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	<title>legge &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>&#8220;Corigliano-Rossano&#8221;: approvata la legge per la fusione dei due comuni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2018 22:02:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Giornata di ieri è stata una giornata da incorniciare, una giornata da ricordare con il pallino rosso sul calendario, ha visto in Consiglio Regionale l’approvazione della Legge dell’On. Giuseppe Graziano, Legge n° 182/10^, Legge sulla fusione dei due comuni di Corigliano Rossano. Difatti, con l’approvazione della Legge n°182/10^ ieri è nata una nuova realtà una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div title="Page 1">
<figure id="attachment_12979" aria-describedby="caption-attachment-12979" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corigliano-rossano-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12979" alt="Uniti i Comuni di Corigliano e Rossano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corigliano-rossano-2.jpg" width="700" height="443" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corigliano-rossano-2.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corigliano-rossano-2-300x189.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corigliano-rossano-2-426x270.jpg 426w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12979" class="wp-caption-text">Uniti i Comuni di Corigliano e Rossano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La Giornata di ieri è stata una giornata da incorniciare, una giornata da ricordare con il pallino rosso sul calendario, ha visto in <strong>Consiglio Regionale</strong> l’approvazione della <strong>Legge dell’On. Giuseppe Graziano</strong>, Legge n° 182/10^, Legge <strong>sulla fusione dei due comuni di Corigliano Rossano</strong>. Difatti, con l’approvazione della Legge n°182/10^ <strong>ieri è nata una nuova realtà una nuova grande città</strong>, ieri <strong>è nata</strong> <strong>CORIGLIANO ROSSANO</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, un giorno storico, un giorno che giustamente andava festeggiato, con le Istituzioni che dal 31 marzo 2018, dovranno affiancare il commissario prefettizio, anche se, nella seduta consiliare di ieri si è parlato della possibilità di avere una triade prefettizia, ossia, ben tre commissari prefettizi che affiancheranno i due sindaci attuali, <strong>Giuseppe Geraci</strong> e <strong>Stefano Mascaro</strong>. Nella seduta Consiliare di ieri, sono emersi altri punti importanti, altri emendamenti, che sono stati approvati a maggioranza di voto dai consiglieri presenti, come ad esempio la mozione n° 13, presentata dall’<strong>On. Franco Sergio</strong>, che parlava del ritorno nella nuova e costituenda Città del Tribunale, presidio di giustizia che ci è stato ingiustamente strappato da parte delle Istituzioni Nazionali. Ci sono state nella seduta pomeridiana di ieri, durata oltre 3 ore, molteplici interventi e mozioni presentate dai vari Consiglieri Regionali, alcune approvate, altre respinte, come ad esempio la mozione presentata dall’<strong>On. Gianluca Gallo</strong>, che prevedeva l’ampliamento dei contributi per l’espansione territoriale. Nella lunga seduta, hanno preso la parola anche gli <strong>On.li Orlandino Greco</strong>, il quale, <strong>ha mostrato chiaramente il suo disappunto sulla fusione</strong> della nuova nascente città, mettendo in luce solo le ombre e le preoccupazioni per le realtà che intendono fondersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ancora, ha preso la parola <strong>l’On. Bevacqua</strong>, il quale ad onore del vero ha fatto un discorso favorevole alla nascita sullo Ionio di questa nuova terza città della Calabria, anche se, sempre <strong>a dovere della verità</strong>, <strong>in tutta la campagna referendaria nessun consigliere Regionale è venuto sul territorio a sponsorizzare la fusione</strong>, oppure, parlare dei tanti vantaggi che avrebbe creato la nascita della Città più grande della stessa provincia di Cosenza. Il solo Consigliere Regionale, che si è speso sul territorio è stato l’On. Giuseppe Graziano, il quale, non solo ha portato la Legge n° 182°10^ in Consiglio Regionale per essere votata ed approvata, ma si è anche speso sul territorio parlando direttamente ai cittadini ed ai comitati degli enormi vantaggi che avrebbe portato la nascita di una Città di 80.000 abitanti.  A questo punto stiamo procedendo davvero spediti <strong>Noi comitati cittadini CO RO</strong> e continueremo a vigilare e lavorare sin da subito, affinché Corigliano Rossano sia anche una bella ed unica realtà sociale, che sia anche una speranza per i tanti giovani costretti, ancora ad emigrare per trovare un lavoro e formare una nuova famiglia, perché, <strong>la nostra Regione ancora oggi non è in grado di dare un lavoro ed una speranza ai nostri tantissimi giovani</strong>, che ci lasciano, e che solo una minima percentuale riesce a ritornare ed integrarsi nella propria terra natia, colpa, anche dei nostri poco lungimiranti e preparati politici regionali, (Purtroppo).</p>
<div title="Page 2">
<p style="text-align: justify;">Ora, si riparte da zero, speriamo quindi, che le nuove generazioni abbiano un futuro diverso, dettato anche da <strong>una nuova politica, che pensi al sociale ed ai tanti problemi reali della nostra amata regione</strong>, che sappia dettare, d’ora in poi, i tempi dello sviluppo del territorio non solo di Corigliano Rossano ma ancora più ampi, si pensi alla grande piana della Sibaritide, ma anche dell’intera Calabria. <strong>Dal prossimo 31 di marzo</strong> quindi, <strong>nascerà il nuovo comune Corigliano-Rossano</strong>. Siamo <strong>tutti quanti NOI soddisfatti</strong>, perché questa volta è stata davvero data priorità al volere delle due cittadinanze che con il voto referendario del 22 ottobre scorso si erano già espresse, in modo chiaro ed inequivocabile, a favore di questo nuovo processo di rilancio, crescita e soprattutto speranza per il territorio, per i cambiamenti, che, se vogliamo tutti NOI cittadini, tutti assieme, possiamo realizzarli, come abbiamo appena visto con la Fusione, la politica ha tempi lunghi, quasi biblici, ma se il popolo si sveglia e si muove i risultati non tardano ad arrivare ed arrivano anche velocemente. Non è passata la linea di chi, al contrario, avrebbe voluto tempi lunghi, altri tentennamenti e magari portare questa idea lungimirante e certamente molto coraggiosa verso il dimenticatoio. (2021)</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle prossime settimane, con l’unificazione degli uffici e dei servizi, si inizierà a creare anche il tessuto politico-istituzionale che comporrà la nuova Città. Ecco perché dobbiamo lavorare NOI tutti, in modo sinergico per non giungere impreparati all’appuntamento elettorale. Non fa paura, infatti, la mole di lavoro che si prospetta per garantire alla nascente municipalità gli strumenti di gestione della macchina burocratica e dei servizi, bensì il rischio di non riscontrare nella politica quella giusta dose di responsabilità necessaria per governare la nuova Città. Ora, dopo l’approvazione della Legge, in Consiglio Regionale per l’approvazione definitiva, vengono meno anche gli ultimi pretesti per tentare il sabotaggio di questo progetto che cambierà di sicuro il futuro di questo territorio. <strong>Adesso, bisogna lavorare tutti NOI insieme in un’unica direzione</strong>. Con l’ultimo passaggio di ratifica avvenuto in Consiglio Regionale avremo ognuno di NOI la responsabilità di costruire il futuro di questa realtà municipale, carica di sogni e aspettative. Inizieremo da subito, non lasciando nulla al caso, vogliamo che i nostri cittadini, si sentano sicuri, in quanto, l’osservatorio che nascerà a breve, vigilerà sulla fusione ed i suoi effetti, iniziando il suo lavoro dalla prossima settimana, incontrando uno ad uno tutti i singoli candidati e le forze politiche presenti sul territorio, o che verranno candidati sul nostro territorio, per avere un confronto dialettico ed aperto, sulle tematiche a NOI care, per non lasciare più nessuna delega in bianco, ma devono essere deleghe pesanti date da NOI tutti.</p>
<div title="Page 3">
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<p style="text-align: justify;">Comitati CO RO</p>
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		<title>Polonia, Ue avvia procedura infrazione contro la legge imbavaglia-giudici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 17:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Si allarga sempre di più la faglia tra l&#8217;Unione europea e la Polonia, ai ferri corti da settimane su una riforma che minaccia di mettere il sistema giudiziario sotto il controllo del governo. La Commissione Ue, come promesso, ha lanciato formalmente la procedura di infrazione annunciata il 26 luglio, non appena la Gazzetta ufficiale polacca [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12492" aria-describedby="caption-attachment-12492" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Andrzej-Duda-Presidente-della-Polonia.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12492" alt="Andrzej Duda Presidente della Polonia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Andrzej-Duda-Presidente-della-Polonia.jpg" width="1000" height="702" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Andrzej-Duda-Presidente-della-Polonia.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Andrzej-Duda-Presidente-della-Polonia-300x210.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Andrzej-Duda-Presidente-della-Polonia-384x270.jpg 384w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12492" class="wp-caption-text">Andrzej Duda Presidente della Polonia</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Si allarga sempre di più la <strong>faglia tra l&#8217;Unione europea e la Polonia</strong>, ai ferri corti da settimane su una riforma che minaccia di mettere il sistema giudiziario sotto il controllo del governo. La Commissione Ue, come promesso, ha lanciato formalmente la procedura di infrazione annunciata il 26 luglio, non appena la Gazzetta ufficiale polacca ha pubblicato una delle leggi contestate.</p>
<div style="text-align: justify;">La norma in questione dà al ministro della Giustizia il potere discrezionale di prolungare il mandato dei giudici in età pensionabile e di nominare o revocare i presidenti dei tribunali, elementi che per Bruxelles «ne minano l&#8217;indipendenza» consentendo al governo di «esercitare un&#8217;influenza sui giudici». Criticata anche la disparità di genere, con le donne mandate in pensione a 60 anni e gli uomini a 65.</div>
<p style="text-align: justify;">Ora Varsavia ha un mese di tempo per rispondere ma se le cose andranno come nel recente passato, dal governo polacco non arriverà alcuna apertura. Peraltro <strong>Jaroslaw Kaczynski</strong>, il leader del Pis, il partito nazionalista di destra al potere nel Paese, ha già fatto sapere nei giorni scorsi che la riforma della giustizia andrà avanti. Criticando <strong>il presidente Andrzej Duda</strong> per avere posto il veto su altre due leggi, che mettono nel mirino dell&#8217;esecutivo il Consiglio nazionale della magistratura e la Corte suprema.</p>
<p>È su quest&#8217;ultima che Bruxelles ha tracciato la sua linea rossa: se il governo di Beata Szydlo cercherà di aggirare il veto per ottenere il potere di allontanare i giudici dell&#8217;Alta corte, partirà subito la procedura per attivare le sanzioni più gravi previste dall&#8217;articolo 7 dei Trattati, con la sospensione del diritto di voto al Consiglio. Arma spuntata in partenza, tuttavia, per l&#8217;opposizione annunciata dell&#8217;Ungheria, anche lei in rotta di collisione con Bruxelles. Per far scattare l&#8217;art. 7 è infatti necessaria l&#8217;unanimità degli Stati dell&#8217;Ue.</p>
<p>Il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans, che segue il dossier, ha lamentato più volte la mancata volontà di dialogo da parte di Varsavia. Ora ha scritto di nuovo al ministro degli Esteri per reiterare l&#8217;invito a fare ripartire «quanto prima» le comunicazioni. Se la Polonia resterà in silenzio, tra un mese la procedura di infrazione potrebbe passare alla fase successiva, con una nuova lettera. Poi si finirà davanti alla Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Messaggero</p>
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		<title>Il Futuro del Pubblico Ministero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2013 17:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Futuro del Pubblico Ministero &#8211; 7 giugno 2013 Editoriale Video Roberto Ormanni Direttore de Il Parlamentare.it]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Futuro del Pubblico Ministero &#8211; 7 giugno 2013</p>
<p>Editoriale Video Roberto Ormanni<br />
Direttore de Il Parlamentare.it</p>
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		<title>Cristiana Zoncu sul valore della Legalità: Non siete “Stato” voi!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 20:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre l’ex ministro Ponzo fa il suo ingresso a testa bassa nell’aula di tribunale c’è un silenzio pregno di significato. Qualcuno sorride sommessamente ricevendo gomitate dai vicini, altri scuotono la testa contriti. Quel filo che mantiene la spada di Damocle in perfetto equilibrio sulla testa dell’uomo, viene reciso di colpo. Il giudice non fa preamboli, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4773" aria-describedby="caption-attachment-4773" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Il-Parlamento-Italiano" href="https://ilparlamentare.it/2012/06/cristiana-zoncu-sul-valore-della-legalita-non-siete-stato-voi/il-parlamento-italiano/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4773" title="Il-Parlamento-Italiano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano.jpg" alt="Il Parlamento Italiano" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano-455x270.jpg 455w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4773" class="wp-caption-text">Il Parlamento Italiano</figcaption></figure>
<p style="text-align: left;">Mentre <strong>l’ex ministro Ponzo</strong> fa il suo ingresso a testa bassa nell’aula di tribunale c’è un silenzio pregno di significato. Qualcuno sorride sommessamente ricevendo gomitate dai vicini, altri scuotono la testa contriti. Quel filo che mantiene la spada di Damocle in perfetto equilibrio sulla testa dell’uomo, viene reciso di colpo.<br />
Il giudice non fa preamboli, non argomenta la propria decisione. Annuncia solo con semplice solennità la parola “Colpevole”. Ad appena due giorni dalle dimissioni del ministro, il processo termina in un boato di applausi, di foto, di fischi. Qualche uomo fuori dall’aula si abbraccia, altri alzano i pugni in segno di vittoria, una voce su tutte esplode: “Tu sei solo il primo!”.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/06/cristiana-zoncu-sul-valore-della-legalita-non-siete-stato-voi/la-giustizia/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4769" title="La-giustizia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-giustizia.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-giustizia.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-giustizia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-giustizia-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-giustizia-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-giustizia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><br />
<strong>Fabio Ponzo</strong>, in carica da due anni, ha accettato con pacata sottomissione la sentenza, rimanendo in silenzio anche quando gli agenti della polizia penitenziaria hanno chiuso le manette intorno ai suoi polsi. «<em>Può dunque dirsi “giusta” una società al cui interno il meccanismo regolatore delle controversie e dei conflitti risulta pressoché inceppato?</em>» si può leggere nel Rapporto Italia ’90. Ponzo sapeva a cosa andava incontro quando ha comprato ventidue mega-appartamenti in giro per il mondo utilizzando i soldi del partito? E quel suo nome, spuntato per caso nelle intercettazioni telefoniche per lo scandalo del calcio-scommesse? O ancora una partita di droga misteriosamente comparsa nel bilancio annuale del ministro&#8230; a nulla sono valse le giustificazioni, a nulla è servito il sostegno degli altri partiti. E quella frase, pronunciata poco prima delle dimissioni ufficiali: “Io non sono che la punta di un iceberg”, lascia ancora un senso di sconforto, l’amaro in bocca. Le maggiori testate giornalistiche hanno parlato di “segreto di Pulcinella”, considerando la corruzione e la torbidezza del mondo politico un dominio pubblico.<br />
Eppure, il 13 giugno 1992, nella veglia di preghiera per <strong>Falcone</strong> la gente del popolo pronunciò con fierezza queste parole «<em>Ci impegniamo a non adeguarci al malcostume corrente, prestandovi tacito consenso, perché “così fan tutti”</em>». Le persone hanno il diritto di sapere che “legalità” non è una parola priva di significati concreti e pregnanti, e hanno il dovere di combattere la corruzione che dilaga nel Paese «<em>L’ inosservanza della legge è abitudine, costume. Non fa notizia. Non desta scalpore né scandalo.</em>», eppure talvolta necessitiamo di casi eclatanti come questo per renderci conto del pessimo traguardo che abbiamo raggiunto.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-4770" title="giustizia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giustizia1.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giustizia1.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giustizia1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giustizia1-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giustizia1-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giustizia1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" />Il confine tra legalità e illegalità</strong> risulta ormai mera illusione, non esiste limite invalicabile, non c’è più giusto o ingiusto. Spesso ci si arroga il diritto di trasgredire la legge con l’unico scopo di adeguarsi alla massa, ottenendo in cambio tacita approvazione. Non è una novità che autorità e personaggi dello show-business operino in modo del tutto illegale, utilizzando questi metodi per aumentare la propria popolarità. Illegale è sinonimo di affascinante, ingiusto è sinonimo di seducente. Questa volta ad essere finito sotto i riflettori è stato un uomo che rivestiva una carica politica, ministro della giustizia. E se davvero lui non è che la punta dell’iceberg, è in crisi la sicurezza che si da’ tanto per scontata. «<em>Tutti si sentiranno legittimati a vivere calpestando i diritti degli altri.</em>» dichiarava Gherardo Colombo, parlando di una società priva di principi fondamentali di legalità, si hanno le prove tangibili che la mela è marcia dall’interno, lo Stato è corrotto, il Paese vuole giustizia. I politici e la politica necessitano di controlli approfonditi, la fiducia si sta dissolvendo. Fuori dal tribunale, un manipolo di ragazzi. Indossano una maglia bianca e su di essa, a lettere cubitali, un grido stampato in rosso:<br />
“<strong><em>Non siete Stato voi ! </em></strong>”</p>
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