de-mita-soveria-mannelli-mario-caligiuri.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12579" alt="Ciriaco De Mita, soveria mannelli, mario caligiuri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ciriaco-de-mita-soveria-mannelli-mario-caligiuri.jpg" width="900" height="598" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ciriaco-de-mita-soveria-mannelli-mario-caligiuri.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ciriaco-de-mita-soveria-mannelli-mario-caligiuri-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ciriaco-de-mita-soveria-mannelli-mario-caligiuri-406x270.jpg 406w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12579" class="wp-caption-text">Ciriaco De Mita</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">SOVERIA MANNELLI (23.8.2017) &#8211; <strong>Ciriaco De Mita</strong>, segretario della <strong>Democrazia Cristiana e Presidente del Consiglio</strong> negli anni Ottanta, venerdì 25 agosto 2017 alle ore 18 presso la <strong>Biblioteca &#8220;Michele Caligiuri&#8221; di Soveria Mannelli</strong> parlerà de <strong>&#8220;Il futuro della democrazia&#8221;</strong> in occasione della seconda lezione dell&#8217;<strong>Università d&#8217;Estate</strong>. Nell&#8217;occasione De Mita inaugurerà una sezione di libri dedicati alla <strong>Democrazia Cristiana</strong>. &#8220;Il futuro della storia&#8221; è il tema di quest&#8217;anno dell&#8217;Università d&#8217;Estate, i cui direttori sono <strong>Mario Caligiuri</strong> e <strong>Florindo Rubbettino</strong> che insieme al Sindaco della Città <strong>Leonardo Sirianni</strong> presenteranno il docente della serata. La lezione inaugurale è stata svolta lo scorso 11 agosto da <strong>Giordano Bruno Guerri</strong> mentre quella finale che avrà come titolo <strong>&#8220;Il futuro dell&#8217;Occidente&#8221;</strong> sarà tenuta lunedì 28 agosto alle ore 18 dal giornalista e scrittore <strong>Magdi Cristiano Allam</strong>. Radio Radicale come sempre seguirà gli eventi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam: cittadinanza italiana non è un pezzo di carta ma un privilegio</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/06/magdi-cristiano-allam-cittadinanza-italiana-non-e-un-pezzo-di-carta-ma-un-privilegio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 10:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[ius soli]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Magdi Cristiano Allam Anch&#8217;io sono stato un immigrato. Nel 1972 arrivai a Roma con un aereo dell&#8217;Alitalia, con il passaporto egiziano e un regolare visto d&#8217;ingresso, grazie a una borsa di studio concessami dal governo italiano per aver conseguito la Maturità scientifica italiana con il punteggio più alto presso l&#8217;Istituto Salesiano &#8220;Don Bosco&#8221; al Cairo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12371" aria-describedby="caption-attachment-12371" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12371" alt="Magdi Cristiano Allam" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4.jpg" width="900" height="608" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4-399x270.jpg 399w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12371" class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Magdi Cristiano Allam</p>
<p style="text-align: justify;">Anch&#8217;io sono stato un immigrato. Nel 1972 arrivai a Roma con un aereo dell&#8217;Alitalia, con il passaporto egiziano e un regolare visto d&#8217;ingresso, grazie a una borsa di studio concessami dal governo italiano per aver conseguito la Maturità scientifica italiana con il punteggio più alto presso l&#8217;Istituto Salesiano &#8220;Don Bosco&#8221; al Cairo.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;epoca erano sufficienti cinque anni di residenza per richiedere la cittadinanza. Avevo i requisiti per acquisirla: conoscevo bene lingua e cultura italiana, condividevo la civiltà italiana, ero autosufficiente economicamente. Era un&#8217;Italia radicalmente diversa, migliore da tutti i punti di vista. C&#8217;erano in tutto circa 130 mila stranieri che solo vent&#8217;anni dopo li si indicò come &#8220;extracomunitari&#8221;. Eravamo perlopiù studenti di buona cultura che non creavamo alcun problema sul piano sociale, economico e della sicurezza. La parola &#8220;immigrato&#8221; non esisteva nel lessico politico, semplicemente perché noi stranieri non eravamo e non venivamo percepiti come diversi dai cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso che solo 14 anni dopo, nel 1986, chiesi e ottenni la cittadinanza italiana per potermi iscrivere all&#8217;Ordine dei Giornalisti e sanare una situazione che da oltre dieci anni mi vedeva scrivere sulla stampa italiana come &#8220;collaboratore&#8221;, con un trattamento economico inadeguato a fronteggiare le necessità della mia famiglia.<br />
Ebbene, mentre quando gli stranieri erano pienamente compatibili con le leggi, le regole e i valori italiani non sentivano la necessità di acquisire la cittadinanza italiana, paradossalmente oggi che gran parte di loro sono incompatibili e non integrabili, il fronte politico catto-comunista vuole accordare la cittadinanza facile e celere.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure sarebbe sufficiente guardarci attorno per scoprire la portata deflagrante dello ius soli principalmente in Francia e Gran Bretagna, dove viene abbinato al multiculturalismo, diritti e libertà senza doveri e regole, e al comunitarismo, l&#8217;auto-amministrazione su base etnico-confessionale con proprie regole e leggi.<br />
Nonostante l&#8217;evidenza del fallimento della cittadinanza intesa come un pezzo di carta che si accorda sulla base di parametri quantitativi legati agli anni di residenza, allo stipendio e alla capienza dell&#8217;alloggio, in Italia si persevera nell&#8217;ignorare l&#8217;essenza qualitativa della cittadinanza, che non può prescindere dall&#8217;adeguata conoscenza della lingua e della cultura; dal rispetto delle leggi; dall&#8217;ottemperanza delle regole su cui si fonda la civile convivenza; dalla condivisione dei valori che sostanziano la nostra civiltà; dal lavoro che concorre allo sviluppo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli italiani devono essere consapevoli che accordare lo ius soli e consentire ai musulmani o ai cinesi di auto-amministrarsi sulla base di proprie regole e leggi, promuovendo in parallelo l&#8217;auto-invasione di milioni di giovani prevalentemente islamici nella fascia d&#8217;età dell&#8217;esplosione della fertilità maschile, sarebbe un suicidio traducendosi nella sostituzione etnica della popolazione italiana e nella fine della nostra civiltà, nella sottomissione alla dittatura finanziaria e alla tirannia dell&#8217;islam.</p>
<p style="text-align: justify;">(Fonte: Il Giornale, 18 giugno 2017 &#8211; da Pagina Ufficiale Facebook di Cristiano Magdi Allam<br />
magdicristianoallam@gmail.com</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam: evitiamo che le moshee diventino fabbriche di Terrore</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/05/magdi-cristiano-allam-evitiamo-che-le-moshee-diventino-fabbriche-di-terrore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2013 18:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[estremismo]]></category>
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		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Kyenge]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[da www.intelligonews.it &#8211; di Francesco Siciliano &#8220;Dalle moschee spesso parte il terrore&#8221; &#8211; Magdi Cristiano Allam è perentorio, e intervistato da IntelligoNews sul feroce attentato terroristico di Londra (così è stato definito dallo stesso Cameron), condanna fermamente l’integralismo islamico. Come commenta l’episodio di Londra? «È un atto di estrema gravità, accentuata dal fatto che gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a class="lightbox" title="islam-mecca" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-5977" title="islam-mecca" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>da www.intelligonews.it &#8211; di Francesco Siciliano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dalle moschee spesso parte il terrore&#8221; &#8211; Magdi Cristiano Allam è perentorio, e intervistato da IntelligoNews sul feroce attentato terroristico di Londra (così è stato definito dallo stesso Cameron), condanna fermamente l’integralismo islamico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come commenta l’episodio di Londra?</strong><br />
«È un atto di estrema gravità, accentuata dal fatto che gli autori hanno rivendicato, pubblicamente orgogliosamente, la paternità di questo gesto, facendosi pure fotografare».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Terrorismo allo stato puro?</strong><br />
«Sì, ci troviamo di fronte a un terrorismo britannico autoctono, sono immigrati di terza e quarta generazione, tutti con la cittadinanza britannica. Il che evidenzia il livello di radicamento dell’estremismo islamico in Gran Bretagna, il Paese europeo più infiltrato dall’estremismo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il terrorismo islamico sta tornando prepotentemente in Europa?</strong><br />
«Non credo stia tornando: questi gesti solo solo la punta dell’iceberg».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa c’è sotto l’ “acqua”?</strong><br />
«C’è una realtà consolidata: non credo che la mattina ci si sveglia di soprassalto e si va in strada con un coltello per decapitare un soldato. Quando avvengono questi episodi vuol dire che a monte è stato fatto un lavaggio del cervello che trasforma le persone in robot della morte, in persone che immagino che la loro morte e la morte dei nemici dell’iIslam spalancherà loro le porte del paradiso islamico».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove avviene questo lavaggio del cervello?</strong><br />
«Nelle moschee: all’interno di qualcuna di queste qualche Imam predica l’odio, la violenza, la morte. Quelli sono luoghi in cui vengono citati i versi del Corano esortando i musulmani a combattere cristiani, infedeli e apostati, fin quando non si saranno tutti sottomessi all’Islam».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come impedire tutto questo?</strong><br />
«Evitando che le moschee nei nostri Paesi diventino fabbriche del terrore».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Povertà, può essere considerato l’incipit per il compimento di questi atti?</strong><br />
«No. I 19 terroristi suicidi dell’11 settembre appartenevano al ceto medio egiziano e arabo: non erano certo dei disgraziati, né poveracci. Il coinvolgimento dell’ideologia radicale è trasversale: attrae giovani altamente istruiti, ma in crisi di identità, che condividono la dimensione materiale della modernità occidentale, ma non quella spirituale. E si rifugiano nell’integralismo islamico come alternativa valoriale e identitaria».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La povertà e l’immigrazione clandestina?</strong><br />
«Non credo neppure che la questione dell’immigrazione clandestina possa essere da abbinare automaticamente a questo discorso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A questo proposito: come ha accolto le proposte del ministro Kyenge in merito allo ius soli?</strong><br />
«Sono esterrefatto dal fatto che qualche politico fino ai supremi vertici delle istituzioni sembrino dimenticare che la nostra Costituzione stabilisce la cittadinanza italiana sulla base dello ius sanguinis».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un suo pensiero sulla Kyenge?</strong><br />
«La Kyenge dapprima ha giurato sulla nostra Costituzione – che prevede il servire l’interesse esclusivo (e sottolineo esclusivo) della nazione. Qualche giorno dopo, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato pubblicamente: “Non potrei essere interamente italiana”. Non le sembra che qui ci sia un conflitto di interessi?».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come reagirebbe l’Europa se adottassimo lo ius soli?</strong><br />
«Lo ius soli esiste solo in Francia, quindi non è un qualcosa che porrebbe in nostro Paese al di fuori della realtà Europea. E comunque torno a ripetere: noi dobbiamo considerare in primis il nostro interesse nazionale, senza preoccuparci degli altri. Lo stesso presidente del Senato, Piero Grasso, ha preso una posizione decisamente contraria allo ius soli, sostenendo che l’Italia in questo modo diverrebbe la meta privilegiata delle puerpere che verrebbero inItalia per far nascere i loro figli e avere per tutti la cittadinanza e di conseguenza tanti diritti. In un momento in cui oltre il 40% delle famiglie italiane subisce la crisi economica, un provvedimento di questo tipo sarebbe una vera beffa, un crimine».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E sulla possibilità di abolire il reato di clandestinità?</strong><br />
«È totalmente illegale. In termini giuridici la clandestinità è reato. Un ministro dovrebbe dovrebbe saperlo – e uso appositamente il condizionale – visto che dovrebbe rappresentare le istituzioni. La Kyenge, che dice che il reato di clandestinità andrebbe abolito e non andrebbe considerato un reato assume una posizione eversiva e contro la legge. Che considera l’ingresso illegale di una persona nel territorio nazionale come un reato. E questo succede in ogni Paese del mondo… perché l’Italia dovrebbe fare eccezione?».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.intelligonews.it</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam &#8211; Io Amo l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 19:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Io Amo l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari amici e care amiche, se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_5918" aria-describedby="caption-attachment-5918" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="magdi-cristiano-allam" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5918" title="magdi-cristiano-allam" alt="Magdi Cristiano Allam - Io Amo l'Italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam3-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5918" class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam &#8211; Io Amo l&#8217;Italia</figcaption></figure>
<p>Cari amici e care amiche,<br />
se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che “il caso” non è affatto fortuito, bensì corrisponde laicamente al nostro “destino” mentre cristianamente cela la mano della Divina Provvidenza che ci illumina della nostra “missione”. Condivido al riguardo l’allegoria con cui il <strong>cardinale Giacomo Biffi</strong>, arcivescovo emerito di Bologna, <strong>nell’omelia pronunciata nel 2008 in occasione dei suoi 80 anni</strong> disse che <strong>“il caso è il travestimento scelto da Dio per passeggiare in mezzo a noi restando in incognito”</strong>.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">Come non cogliere un “segno” nella decisione di mia madre Safeya, lei che da giovane donna egiziana, musulmana praticante, orfana, sfortunata con il proprio matrimonio, povera ma dignitosa, grazie all’aiuto della facoltosa famiglia italiana Caccia, titolari di un’azienda tessile al Cairo, la mia città natale, presso cui lavorava come governante della loro figlioletta Cinzia, scelse nel 1956 quando avevo quattro anni di affidarmi all’educazione e alla cura delle suore comboniane, cattoliche e italiane, nella certezza che i valori che mi avrebbero trasmesso erano da lei condivisi? Fu proprio quella scelta ad avviare un percorso che per 14 anni mi ha portato a studiare e a vivere in collegio prima dalle suore comboniane e, a partire dalla quinta elementare fino alla maturità scientifica, dai sacerdoti salesiani, consentendomi sia di nutrire un sincero amore per l’Italia percepita come la patria della libertà e della civiltà, sia di coltivare un’autentica spiritualità cristiana che mi ha donato una concezione etica dell’esistenza che mette al centro la persona fatta a immagine e somiglianza di Dio da rispettare e valorizzare sempre e comunque in quanto incarna la verità del creato, l’amore che sostanzia la nostra stessa ragion d’essere, la sacralità della vita che è il fondamento della nostra umanità, la dignità della persona che è la base della costruzione sociale, la libertà di scelta che è il fulcro della civiltà umana.</p>
<div style="text-align: justify;">Ciò che ha ispirato il mio percorso spirituale e umano sin da piccolo è il fascino della verità e la passione per la libertà. Il fatto che sia nato musulmano, da genitori musulmani, in un Paese arabo a maggioranza islamica, ma che al tempo stesso ho studiato e vissuto in un microcosmo d’Italia italiano e cattolico, mi ha sollecitato sin da piccolo a ricercare la verità, a pormi la domanda quale delle due religioni, delle due culture e delle due civiltà corrispondesse alla verità. E’ fondamentale sottolineare che la domanda e la risposta sulla verità nascono e poggiano nell’incontro con delle persone speciali, degli autentici testimoni di fede che mi hanno affascinato. Nel caso dell’islam è stata mia madre, una donna straordinaria che scelse di donare tutta se stessa per consentirmi di avere una migliore qualità d’istruzione ed un più elevato tenore di vita, a coltivare in me il fascino dell’islam dal momento che lei s’ispirava a quella religione e in essa trovava il conforto per dare un senso a un’esistenza fatta di sacrifici e talvolta di umiliazioni. Così come furono degli autentici testimoni cristiani, suore comboniane e sacerdoti salesiani, a nutrire in me il fascino di Gesù Cristo nel loro tendere quotidiano a rivivificarlo attraverso la predicazione della sua verità, affermando con l’esempio dei valori non negoziabili, perseguendo tramite le opere buone il traguardo del bene comune.</div>
<p style="text-align: justify;">Ed è nella ricerca della verità che ho scoperto la passione per la libertà. Compresi che per pervenire alla verità dobbiamo essere degli spiriti liberi, capaci di guardare in faccia alla realtà oggettiva senza mistificarla con i filtri ideologici o i pregiudizi. Fino a maturare la consapevolezza che verità e libertà sono due facce della stessa medaglia, nel senso che così come non potremmo cogliere la verità in assenza della libertà, non vi può essere la libertà che non si fondi sulla verità. Un binomio indissolubile che, dopo il mio battesimo, ho ritrovato nel passo tratto dal Vangelo secondo San Giovanni che recita “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (….)</p>
<div style="text-align: justify;">Il binomio indissolubile di verità e libertà ha ispirato il mio lungo percorso giornalistico, protrattosi per circa 35 anni, culminato nella vice-direzione del Corriere della Sera. Per me il giornalismo è stato essenzialmente una voglia immensa dell’incontro autentico e profondo con la persona quale incarnazione della vita e dell’amore, nella ricerca appassionata della verità salvaguardando sempre e comunque la libertà interiore. Ho misurato il mio successo giornalistico nel riuscire, giorno dopo giorno, ad aggiungere persone nuove realmente incontrate e che scelgono di aprirsi con me, finendo per entrare a far parte di una famiglia allargata fatta di fraternità e di solidarietà.</div>
<p style="text-align: justify;">E’ stato soprattutto l’incontro con il pensiero e la persona di Benedetto XVI a farmi scoprire il secondo binomio indissolubile di fede e ragione. Il Santo Padre dimostra la sua unicità quale autentico testimone di fede e ragione nella sua capacità a confermarci, partendo dalla ragione, che i valori non negoziabili sostanziano l’essenza della nostra comune umanità e che al tempo stesso sono parte integrante dell’autentica fede cristiana. La straordinarietà del cristianesimo risiede proprio nel fatto che fede e ragione convivono armoniosamente, riflettendo l’unitarietà e la simbiosi del Dio che sceglie di farsi uomo.</p>
<div style="text-align: justify;">Da quando nell’aprile del 2003 lo Stato italiano decise di affidarmi una scorta gestita dall’Arma dei Carabinieri, notificandomi una condanna a morte decisa dal movimento terrorista islamico Hamas per la mia denuncia pubblica del terrorismo suicida che massacra gli israeliani, sono stato costretto ad approfondire la conoscenza del Corano e di Maometto, dal momento che coloro che condannano a morte invocano i versetti del loro testo sacro ed evocano le gesta del loro profeta. Ho dovuto riconoscere che loro hanno assolutamente ragione perché effettivamente il Corano è pieno di incitamenti all’odio, alla violenza e alla morte nei confronti dei non musulmani, così come effettivamente Maometto si è reso responsabile di crimini contro l’umanità massacrando coloro che non si sottomettevano al suo arbitrio, come quando nel 628 partecipò personalmente allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Quraiza nei pressi di Medina.</div>
<p style="text-align: justify;">Ho pertanto ripudiato pubblicamente l’islam  prendendo atto che è fisiologicamente violento, incompatibile con i diritti fondamentali della persona e i valori non negoziabili, così come è storicamente conflittuale per la determinazione a sottomettere il prossimo costi quel che costi. Tuttavia sono del tutto convinto che dobbiamo distinguere nettamente tra la dimensione della religione e la dimensione delle persone che non sono mai la trasposizione automatica e acritica dei dogmi della fede. Pur nella consapevolezza che non esiste un islam moderato, sono certo che ci sono dei musulmani moderati con cui si può e si deve dialogare e convivere, sulla base della condivisione dei valori non negoziabili, del rispetto di regole che sostanziano diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente, del perseguimento del bene comune. Sono pertanto contrario sia al relativismo religioso che ci porta, partendo dall’imperativo dell’amore per il prossimo, a sposare legittimandola la religione del prossimo anche se i suoi contenuti sono incompatibili con i valori non negoziabili, sia alla deriva del razzismo che, partendo dalla condanna della religione del prossimo, sfocia nella condanna dell’universo delle persone che ad essa fanno riferimento come se fossero dei cloni e formassero un blocco monolitico.</p>
<div style="text-align: justify;">Il dono del battesimo e il regalo incommensurabile del riceverlo dalle mani del Papa nella notte della Veglia pasquale il 22 marzo 2009, ha rappresentato lo spartiacque nella mia vita. Da allora tutto è cambiato dentro e fuori di me. Nel mio tendere sempre più alla verità di Cristo, ho maturato il convincimento che fosse arrivato il momento di passare dalla testimonianza della verità nella libertà tramite la scrittura o la parola, alla testimonianza tramite le opere. Ancora una volta non considero un caso che subito dopo il mio battesimo Benedetto XVI per due volte lanciò un appello alla presenza di una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica.</div>
<p style="text-align: justify;">Il 30 novembre 2008 all’Hotel Aldero di Fabrica di Roma, in provincia di Viterbo, annunciai la nascita insieme a cinquanta soci fondatori del movimento di testimonianza identitaria e di impegno culturale “Protagonisti Per l’Europa Cristiana”. Il  28 e il 29 novembre 2009 all’Hotel Le Robinie a Solbiate Olona, in provincia di Varese, è stato deciso all’unanimità da parte di circa 250 delegati la confluenza in un nuovo movimento politico, “Io amo l’Italia”, con l’obiettivo di tradurre in fatti la verità che si afferma e i valori in cui si crede. Questa scelta di impegno nella politica si traduce nel convincimento che ciascuno di noi per realizzarsi pienamente deve corrispondere ad una dimensione olistica che coniuga armoniosamente la conoscenza, i valori e le opere.</p>
<div style="text-align: justify;">“Io amo l’Italia” s’impegna ad affermare una concezione etica della cultura politica affinché sia effettivamente servizio alla collettività, a favorire un nuovo modello di sviluppo che si ispiri all’economia sociale di mercato coniugando la libertà d’impresa con il bene comune, a promuovere un nuovo modello sociale che metta al centro la cultura della vita. “Io amo l’Italia” ambisce ad essere il punto di riferimento e di certezza dei valori non negoziabili che sostanziano l’essenza della nostra umanità e delle regole che sono alla base della nostra civiltà. “Io amo l’Italia” è un movimento politico confederale, aperto al concorso di tutte le persone di buona volontà, di tutte le associazioni e dei movimenti che condividono i valori non negoziabili, credono nella certezza delle regole e perseguono il bene comune. “Io amo l’Italia” si presenta come soggetto politico rappresentativo del territorio in cui si radica assumendone la denominazione, ad esempio “Io amo Bologna” o “Io amo la Sicilia”, mantenendo sempre il legame indissolubile con il movimento nazionale il cui nome resta fisso nella parte sottostante il logo che ritrae la bandiera italiana con una grande croce stilizzata gialla, ideato e disegnato da Giorgio Forattini.</div>
<p style="text-align: justify;">Alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 sono stato eletto deputato al Parlamento Europeo, dopo essermi candidato da indipendente a capolista della lista dell’Udc nella circoscrizione del Nord-Ovest, aggiudicandomi circa 40 mila voti. Il 28 e il 29 marzo 2010 mi sono candidato alla presidenza della Regione Basilicata conquistando circa il 9 per cento dei consensi pari a circa 30 mila voti.</p>
<div style="text-align: justify;">Il mio impegno, alla guida di “Io amo l’Italia”, è di promuoverlo a soggetto politico nazionale quale punto di certezza sul piano dei valori non negoziabili e della certezza delle regole, capace di attrarre il consenso da parte di tutti coloro che sono nauseati o disillusi dalla politica o che vivono con sofferenza la loro presenza nelle formazioni di destra, di centro e di sinistra che si sono ridotte ad essere consorterie d’affari senza alcuna specificità valoriale e identitaria. Contemporaneamente mi impegnerò per dare un’anima all’Europa, affinché cessi di esistere un semplice colosso di materialità che si vergogna della verità storica delle proprie radici giudaico-cristiane, che svende i propri valori e tradisce la propria identità.</div>
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		<title>Magdi Cristiano Allam chiede dimissioni del Ministro Kyenge: &#8220;Ha giurato il falso&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 19:05:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Io Amo l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Kyenge]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di www.ioamolitalia.it Io amo l&#8217;Italia denuncia il fatto che la Kyenge ha giurato il falso sulla Costituzione, perché chi dice “non potrei essere interamente italiana” non può giurare di esercitare le sue funzioni nell&#8217;interesse “esclusivo” della nazione. IL NEO MINISTRO KYENGE IL 28 APRILE GIURA FEDELTA&#8217; ALL&#8217;ITALIA Nell&#8217;assumere il suo incarico, domenica 28 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5910" aria-describedby="caption-attachment-5910" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="magdi-cristiano-allam" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5910" title="magdi-cristiano-allam" alt="Magdi Cristiano Allam Leader di &quot;Io Amo l'Italia&quot;" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam2.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5910" class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam Leader di &#8220;Io Amo l&#8217;Italia&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di www.ioamolitalia.it</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io amo l&#8217;Italia denuncia il fatto che la Kyenge ha giurato il falso sulla Costituzione, perché chi dice “non potrei essere interamente italiana” non può giurare di esercitare le sue funzioni <strong>nell&#8217;interesse “esclusivo” della nazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL NEO MINISTRO KYENGE IL 28 APRILE GIURA FEDELTA&#8217; ALL&#8217;ITALIA</strong><br />
Nell&#8217;assumere il suo incarico, domenica 28 aprile al Quirinale, la Kyenge aveva pronunciato la formula rituale: <strong>“Giuro di essere fedele alla Repubblica</strong>, <strong>di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell&#8217;interesse esclusivo della nazione”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MINISTRO KYENGE IL 3 MAGGIO AFFERMA DI NON POTERE ESSERE INTERAMENTE ITALIANA</strong><br />
Ma nella sua prima conferenza stampa a Palazzo Chigi venerdì 3 maggio ha detto: “Sono italo-congolese e, tengo a sottolinearlo, sono italo-congolese perché appartengo a due culture, a due paesi che sono dentro di me e non potrei essere interamente italiana, non potrei essere interamente congolese, ciò giustifica anche la mia doppia identità, ciò giustifica ciò che io mi porto dietro. Questa è la prima cosa con cui io vorrei essere definita”.</p>
<figure id="attachment_5912" aria-describedby="caption-attachment-5912" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Ministro-Kyenge" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5912" title="Ministro-Kyenge" alt="Il Ministro Cecile Kienge" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5912" class="wp-caption-text">Il Ministro Cecile Kienge</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>IO AMO L&#8217;ITALIA DENUNCIA CHE IL MINISTRO CONTINUA AD ESSERE PORTAVOCE DI &#8220;PRIMO MAGGIO&#8221;</strong><br />
Io amo l&#8217;Italia denuncia inoltre il fatto che <strong>la Kyenge continua ad essere la portavoce nazionale dell&#8217;associazione “Primo marzo”</strong> che a partire dal 2009 ha promosso lo “sciopero degli immigrati”. C&#8217;è una incompatibilità di fondo tra il giurare di servire l&#8217;interesse “esclusivo” della nazione e il promuovere un movimento antagonista agli italiani a partire dal rifiuto dell&#8217;identità italiana che dovrebbe essere sostituita da “un&#8217;anima orgogliosamente meticcia”.<br />
Nel manifesto programmatico si chiarisce che <strong>il movimento è “dotato in partenza di un&#8217;anima orgogliosamente meticcia,</strong> da subito ha riunito italiani, migranti, seconde generazioni: tutti accomunati dal rifiuto del razzismo e della cultura dell&#8217;esclusione”.<br />
<strong>PRIMO MARZO RIVENDICA LO &#8220;IUS SOLI&#8221;, LA DEPENALIZZAZIONE DEL REATO DI CLANDESTINITA&#8217;, LA CHIUSURA DEI CENTRI DI IDENTIFICAZIONE ED ESPULSIONE</strong><br />
Il movimento Primo Marzo rivendica lo ius soli, la depenalizzazione del reato di clandestinità, la chiusura dei Cie (Centri di identificazione e espulsione) dei clandestini, l&#8217;apertura incondizionata delle frontiere, il diritto assoluto degli immigrati a insediarsi in qualsiasi parte d&#8217;Italia e del mondo desiderino.<br />
“Crediamo che lo strumento dello sciopero sia il modo più forte per portare avanti questa lotta, migranti e italiani insieme contro i ricatti, contro il razzismo, contro lo sfruttamento e per chiedere:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; l’abrogazione della Bossi-Fini e, in particolare, del nesso tra contratto di lavoro e permesso di soggiorno (“contratto di soggiorno”);<br />
&#8211; per contrastare il lavoro nero e lo sfruttamento dei lavoratori migranti: rivendichiamo l’applicazione e l’estensione dell’articolo 18 del testo unico sull’immigrazione come tutela per tutti i lavoratori che denunceranno di essere stati costretti all’irregolarità del lavoro<br />
&#8211; l’abrogazione del reato di clandestinità e del pacchetto sicurezza che già oggi rappresentano provvedimenti fuori legge perché in netta contrapposizione con la direttiva europea sui rimpatri;<br />
&#8211; l&#8217;abolizione del permesso di soggiorno a punti e l’attivazione di misure, anche di tipo economico, atte a garantire il diritto ad apprendere l’italiano e a studiare;<br />
&#8211; la chiusura dei CIE;<br />
&#8211; una regolarizzazione che sia una soluzione reale e rispettosa dei diritti umani e della dignità delle persone per le vittime della sanatoria truffa;<br />
&#8211; il passaggio dal concetto di ius sanguinis a quello di ius soli come cardine per il riconoscimento della cittadinanza e una legge che garantisca l’esercizio della piena cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia,<br />
&#8211; il riconoscimento del diritto di scegliere dove vivere e stabilire la propria residenza, diritto quanto mai fondamentale in un’epoca come quella che stiamo attraversando in cui tutti siamo potenziali migranti;<br />
&#8211; una legge organica e adeguata per la tutela dei rifugiati e dei richiedenti asilo”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MINISTRO HA AMMESSO DI ESSERE ENTRATA DA IRREGOLARE IN ITALIA. DUNQUE UN IRREGOLARE SA DI POTER DIVENTARE ANCHE MINISTRO ELUDENDO LE LEGGI ITALIANE</strong><br />
Sempre a proposito della clandestinità, intervendo su Rai Tre il 5 maggio la Kyenge ha ammesso: <strong>“Sono entrata da irregolare in Italia”</strong>. Ha ribadito che il reato di immigrazione clandestina va abolito e ha assicurato che la legge sul diritto di cittadinanza e voto agli stranieri nati in Italia è in dirittura d’arrivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Io amo l&#8217;Italia denuncia ugualmente l&#8217;incompatibilità tra la funzione di ministro della Repubblica e la pubblica esaltazione della poligamia, ciò che contrasta con la nostra Costituzione e con le nostre leggi. La Kyenge, su RaiTre il 5 maggio, ha elogiato la poligamia dicendo di far parte di una famiglia con 38 fratelli, figli di un padre cattolico con 4 mogli contemporaneamente: “Crescere con tanti fratelli mi dà l’idea di vivere all’interno di una comunità. Facilita i rapporti con l’altra parte della società, al di fuori della famiglia”. La Kyenge valuta positivamente il connubio tra il cattolicesimo e la poligamia: “Questi sono paesi dove religione e tradizione hanno imparato a convivere”.</p>
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		<title>Ministro Kyenge, Magdi Allam: &#8221;Ha giurato il falso, deve dimettersi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 18:13:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cecile kienge]]></category>
		<category><![CDATA[falso]]></category>
		<category><![CDATA[gaffe letta]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Antonoi Nasso  &#8211; vedi www.repubblica.it  Dopo gli insulti e le minacce, arriva anche la prima richiesta di dimissioni per il neo ministro all&#8217;Integrazione Cecile Kyenge. CECILE KYENGE HA GIURATO IL FALSO &#8220;Ha giurato il falso sulla Costituzione perché alla prima conferenza stampa dopo la sua nomina, ha detto di non sentirsi completamente italiana. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5905" aria-describedby="caption-attachment-5905" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Ministro-Kyenge" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5905" title="Ministro-Kyenge" alt="Ministro-Kyenge" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Kyenge-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5905" class="wp-caption-text">Ministro-Kyenge</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Antonoi Nasso  &#8211; </strong>vedi <span style="color: #0000ff;"><a href="http://video.repubblica.it/politica/kyenge-magdi-allam-ha-giurato-il-falso-deve-dimettersi/128004/126505" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.repubblica.it </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo gli insulti e le minacce, arriva anche la prima richiesta di dimissioni per il neo ministro all&#8217;Integrazione <strong>Cecile Kyenge</strong>.<br />
<strong>CECILE KYENGE HA GIURATO IL FALSO<br />
</strong>&#8220;Ha giurato il falso sulla Costituzione perché alla prima conferenza stampa dopo la sua nomina, ha detto di non sentirsi completamente italiana.<br />
<strong></strong></p>
<figure id="attachment_5906" aria-describedby="caption-attachment-5906" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="magdi-cristiano-allam" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5906" title="magdi-cristiano-allam" alt="Magdi Cristiano Allam" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5906" class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>CECILE KYENGE DEVE DIMETTERSI. LO DICE MAGDI CRISTIANO ALLAM</strong><br />
E&#8217; una cosa inaccettabile per un ministro della Repubblica&#8221;, ha polemizzato il <strong>leader di &#8220;Io amo l&#8217;Italia&#8221;</strong>, <strong>Magdi Cristiano Allam</strong>. &#8220;Tengo a precisare che la mia richiesta di dimissioni non ha niente a che fare con gli inaccettabili insulti razzisti subiti dalla Kyenge in questi giorni, ma solo con le politiche di meticciato che ha in mente, che danneggerebbero il nostro Paese&#8221;, ha precisato Allam</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam: ecco i motivi per cui &#8220;Io Amo l&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2011 16:37:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Io Amo l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che “il caso” non è affatto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_1768" aria-describedby="caption-attachment-1768" style="width: 495px" class="wp-caption alignleft"><a rel="attachment wp-att-1768" href="https://ilparlamentare.it/2011/05/magdi-cristiano-allam-perche-io-amo-litalia/magdi-cristiano-allam-io-amo-litalia/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1768" title="Magdi-Cristiano-Allam-Io Amo l'Italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia-.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia-.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia--300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia--480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia--250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia--469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Magdi-Cristiano-Allam-Io-Amo-lItalia--160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1768" class="wp-caption-text">Magdi-Cristiano-Allam-Io Amo l&#39;Italia</figcaption></figure>
<p>&#8220;Se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che “il caso” non è affatto fortuito, bensì corrisponde laicamente al nostro “destino” mentre cristianamente cela la mano della Divina Provvidenza che ci illumina della nostra “missione”. Condivido al riguardo l’allegoria con cui il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito di Bologna, nell’omelia pronunciata nel 2008 in occasione dei suoi 80 anni disse che “il caso è il travestimento scelto da Dio per passeggiare in mezzo a noi restando in incognito”.</p>
<p>Come non cogliere un “segno” nella decisione di mia madre Safeya, lei che da giovane donna egiziana, musulmana praticante, orfana, sfortunata con il proprio matrimonio, povera ma dignitosa, grazie all’aiuto della facoltosa famiglia italiana Caccia, titolari di un’azienda tessile al Cairo, la mia città natale, presso cui lavorava come governante della loro figlioletta Cinzia, scelse nel 1956 quando avevo quattro anni di affidarmi all’educazione e alla cura delle suore comboniane, cattoliche e italiane, nella certezza che i valori che mi avrebbero trasmesso erano da lei condivisi? Fu proprio quella scelta ad avviare un percorso che per 14 anni mi ha portato a studiare e a vivere in collegio prima dalle suore comboniane e, a partire dalla quinta elementare fino alla maturità scientifica, dai sacerdoti salesiani, consentendomi sia di nutrire un sincero amore per l’Italia percepita come la patria della libertà e della civiltà, sia di coltivare un’autentica spiritualità cristiana che mi ha donato una concezione etica dell’esistenza che mette al centro la persona fatta a immagine e somiglianza di Dio da rispettare e valorizzare sempre e comunque in quanto incarna la verità del creato, l’amore che sostanzia la nostra stessa ragion d’essere, la sacralità della vita che è il fondamento della nostra umanità, la dignità della persona che è la base della costruzione sociale, la libertà di scelta che è il fulcro della civiltà umana.</p>
<p>Ciò che ha ispirato il mio percorso spirituale e umano sin da piccolo è il fascino della verità e la passione per la libertà. Il fatto che sia nato musulmano, da genitori musulmani, in un Paese arabo a maggioranza islamica, ma che al tempo stesso ho studiato e vissuto in un microcosmo d’Italia italiano e cattolico, mi ha sollecitato sin da piccolo a ricercare la verità, a pormi la domanda quale delle due religioni, delle due culture e delle due civiltà corrispondesse alla verità. E’ fondamentale sottolineare che la domanda e la risposta sulla verità nascono e poggiano nell’incontro con delle persone speciali, degli autentici testimoni di fede che mi hanno affascinato. Nel caso dell’islam è stata mia madre, una donna straordinaria che scelse di donare tutta se stessa per consentirmi di avere una migliore qualità d’istruzione ed un più elevato tenore di vita, a coltivare in me il fascino dell’islam dal momento che lei s’ispirava a quella religione e in essa trovava il conforto per dare un senso a un’esistenza fatta di sacrifici e talvolta di umiliazioni. Così come furono degli autentici testimoni cristiani, suore comboniane e sacerdoti salesiani, a nutrire in me il fascino di Gesù Cristo nel loro tendere quotidiano a rivivificarlo attraverso la predicazione della sua verità, affermando con l’esempio dei valori non negoziabili, perseguendo tramite le opere buone il traguardo del bene comune.</p>
<p>Ed è nella ricerca della verità che ho scoperto la passione per la libertà. Compresi che per pervenire alla verità dobbiamo essere degli spiriti liberi, capaci di guardare in faccia alla realtà oggettiva senza mistificarla con i filtri ideologici o i pregiudizi. Fino a maturare la consapevolezza che verità e libertà sono due facce della stessa medaglia, nel senso che così come non potremmo cogliere la verità in assenza della libertà, non vi può essere la libertà che non si fondi sulla verità. Un binomio indissolubile che, dopo il mio battesimo, ho ritrovato nel passo tratto dal Vangelo secondo San Giovanni che recita “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (….)</p>
<p>Il binomio indissolubile di verità e libertà ha ispirato il mio lungo percorso giornalistico, protrattosi per circa 35 anni, culminato nella vice-direzione del Corriere della Sera. Per me il giornalismo è stato essenzialmente una voglia immensa dell’incontro autentico e profondo con la persona quale incarnazione della vita e dell’amore, nella ricerca appassionata della verità salvaguardando sempre e comunque la libertà interiore. Ho misurato il mio successo giornalistico nel riuscire, giorno dopo giorno, ad aggiungere persone nuove realmente incontrate e che scelgono di aprirsi con me, finendo per entrare a far parte di una famiglia allargata fatta di fraternità e di solidarietà.</p>
<p>E’ stato soprattutto l’incontro con il pensiero e la persona di Benedetto XVI a farmi scoprire il secondo binomio indissolubile di fede e ragione. Il Santo Padre dimostra la sua unicità quale autentico testimone di fede e ragione nella sua capacità a confermarci, partendo dalla ragione, che i valori non negoziabili sostanziano l’essenza della nostra comune umanità e che al tempo stesso sono parte integrante dell’autentica fede cristiana. La straordinarietà del cristianesimo risiede proprio nel fatto che fede e ragione convivono armoniosamente, riflettendo l’unitarietà e la simbiosi del Dio che sceglie di farsi uomo.</p>
<p>Da quando nell’aprile del 2003 lo Stato italiano decise di affidarmi una scorta gestita dall’Arma dei Carabinieri, notificandomi una condanna a morte decisa dal movimento terrorista islamico Hamas per la mia denuncia pubblica del terrorismo suicida che massacra gli israeliani, sono stato costretto ad approfondire la conoscenza del Corano e di Maometto, dal momento che coloro che condannano a morte invocano i versetti del loro testo sacro ed evocano le gesta del loro profeta. Ho dovuto riconoscere che loro hanno assolutamente ragione perché effettivamente il Corano è pieno di incitamenti all’odio, alla violenza e alla morte nei confronti dei non musulmani, così come effettivamente Maometto si è reso responsabile di crimini contro l’umanità massacrando coloro che non si sottomettevano al suo arbitrio, come quando nel 628 partecipò personalmente allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Quraiza nei pressi di Medina.</p>
<p>Ho pertanto ripudiato pubblicamente l’islam prendendo atto che è fisiologicamente violento, incompatibile con i diritti fondamentali della persona e i valori non negoziabili, così come è storicamente conflittuale per la determinazione a sottomettere il prossimo costi quel che costi. Tuttavia sono del tutto convinto che dobbiamo distinguere nettamente tra la dimensione della religione e la dimensione delle persone che non sono mai la trasposizione automatica e acritica dei dogmi della fede. Pur nella consapevolezza che non esiste un islam moderato, sono certo che ci sono dei musulmani moderati con cui si può e si deve dialogare e convivere, sulla base della condivisione dei valori non negoziabili, del rispetto di regole che sostanziano diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente, del perseguimento del bene comune. Sono pertanto contrario sia al relativismo religioso che ci porta, partendo dall’imperativo dell’amore per il prossimo, a sposare legittimandola la religione del prossimo anche se i suoi contenuti sono incompatibili con i valori non negoziabili, sia alla deriva del razzismo che, partendo dalla condanna della religione del prossimo, sfocia nella condanna dell’universo delle persone che ad essa fanno riferimento come se fossero dei cloni e formassero un blocco monolitico.</p>
<p>Il dono del battesimo e il regalo incommensurabile del riceverlo dalle mani del Papa nella notte della Veglia pasquale il 22 marzo 2009, ha rappresentato lo spartiacque nella mia vita. Da allora tutto è cambiato dentro e fuori di me. Nel mio tendere sempre più alla verità di Cristo, ho maturato il convincimento che fosse arrivato il momento di passare dalla testimonianza della verità nella libertà tramite la scrittura o la parola, alla testimonianza tramite le opere. Ancora una volta non considero un caso che subito dopo il mio battesimo Benedetto XVI per due volte lanciò un appello alla presenza di una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica.</p>
<p>Il 30 novembre 2008 all’Hotel Aldero di Fabrica di Roma, in provincia di Viterbo, annunciai la nascita insieme a cinquanta soci fondatori del movimento di testimonianza identitaria e di impegno culturale “Protagonisti Per l’Europa Cristiana”. Il 28 e il 29 novembre 2009 all’Hotel Le Robinie a Solbiate Olona, in provincia di Varese, è stato deciso all’unanimità da parte di circa 250 delegati la confluenza in un nuovo movimento politico, “Io amo l’Italia”, con l’obiettivo di tradurre in fatti la verità che si afferma e i valori in cui si crede. Questa scelta di impegno nella politica si traduce nel convincimento che ciascuno di noi per realizzarsi pienamente deve corrispondere ad una dimensione olistica che coniuga armoniosamente la conoscenza, i valori e le opere.</p>
<p>“Io amo l’Italia” s’impegna ad affermare una concezione etica della cultura politica affinché sia effettivamente servizio alla collettività, a favorire un nuovo modello di sviluppo che si ispiri all’economia sociale di mercato coniugando la libertà d’impresa con il bene comune, a promuovere un nuovo modello sociale che metta al centro la cultura della vita. “Io amo l’Italia” ambisce ad essere il punto di riferimento e di certezza dei valori non negoziabili che sostanziano l’essenza della nostra umanità e delle regole che sono alla base della nostra civiltà. “Io amo l’Italia” è un movimento politico confederale, aperto al concorso di tutte le persone di buona volontà, di tutte le associazioni e dei movimenti che condividono i valori non negoziabili, credono nella certezza delle regole e perseguono il bene comune. “Io amo l’Italia” si presenta come soggetto politico rappresentativo del territorio in cui si radica assumendone la denominazione, ad esempio “Io amo Bologna” o “Io amo la Sicilia”, mantenendo sempre il legame indissolubile con il movimento nazionale il cui nome resta fisso nella parte sottostante il logo che ritrae la bandiera italiana con una grande croce stilizzata gialla, ideato e disegnato da Giorgio Forattini.</p>
<p>Alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 sono stato eletto deputato al Parlamento Europeo, dopo essermi candidato da indipendente a capolista della lista dell’Udc nella circoscrizione del Nord-Ovest, aggiudicandomi circa 40 mila voti. Il 28 e il 29 marzo 2010 mi sono candidato alla presidenza della Regione Basilicata conquistando circa il 9 per cento dei consensi pari a circa 30 mila voti.</p>
<p>Il mio impegno, alla guida di “Io amo l’Italia”, è di promuoverlo a soggetto politico nazionale quale punto di certezza sul piano dei valori non negoziabili e della certezza delle regole, capace di attrarre il consenso da parte di tutti coloro che sono nauseati o disillusi dalla politica o che vivono con sofferenza la loro presenza nelle formazioni di destra, di centro e di sinistra che si sono ridotte ad essere consorterie d’affari senza alcuna specificità valoriale e identitaria. Contemporaneamente mi impegnerò per dare un’anima all’Europa, affinché cessi di esistere un semplice colosso di materialità che si vergogna della verità storica delle proprie radici giudaico-cristiane, che svende i propri valori e tradisce la propria identità&#8221;.</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2011 16:31:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Io Amo l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Magdi Cristiano Allam]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento Politico]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Leggi &#8220;Lo Statuto&#8221; di &#8220;Io Amo l&#8217;Italia&#8221; &#8211; Clicca qui Magdi Cristiano Allam è il presidente del movimento politico “Io amo l’Italia” fondato il 28 novembre del 2009. Dal luglio del 2009 è deputato al Parlamento Europeo nel gruppo del Partito Popolare Europeo. E’ stato vicedirettore ad personam del quotidiano «Corriere della Sera» dal 2003 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1763" title="Magdi Cristiano Allam, Presidente Movimento Politico Io Amo l'Italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></strong></div>
<div><a title="Statuto Io Amo l'Italia" href="http://www.ioamolitalia.com/wp-content/uploads/Statuto22032011.pdf" target="_blank"><span style="color: #000000;">Leggi &#8220;<strong>Lo Statuto</strong>&#8221; di &#8220;<strong>Io Amo l&#8217;Italia</strong>&#8221; &#8211; </span></a><strong><a title="Statuto Io Amo l'Italia" href="http://www.ioamolitalia.com/wp-content/uploads/Statuto22032011.pdf" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Clicca qui</span></a><br />
Magdi Cristiano Allam </strong>è il presidente del <strong>movimento politico</strong> “<strong>Io amo l’Italia</strong>” fondato il 28 novembre del 2009. Dal luglio del 2009 è deputato al Parlamento Europeo nel gruppo del Partito Popolare Europeo. E’ stato vicedirettore ad personam del quotidiano «Corriere della Sera» dal 2003 al 2008, dopo aver ricoperto la carica di editorialista e inviato speciale del quotidiano «La Repubblica» sin dal 1996. E’ laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma.</div>
<div>Per la Mondadori ha recentemente pubblicato: Europa Cristiana Libera. La mia vita tra Verità e Libertà, Fede e Ragione, Valori e Regole (2009); Grazie Gesù. La mia conversione dall’islam al cattolicesimo (2008); Viva Israele. Dall’ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia (2007); Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano? (2006);  Vincere la paura. La mia vita contro il terrorismo islamico e l’incoscienza dell’Occidente (2005). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Saint-Vincent di giornalismo, l’Ambrogino d’oro del Comune di Milano, il Premio internazionale Dan David e il Mass Media Award dell’American Jewish Committee.</div>
<div>Tramite il sito www.ioamolitalia.it promuove un movimento politico che si fonda sul primato dei valori non negoziabili e sulla certezza delle regole, e che a partire dalla riforma etica della cultura politica persegue un nuovo modello di sviluppo che s’ispira all’economia sociale di mercato e un nuovo modello sociale che mette al centro la sacralità della vita.</div>
<div>E’ nato al Cairo nel 1952 dove ha studiato presso le suore comboniane e i sacerdoti salesiani. Vive in Italia dal 1972 ed è orgogliosamente cittadino italiano dal 1987.</div>
<div><span style="font-family: verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>La vita di Magdi Cristiano Allam</strong></p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Se guardiamo a ritroso nella nostra storia, scopriamo che è cadenzata da una serie di “casi” che, tuttavia, dal momento che sono proprio questi “casi” a determinare tutto il prosieguo della nostra vita non possiamo non cogliervi dei “segni” che configurano un “disegno”, al punto da assumere la consapevolezza che “il caso” non è affatto fortuito, bensì corrisponde laicamente al nostro “destino” mentre cristianamente cela la mano della Divina Provvidenza che ci illumina della nostra “missione”. Condivido al riguardo l’allegoria con cui il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito di Bologna, nell’omelia pronunciata nel 2008 in occasione dei suoi 80 anni disse che “il caso è il travestimento scelto da Dio per passeggiare in mezzo a noi restando in incognito”.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Come non cogliere un “segno” nella decisione di mia madre Safeya, lei che da giovane donna egiziana, musulmana praticante, orfana, sfortunata con il proprio matrimonio, povera ma dignitosa, grazie all’aiuto della facoltosa famiglia italiana Caccia, titolari di un’azienda tessile al Cairo, la mia città natale, presso cui lavorava come governante della loro figlioletta Cinzia, scelse nel 1956 quando avevo quattro anni di affidarmi all’educazione e alla cura delle suore comboniane, cattoliche e italiane, nella certezza che i valori che mi avrebbero trasmesso erano da lei condivisi? Fu proprio quella scelta ad avviare un percorso che per 14 anni mi ha portato a studiare e a vivere in collegio prima dalle suore comboniane e, a partire dalla quinta elementare fino alla maturità scientifica, dai sacerdoti salesiani, consentendomi sia di nutrire un sincero amore per l’Italia percepita come la patria della libertà e della civiltà, sia di coltivare un’autentica spiritualità cristiana che mi ha donato una concezione etica dell’esistenza che mette al centro la persona fatta a immagine e somiglianza di Dio da rispettare e valorizzare sempre e comunque in quanto incarna la verità del creato, l’amore che sostanzia la nostra stessa ragion d’essere, la sacralità della vita che è il fondamento della nostra umanità, la dignità della persona che è la base della costruzione sociale, la libertà di scelta che è il fulcro della civiltà umana.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Ciò che ha ispirato il mio percorso spirituale e umano sin da piccolo è il fascino della verità e la passione per la libertà. Il fatto che sia nato musulmano, da genitori musulmani, in un Paese arabo a maggioranza islamica, ma che al tempo stesso ho studiato e vissuto in un microcosmo d’Italia italiano e cattolico, mi ha sollecitato sin da piccolo a ricercare la verità, a pormi la domanda quale delle due religioni, delle due culture e delle due civiltà corrispondesse alla verità. E’ fondamentale sottolineare che la domanda e la risposta sulla verità nascono e poggiano nell’incontro con delle persone speciali, degli autentici testimoni di fede che mi hanno affascinato. Nel caso dell’islam è stata mia madre, una donna straordinaria che scelse di donare tutta se stessa per consentirmi di avere una migliore qualità d’istruzione ed un più elevato tenore di vita, a coltivare in me il fascino dell’islam dal momento che lei s’ispirava a quella religione e in essa trovava il conforto per dare un senso a un’esistenza fatta di sacrifici e talvolta di umiliazioni. Così come furono degli autentici testimoni cristiani, suore comboniane e sacerdoti salesiani, a nutrire in me il fascino di Gesù Cristo nel loro tendere quotidiano a rivivificarlo attraverso la predicazione della sua verità, affermando con l’esempio dei valori non negoziabili, perseguendo tramite le opere buone il traguardo del bene comune.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Ed è nella ricerca della verità che ho scoperto la passione per la libertà. Compresi che per pervenire alla verità dobbiamo essere degli spiriti liberi, capaci di guardare in faccia alla realtà oggettiva senza mistificarla con i filtri ideologici o i pregiudizi. Fino a maturare la consapevolezza che verità e libertà sono due facce della stessa medaglia, nel senso che così come non potremmo cogliere la verità in assenza della libertà, non vi può essere la libertà che non si fondi sulla verità. Un binomio indissolubile che, dopo il mio battesimo, ho ritrovato nel passo tratto dal Vangelo secondo San Giovanni che recita “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” (….)</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Il binomio indissolubile di verità e libertà ha ispirato il mio lungo percorso giornalistico, protrattosi per circa 35 anni, culminato nella vice-direzione del Corriere della Sera. Per me il giornalismo è stato essenzialmente una voglia immensa dell’incontro autentico e profondo con la persona quale incarnazione della vita e dell’amore, nella ricerca appassionata della verità salvaguardando sempre e comunque la libertà interiore. Ho misurato il mio successo giornalistico nel riuscire, giorno dopo giorno, ad aggiungere persone nuove realmente incontrate e che scelgono di aprirsi con me, finendo per entrare a far parte di una famiglia allargata fatta di fraternità e di solidarietà.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">E’ stato soprattutto l’incontro con il pensiero e la persona di Benedetto XVI a farmi scoprire il secondo binomio indissolubile di fede e ragione. Il Santo Padre dimostra la sua unicità quale autentico testimone di fede e ragione nella sua capacità a confermarci, partendo dalla ragione, che i valori non negoziabili sostanziano l’essenza della nostra comune umanità e che al tempo stesso sono parte integrante dell’autentica fede cristiana. La straordinarietà del cristianesimo risiede proprio nel fatto che fede e ragione convivono armoniosamente, riflettendo l’unitarietà e la simbiosi del Dio che sceglie di farsi uomo.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Da quando nell’aprile del 2003 lo Stato italiano decise di affidarmi una scorta gestita dall’Arma dei Carabinieri, notificandomi una condanna a morte decisa dal movimento terrorista islamico Hamas per la mia denuncia pubblica del terrorismo suicida che massacra gli israeliani, sono stato costretto ad approfondire la conoscenza del Corano e di Maometto, dal momento che coloro che condannano a morte invocano i versetti del loro testo sacro ed evocano le gesta del loro profeta. Ho dovuto riconoscere che loro hanno assolutamente ragione perché effettivamente il Corano è pieno di incitamenti all’odio, alla violenza e alla morte nei confronti dei non musulmani, così come effettivamente Maometto si è reso responsabile di crimini contro l’umanità massacrando coloro che non si sottomettevano al suo arbitrio, come quando nel 628 partecipò personalmente allo sgozzamento e alla decapitazione di circa 800 ebrei della tribù dei Banu Quraiza nei pressi di Medina.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Ho pertanto ripudiato pubblicamente l’islam  prendendo atto che è fisiologicamente violento, incompatibile con i diritti fondamentali della persona e i valori non negoziabili, così come è storicamente conflittuale per la determinazione a sottomettere il prossimo costi quel che costi. Tuttavia sono del tutto convinto che dobbiamo distinguere nettamente tra la dimensione della religione e la dimensione delle persone che non sono mai la trasposizione automatica e acritica dei dogmi della fede. Pur nella consapevolezza che non esiste un islam moderato, sono certo che ci sono dei musulmani moderati con cui si può e si deve dialogare e convivere, sulla base della condivisione dei valori non negoziabili, del rispetto di regole che sostanziano diritti e doveri che garantiscono e vincolano tutti indistintamente, del perseguimento del bene comune. Sono pertanto contrario sia al relativismo religioso che ci porta, partendo dall’imperativo dell’amore per il prossimo, a sposare legittimandola la religione del prossimo anche se i suoi contenuti sono incompatibili con i valori non negoziabili, sia alla deriva del razzismo che, partendo dalla condanna della religione del prossimo, sfocia nella condanna dell’universo delle persone che ad essa fanno riferimento come se fossero dei cloni e formassero un blocco monolitico.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Il dono del battesimo e il regalo incommensurabile del riceverlo dalle mani del Papa nella notte della Veglia pasquale il 22 marzo 2009, ha rappresentato lo spartiacque nella mia vita. Da allora tutto è cambiato dentro e fuori di me. Nel mio tendere sempre più alla verità di Cristo, ho maturato il convincimento che fosse arrivato il momento di passare dalla testimonianza della verità nella libertà tramite la scrittura o la parola, alla testimonianza tramite le opere. Ancora una volta non considero un caso che subito dopo il mio battesimo Benedetto XVI per due volte lanciò un appello alla presenza di una nuova generazione di cattolici impegnati nella politica.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Il 30 novembre 2008 all’Hotel Aldero di Fabrica di Roma, in provincia di Viterbo, annunciai la nascita insieme a cinquanta soci fondatori del movimento di testimonianza identitaria e di impegno culturale “Protagonisti Per l’Europa Cristiana”. Il  28 e il 29 novembre 2009 all’Hotel Le Robinie a Solbiate Olona, in provincia di Varese, è stato deciso all’unanimità da parte di circa 250 delegati la confluenza in un nuovo movimento politico, “Io amo l’Italia”, con l’obiettivo di tradurre in fatti la verità che si afferma e i valori in cui si crede. Questa scelta di impegno nella politica si traduce nel convincimento che ciascuno di noi per realizzarsi pienamente deve corrispondere ad una dimensione olistica che coniuga armoniosamente la conoscenza, i valori e le opere.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">“Io amo l’Italia” s’impegna ad affermare una concezione etica della cultura politica affinché sia effettivamente servizio alla collettività, a favorire un nuovo modello di sviluppo che si ispiri all’economia sociale di mercato coniugando la libertà d’impresa con il bene comune, a promuovere un nuovo modello sociale che metta al centro la cultura della vita. “Io amo l’Italia” ambisce ad essere il punto di riferimento e di certezza dei valori non negoziabili che sostanziano l’essenza della nostra umanità e delle regole che sono alla base della nostra civiltà. “Io amo l’Italia” è un movimento politico confederale, aperto al concorso di tutte le persone di buona volontà, di tutte le associazioni e dei movimenti che condividono i valori non negoziabili, credono nella certezza delle regole e perseguono il bene comune. “Io amo l’Italia” si presenta come soggetto politico rappresentativo del territorio in cui si radica assumendone la denominazione, ad esempio “Io amo Bologna” o “Io amo la Sicilia”, mantenendo sempre il legame indissolubile con il movimento nazionale il cui nome resta fisso nella parte sottostante il logo che ritrae la bandiera italiana con una grande croce stilizzata gialla, ideato e disegnato da Giorgio Forattini.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 sono stato eletto deputato al Parlamento Europeo, dopo essermi candidato da indipendente a capolista della lista dell’Udc nella circoscrizione del Nord-Ovest, aggiudicandomi circa 40 mila voti. Il 28 e il 29 marzo 2010 mi sono candidato alla presidenza della Regione Basilicata conquistando circa il 9 per cento dei consensi pari a circa 30 mila voti.</p>
<p style="margin-top: 1em; margin-bottom: 1em; margin-right: 0px; margin-left: 0px; display: block; text-align: justify; padding: 0px;">Il mio impegno, alla guida di “Io amo l’Italia”, è di promuoverlo a soggetto politico nazionale quale punto di certezza sul piano dei valori non negoziabili e della certezza delle regole, capace di attrarre il consenso da parte di tutti coloro che sono nauseati o disillusi dalla politica o che vivono con sofferenza la loro presenza nelle formazioni di destra, di centro e di sinistra che si sono ridotte ad essere consorterie d’affari senza alcuna specificità valoriale e identitaria. Contemporaneamente mi impegnerò per dare un’anima all’Europa, affinché cessi di esistere un semplice colosso di materialità che si vergogna della verità storica delle proprie radici giudaico-cristiane, che svende i propri valori e tradisce la propria identità.</p>
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