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	<title>Libertà &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mattarella, memoria eccidio Marzabotto pietra angolare Carta e Ue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 18:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[marzabotto]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte ANSA &#8220;AMarzabotto e nei territori che cingono Monte Sole, 79 anni or sono, si toccò l&#8217;abisso della barbarie e della disumanità. Centinaia e centinaia di persone inermi furono braccate per giorni e uccise dalle truppe naziste, con la complicità di fascisti locali. Non ci fu alcuna pietà per bambini, donne, anziani, disabili, religiosi.    Le [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;AMarzabotto e nei territori che cingono Monte Sole, 79 anni or sono, si toccò l&#8217;abisso della barbarie e della disumanità. Centinaia e centinaia di persone inermi furono braccate per giorni e uccise dalle truppe naziste, con la complicità di fascisti locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non ci fu alcuna pietà per bambini, donne, anziani, disabili, religiosi.<br>    Le vicende della Guerra stavano costringendo gli occupanti ad arretrare e fu allora, in quei terribili mesi, che la vile ideologia dell&#8217;annientamento dispiegò tutti i suoi orrori. La memoria di questo eccidio, tra i più sanguinosi del Secondo Conflitto mondiale, costituisce una delle pietre angolari della nostra Costituzione e dell&#8217;anima dell&#8217;Europa, basata sulla promessa di pace che i popoli e gli Stati del Continente si sono scambiati dopo aver riconquistato la libertà.<br>    Libertà e democrazia hanno ricevuto forza qui, da così tanto dolore, e trovano alimento soltanto in una civiltà che sappia rispettare la vita, la persona, il diritto, capace di promuovere uguaglianza e giustizia. Su questo tessuto sono state edificate nuove Istituzioni e si è avviato il processo di integrazione europea: un patrimonio comune da preservare, potenziare e perpetuare, con tanta più determinazione, proprio adesso che la guerra è tornata drammaticamente a insanguinare il Continente.<br>    Le nostre comunità e le nostre terre hanno conosciuto fin dove possano spingersi l&#8217;atrocità del male e la negazione della dignità umana. Esserne consapevoli è condizione per dire &#8220;mai più&#8221; e divenire protagonisti di un domani migliore&#8221;.<br>    Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell&#8217;anniversario dell&#8217;eccidio di Marzabotto. </p>
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		<title>Elezioni Comunali 2017: assenti al voto il 40% dei nove milioni di Italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 13:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni comunali]]></category>
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		<category><![CDATA[paolo callari]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Paolo Callari/ Assenti al voto il 40% dei nove milioni di Italiani chiamati a votare per il rinnovo dei Consigli Comunali. Risultato a dir poco allarmante, assai più che sconfortante. Svuotate le fila del movimento che si era proposto come sovversivo rispetto al sistema, gli elettori rimangono a casa. L’unica idea sovversiva rispetto alla democrazia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div title="Page 1">
<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12349" alt="Elezioni per Rinnovo Consigli Comunali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali.jpg" width="1026" height="590" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali.jpg 1026w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali-300x172.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali-469x270.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali-1024x588.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1026px) 100vw, 1026px" /></a>a cura di <strong>Paolo Callari</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Assenti al voto <strong>il 40% dei nove milioni di Italiani</strong> chiamati a votare per il <strong>rinnovo dei Consigli Comunali</strong>. Risultato a dir poco allarmante, assai più che sconfortante. Svuotate le fila del movimento che si era proposto come sovversivo rispetto al sistema, gli elettori rimangono a casa. L’unica idea sovversiva rispetto alla democrazia partecipativa sembra oramai essere quella “<strong>Europa</strong>” verso la quale il <strong>Governo Monti</strong> propose o l’engagement oppure l’enforcement.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Europa degli Stati Identitari sembra scolorire verso una “<strong>Unione delle Repubbliche Socialiste d’Europa</strong>” nella quale tutto appare pianificato a monte e nulla più nella disponibilità dei cittadini. Pianificata la moneta unica, pianificato gli accordi di Schengen, pianificata l’immigrazione, pianificato il prelievo fiscale diversificato direttamente proporzionale al volume del debito pubblico, questo sì rimane “<strong>Tricolore</strong>”, il debito pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">E l’elettore rimane a casa, impotente di sovvertire un sistema pianificato come fu per l’ex Unione Sovietica e l’attuale Cina dal capitalismo senza freni. Il Presidente degli Stati Uniti d’America cerca di tirarsi fuori dal coro tradendo gli accordi di Parigi, mentre l’Inghilterra prepara il soft exit dal cartello d’Europa. Nel mercato unico, che riconosce il valore reputazionale di qualsivoglia bene o servizio con il sistema delle stelline oppure con un questionario di customer satisfaction avrà ancora un senso urlare ad alta voce la mia casacca è il Tricolore Italiano ?</p>
</div>
<div title="Page 2">
<p style="text-align: justify;">Il regime del mercato unico globale ha le sue leggi, che non sono democraticamente decise ma automatiche e globalmente vere: le leggi di mercato e i comportamenti che inducono i consumatori a comprare o vendere questa o quella merce, quel bene o quel servizio. Chi è allora il 60% di cittadini che torna a votare ?</p>
<p style="text-align: justify;">Poveri illusi oppure compromessi e corrotti che continuano a sperare di tornare a sedere nella tavola condivisa dei favori del corporativismo di provincia ? In dialetto siciliano si dice “<em>chiddi da cucchiara</em>” cioè le cordate che portano in cima e lasciano a valle gli altri. Scriveva <strong>Giorgio Gaber</strong>: <em>libertà non è starsene su un albero, libertà è partecipazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione delle Repubbliche Socialiste d’Europa avrà ancora da incassare benefici dalla partecipazione al voto dei suoi 550.000.000 di cittadini oppure ha lasciato fare alle assai più remunerative leggi di mercato ? Non c’è né lobbismo né complottismo, non se ne scorge nemmeno l’ombra, perché in questa pagina di storia contemporanea il fattore umano è messo a tacere dalla apparente democrazia del dire ciò che vuoi, del pensare ciò che credi, ma del fare secondo le griglie strette della legge di domanda offerta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le piattaforme del web, secondo la Legge di Say, o legge degli sbocchi, sanno, per ciascuno di noi, la domanda alla quale fare corrispondere l’offerta, ma per il quaranta per cento degli Italiani assenti al voto è il silenzio che assorda chi rileva uno zero che, per moltiplicatore booleano, azzera ogni previsione possibile rispetto agli addendi, o candidature, proposte.</p>
</div>
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		<title>Il malaffare politico svuota la libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Borrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 15:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura dell&#8217;Avv. Giovanni Borrelli/ I gravissimi fatti che hanno squalificato la capitale, per l&#8217;intreccio politico affaristico, messo in luce da valorosi magistrati, cui dobbiamo la nostra gratitudine, evidenzia come nessuna Costituzione, né norma possa difendere la società civile, se non esistono controlli capillari che possano far decadere sul nascere ipotesi di corruzione e concussione. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9465" aria-describedby="caption-attachment-9465" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9465" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2.jpg" alt="avvocato-giovanni-borrelli" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9465" class="wp-caption-text">Giovanni Borrelli &#8211; Storico e Filosofo &#8211; Avvocato del Foro di Roma</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura dell&#8217;<strong>Avv. Giovanni Borrelli</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">I gravissimi fatti che hanno squalificato la capitale, per l&#8217;intreccio politico affaristico, messo in luce da valorosi magistrati, cui dobbiamo la nostra gratitudine, evidenzia come nessuna Costituzione, né norma possa difendere la società civile, se non esistono controlli capillari che possano far decadere sul nascere ipotesi di corruzione e concussione. Tale dovere e&#8217; imposto, in particolar modo, ai partiti che dovrebbero garantire la serietà ed onestà dei propri adepti, quale obbligo istituzionale ed etico, e non avvalersi invece del potere loro demandato dai cittadini, per spartirsi le risorse economiche del paese, peraltro anche in gravi difficoltà. La conseguenza di tali omissioni si riflette negativamente sulla libertà, baluardo di ogni democrazia, che disancorata dai valori ad essa connaturati, unitamente al declino della cultura, indebolisce la società di per sé già avvelenata dall&#8217;obbligo dello apparire a tutti i costi, facendo perdere a ciascuno il vero essere. Usciamo allora da questa gabbia in cui ci hanno ed in cui ci siamo rinchiusi, come dice Jonesco, ripristiniamo i veri valori condivisi, ed abbandoniamo al loro misero destino coloro che per soli fini personali inquinano le istituzioni e forse il nostro grande Paese potrà rinascere valorizzando il valore formativo ed etico del lavoro scacciando, <a href="https://dwidude.com">Azərbaycanda ən yaxşı onlayn kazino saytları</a> una volta per sempre , il mostro tentacolare della corruzione dal pensiero di tutti.</p>
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		<title>Il Denaro e la Vita dell&#8217;Uomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 18:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[aristotele]]></category>
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		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Giovanni Borrelli/ Aristotele sosteneva, ripreso poi anche da S.Tommaso d&#8217;Aquino, che il danaro non potesse generare ricchezza, non potendo essere considerato un bene. Assistiamo, invece, specialmente ai nostri giorni, ad un totale capovolgimento di valori, ad un processo di eterogenesi per cui il mercato, la ricchezza assume la funzione di regolatore totale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denaro.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9028" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denaro.jpg" alt="denaro" width="900" height="558" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denaro.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denaro-300x186.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/denaro-435x270.jpg 435w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a>a cura di <strong>Giovanni Borrelli</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aristotele</strong> sosteneva, ripreso poi anche da <strong>S.Tommaso d&#8217;Aquino</strong>, che il danaro non potesse generare ricchezza, non potendo essere considerato un bene. Assistiamo, invece, specialmente ai nostri giorni, ad un totale capovolgimento di valori, ad un processo di eterogenesi per cui il mercato, la ricchezza assume la funzione di regolatore totale della vita umana. Esso è di fatto il solo supremo valore che assoggetta al proprio egoistico volere di potenza tutte le società, facendole divenire complici di tale subdola sottile tirannia, accettata solo per mera sopravvivenza, essendo indifese dinanzi a tale scelta imposta avendo un Pil inferiore a tali potenze. La tirannia di una ricchezza &nbsp;cosi sproporzionata, dal caratteriale feroce ed impietosa nelle scelte, è stata più volte censurata da<strong> Papa Francesco</strong>, che ha evidenziato come il danaro non debba oscurare la esistenza dell&#8217;uomo privandolo del bene della libertà, &nbsp;coartandolo alla dittatura dei pochi fruitori di ingenti ricchezze. Tale denunciata imposizione, alla luce dei fatti delittuosi verificatesi in Francia, in Siria, in Libia ed in altri luoghi, ed alle minacce specialmente nei confronti dei &nbsp;Cristiani, che si oppongono alla scelta del danaro come fine principale dell&#8217;uomo, &nbsp;che &nbsp;ne avvertono i pericoli, opponendosi a tale scelleratezza impone riflessioni, fa nascere dubbi e legittimi quesiti sulle minacce &nbsp;rivolte alla culla della civiltà cristiana, per cui occorrerebbe la massima trasparenza su tutte le ricchezze detenute, sulle forniture di armi &nbsp;e sulla nascita e potenzialità dei &nbsp;gruppi eversivi, in modo da sgomberare qualsiasi malevolo pensiero fugando cosi &nbsp;ipotesi di piani tirannicidi ai danni del mondo intero, per un disumano nuovo equilibrio. official zlibrary domain  . Find free books</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Europa, schiavitù per debiti: &#8220;il debitore è schiavo del suo creditore&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2014 14:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione a cura di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/ Non c&#8217;è dubbio sul fatto che questo mondo sia fallito insieme al suo attuale modello di gestione dell&#8217;economia. Si avverte sulla pelle il vento dell&#8217;intolleranza segno di un progresso al contrario che qualcuno amministra magistralmente. ma probabilmente i conti non tornano neanche all&#8217;amministratore e ora il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8483" aria-describedby="caption-attachment-8483" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8483" alt="L'Europa e le sue catene" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8483" class="wp-caption-text">L&#8217;Europa e le sue catene</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Introduzione a cura di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è dubbio sul fatto che questo mondo sia fallito insieme al suo attuale modello di gestione dell&#8217;economia. Si avverte sulla pelle il vento dell&#8217;intolleranza segno di un progresso al contrario che qualcuno amministra magistralmente. ma probabilmente i conti non tornano neanche all&#8217;amministratore e ora il mondo sta precipitando nell&#8217;abisso delle mille intolleranze e, chi ha un minimo di coscienza, avverte il pericolo dietro la sua porta. Stiamo perdendo ogni logica perché non rispondiamo più alla nostra coscienza. Ad una coscienza &#8220;umana&#8221;. Sappiamo tutti che quando la discesa è tale da non rendere sicuro nessun appiglio, si scivola in caduta libera e si diventa schiavi di regimi e poteri che, inevitabilmente, portano alla rovina. Il prof. Alessandro Corneli &#8211; noto esperto di geopolitica &#8211; torna con una sua riflessione che in questo particolare momento ci aiuta a comprendere meglio dove stiamo andando.</p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Alessandro Corneli</strong> /grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Schiavitù per debiti. È una legge antica, in Grecia come a Roma, che provocò crisi sociali, politiche e costituzionali. Perché <strong>“il debitore è schiavo del suo creditore”</strong>. Ma, paradossalmente, <strong>nessun legame è così solido come quello che lega debitore e creditore</strong>. È vero che il primo vorrebbe scioglierlo e scappare, ma il secondo lo rafforza con tutti i mezzi, legali e, talvolta, illegali. Perché i debiti si possono fare in modo legale, essenzialmente con gli istituti che concedono credito, e che hanno dalla loro la legge dello Stato per recuperare quanto spetta a loro. Ma possono ricorrere al ricatto: come hanno fatto le banche americane nei confronti dello Stato federale: se non dà i soldi (ovvero acquistano i titoli tossici) falliscono, e tutta l’economia americana va a rotoli. E hanno avuto soddisfazione, almeno per il momento. Quanto al sistema creditizio illegale, esso è gestito dalla piccola e dalla grande criminalità e ruota intorno all’usura. I creditori non ricorrono a mezzi legali, ma alla violenza pura e semplice, grazie allo Stato quando esso non ha la forza o la volontà di contrastare il fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, Mario Draghi, che siede al vertice della suprema istituzione di credito europea, la Bce, ha riproposto l’apologo di Menenio Agrippa, che risolse la rivolta dei debitori nell’antica Roma, e ha adottato, per indicare il rapporto contrattuale che vincola debitore e creditore, un nuovo termine: <strong>condivisione</strong>. Commemorando il centenario della nascita del prof. Federico Caffè, misteriosamente scomparso nel 1983, ha detto: “La nostra esperienza mostra che la condivisione della sovranità nazionale è condizione necessaria per una fiducia duratura nel disegno del nostro comune viaggio europeo». Più in particolare: “Ogni <strong>legame duraturo</strong> vuole una solida base di fiducia reciproca. I paesi dell’Eurozona, in questi anni, hanno rafforzato i loro legami e allargato la base di fiducia su cui poggiano: una politica monetaria comune, regole di bilancio comuni, ora una vigilanza bancaria comune e presto anche un mercato di capitali comune». Infatti, secondo Draghi, la questione non è “perdere la sovranità, quella l’hanno persa i Paesi troppo indebitati, ma di acquistarla condividendola con altri Paesi dell’Eurozona”.</p>
<p style="text-align: justify;">In altre parole, <strong>il debitore resta debitore, ma “condivide” questa sua situazione con il creditore, che resta creditore</strong>. Su entrambi, si stende il potere sovrano della Bce. A vantaggio di chi? Draghi non lo dice, ma è evidente. Ci sono alcuni Stati, sull’orlo dell’insolvenza, che turbano il sonno dei creditori. Ecco allora <strong>la Bce che, sostituendosi agli Stati, con molta maggiore forza, dà la sua garanzia: i debitori pagheranno</strong>. Ciò grazie ad un sistema di vigilanza della stessa Bce che riguarderà tutti i crediti concessi dalle banche, tutte, grandi e piccole, alle imprese e, come si dice, alle famiglie, cioè per gli investimenti e per il consumo. In fondo, agli Stati si chiede di rinunziare al loro potere sovrano di fare rispettare i contratti che vengono conclusi tra soggetti che operano all’interno del suo ordinamento giuridico.</p>
<p style="text-align: justify;">Trascuro il fatto che <strong>ciò amplierà</strong>, di sicuro nel breve termine, forse anche nel medio termine, quanto al lungo termine “saremo tutti morti”, <strong>l’area del credito illegale</strong>. Mi interessa invece la <strong>prospettiva “sovietica” di una centrale di pianificazione del credito</strong>, che senza dubbio sarà più efficace del Gosplan e sarà altrettanto incontrollata e non democratica. <strong>Finalmente la finanza</strong> – la classe dei possessori del denaro o del credito che dir si voglia – <strong>metterà sotto controllo totale l’economia produttiva</strong>. Così deciderà quale territorio (Regione o Stato) potrà avere credito per fare che cosa; deciderà quali imprese potranno continuare a produrre, ottenendo credito, e quali no; deciderà che cosa i cittadini potranno acquistare a credito e che cosa no. Così verrà istituzionalizzata la burocrazia più economica, più efficace e più implacabile di tutti i tempi. La divisione internazionale del lavoro (in Europa) non sarà decisa dal mercato, con buona pace dei liberisti più o meno radicali, dei nostalgici dei corpi sociali intermedi, della libertà di scelta individuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa c’è sull’altro piatto della bilancia? Presto detto: l’ordine</strong>. Un’idea che entusiasma qualsiasi generazione di mediocri. Perché l’ordine ingloba (o annega?) la solidarietà e si auto-identifica con la giustizia. E si trasforma in sicurezza. Ora, è noto che, <strong>tra libertà e sicurezza, tutti i mediocri scelgono la sicurezza</strong>. I farisei stanno sempre dritti e compatti in prima fila. Oggi si chiamano europeisti.</p>
<p style="text-align: justify;">A conferma della visione “bolscevica” c’è la dura accusa di Draghi contro la piaga della disoccupazione: in effetti, nella ex Urss non c’erano disoccupati.<strong>La finanza promette piena occupazione, a quale prezzo è facile intuire</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è una sola grande personalità istituzionale che si oppone all’incipiente dittatura della finanza: papa Bergoglio, che non a caso ha scelto il nome di Francesco. Quali siano le difficoltà che incontra, è cronaca di ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A LONDRA QUALCUNO INIZIA A RIFLETTERE E SPUNTA LA GIUSTA POLITICA DI PAPA FRANCESCO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il quotidiano <em>Avvenire</em> segnala che a Londra, sede della City, qualcuno che ama la libertà ha cominciato a riflettere su queste tematiche. Riporto la notizia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>È la Dottrina sociale della Chiesa che può garantire la via di uscita dalla crisi del 2008. A sostenerlo è Clifford Longley, già corrispondente religioso del Times e del Daily Telegraph nonché commentatore della BBC, in uno studio intitolato «Just Money: How Catholic Social Teaching can redeem capitalism», ovvero «Denaro giusto: come la dottrina sociale cattolica può redimere il capitalismo».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Racconta Longley ad Avvenire: «Sono coinvolto da tre anni nell’iniziativa voluta dall’arcivescovo cattolico Nichols nella City di Londra intitolata «Un piano per un mondo degli affari migliore» (www.blueprintforbusiness.org). Si tratta di una serie di convegni per diffondere il punto di vista cattolico tra gli uomini d’affari che, di solito, sono occupati con i piccoli dettagli della vita economica e si concentrano nella massimizzazione del profitto per gli investitori e gli azionisti. La crisi economica del 2008 ha dimostrato che questo mondo ha fallito e li ha costretti a un ripensamento. È per fornire loro una risposta che ho scritto questo documento. Il centro di studi religiosi londinese “Theos” ha sponsorizzato questa ricerca e una dozzina di economisti e accademici mi hanno aiutato indicandomi la giusta direzione e correggendo alcuni errori.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Perché ritiene che la Dottrina sociale cattolica spieghi la crisi economica del 2008 e possa in qualche modo fornire gli antidoti per evitare un suo possibile ripetersi?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dagli anni Settanta e Ottanta l’ideologia prevalente, nelle economie anglosassoni, sia in Gran Bretagna sia negli Stati Uniti, è stata una fede cieca nel libero mercato che, libero dalla qualsiasi intervento statale, avrebbe prodotto ricchezza per tutti. Punto di vista proposto da Friedrich Hayek, l’economista austriaco che ha lavorato con i governi di Canada e America e ha firmato «Verso la schiavitù». Per Hayek la competizione è la legge base della vita economica. Già nella «Rerum Novarum», prima enciclica sociale della Chiesa, Leone XIII criticò queste teorie, dicendo che gli uomini sono, per loro natura, sociali, mettendo al centro la persona e invitando operai e padroni a collaborare per evitare scontri. Questa tensione, tra Dottrina sociale della Chiesa e neoliberalismo si è riproposta con la crisi del 2008. Dimostrando che il libero mercato, lasciato a sé stesso, finisce per mettere il profitto al primo posto, travolgendo così le persone.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pensa in particolare a quel prodotto del capitalismo spinto che è la finanza speculativa?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il prezzo al quale i prodotti finanziari che hanno il dato il via alla crisi venivano comprati e venduti non aveva nessun rapporto con qualsiasi valore del mondo reale. Valevano semplicemente quello che qualcun altro era disposto a pagare per essi. Gli operatori che promuovevano questi prodotti sapevano di imbrogliare, ma, all’interno di un sistema che poneva al primo posto il denaro, questo non era importante. A metterlo in luce con chiarezza è stata l’enciclica di Benedetto XVI «Caritas in veritate», che ha sottolineato come la crisi del 2008 sia stata soprattutto una crisi di valori. Il mercato, lasciato a sé stesso, aveva divorato il capitale sociale, ovvero l’onestà degli operatori finanziari, la fiducia che nutrivano gli uni verso gli altri e la consapevolezza che avevano di servire, col loro lavoro, la comunità alla quale appartengono.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio i valori che oggi la City in qualche modo tenta di recuperare?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì. Oggi nel cuore finanziario di Londra si legge e si discute la Dottrina sociale cattolica. Il governatore della Banca di Inghilterra, Mark Carney, cattolico praticante, ha recentemente affermato che, come qualunque rivoluzione divora i suoi bambini, così anche il fondamentalismo del mercato, senza controlli, può divorare il capitale sociale, un capitale essenziale per il dinamismo di lungo termine del capitalismo stesso.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La segnalazione è importante. Essa ci dice che la logica di Draghi è la logica della finanza. Posso ammettere che ci sia, sottostante, il disegno di fare dell’Europa una superpotenza finanziaria. Ma la sovranità si esaurisce qui? Anche ristrutturando la potenza produttiva dell’Europa, grazie all’unione bancaria e relativo controllo sull’economia (e la politica), dove e come assicurarsi le materie prime e l’energia necessarie? Con la guerra? Ma, allora, l’Europa deve diventare anche una superpotenza militare. Pace all’interno e guerra all’esterno per la prossima generazione? Occorre una logica alternativa</p>
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		<title>Libertà Formale e Sostanziale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Borrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2014 19:09:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Avv. Giovanni Borrelli/ In qualsiasi trasmissione, cui partecipano i politici, non si fa altro che richiamare i diritti dei cittadini e le loro libertà, così ciascuno assume l&#8217;atteggiamento di tutore della democrazia, assicurandosi un futuro politico privilegiato. I nostri rappresentanti omettono pero&#8217;, di proposito ritengo maliziosamente, di come debba conciliarsi il potere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_5132" aria-describedby="caption-attachment-5132" style="width: 469px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5132 " alt="Giovanni Borrelli - Storico e Filosofo - Avvocato del Foro di Roma" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5132" class="wp-caption-text">Giovanni Borrelli &#8211; Storico e Filosofo &#8211; Avvocato del Foro di Roma</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura di<strong> Avv. Giovanni Borrelli</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">In qualsiasi trasmissione, cui partecipano i politici, non si fa altro che richiamare<strong> i diritti dei cittadini e le loro libertà</strong>, così ciascuno assume l&#8217;atteggiamento di tutore della democrazia, assicurandosi un futuro politico privilegiato. I nostri rappresentanti omettono pero&#8217;, di proposito ritengo maliziosamente, di come debba conciliarsi <strong>il potere dello stato</strong> con il rispetto delle libertà altrui senza prevaricazioni, imponendo cosi scelte di pochi, già concordate, da far accettare con contorti discorsi persuasivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Prevalendo <strong>questo tipo di libertà formale</strong> in cui il cittadino può dire quello che vuole, di fatto, invece, consente che le scelte principali vengano imposte da una anomala ristretta oligarchia di persone che, a tutela dei loro esclusivi interessi economici, <strong>vanifica le libertà sostanziali</strong> ponendo in crisi e pericolo la democrazia, riflettendosi negativamente sulla giustizia, la salute, i valori, regredendo inevitabilmente la persona a mero bene di consumo. Tutto diventa quindi strumentale. Esiste allora un unico rimedio, non violento e sicuramente efficace e democratico: riprendersi la dignità ricusando fermamente di essere servi e cortigiani, in modo che si riacquistino le vere libertà, evitando di chiamarle utopia come vorrebbero i pochi.</p>
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		<title>Nettuno: American Cemetery and Memorial</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2013 22:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[American Cemetery and Memorial]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/memorial.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="nettuno-anzio-americani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/memorial.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il Cimitero Monumentale Americano di Nettuno (Sbarco di Anzio)</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">NETTUNO – ANZIO – Cimitero Monumentale Americano. In questo atollo di Pace sono sepolti oltre seimila Cittadini Americani caduti per liberare l’Italia e gli Italiani dall’invasore e dalle contraddizioni di cui la politica dell’epoca si era macchiata, come in fondo rischia di accadere anche oggi quando a cadere non sono i militari armati ma tutti, indistintamente, sotto i colpi di una politica immatura e incapace di vedere oltre, di scorgere l’illuminato orizzonte di una soluzione ai problemi della società civile. Insieme al Santuario di Santa Maria Goretti è una tappa fondamentale di turisti, pellegrini e gruppi di giovani studenti che fanno tappa a Nettuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché ti proponiamo questo bene Culturale? <em>Innanzi tutto perché non è un cimitero qualunque ma un luogo dove l’uomo di oggi può silenziosamente incontrare quello di ieri</em> per chiedergli perché ha sacrificato la sua esistenza in questo meraviglioso mondo, per un popolo che non conosceva. Perché così era la guerra? No, non basta. La risposta vera è perché <em>quel ragazzo americano sepolto sotto quella candida croce bianca pensava che il suo sacrificio potesse essere utile a restituire Libertà, Dignità e Pace al nostro popolo italiano.</em><em>Vedere tutte quelle croci sollevarsi da terra per consentirci di poggiare le nostre insicurezze su di esse, equivale ad un miracolo.</em> Stranamente non sembra affatto di entrare in un luogo di morte ma, al contrario, nel luogo dove è tutto vivo: la natura, le sterminate distese verdeggianti, la dignità alta e convinta del messaggio che giunge da queste seimila anime in modo perpetuo. Varcare quel cancello sul quale sventola la Bandiera Americana è per davvero emozionante.</p>
<p style="text-align: justify;">DigITALIA BANK ritiene che proporre queste immagini possa aiutare i giovani a comprendere cos’è, invece, il tesoro della Pace. E in questo Monumentale memoriale tutto ciò si può comprendere solo osservando il silenzio. Questo luogo è frequentato da numerosissimi giovani. Inoltre vuole essere un omaggio del Fondatore di digITALIA BANK Fabio Gallo al grande popolo Americano. Per visitare il Cimitero Monumentale Americano basta <a title="Cimitero Monumentale Americano di Nettuno - Anzio" href="http://www.digitaliabank.it/index.php/search?q=cimitero+monumantale" target="_blank">cliccare QUI </a>ed entrare in DigITALIABANK.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro suggerimento PER CHI VIAGGIA:<br />
</strong>prenotare Hotel su <strong><a title="Booking Hotel - la Piattaforma di prenotazioni Hotel interamente italiana" href="http://www.italiaexcelsa.com/" target="_blank">www.italiaexcelsa.com </a> significa sostenere il lavoro italiano.<br />
</strong>E’ il primo sistema di <strong>Booking Hotel in Italia</strong> promosso da un gruppo di affiatati e competenti giovani italiani.<br />
Sono loro che hanno avuto la capacità di donare gratuitamente al mondo le più belle immagini fotografiche dell’Italia che potrete ammirare sia su <strong><a title="Prenotazioni Hotel On Line solo ITALIA" href="http://www.italiaexcelsa.com/" target="_blank">Italia EXCELSA.com</a></strong> che su <strong><a title="La Banca Fotografica digitale dell'Italia" href="http://www.digitaliabank.it/" target="_blank">DigITALIABANK </a></strong>(un Capolavoro).</p>
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		<title>Una Europa Inetta ed Imbelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Borrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 21:39:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni BorrelliReligione]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro degli Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Musulmani]]></category>
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					<description><![CDATA[La responsabilità dell’omicidio, da tempo preannunciato dal Ministro per le Minoranze religiose del Pakistan Shahbatz Batti, che si era contraddistinto con coraggio nel portare avanti un dialogo costruttivo tra Cristiani e Musulmani , nella prospettiva di una pacifica convivenza, battendosi anche per una modificazione della barbara legge sulla blasfemia, adottata peraltro solo contro i Cristiani, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1478 aligncenter" title="Europa" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europe.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europe.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europe-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europe-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europe-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></p>
<p style="text-align: left;">La responsabilità dell’omicidio, da tempo preannunciato dal <strong>Ministro per le Minoranze religiose del Pakistan Shahbatz Batti</strong>, che si era contraddistinto con coraggio nel portare avanti un dialogo costruttivo tra <strong>Cristiani e Musulmani ,</strong> nella prospettiva di una pacifica convivenza, battendosi anche per una modificazione della barbara legge sulla blasfemia, adottata peraltro solo contro i Cristiani, non può non ricadere pesantemente anche su di una Europa, giustamente definita dal nostro <strong>Ministro degli Esteri:</strong> “Codarda “.<br />
E’ emersa, difatti, in maniera ormai plateale, una volontà ottusa , vacua ed inane e del tutto astorica da parte di una <strong>Unione Europea</strong>, chiusa nella propria ignavia, decisa solo nell’astenersi dal prendere posizione di condanna di un fondamentalismo criminale religioso, che perseguita i Cristiani, per un ormai malcelato risentimento, che continua ad avvilupparla in una falsa laicità ancora intesa in senso ottocentesco, deleteria per la libertà di pensiero ed i diritti umani che dovrebbero essere imposti categoricamente, ignorando colpevolmente gli effetti devastanti che tale politica illiberale comporta.<br />
Dinanzi a tale evidente, vile voluta astensione dell’Europa, chiusa nel proprio deleterio dogmatismo, emerge in raffronto la splendida figura del martire Shahbatz Batti che, pur essendo certo di essere ucciso, ha continuato da solo, senza sostegno alcuno ad impegnarsi con grande eroico vigore morale nella <strong>tutela della libertà religiosa</strong> per evitare ulteriori massacri, offrendo al mondo l’esempio luminoso di una vita dal senso compiuto, da vero uomo, dignitoso, coraggioso e da emulare, rispetto invece a tanti “ominicchi” europei che, miseramente impoveriti, si beano in fondo di quanto accade contro i Cristiani, immiseriti dalla loro codardia.<br />
<strong>Giovanni Borrelli</strong></p>
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