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	<title>Legge elettorale &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Parlamentari e legge elettorale: scintille Brunetta-Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 18:38:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Matteo Salvini,&#160;in un intervento fatto questa mattina, ha dichiarato che &#8220;la stragrande maggioranza dei parlamentari attualmente ha come unico orizzonte temporale il proprio collegio a marzo 2023&#8221;. Il leader del Carroccio ha riferito anche di aver &#8220;portato la questione anche al tavolo di Berlusconi, perché la voglia di proporzionale, di confusione e di mandare la [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini.jpg" alt="" class="wp-image-15943" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Renato Brunetta e Matteo Salvini</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Matteo Salvini</strong>,&nbsp;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/no-ai-centrini-s-maggioritario-salvini-compatta-centrodestra-1985630.html">in un intervento fatto questa mattina</a>, ha dichiarato che &#8220;la stragrande maggioranza dei parlamentari attualmente ha come unico orizzonte temporale il proprio collegio a marzo 2023&#8221;. Il leader del Carroccio ha riferito anche di aver &#8220;portato la questione anche al tavolo di Berlusconi, perché la voglia di proporzionale, di confusione e di mandare la palla in tribuna da parte di qualcuno c&#8217;è. Mi riferisco ai grandi centri, ai centroni, ai centrini e ai centretti&#8230; C&#8217;è bisogno di chiarezza&#8221;.&nbsp;<strong>Renato Brunetta</strong>, ministro della Pubblica amministrazione, in serata ha commentato le parole di Matteo Salvini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Dalla mia esperienza di questi otto mesi di governo non posso che dare un giudizio straordinariamente positivo del lavoro dei <strong>parlamentari </strong>tutti, sia di maggioranza che di opposizione&#8221;, ha ribattuto Renato Brunetta. Il ministro azzurro ha poi aggiunto: &#8220;Tutti i decreti legge, tutta l&#8217;attività del governo, è stata dal Parlamento recepita e valorizzata con grande senso di responsabilità e con grande qualità&#8221;. Quindi, Brunetta ha sottolineato che questo è stato possibile &#8220;grazie al lavoro, lo ripeto ancora una volta, di tutti i parlamentari, che, evidentemente, si preoccupano più della loro responsabilità nei confronti del Paese, che del loro seggio e di questo ne va dato atto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema della riforma elettorale, Renato Brunetta ha dichiarato che &#8220;da presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera ho voluto fermamente il&nbsp;<strong>Rosatellum</strong>. Dichiaro in ogni caso, però, che le leggi elettorali sono figlie del momento storico e del momento politico in cui vengono decise&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema è intervenuta anche la senatrice <strong>Fiammetta Modena</strong>, sempre del gruppo di Forza Italia: &#8220;Credo che sarebbe ora di smetterla di insultare i parlamentari che stanno lavorando a pieno ritmo: hanno una visione che è quella del Governo Draghi, lo sostengono con il proprio voto e soprattutto con il proprio lavoro in Parlamento. Non serve a niente e a nessuno continuare a denigrarli, descriverli come inutili soggetti che pensano solo a se stessi, alla sopravvivenza&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte IlGiornale.it di Francesca Galici</p>
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		<title>Salvini: nuova legge elettorale? questa, con premio maggioranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 21:16:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Noi andremo da Mattarella proponendoci come forza di governo. Non chiediamo il voto per tornare a votare ogni 15 giorni”, ma “ovviamente non ne abbiamo paura”. Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, per il quale occorre “applicare un premio di maggioranza all’attuale legge elettorale”. “L’unico modo per non prendere in giro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13177" aria-describedby="caption-attachment-13177" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13177" alt="matteo salvini lega nord" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini2.jpg" width="770" height="433" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini2.jpg 770w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini2-480x270.jpg 480w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13177" class="wp-caption-text">Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">“Noi andremo da <strong>Mattarella</strong> proponendoci come <strong>forza di governo</strong>. Non chiediamo il voto per tornare a votare ogni 15 giorni”, ma “ovviamente non ne abbiamo paura”. Lo ha detto il leader della Lega Nord, <strong>Matteo Salvini</strong>, per il quale occorre “applicare un <strong>premio di maggioranza</strong> all’attuale legge elettorale”.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’unico modo per non prendere in giro gli italiani e fare veloce – ha detto Salvini a margine di una iniziativa a Modena – è applicare un premio di maggioranza all’attuale legge elettorale cosa che già proponemmo e il Pd rifiutò perché probabilmente fiutava l’aria. Quelli che dicono ‘cambiamo la Costituzione, inventiamoci una nuova legge elettorale’ è perché, in realtà vogliono tirare a campare per due anni. Se di nuova legge elettorale si tratta bisogna prendere questa e nell’arco di una settimana aggiungere un premio di maggioranza per la coalizione vincente, ed è l’unico modo per fare in fretta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Askanews</p>
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		<title>Pd: Emiliano, decisionismo Renzi delude</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 13:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano, &#8220;era essenziale redigere le liste attraverso un sistema trasparente, e che avesse consentito ai circoli, ai segretari provinciali, alle segreterie regionali, alle direzioni regionali, di dire la loro&#8221;. &#8220;Ovviamente &#8211; ha detto Emiliano all&#8217;ANSA &#8211; capisco che con questa nuova legge elettorale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12974" aria-describedby="caption-attachment-12974" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12974" alt="michele-emiliano-presidente-regione-puglia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12974" class="wp-caption-text">Il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Per il <strong>presidente della Regione Puglia</strong> e <strong>leader di Fronte democratico</strong>, <strong>Michele Emiliano</strong>, &#8220;era essenziale redigere le liste attraverso un sistema trasparente, e che avesse consentito ai circoli, ai segretari provinciali, alle segreterie regionali, alle direzioni regionali, di dire la loro&#8221;. &#8220;Ovviamente &#8211; ha detto Emiliano all&#8217;ANSA &#8211; capisco che con questa nuova legge elettorale tutto questo era molto complicato. Però nel momento in cui il segretario, anche con un decisionismo che io non condanno, ha preso in mano totalmente la situazione, si è assunto una responsabilità enorme che ha determinato delusioni un po&#8217; ovunque&#8221;. &#8220;Questo, ovviamente, all&#8217;inizio della campagna elettorale &#8211; ha rilevato Emiliano &#8211; determina grandi difficoltà che noi sui territori cerchiamo di correggere&#8221;.&#8221;In questo momento &#8211; ha proseguito &#8211; come sempre accade quando si compilano le liste, <strong>c&#8217;è un gran numero di persone deluse dall&#8217;estromissione o dal non essere nel posto dove avrebbero voluto essere</strong>. Questo è assolutamente fisiologico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>Matteo Renzi spinge per legge elettorale entro luglio &#8220;o ci si ferma&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 19:22:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[La legge elettorale va fatta entro luglio, altrimenti non si fa più e si va a votare con il sistema attuale che prevede, al Senato, le preferenze e lo sbarramento all’8%. Matteo Renzi ne è convinto e lo va ripetendo a chi ci parla in queste ore. L’obiettivo non è votare a settembre-ottobre, cosa che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11462" aria-describedby="caption-attachment-11462" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11462" alt="Matteo Renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi1.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi1-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11462" class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La legge elettorale va fatta entro luglio, altrimenti non si fa più e si va a votare con il sistema attuale che prevede, al Senato, le preferenze e lo sbarramento all’8%. Matteo Renzi ne è convinto e lo va ripetendo a chi ci parla in queste ore. L’obiettivo non è votare a settembre-ottobre, cosa che secondo il segretario Pd pure sarebbe possibile senza finire in esercizio provvisorio (“Votano Germania e Austria”, ripete da giorni), ma appunto evitare che la riforma elettorale finisca su un binario morto e si debba andare a elezioni con il meccanismo uscito dalle sentenze della Consulta. Andare oltre l’estate, è il ragionamento del leader Pd, significherebbe sovrapporre il dibattito sulla legge elettorale alla sessione di bilancio, con il rischio di non riuscire ad approvare un nuovo sistema di voto prima delle elezioni, che a scadenza naturale saranno nella prossima primavera.</p>
<p style="text-align: justify;">Le accuse di inciucio arrivate dopo le voci di una possibile intesa con Fi sul modello tedesco non preoccupano Renzi, il segretario Pd a chi ci ha parlato ha ripetuto la battuta fatta già in passato: “Mi sembra come ‘Cara ti amo’, la canzone di ‘Elio e le storie tese&#8217;”. Un testo che parla di una fidanzata che dice sempre il contrario di quello che propone il fidanzato. In questo caso, ovviamente, Renzi e il Pd sarebbero nella parte del fidanzato che viene sempre stoppato, anche quando prova ad assecondare la precedente richiesta della compagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Fare presto, insiste Renzi nei suoi colloqui, non vuol dire affatto voler andare a votare, non è questo l’obiettivo del Pd, anche se il tema “esiste” e la scadenza della legge di bilancio non sarebbe un ostacolo. Ma il punto è, come detto, un altro: evitare lo stallo sulla legge elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ragionamento che l’ex premier va ripetendo sulla legge elettorale, e che farà martedì prossimo in direzione, è semplice: per approvarla ci vogliono i numeri, il Rosatellum rischia di non passare al Senato e dunque bisogna verificare esattamente la posizione delle varie forze politiche, sapendo che se poi il Rosatellum non passa ci si ferma lì, non ci sarebbero i tempi per ricominciare da capo per l’ennesima volta su un nuovo testo. Un modo per dire che non è il caso di dividersi tra tedesco e Rosatellum se si vuole fare la riforma.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo Renzi vuole incontrare tutti i partiti prima della direzione Pd del 30: al parlamentino del partito il segretario vuole presentare la fotografia della situazione. L’idea è, appunto, quella di proporre di andare avanti con il testo base votato ieri alla Camera, a meno che non emergano quelle che il le</p>
<p style="text-align: justify;">ader Pd chiama “novità sconvolgenti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Renzi, però, chiarirà in direzione che a suo giudizio la differenza tra il Rosatellum e il tedesco non è poi così grande come qualcuno racconta: le schede di voto sono simili, in entrambi i casi metà dei parlamentari sarebbero eletti nei collegi uninominali e l’unica vera variabile sarebbe il meccanismo di distribuzione dei seggi, totalmente proporzionale nel tedesco e maggioritario per metà nel Rosatellum. Una differenza che comunque, è convinto Renzi, non garantisce la certezza di avere un vincitore e “il tema della larga intesa dopo il voto ci sarebbe comunque”.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, se si vuole portare a casa la legge elettorale non ha senso fare guerre di religione tra Rosatellum e sistema tedesco, perché il problema di fare larghe intese dopo il voto esiste con entrambi i sistemi. Lo stesso vale con l’Italicum corretto, che prevede un premio solo se si supera il 40%: sopra quella soglia, ricorda Renzi ai suoi interlocutori, anche col proporzionale alla tedesca si ha quasi la certezza di una maggioranza, perché “l’unico modo per evitare le larghe intese è il ballottaggio…”. Dunque “bisogna evitare la sindrome ‘Cara ti amo’, cioè la tentazione di dire no a qualunque sistema venga proposto, se si vuole arrivare a un risultato. “Gli stessi che mi hanno accusato di deriva autoritaria perché avevo messo il ballottaggio ora dicono che voglio l’inciucio”, è il commento di Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Renzi, secondo quanto viene riferito, non dispera che un’intesa si trovi, anche perché il mantenimento del sistema attualmente in vigore non conviene quasi a nessuno, tranne proprio il Pd. Se entro luglio non si fa la legge, è il convincimento del leader democratico, si andrà a votare col meccanismo emerso dalle sentenze della Corte costituzionale, magari ritoccato con un decreto appena prima che le Camere vengano sciolte: correzioni “tecniche”, come quelle sulla parità di genere o sulla dimensioni dei collegi, che certo non potrebbero riguardare temi prettamente politici come la soglia di sbarramento o le preferenze. E la soglia di sbarramento, ricorda Renzi perfidamente, al Senato è all’8% (“La cambierei col premio di maggioranza sopra il 40%”, ha detto ai suoi tra il serio e il faceto). Quanto alle preferenze, il leader Pd non le teme ma è convinto che non vadano bene a M5s, “visto che molti suoi leader sono stati eletti con pochi voti sul web. Io sto sulle scatole a molti, ma ci sono anche tanti che Renzi sulla scheda lo scrivono…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Legare il dibattito sulla legge elettorale alle elezioni è sbagliato, insiste Renzi in queste ore con i suoi interlocutori. Il tema “esiste”, ma non ha a che fare con la riforma elettorale e tantomeno con le ambizioni di Renzi (“Sono segretario per i prossimi quattro anni, un mese in prima o dopo cambia poco”) semmai andrebbe fatta una valutazione su cosa è meglio per il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro, l’ex premier è convinto che non ci sia un rischio di esercizio provvisorio, perché anche Paesi come Germania e Austria votano in autunno. Un governo in carica ci sarebbe comunque, è il ragionamento, e la legge di bilancio verrebbe scritta e mandata a Bruxelles nei tempi dovuti. Ma, appunto, questo è un discorso a parte, perché ormai nessuno sembra davvero volere andare a votare e Renzi assicura i suoi di essersi messo l’anima in pace da mesi,per quanto lo riguarda.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Ascanews</p>
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		<title>Giorgio Napolitano prende le misure a Matteo Renzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 20:12:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli /grrg.eu Matteo Renzi ha provato a prendere le distanze da Giorgio Napolitano, affermando che il suo è “un governo politico” che, quindi, risponde al Parlamento e non al presidente della Repubblica. Napolitano lo ha lasciato un po’ fare, poi è passato alla controffensiva. Con il discorso al Parlamento europeo, ha esteso la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano-matteo-renzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="giorgio-napolitano-matteo-renzi-politica-governo-italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano-matteo-renzi.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano &#8211; Matteo renzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Renzi ha provato a prendere le distanze da Giorgio Napolitano, affermando che il suo è “un governo politico” che, quindi, risponde al Parlamento e non al presidente della Repubblica. Napolitano lo ha lasciato un po’ fare, poi è passato alla controffensiva. Con il discorso al Parlamento europeo, ha esteso la sua supervisione alla politica estera; con la presenza all’inaugurazione della Scuola di formazione, ha fatto lo stesso con i Servizi d’intelligence. Infine, affermando che, prima di promulgarla, esaminerà con grande attenzione la legge elettorale che uscirà dal Parlamento, ha lanciato un segnale al Senato, dove approderà il testo dopo l’approvazione della Camera, a non avere remore nel suo esame, riducendo in tal modo la capacità di manovra del presidente del Consiglio che si muove tra le due maggioranza, quella di governo (con Alfano) e quella per le riforme (con Berlusconi).</p>
<p style="text-align: justify;">Per come è stata finora costruita, la nuova legge elettorale presenta il fianco a molte critiche e il Senato, di cui Renzi ha spavaldamente annunciato la fine, non avrà pietà. Infatti <strong>si respira già l’aria di una generale controffensiva delle forze conservatrici</strong>, di quelle che non vogliono il cambiamento e che vedono in Napolitano il loro punto di riferimento. È infatti difficile immaginare che il Capo dello Stato avalli la riduzione del Senato a una proiezione dei poteri regionali e delle città metropolitane. L’augusta assemblea potrà perdere qualche potere, per esempio quello di concedere la fiducia al governo, ma certo non diventerà un luogo dove periodicamente si incontrano i presidenti delle Regioni (che in teoria saranno depotenziati da una riforma del Titolo V) e i sindaci delle città metropolitane, tutti impegnati o a difendere il controllo sulle risorse prodotte nel rispettivo territorio o a chiedere risorse aggiuntive.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è poi, sotto traccia, un problema non secondario: quanti senatori si precipiteranno nelle liste perla Camera? Che ne sarà dei senatori a vita? I senatori “morituri” e tutta l’alta burocrazia guardano a Napolitano per proteggere i loro privilegi contro la furia iconoclasta di Renzi, che sembra già indotto a più miti consigli. Anche i sindacati non vogliono essere emarginati: vogliono il “tavolo”. Della scuola, che Renzi riduce alla manutenzione edilizia, non importa nulla a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo constatare che <strong>la famosa “società civile”, che dovrebbe fare lo “scatto”, non risponde: Renzi non ha dato la “scossa”.</strong> La sua fulminea ascesa è stata guardata come una gara sportiva: e agli Italiani, si sa, lo sport piace guardarlo in televisione. Tanto che Renzi sembra già rassegnato a riproporre la politica degli aiuti “a pioggia”: un po’ per i consumi, un po’ per le imprese, un po’ per le banche (Irpef, Irap e saldo debiti della PA).</p>
<p style="text-align: justify;">L’alleanza con Berlusconi sulla riforma della legge elettorale gli viene fatta pesare sempre più e i suoi margini di manovra si restringono. Viene apprezzata solo la sua offensiva contro il M5S, il quale, del resto, si muove male. Anche se potrebbe esserci un colpo di scena: un’alleanza del movimento grillino con la Lega e, addirittura, con Fratelli d’Italia in chiave anti-europea, ma finché non ci sono le elezioni, questo conta poco.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente aspettiamo il consiglio dei Ministri di mercoledì per verificare la portata delle prime misure concrete del governo Renzi. Ma, a quanto pare, non ha un economista, un costituzionalista, un esperto di burocrazia e amministrazione pubblica, un esperto di questioni estere e militari: tutti di sua fiducia e che siano veramente competenti, in grado di tenere testa ai grandi burocrati italiani e stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Capo dello Stato gli ha preso le misure: se si comporterà bene, sopravviverà per un po’ di tempo, ma sembra chiaro che il Capo dello Stato aspetta che fallisca, portandosi via tutta la retorica del giovanilismo e della rottamazione. Allora, con gli Italiani esausti, verrà chiamato l’uomo forte che ha in serbo, Giuliano Amato, prima come capo del Governo per prendere misure lacrime e sangue, poi per succedergli al Quirinale.</p>
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		<title>La Legge Elettorale secondo Eugenio Scalfari. Alessandro Corneli: assai poco accettabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2014 21:12:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio scalfari]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Dopo aver precisato che “a me Renzi non ispira molta fiducia né come segretario del Pd né come eventuale presidente del Consiglio” ma che comunque deve restare al suo posto anche se il Parlamento modificasse la proposta di legge elettorale, Eugenio Scalfari scrive oggi che “la legge da lui (Renzi – [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="eugenio-scalfari" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eugenio-scalfari1.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Eugenio Scalfari</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver precisato che “a me Renzi non ispira molta fiducia né come segretario del Pd né come eventuale presidente del Consiglio” ma che comunque deve restare al suo posto anche se il Parlamento modificasse la proposta di legge elettorale, Eugenio Scalfari scrive oggi che “la legge da lui (Renzi – ndr) presentata è assai poco accettabile”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fondatore di Repubblica ne ha capito bene il senso: trasforma in portatori d’acqua, senza rappresentanza parlamentare, i piccoli partiti, a tutto vantaggio dei due maggiori (Pd e Fi) e dl M5S. Allora detta la sua legge, che si riassume in pochi punti:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Collegi uninominali (quindi niente preferenze e su questo concorda con Renzi)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Premio di maggioranza al 40%</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Abolizione della soglia del 5% o abbassarla al 3% e, in proporzione, abbassando anche la soglia dell’8%.</p>
<p style="text-align: justify;"> Se Berlusconi non ci sta, afferma Scalfari, Renzi si rimetta al Parlamento e trovi una maggioranza fatta di parlamentari di buona volontà.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>QUALCHE OSSERVAZIONE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Nei collegi uninominali prende il seggio chi ottiene più voti. Quindi anche con il 30% in quelli più combattuti e con più contendenti forti. Può accadere, in teoria, che un partito sia il più forte, anche di poco, in tutti i collegi: in questo caso ottiene tutti i seggi del Parlamento. Non accade, ma anche per questo l’uninominale è meglio a due turni: al secondo turno il vincitore raccoglie su di sé un consenso un po’ più ampio che lo legittima meglio. Poiché ogni partito presenta un solo candidato, il voto di preferenza è escluso. E questo candidato lo presenta la segreteria del partito, tenuto conto della specifica situazione di ogni collegio. Con questo suggerimento, Scalfari distribuisce il potere nel Pd tra Renzi e i cacicchi locali.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Se si adotta l’uninominale, che significa il premio di maggioranza? Qui la confusione è totale. Lo si dà a chi ha vinto il 40% dei collegi? In che misura? Per arrivare ai famosi 340 seggi alla Camera? Andandoli a prendere tra i meglio piazzati del partito che ha vinto nel 40% dei collegi?</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; L’abbassamento delle soglie – al 3% ed eventualmente al 6% – non ha niente a che vedere con i collegi uninominali, ma solo con le coalizioni che possono aspirare al premio di maggioranza e ripartirlo in modo più equanime, evitando che gli alleati del partito maggiore si riducano a portatori d’acqua senza rappresentanza parlamentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi: l’intervento di Scalfari non è costruttivo, salvo l’ipotesi di collegi uninominali secchi senza altri corollari. È solo un aiutino (politico) a chi vuole modificare, in Parlamento, il meccanismo bloccato (e pro domo sua) escogitato da Renzi. Ma anche un modo per infilare un cuneo tra Renzi e Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sistema elettorale è intervenuto anche Giovanni Sartori sul Corriere della Sera. Sartori parla dei piccoli partiti e dei loro alti lamenti, ma, dice il decano dei politologi, “la salute della politica esige che spariscano, e quando non ci sono più il dramma sparisce”. Poi se la prende con il doppio turno di coalizione perché gli sembra “molto discutibile” che una coalizione minoritaria che prende il 35% dei voti si premi con il premio e diventi maggioritaria.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi: l&#8217;Italia non è più un Paese democratico, combatto qui</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 21:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[ansa]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Il parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>
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					<description><![CDATA[di ANSA/ Mai pensato candidarmi all&#8217;estero &#8211; &#8220;Non ci ho mai pensato e ho visto con con stupore la notizia apparsa sui giornali e nessuno ha pensato di chiamarci per conferma&#8221;: Lo afferma Silvio Berlusconi, alla presentazione del libro di Vespa commentando la notizia di una sua eventuale candidatura all&#8217;estero per le europee. Paese non più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_7093" aria-describedby="caption-attachment-7093" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7093" alt="silvio berlusconi-servizi sociali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7093" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">di ANSA/<b> Mai pensato candidarmi all&#8217;estero</b> &#8211; &#8220;Non ci ho mai pensato e ho visto con con stupore la notizia apparsa sui giornali e nessuno ha pensato di chiamarci per conferma&#8221;: Lo afferma Silvio Berlusconi, alla presentazione del libro di Vespa commentando la notizia di una sua eventuale candidatura all&#8217;estero per le europee.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Paese non più democratico, combatto qui </b>&#8211; &#8220;Sono ancora nell&#8217;atmosfera di chi, sincero democratico e innamorato della libertà, sente di stare in un Paese che non è più democratico. Non ho nemmeno pensato ad alternative a stare qui per combattere ancora per la nostra libertà&#8221;. Così  Berlusconi a una domanda sulla sua eventuale candidatura all&#8217;estero per le europee. &#8220;Da quando mi occupo di politica la democrazia è stata messa diverse volte a rischio&#8221;, sottolinea.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Con Mattarellum possibile Fi sola</b> &#8211; &#8220;Con il Mattarellum è possibile correre da soli&#8221; afferma ancora Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Napolitano mi dia grazia &#8220;motu proprio&#8221; </b> &#8211; L&#8217;affidamento in prova ai servizi sociali è &#8220;ridicolo&#8221;. E &#8220;se ci sarà un minimo di saggezza al riguardo dovrebbe arrivare, per il periodo&#8221; della condanna di &#8220;dieci mesi, una grazia &#8216;motu proprio&#8217; dal capo dello Stato&#8221; ha sottolineato</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Durata governo Letta? Lo deciderà Renzi</b> &#8211; &#8220;Non posso fare una previsione so che molti immaginano che una volta che Renzi sarà segretario del partito non possa restare alle prese con la mole di lavoro del segretario a lungo e che quindi sarà il Pd a decidere di andare alle elezioni per dare vita ad una vittoria&#8221; ha detto sempre Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Cittadini in 20 anni ancora non imparato a votare </b>&#8211; &#8220;Io non credo che a causa di questa legge i cittadini si siano allontananti dalla politica io credo che molta colpa degli ultimi 20 anni vada addosso ai cittadini, noi non abbiamo imparato ancora a votate con qualsiasi legge elettorale&#8221; ha sottolineato l&#8217;ex premier.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Non credo indulto o amnistia,perché giova a me</b>  &#8211; &#8220;Non credo che possa arrivare in Parlamento un provvedimento di indulto o amnistia con la possibilità di essere approvato, perché gioverebbe a Berlusconi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ok a riforme solo se prima è su giustizia </b> &#8211; Forza Italia &#8220;potrebbe partecipare&#8221; alle riforme &#8220;e dare l&#8217;ultimo voto necessario sull&#8217;articolo 138 se avessimo la certezza che la prima riforma costituzionale fosse una riforma completa e profonda della giustizia&#8221; ha detto il Cavaliere</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Consulta organismo politico della sinistra</b> &#8211; La Corte costituzionale &#8220;è un organismo politico della sinistra&#8221; afferma Berlusconi. Il Cavaliere si sofferma anche sulle istituzioni italiane e ribadisce: &#8220;La nostra architettura istituzionale è fatta non per decidere, ma per vietare. Il presidente del Consiglio italiano ha solo il potere di stendere l&#8217;odg del Consiglio dei ministri&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ok elezione diretta capo Stato o sistema francese </b> &#8211; &#8220;Dal &#8217;94 abbiamo sempre chiesto l&#8217;elezione diretta del presidente della Repubblica. Per noi andava anche bene un sistema alla francese in cui il presidente ha molti poteri e sceglie presidente consiglio&#8221; ha continuato<b><br />
</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Contro di me colpo stato Pd-Magistratura </b> &#8211; Alfano? &#8220;Non vorrei entrare in questo argomento. Ho sofferto molto ma quello che è successo è chiaro: c&#8217;è un numero di senatori che collaborano con il partito che è alleato del nostro partito ma ha deliberatamente proceduto all&#8217; omicidio politico del capo del centrodestra. E&#8217; un fatto grave perché è un colpo di Stato di parte della magistratura con il Pd&#8221; ha attaccato il Cav</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Io adeguatissimo a politica,più esperto di tutti </b> &#8211; &#8220;Io mi ritengo adeguatissimo&#8221; a fare politica: &#8220;Non vedo in Italia altra persona che abbia messo insieme tanta esperienza&#8221;  conclude  Berlusconi. &#8220;Se c&#8217;è qualcuno che conosce quasi tutto della cosa pubblica e delle esigenze dell&#8217;imprenditoria privata, credo che sia un signore che ha provato a stare nelle due trincee per oltre 50 anni&#8221;, aggiunge, parlando di se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>&#8216;Cav si candidi con noi&#8217; Proposta dalla Bulgaria</b>  &#8211; &#8220;Silvio Berlusconi ha il suo posto nella politica bulgara, lui è più patriota di tutti i nostri eurodeputati messi insieme&#8221;. Lo ha dichiarato in un&#8217;intervista al canale televisivo Btv Yane Yanev, leader del partito di destra Rzs (Ordine, legalità, giustizia). &#8220;Anzi, Berlusconi merita di essere capolista del nostro partito alle europee&#8221;, ha aggiunto Yanev, precisando che il prossimo 15 dicembre la direzione di Rzs discuterà la proposta di invitare Berlusconi a presentarsi come candidato del partito alle europee. Rzs non ha superato lo sbarramento del 4% alle elezioni politiche dello scorso maggio, ed è per questo fuori dal parlamento bulgaro. Ieri l&#8217;ex premier conservatore bulgaro Boyko Borissov, leader del partito di centrodestra Gerb, ora all&#8217;opposizione, aveva detto che Berlusconi non sarà candidato del suo partito alle prossime elezioni europee.</p>
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		<title>Enrico Letta al meeting di Rimini: &#8220;tutto e il contrario di tutto&#8221; di Alessandro Corneli.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2013 11:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
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		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli &#8211; www.grrg.eu &#8211; Al meeting di Rimini, Enrico Letta ha ratificato, per quello che gli può competere, il presidenzialismo di fatto che “ha cambiato la storia del nostro Paese”. Ma questo è secondario. Sul piano politico, ha detto tre cose: &#8211;       “La legge elettorale è il cambiamento più urgente” &#8211;       “Gli italiani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_6156" aria-describedby="caption-attachment-6156" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="enrico-letta-2 (2)" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6156" title="enrico-letta-2 (2)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg" alt="Enrico Letta - PD - Presidente del Consiglio dei Ministri" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-2-2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6156" class="wp-caption-text">Enrico Letta - PD - Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;"><strong>di Alessandro Corneli &#8211; <a href="http://www.grrg.eu" target="_blank">www.grrg.eu</a> &#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al meeting di Rimini, Enrico Letta ha ratificato, per quello che gli può competere, il presidenzialismo di fatto che “ha cambiato la storia del nostro Paese”. Ma questo è secondario. Sul piano politico, ha detto tre cose:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       “La legge elettorale è il cambiamento più urgente”</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       “Gli italiani puniranno tutti quelli che anteporranno i loro interessi a quello comune che è quello dell’uscita dalla crisi”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;       ”Nessuno interrompa questo percorso di speranza che abbiamo cominciato per uscire dalla crisi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che la prima preoccupazione e il primo obiettivo di Letta sia di continuare a governare con questa maggioranza. A tal fine, vale l’avvertimento, implicito ma trasparente, a Berlusconi e al Pdl: non s’illudano di vincere le elezioni se faranno cadere il Governo; gli elettori non li seguirebbero. È probabile che Berlusconi, anche se a malincuore, condivida questa analisi. La fase di attesa per definire le conseguenze della sua condanna sono destinate a stancarlo e/o a provocare reazioni disordinate e controproducenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Allora, perché tanta fretta per una nuova legge elettorale?</strong> Si sa che, anche in caso di crisi di governo, Napolitano non scioglierebbe le Camere se fosse ancora in vigore l’attuale legge elettorale: e questa è anche una garanzia per il governo Letta. Ma se tra pochi mesi ci fosse una nuova legge, in caso di crisi si andrebbe a elezioni anticipate. È logico che Letta prema per l’approvazione di una riforma che potrebbe incoraggiare il Pdl a provocare una crisi e andare alle elezioni anticipate?</p>
<p style="text-align: justify;">Non è logico. <strong>A meno che Letta ritenga difficile l’accordo su una nuova legge elettorale</strong>. Inoltre il Pd, che gode di una larga maggioranza alla Camera grazie al premio, non ha nessuna intenzione di sottoporsi a breve scadenza a una nuova prova elettorale. Per di più: con quale candidato premier? Letta o Renzi?</p>
<p style="text-align: justify;">Risulta evidente che la spinta di Letta sulla riforma elettorale è per la platea politica, è a futura memoria, è utile al dibattito quotidiano, ma <strong>non corrisponde a una reale intenzione</strong>. Inoltre allunga la protezione di Napolitano al Governo e allenta la pressione di Matteo Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è politica. Come politica è la dichiarazione di Letta sulla finanza: ”Per un nuovo inizio c’è bisogno che si rimetta la finanza al proprio posto, la crisi è nata perché la finanza è uscita dal proprio ruolo ed è diventata al centro di tutto. Dobbiamo fare la lotta ai paradisi fiscali”. O sulle tasse: “le tasse dovranno scendere nel modo giusto”. O sulla crisi: ”l’uscita dalla crisi è a portata di mano”. E altri luoghi comuni sull’Europa, sulle virtù dell’Italia nonostante la propensione al conflitto tra guelfi e ghibellini.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un Enrico Letta fiducioso nella possibilità di andare avanti e restare in sella, <strong>convinto che il tempo giochi a suo favore e logori “chi il potere non ce l’ha”, cioè Berlusconi</strong>, da una parte, e Grillo e Renzi, dall’altra parte. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi bisognerà concentrare l’attenzione sui movimenti interni del Pdl e la sua prossima riedizione come Forza Italia.</p>
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		<title>Napolitano e la triplice partita. Qualcuno potrebbe volerlo fuori dai giochi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2012 21:27:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Giorgio Napolitano, protagonista della formazione del governo Monti, è da qualche mese sotto attacco per l’indagine sulla presunta trattativa tra lo Stato e la mafia. Ma questa potrebbe essere la scusa per metterlo fuori gioco prima della scadenza del suo mandato al Quirinale così da lasciare le forze politiche libere di giocarsi la triplice partita della legge elettorale, della formazione del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_5184" aria-describedby="caption-attachment-5184" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="alessandro-corneli" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5184" title="alessandro-corneli" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli.jpg" alt="Professore Alessandro Corneli Direttore GR&amp;RG &quot;GLOBAL RESEARCH &amp; REPORTS GROUP&quot;" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/alessandro-corneli-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5184" class="wp-caption-text">Professore Alessandro Corneli Direttore GR&amp;RG                                                    &quot;GLOBAL RESEARCH &amp; REPORTS GROUP&quot;</figcaption></figure></p>
<p><strong>Giorgio Napolitano</strong>, protagonista della formazione del <strong>governo Monti</strong>, è da qualche mese sotto attacco per l’indagine sulla presunta trattativa tra lo <strong>Stato e la mafia</strong>. Ma questa potrebbe essere la scusa per metterlo fuori gioco prima della scadenza del suo mandato al <strong>Quirinale</strong> così da lasciare le forze politiche libere di giocarsi la triplice partita della <strong>legge elettorale</strong>, della <strong>formazione del nuovo governo</strong> e della scelta del <strong>nuovo presidente della Repubblica</strong>.  Si può aggiungere, sottotraccia, la partita trasversale per impedire che quel presidenzialismo o semipresidenzialismo <em>de facto</em> possa consolidarsi come più di un semplice esperimento dettato dall’emergenza e invece come l’anticipazione di una futura riforma costituzionale.</p>
<p>L’offensiva è partita dall’inchiesta condotta dalla <strong>Procura di Palermo</strong> sulla presunta trattativa Stato-mafia che il 13 giugno scorso ha chiuso le indagini con la richiesta di alcuni rinvii a giudizio, tra i quali anche quello  dell’ex ministro, ex parlamentare ed ex vicepresidente della Corte costituzionale, <strong>Nicola Mancino</strong>, per falsa testimonianza. Il 15 giugno iniziano a circolare sulla stampa indiscrezioni sulle registrazioni di alcune telefonate che lo stesso Mancino avrebbe  avuto con il consigliere giuridico di Napolitano, <strong>Loris</strong> <strong>D’Ambrosio</strong>, e con lo stesso Presidente, nel corso delle quali l’ex parlamentare (sottoposto a intercettazioni) avrebbe manifestato la sua preoccupazione per l’indagine di Palermo e, presumibilmente, avrebbe sollecitato un intervento del Quirinale a suo favore.</p>
<p>Nel Paese delle raccomandazioni e degli interventi autorevoli  a favore anche delle più piccole vicende personali, la storia sarebbe potuta finire in breve tempo, ma il Quirinale decise di rispondere con un certa durezza e rapidamente con una lettera dello stesso D’Ambrosio al Capo dello Stato, resa pubblica il 18 giugno, con l’offerta delle proprie dimissioni, respinte il giorno successivo. Questa reazione del Quirinale fa aumentare la curiosità sulla vicenda e da più parti si chiede che vengano resi noti i contenuti delle telefonate, ma il 21 giugno Napolitano affronta la questione con i giornalisti: “Negli ultimi giorni si è alimentata una campagna di insinuazioni e sospetti nei confronti del Presidente della Repubblica e dei suoi collaboratori, una campagna costruita sul nulla”.</p>
<p>Tre settimane più tardi, il 16 luglio, Napolitano decide di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla <strong>Corte Costituzionale</strong> nei confronti della Procura di Palermo, sostenendo che “le intercettazioni anche indirette (era Mancino l’intercettato, non chi era all’altro capo del telefono – ndr) ledono le prerogative del presidente”.  A stretto giro, la Procura di Palermo risponde di non poter distruggere le intercettazioni perché la decisione spetta al Gip, sentite le pari in causa. Il principale magistrato interessato, <strong>Antonio Ingroia</strong>, si dichiara “stupito” dal conflitto di attribuzione. Il 26 luglio, muore improvvisamente d’infarto Loris D’Ambrosio.</p>
<p>Un quotidiano, <em>Il Fatto</em>, fin dall’inizio si è gettato sulla storia delle telefonate, chiedendo che fossero resi noti i contenuti delle telefonate, e poi ha contestato la sollevazione del conflitto di attribuzione. Quindi è scesa in campo  la politica con un attacco di <strong>Antonio Di Pietro</strong>, fin dall’inizio all’opposizione del governo Monti insieme alla Lega, allo stesso presidente della Repubblica, nel frattempo attestatosi sull’attesa della sentenza della Corte costituzionale. Di Pietro, inoltre, ha collegato esplicitamente le sue critiche al Quirinale con l’inizio di un’offensiva contro di lui e contro il suo partito: “Da quando <strong>l’Italia dei Valori</strong> ha chiesto con determinazione chiarezza sulla trattativa fra Stato e mafia… e da quando ci siamo permessi di muovere delle critiche anche al presidente della Repubblica per gli interventi del Quirinale in questa vicenda, siamo diventati oggetto di una campagna di denigrazione e calunnie senza precedenti”, ha scritto sul suo blog il 9 luglio. Con un’accusa diretta al Capo dello Stato: “Prima fa finta di non vedere, e poi briga per impedire di conoscere i fatti, andando oltre i confini costituzionali del suo mandato”.</p>
<p>Le critiche di Di Pietro al Quirinale non sono state seguite dalle altre forze politiche. Anzi, hanno provocato una profonda spaccatura <strong>tra l’Idv e il Pd</strong>, pregiudicando l’alleanza che si stava consolidando in vista delle prossime  elezioni politiche.  Anche in questo caso, la polemica tra Di Pietro e il Quirinale si sarebbe potuta acquietare se , il 3 novembre, la trasmissione<em> Report</em> di Rai 3 non avesse imbastito un vero e proprio “processo” al leader dell’Idv sul modo in cui egli aveva gestito il denaro del finanziamento pubblico dei partiti mettendo insieme fatti già noti da anni e sui quali la Magistratura si era già pronunziata a favore di Di Pietro. Il quale, se durante la trasmissione è apparso in difficoltà, nei giorni successivi ha invece dato prova di sicurezza in contrasto con il fatto che dal suo partito, finito nell’occhio del ciclone anche per alcune indagini riguardanti il modo in cui alcuni suoi esponenti avevano utilizzato i fondi pubblici, erano subito usciti alcuni esponenti di primo piano.</p>
<p>Pochi giorni dopo,l’8 novembre, è <strong>il canale televisivo <em>La 7</em></strong> che, nella trasmissione <em>Servizio pubblico</em> diretta <strong>da Michele Santoro</strong>, torna sulla vicenda, ma con tutt’altro taglio. Forte di un’indagine de <em>Il Fatto</em>, che riduceva a 11 le proprietà immobiliari della famiglia Di Pietro, anziché una sessantina, consente al leader dell’Idv di spiegarsi in modo convincente. Ma il punto è che, durante la trasmissione, Enrico Mentana, direttore del <em>Tg de La 7</em>, chiede a Di Pietro se ci sia una relazione tra gli attacchi da lui subiti e quelli da lui rivolti a Napolitano.  Lo chiede con insistenza, ripetutamente, ma il leader dell’Idv non dà una risposta.</p>
<p>Non basta: il 9 novembre, sempre su <em>La 7</em>, nel programma “Crozza nel paese delle meraviglie”, il noto comico ironizza sulle proprietà immobiliari di Di Pietro ma soprattutto si produce in una lunga parodia del Capo dello Stato.</p>
<p>Lo stesso giorno, 9 novembre, il leader del <strong>Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo</strong>, che da quattro anni bersaglia Giorgio Napolitano  e che in agosto ne aveva criticato le sollecitazioni per una nuova legge elettorale, su questo stesso tema, e alla luce del voto in Sicilia del 28 ottobre, dice: “E’ colpo di Stato”.  E riceve un inedito appoggio tre giorni dopo dalla radicale <strong>Emma Bonino</strong>, secondo la quale le sollecitazioni del Quirinale affinché venga cambiata la legge elettorale hanno raggiunto “un livello da stalking”, forte anche della dichiarazione del <strong>presidente del Senato, Renato Schifani</strong>, secondo il quale, se non si modifica la legge elettorale, Grillo può arrivare all’80%.</p>
<p>Questa vicenda, di per sé abbastanza confusa, si intreccia con le ipotesi sulla data di scioglimento delle Camere:  se fossero sciolte con un discreto anticipo, sarebbe lo stesso Napolitano a gestire la successione del governo Monti prima di lasciare il Quirinale a maggio. Alla fine è lo stesso Capo dello Stato ad affermare che le elezioni si svolgeranno al termine regolare della Legislatura: il voto, quindi, si terrà probabilmente il 7 aprile, dopo la Pasqua cristiana e quella ebraica.</p>
<p>Fonte GRRG.EU &#8211; a cura di<strong> Alessandro Corneli</strong></p>
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		<title>Crisi Finanziaria: i partiti non hanno dato buona prova di sè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Sep 2012 17:09:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
		<category><![CDATA[CONFESERCENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; &#8221;Come un mattarello sulla pasta la crisi ha spalmato i suoi effetti sulla politica ma la colpa e&#8217; anche dei partiti che non hanno dato buona prova di se&#8217;. Pero&#8217;, oltre a cambiare la legge elettorale cosi&#8217; da liberare risorse e partecipazione democratica, ci vuole un po&#8217; di &#8216;contegno&#8221;&#8217;. ANGELINO ALFANO: OLTRE LA LEGGE [&#8230;]]]></description>
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<p><figure id="attachment_4980" aria-describedby="caption-attachment-4980" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Angelino Alfano e Silvio Berlusconi su IL PARLAMENTARE.IT" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4980"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4980" title="Angelino Alfano e Silvio Berlusconi su IL PARLAMENTARE.IT" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_5.jpg" alt="Angelino Alfano e Silvio Berlusconi" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_5.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_5-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-su-IL-PARLAMENTARE.IT_5-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4980" class="wp-caption-text">Angelino Alfano e Silvio Berlusconi</figcaption></figure></p>
<p>&#8221;Come un mattarello sulla pasta la crisi ha spalmato i suoi effetti sulla politica ma la colpa e&#8217; anche dei partiti che non hanno dato buona prova di se&#8217;. Pero&#8217;, oltre a cambiare la legge elettorale cosi&#8217; da liberare risorse e partecipazione democratica, ci vuole un po&#8217; di &#8216;contegno&#8221;&#8217;.</p>
<p><strong>ANGELINO ALFANO: OLTRE LA LEGGE ELETTORALE CI VUOLE CONTEGNO</strong><br />
Lo ha sottolineato il segretario del PdL <strong>Angelino Alfano</strong> durante l&#8217;<strong>assemblea annuale di Confesercenti</strong> i nella consueta sede perugina di San Martino in Campo. &#8221;Mi riferisco in particolare &#8211; ha aggiunto &#8211; a quanto accade nel <strong>Consiglio Regionale del Lazio</strong>, che suscitare la giusta indignazione tra i cittadini. Occorre &#8211; ha concluso &#8211; che ci si renda conto che in un tempo di crisi chi deve pagare con la sobrieta&#8217; e&#8217; proprio il politico&#8221;.</p>
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