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	<title>libia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Salvini su migranti a Chigi per vertice: entro fine mese in Libia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 13:51:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[“Entro la fine del mese conto di andare in Libia per una missione risolutiva”. Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, arrivando a Palazzo Chigi per il vertice sull’immigrazione con il premier Conte e gli altri ministri competenti. “La giornata di oggi – ha sottolineato il leader della Lega – significa che non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13385" aria-describedby="caption-attachment-13385" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini3.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13385" alt="Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini3.jpg" width="900" height="567" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini3.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini3-300x189.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini3-428x270.jpg 428w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13385" class="wp-caption-text">Il Ministro dell&#8217;Interno Matteo Salvini</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">“Entro la fine del mese conto di andare in Libia per una missione risolutiva”. Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, arrivando a Palazzo Chigi per il vertice sull’immigrazione con il premier Conte e gli altri ministri competenti. “La giornata di oggi – ha sottolineato il leader della Lega – significa che non siamo più soli. Domani sentirò il ministro francese, il ministro tedesco, risentiremo il governo maltese che ha un atteggiamento inaccettabile. C’è una responsabilità da condividere e il problema va risolto al di là del Mediterraneo, in Nordafrica”. Fonte ASCA</p>
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		<title>Paolo Gentiloni: Ue apprezza azione di Italia in Libia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Dec 2017 23:55:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte AscaNews &#8211; I capi di Stato e di governo dell’Ue hanno espresso in modo “abbastanza unitario” un “fortissimo apprezzamento” per i passi avanti che sono stati fatti nel contrasto ai trafficanti di esseri umani – prima sulla rotta dell Mediterraneo centrale e dei Balcani, poi su quella del Mediterraneo centrale -, e “per l’azione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12852" aria-describedby="caption-attachment-12852" style="width: 1152px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo_Gentiloni_3.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12852" alt="Paolo Gentiloni" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo_Gentiloni_3.jpg" width="1152" height="825" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo_Gentiloni_3.jpg 1152w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo_Gentiloni_3-300x214.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo_Gentiloni_3-377x270.jpg 377w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paolo_Gentiloni_3-1024x733.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12852" class="wp-caption-text">Paolo Gentiloni</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Fonte AscaNews &#8211; I capi di Stato e di governo dell’Ue hanno espresso in modo “abbastanza unitario” un “fortissimo apprezzamento” per i passi avanti che sono stati fatti nel contrasto ai trafficanti di esseri umani – prima sulla rotta dell Mediterraneo centrale e dei Balcani, poi su quella del Mediterraneo centrale -, e “per l’azione svolta dal nostro paese” in quest’ultimo caso. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni oggi a Bruxelles, durante la sua conferenza stampa al termine del vertice Ue, in cui si è discusso a lungo della politica europea dell’immigrazione dell’asilo e dei disaccordi fra i paesi membri su questo tema.</p>
<p style="text-align: justify;">“Sono i numeri – ha osservato Gentiloni – a dire che c’è stata una evoluzione straordinaria; e non solo i numeri sulla evoluzione degli arrivi, a cui l’opinione pubblica italiana è naturalmente più attenta: 80.000 in meno, quasi il 70%, nel periodo da luglio a dicembre, e quelli sulla diminuzione dei morti in mare”, grazie “al lavoro che finalmente è stato fatto in tante direzioni: dal rafforzamento della capacità d’intervento della guardia costiera libica, all’intervento sulla situazione umanitaria nei campi di rifugiati in Libia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i numeri da guardare, secondo Gentiloni sono anche e soprattutto quelli dei rimpatri. “Si è determinata – ha rilevato il premier – una disponibilità nuova da parte di alcuni paesi africani, che fa sì che ci siano numeri nei rimpatri volontari assistiti che alla fine dell’anno saranno di oltre dieci volte le cifre dell’anno scorso; e cominciano a essere dei numeri che fanno pensare che, proseguendo questa azione, nel corso di alcuni mesi i campi in Libia, quelli gestiti ufficialmente, potranno essere quasi completamente svuotati”.</p>
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		<title>Financial Times: Macron &#8220;Traditore dell&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 18:23:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Emmanuel Macron]]></category>
		<category><![CDATA[financial times]]></category>
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					<description><![CDATA[La City si schiera contro Emmanuel Macron. La possibile nazionalizzazione dei cantieri Stx, in violazione di un accordo precedente con Fincantieri, &#8220;accresce a Roma il senso di tradimento&#8221; consumato dalla Francia.  In un editoriale pubblicato oggi il Financial Time ricorda come l&#8217;elezione di Macron all&#8217;Eliseo fosse stata salutata in tutta l&#8217;Unione europea &#8220;come una vittoria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12505" aria-describedby="caption-attachment-12505" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emmanuelmacron.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12505" alt="emmanuel macron" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emmanuelmacron.jpg" width="1000" height="537" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emmanuelmacron.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emmanuelmacron-300x161.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emmanuelmacron-480x257.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12505" class="wp-caption-text">Il Presidente Emmanuel Macron</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La City si schiera contro <strong>Emmanuel Macron</strong>. La possibile nazionalizzazione dei cantieri Stx, in violazione di un accordo precedente con <strong>Fincantieri</strong>, &#8220;accresce a Roma il senso di tradimento&#8221; consumato dalla Francia.</p>
<p style="text-align: justify;"> In un editoriale pubblicato oggi il <strong>Financial Time</strong> ricorda come l&#8217;elezione di Macron all&#8217;Eliseo fosse stata salutata in tutta l&#8217;<strong>Unione europea</strong> &#8220;come una vittoria sul populismo ed una chance di dare nuova linfa al progetto europeo&#8221;. E in Italia, in modo particolare, erano forti queste speranze ma, &#8220;due mesi dopo, il senso di tradimento è evidente&#8221;. &#8220;Mentre il presidente francese ha tutto il diritto di nazionalizzare <strong>Stx</strong> &#8211; osserva il quotidiano britannico &#8211; avrebbe dovuto fare di meglio per mostrare maggiore sensibilità nei confronti di Roma&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche sulla Libia il Financial Times sembra nutrire le stesse obiezioni. Se l&#8217;esito del vertice di Parigi viene definito&#8221;promettente&#8221;, tuttavia, il quotidiano della City considera &#8220;l&#8217;iniziativa unilaterale una preoccupante propensione a mettersi in evidenza in un&#8217;area in cui sarebbero più opportune cautela e cooperazione&#8221;. &#8220;<strong>L&#8217;Italia</strong> &#8211; chiosa, infine, il Financial Times &#8211; merita sostegno nella gestione dell&#8217;aumento dei flussi nel <strong>Mediterraneo</strong> e nella costruzione di una politica europea di lungo periodo per ridurre e condividere le tensioni migratorie. Macron &#8211; conclude &#8211; potrebbe fare molto per riconquistare la benevolenza di Roma se accettasse la necessità di una cooperazione per raggiungere questi obiettivi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Ascanews</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Migranti: allerta Unicef, Med una rotta infernale per i minori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:38:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Col rapporto &#8220;Un viaggio mortale per i bambini&#8221;, pubblicato oggi, l&#8217;Unicef lancia un&#8217;allerta per sensibilizzare sulla situazione dei minori non accompagnati che dall&#8217;Africa arrivano in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale: abusati, vittime di violenze di ogni genere, sono la categoria più a rischio. Per questo la coordinatrice speciale per la crisi dei migranti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11914" aria-describedby="caption-attachment-11914" style="width: 778px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11914" alt="migranti-allerta-minori" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg" width="778" height="519" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori.jpg 778w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-allerta-minori-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 778px) 100vw, 778px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11914" class="wp-caption-text">Migranti: allerta Unicef, Med una rotta infernale per i minori</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Col rapporto &#8220;Un viaggio mortale per i bambini&#8221;, pubblicato oggi, l&#8217;Unicef lancia un&#8217;allerta per sensibilizzare sulla situazione dei minori non accompagnati che dall&#8217;Africa arrivano in Europa lungo la rotta del Mediterraneo centrale: abusati, vittime di violenze di ogni genere, sono la categoria più a rischio. Per questo la coordinatrice speciale per la crisi dei migranti e profughi in Europa Afshan Khan, che a Bruxelles ha incontrato un gruppo ristretto di giornalisti, chiede &#8220;misure stringenti per proteggere i bambini migranti e un sistema di passaggi sicuri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In particolare l&#8217;Unicef mette in guardia sulle condizioni nei centri di detenzione in Libia</strong>, 34 in tutto quelli identificati, 24 gestiti dal governo e 10 dalle milizie. L&#8217;organizzazione spiega di avere accesso a meno della metà dei centri che dipendono dal Dipartimento di governo per la lotta alla Migrazione illegale: in questi luoghi dove la violenza è all&#8217;ordine del giorno, mancano cibo, abiti, coperte, ed i migranti, compresi i minori sono trattenuti a gruppi di 20 in celle di due metri quadri. Ben peggiore è invece la situazione nei campi gestiti dalle milizie, a questi Unicef non ha accesso ma sulla base di relazioni di altre agenzie o missioni dell&#8217;Onu vengono definiti &#8220;buchi infernali&#8221;, spesso luoghi di lavoro forzato, dove la tortura è una pratica comune.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella relazione si ricorda che dei 181.436 migranti e profughi arrivati in Italia nel 2016, 28.223, ovvero il 16% circa, sono minori,</strong> e 9 su 10 di questi sono arrivati sulle coste italiane non accompagnati. Inoltre, dei 4.579 migranti che nel 2016 si stima siano morti durante la traversata del Mediterraneo, si ritiene che 700 fossero minori. E dei 256mila migranti individuati dall&#8217;Unhcr in Libia a settembre 2016 (ma le stime dell&#8217;Oim moltiplicano il numero sia tre volte tanto) 28.031 sono donne (11%) e 23.102 (9%) minori, un terzo di questi si ritiene non siano accompagnati.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>Rapiti a Ghat, nel Sud della Libia due cittadini italiani.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 22:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[ghat]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[rapimento]]></category>
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					<description><![CDATA[Due cittadini italiani sono stati rapiti questa mattina a Ghat, nel Sud della Libia. La notizia, diffusa dall&#8217;agenzia di stampa Anatolia, è stata confermata dalla Farnesina. Con i due connazionali è stato preso in ostaggio anche un canadese. Si tratta di tre dipendenti di una società piemontese, con sede a Mondovì, la Con.I.Cos, che opera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11181" aria-describedby="caption-attachment-11181" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-di-Libia1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11181" alt="Libia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-di-Libia1.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-di-Libia1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-di-Libia1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-di-Libia1-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11181" class="wp-caption-text">Libia</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Due cittadini italiani sono stati rapiti questa mattina a Ghat</strong>, nel Sud della Libia. La notizia, diffusa dall&#8217;agenzia di stampa Anatolia, è stata confermata dalla Farnesina. Con i due connazionali è stato preso in ostaggio anche un canadese. Si tratta di tre dipendenti di una società piemontese, con sede a Mondovì, la Con.I.Cos, che opera nel Paese dal 1982, attualmente impegnata nella manutenzione dell&#8217;aeroporto cittadino. Fonti qualificate hanno riferito ad askanews che i tre lavoratori della società piemontese sono stati prelevati da un commando armato, appena fuori della città.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I rapitori si sarebbero fermati sul ciglio di una strada,</strong> davanti a un fuoristrada, attirando l&#8217;attenzione dei due italiani e del canadese. Non appena fermati, li hanno costretti con la forza a salire sull&#8217;auto, fuggendo verso un luogo sconosciuto. A diffondere per primo la notizia del sequestro è stato Qawmani Mohammed Saleh, sindaco di Ghat, oasi desertica della provincia del Fezzan. &#8220;Una delle persone sequestrate è di nazionalità canadese, mentre gli altri sono italiani&#8221;, ha spiegato, sottolineando che le autorità locali stanno compiendo &#8220;ogni sforzo per conoscere il gruppo dei sequestratori e il luogo in cui sono tenuti in ostaggio&#8221;. La stampa libica ha rilanciato la notizia precisando che al momento non è arrivata alcuna rivendicazione del rapimento, così come restano sconosciuti l&#8217;identità del gruppo e il luogo della detenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;area in cui i tre ostaggi sono stati prelevati è una zona contesa da tribù locali </strong>che, solo di recente, hanno raggiunto un fragile accordo di tregua. Si tratta inoltre di una regione in cui &#8211; secondo fonti di intelligence internazionali &#8211; sarebbe crescente l&#8217;influenza dei jihadisti dell&#8217;Isis e di Boko Haram, il movimento islamico che opera in Nigeria. La Farnesina, fin da questa mattina quando ha avuto notizia del rapimento, sta seguendo gli sviluppi insieme ad altre articolazioni dello Stato. Secondo quanto riferito ad askanews, si sta lavorando nel massimo riserbo, tenuto conto della delicatezza della situazione. ASCA</p>
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		<title>Cronaca di una guerra annunciata..nel &#8220;secolo degli spettatori&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/03/cronaca-di-una-guerra-annunciata-nel-secolo-degli-spettatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 21:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[paolo callari]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[di Paolo Callari/ Era nel 2008 quando, durante una conferenza dal titolo “L’Europa: tempio comune”, emerse la notizia che avremmo vissuto una guerra come spettatori distanti. La complessità del tempo presente ha colori tanto vividi e sgargianti per un occhio attento a rilevare segnali utili a valutare il futuro prossimo che lo spettatore rischia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10463" aria-describedby="caption-attachment-10463" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10463" alt="Portaerei" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI.jpg" width="900" height="560" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI-300x186.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI-433x270.jpg 433w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10463" class="wp-caption-text">Portaerei</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Paolo Callari/</p>
<p style="text-align: justify;">Era nel 2008 quando, durante una conferenza dal titolo <strong>“L’Europa: tempio comune”</strong>, emerse la notizia che avremmo vissuto una guerra come spettatori distanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La complessità del tempo presente ha colori tanto vividi e sgargianti per un occhio attento a rilevare segnali utili a valutare il futuro prossimo che lo spettatore rischia di perdere la memoria della radice di ciò che, forse artatamente, non è stato cautamente evitato.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ come se il marinaio sulla coffa dell’albero maestro che avvista lo scoglio affiorante che rischia di affondare la nave riscontra un timoniere spregiudicato come fosse socio del cantiere nautico che riparerà il natante dopo l’impatto oppure “sperando cammina sulle acque” contando sulle probabilità di non impatto.</p>
<p style="text-align: justify;">I naufragi nel Mediterraneo, le migrazioni presenti e dense come mai nella storia degli ultimi settanta anni, rilevate e descritte in maniera imperfettibile dal sig. <strong>Presidente della Repubblica Italiana</strong>, lasciano comprendere chi si è dichiarato essere <strong>il timoniere incauto</strong> <strong>rispetto al valore della vita umana</strong> sperimentando come convergenti parametri e perimetri europei con storie e tradizioni fino ad oggi non sintetizzabili come un unicum di quella “madre patria” che alberga come sentimento degli <strong>Americani, dei Russi e dei Cinesi</strong>, territori vasti ma uniti <strong>con un solo governo nazionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema della conferenza, <strong>Europa tempio comune</strong>, lascerebbe immaginare come se l’organizzazione fosse stata delegata al sentimento della Massoneria Universale, invece il relatore, uno dei traduttori personali di sua santità <strong>Papa Benedetto decimo sesto</strong>, ci raccontava di un <strong>incontro tenuto nella sua Germania dal Santo Padre in quel periodo storico</strong>, a motivo di <strong>costruire quei ponti che oggi sembrano franare</strong> da ogni dove.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA GUERRA ANNUNCIATA ERA GIA&#8217; ALL&#8217;ORIZZONTE</strong><br />
Quella guerra annunciata, della quale noi avremmo dovuto sperimentare echi lontani, era già all’orizzonte lo scontro <strong>fra Israele ed Hamas</strong>, l’Iran terrorizzava l’occidente, la Cina sembrava l’unico fattore stabilizzante per il volume di forza spiegabile in campo, oggi non sembra più una questione scontata da potere vincere a tavolino.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la teoria dei giochi, il dilemma del prigioniero, la migliore fra le guerre è l’accordo a tavolino, senza sostenere il costo di un aereo che si alza e consuma carburante e di una bomba che deflagrando dissipa energia potenziale, sempre che il timoniere, facendo riferimento alle poche righe spese sopra, non sia socio in affari con il cantiere nautico che deve riparare la nave che si scontra con lo scoglio affiorante già avvistato da chi è sulla coffa dell’albero maestro. <strong>La relazione epistolare avvenuta fra Einstein e Freud</strong> sui motivi che spingono il genere umano a muovere una guerra è il documento cardine rispetto al bilancio costi benefici di un qualsiasi conflitto armato già stimato da <strong>Sun Tzu</strong> come strategia marginale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nella storia presente, dove i satelliti in orbita geostazionaria, sembrano volare più in alto di tutti, le cosiddette aquile, che colgono i segni del futuro intuendoli nel presente, avevano “visto” più lontano quando, piuttosto che utilizzare gli aeroporti a supporto del bisogno dei migranti, i governi sovranazionali hanno finanziato le vie del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché non amo i termini giornalistici del complotto, dei servizi deviati, governo ombra, e quant’altro alimenti il voyeurismo adeguato alla migliore vendita della pubblicità ma concettualmente inconsistente, ritengo che <strong>il timoniere che si è dimostrato tacitamente assente</strong> possa essere considerato in parte <strong>il governo sovranazionale di Bruxelles</strong>, e in parte, non fosse altro che la strategia della tensione per i fatti che leggiamo in Libia in questi giorni, <strong>giovi alla stabilità di governi europei friabili</strong> <strong>rispetto alle opposizioni dei movimenti podemos e cinquestelle</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A suo tempo trattai l’argomento nel non luogo di Facebook assemblando voci assai prestigiose del mondo intellettuale e militare italiano sostenendo l’immediata necessità di un intervento in Libia con l’esercito di terra ma, le determinazioni politiche, portarono ad una riduzione di costi in armamenti per l’Italia e, in seguito, al presidio del Mediterraneo in quella parte della Siria prossima allo stato di Israele da parte della Russia, con il confronto conseguente con la confinante Turchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Occupata e smembrata la Siria, porta di terra della “<strong>via della seta”</strong>, l’Europa risulta avvizzita ed impoverita dalle sanzioni contro la Russia e dai focolai di guerra che la circondano, senza che nulla, almeno così sembra, decidano i perimetri Europei se non di allertare i confini per eventualità di attacchi all’interno dei medesimi, quanto, piuttosto, arginare il fenomeno oltre frontiera senza stare ad aspettare che la fiamma divampi all’interno.</p>
<p style="text-align: justify;">In tempi di globalizzazione e del mercato unico tutto ciò sembrerebbe dissonante con quello che gli indici borsistici ci raccontano ogni giorno, influendo fra di loro come per la legge di domanda ed offerta che regola ogni prezzo, forse anche il costo sistemico di una guerra che ha troppi spettatori, <strong>Zygmunt Baumann : Il Secolo degli Spettatori.</strong></p>
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		<title>Rifugiati, l&#8217;Ue approva le quote. Mogherini contraria ad azioni di terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2015 20:42:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[13 mag. (askanews) &#8211; La Commissione europea ha dato il suo via libera alla nuova agenda dell&#8217;Unione sull&#8217;immigrazione. Lo ha annunciato il capo della diplomazia europea Federica Mogherini su Twitter, ringraziando il presidente Jean Claude Juncker e i colleghi Frans Timmermans e Dimitri Avramopoulos per &#8220;l&#8217;eccellente lavoro di squadra&#8221;. Mogherini ha anche smentito l&#8217;ipotesi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9360" aria-describedby="caption-attachment-9360" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Italys-Foreign-Affairs-Minister-Federica-Mogherin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9360" alt="federica mogherini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Italys-Foreign-Affairs-Minister-Federica-Mogherin.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Italys-Foreign-Affairs-Minister-Federica-Mogherin.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Italys-Foreign-Affairs-Minister-Federica-Mogherin-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Italys-Foreign-Affairs-Minister-Federica-Mogherin-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9360" class="wp-caption-text">Italy&#8217;s Foreign Affairs Minister Federica Mogherin</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">13 mag. (askanews) &#8211; La Commissione europea ha dato il suo via libera alla nuova agenda dell&#8217;Unione sull&#8217;immigrazione. Lo ha annunciato il capo della diplomazia europea Federica Mogherini su Twitter, ringraziando il presidente Jean Claude Juncker e i colleghi Frans Timmermans e Dimitri Avramopoulos per &#8220;l&#8217;eccellente lavoro di squadra&#8221;. Mogherini ha anche smentito l&#8217;ipotesi di una missione di terra in Libia nell&#8217;ambito delle iniziative europee per il contrasto al traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Una possibilità che era stata avanzata in mattinata dal Guardian, che ha visionato un documento dell&#8217;Ue sulla pianificazione di una campagna militare contro i trafficanti di uomini. Fra le azioni concrete e immediate previste dall&#8217;agenda c&#8217;è innanzitutto la proposta di distribuire i rifugiati fra gli Stati membri, in situazioni di emergenza, secondo una chiave di ripartizione che terrà conto di quattro parametri: popolazione complessiva, Pil, tasso di disoccupazione e rifugiati già accolti sul territorio nazionale. Questo nuovo meccanismo si baserà sull&#8217;attivazione, per la prima volta, del sistema di emergenza previsto all&#8217;articolo 78, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Unione europea, che mira ad aiutare gli Stati membri interessati da un afflusso improvviso di migranti. Entro la fine di maggio la Commissione proporrà un meccanismo temporaneo di distribuzione nell&#8217;Ue delle persone con evidente bisogno di protezione internazionale. Entro la fine del 2015 seguirà una proposta di sistema permanente per la ricollocazione fra gli Stati membri in situazioni emergenziali di afflusso massiccio. Va precisato, tuttavia, che la Danimarca ha una clausola d&#8217;esclusione (&#8220;opt-out&#8221;) da queste disposizioni del Trattato Ue, mentre altri due Stati membri, Regno Unito e Irlanda, potranno decidere se partecipare o no in base a una clausola di &#8220;opt-in&#8221;. Un&#8217;altra iniziativa immediata è il lancio di un&#8217;operazione navale nel quadro della Politica di sicurezza e di difesa comune (Psdc) nel Mediterraneo volta a smantellare il &#8220;business model&#8221; dei trafficanti, soprattutto in Libia. L&#8217;operazione sarà condottoa nel rispetto del diritto internazionale. La proposta sarà sottoposta già lunedì prossimo ai ministri degli Esteri e della Difesa dell&#8217;Ue, e più tardi, in giugno, al Parlamento europeo, ai ministri dell&#8217;Interno e infine al Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, che dovrebbe varare l&#8217;operazione. Nel frattempo, ha detto l&#8217;Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini, &#8220;mi aspetto che il Consiglio di Sicurezza Onu adotti una risoluzione&#8221; che dia all&#8217;Ue la copertura del mandato internazionale per intervenire. Ma, ha puntualizzato appunto Mogherini, &#8220;non ci saranno interventi di terra&#8221;</p>
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		<title>ISIS, Mogherini: la minaccia all&#8217;Italia è reale ma aiutiamo Libia a reagire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2015 00:48:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[BRUXELLES &#8211; La minaccia del terrorismo contro l&#8217;Italia &#8220;è una minaccia reale che va affrontata però con lucidità, senza creare panico&#8221;: lo ha detto l&#8217;alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini in un&#8217;intervista a SkyTg24. &#8220;Serve innanzitutto la possibilità per la Libia di agire contro il terrorismo, che colpisce di nuovo i cittadini libici, ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9020" aria-describedby="caption-attachment-9020" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Mogherini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9020" alt="Ministro-Mogherini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Mogherini.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Mogherini.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Mogherini-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Mogherini-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9020" class="wp-caption-text">Il Ministro Mogherini</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">BRUXELLES &#8211; La minaccia del terrorismo contro l&#8217;Italia &#8220;è una minaccia reale che va affrontata però con lucidità, senza creare panico&#8221;: lo ha detto l&#8217;alto rappresentante della politica estera <strong>Federica Mogherini</strong> in un&#8217;intervista a SkyTg24.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Serve innanzitutto la possibilità per la Libia di agire contro il terrorismo, che colpisce di nuovo i cittadini libici, ci stiamo lavorando giorno e notte, sette giorni su sette, per fare in modo che in Libia ci sia almeno un avvio di dialogo, di punto di riferimento istituzionale. Non è però il caso di &#8220;inserire il seme del panico&#8221; quando si parla di immigrazione: &#8220;Gli attacchi che ci sono stati su territorio europeo sono stati fatti da cittadini europei, nati e cresciuti in Europa&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Ecco perché l’Italia necessita di una nuova cultura dell’Intelligence</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 14:23:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Introduzione a cura di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/ E&#8217; importante oggi più che mai offrire spazio in rete a chi ha idee e saperi che possono contribuire ad alimentare una seria e severa coscienza dedicata alla &#8220;sicurezza&#8221; della nostra Nazione: quella che con enormi e secolari sforzi ha prodotto il brand più famoso nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8281" aria-describedby="caption-attachment-8281" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence-fabio-gallo-ballerino-coreografo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8281" alt="intelligence-fabio-gallo-ballerino-coreografo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence-fabio-gallo-ballerino-coreografo.jpg" width="790" height="438" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence-fabio-gallo-ballerino-coreografo.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence-fabio-gallo-ballerino-coreografo-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/intelligence-fabio-gallo-ballerino-coreografo-480x266.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8281" class="wp-caption-text">Per una diffusa cultura dell&#8217;Intelligence Intelligente</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;" align="JUSTIFY">Introduzione a cura di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E&#8217; importante oggi più che mai offrire spazio in rete a chi ha idee e saperi che possono contribuire ad alimentare una seria e severa coscienza dedicata alla &#8220;sicurezza&#8221; della nostra Nazione: quella che con enormi e secolari sforzi ha prodotto il brand più famoso nel mondo: il Made in Italy, il vero grande valore e motore economico dell&#8217;Italia che il mondo rispetta e di cui il mondo necessita. Quel valore culturale tipico degli italiani d&#8217;Italia, che nel mondo ha generato e genera economia reale, e che gli stati parassiti imitano rendendosi protagonisti di una economia distorta e una distorta immagine dell&#8217;Italia. Se ciò è accaduto è solo colpa dei poteri, nessuno escluso, che hanno privilegiato le dinastie alle capacità che rendono libera e rispettabile uno Stato.<br />
Chi scrive non appartiene a lobby di potere ma ha il potere di pensare autonomamente e questo è oggi il vero potere di dire e fare per il bene della propria Nazione. Siamo cattolici e in Cristo ci crediamo per davvero non per educazione alla tradizione o per consuetudine. La nostra fede è anche frutto di lunghe ricerche e scoperte. Ad esempio abbiamo scoperto che è proprio vero che la Chiesa siamo tutti noi e questo ci deve responsabilizzare a non ritenere che sei cattolico e un buon cristiano solo se vai dal Papa o dal Vescovo. Lo si è anche se abbiamo accanto il semplice parroco di campagna e lo si è anche e soprattutto se siamo da soli a costruire una città, mattone per mattone, perché Cristo ha fatto di ogni battezzato una testata d&#8217;angolo. Esattamente come con Pietro Discepolo su cui ha istituito la su cui ha istituito la sua stessa Chiesa. Ma siamo qui a parlare di Intelligence e comprendo che potrebbe essere assurdo unire le due cose. Invece sarebbe assurdo ritenere che la fede possa essere disgiunta dal ragionamento e la lettera enciclica &#8220;Fides et Ratio&#8221; di Benedetto XVI lo insegna. Se fosse una astro l&#8217;Italia sarebbe il Sole poiché in essa risplende Roma, con tutto il suo significato quale simbolo dell&#8217;Occidente ma anche e soprattutto perché essa è stata la Città ricercata e trovata dall&#8217;Apostolo Pietro e dall&#8217;Apostolo delle genti, San Paolo &#8211; Paolo di Tarso &#8211; forse più grande e meritevole di Pietro stesso perché è la sua straordinaria &#8220;intelligenza&#8221; che ci ha consentito di comprendere la grandezza di Cristo. Dunque l&#8217;Italia è la culla della Cristianità, la nuova Gerusalemme e per questo, presto o tardi, sarà come nella storia nuovamente attaccata anche dall&#8217;esterno.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">AMARE L&#8217;ITALIA NON E&#8217; UN DELITTO MA UNA VIRTU&#8217;<br />
Qualche tempo addietro tutti ridevano di noi e oggi gli stessi ci guardano con rispetto. Questo è il nostro successo, quello del &#8220;fare&#8221; per il bene e per il decoro del Paese e della nostra Fede che oggi con Papa Francesco compie un ulteriore passo di maturità rispetto al tempo attuale. Per questo il nostro Gruppo di giovani Testate Giornalistiche si chiama semplicemente &#8220;ComunicareITALIA&#8221;: perché intendiamo comunicare il &#8220;Valore dell&#8217;Italia&#8221; che è anche quello di amarla in modo viscerale e tutelarla, rispettarla facendola amare dalle Nazioni. E insieme ad essa amare e tutelare i Valori della Chiesa di Cristo, senza avvertire l&#8217;esigenza di porsi in prima fila. Per questo abbiamo fatto dell&#8217;ultima fila il luogo del nostro vero protagonismo. Ciò indica una via percorribile e costruttiva orientata al bene comune e non, esclusivamente al proprio protagonismo.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Ricordo quanto siamo stati definiti dall&#8217;autore di &#8220;Kelebek Blog&#8221; promotori in rete di un ritrovo &#8220;italico&#8221;, solo perché abbiamo pubblicato un articolo, guarda caso, inerente alla presentazione di un libro di Giancarlo Elia Valori. Come se si trattasse di un reato o di un crimine. Oggi, proprio l&#8217;articolo di quel Blog è la testimonianza di come sono cambiati i tempi e di come debba diventare una consuetudine essere &#8220;Italici&#8221; che amano e tutelano l&#8217;Italia e si riuniscono per capire anche come farlo meglio. L&#8217;articolo del Blog edito da un signore che dice di essere tutto ma anche il contrario di tutto è, come appare chiaro un Blog che, come dice Arianna Editrice, ..&#8221;che si occupa del Medio Oriente, con particolare attenzione alla questione del conflitto israelo-palestinese&#8221;. Nel tentativo di ironizzare con metafore devianti e nascondere la sua ideologia, il blogger una cosa giusta l&#8217;ha detta e cioè che in quella presentazione c&#8217;era anche gente molto seria. E noi di ComunicareITALIA tra essa, al punto tale, da avere avvertito l&#8217;esigenza di riportare nel suo Blog il nostro redazionale. Ma quel Blog apparentemente innocente nel suo dire, incredibile a credersi,  anticipava una realtà e cioè che l&#8217;Italia avrebbe avuto bisogno di &#8220;italici&#8221;. Di certo i contributi del prof. Elia Valori, dovrebbero essere presi sul serio. Vedi link del Blog per valutare&#8230;(<a href="http://kelebeklerblog.com/2010/11/24/giancarlo-elia-valori-gianfranco-fini-e-molti-molti-cortigiani-in-parrucca" target="_blank">http://kelebeklerblog.com/2010/11/24/giancarlo-elia-valori-gianfranco-fini-e-molti-molti-cortigiani-in-parrucca</a>)</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">Oggi siamo nei guai, quelli seri e molti si chiedono se stiamo per essere invasi. Questa è la verità. Intanto bisogna chiedersi se per davvero a Milano nasceranno ancora Moschee e in caso positivo se il Sindaco e la politica italiana che avrebbe deciso in tal senso, se si preoccupano come il Prefetto di Milano di tanta gente italiana, sicuramente altrettanto per bene dei nostri fratelli islamici, che sono senza lavoro. Ciò, perchè il vero volto di EXPO Milano 2015 sarà quello dell&#8217;Islam che ha conquistato la capitale del made in Italy e la dicotomia tra una Milano improbabile (quella dell&#8217;EXPO) e quella di tanta, tanta gente che ieri aveva due lavori in ogni famiglia e oggi nessuno. Ecco perché sottoscriviamo l&#8217;esigenza non più rimandabile ad una scolarizzazione all&#8217;Intelligence. Perchè non è più ammessa l&#8217;ignoranza che produce ogni giorno l&#8217;incapacità dell&#8217;Italia di ricercare idee e risorse per un nuovo decollo dell&#8217;Economia.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">E a chi pensa che le invasioni siano quelle fatte con i carri armati dobbiamo dire che ve ne sono di estremamente più drammatiche se ad esse non si oppone il pensiero e l&#8217;intelligenza di Donne e Uomini per davvero unti da una visione strategica e davvero &#8220;intelligente&#8221; di un futuro plausibile. Ci sono Fondazioni in Italia che da sole stanno facendo più di dieci partiti. Ciò significa che la politica, in generale, non è più capace di concretizzare e di immaginare il futuro. E quella parte sana della politica non può esercitare la sua dignità. Ritengo che amplificare il pensiero del prof Giancarlo Elia Valori come intelligentemente sta facendo Formiche.net sia indispensabile. Chi scrive condivide lo scritto di Giancarlo Elia Valori e ciò significa metterci la faccia. Dobbiamo fare qualcosa per il nostro Popolo, per la nostra Società, per i nostri Giovani, per tutto ciò che l&#8217;Italia rappresenta nel mondo. Ora.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>IL REDAZIONALE A CURA DI GIANCARLO ELIA VALORI<br />
</strong></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Con l’ISIS che entra</strong> in queste ore (è il sette ottobre 2014 mentre scriviamo) nell’area periferica di Kobane, la città siriana nell’area di Aleppo più vicina al confine turco, con un nome che significa “primavera degli arabi” in curdo, la situazione geopolitica dell’Europa, e quindi dell’Italia, cambia radicalmente.</p>
<p align="JUSTIFY">I curdi, che si sperava magicamente, pur da grandissimi combattenti quali sono sempre stati, potessero bastare da soli a bloccare e magari disperdere l’avanzata del jihad verso la costa mediterranea, sono stati ormai in gran parte debellati.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>E, con tutta probabilità,</strong> la linea strategica del “califfato” sarà quella di congiungersi con la rivolta delle popolazioni sciite nel Libano meridionale, con una colonna dell’ISIS verso Baalbeck, che naturalmente si prefiggerà di fare quello che tutti gli islamisti ardentemente vogliono, ovvero l’eliminazione dell’”Entità Sionista”.</p>
<p align="JUSTIFY">Quindi, tutta l’equazione strategica nella quale abbiamo operato dal 1989, con la fine del Patto di Varsavia e poi, con la <i>War on Terror </i>dopo l’attentato alle Torri Gemelle e al Pentagono (e alla Casa Bianca, non dimentichiamolo) ha cessato di operare i suoi effetti, in questi giorni.</p>
<p align="JUSTIFY">Tanto più che, se Kobane è a pochi chilometri dal confine turco, si innesca qui un’altra questione di straordinario rilievo: la funzione dell’articolo 5 nel quadro NATO, visto che la Turchia fa parte, ed è anzi la seconda Forza Armata dell’Alleanza dopo quella degli USA, dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Come è noto, l’art. 5</strong> del Trattato afferma che “ in un attacco armato contro uno o più tra i firmatari sarà considerato un attacco anche verso gli altri e quindi, ognuno dei Paesi firmatari, seguendo l’art. 51 della Carta delle Nazioni Unite, assisterà la o le Parti fatte segno ad un attacco”.</p>
<p align="JUSTIFY">Bene: se la Turchia, che entrò nella NATO in un contesto di ricostruzione del Paese in termini alla Atatűrk, laicisti e di “democrazia regolata”, che oggi non sussistono più, viene quindi attaccata e si richiama all’art.5 del <i>charter </i>dell’Organizzazione del Patto Atlantico, cosa succede? E, per essere più precisi, cosa succede in Italia?</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Per non parlare neanche</strong> del quadrante libico, dove, recentissimamente il gruppo <i>ansar al sharia</i> ha dichiarato un “emirato islamico” nella parte orientale di Derna, giurando peraltro fedeltà al “califfato” iraqeno dell’ISIS, e mentre a Benghazi avvengono centinaia di assassini “mirati” senza che nessuno riesca a controllare la situazione, e, paradosso assoluto, mentre il “fondo” che gestisce i prodotti petroliferi libici, il LIA, chiama in tribunale Goldman Sachs per presunti danni di oltre un miliardo di USD.</p>
<p align="JUSTIFY">Se quindi si destabilizza il Maghreb e l’antisemitismo che corre nelle vene di molti dei paesi occidentali (si pensi ad un gigante USA delle pubbliche relazioni che ha rifiutato un contratto da parte di una azienda israeliana, dato che già l’azienda USA lavora per la Fratellanza Musulmana) diventa “militante”, siamo davvero soli, e più deboli che mai.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Dal punto di vista dell’<i>intelligence </i></strong>italiana, questo è un danno ancora più grave che non per altri Paesi nostri alleati.</p>
<p align="JUSTIFY">Se è vero che la nostra <i>intelligence </i>ha sempre avuto una linea razionale e chiara nel Mediterraneo, dalla “conquista” della Tunisia con l’indimenticabile amm. Fulvio Martini, capo del SISMI dal 1984 al 1991, che anche Francesco Cossiga stimava altamente, fino alla gestione attenta del quadrante ma senza, di fatto “coperture” politiche durante la destabilizzazione del regime gheddafiano in Libia; allora la questione <i>intelligence</i>, dopo la riforma del 2007 che ha definito il DIS, oggi ormai “cabina centrale” delle Agenzie interna e estera, AISI e AISE, diventa centrale per tutto il nostro Paese.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Abbiamo avuto,</strong> più di altri Paesi alleati, una difficoltà di rapporti tra il vertice politico-istituzionale italiano proprio perché era finita la cosiddetta “Prima Repubblica” ed era cessato quel sistema politico per il fatto che l’Italia era stata obiettivo di azioni di <i>intelligence </i>portate a segno sia da Paesi alleati che da nazioni storicamente nemiche.</p>
<p align="JUSTIFY">Le forze politiche che si sono succedute al Governo, in tutta la sequela della “seconda” Repubblica, avevano una idea molto autoreferenziale e talvolta parrocchiale della politica italiana mentre, nella fase iniziale della nostra storia repubblicana, tutti i partiti politici avevano una perfetta conoscenza del sistema dell’<i>intelligence </i>e dei suoi fini, perfino i comunisti, che pure erano, e non lo nascondevano, legati all’URSS e quindi al Patto di Varsavia.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Siamo quindi</strong> in una situazione in cui certi Presidenti del Consiglio si informano su un Paese dove stanno andando in visita di Stato leggendo, sull’aereo, il fascicolo di una nota (e ottima) rivista che parla di quel Paese.</p>
<p align="JUSTIFY">Oppure siamo ad una lettura dell’<i>intelligence</i>, per quel che riguarda il nesso tra sovversione interna e jihad globale, come se questa fosse una forza di polizia, il che peraltro è espressamente proibito dalle leggi, e non solo in Italia.</p>
<p align="JUSTIFY">Tutti i protagonisti della “seconda” Repubblica, poi, hanno assorbito la <i>fabula </i>di Servizi, all’epoca della cosiddetta “strategia della tensione”, che fu tutt’altro da quello che si immagina, lavorassero per non si sa chi.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>E anche questa</strong> è una difficoltà di lavoro che nemmeno una riforma come quella del 2007 ha potuto modificare, perché, appunto, anche le sentenze giudiziarie su tante questioni della destabilizzazione dell’Italia negli anni ’70 e ’80 (ecco la vera “tensione”) hanno rovesciato la<i>vulgata </i>sulla inaffidabilità dei Servizi, che erano, ringraziando il Cielo, del tutto e pienamente “atlantici”.</p>
<p align="JUSTIFY">Insomma, per una serie di motivi l’<i>intelligence </i>italiana non è ancora a suo agio nel suo Paese dove, molto più che in altre nazioni europee, è stata un oggetto di speculazione politica.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>La fondazione,</strong> da oltre un anno, di un portale della sicurezza nazionale (<a href="http://www.sicurezzanazionale.gov.it/">www.sicurezzanazionale.gov.it</a>) la politica di comunicazione pubblica innovativa e spiazzante, il<i>road show </i>della nostra <i>intelligence </i>nelle più importanti università e in molte scuole sono tutti segnali positivi, che non vanno affatto trascurati, ma il vero problema rimane quello del canale decisionale tra le Agenzie e il Decisore, che non è necessariamente solo quello notissimo e visibile.</p>
<p align="JUSTIFY">Sembra in effetti che, in tutte le Agenzie occidentali, si sia ormai indebolito il rapporto di fiducia, che riguarda sia la qualità caratteriale e intellettuale del Decisore, che deve esserci tra il Capo del Governo o dello Stato e la sua <i>Intelligence.</i></p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Nel caso dell’Italia,</strong> c’è anche la scarsa legittimazione, malgrado tutto, dei nostri Servizi presso la popolazione, che è stata innaffiata e talvolta ubriacata con notizie farlocche sui “servizi deviati” come se, data la struttura dell’<i>intelligence,</i> non fossero i Decisori, infatti, “deviati”, e non la Struttura del Servizio, che non poteva se non eseguire gli ordini.</p>
<p align="JUSTIFY">E, comunque, oggi, sia negli USA che in altri Paesi europei, manca l’essenziale, ovvero la comprensione, da parte dei governanti, dello strettissimo nesso che sussiste tra la sicurezza dello Stato e lo sviluppo economico, tra la protezione di alcuni nostri alleati e la nostra stessa sicurezza, tra l’economia interna e la strategia globale dell’Italia come di tutti i nostri principali alleati.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Barack Hussein Obama</strong>, per esempio, ha recentemente affermato, in una intervista a Thomas Friedman, nel giugno scorso, di avere “una certa invidia della Cina” che cura, secondo Obama, i suoi interessi interni di sviluppo senza immischiarsi negli affari del mondo, e il Presidente USA ha aggiunto che per risolvere i problemi mondiali occorre “una vasta azione inclusiva”, coinvolgendo tutti, ma proprio tutti, gli attori globali.</p>
<p align="JUSTIFY">E’ vero che la Cina non opera militarmente all’estero, ma si sta riarmando a tappe forzate, e sta ormai controllando, con il suo “braccio armato”, gran parte del suo Estero Vicino.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>A Pechino sanno benissimo</strong> che la Pace ha bisogno della Guerra e viceversa, hanno studiato le tradizioni Zen (che vengono insegnate anche nelle migliori accademie militari) e sanno che occorre <i>colpire con una spada presa in prestito, </i>(cap.1, <i>36 stratagemmi) </i>oppure che occorre<i>creare una cosa dal nulla, </i>oppure ancora che è necessario <i>nascondere una spada dietro un sorriso. </i>E quindi, in termini di scontro bellico, fanno lavorare gli altri: <i>gettare un mattone per ottenere una gemma di giada.</i></p>
<p align="JUSTIFY">E quindi torniamo alla domanda, ormai del tutto retorica, della reazione dell’Europa occidentale, che ormai si sente un Circo a Tre Piste multietnico, multirazziale, multiculturale, una America in ritardo che, diversamente dall’originale, ha paura di tutto.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Quindi, anche se non entro</strong> qui nella questione della qualità ed efficienza dei nostri Servizi (io continuo a chiamarli così, “Agenzie” mi sembra un termine riduttivo) per ovvi motivi, sono invece del tutto certo che, oggi, non ci siano <i>leaders </i>politici, nei vari schieramenti attuali, che peraltro sono privi di idealità e di progetti a lungo termine che non siano l’adorazione del <i>leader </i>di turno, che sappiano leggere e utilizzare l’<i>intelligence </i>per tutto quello, che è molto, che potrebbe fare.</p>
<p align="JUSTIFY">Penso, per esempio, all’inerzia dei Decisori francesi e britannici nella gestione attuale del caos libico, che peraltro hanno direttamente causato con l’ingenua ideologia della “universalizzazione della democrazia” come se, peraltro, un Paese del Maghreb, se divenisse democratico, potesse fare solo e unicamente il <i>nostro </i>interesse.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>E penso inoltre</strong> all’improntitudine della nostra classe politica nei confronti della crisi in Ucraina, della quale non è stato letto il nesso principale: la nuova proiezione della Federazione Russa, tramite il Mare di Azov, verso la Turchia e il Mediterraneo orientale, e la parallela ricerca, sempre da parte del Cremlino, di ricostruire in termini geoeconomici la sua grande area di protezione in Europa Orientale, con la successiva proposta all’Italia e al resto dell’UE di una <i>Unione Eurasiatica </i>che disfacerà la NATO, relegherà la UE a comitato di affari, e estrometterà gli USA dagli affari europei.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Cossiga amava ripetere</strong> che “gli americani sono sempre sul piede di guerra poi, quando l’hanno iniziata, non la sanno concludere”. Ecco, siccome la “guerra fredda è stata davvero una guerra”, sempre per dirla con Francesco, oggi occorrerebbero statisti, ma non ne vedo in giro, che si accorgessero che, per esempio, la Cina e il Giappone stanno ridisegnando militarmente il Pacifico, e questo riguarda noi, e che la “guerra per l’Artico” sarà fondamentale nei prossimi anni, e la Russia l’ha già in parte vinta, e anche questo riguarda noi, il nostro modo di produrre, di dislocare la nostra sicurezza geopolitica e che, magari, sarà proprio la Cina, che non ha mosso un dito durante la lunghissima guerra in Afghanistan, a raccogliere i frutti strategici e geoeconomici della fuga, non precipitosa, dell’Occidente dall’Asia Centrale. E anche questo ci riguarda, e non solo perché abbiamo ancora dei soldati laggiù.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Ecco, io vedrei</strong> con estremo favore una struttura di interscambio tra la classe politica e l’<i>intelligence </i>che permettesse, oggi, ai Servizi di non compiere i palesi errori che sono stati talvolta ordinati loro, e alla classe politica di imparare a pensare in termini di <i>intelligence, </i>anche quando manchi l’intelligenza.</p>
<p align="JUSTIFY">Altrimenti, vedo già uno scenario: la Libia si destabilizza completamente e diviene una base ISIS, il “califfato” si muove subito verso le nostre reti energetiche e inizia le azioni contro le nostre coste meridionali, nel frattempo l’odio antisraeliano in Italia monta, e ci priviamo, con i politici che ascoltano solo i sondaggi, dell’unico alleato vero nel Mediterraneo.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Nei Balcani, intanto,</strong> le reti qaediste già operanti in Albania, Bosnia, Slovenia si attiveranno per penetrare l’area nordoccidentale del nostro Paese, mentre la pubblica opinione, manipolata a dovere dall’estero, darà la colpa di tutto ai “sionisti” e ripeterà ancora le fanfaluche “mutlietniche”, mentre una parte degli immigrati si troverà organizzata in partiti locali che fungeranno da Terze Colonne dell’Islam detto “radicale”.</p>
<p align="JUSTIFY">Ecco, si dovrà rieducare la classe politica ad un uso intelligente dell’<i>intelligence, </i>per evitare che gli scenari peggiori, puntualmente, avvengano.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Giancarlo Elia Valori</strong> <em>è professore di Economia e Politica Internazionale presso la Peking University e presidente de “La Centrale Finanziaria Generale Spa”</em></p>
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