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	<title>letta &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Antonio Mastrapasqua perde una poltrona e sei italiani su dieci mangiano cibo scaduto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 17:06:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Redazione ILPARLAMENTARE.IT/ Antonio Mastrapasqua ha rassegnato le sue dimissioni  anche alla luce delle decisioni del Consiglio dei Ministri grazie alla quale da oggi &#8220;non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività&#8221;. Letta tira un sospiro di sollievo dicendogli &#8220;è cosa buona e giusta&#8221; e lo ringrazia per il suo impegno diligente etc., etc., etc.  Questa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Redazione ILPARLAMENTARE.IT/</p>
<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-mastrapasqua-economia-finanze-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" alt="antonio-mastrapasqua-economia-finanze" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonio-mastrapasqua-economia-finanze-2.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Antonio Mastrapasqua rassegna le dimissioni e Letta ringrazia</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Antonio Mastrapasqua ha rassegnato le sue dimissioni  anche alla luce delle decisioni del Consiglio dei Ministri grazie alla quale da oggi &#8220;non si possono assumere incarichi così rilevanti senza esclusività&#8221;. Letta tira un sospiro di sollievo dicendogli &#8220;è cosa buona e giusta&#8221; e lo ringrazia per il suo impegno diligente etc., etc., etc.  Questa la cronaca di oggi 2 febbraio 2014. ma la realtà è un&#8217;altra e dobbiamo poter dire che Antonio Mastrapasqua (una brava persona n.d.r.) ha rappresentato e rappresenta ancora quella parte invadente di Italia che non va e che deve essere cambiata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ANTONIO MASTRAPASQUA</strong><br />
Il suo nome è diventato simbolo della &#8220;poltrona&#8221; e potrebbe diventare un marchio di quel modello di Made in Italy incline alla politica del volere tutto, ma proprio tutto. Immaginate cinquemila Mastrapasqua e di conseguenza capirete perché, di conseguenza, sei italiani su dieci sono costretti a mangiare cibo scaduto (vedi <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/economia/14_febbraio_01/coldiretti-cibi-scaduti-tavola-6-italiani-10-a205d83c-8b3c-11e3-bf44-9aaf223b3498.shtml " target="_blank">Corriere della Sera</a> oppure <a title="TGCOM" href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/2014/notizia/cibi-scaduti-ok-6-italiani-su-10_2024533.shtml" target="_blank">TG COM</a> che riportano le indagini di Coldiretti. E’ chiaro che in questo clima sarebbe naturale anche per una testata che come la nostra intende rispettare le Istituzioni, pensare: ANTONIO MASTRAPASQUA, VERGOGNATI insieme a te tutti coloro i quali ti hanno messo nella condizione di diventare il simbolo di una Italia che deve essere cancellata perché possa essere riscritta una sua pagina decente di storia dedicata al bene comune. Ma noi non lo pensiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, per dovere di cronaca, rispolveriamo qualche news dalla rete che vi riproponiamo per comprendere bene alcune storia che hanno visto protagonista Antonio Mastrapasqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Da <a href="www.beppegrillo.it" target="_blank">www.beppegrillo.it</a> &#8211; <strong>a cura di Giorgio Meletti</strong> &#8211; Nunzia C., 78 anni, vedova di Gela, due giorni fa si è uccisa gettandosi dal quarto piano poco dopo aver appreso che la sua pensione di reversibilità era stata ridotta dall’Inps da 800 a 600 euro. A Bari, il giorno di Capodanno, un pensionato di 73 anni si è buttato anche lui dal quarto piano dopo aver ricevuto la richiesta di 5 mila euro indebitamente percepiti negli anni precedenti. Un sindacalista di Bari, Franco Filieri della Cisl, protesta inascoltato contro la “vessatoria operazione dei recuperi Inps, con assurde richieste di restituzione di somme servite per provvedere alle necessità primarie della vita”. Il problema è scottante, come dimostra il verbale di una tesa riunione svoltasi lo scorso 25 novembre. Intorno al tavolo il presidente-padrone dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, il direttore generale Mauro Nori, il magistrato della Corte dei Conti delegato al controllo dell’istituto, Antonio Ferrara, e il collegio dei sindaci revisori al completo. Un consesso un po’ strano, ma l’unico possibile, visto che l’istituto previdenziale – che gestisce ogni anno centinaia di miliardi di euro e le pensioni di milioni di italiani – non ha un consiglio d’amministrazione. “Una follia – protesta Guido Abbadessa, presidente del consiglio di vigilanza sull’Inps – non può esserci tanto potere concentrato in una sola persona”. Nella riunione si discute delle nuove “modalità di gestione dei crediti derivanti da indebiti pensionistici nelle fasi antecedenti all’avviso di addebito”. Traduciamo dal burocratese. Negli assegni di pensione ci sono delle componenti (per esempio gli assegni familiari) dipendenti da eventuali altri redditi del pensionato. Perciò ogni anno chi percepisce un assegno dall’Inps deve comunicare i suoi redditi, e gli uffici verificano se per caso è venuto meno qualche diritto. Spesso si tratta di limare pensioni da fame. Mastrapasqua ha inventato una modalità severa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7461" alt="Antonio-Mastrapasqua" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg" width="500" height="503" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua.jpg 500w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-150x150.jpg 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-298x300.jpg 298w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-268x270.jpg 268w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Mastrapasqua-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a>Una volta che gli uffici accertano che è venuto meno un diritto, e che sono state versate somme indebite, mandano una secca lettera (l’avviso di addebito) con cui si annuncia la riduzione dell’assegno mensile, e il recupero degli “indebiti pregressi” con trattenute rateali sulle mensilità future. Il pensionato non può far altro che pagare, e nel frattempo fare ricorso senza però sapere su quali dati e con quale calcolo si è arrivati alla infausta diagnosi. Con questo nuovo sistema sono state mandate 350 mila lettere ad altrettanti pensionati. Nella riunione del 25 novembre è il magistrato della Corte dei Conti a sollevare più di un’obiezione. Intanto, ricorda, prima dell’avviso di addebito una modalità più attenta servirebbe a ridurre il contenzioso. Sull’Inps gravano quasi 900 mila cause in sospeso con i pensionati. Nel 2010 se ne sono definite 318 mila, secondo la Corte dei Conti, ma in 60 mila casi è stata risolutiva la morte del pensionato, mentre in caso di sentenza sulla materia previdenziale l’Istituto perde metà delle cause. Il magistrato Ferrara fa notare a Mastrapasqua anche un altro aspetto che dovrebbe essere “maggiormente ponderato”. Se un pensionato non comunica i suoi redditi all’Inps, l’omissione comporta in automatico la perdita di certi assegni accessori. Siccome stiamo parlando di anziani, in molti casi il pensionato ha l’Alzheimer, o comunque non è in gran forma. Dice Ferrara a Mastrapasqua: “È il dipendente dell’Inps che deve provvedere alla verifica del reddito entro l’anno in corso, non è l’assicurato che deve farsene carico sempre e comunque. L’Inps non è l’Agenzia delle Entrate e quindi la pura logica di riscossione deve essere mediata dal ruolo che lo stesso Istituto ricopre come ente di tutela”. Ecco, la Corte dei Conti, custode del denaro pubblico, ricorda a Mastrapasqua che l’Inps esiste per accompagnare la vecchiaia dei nostri padri e nonni, non per vessarli come un esattore. Mastrapasqua va dritto come un treno: pur assicurando attenzione “alle osservazioni del Magistrato”, conferma che farà come ha deciso. Il presidente del Collegio dei sindaci, Maria Teresa Ferraro, fa un ultimo tentativo: “Discutiamone prima con i ministeri vigilanti”. Mastrapasqua chiude la discussione: il mio documento non giustifica “allarmismi di qualsivoglia natura”, dice, e va bene così. Partono le 350 mila lettere, e chi ne ha la forza e la capacità fa ricorso. Magari gli uffici hanno sbagliato. Ma la cosa non interessa al presidente dell’Inps. “In tre anni che sono alla guida dei pensionati Cgil sono riuscita a vederlo solo una volta”, dice Carla Cantone, “e così non so come spiegargli che i pensionati vivono nella paura di questa lettera senza preavviso e senza possibilità di contraddittorio”. (See more at: http://<a href="http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente" target="_blank">www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A cura di Caterina Pernicon</strong> &#8211; Anche se non ve ne siete mai accorti, il giardiniere che cura i vostri gerani potrebbe essere Antonio Mastrapasqua. Più probabilmente è l’amministratore del vostro condominio. Perché il Super direttore dell’Inps e Vice presidente di Equitalia quasi certamente gode del dono dell’ubiquità. Infatti oltre alle 25 cariche note, dalla presidenza di Idea Fimit, la più grande società immobiliare italiana (con 9,5 miliardi di patrimonio e 23 fondi), alle molteplici poltrone nei collegi sindacali, ha anche un’altra serie d’incarichi. Da oltre dieci anni (agosto 2011) Mastrapasqua è direttore dell’Ospedale israelitico di Roma, un nosocomio con tre sedi, la più importante sull’isola Tiberina di fronte al Fatebenefratelli, dove “Mr Inps” deve far quadrare i conti. Ma come troverà il tempo? Tra un’analisi del sangue e un check up cardiaco? Non solo: da giugno dello stesso anno, il Super commercialista – uomo da un milione e duecento mila euro l’anno – è anche Amministratore unico della Litorale SpA, azienda per lo sviluppo economico turistico e occupazionale del litorale laziale. Quindi, oltre ai pensionati, i cattivi pagatori, le case e le cure, Mastrapasqua si occupa anche degli stabilimenti balneari e dei loro estivi frequentatori. Ma insomma, dove lo troverà tutto questo tempo? Tra l’altro, si sa, “Mr Inps” deve il suo fisico atletico alla frequentazione del circolo Canottieri Roma. Ha proprio tutte le carte in regola per diventare l’idolo delle donne-madri-lavoratrici che un’ora per la palestra se la sognano. Il nostro Super commercialista, invece, non solo si dedica allo sport ma si occupa anche della promozione di quello per i disabili, dal suo incarico di Vice presidente vicario e membro della giunta esecutiva dell’Enpsdi (Ente nazionale promozione sportiva disabili). Carica che mantiene addirittura dal 1992, parola di curriculum ufficiale pubblicato sul sito dell’Inps e di Equitalia. Non manca poi il tempo per gli amici: con Giampaolo Letta, figlio di Gianni (il grande regista della sua carriera nella Pubblica Amministrazione), va a fare jogging. Con Paolo Garimberti, presidente della Rai, si ritrova al circolo. Infine, nei ritagli di tempo – davvero non sappiamo quali – scrive anche articoli economico finanziari, che gli sono valsi il tesserino da giornalista pubblicista. Forse, l’idea del Super Inps è nata dopo l’attenta valutazione delle potenzialità ubique del Super presidente. &#8211; See more at: <a href="http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente" target="_blank">http://www.roccocipriano.it/wordpress/2012/04/05/inps-inps-hurra-il-padre-padrone-dellinps-antonio-mastrapasqua-adotta-il-metodo-equitalia-di-cui-e-ovviamente-vicepresidente</a></p>
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		<title>Calderoli: Kyenge sembra un orango. Napolitano indignato. Il Pd: lasci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 19:47:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare alle sembianze di un orango». È il pesante insulto lanciato dal vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, nei confronti del ministro dell&#8217;integrazione Cecile Kyenge. Parole che hanno suscitato reazioni indignate e richieste di dimissioni da parte di alcuni big del Partito democratico e di Nichi Vendola (Sel). Impressionato, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6080" aria-describedby="caption-attachment-6080" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="calderoli-kyenge-parlamentare" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calderoli-kyenge-parlamentare.jpg"><br />
<img decoding="async" class=" wp-image-6080  " title="Roberto Calderoli, Vicepresidente del Senato, lancia insulto al Ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calderoli-kyenge-parlamentare.jpg" alt="Roberto Calderoli, Vicepresidente del Senato, lancia insulto al Ministro dell'Integrazione Cecile Kyenge" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calderoli-kyenge-parlamentare.jpg 620w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calderoli-kyenge-parlamentare-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calderoli-kyenge-parlamentare-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calderoli-kyenge-parlamentare-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calderoli-kyenge-parlamentare-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6080" class="wp-caption-text">Roberto Calderoli, Vicepresidente del Senato, lancia insulto al Ministro dell&#39;Integrazione Cecile Kyenge</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">«<em>Quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare alle sembianze di un orango</em>». È il pesante insulto lanciato dal vicepresidente del Senato, il leghista <strong>Roberto Calderoli</strong>, nei confronti del ministro dell&#8217;integrazione <strong>Cecile Kyenge</strong>. Parole che hanno suscitato reazioni indignate e richieste di dimissioni da parte di alcuni big del Partito democratico e di <strong>Nichi Vendola</strong> (Sel). Impressionato, in negativo, anche il presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>, che fonti del Quirinale descrivono oggi «colpito e indignato» per l&#8217;episodio, che si aggiunge alle minacce via web a <strong>Mara Carfagna</strong> e all&#8217;incendio del <strong>liceo Socrate di Roma.</strong> Tre casi «che dimostrano tendenza all&#8217;imbarbarimento della vita civile», e che il presidente intende affrontare nel suo tradizionale incontro con la stampa del prossimo 18 luglio.</p>
<p><strong>L&#8217;attacco<br />
</strong>Calderoli, dal palco della festa del Carroccio a Treviglio, nel bergamasco, è tornato ad attaccare l&#8217;esponente del governo già fatta oggetto di attacchi da parte di esponenti leghisti in occasione della sua visita a Bergamo pochi giorni fa. «Fa bene a fare il ministro &#8211; ha dichiarato Calderoli dal palco &#8211; ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. È anche lei a far sognare l&#8217;America a tanti clandestini che arrivano qui». Poi gli insulti: «Io mi consolo quando navigo in Internet e vedo le fotografie del governo. Amo gli animali, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Letta: parole inaccettabili </strong><br />
&#8220;Le parole riportate oggi da organi di stampa e attribuite al senatore Calderoli nei confronti di Cecile Kyenge sono inaccettabili. Oltre ogni limite. Piena solidarietà e sostegno a Cecile. Avanti col tuo e col nostro lavoro&#8221;. Lo dichiara il presidente del Consiglio <strong>Enrico Letta </strong>in una nota.</p>
<p><strong>Boldrini: parole indegne per le istituzioni</strong><br />
&#8220;Solidarietà alla ministra Kyenge. Dal vicepresidente del Senato Calderoli parole volgari e incivili, indegne per le Istituzioni&#8221;. Lo scrive su twitter il presidente della Camera <strong>Laura Boldrini</strong> in merito alle offese del senatore leghista al ministro per l&#8217;Integrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Grasso: si scusi </strong><br />
«Non ci sono giustificazioni possibili alle offese che il vicepresidente del Senato Calderoli ha rivolto al ministro Cecile Kyenge». Così il presidente del Senato,</p>
<p style="text-align: justify;">in merito alle dichiarazioni del vicepresidente di Palazzo Madama Roberto Calderoli. «Come presidente del Senato mi auguro che il vicepresidente Calderoli si scusi ufficialmente e pubblicamente con il ministro Kyenge al più presto. A lei &#8211; aggiunge Grasso &#8211; va tutta la mia solidarietà e l&#8217;invito a proseguire nel suo eccellente lavoro con rinnovato entusiasmo».</p>
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		<title>&#8220;Pistola, Giacca e Cravatta&#8221; &#8211; di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 21:58:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli &#8211; www.grrg.eu Cari amici, di tanto in tanto su IL PARLAMENTARE.IT e sulle altre Testate Giornalistiche del Gruppo ComunicareITALIA fa capolino il Prof. Alessandro Corneli. In altri paesi del mondo per ascoltare un uomo come il &#8220;Prof.&#8221; pagherebbero oro colato. Noi, qui in Italia, abbiamo la fortuna di avere gratuitamente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5833" aria-describedby="caption-attachment-5833" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="alessandro-corneli (2)" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5833" title="alessandro-corneli (2)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli-2.jpg" alt="Il professore Alessandro Corneli" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli-2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5833" class="wp-caption-text">Il professore Alessandro Corneli</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Alessandro Corneli &#8211; <span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.grrg.eu" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.grrg.eu </span></a></span></strong></p>
<p>Cari amici, di tanto in tanto su IL PARLAMENTARE.IT e sulle altre Testate Giornalistiche del Gruppo ComunicareITALIA fa capolino il <strong>Prof. Alessandro Corneli</strong>. In altri paesi del mondo per ascoltare un uomo come il &#8220;Prof.&#8221; pagherebbero oro colato. Noi, qui in Italia, abbiamo la fortuna di avere gratuitamente le sue riflessioni e penso proprio che dovremmo profittrane per regalarci uno strumento culturale grazie al quale poter vedere le cose come sono per davvero. le analisi del <strong>Prof. Alessandro Corneli</strong> ci portano avanti ma lui non è un mago. E&#8217; un uomo geniale, dalla cultura così vasta da potersi permettere analisi utili a tutti noi per migliorare il nostro rapporto con la realtà economica, sociale e politica del nostro amatissimo Paese. Ecco la sia riflessione a proposito della sparatoria di Piazza Montecitorio. Poi&#8230;ditemi se non è vero. Vi suggerisco, inoltre, di mettere tra i suggeriti l&#8217;indirizzo della sua testata <span style="color: #0000ff;"><strong><a href="http://www.grrg.eu" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">www.grrg.eu</span></a> . </strong></span>F. G.</p>
<p><strong>Di Alessandro Corneli &#8211;</strong> Le prime radiocronache della Rai – gestite in modo professionale mediocre – erano ferme su due punti: gesto di uno squilibrato – in giacca e cravatta. Quindi: gesto isolato, non si tratta di un proletario (che in genere non usa giacca e cravatta secondo il cliché abituale e nemmeno un anarchico, senza cravatta ma con una sciarpa nera, secondo un altro cliché). Poi si è saputo che non è uno squilibrato ed è un proletario, ex muratore. Perso il lavoro in Piemonte, persa la moglie e il figlio, tornato al paese del Sud due anni e mezzo fa, ma prima – quattro anni fa – aveva comprato una pistola: un presentimento per i guai che gli sarebbero caduti addosso? Venti giorni fa, la decisione: sparare a qualche politico perché i politici non fanno nulla per aiutare chi perde il lavoro, e così via. Risentimento, rabbia, rimuginamenti, chiacchiere con altri disoccupati, videogiochi per evadere-sperare-sognare, forse debiti. Sullo sfondo, un clima politico incandescente di per sé e per come è rappresentato dai media.</p>
<p>Al procuratore aggiunto Gianfilippo Laviani, il “giustiziere”, Luigi Prieti, ha detto: “Ho deciso di fare tutto questo 20 giorni fa. Ho voluto fare un gesto eclatante in un giorno importante. Non odio nessuno in particolare ma sono disperato”. Da notare “eclatante”. Il neoministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha detto: “La  situazione generale dell’ordine pubblico nel Paese non desta preoccupazioni”.</p>
<p>Ma <strong>la politica si è subito appropriata della vicenda</strong>. Gianni Alemanno, sindaco di Roma in corsa per una conferma, ha detto: “E’ il gesto di un pazzo e di uno squilibrato ma non ci dobbiamo stupire<strong> </strong>quando si inveisce continuamente contro il ‘Palazzo’, come se fosse da abbattere”.</p>
<p>I capigruppo del M5S, Roberta Lombardi e Vito Crimi, hanno diffuso immediatamente una nota congiunta: “A nome di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle esprimiamo la nostra ferma condanna per il folle gesto di violenza perpetrato poco fa davanti a Palazzo Chigi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civile ai due Carabinieri in servizio ed al passante feriti. La democrazia non accetta violenza”. Sul suo blog, Beppe Grillo: “Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perché il nostro MoVimento non è assolutamente violento. Piena solidarietà alle forze dell’ordine e speriamo che sia un episodio isolato e rimanga tale”. Parole giuste, ma dopo “arrendetevi”, “siete circondati”, “ve ne dovete andare”, “resurrezione d Barabba” ed altro, il M5S dovrà dare segni tangibili di contribuire alla soluzione dei problemi. E non dimentichiamo che Grillo ha sempre sostenuto che il suo movimento impedisce l’esplosione della violenza.</p>
<p>Tralascio le altre, ovvie, prese di posizione politiche. Ma la coincidenza tra la cerimonia di giuramento del Governo e l’attentato è destinata ad assumere un valore simbolico.</p>
<p>Fin qui la cronaca, ma è probabile che verranno messe sotto accusa tutte le parole – dette o scritte più spesso urlate – che, insieme ai dati sull’economia e la situazione sociale, possono avere creato un <strong>clima di disperazione</strong> nel quale, come sempre accade, qualcuno passa ai fatti. Non sembrano esserci dubbi sul fatto che il Prieti abbia agito da solo, ma <strong>il rischio è che il suo gesto possa diventare il detonatore per gruppi estremisti</strong>.</p>
<p>Più in generale, a parte la crisi economica e sociale che sicuramente morde chi non riesce a difendersi (si pensi alle decine di imprenditori che si sono uccisi),<strong>è illusorio credere che venti anni di guerra politica</strong> (politica, non civile), di contrapposizione feroce tra i due schieramenti, spettacolarizzata e personalizzata finché si vuole, <strong>non lascino traccia e che basti una “grande alleanza”</strong>, voluta da un Capo dello Stato largamente apprezzato e giustificata con l’esito del voto, <strong>per calmare tutti gli animi, per tacitare le situazioni di sofferenza</strong>.</p>
<p>Dalla vicenda risulterà condizionato il discorso che Enrico Letta farà in Parlamento domani lunedì 29 aprile alla Camera e dopodomani al Senato. Da essa troverà <strong>una spinta per passare subito alle parole ai fatti</strong>. Ma ci sarà anche la controspinta di chi, non avendo il premier la bacchetta magica, chiederà tutto e subito, e di chi si confermerà nella convinzione che la “grande coalizione” non è la risposta adeguata.</p>
<p>Parallelamente si svolgerà una forte campagna politico-mediatica contro la violenza, a favore del dialogo e della democrazia. Si chiederà a tutti di abbassare i toni. Forse le notizie più drammatiche saranno presentate in modo più moderatamente drammatico. Come sappiamo, <strong>l’ombra della censura è l’autocensura</strong>.</p>
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		<title>Emma Bonino: Ministro degli Esteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 20:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[governo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5802" aria-describedby="caption-attachment-5802" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="emma-bonino-ministro" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emma-bonino-ministro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5802" title="emma-bonino-ministro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emma-bonino-ministro.jpg" alt="Emma Bonino - Ministro degli Esteri del Governo Letta" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emma-bonino-ministro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emma-bonino-ministro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emma-bonino-ministro-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5802" class="wp-caption-text">Emma Bonino - Ministro degli Esteri del Governo Letta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Nata a Bra nel 1948, si trasferisce molto giovane a Milano. Qui frequenta la facolta&#8217; di Lingue e Letterature straniere all&#8217;Universita&#8217; Bocconi, dove si laurea nel 1972.</p>
<p style="text-align: justify;">Entra in politica giovanissima e nel 1976, a 28 anni, viene eletta alla Camera dei Deputati con il Partito Radicale. Tre anni dopo l&#8217;arrivo alla Camera, nel 1979, viene eletta al Parlamento europeo. Nel 1989 diviene presidente del Partito Radicale Transnazionale, carica che ricopre fino al 1993. Da sottolineare come nel 1991 la Camera dei Deputati italiana approva una mozione a sua prima firma che impegna il governo a impedire la proliferazione delle armi convenzionali e in particolare delle mine antiuomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1993, anno in cui incontra per la prima volta il Dalai Lama, Bonino assume la carica di segretario del Partito Radicale, mentre nel 1994 e&#8217; eletta in Parlamento con il Polo delle Liberta&#8217; E&#8217; invece del gennaio 1995 la nomina a Commissario europeo per gli aiuti umanitari, la politica dei consumatori e la pesca, su indicazione del governo guidato da Silvio Berlusconi. A distanza di due giorni dall&#8217;insediamento, vola nella ex Jugoslavia, denunciando l&#8217;impotenza dell&#8217;Europa e il disinteresse dell&#8217;ONU rispetto alla cronicizzazione della guerra nei Balcani e alla pulizia etnica in corso. Bonino lascera&#8217; l&#8217;incarico di Commissario nel 1999. Nello stesso anno ha partecipato alle elezioni europee con una lista che portava il suo nome ottenendo l&#8217;8,5% dei voti e diventando la quarta forza politica nazionale. Risultato non replicato alle elezioni politiche del 2001. Dopo la debacle, si trasferisce al Cairo per poi tornare al Parlamento Europeo nel 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornera&#8217; in Parlamento nel 2006 quando si candidera&#8217; con la lista della Rosa nel Pugno, un partito nato dall&#8217;unione di Radicali Italiani e Socialisti Democratici Italiani. Lo stesso anno viene nominata ministro delle Politiche Europee e del Commercio internazionale del governo Prodi II. Capolista del Partito Democratico in Piemonte alle elezioni politiche del 2008, viene eletta al Senato di cui sara&#8217; vicepresidente.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; invece del 2010 il tentativo di conquistare la Regione Lazio. Appoggiata dal Partito Radicale e dal Pd, perdera&#8217; la corsa alla Pisana contro la candidata del centrodestra, Renata Polverini. ASCA</p>
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