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	<title>Libera &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Don Ennio Stamile: Processo Ghota rito abbreviato.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 16:29:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Elezioni 2018]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donStamile1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13145" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donStamile1.jpg" width="994" height="656" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donStamile1.jpg 994w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donStamile1-300x197.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donStamile1-409x270.jpg 409w" sizes="(max-width: 994px) 100vw, 994px" /></a></p>
<p>Finalmente è finita! Una delle campagne elettorali più squallide della nostra storia repubblicana, l’abbiamo definitivamente archiviata. Il solito cliché, ormai arcinoto a noi italiani, anche quest’anno è stato proposto con rigorosa <i>parcodicio</i> che prevede che ad ogni intervento ne segua uno diverso e con il medesimo tempo. A dire il vero, a me personalmente sono sembrati tutti uguali, nessuna differenza! Ormai <b>sono diversi anni che i partiti hanno perso di vista la Politica</b>, scalzata da populismo imperante, inciuci, cordate, corruzioni, cambio di casacche al miglior offerente e … chi più ne ha più ne metta. Per chi si sforza di credere che <b>la Politica</b>, come ricordato in altre occasioni, “<b>è la forma più alta ed esigente della carità</b>”, lo spettacolo lascia un’amarezza profonda ed un desiderio ancora più profondo che essa torni ad essere, pensiero, visione, confronto, partecipazione, capacità di ascolto delle esigenze e dei bisogni dei cittadini ed immigrati, impegno costante per una società più giusta e solidale, libera da mafie e corruzione. Sono caparbiamente ostinato e convinto che questo desiderio si realizzi proprio a partire da questa terra di Calabria, che sta sperimentando più di ogni altra Regione il fallimento dei partiti e delle coalizioni, ne sono convinto per ciò che sento e che vedo. Sento in molti il desiderio di una sorta di Alleanza Sociale che metta assieme le forze sane presenti in ogni dove, libere da qualsiasi appartenenza, competenti ed animate da un’unica passione: <b>agire per il bene comune</b>. Vedo questo fermento negli occhi di quei tanti calabresi che ogni giorno ho la fortuna di incontrare. Questa scialba campagna elettorale ci ha fatto perdere di vista, tra l’altro, anche quello che è successo pochi giorni orsono a Reggio Calabria dove si è concluso il<b> rito abbreviato del processo “Gotha”,</b> che sintetizza cinque diverse inchieste ed altrettanti processi: “<b>Mammasantissima</b>”, “<b>Sistema Reggio</b>”, “<b>Fata Morgana</b>”, “<b>Reghion</b>”, “<b>Alchimia</b>”, che si è concluso con 28 condanne a pene variabili da 4 mesi a 20 anni di reclusione ed 11 assoluzioni. Il <b>gup Pasquale Laganà</b> ha dato lettura della sentenza in aula bunker, dando ragione all’impianto accusatorio portato avanti dai <b>pm Musolino e Lombardo,</b> frutto di un paziente e tenace lavoro della procura reggina fino a poco tempo fa retta da <b>Federico Cafiero De Raho</b>, ora chiamato a dirigere la procura nazionale antimafia. Questa sentenza, sebbene sia la prima e riguarda unicamente coloro che hanno chiesto il rito abbreviato, è di capitale importanza per il prosieguo dell’intero processo, non solo perché conferma l’impianto accusatorio, ma altresì perché riconosce l’esistenza di quella sorta di “<b>masso-‘ndrangheta</b>”, della quale si parlava da anni ma solo in ambienti molto ristretti. Una sentenza che inizia ricostruire la struttura della ’ndrangheta con particolare riferimento alle infiltrazioni e ai condizionamenti sulla pubblica amministrazione, l’economia e la politica. La mafia calabrese, quindi, si caratterizza, secondo la puntuale ricostruzione della procura, anche per la presenza di una struttura direttiva occulta che opera in sinergia con l’organo collegiale di vertice denominato “Provincia”, alla quale la struttura riservata fornisce indicazioni e scelte strategiche, <b>“allevando” i referenti in seno alle istituzioni, determinando l’elezione di uomini di fiducia in diverse fasi elettorali</b>. Gli uomini prescelti dalla criminalità organizzata per fare carriera “politico-‘ndranghetista” &#8211; aveva dichiarato in illo tempore il procuratore Cafiero De Raho &#8211; vengono tenuti continuamente sotto rigida osservazione, per vedere se meritano la fiducia della criminalità organizzata. Negli atti dell’inchiesta si fa riferimento alle elezioni comunali del 2001, alle amministrative del 2002 (comunali e provinciali), alle elezioni europee del 2004, alle regionali del 2005, alle provinciali del 2006, alle comunali del 2007, alle europee del 2009 e alle regionali del 2010. In molte parti della Calabria questo ferreo controllo da parte delle ‘ndrine locali non credo sia cambiato purtroppo. Finalmente la “zona grigia” ha iniziato a perdere il colore plumbeo dal quale per anni è stata coperta. Ciò che emerge è solo spazzatura, anzi parafrasando una frase molto colorita ma del tutto appropriata di Peppino Impastato… “una montagna di merda”. Sarà solo l’inizio, ma già ne avvertiamo l’olezzo.</p>
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		<title>Libera, Don Ennio Stamile: ringrazio tutti! Spiacevole vicenda intimidatoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 00:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Recentemente Don Ennio Stamile ha ricevuto una intimidazione che ha fatto indignare l&#8217;intera società civile, il mondo della comunicazione, della politica, dell&#8217;imprenditoria, degli ultimi, tutti coesi a suo sostegno, essendo note le sue qualità umana e sacerdotali, sempre a supporto di chiunque abbia bisogno. Nel confermare la nostra incondizionata vicinanza a Don Ennio Stamile, pubblichiamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12907" aria-describedby="caption-attachment-12907" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12907" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile1.jpg" width="1000" height="679" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile1-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile1-397x270.jpg 397w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12907" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Recentemente <strong>Don Ennio Stamile</strong> ha ricevuto una intimidazione che ha fatto indignare l&#8217;intera società civile, il mondo della comunicazione, della politica, dell&#8217;imprenditoria, degli ultimi, tutti coesi a suo sostegno, essendo note le sue qualità umana e sacerdotali, sempre a supporto di chiunque abbia bisogno. Nel confermare <strong>la nostra incondizionata vicinanza a Don Ennio Stamile</strong>, pubblichiamo integralmente la sua missiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Caro Direttore,<br />
profitto della sua cortesia e della sua attenzione che ha voluto dedicare alla <strong>spiacevole vicenda intimidatoria indirizzata alla mia persona,</strong> per esternare alcune considerazioni ed emozioni vissute in questi non facili momenti. Intanto, mi consenta di <strong>ringraziare dal profondo del cuore</strong> coloro che, in tutti i modi, si sono fatti a me prossimi, per formulare quel senso di solidarietà e di vicinanza che in questi casi ci fa sentire non solo meno soli, ma ci fa sperimentare <strong>quell’abbraccio fraterno, che sa di compagnia,</strong> sostegno, premura, <wbr />custodia, compassione. Ne abbiamo sempre bisogno! Sono davvero tanti, confratelli sacerdoti, <strong>in primis don Luigi Ciotti,</strong> con la sua parola rassicurante e nel contempo risoluta. <strong>Che invita a continuare l’impegno</strong>, a provocare le coscienze, ma anche alla conversione di chi si piega alle suggestioni del male. <strong>Tutti i referenti regionali di Libera,</strong> quelli provinciali e t<wbr />erritoriali calabresi. Poi i Vescovi,<strong> </strong>calabresi e non, che hanno pregato e fatto pregare per me, paternamente sostenuto, fraternamente incoraggiato.<br />
Il Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Le Forze delle Ordine ed i Prefetti di Reggio Calabria e di Cosenza. La Comunità tutta del Seminario teologico regionale San Pio X di Catanzaro. I tantissimi religiosi e religiose. Il Presidente ed il vice presidente della Regione, i Parlamentari calabresi, Assessori e Consiglieri regionali, i Sindaci, primo fra tutti quello di Cetraro, luogo dove dimoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le numerose Associazioni di categoria, i <strong>Sindacati, L’Azione Cattolica e l’Agesci Calabria. I tanti giornalisti.</strong> Infine da ultimo, ma non per ultimo, le <strong>migliaia di semplici cittadin</strong>i. Ho avvertito l’esigenza discriverle dopo la Celebrazione eucaristica di questa domenica 14 marzo perché, al termine, sono stato avvicinato da un pescatore di questa terra che nel stringermi con vigore la mano, mi ha ringraziato con queste parole: <strong>“ora ho capito perché lo fai. Lo fai per noi e per i nostri figli, perché possano avere un futuro migliore”.</strong> Non le nascondo che queste parole mi hanno fatto piacere più di tutte, mi scuseranno gli altri. Sono gesti e parole profuse da chi, come tanti in Calabria, sa di poter contare solo sulle proprie forze. Di chi altra speranza non ha, se non quella che in inverno si plachi la furia del mare, per poter calare nuovamente la rete e sperare in una pesca fruttuosa, che si possa vendere senza imposizioni del boss di turno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cetraro da circa quarant’anni fa i conti con Francesco Muto</strong> alias il “re del pesce”, per ora assicurato alle patrie galere assieme ai suoi sodali, nel mentre è in corso il <strong>processo “Frontiera”,</strong> condannato dalla gloriosa storia millenaria di questa Città, prima ancora che dai tribunali. Tali uomini e donne non sperano più in certa politica, sempre più lontana dai veri problemi delle persone, <strong>che in Calabria si chiamano ‘ndrangheta, disoccupazione, lavoro nero o sottopagato, mala sanità, manc<wbr />anza di servizi socio-sanitari, di viabilità, di un serio progetto di sviluppo turistico ed agricolo.</strong> E molti altri che ben conosciamo. La maggior parte dei calabresi onesti, giovani e meno giovani, può contare solo nella propria capacità di non mollare mai. Nonostante prevaricazione, logica dell’appartenenza a scapito della competenza, sub-cultura del degrado e dell’<strong>assuefazione al degrado, racket ed usura, omertà, corruzione</strong> ed altri mali diventati quasi endemici non solo nella terra di Calabria, purtroppo. C’è poi un altro male che rischia anch’esso di disorientare: il mito dell’eroe di turno immaginato come “ardimentoso protagonista di mille imprese”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tante volte in passato ed anche oggi mi capita di essere confuso o indicato come “prete antimafia” oppure “prete sociale” ed altre più o meno simili fuorvianti “etichette”. <strong>Mons. Nunzio Galantino,</strong> durante l’incontro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie nel mese di marzo dello scorso anno a Locri, ha ben chiarito che “gli uomini e le donne di Chiesa che si impegnano in questo fronte lo fanno perché credono al Vangelo, lo fanno per far sentire la vicinanza ed il sostegno a quanti come voi sentono il peso insopportabile della sofferenza provocata dalla prepotenza e dall’arroganza di uomini che, voglio ricordarlo, proprio qui in Calabria Papa Francesco ha detto essere scomunicati”. Dunque, nessuna diversità che ci fa essere “preti speciali”. <strong>Sebbene Libera sia un’Associazione aconfessionale ed apartitica,</strong> noi sacerdoti che vi operiamo, benché eletti dalle assemblee regionali o provinciali, <strong>riceviamo un mandato da parte del Vescovo, quindi della Chiesa.</strong> Questo sono in molti a dimenticarlo, purtroppo! Quando ciò accade ecco il mito dell’eroe di turno sempre in agguato.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono tantissimi i confratelli che operano nel silenzio del servizio pastorale in contesti spesso difficili ed isolati, che non hanno certo, né la cercano, l’attenzione delle cronache. Semplicemente una grande passione per questosplendido lembo terra e per gli uomini e le donne che la abitano. E’ il Vangelo ad accendere a tutti i credenti, ed in modo speciale a noi sacerdoti e consacrati tale passione per l’uomo. Consapevoli che Dio stesso in <strong>Cristo Gesù</strong> per primo ha percorso fino in fondo, fino alla Croce, la Via per raggiungere ogni uomo. Affinché in questa Verità, possiamo finalmente sperimentare il gusto e la bellezza di quella Libertà che ci fa essere compiutamente uomini, cittadini del mondo, autenticamente fratelli perché figli di un unico Padre. In forza di questa passione, continuiamo il nostro impegno, consapevoli che il bene vince sempre a volte perdendo, perché non è disposto a cedere alle logiche del male. Ma vince!</p>
<p>Infintamente grazie a tutti.</p>
<p>Don Ennio</p>
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		<title>Don Ennio Stamile di Libera: Chiesa e Massoneria dialogo «scandaloso»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 23:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[don ennio spamile]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte: l&#8217;Avvenire di Calabria/ Un dibattito che si cerca di mantenere vivo da diverso tempo, quello sul rapporto tra Chiesa e massoneria. Da circa quarant’anni, da quando la Congregazione per la dottrina della fede ha emanato la Dichiarazione sulla Massoneria, chiarendo che se bene nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12763" aria-describedby="caption-attachment-12763" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12763" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile.jpg" width="1000" height="679" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donenniostamile-397x270.jpg 397w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12763" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile &#8211; Libera Calabria</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Fonte: l&#8217;Avvenire di Calabria/</p>
<p style="text-align: justify;">Un dibattito che si cerca di mantenere vivo da diverso tempo, quello sul rapporto tra <strong>Chiesa e massoneria.</strong> Da circa quarant’anni, da quando la Congregazione per la dottrina della fede ha emanato la <strong>Dichiarazione sulla Massoneria</strong>, chiarendo che se bene nel nuovo Codice di Diritto Canonico essa non viene espressamente menzionata come nel Codice anteriore “rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita”.</p>
<p style="text-align: justify;">Veniva ribadita, quindi, a chiare lettere <strong>la scomunica latae sentiae</strong> nei confronti di essa. Nessuna novità se periodicamente vengono riaccesi i riflettori sulla vexata questio. Questa volta, però, il dibattito dal titolo “Chiesa e Massoneria, così vicini e così lontani” organizzato dal GOI a Siracusa ha suscitato molto scalpore, addirittura scandalo in alcuni, per ragioni che francamente non mi sento di condividere. Intanto per l’immagine utilizzata sul manifesto. E’ stato raffigurato un <strong>Cristo con il compasso in mano</strong>, a voler rappresentare che “anche” Cristo per i massoni può essere considerato il Grande architetto dell’universo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ arcinota la strategia della fratellanza massonica tesa ad utilizzare particolari simboli, messaggi ed attività filantropiche per diffondere messaggi che non hanno nulla a che fare con un corretto approccio alla fede cristiana. Per noi Dio non è una sorta di vago noumeno kantiano o G.A.D.U. che possa essere veicolato da tutte le religioni del mondo, purché infinitamente ed indefinitivamente distante dall’uomo. Insomma, una sorta di <strong>neo-arianesimo</strong> sempre latente. Senza dover richiamare alcun “assioma rahneriano”, le nostre verità di fede si fondano su quel volto Unitrinitario di Dio che l’incarnazione, morte e resurrezione di Gesù ci ha rivelato. Come ci ricorda la stessa <strong>Congregazione per la dottrina della fede</strong>, con la Riflessione ad un anno di distanza dalla Dichiarazione sulla massoneria: <strong>“solo Gesù Cristo è il Maestro della Verità e solo in Lui i cristiani possono trovare la luce e la forza per vivere secondo il disegno di Dio, lavorando al vero bene dei loro fratelli”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non abbiamo bisogno né di essere massoni, né di maestri, venerabili e non, con tanto di grembiulini colorati! L’altro motivo che ha suscitato scandalo è il fatto che a questo dibattito vi partecipino il v<strong>escovo di Noto Mons. Antonio Staglianò</strong> e <strong>mons. Maurizio. P Aliotti.</strong> Intanto vorrei ricordare che trattasi di due affermati ed apprezzati teologi. Il primo, mi sento di conoscerlo molto bene essendo stato mio docente di teologia sistematica. Per usare una metafora calcistica un autentico <strong>“autogol”</strong> per chi lo ha invitato.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi numerosi testi e le sue lezioni mi hanno fatto gustare la <strong>bellezza e la profondità della fede cristiana.</strong> Al di là dei risibili tentativi di strumentalizzazione, a questi dibattiti debbono partecipare persone in grado di motivare anche teologicamente le ragioni di questa inconciliabile lontananza. Troppa la superficialità (a volte ahi noi anche l’ignoranza) che serpeggia indisturbata in molti ambienti anche ecclesiali sul rapporto Chiesa-massoneria. Infine, vorrei richiamare non solo l’importanza di quel <strong>fides quaerens intellectum</strong> (e viceversa), tanto dimenticato anch’esso soprattutto nella prassi omiletica, ma anche quell’invito al dialogo con tutti &#8211; nessuno escluso quindi &#8211; che <strong>Papa Francesco</strong> ha sin da subito intrapreso ed indicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho l’impressione che spesso si ha paura di dialogare quasi con il timore di perdere la propria identità. Il dialogo rimane l’unica strada da percorre, affinché, nonostante le differenze, si decidono percorsi autentici di servizio al bene comune, all’impegno responsabile per la giustizia sociale. Perché scompaiano finalmente quelle sorti di “lobby di potere” tutte incentrate non solo alla ricerca ed alla custodia di esso con i soliti <strong>intrecci politico-mafiosi</strong>, ma a creare logiche di appartenenza a scapito di meriti e competenze delle quali nessuno, neanche la Chiesa in alcune sue realtà, può dirsi estraneo.</p>
<p style="text-align: justify;">http://www.avveniredicalabria.it</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Don Ennio Stamile, Libera: a Corruzione opporre classe politica sana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 20:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[don ennio stamile]]></category>
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		<category><![CDATA[Ey Fraud Survey]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Don Ennio Stamile/ Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul fenomeno della corruzione divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;Ey Fraud Survey&#8221; in un rapporto biennale curato da Ernest &#38; Young, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11509" aria-describedby="caption-attachment-11509" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11509" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg" width="800" height="531" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-406x270.jpg 406w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11509" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile &#8211; Referente di &#8220;Libera Calabria&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Don Ennio Stamile</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul <strong>fenomeno della corruzione</strong> divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;<em>Ey Fraud Survey</em>&#8221; in un rapporto biennale curato da <strong>Ernest &amp; Young</strong>, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra sull&#8217;attività di imprese private operanti in 41 Paesi, pone, tra l&#8217;altro, l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza dell&#8217;anticorruzione nelle aziende, essendo organizzazioni composte da uomini, è indispensabile  inserire al loro interno una scala di valori. In questi ultimi anni le grandi multinazionali e gran parte delle imprese, danno molta importanza, come è giusto che sia, alla responsabilità sociale ed ambientale per non arrecare danni all&#8217;ambiente in cui viene svolta l&#8217;attività. Al di là delle interessanti annotazioni circa il futuro delle aziende soprattuto dopo l&#8217;elezione di <strong>Trump</strong> che rappresenta un motivo di incertezza ed al contempo di sfida per chi vuole fare business, ciò che come dicevo all&#8217;inizio non mi ha sorpreso è conoscere cosa ne pensano i giovani dai 25 ai 34 anni di età riguardo al fenomeno della corruzione. Ebbene, il 73% di essi ritiene plausibile o quantomeno giustificabile ricorrere alla corruzione per far carriera sia dentro che fuori dalle stesse imprese. Insomma, la cosiddetta <strong>generazione Y o Millenials</strong>, non solo guarda con tolleranza alle operazioni  poco corrette delle proprie aziende, ma il 68% è convinto che il management sia disposto a porre in essere comportamenti poco etici pur di fare business. Non a caso il 25 % dei giovani sarebbe disposto a pagare bustarelle pur di far mantenere in vita un&#8217;attività di impresa. Se tutto ciò accade nel mondo delle imprese figuriamoci in quello della politica!</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene dal 2012, anno in cui finalmente venne varata la legge anticorruzione, l&#8217;Italia abbia guadagnato ben 12 posizioni nella classifica delle percezione della corruzione raggiungendo il 60esimo posto a livello mondiale, si piazza al terzultimo posto in Europa per l&#8217;indice di corruzione percepita. Davanti a noi solo Grecia e Bulgaria. Che dire poi circa i dati forniti da tre economisti italiani (<strong>Oriana Bandiera, Tommaso Valletti, Andrea Prat</strong>) pubblicato sull&#8217;American economic review, secondo il quale in Italia su 100 euro di sprechi, 83 sono dovuti ad inefficienza, 17 alla corruzione. Giustamente, G. Galeazzo ed I. Lombardo ritengono che &#8220;<em>tale criterio di calcolo potrebbe essere la base sistematica per valutare il peso dei danni subiti dalla pubblica amministrazione se solo il Governo istituisse un gruppo di lavoro incaricato di replicare lo schema</em>&#8220;. Ma sappiamo bene che in Italia si pensa ad altro! Sarebbe interessante a questo punto leggere i programmi elettorali delle liste che concorrono al rinnovo dei consigli comunali di 83 comuni sparsi per la Calabria, cinque di essi (Catanzaro, Acri, Gioia Tauro, Palmi e Paola) sopra i 15.000 abitanti. Quale attenzione è stata data a temi come la lotta alla corruzione, alla trasparenza, ai beni confiscati, all&#8217;impegno di costituirsi parte civile nei processi contro le &#8216;ndrine? Con quale impiego di risorse, obbiettivi e verifiche periodiche? Questi ed altri come sappiamo, sono ambiti che vedono impegnate diverse realtà in Italia tra cui <strong>Libera</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coordinamento provinciale di Catanzaro, consapevole che l&#8217;ente comunale è uno degli organi amministrativi più a rischio di infiltrazioni mafiose e di corruzione, ma contemporaneamente rappresenta il primo e fondamentale baluardo per tener fuori dalle logiche amministrative, corrotti, corruttori e collusi, ha diramato una nota stampa prima che iniziasse la campagna elettorale nella quale &#8220;<em>vengono auspicate candidature di manifesta integrità e senza macchia</em>&#8220;. &#8220;<em>In particolare</em> &#8211; continua la nota  &#8211; <em>chiediamo sin da subito che tutte le forze politiche, qualunque sia il loro colore, scelgano al loro interno candidati di specchiata integrità e moralità, a partire dai candidati a sindaco, degni di rappresentarci e decidere per tutti noi in rispetto dell’articolo 54 della Costituzione</em>”. Se è sacrosanta la presunzione di innocenza, &#8220;<em>Libera Catanzaro auspica che la città non debba confrontarsi con quei candidati che hanno condanne, o procedimenti giudiziari in corso per reati di particolare rilevanza sociale vista la funzione pubblica da esercitare, oltre che per mafia e corruzione. Chiediamo poi che le forze politiche, fin da questa fase, considerino l’apertura alla società civile e il ruolo della cittadinanza attiva come una opportunità irrinunciabile</em>&#8220;. Sappiamo quanto sia difficile, soprattutto per i partiti tradizionali, rinunciare a certe logiche di appartenenza, a pacchetti di voti magari facendo passare anche il nuovo come ciò che tale non è o lo è solo anagraficamente. Perché quel candidato, ancorché giovane, si è costruito, o si sta costruendo &#8211; con la vergognosa complicità di chi ha responsabilità direttive in quel determinato partito, o politico-amministrative nella compagine regionale &#8211; un futuro politico sulla base di famiglie con pacchetti di voti ben consolidati nel corso degli anni, frutto di collusioni, corruzioni, comparaggi, appartenenze o semplici prestazioni sanitarie e/o servizi pubblici elargiti a mo&#8217; di favore personale. Insomma il famigerato odioso, disdicevole e disonorevole, voto di scambio.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Mattarella a Locri per la XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno organizzata da Libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Mar 2017 14:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[don ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[don ennio stamile]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[mons. francesco oliva]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[XXII giornata memoria e impegno]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato a Locri i familiari delle vittime innocenti delle mafie in occasione della XXII Giornata della memoria e dell’impegno organizzata da Libera. La lettura dei 950 nomi delle vittime riconosciute di tutte le mafie ha scandito l&#8217;inizio della cerimonia che alle mafie non ha perdonato proprio nulla, ma offerta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12042" aria-describedby="caption-attachment-12042" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella-presidente-della-repubblica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12042" alt="sergio-mattarella-presidente-della-repubblica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella-presidente-della-repubblica.jpg" width="1000" height="665" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella-presidente-della-repubblica.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella-presidente-della-repubblica-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella-presidente-della-repubblica-406x270.jpg 406w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12042" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> ha incontrato a <strong>Locri</strong> i familiari delle vittime innocenti delle mafie in occasione della <strong>XXII Giornata della memoria e dell’impegno</strong> organizzata da<strong> Libera</strong>. La lettura dei <strong>950 nomi delle vittime riconosciute</strong> di tutte le mafie ha scandito l&#8217;inizio della cerimonia che alle mafie non ha perdonato proprio nulla, ma offerta la possibilità di redenzione. In una regione, la Calabria, ove la &#8216;ndrangheta appare forte e tiene testa alle regole a volte obsolete dello Stato, non adatte al contrasto di una simile forma di criminalità organizzata, la lotta è ancora dura ma l&#8217;organizzazione di Libera ha dimostrato che vincere si può, se si esce dall&#8217;io per condividere il NOI. A Locri continuano incontri e dibattiti e giorno 21 prenderà vita la manifestazione della XXII Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Rai Responsabilità Sociale, Conferenza Episcopale Calabra e con il patrocinio del Comune di Locri e sotto l&#8217;Alto Patronato del Presidente della Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente della Repubblica è stato accolto da lunghi applausi al suo ingresso nel capannone allestito al centro dello stadio di Locri affollato dai familiari delle vittime di Mafia e dalle associazioni impegnate in percorsi di legalità. <strong>Piersanti Mattarella</strong>, fratello del Presidente della Repubblica Sergio, è una delle vittime di mafia il cui nome è stato letto dai familiari delle vittime innocenti di mafia nel corso dell’incontro.<br />
<a title="Sergio Mattarella" href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;key=583" target="_blank">LEGGI L&#8217;INTERVENTO INTEGRALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA &#8211; CLICCA QUI</a></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/yzYsEEdTCK0?rel=0" height="480" width="853" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA: &#8220;LA MAFIA E&#8217; ANCORA FORTE, LA LOTTA NON SI FERMI&#8221;</strong><br />
Nell’elenco &#8220;ci sono anche donne e bambini, i mafiosi non conoscono né pietà né umanità, non hanno alcun senso dell’onore e del coraggio, i sicari colpiscono con viltà persone inermi e disarmate. Le mafie non risparmiano nessuno: colpiscono chiunque diventi ostacoli al raggiungimento dei loro obiettivi, denari potere e impunità. La lotta ala mafia riguarda tutti&#8221;, dice il capo dello Stato. La mafia &#8211; aggiunge il Presidente Mattarella &#8211; &#8220;è ancora forte, è ancora presente. Controlla attività economiche, legali e illegali, tenta di dominare su pezzi di territorio, cerca di arruolare in ogni ambiente. Bisogna azzerare le zone grigie, quelle della complicità, che sono il terreno di coltura di tante trame corruttive&#8221;. &#8220;La lotta alle mafie è una necessità per lo Stato, che deve tutelare i diritti dei suoi cittadini e deve veder rispettata ovunque, senza zone franche, legalità e giustizia &#8211; <strong>ha dichiarato il Presidente nel suo intervento &#8211; </strong>lottare contro la mafia non è soltanto una stringente e, certo, doverosa esigenza morale e civile. E&#8217; anche, quindi, una necessità per tutti: lo è, prima ancora che per la propria sicurezza, per la propria dignità e per la propria effettiva libertà. Si tratta di una necessità fondamentale per chi tiene, insieme alla libertà, alla serenità personale e familiare; per chi vuole misurarsi con le proprie forze e le proprie capacità, senza padroni né padrini. Una necessità per la società, che vuole crescere libera, democratica, ordinata, solidale&#8221;. &#8220;Come diceva <strong>Giovanni Falcone</strong>, &#8216;<em>la lotta alla mafia non può fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l&#8217;intero palazzo. All&#8217;opera del muratore deve affiancarsi quella dell&#8217;ingegnere</em>&#8216;, ha continuato il Capo dello Stato Sergio Mattarella &#8211; la repressione dell&#8217;illegalità è inseparabile dalla resistenza civile. La lotta al fenomeno mafioso non avrebbe potuto raggiungere livelli così alti senza una profonda consapevolezza dei nostri concittadini, senza un forte cambio di mentalità, senza la promozione di una nuova cultura della legalità. I giovani e le associazioni della società civile, come Libera, e tante altre, sono stati tra i motori di questo radicale e indispensabile cambiamento&#8221;.</p>
<figure id="attachment_12040" aria-describedby="caption-attachment-12040" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-luigi-ciotti-presidente-libera.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12040" alt="don-luigi-ciotti-presidente-libera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-luigi-ciotti-presidente-libera.jpg" width="1000" height="666" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-luigi-ciotti-presidente-libera.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-luigi-ciotti-presidente-libera-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-luigi-ciotti-presidente-libera-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12040" class="wp-caption-text">Don Luigi Ciotti Presidente di Libera &#8211; Associazioni, nomi e numeri contro le mafie</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>DON CIOTTI: &#8220;ROMPERE L&#8217;INTRECCIO MAFIA-POLITICA-ECONOMIA&#8221;<br />
</strong>&#8220;Tutti noi abbiamo un debito con chi è stato assassinato, con chi non c&#8217;è più, con i loro familiari&#8221; ha dichiarato <strong>don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera</strong>, &#8220;la Memoria delle vittime è un dovere sociale, non è solo un&#8217;esigenza privata dei familiari; dobbiamo sentire tutti l&#8217;impegno e la responsabilità della memoria, di una memoria condivisa, viva, che ricordi tutte le vittime nella loro pari dignità. Queste persone non sono morte per essere ricordate solo con lapidi, targhe e discorsi di occasione, ma per un sogno di democrazia che sta a tutti noi realizzare&#8221;. <strong>Don Ciotti ha aggiunto</strong>: &#8220;Il Presidente della Repubblica, la più alta carica dello Stato, per la sua storia personale, con la sua disponibilità ad accompagnare i famigliari a questo momento carico di dolore, ma anche di speranza, ci dà un segno di grande attenzione e di sensibilità&#8221;.</p>
<figure id="attachment_12051" aria-describedby="caption-attachment-12051" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libera-locri-19marzo-2017.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12051" alt="libera XXII giornata della memoria e dell'impegno per le vittime innocenti delle mafie" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libera-locri-19marzo-2017.jpg" width="1000" height="373" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libera-locri-19marzo-2017.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libera-locri-19marzo-2017-300x111.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libera-locri-19marzo-2017-480x179.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12051" class="wp-caption-text">Locri &#8211; XXII Giornata della Memoria e dell&#8217;Impegno delle Vittime Innocenti delle Mafie</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Insieme alle mafie &#8211; dichiara nel suo intervento Don Ciotti &#8211; il male principale del nostro paese resta la corruzione. E corruzione significa che tra criminalità organizzata, criminalità politica e criminalità economica è sempre più difficile distinguere. Ce lo dicono anche quelle inchieste dove i magistrati faticano a individuare la fattispecie del reato. Hanno in mano strumenti giuridici istituiti prima che quest&#8217;intreccio criminale emergesse con forza. Dobbiamo rompere questo intreccio. Procedere uniti verso lo stesso obiettivo è più urgente che mai oggi. Si mettono da parte le divisioni e i protagonismi. Mettiamoci in gioco per la libertà del nostro Paese. Ci sono stati progressi, ma anche misure urgenti rinviate o approvate solo dopo compromessi al ribasso. Il lavoro, la scuola, la cultura i percorsi educativi e i servizi sociali restano il primo antidoto alla peste mafiosa. Il &#8216;noi&#8217; è fondamentale ed importante. La lotta alla mafia non può essere un percorso solitario. La nostra Costituzione è il primo testo antimafia. Le mafie non uccidono solo con la violenza, vittime sono i morti, ma anche i morti vivi, le persone cui le mafie tolgono la speranza e la dignità. Tante vittime sono sono senza tomba, uomini e donne delle mafie diteci dove li avete sepolti, lo chiedo a nome di tanti familiari di avere questo sussulto di coscienza. Può essere l&#8217;inizio di un percorso di vita e non più di morte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ASCOLTA L&#8217;INTERVENTO DI DON LUIGI CIOTTI</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/0Feaj6YdQCI?rel=0" height="394" width="700" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DON ENNIO STAMILE REFERENTE LIBERA REGIONALE: L&#8217;IMPEGNO DEVE CONTINUARE ANCHE DOPO</strong></p>
<figure id="attachment_12063" aria-describedby="caption-attachment-12063" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12063" alt="don-ennio-stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile2.jpg" width="960" height="678" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile2.jpg 960w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile2-300x211.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile2-382x270.jpg 382w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12063" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile, coordinatore regionale calabrese di &#8220;Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><i>&#8220;</i>La Città di Locri &#8211; <strong>ha dichiarato Don Ennio Stamile, coordinatore regionale Libera </strong>&#8211; è stata scelta per ricordare le vittime innocenti delle mafie non solo perché c’è stata una richiesta dai familiari, dal territorio e dal vescovo ma anche perché ci è sembrato giusto che in un territorio che soffre in maniera particolare per la presenza della ‘ndrangheta, si dia un messaggio di speranza e si evidenzi che proprio in questo territorio si sta lavorando per il cambiamento&#8221;<em>.</em>&#8220;La giornata del 21 marzo non è né una tappa né un traguardo, ma un percorso che, pur passando da un evento annuale, è quotidiano, e vede l&#8217;impegno di tanti giovani che si mettono in rete per contrastare ogni forma di violenza e di corruzione&#8221;. Per Don Ennio Stamile, &#8220;fare memoria senza impegno significa solo celebrare&#8221;, per questo invita &#8220;le istituzioni e le scuole&#8221; a &#8220;far sì che, dopo il 21 marzo, ci sia un impegno a continuare a fare in modo che questa giornata non si stemperi in una bolla di sapone&#8221;.</p>
<figure id="attachment_12054" aria-describedby="caption-attachment-12054" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monsignor-francesco-oliva-vescovo-locri-gerace.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12054" alt="monsignor-francesco-oliva-vescovo-locri-gerace" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monsignor-francesco-oliva-vescovo-locri-gerace.jpg" width="790" height="395" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monsignor-francesco-oliva-vescovo-locri-gerace.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monsignor-francesco-oliva-vescovo-locri-gerace-300x150.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monsignor-francesco-oliva-vescovo-locri-gerace-480x240.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12054" class="wp-caption-text">Il Vescovo di Locri-Gerace Mons. Francesco Oliva</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>MONS. FRANCESCO OLIVA VESCOVO DI LOCRI-GERACE: &#8220;SARA&#8217; NUOVA PRIMAVERA SE CI SI ACCORGERA&#8217; CHE QUESTA TERRA HA BISOGNO DI SPERANZA&#8221;</strong><br />
“Pensare per ricordare e non dimenticare”. Ecco il senso della XXII giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie secondo il <strong>Vescovo di Locri-Gerace, Monsignor Francesco Oliva.</strong> &#8220;La venuta a Locri del Presidente della Repubblica, on. Sergio Mattarella, ci riempie di grande gioia, ha dichiarato il Vescovo Oliva &#8211; Rappresenta un segnale forte per questa terra, che non sempre ha avvertito la vicinanza dello Stato. Sarà un gesto di prossimità verso le famiglie delle tante vittime innocenti delle mafie, ma anche verso questa Terra della Locride che desidera guardare al futuro con sempre più speranza e fiducia.&#8221; &#8220;Questa terra &#8211; dice ancora mons. Oliva &#8211; guarda avanti e vuole lasciare alle spalle un passato triste d’ingiustizie, macchiato dal sangue versato da faide che hanno seminato morte e disperazione. Non vogliamo più morti e sangue innocente! La nostra terra nutre il sogno di divenire terra di speranza e luogo di bellezza e sa di doversi impegnare nel purificare se stessa da ogni deriva mafiosa&#8221;. &#8220;Le Chiese di Calabria &#8211; ha proseguito nel suo intervento il Vescovo Oliva &#8211; sono vicine a Lei, signor Presidente, e alla sua personale sofferenza per la perdita di suo fratello Piersanti, vittima anch&#8217;egli dell&#8217;arroganza criminale. Come Chiese di Calabria abbiamo accolto l&#8217;invito di <strong>Papa Francesco</strong> ad essere fermento di una società animata dal Vangelo che s&#8217;impegna quotidianamente nella lotta alla &#8216;ndrangheta e nella formazione ai valori della legalità, della solidarietà e della partecipazione civile. Con Lei oggi, Presidente, diciamo no alle mafie e a tutte le forme di associazione criminale. Diciamo no alla &#8216;ndrangheta, che, insieme alla corruzione, rappresenta una delle cause più gravi della crisi sociale del nostro tempo. Siamo certi che le mafie possono essere sconfitte. Dipende dall&#8217;impegno di tutti e di ciascuno&#8221;. “<em>C’è bisogno d’una nuova primavera</em>!&#8221; &#8211; questo il monito del presule. <strong>Per mons. Oliva</strong> “sarà nuova primavera, se ci si accorgerà che questa terra ha bisogno di speranza. Sarà nuova primavera, se la Locride saprà ripartire, rinunciando a vecchie logiche di rassegnazione e del piangersi addosso, alle logiche del controllo mafioso del territorio. Sarà nuova primavera, se vorrà uscire da una storia di condizionamenti mafiosi e dei suoi metodi vili, per affermare il valore civile di una memoria condivisa. Se vorrà ripartire dalla giustizia sociale e dall’affermazione del bene comune. Sarà nuova primavera se questa terra ritornerà a pensare. Pensare la vita e saper trarre pensieri dalla vita”. Pensare è il “coraggio della memoria. Il coraggio del futuro. È porre un seme di speranza per un futuro diverso. C’è ancora tanta sofferenza nel volto dei famigliari delle tante vittime innocenti delle mafie. Essi ci consegnano la forza di dare al dolore il senso della cittadinanza responsabile, del servizio alla comunità”.</p>
<figure id="attachment_12052" aria-describedby="caption-attachment-12052" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/deborah-cartisano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12052" alt="deborah-cartisano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/deborah-cartisano.jpg" width="960" height="756" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/deborah-cartisano.jpg 960w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/deborah-cartisano-300x236.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/deborah-cartisano-342x270.jpg 342w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12052" class="wp-caption-text">Deborah Cartisano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Debora Cartisano</strong>, esponente di Libera, rappresentante provinciale delle vittime di mafia, nel dare il benvenuto nella Locride al <strong>Presidente Mattarella</strong> ha dichiarato: &#8220;La sua presenza porta luce sulle tante storie che ancora chiedono verità e giustizia. Tanti di noi l’aspettano. Ci auguriamo che lei &#8211; ha concluso &#8211; possa essere portavoce di questa nostra domanda di verità e giustizia, lei come uno di noi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MESSAGGIO DI SPERANZA DEL PROCURATORE CAPO DI CATANZARO FEDERICO CAFIERO DE RAHO</strong></p>
<figure id="attachment_12056" aria-describedby="caption-attachment-12056" style="width: 960px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/procuratore-cafiero-de-raho.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12056" alt="procuratore-cafiero-de-raho" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/procuratore-cafiero-de-raho.jpg" width="960" height="657" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/procuratore-cafiero-de-raho.jpg 960w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/procuratore-cafiero-de-raho-300x205.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/procuratore-cafiero-de-raho-394x270.jpg 394w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12056" class="wp-caption-text">Procuratore capo della Procura di Reggio Calabria Direzione distrettuale antimafia, Federico Cafiero De Raho</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non pensiamo che l’indifferenza sia la migliore arma, l’indifferenza è il modo migliore per sostenere la ‘ndrangheta, come la mafia o la camorra, &#8211; ha affermato il Procuratore De Raho &#8211; e la modalità peggiore è quella di chi ha la vigliaccheria di allontanarsi dal problema, invece di affrontarlo, pensando sempre che  è un problema che toccherà agli altri, invece è un problema che tocca tutti noi&#8221;. &#8220;Bisogna avere sempre in sè – ha aggiunto De Raho – la consapevolezza che quel che è avvenuto agli altri può avvenire a se stessi o ai propri familiari e quel che è avvenuto alle vittime di mafia, ‘ndrangheta, camorra, è ciò che intimidisce una parte della popolazione, ma allo stesso tempo è il ricordo che deve aiutare a fare tutto ciò che è possibile affinché quegli stessi fatti tragici non continuino a verificarsi. Tocca a noi rischiare, perchè se rischiamo noi non rischieranno i nostri figli, non rischierà la nostra famiglia, e quindi facciamo tutto ciò che è necessario&#8221;. &#8220;Il capo dello Stato &#8211; ha concluso De Raho &#8211; sta svolgendo magnificamente il proprio ruolo, soprattutto la sua presenza qui dimostra la sua vicinanza&#8221;.</p>
<figure id="attachment_12061" aria-describedby="caption-attachment-12061" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12061" alt="nicola-gratteri procuratore-catanzaro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4.jpg" width="900" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri4-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12061" class="wp-caption-text">Il Procuratore Capo della Procura di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>TRA GLI OSPITI IL PROCURATORE CAPO DELLA PROCURA DI CATANZARO NICOLA GRATTERI<br />
</strong>Nicola Gratteri è conosciuto in tutto il mondo per la sua lotta alla &#8216;ndrangheta. Un uomo che da 30 anni vive sotto scorta e ogni giorno rischia la vita per combattere la mafia e onorare il suo mandato. &#8220;La &#8216;ndrangheta &#8211; ha dichiarato recentemente il Procuratore Gratteri &#8211; è il primo partito in Calabria, perché dà risposte che la politica non dà. Vent&#8217;anni fa il mafioso andava dal politico a fare richieste, oggi il rapporto è capovolto. Sono i candidati politici che vanno a casa del capomafia a chiedere pacchetti di voti in cambio degli appalti&#8221;. Le dichiarazioni del <strong>Procuratore Nicola Gratteri</strong> hanno fatto il giro del mondo e la Calabria sana spera che l&#8217;interazione tra Procura di Reggio Calabria e di Catanzaro possa scuotere, così come pare stia avvenendo, la staticità di altre Procure che, nonostante i fatti gravissimi sotto lo sguardo sgomento dei cittadini, sembrano essere ferme. Le recenti indagini sulla corruzione nel mondo della politica stanno facendo emergere un vero e proprio collasso della Pubblica Amministrazione che per anni sarebbe è stata gestita da quelli che Don Ciotti ha definito alla presenza del <strong>Capo dello Stato</strong>, criminali politici.</p>
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		<title>Don Ennio Stamile: l&#8217;arrembaggio non paga. Insieme a Renzi lo ha compreso la Politica tutta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2016 12:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[don ennio stamile]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Il Matteo nazionale che ha sfidato tutto e tutti, convinto che il suo modo &#8220;arrembante&#8221; di fare politica avesse la meglio, si è notevolmente ridimensionato&#8221;. Lo ha dichiarato in un sua riflessione per il &#8220;Quotidiano del Sud&#8221; Don Ennio Stamile, Referente di &#8220;Libera Calabria&#8221;. Una riflessione che per molti appassionati della politica del fare è già [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11509" aria-describedby="caption-attachment-11509" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11509" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg" width="800" height="531" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-406x270.jpg 406w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11509" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile &#8211; Referente di &#8220;Libera Calabria&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il Matteo nazionale che ha sfidato tutto e tutti, convinto che il suo modo &#8220;arrembante&#8221; di fare politica avesse la meglio, si è notevolmente ridimensionato&#8221;. Lo ha dichiarato in un sua riflessione per il &#8220;Quotidiano del Sud&#8221; <strong>Don Ennio Stamile, Referente di &#8220;Libera Calabria&#8221;.</strong> Una riflessione che per molti appassionati della politica del fare è già un indirizzo per l&#8217;esercizio di buone pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221; Il suo discorso di annuncio delle dimissioni &#8211; continua Don Stamile &#8211; quando ormai la sconfitta era lampante e schiacciante, è stato il più autentico tra i tanti pronunciati in questi mille giorni di governo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Segno, questo, che le sconfitte a volte sono salutari per riprendere la rotta con meno spavalderia e più umiltà.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>C&#8217;è però un dato</strong> che vorrei brevemente commentare, <strong>quello dell&#8217; affluenza alle urne,</strong> <strong>davvero molto significativo</strong> se consideriamo il fatto che è di ben sei punti più alto rispetto alle ultime amministrative ed almeno<strong> il doppio rispetto a quello referendario di aprile 2016.</strong> Questo dato, spero riesca a far riflettere seriamente un po&#8217; tutti, dato il sempre crescente e preoccupante fenomeno dell&#8217;astensionismo. Esso, come sappiamo, ha radici lontane, esattamente circa quarant&#8217;anni orsono, quando</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico Berlinguer,</strong> in un suo memorabile discorso pose l&#8217;attenzione sulla<strong> necessaria questione morale in politica</strong>, visto il dilagante fenomeno della corruzione.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il fatto che non si sia mai preso in considerazione seriamente quell&#8217;invito ed il conseguente incredibile aumento del fenomeno della corruzione nel nostro Paese, emerso per la prima volta in modo conglobante con tangentopoli, ha prodotto il cosiddetto fenomeno del <strong>&#8220;partito&#8221; del &#8220;non voto&#8221;.</strong><br />
<strong>Linda Laura Sabbatini,</strong> in suo importante saggio, &#8220;Partecipazione politica e astensionismo secondo un approccio di genere&#8221;, arriva con grande puntualità ad affermare che:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;attualmente è considerato normale recarsi a votare, come non recarsi a votare. Il deporre la scheda nell’urna è percepito sempre meno come un diritto, e ancor meno come un dovere, e sempre più come una facoltà di cui avvalersi&#8221;.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Praticamente <strong>la morte di una democrazia</strong> che voglia dirsi tale, in considerazione del fatto che essa esige per sua stessa natura la partecipazione attiva del popolo. Crescendo i fenomeni di corruzione, nelle loro vaste e variegate forme, <strong>sono cresciute le mafie, in particolare la &#8216;ndrangheta, visto che essa, la corruzione, &#8220;ne è l&#8217;incubatrice&#8221;.</strong> Il dato referendario, al di là della vittoria del NO, va letto alla luce di questo contesto.</p>
<p style="text-align: justify;">Se teniamo conto che il 30% di chi ha votato sì è dichiarato non appartenere ad alcuna coalizione o movimento politico, esso ci dice inequivocabilmente una cosa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>in Italia c&#8217;è voglia di Politica!</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ne abbiamo bisogno come l&#8217;aria che respiriamo. Bando, dunque, alle vecchie logiche partitiche di spartizione delle poltrone, di lobby di potere, di candidati prescelti, di leader pseudo carismatici o padronali, &#8220;massimi o minimi&#8221;, di slogan populistici e di facili promesse.<strong> </strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spazio alla Politica umile e coraggiosa,</strong> appassionata del bene comune, inclusiva, dialogante, lungimirante, capace di restituirci il gusto dell&#8217;impegno nobile e disinteressato del servizio alla Polis.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo permetterci il lusso di rinviare ancora, di strumentalizzare il dato referendario con la vittoria politica degli uni a discapito di Renzi che, per sua stessa ammissione, &#8220;è l&#8217;unico che ha perso&#8221;. È la vittoria degli Italiani che hanno detto SÌ alla vera Politica capace di generare riforme serie e condivise&#8221;.</p>
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