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	<title>Istat &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Istat: 8 milioni di italiani poveri di cui 4 in assoluta povertà. Politica irresponsabile.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 10:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte ASCA &#8211; Sono più di 8 milioni gli italiani poveri. Di questi, rileva l’Istat nel rapporto “Noi Italia”, circa 4 milioni e mezzo vivono in condizioni di povertà assoluta, non possono cioè acquistare il minimo indispensabile per vivere. Si conferma il forte svantaggio del Mezzogiorno dove, nel 2015, le famiglie in povertà relativa sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12134" aria-describedby="caption-attachment-12134" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12134" alt="Istat : 4 milioni di italiani in povertà assoluta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà.jpg" width="1024" height="686" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà-403x270.jpg 403w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12134" class="wp-caption-text">Istat : 4 milioni di italiani in povertà assoluta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Fonte ASCA &#8211; Sono più di <strong>8 milioni gli italiani poveri.</strong> Di questi, rileva l’Istat nel rapporto “Noi Italia”, circa 4 milioni e mezzo vivono in condizioni di povertà assoluta, non possono cioè acquistare il minimo indispensabile per vivere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si conferma il forte svantaggio del Mezzogiorno dove, nel 2015, le famiglie in povertà relativa sono circa un quinto di quelle residenti e quelle in povertà assoluta rappresentano il 9,1%. </strong>Nel Paese, in generale, tra il 2014 e il 2015 risultano “sostanzialmente stabili” sia l’incidenza di povertà assoluta e sia quella relativa. La povertà assoluta coinvolge il 6,1% delle famiglie residenti (pari a 4 milioni 598 mila individui).</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto al 2014 peggiorano soprattutto le condizioni delle famiglie con 4 componenti (dal 6,7% al 9,5%). Il 10,4% delle famiglie è relativamente povero (2 milioni 678 mila); le persone in povertà relativa sono 8 milioni 307 mila (13,7% della popolazione). Nel 2015 in Italia l’11,5% degli individui vive in condizioni di grave deprivazione. Il nostro Paese supera di 3,4 punti percentuali la media europea attestandosi al nono posto tra i paesi con i valori più elevati. Nel 2014, le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito disponibile netto pari, in media, a 29.472 euro (circa 2.456 euro al mese). Tuttavia, data l’asimmetricità della distribuzione dei redditi, la maggioranza delle famiglie ha conseguito un reddito inferiore all’importo medio. Il valore mediano, infatti, che fornisce il livello di reddito che equiripartisce la distribuzione, mostra che il 50% delle famiglie residenti in Italia ha percepito un reddito non superiore a 24.190 euro (2.016 euro al mese).</p>
<p style="text-align: justify;">Le incidenze di povertà relativa più contenute si registrano in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre la situazione più grave si conferma in Calabria. Anche l’intensità della povertà è più alta nel Mezzogiorno. Supera il milione l’ammontare di individui che nel 2015 vivono in famiglie in condizione di grave deprivazione sia in Sicilia sia in Puglia. Le quote più contenute si rilevano in Veneto (3,6%, corrispondente a circa 178 mila individui) e in Friuli-Venezia Giulia (4,9%, poco più di 59 mila individui). Il valore del Mezzogiorno (20,4%, oltre 4 milioni di individui) è più elevato di quello assunto in tutto il Centro-Nord (6,8%, quasi 3 milioni di individui). Il reddito familiare netto medio (calcolato escludendo i fitti imputati) mostra una differente distribuzione territoriale: nel 2014 la provincia autonoma di Bolzano registra il valore più elevato, con oltre 15.000 euro di scarto dalla Sicilia, ultima regione nella graduatoria per questo indicatore. Sempre la Sicilia registra una elevata concentrazione dei redditi (0,364 l’indice Gini), mentre maggiore uniformità nella distribuzione dei redditi si riscontra nelle regioni del Nord-est.</p>
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		<title>Istat: 4 milioni e 598 mila italiani in povertà assoluta. La Calabria è prima nella graduatoria della vergogna</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/07/istat-4-milioni-e-598-mila-italiani-in-poverta-assoluta-la-calabria-e-prima-nella-graduatoria-della-vergogna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 12:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[antipolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo/ I Complimenti della nostra Testata alla politica italiana e in modo assai speciale a quella calabrese, per la leadership indiscussa nella scala dei valori di Istat in merito alla povertà dei Cittadini che in Calabria ha raggiunto la vetta del 28,2%. Oltre 1/4 dei Calabresi vive in una situazione più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11041" aria-describedby="caption-attachment-11041" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11041" alt="Povertà in Italia - Calabria, prima nella classifica Istat della povertà individuale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria.jpg" width="795" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria-300x188.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria-429x270.jpg 429w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11041" class="wp-caption-text">Povertà in Italia &#8211; Calabria, prima nella classifica Istat della povertà individuale</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">I Complimenti della nostra Testata alla politica italiana e in modo assai speciale a quella calabrese, per la leadership indiscussa nella scala dei valori di Istat in merito alla povertà dei Cittadini che in Calabria ha raggiunto la vetta del 28,2%. <strong>Oltre 1/4 dei Calabresi vive in una situazione più che critica e di estrema povertà</strong>, eppure la Calabria è tra le regioni meglio posizionate nel Mediterraneo, dalle potenzialità economiche esclusive da leader europei e con vagonate di fondi che da decenni arrivano per rimbalzare e tornare, quando va bene e non vengono investiti con risvolti di gravi indagini della Magistratura, nelle casse dell&#8217;Europa. In concreto, politica docet, sono i fatti che devono essere giudicati e sconti è impossibile farne quando i dati mostrano uno sfregio permanente all&#8217;umanità che compone una delle più belle regioni d&#8217;Italia. In Calabria c&#8217;è un problema molto serio la cui soluzione è improcastinabile: si chiama corruzione. Recentemente le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri hanno fatto il giro del mondo per la loro durezza: in Calabria ci sono Direttori Generali che governano da oltre 20 anni e lo fanno con metodi mafiosi. Certo è che un Magistrato di tale dimensione professionale non rilascerebbe pensieri scollegati dal sapere giudiziario. Ma il Procuratore non indica solo il male che frena lo sviluppo della Calabria e indica la terapia quando dice che il livello culturale di questi Dirigenti e di parte della politica è così basso da non consentire sviluppo in armonia con i tempi e le reali necessità. Oggi Istat tuona e le parole di Gratteri sembrano essere l&#8217;analisi del sangue della Calabria i cui dati indicano una regione morente. Dunque è necessaria una rivoluzione culturale, un salto generazionale, un passaggio di testimone ai giovani, alle loro idee, al loro intuito tanto innovativo quanto rispettoso della tradizione. La Calabria può ma deve volerlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I DATI DI ISTAT A CURA DI ASCA</strong><br />
Aumenta l&#8217;esercito degli <strong>italiani </strong>che vivono in condizioni di <strong>povertà assoluta</strong>. Secondo il report dell&#8217;<strong>Istat</strong> nel 2015 si stima che <strong>4 milioni e 598 mila </strong>individui siano in condizioni di povertà assoluta ed è il numero più alto dal <strong>2005</strong>. La povertà colpisce soprattutto le famiglie numerose. Quasi un terzo dei nuclei familiari con 5 o più componenti rientra nella condizione di povertà relativa. E la povertà continua a crescere in modo rilevante tra i <strong>giovani</strong> mentre resta stabile tra gli <strong>anziani</strong>. Le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta invece sono 1 milione e 582 mila.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel Mezzogiorno</strong>, alla più ampia diffusione della povertà si associa la maggiore gravità del fenomeno; la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è pari a 785,75 euro, contro 804,23 euro rilevati nel 2014, l&#8217;intensità è salita da 22,8 a 25,2%.<strong> Nel Nord e nel Centro,</strong> dove la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è più elevata (841,64 e 853,11 euro rispettivamente), l&#8217;intensità è in leggero calo, da 21,5% a 19,9% e da 19,8% a 18,8%. Nel dettaglio territoriale, Lombardia (4,6%), Emilia Romagna (4,8), Veneto (4,9%) e Toscana (5,0%) presentano i valori più bassi dell&#8217;incidenza di povertà relativa. Ad eccezione dell&#8217;Abruzzo (11,2%), che mostra un valore dell&#8217;incidenza non statisticamente diverso dalla media nazionale, in tutte le regioni del Mezzogiorno la povertà è più diffusa rispetto al resto del Paese;<strong> le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (28,2%)</strong> e Sicilia (25,3%).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;<strong>incidenza della povertà assoluta</strong> &#8211; si legge nel rapporto &#8211; si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013)&#8221;. Cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo andamento nel corso dell&#8217;ultimo anno si deve principalmente all&#8217;aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose. Situazione analoga anche per quanto riguarda la <strong>povertà relativa</strong> che risulta stabile in termini di famiglie (2 milioni 678 mila, pari al 10,4% delle famiglie residenti dal 10,3% del 2014) mentre aumenta in termini di persone (8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti dal 12,9% del 2014). Analogamente a quanto accaduto per la povertà assoluta, nel 2015 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, in particolare tra quelle con 4 componenti (da 14,9 del 2014 a 16,6%,) o 5 e più (da 28,0 a 31,1%).</p>
<p style="text-align: justify;">Altro fenomeno che emerge dal rapporto è la <strong>crescita della povertà nelle fasce dei più giovani.</strong>Tra le persone coinvolte 2 milioni 277 mila sono donne (7,3% l&#8217;incidenza), 1 milione 131 mila sono minori (10,9%), 1 milione 13 mila hanno un&#8217;età compresa tra 18 e 34 anni (9,9%) e 538 mila sono anziani (4,1%). Un minore su dieci, quindi, nel 2015 si trova in povertà assoluta (3,9% nel 2005). Negli ultimi dieci anni l&#8217;incidenza del fenomeno è rimasta stabile tra gli anziani (4,5% nel 2005) mentre ha continuato a crescere nella popolazione tra i 18 e i 34 anni di età (9,9%, più che triplicata rispetto al 3,1% del 2005) e in quella tra i 35 e i 64 anni (7,2% dal 2,7% nel 2005). A livello territoriale è il Mezzogiorno a registrare i valori più elevati di povertà assoluta (9,1% di famiglie, 10,0% di persone) e il Centro quelli più bassi (4,2% di famiglie, 5,6% di persone). Deciso ampliamento della povertà nelle regioni del Nord, dal 4,2% al 5%.</p>
<p style="text-align: justify;">La povertà assoluta risulta contenuta tra le <strong>famiglie di soli italiani</strong> (4,4%) mentre si attesta su valori molto più elevati tra quelle con componenti stranieri: 14,1% per le miste, 28,3% per le famiglie di soli stranieri; in quest&#8217;ultimo caso si passa dal 23,4% del 2014 al 28,3% del 2015, con margini più accentuati nel Nord (dal 24% al 32,1%). L&#8217;intensità della povertà l&#8217;anno scorso è risultata pari al 23,1% e corrisponde a una spesa media equivalente delle famiglie povere pari a 808,36 euro mensili; nel 2014 era di 811,31 euro mensili (22,1%).</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Legge Stabilità: Saccomanni: critiche sono del tutto marginali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 11:45:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[aliquota comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Angelino Alfano]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Sono critiche del tutto marginali&#8221;. Risponde così, entrando alla Giornata del Risparmio, il ministro dell&#8217;Economia, Fabrizio Saccomanni ai giornalisti che gli chiedono se sia rimasto il solo a difendere il contenuto della legge di stabilità dopo i rilievi di ieri da parte di Bankitalia, Corte Conti e Istat. Brunetta: Saccomanni vive su Marte, fa tenerezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6496" aria-describedby="caption-attachment-6496" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="economia3t" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6496" title="economia3t" alt="Legge Stabilità" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t9-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6496" class="wp-caption-text">Legge Stabilità</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">&#8220;Sono critiche del tutto marginali&#8221;. Risponde così, entrando alla Giornata del Risparmio, il ministro dell&#8217;Economia, Fabrizio Saccomanni ai giornalisti che gli chiedono se sia rimasto il solo a difendere il contenuto della legge di stabilità dopo i rilievi di ieri da parte di Bankitalia, Corte Conti e Istat.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Brunetta: Saccomanni vive su Marte, fa tenerezza &#8211; &#8220;Saccomanni considera &#8216;del tutto marginali&#8217; le critiche sulla legge di stabilità. Vive proprio su Marte. Fa tenerezza&#8230;&#8221;. Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati.</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore, su casa mini sgravi non bastano &#8211; &#8220;Il governo non deve pensare tanto a mini detrazioni perché è necessario che la situazione torni almeno a come era prima&#8221;. Lo afferma uno dei relatori alla Legge di Stabilità, Giorgio Santini (Pd), interpellato in Senato in merito alle modifiche alla Tasi, sottolineando la consapevolezza che questo &#8221;comporti un mare di problemi di copertura&#8221;. Sul capitolo casa, vale a dire la Tasi, &#8220;ci sono tre partire che interagiscono: il livello della franchigia, il livello delle aliquote, il rimborso statale. E&#8217; un&#8217;equazione a tre incognite e sono tutte e tre pesanti ma bisogna risolverla mettendoci più soldi&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Giovannini, favorevole riduzione uso contante &#8211; Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini è favorevole alla riduzione del limite dell&#8217;uso del denaro contante così come auspicato dal ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni. Lo ha detto intervenendo alla trasmissione &#8220;L&#8217;economia prima di tutto&#8221; su Radio Rai.</p>
<p style="text-align: justify;">Alfano,meno uso contante? Pensiamo opposto Saccomanni &#8211; &#8220;Il collega Saccomanni ritiene di intervenire per ridurre l&#8217;uso del contante. Noi la pensiamo all&#8217;opposto di lui&#8221;. Così in un tweet Angelino Alfano.Per Alfano &#8220;occorre aumentare l&#8217;uso del contante e contrastare l&#8217;evasione consentendo di conservare scontrini e fatture e scaricare tutte le tasse. In America funziona e funzionerebbe anche qui&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Governo apre sulle detrazioni per la casa &#8211; Il Parlamento riapre il cantiere delle tasse sulla casa e il governo apre alla reintroduzione delle detrazioni. Gia&#8217; perchè con l&#8217;arrivo della nuova tassa sulla casa, la Tasi, le imposte rischiano di aumentare. A lanciare l&#8217;allarme rincari, dopo quello delle associazioni di settore e una parte del mondo della politica (Pdl in testa), è la Corte dei Conti. Le misure relative al patrimonio immobiliare sono &#8221;migliorabili&#8221;, è anche il commento diplomatico anche della Banca d&#8217;Italia, che evidenzia il timore di una tassazione disomogenea sul territorio italiano. Critiche che vengono respinte dal ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomani, sicuro che non vi sia un incremento della tassazione perché, spiega in audizione al Senato, alla manovrabilità dei Comuni sono stati messi dei limiti. Ciò non toglie, aggiunge però poco dopo, che il governo sia pronto a modifiche. &#8221;Non e&#8217; escluso &#8211; ammette incalzato dai parlamentari alle prese con la manovra &#8211; che si debba tornare alle detrazioni&#8221; ora non previste dalla Tasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Saccomanni, no più tasse casa, paletti per Comuni &#8211; &#8220;Al fine di non aumentare il prelievo fiscale complessivo sui contribuenti vengono previsti limiti alla manovrabilità complessiva dei Comuni. Per l&#8217;anno 2014 l&#8217;aliquota massima relativa all&#8217;abitazione principale non può eccedere il 2,5 per mille&#8221;. Lo dice il ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni, in audizione al Senato, parlando della Tasi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ora occorre procedere con forte determinazione sulla qualità della regolamentazione e sull&#8217;efficienza delle amministrazioni: la crescita di un Paese che ristagna da 20 anni richiede interventi anche radicali&#8221;. Lo ha detto il ministro dell&#8217;Economia Fabrizio Saccomanni alle commissioni Bilancio di Senato e Camera.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal taglio del cuneo fiscale sul lavoro, oltre agli autonomi, sono esclusi incapienti e pensionati, &#8221;ossia circa 25 milioni di soggetti&#8221; che comprendono anche quelli in &#8221;maggiori difficoltà economiche&#8221;. E &#8221;ciò comporta evidenti problemi distributivi e di equità&#8221;, afferma la Corte dei Conti, in audizione al Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Bankitalia: Tasi, rischio differenze territoriali &#8211; L&#8217;assenza di detrazioni &#8221;nella struttura di base&#8221; della Tasi con la possibilità per i Comuni &#8221;di applicare riduzioni che tengano conto della capacità contributiva familiare potrebbe creare significative differenze di trattamento sul territorio nazionale&#8221;. Lo sostiene Bankitalia in audizione in Senato. Bisognerebbe inoltre &#8221;semplificare&#8221; le scadenze della Trise, nessuna della quali corrisponde a quelle dell&#8217;Imu.</p>
<p style="text-align: justify;">Per scongiurare ulteriori aumenti del carico fiscale, ovvero l&#8217;intervento della clausola sulle detrazioni e le aliquote, &#8221;non vi è alternativa ad un&#8217;azione più intensa per il contenimento della spesa corrente&#8221;. Lo dice Bankitalia ricordando la scelta di rafforzare i poteri di Carlo Cottarelli, commissario alla spending review</p>
<p style="text-align: justify;">Istat;+0,3 punti inflazione 2014 con Iva &#8211; Per il 2014, in presenza dell&#8217;aumento dell&#8217;aliquota Iva, l&#8217;aumento dei prezzi acquisito a fine 2013 e trasferito al 2014 risulterebbe di 0,3 punti percentuali più elevato rispetto ad una situazione di assenza di manovra.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sconto di imposta medio stimato, per il taglio del cuneo fiscale, è pari a 116 euro annui per beneficiario su scala nazionale ed è maggiore della media per i lavoratori e i collaboratori che appartengono ai primi 3 quinti della distribuzione dei redditi che comprendono famiglie con redditi medio bassi e medi. Lo afferma l&#8217;Istat.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono le famiglie più ricche a beneficiare di più degli sconti sul cuneo fiscale, perché hanno più occupati. A rilevarlo è l&#8217;Istat nell&#8217;audizione in Senato sulla Legge di Stabilità. &#8221;Dato il maggior numero di occupati per famiglia &#8211; spiega &#8211; sono le famiglie dei due quinti più alti a trarre maggiori vantaggi monetari in valore assoluto&#8221;. ANSA</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Auguri al Presidente Napolitano con lettera di un medico italiano che non si arrende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Aug 2012 12:20:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Gallo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4922" aria-describedby="caption-attachment-4922" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano-3" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4922"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4922" title="Giorgio-Napolitano-3" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-36-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4922" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del <strong>Dott. Giancarlo Gallo, già stimatissimo Primario Nefrologo</strong> , che ci offre una riflessione alla quale intendiamo offrire lo spazio che meritano i Cittadini che hanno a cuore le sorti della Nazione e che professionalmente e umanamente hanno dato tanto alla nostra Nazione. E&#8217; anche l&#8217;occasione per la nostra Redazione di augurare al Presidente della Repubblica Italiana buon lavoro, di fargli sapere che gli siamo vicini e che siamo attivi non più solo per fare cronaca ma anche <strong>per reperire idee che siano capaci di generare nuove economie</strong> al fine di rendere maggiormente efficace la nostra politica in campo internazionale e indipendente il nostro Paese. <strong>Le idee ci sono e le comunichiamo in modo riservato al Quirinale</strong> perché il desiderio di ricercare nuovi modelli e opportunità, non debba essere solo una visione necessaria per i Cittadini, ma una reale esigenza da condividere con l&#8217;operosità, anche da parte dei vertici delle nostre Istituzioni. Il Parlamentare.it</p>
<p><em>&#8220;Gent. Direttore</em><br />
<em>Il deteriorarsi dell’appeal, inizialmente elevato, del governo Monti sugli Italiani a mio avviso ha una motivazione prevalente: l’aver anteposto la politica dei sacrifici a quella  della giustizia sociale.</em><br />
<em>E’vero l’Italia non è la Grecia. L’Italia è un paese ricco, ma profondamente ingiusto.</em><br />
<em>In chi dirige si tollera l’intransigenza, anche estrema, ma la sperequazione tra individui o gruppi è la modalità più odiosa di esercizio del potere. E in Italia  madre di tutte le sperequazioni è l’evasione fiscale.</em></p>
<p><em>In un momento come l’attuale, ancorché la catastrofe economica è tutt’altro che scongiurata, a mio avviso, l’iniziativa più rapida e se vogliamo più indolore per le persone per bene, fatto salvo alcuni aspetti formali superabilissimi, per tentare di rimettere le cose a posto è l’abolizione dell’uso della moneta cartacea.</em></p>
<p><em>La proposta, che a differenza di una patrimoniale non penalizzerebbe le condizioni  di benessere realizzate onestamente, è tanto ovvia che, non solo, mi pare strano non sia ancora balenata nella mente dei professori, ma che  di fatto, salvo rare eccezioni ( è stato il tema di una puntata di Report) stenta a farsi strada negli ambienti istituzionalmente più accreditati.</em></p>
<p><em>Allora delle due una: o è una iniziativa  impraticabile e allora vorrei che qualcuno mi spiegasse il perché in termini tecnici e non liquidatori del tipo: è poi i poveri vecchietti come fanno a gestire la moneta elettronica…,o devo ritenere  che siffatta iniziativa farebbe piazza pulita di quella privacy su tutta una serie di comportamenti se non proprio illegali, sicuramente immorali o quantomeno borderline che solo la moneta contante può garantire. Comportamenti a cui la gran parte dei cittadini, maggiormente quelli con più potere, non riesce a rinunciare.  Un limite  antropologico  prevalentemente legato all’ampiezza del cut off tra onestà e disonestà.</em></p>
<p><em>La crisi in atto dovrebbe essere, piuttosto, una occasione ghiotta per chi ci governa  per tentare di ridurre l’intervallo di tale gap : e quello di recuperare  duecento miliardi di “maltolto”  ( mi pare che sia l’entità dell’evaso) rappresenterebbe un obiettivo che oltre a garantire benessere ci renderebbe sicuramente migliori.</em></p>
<p><em>Paradossalmente questa enorme sacca di economia in nero, che, malgrado gli appelli non accenna a diminuire ( vedi gli ultimi dati ISTAT), potrebbe in questo momento particolare rappresentare una risorsa in grado di mettere il nostro paese in una posizione di vantaggio rispetto alle nazioni che hanno già in gran parte risolto il problema dell’evasione fiscale, come gli Stati Uniti.</em></p>
<p><em>Naturalmente dovrebbero essere ossequiate due condizioni:</em></p>
<ol>
<li><em>la totale gratuità delle transazioni elettroniche ( le banche potrebbero essere risarcite per lo “scomodo” con una percentuale del recuperato),</em></li>
<li><em><em>la progressiva  e rapida riduzione delle aliquote fiscali e del costo del lavoro con immissione in circolazione di liquidità sufficiente a far ripartire l’economia.</em></em><br />
</em></li>
</ol>
<p><em><em>Dicono, giustamente, che stiamo vivendo una economia di guerra che come tale necessita di leggi speciali. </em><em>Inoltre, non sarebbe  che un’anticipazione di una evoluzione naturale atteso che già in alcune nazioni il contante è considerato “chincaglieria del passato”.</em></em></p>
<p><em><em></em>Mi farebbe piacere conoscere il Suo parere in proposito&#8221;.</em></p>
<p>Cordiali saluti</p>
<p>Giancarlo Gallo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crisi, certificata recessione dell&#8217;Italia &#8211; Istat lancia allarme: pil in calo dello 0,2%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Abi]]></category>
		<category><![CDATA[beni e servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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		<category><![CDATA[il giornale.it]]></category>
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		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[italia in recessione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3647" aria-describedby="caption-attachment-3647" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/12/crisi-certificata-recessione-dellitalia-istat-lancia-allarme-pil-in-calo-dello-02/economia-9/" rel="attachment wp-att-3647"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3647" title="Italia in Recessione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3647" class="wp-caption-text">Italia in Recessione - blocco della crescita</figcaption></figure>
<p>Adesso il timore della recessione è concreto. Adesso il segno meno è comparso davanti ai dati sulla crescita. Con un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, l&#8217;Istat ha registrato per il periodo luglio-settembre 2011 il primo dato negativo del prodotto interno lordo dal quarto trimestre 2009, quando aveva registrato un calo dello 0,1%.</p>
<p>&#8220;La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%&#8221;, ha spiegato l’Istat aggiungendo che è il risultato che si otterrebbe se nel quarto trimestre la variazione congiunturale fosse nulla. Nello stesso periodo, però, il pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,5% in Giappone, dello 0,5% negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito, dello 0,4% in Francia. &#8220;La produzione di beni e servizi in Germania &#8211; ha avvertito Simon Juncker, esperto dell’Istituto tedesco per la ricerca economica Diw &#8211; potrebbe arretrare fino ad assumere un valore negativo e non si esclude nemmeno più una possibile recessione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il prodotto interno lordo nel terzo trimestre 2011 è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente &#8211; ha spiegato l&#8217;istituto di statistica &#8211; nei confronti del terzo trimestre 2010 si rileva invece un aumento dello 0,2%&#8221;. L&#8217;Istat ha spiegato che nel terzo trimestre 2011 &#8220;tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione&#8221;. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1%, le esportazioni sono cresciute dell’1,6%. &#8220;Il terzo trimestre 2011 &#8211; informa ancora l’istituto di statistica &#8211; ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno del terzo trimestre 2010&#8221;. Anche l’Abi conferma i dati dell&#8217;Istat e prevede per il 2012 un &#8220;quadro recessivo&#8221; e una situazione di sostanziale stagnazione per il 2013. &#8220;La crescita del pil italiano non supererà lo 0,6% nel 2011, perderà lo 0,7% nel 2013 e recupererà allo 0,2% nel 2013 &#8211; ha spiegato l&#8217;Abi &#8211; il decreto &#8216;salva Italia&#8217; influirà con una riduzione della crescita di quattro decimi tra 2012 e 2013&#8221;. Ad ogni modo, secondo il rapporto Afo dell’Abi, il Belpaese dovrebbe raggiungere il pareggio di bilancio già nel 2013.</p>
<p>Nel terzo trimestre del 2011 la spesa delle famiglie è diminuita dello 0,2%. In calo dello 0,6% quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private dello 0,6%. &#8220;Rispetto al trimestre precedente si registra una contrazione anche degli investimenti (-0,8%), determinata da una flessione dell’1,2% di quelli in costruzioni e del 4,9% degli investimenti in mezzi di trasporto, mentre la spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti è aumentata dello 0,5%&#8221;, ha sottolineato l&#8217;Istat facendo notare che, per quanto riguarda la spesa delle famiglie sul territorio nazionale, &#8220;dal terzo trimestre 2010 al terzo trimestre 2011, si è registrato, complessivamente, un aumento dello 0,3%: gli acquisti di servizi sono cresciuti dell’1,6%, quelli di beni durevoli dello 0,4%, mentre i consumi di beni non durevoli hanno mostrato un forte calo (-0,8%)&#8221;. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato una diminuzione del 2,0%. &#8220;In particolare &#8211; ha spiegato l&#8217;Istat &#8211; si registra una flessione degli investimenti in mezzi di trasporto (-9,6%) e in costruzioni (-3,2%), mentre è aumentata la spesa in macchinari e altri prodotti (+1,4%)&#8221;.</p>
<p>Il Giornale.it</p>
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