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	<title>Luigi De magistris &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Scuola, Bussetti: “Più fondi al Sud? Impegnatevi di più”. Poi dice: “Frase estrapolata”. Di Maio: “Fesseria. Chieda scusa”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Feb 2019 21:44:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Più fondi al sud? No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole”. Così ieri, venerdì, il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti (Lega), durante la visita ad Afragola, in provincia di Napoli, ha risposto alla domanda di un cronista di Nano.tv che chiedeva se servissero più soldi per recuperare il gap con le scuole del Nord. Parole che non sono passate inosservate, tanto da scatenare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13976" aria-describedby="caption-attachment-13976" style="width: 1200px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-bussetti.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13976" alt="Il Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-bussetti.jpg" width="1200" height="800" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-bussetti.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-bussetti-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-bussetti-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-bussetti-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13976" class="wp-caption-text">Il Ministro dell&#8217;Istruzione Marco Bussetti</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">“Più fondi al sud? No, ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte, questo ci vuole”. Così ieri, venerdì, il <strong>ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti (Lega),</strong> durante la visita ad Afragola, in provincia di Napoli, ha risposto alla domanda di un cronista di <em><a href="https://www.nanotv.it/2019/02/08/no-fondi-al-sud-ma-impegno-e-sacrifici-la-provocazione-del-ministro-bussetti/">Nano.tv</a></em> che chiedeva se servissero più soldi per recuperare il gap con le scuole del Nord. Parole che non sono passate inosservate, tanto da scatenare le critiche, in primis quelle di <strong>Luigi de Magistris </strong>e degli esponenti del Movimento 5 stelle della Campania,  per quell’affermazione considerata “sprezzante” nei confronti del Mezzogiorno. Dopo gli attacchi è arrivata anche la replica dello stesso ministro che ha parlato di “frase estrapolata” e rivendicato il lavoro fatto fino ad oggi al Sud: “Credo che i fatti parlino da soli”. Ma per il <strong>vicepremier Luigi Di Maio </strong>non basta: “Se un Ministro dice una fesseria sulla scuola, chiede scusa. Punto”. Con <strong>la ministra per il Sud, Barbara Lezzi,</strong> che gli fa eco: “Non si accampino sterili giustificazioni. Abbiamo un contratto da rispettare in cui ci siamo impegnati a colmare il divario, in ogni settore, tra Nord e Sud. Concordo pienamente con Luigi: le scuse sono l’unica strada per placare le polemiche”.</p>
<p style="text-align: justify;">E <strong>la tensione tra Lega e M5s</strong> si è riflessa anche all’interno del ministero dell’Istruzione, con <strong>Lorenzo Fioramonti e Salvatore Giuliano</strong>, rispettivamente viceministro e sottosegretario, che hanno voluto sottolineare come studenti e professori del Sud siano “esempi di eccellenza e coraggio“. Tanto che poi è voluto intervenire anche l’altro <strong>vicepremier, Matteo Salvini</strong>, per tentare di smorzare i toni: “I fatti sono più forti di qualsiasi polemica. Questo governo, ha detto, “sta facendo tantissimo per la gente del Sud, investendo in soldi e uomini, dalla sicurezza alla scuola, dalle pensioni al reddito dalla lotta alla mafia alla difesa dell’agricoltura, quello che non aveva mai fatto nessuno“.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La difesa di Bussetti:</strong> “<em>Discorso più ampio</em>” – “<em>È un video decontestualizzato che sta girando sul web e viene usato per rappresentare un Ministro ostile al Mezzogiorno, alle sue donne e ai suoi uomini. E io non lo sono. Sarebbe ridicolo pensarlo</em>”, si è difeso Bussetti in un post su Facebook. “Una mia frase è stata estrapolata per farla sembrare un attacco. Faceva parte di un discorso più ampio”, sostiene il ministro. Nel messaggio poi l’esponente della Lega rivendica anche il lavoro fatto fino a oggi al Sud: “Conosco benissimo sacrifici di migliaia di insegnanti spostati al Nord, a centinaia di chilometri dalle proprie case. Da Provveditore ne ho incontrati tanti. Conosco le realtà di eccellenze che sono al Sud, nella Scuola come nell’Università e nella Ricerca – ha proseguito – Al Sud servono fondi, certo. Come ovunque. Ne sono consapevole. Ma so anche che da soli non bastano. È quello che ho detto ieri. Occorre anche credere in se stessi, lottare, rimboccarsi le maniche. Bisogna saper utilizzare meglio le risorse economiche”, ha scritto. Per poi concludere: “<em>Tutto si può dire tranne che io sia un Ministro che guarda con disprezzo al Sud. Credo che i fatti parlino da soli</em>”.</p>
<p>La replica di Di Maio: “Chieda scusa” – Immediata la risposta del vicepremier Luigi Di Maio che è intervenuto con un post su Facebook. “Se un Ministro dice una fesseria sulla scuola, chiede scusa. Punto. Venire in una delle aree più in difficoltà d’Italia a dire – usando il “voi” – che per ridurre il gap nelle scuole del sud “vi dovete impegnare di più” farebbe girare le scatole anche ad un asceta. Figurarsi gli insegnanti! Caro Marco, siamo noi al Governo che evidentemente dobbiamo impegnarci sempre di più. Soprattutto sulla scuola, che richiede interventi storici per le condizioni veramente indegne in cui versano tante strutture”.</p>
<p>“Bisogna iniziare a eliminare le ‘classi pollaio‘, quelle dove alunni e insegnanti sono costretti a fare lezione in 30 in un’aula, una piaga in particolare del sud. Questo è un modo anche per valorizzare le competenze degli insegnanti, oltre a fare stare meglio i ragazzi – ha continuato il leader del Movimento – Ed è solo il primo dei disegni di legge che dobbiamo portare a casa nei prossimi mesi. Imiliardi di euro che abbiamo stanziato nel 2019 per l’edilizia scolastica devono essere solo l’inizio. I fondi per nuovi laboratori devono almeno raddoppiare. Quindi impegniamoci di più come Governo“, ha concluso.</p>
<p style="text-align: justify;">La nota di Fioramonti e Giuliano – “Il Sud Italia, oltre che per le sue bellezze paesaggistiche e naturali, è noto per la sconfinata ricchezza intellettuale dimostrata quotidianamente da studenti e docenti, spesso costretti a lavorare in condizioni proibitive, eppure capaci di far emergere eccellenze in ambito scientifico, letterario, medico, artistico e accademico. Vogliamo credere che il ministro Bussetti nell’auspicare maggior impegno da parte del Sud, sottintendesse quanto siano stati finora straordinari proprio l’impegno, il lavoro e il sacrificio di tutti gli operatori della filiera scolastica e universitaria del meridione, autentici eroi civili, altissimi rappresentanti di uno Stato che non sempre ha saputo tutelare adeguatamente queste zone dalla criminalità e dal disagio sociale“, affermano in una nota congiunta Lorenzo Fioramonti e Salvatore Giuliano, rispettivamente viceministro e sottosegretario all’Istruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le critiche di De Magistris e M5s Campania – A criticare per primo Bussetti è stato il sindaco di Napoli che ha pubblicato il video con scritto: “Questo è il ministro dell’istruzione del governo del cambiamento. Parole di chi non conosce storie e fatti e, quindi, ignorando il Sud è un ministro dell’ignoranza. Tono e sguardo evidenziano il suo disprezzo per le nostre terre. Provo vergogna per come sta cadendo in basso il nosto Paese”. Anche i consiglieri del Movimento 5 stelle della Campania  hanno subito preso le distanze, invitando il ministro a chiedere scusa con una nota dai toni molto duri.”Le parole pronunciate a Caivano dal ministro Bussetti, oltre a offendere la Campania e l’intero Sud, ledono profondamente la dignità di una categoria, quella dei docenti della nostra terra, che da decenni rappresenta una risorsa preziosa proprio per le regioni del Nord. Professionisti che con sacrificio e senso del dovere, ovunque abbiano lavorato, anche a migliaia di chilometri da casa, hanno trasmesso ai loro studenti i valori, la conoscenza e la cultura che hanno reso grande il Sud e l’intero Paese – aggiungono i consiglieri – Offendendo loro, Bussetti ha offeso tutti gli studenti e i tanti lavoratori e professionisti che questi meravigliosi insegnanti hanno accompagnato nel loro percorso didattico. Uomini e donne che l’hanno girato in lungo e in largo l’Italia, lontano dalle loro famiglie, dai loro figli, verso i quali Bussetti dovrebbe mostrarsi soltanto grato. Prima di rimettere piede un’altra volta in Campania o in qualunque altra regione del Sud, dovrebbe recitare un profondo mea culpa e scusarsi con l’intera categoria di insegnanti. Altrimenti dimostra di non essere degno della poltrona su cui oggi siede”</p>
<p style="text-align: justify;">Sul caso è intervenuta anche Mara Carfagna, vicepresidente della Camera dei Deputati e parlamentare di Forza Italia. “Impegno e sacrificio’ invece di risorse e investimenti sull’edilizia scolastica e sul capitale umano, cioè gli insegnanti? Scherziamo? Le dichiarazioni del ministro della Pubblica istruzione Marco Bussetti sono offensive per l’intero Sud e, pertanto, irricevibili. Non le accetteremmo da nessuno – aggiunge Carfagna – men che meno dall’esponente di un governo che col suo progetto,sbagliato, scritto male, di autonomia per le Regioni del Nord impoverirà ulteriormente di servizi quelle aree del Paese, come la Campania, dove già ce ne sono meno”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>De Magistris e Pisapia prendono Bondi e lo portano via. L&#8217;Italia tende a Sinistra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 21:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Giuseppe Scopelliti]]></category>
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					<description><![CDATA[        Milano ha cambiato colore e ne ha scelto uno più caldo come quello che ha ritratto Piasapia tra la gente che, evidentemente, interpreta una Milano meno farneticante, più vicina alla persona e che esprime il suo nuovo Sindaco forte del 55,10% dei votanti. Anche se con al carniere oggettivi risultati come quello all&#8217;orizzonte di Milano 2015 [&#8230;]]]></description>
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<figure id="attachment_2027" aria-describedby="caption-attachment-2027" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2027" href="https://ilparlamentare.it/2011/05/de-magistris-e-pisapia-prendono-bondi-e-lo-portano-via-litalia-torna-a-sinistra/de-magistris/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2027" title="Luigi De Magistris" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-magistris.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-magistris.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-magistris-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-magistris-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/De-magistris-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2027" class="wp-caption-text">Luigi De Magistris - Sindaco di Napoli - IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p> </p>
<p></strong></strong><strong>Milano ha cambiato colore </strong>e ne ha scelto uno più caldo come quello che ha ritratto <strong>Piasapia</strong> tra la gente che, evidentemente, interpreta una Milano meno farneticante, più vicina alla persona e che esprime il suo nuovo Sindaco forte del 55,10% dei votanti.<br />
Anche se con al carniere oggettivi risultati come quello all&#8217;orizzonte di Milano 2015 i milanesi sembrano avere rinunciato ad un cinismo politico identificabile nella Milano di Arcore battuta, insindacabilemnete da quella dei Navigli.<br />
<strong>Napoli, invece, tocca il cielo con De Magistris.</strong> Napoli ha deciso di cambiare aria e di sposare il modello Bari che, con un 59,81% di preferenze, scelse un Magistrato in aspettativa alla guida della Città puglese che oggi, bisogna ammettere, respira aria nuova. Dunque i napoletani hanno detto di si ad un combattente che rappresenta un ideale, un modello di Giustizia che si batte contro le ingiustizie, anche quando esse dovessero essere parte dei Palazzi della Giustizia stessa. A vincere, dunque, sono i napoletani che offrono a De Magistris una spinta pari al 60,32%.<br />
<strong>A Crotone &#8220;non passa lo straniero&#8221; sembra dire Peppino Vallone </strong>che supera <strong>Dorina Bianchi </strong>nonostante dalla parte sua abbia visto schierata a tutta la corazzata del centrodestra con a capo <strong>Silvio Berlusconi </strong>in persona e proprio per questo la sconfitta di Dorina Bianchi in Calabria è molto significativa e presagio del domani in Calabria. Se lo schieramente di tutta la corazzata del Pdl inclusi i nuovi Sottosegretari come Antonio Gentile fresco di nomina e tanto di promessa fatta dal Premier dal palco a Galati, non sono servite a nulla, sembra evidente che Scopelliti, si troverà a dovere sopportare molto presto un gravame politico ingestibile dal basso.<br />
<strong>Tutto ciò mentre </strong>il Presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi con Augusto Minzolini e Mario De Scalzi sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma </strong>per abuso d&#8217;ufficio, in riferimento alla messa in onda il 20 maggio scorso da parte dei due tg di interviste mentre era conclusa la campagna elettorale. Anche la Chiesa, ad esempio a Crotone ha tentato di rianimare il Pdl con quella che, invece, si è palesata essere una &#8220;estrema unzione&#8221; somministrata niente poco di meno che da <strong>S. E. Mons. Rino Fisichella </strong>animatore di una conferenza sul tema del <strong>&#8220;bene comune&#8221;</strong> che, però, pare abbia colto impreparata la sua stessa pupilla <strong>Dorina Bianchi.</strong> Dunque si registra, rispetto a Roma, una perdita di efficacia della stessa Chiesa che nonostante lo sforzo e l&#8217;altissima levatura di Fisichella, non è riuscita a scuotere gli animi dei crotonesi evidentemehte avvelenati dalle scorie sepolte nel sottosuolo di mezza Crotone e senza che, in questa campagna elettorale del Centrodestra, si sia parlato di un preciso impegno di bonifica.</p>
<div><strong>Mentre Bondi, giustamente, getta la spugna, </strong>prendiamo spunto dall&#8217;articolo di <strong>Sara d&#8217;Ascenzo </strong>recentemente pubblicato dal <strong>Corriere della Sera </strong>per fare una breve riflessione sulla politica italiana che sembra, indipendendemente dai risultati delle recenti amministrative, deludere tutti. Sia al Nord che al Sud dell&#8217;Italia le cose vanno decisamente male. Parole, parole, parole stanno demolendo l&#8217;economia italiana come sta accadendo davanti agli occhi di tutti sul fronte Turismo, Tessile, Agroalimentare.<br />
Gli industriali del Nord si ribellano al Governo che riceve una bastonata inattesa e dolorosa. Nel Sud, invece, nessuno si ribella per davvero. Lo spirito è diverso. Nel Sud si subisce anche quando le cose vanno malissimo. Recentemente il <strong>Ministro Tremonti ha dichiarato che nel Sud c&#8217;è un grave problema maturato dall&#8217;incapacità della politica di spendere i fondi comunitari</strong>. E il Ministro sottolinea: &#8221; <strong>il problema è politico&#8221;</strong>. Miliardi di Euro che non vengono spesi, anzi, amministrati. Il problema, infatti, non dovrebbe essere quello di spendere i fondi, bensì quello di amministrali. E nel Sud, come ad esempio in Calabria, manca un progetto della politica mentre i Bronzi di Riace, ancora, sempre e solo quelli, diventano l&#8217;unica cosa che ha da dire il <strong>Presidente Giueppe Scopelliti per sostenere gli Operatori Turistici</strong>: presto vedremo uno spot dove i due bronzi si animeranno per andare in vacanza in una Calabria flagellata e non certo degna dei loro tempi in cui la parola &#8220;Civiltà&#8221; era una cosa seria. I <strong>Bronzi di Riace ultimo baluardo di Giuseppe Scopelliti Presidente della Regione Calabria con delega al Turismo</strong>. <strong>I Bronzi di Riace che, se potessero votare, di certo voterebbero per la Sinistra </strong>per tentare la sorte e avere in cambio una vera politica del Turismo che sia degna della società civile e che veda loro stessi calati nel loro ruolo e non, dopo duemila anni di immesione, a dover tappare buchi. ma torniamo agli industriali del Nord che, come dismostra la recente manifestazione Unindustria Treviso, sono arrivati alla frutta. Paradossalmente la loro gravissima denuncia parte dal territorio che esprime la quasi totalità delle forze oggi al Governo: Ministri, Sottosegretari e sistemi di potere correlati. Gli stessi che oggi sono stati solennemente bastonati. Dunque a non funzionare è il cuore stesso della politica del Nornd. Allora cosa bisogna fare? Cambiare. E così è stato fatto. Così come a Napoli e via via così sarà anche per le altre regioni del meridione dell&#8217;Italia. In Calabria  è comclamato un malessere culturale nelle politica che non riesce ad andare oltre il proprio naso. Si spendacchiano fondi non per guardare verso un orizzonte nel quale possa riconoscersi domani la società civile, ma, solo una ristrettissima una parte di essa. Torna in mente il messaggio del <strong>Presidente Giorgio Napolitano </strong>che nel corso della sua visita in Calabria ha sollecitato la necessità di una nuova classe politica. Diciamolo: se il cancro è dunque nella politica bisogna prendere coraggio e riflettere su un nuovo modello del &#8220;fare&#8221; la politica perchè essa non debba essere solo dominio incontrastato di generezioni e generazioni che portano avanti l&#8217;impero della politica che non cambia mai. </div>
<div>Dunque il silenzioso e civile grido d&#8217;allarme degli industriali del Nord è stato profetico di una rivoluzione politica. Se solo Berlusconi avesse saputo ascoltare. Viene da chiedersi il perchè il Premier abbia rinunaciato ad un vero genio della politica come Domenico Lo Jucco capace come pochi di comprendere l&#8217;elettorato.</div>
<div>
<div>Così fu scritto dal Corriere della Sera e rileggerlo oggi ci aiuta a capire che le cose stanno nell&#8217;aria e che un buon politico deve saper leggere i messaggi che provengono dal mondo del lavoro:<br />
Niente striscioni, niente slogan ma il segnale è forte. E i politici fanno un’altra strada. Nel serpentone silenzioso gli animi sono caldi: la nostra sopportazione è al limite.</div>
</div>
<p>TREVISO</p>
<p>&#8211; Il «rompete le righe» e mettetevi in marcia arriva da Emma Marcegaglia quando la sua relazione è ormai alla fine e la presidente di Confindustria inforca le zeppe dei sandali per una storica camminata: «In questa marcia silenziosa non chiediamo niente, se non il rispetto per quello che facciamo ». È il segnale che gli oltre 2.000 dell&#8217;assemblea annuale di Unindustria Treviso aspettavano: la «maggioranza silenziosa », la versione rivista e corretta dei colletti bianchi torinesi si mette in marcia dallo stadio del rugby per tutto viale Europa bloccando il traffico del venerdì sera e arrivando dritta dritta alla nuova sede dell&#8217;associazione, in una piazza dal nome simbolico: «Piazza delle Istituzioni ». Dietro di lei, il popolo di Vardanega: una folla di grisaglie e camicie bianche, tacchi e tailleur, maxi-bag e cordino verde fosforescente dell&#8217;assemblea annuale di Unindustria Treviso che nessuno si toglie fino alla fine della camminata, quasi fosse una divisa, il simbolo di un corteo silenzioso, che però è stufo marcio: «Questo è un segnale, indubbiamente &#8211; dice Alessandro, imprenditore del settore edile, alla sua prima marcia dai tempi della scuola &#8211; al di là dei toni neutri e soft che sono stati usati dal palco, credo sia un messaggio che mandiamo a chi ha gestito 8 degli ultimi 10 anni di governo! Ci erano state promesse moltissime cose e si è vista più attenzione alle vicende personali. La riforma della giustizia ci serviva, ma era davvero più necessaria di altre cose?». Il corteo cammina spedito. Niente striscioni, niente slogan, il serpentone elegante e composto di un matrimonio dai grandi numeri. Ma gli animi sono roventi.</p>
<p>«Il nostro disagio è arrivato al limite &#8211; dice Elena De Lazzari, imprenditrice di un&#8217;azienda che fa macchine utensili, la Cielle &#8211; sono totalmente concorde con quanto hanno detto la nostra presidente Marcegaglia e Vardanega: il nostro spirito di collaborazione resiste, ma vogliamo far vedere quanto siamo in difficoltà ora». I politici hanno fatto un&#8217;altra strada e in auto: il ministro Sacconi ha approfittato del tempo della marcia per incontrarsi con i sindacati di Datalogic, Leonardo Muraro e Giancarlo Gentilini si sono materializzati direttamente in sede per tagliare il nastro. Vardanega era stato chiaro: «Ai politici chiedo di raggiungerci lì, agli amici di unirsi a me in questa marcia». Nelle rare case del viale la gente affacciata guarda incuriosita, dalle auto si leva qualche clacson quando la marcia arriva all&#8217;incrocio con viale della Repubblica: è pur sempre venerdì sera e gli imprenditori bloccano il traffico, proprio come i cortei dei lavoratori dipendenti. In mezzo è quasi gita: c&#8217;è chi si fa le foto, chi si compiace: «abbiamo bloccato il traffico », chi approfitta per fare telefonate di lavoro, chi inizia una partita di chiacchiere che dura tutto il tragitto. Nel mezzo anche qualche volto noto dell&#8217;imprenditoria, quasi stupito di ritrovarsi in un corteo: «È la mia prima marcia &#8211; ammette Tiziana Prevedello Stefanel &#8211; questo è il simbolo del nostro orgoglio di imprenditori! È la marcia della volontà, del fare. Non è una protesta, ma un incitamento a fare». Qualcuno rinuncia in partenza: impegni già presi, sovraesposizione. Gilberto Benetton non marcia, ma apprezza: «Il mondo degli imprenditori deve cercare di dare una scossa. L&#8217;aria è cambiata. La fiducia non c&#8217;è più: non c&#8217;è più nei confronti del governo, ma neanche nell&#8217;opposizione.</p>
<p>Manca quindi la speranza, e noi imprenditori abbiamo bisogno di qualcuno che ce la dia. Penso che l&#8217;insoddisfazione riguardi soprattutto il governo centrale. Tutto deve partire da lì: mi riferisco non solo alle riforme, di cui parliamo da anni, ma anche al mondo delle infrastrutture, che offrirebbe un sacco di opportunità per mettere in moto nuovo lavoro, nuovo sviluppo. Lo vediamo noi che ci siamo in mezzo: le infrastrutture nel mondo le stanno facendo i privati&#8230;». Di fretta anche Gianfranco Zoppas col figlio, che però sposa in pieno il dissenso: «Potevano succedere tante cose &#8211; dice Zoppas &#8211; non è successo niente. Quello che ha deluso di più è l&#8217;immobilismo. Allora dobbiamo arrangiarci, come sempre. Potrà servire questa marcia? Speriamo&#8230;». Si avvia invece Mario Moretti Polegato: «Perché i politici non applicano il programma che anche loro condividono? Tutti vogliono le stesse cose e se la marcia ha questo significato non posso non esserci anch’io». Si smarca come se non fosse un politico Gentilini: «La politica deve cambiare», dice il vicesindaco di Treviso. Sarà lui a fare da guida alla Marcegaglia nel giro esplorativo della nuova sede: «Vedete che vista?», «Qua moschee non se ne vedono », arriva puntuale la battuta. E alla presidente sempre più ostaggio: «Sono sindaco dal &#8217;94». «Ah &#8211; dice lei sfinita &#8211; il vero ventennio è il suo&#8230;».</p>
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