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	<title>leoluca orlando &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Ingroia contro Berlusconi e Monti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 20:42:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ASCA &#8211; Alla fine, Antonio Ingroia non pronuncia la fatidica frase &#8221;Mi candido&#8221; che tutta l&#8217;affollata platea del Teatro Capranica si attendeva dopo un&#8217;ora e mezza di ragionamenti sulla crisi della politica italiana e sulla necessita&#8217;, come l&#8217;ha definita, di &#8221;una rivoluzione civile&#8221;. Si e&#8217; limitato a dire che lui un primo passo l&#8217;ha fatto [&#8230;]]]></description>
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<p>ASCA &#8211; Alla fine, Antonio Ingroia non pronuncia la fatidica frase &#8221;Mi candido&#8221; che tutta l&#8217;affollata platea del Teatro Capranica si attendeva dopo un&#8217;ora e mezza di ragionamenti sulla crisi della politica italiana e sulla necessita&#8217;, come l&#8217;ha definita, di &#8221;una rivoluzione civile&#8221;. Si e&#8217; limitato a dire che lui un primo passo l&#8217;ha fatto firmando per primo l&#8217;appello &#8221;Io ci sto&#8221;, ora attende che siano in molti a impegnarsi con lui. A iniziare da alcuni personaggi come Maurizio Landini, segretario della Fiom, don Luigi Ciotti, promotore dell&#8217;associazione antimafia Libera, Salvatore Borsellino (fratello di Paolo, il giudice ucciso dalla mafia). La platea ha applaudito molti dei passaggi del discorso di Ingroia, soprattutto quelli contro Berlusconi e contro Monti. Il giudice ha dato sicuramente piu&#8217; spazio al bisogno di moralita&#8217; di cui ha bisogno l&#8217;Italia ma non ha risparmiato critiche &#8221;a un governo di professori che hanno dimenticato di fare i professori e di investire su scuola e formazione&#8221; smantellando alcune conquiste dello Stato sociale.</p>
<p>In platea c&#8217;erano, oltre ad alcune associazioni della societa&#8217; civile, i leader di alcuni partiti: Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando (Idv), Angelo Bonelli (Verdi), Paolo Ferrero (Rifondazione comunista), Luigi De Magistris (sindaco di Napoli e leader del movimento arancione). Non devono aver apprezzato il passaggio del discorso di Ingroia che ha chiesto loro di fare &#8221;un passo d&#8217;incontro&#8221;, se non addirittura un passo indietro, pur partecipando e collaborando alla nascita di un nuovo polo della politica italiana. E forse non e&#8217; piaciuto del tutto alla platea, pur anti-governo Monti, un discorso che e&#8217; partito dal rispetto della Costituzione e della legalita&#8217; e non dalle questioni del lavoro e della trasformazione sociale anche se ha criticato il liberismo che ha ispirato il &#8221;governo dei professori&#8221;.</p>
<p>Ingroia ha subito spiegato con un comunicato: &#8221;Smentisco totalmente questa interpretazione, non c&#8217;e&#8217; nessuna rottamazione di Di Pietro. Quando ho detto che c&#8217;e&#8217; bisogno di fare un passo indietro, mi riferivo al fatto che bisogna mettere ai primi posti le componenti della societa&#8217; civile e che non ci deve essere nessun simbolo di partito&#8221;.</p>
<p>Non a tutta la platea e&#8217; piaciuto infine l&#8217;invito a Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, per un confronto &#8221;senza pregiudiziali&#8221;. I rapporti con il centrosinistra di Bersani e Nichi Vendola resta un nodo irrisolto di questo potenziale nuovo polo politico. Forse una risposta verra&#8217; gia&#8217; domani, a conclusione dell&#8217;assemblea al Teatro Quirino, nella quale si ritroveranno i firmatari dell&#8217;appello &#8221;Cambiare si puo&#8221; che fanno parte dell&#8217;ala piu&#8217; di sinistra dell&#8217;area che vorrebbe Ingroia capolista di una partecipazione comune alle elezioni (dal movimento Alba promosso da Paul Ginzsborg e Marco Revelli ala Federazione della sinistra di Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto). Questa componente chiede la massima autonomia e nessun apparentamento col centrosinistra di Bersani e Vendola di cui critica il tiepido distacco dalle politiche del governo Monti.</p>
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