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	<title>islam &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Conte: solidarietà alla Francia, Italia con chi combatte violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2020 13:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie Hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[Solidarietà alla Francia per il vile attacco nei pressi della ex sede di Charlie Hebdo. Siamo vicini al popolo francese e seguiamo con apprensione l’evolversi della situazione. L’Italia è al fianco di chi combatte ogni forma di violenza”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14468" aria-describedby="caption-attachment-14468" style="width: 1232px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14468" alt="Giuseppe Conte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3.jpg" width="1232" height="824" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3.jpg 1232w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3-403x270.jpg 403w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte3-1024x684.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1232px) 100vw, 1232px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14468" class="wp-caption-text">Giuseppe Conte &#8211; Foto: rete</figcaption></figure>
<p>Solidarietà alla Francia per il vile attacco nei pressi della ex sede di Charlie Hebdo. Siamo vicini al popolo francese e seguiamo con apprensione l’evolversi della situazione. L’Italia è al fianco di chi combatte ogni forma di violenza”. Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam: cittadinanza italiana non è un pezzo di carta ma un privilegio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jun 2017 10:27:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Magdi Cristiano Allam Anch&#8217;io sono stato un immigrato. Nel 1972 arrivai a Roma con un aereo dell&#8217;Alitalia, con il passaporto egiziano e un regolare visto d&#8217;ingresso, grazie a una borsa di studio concessami dal governo italiano per aver conseguito la Maturità scientifica italiana con il punteggio più alto presso l&#8217;Istituto Salesiano &#8220;Don Bosco&#8221; al Cairo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12371" aria-describedby="caption-attachment-12371" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12371" alt="Magdi Cristiano Allam" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4.jpg" width="900" height="608" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/magdi-cristiano-allam4-399x270.jpg 399w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12371" class="wp-caption-text">Magdi Cristiano Allam</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Magdi Cristiano Allam</p>
<p style="text-align: justify;">Anch&#8217;io sono stato un immigrato. Nel 1972 arrivai a Roma con un aereo dell&#8217;Alitalia, con il passaporto egiziano e un regolare visto d&#8217;ingresso, grazie a una borsa di studio concessami dal governo italiano per aver conseguito la Maturità scientifica italiana con il punteggio più alto presso l&#8217;Istituto Salesiano &#8220;Don Bosco&#8221; al Cairo.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;epoca erano sufficienti cinque anni di residenza per richiedere la cittadinanza. Avevo i requisiti per acquisirla: conoscevo bene lingua e cultura italiana, condividevo la civiltà italiana, ero autosufficiente economicamente. Era un&#8217;Italia radicalmente diversa, migliore da tutti i punti di vista. C&#8217;erano in tutto circa 130 mila stranieri che solo vent&#8217;anni dopo li si indicò come &#8220;extracomunitari&#8221;. Eravamo perlopiù studenti di buona cultura che non creavamo alcun problema sul piano sociale, economico e della sicurezza. La parola &#8220;immigrato&#8221; non esisteva nel lessico politico, semplicemente perché noi stranieri non eravamo e non venivamo percepiti come diversi dai cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un caso che solo 14 anni dopo, nel 1986, chiesi e ottenni la cittadinanza italiana per potermi iscrivere all&#8217;Ordine dei Giornalisti e sanare una situazione che da oltre dieci anni mi vedeva scrivere sulla stampa italiana come &#8220;collaboratore&#8221;, con un trattamento economico inadeguato a fronteggiare le necessità della mia famiglia.<br />
Ebbene, mentre quando gli stranieri erano pienamente compatibili con le leggi, le regole e i valori italiani non sentivano la necessità di acquisire la cittadinanza italiana, paradossalmente oggi che gran parte di loro sono incompatibili e non integrabili, il fronte politico catto-comunista vuole accordare la cittadinanza facile e celere.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure sarebbe sufficiente guardarci attorno per scoprire la portata deflagrante dello ius soli principalmente in Francia e Gran Bretagna, dove viene abbinato al multiculturalismo, diritti e libertà senza doveri e regole, e al comunitarismo, l&#8217;auto-amministrazione su base etnico-confessionale con proprie regole e leggi.<br />
Nonostante l&#8217;evidenza del fallimento della cittadinanza intesa come un pezzo di carta che si accorda sulla base di parametri quantitativi legati agli anni di residenza, allo stipendio e alla capienza dell&#8217;alloggio, in Italia si persevera nell&#8217;ignorare l&#8217;essenza qualitativa della cittadinanza, che non può prescindere dall&#8217;adeguata conoscenza della lingua e della cultura; dal rispetto delle leggi; dall&#8217;ottemperanza delle regole su cui si fonda la civile convivenza; dalla condivisione dei valori che sostanziano la nostra civiltà; dal lavoro che concorre allo sviluppo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli italiani devono essere consapevoli che accordare lo ius soli e consentire ai musulmani o ai cinesi di auto-amministrarsi sulla base di proprie regole e leggi, promuovendo in parallelo l&#8217;auto-invasione di milioni di giovani prevalentemente islamici nella fascia d&#8217;età dell&#8217;esplosione della fertilità maschile, sarebbe un suicidio traducendosi nella sostituzione etnica della popolazione italiana e nella fine della nostra civiltà, nella sottomissione alla dittatura finanziaria e alla tirannia dell&#8217;islam.</p>
<p style="text-align: justify;">(Fonte: Il Giornale, 18 giugno 2017 &#8211; da Pagina Ufficiale Facebook di Cristiano Magdi Allam<br />
magdicristianoallam@gmail.com</p>
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		<title>Quegli sputi sulla Croce da quelle quattro puttanelle velate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jun 2017 19:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Amn]]></category>
		<category><![CDATA[donne arabe]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
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		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Feltri]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione di Fabio Gallo/ Sono profondamente colpito dalle parole di Vittorio Feltri la cui esperienza è scrigno di almeno 40 anni della cultura che ha reso l&#8217;Italia la Bella e unica nel Mondo. Ma da alcuni anni l&#8217;Italia è governata da gentaglia da quattro soldi che sta svendendosi per un rolex, per una dose di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12336" aria-describedby="caption-attachment-12336" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12336" alt="Il Crocifisso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2.jpg" width="800" height="527" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2-300x197.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilCrocifisso-2-409x270.jpg 409w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12336" class="wp-caption-text">Il Crocifisso</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Introduzione di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Sono profondamente colpito dalle parole di <strong>Vittorio Feltri</strong> la cui esperienza è scrigno di almeno 40 anni della cultura che ha reso l&#8217;Italia la Bella e unica nel Mondo. Ma da alcuni anni l&#8217;Italia è <strong>governata da gentaglia da quattro soldi</strong> che sta svendendosi per un rolex, per una dose di cocaina o per una scopata. <strong>La misura è colma</strong> e stiamo scoprendo che l&#8217;offesa agli italiani e alla loro cultura, al loro intimo patrimonio di sentimenti vitali è tale, da non riuscire più ad essere indifferenti.<br />
<strong>Siamo nelle mani di quattro idioti.</strong> Sono perfettamente d&#8217;accordo con il Direttore Feltri. E aggiungo: idioti che culturalmente sono meno che zero. Motivo per cui non comprendono quanto sta accadendo nel nostro Paese. E non è solo il Direttore Vittorio Veltri ad alzare la voce! Proprio in queste ore, infatti, ha tuonato nel mondo della comunicazione la voce del <strong>Vicepresidente dell&#8217;Associazione Nazionale Magistrati</strong> <strong>Angelo Angermano</strong> che ha dichiarato senza usare mezzi termini che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>l&#8217;immigrazione metterà a rischio la tenuta democratica del paese&#8221;</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E ha continuato affermando che<strong> </strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;<strong>dobbiamo prendere atto che non possiamo accogliere tutti.</strong> <strong>Diritti e doveri </strong>devono essere fissati in uno<strong> statuto dell&#8217;immigrato</strong> che ancori l&#8217;accoglienza nel nostro paese al rispetto delle leggi”.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E come se non bastasse il noto Magistrato ha dichiarato che</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>chi intende diventare italiano dev&#8217;essere sottoposto a verifiche severe e progressive che dimostrino come l&#8217;aspirante cittadino accetti e condivida i valori democratici&#8221;</strong>.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ormai è chiaro! Siamo governati da politici decerebrati e lobotomizzati che pensano solo ad accumulare danaro mentre i poveri cittadini italiani insieme al nostro Patrimonio Culturale che è anche quello dei campanili cristiani, del suono delle campane, dei crocifissi nelle scuole e del presepe, delle campagne e della gente in pace, viene deriso da gentaglia che indossa indegnamente anche gli abiti dell&#8217;Islam.<br />
No, non muovo un&#8217;accusa all&#8217;Islam ma <strong>a questi escrementi umani</strong> che indossano indegnamente la veste islamica per sputare sul crocifisso, che fanno finta di essere cristiani per prendere la comunione e sputarla sull&#8217;altare mostrando il volto di quell&#8217;Islam violento e incompatibile con qualsiasi civiltà, che ci sta portando all&#8217;esasperazione. <strong>Anche io come il Direttore Vittorio Feltri</strong> e come il <strong>Procuratore della Repubblica Angelo Sangermano</strong> attendo che i loro referenti li denuncino pubblicamente. Ma so bene che ciò non accadrà mai.<br />
Vorrei che questa gentaglia sappia che i loro sputi sulla Croce e il loro vomitare sui nostri altari cristiani, sono una grande offesa e costituiscono da oggi la motivazione di una nuova classe politica che sorgerà per<strong> allontanarli dall&#8217;Italia</strong>, per la quale i nostri antenati hanno combattuto e sacrificato affetti, ogni bene e la vita stessa.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Vittorio Feltri per “Libero quotidiano”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La chiesa di San Zulian a Venezia è stata in questi giorni il luogo di un attacco terroristico subdolo, senza sangue, ma che fa sanguinare il cuore di uno come me che è ateo, ma è pur sempre figlio di questa terra dove suonano le campane e il panorama è pieno di croci e crocifissi. Due volte. Prima alcuni giovanotti arabi si sono presentati a messa. Hanno ricevuto la comunione fingendosi devoti cattolici e subito hanno vomitato l’ostia sull’altare come fosse cibo del diavolo, bestemmiando Gesù Cristo. Poi, passato un giorno, quattro ragazze con il velo islamico si sono dirette verso il crocifisso e gli hanno sputato sul volto: quello sarà stato di legno, ma io ho sentito la bava di questa gentaglia sulla mia faccia, anzi sul volto dei miei che mi hanno insegnato il segno della croce, e dei loro padri e indietro ancora, a quelli che hanno fatto l’Italia, un paese che farà anche pena, ma è il mio paese. Il nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è voluto che il fatto si ripetesse, che arrivasse il gruppo di puttanelle islamiche per convincere il parroco alla denuncia pubblica. Il sacrestano quasi si vergognava a farlo sapere, mica che gli dessero del visionario o del razzista fondamentalista. Il prete infine ha rivelato pubblicamente il sopruso. Ed è già un miracolo di coraggio. Perché ora dovrà subire lui il processo: gli diranno di non avere misericordia, di prestarsi alla reazione violenta, ad esempio, di Libero.</p>
<p style="text-align: justify;"> Violenta? Sacrosanta. Se non ci difendiamo, se non tuteliamo quello che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto calpestando coi suoi piedi questa valle di lacrime, tanto vale arrendersi, consegnarci direttamente al Califfo e ai suoi mullah. Ribelliamoci. Chiediamo che la comunità islamica consegni alle forze dell’ ordine questi loro soci. Figuriamoci. I musulmani in Italia, visto che non hanno il santo timor di Dio, come recitava il catechismo del mio curato, e neppure della legge, ne abbiano almeno di una salutare reazione dell’ opinione pubblica. Temo sia tardi.Nei giorni scorsi ho letto un reportage sul Foglio di Cristina Giudici da un quartiere di Milano, vicino a San Siro, trasformato ormai in una succursale della Mecca. Scriveva: «A metà pomeriggio, nel quartiere popoloso e popolare a cento metri dallo stadio, sembra di stare quasi al Cairo. Ciò che colpisce di più è l’immagine delle numerose donne che nel pomeriggio affollano il marciapiede con molti bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte velate, molte con il velo integrale. Il quadrilatero della vecchia San Siro è diventato una mini Molenbeek. Ne sa qualcosa Giovanna De Matteis, madre di un alunno di quarta elementare, con un solo compagno di classe italiano, che ha ingaggiato una battaglia per difendere, ci dice, il crocifisso e impedire che venisse accolta la richiesta di alcuni genitori di mandare alla scuola elementare le bambine con il velo. Una richiesta che indica il grado di radicalizzazione esploso in quartiere negli ultimi due anni».</p>
<p style="text-align: justify;">La giornalista racconta che i musulmani non fanno entrare chi non è dei loro in certi negozi. Almeno impediamo che ci insozzino le chiese, che non sono proprietà solo di chi vi accende devotamente le candele, ma sono luoghi della nostra anima o animaccia che sia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono le impronte della memoria senza cui non esiste nazione, civiltà e non si resiste all’invasore. Noi non siamo come loro, come gli islamici intendo. In Pakistan hanno buttato in una fornace due sposi cattolici accusati (falsamente) di aver bruciato una pagina del Corano: si sono mossi in mille per linciarli.Hanno fatto scoppiare rivolte, e assassinato vignettisti a sangue freddo, per un paio di disegnini. Noi non siamo così. Ma quelli che hanno sputato le ostie li sputerei su un canotto, con acqua e viveri beninteso e persino una copia del Corano, e li spingerei al largo verso i loro minareti libici, egizi o marocchini. Non andremo a insozzargli le moschee. Ma state a casa vostra.Il Padreterno si arrangerà a suo tempo a sbatterli all’inferno, sempre che non sia Allah a comandare anche nell’aldilà, visto che nell’aldiquà già imperversa. Oppure li perdonerà. È il suo lavoro. I bravi cristiani seguiranno l’esempio del Papa (chi sono io per giudicare?) e diranno che è colpa delle multinazionali, dei fabbricanti di armi e ultimamente di quelli dei Tir. Io non ci sto.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso permettermelo, non essendo un bravo cattolico. Ma penso che uno Stato laico, che non è obbligato a perdonare 70 volte 7, debba reagire con forza, riprendere il controllo di tutto il territorio, appoggiato da teste di destra, di sinistra e di centro. Mi illudo. Sono sicuro che i giornaloni minimizzeranno, riducendo il tutto a un caso di folklore tra opposti baciapile. Balle.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Libero</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Matteo Salvini: &#8220;Bloccare l&#8217;ingresso degli islamici&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 19:47:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa la proposta lanciata da Matteo Salvini ai microfoni della Zanzara su Radio 24, all&#8217;indomani della strage di Salman Abedi al concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena. &#8220;Almeno fino a quando &#8211; dice il segretario della Lega Nord &#8211; gli Stati arabi non sottoscrivono la parità dei diritti tra donna e uomo, tu a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11560" aria-describedby="caption-attachment-11560" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11560" alt="Matteo Salvini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini1.jpg" width="790" height="499" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini1-300x189.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-salvini1-427x270.jpg 427w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11560" class="wp-caption-text">Matteo Salvini</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Questa la proposta lanciata da <strong>Matteo Salvini ai microfoni della Zanzara su Radio 24</strong>, all&#8217;indomani della strage di <strong>Salman Abedi al concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena</strong>. &#8220;Almeno fino a quando &#8211; dice il segretario della Lega Nord &#8211; gli Stati arabi non sottoscrivono la parità dei diritti tra donna e uomo, tu a casa mia non metti piede&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Oggi l&#8217;islam non è compatibile con la democrazia, con la nostra cultura. Oggi purtroppo è così&#8221;. Salvini non intende far sconti alle comunità musulmane che stanno proliferando in tutta Italia. A partire dalla costruzione di nuove moschee. &#8220;Ci vuole lo stop alle nuove concessioni &#8211; spiega il leghista alla Zanzara &#8211; quelle che ci sono adesso bisogna censirle bene, vorrei sapere chi le finanzia. Controlli a tappeto di qualsiasi presenza islamica regolare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;I terroristi &#8211; aggiunge Salvini nell&#8217;intervista radiofonica &#8211; li definisco dei vermi. Uno che si fa saltare ammazzando dei bambini di 8 anni non è definibile, ha più dignità il verme. I terroristi islamici sono i nazisti del 2000&#8221;. Il leader del Carroccio invita gli altri islamici, che vivono in Italia, ad &#8220;alzare la voce&#8221;. Per Salvini, gran parte degli islamici &#8220;sono complici&#8221;. Lo sono sicuramente &#8220;quelli che tacciono e stanno zitti&#8221;. E lo sono pure &#8220;quelli che fanno finta di niente&#8221;. &#8220;Perché non stanno riempiendo le piazze? &#8211; si chiede il segretario della Lega Nord &#8211; hanno fatto la marcia per i migranti. Possono fare una bella marcia contro la violenza ed il terrorismo islamico. Perché non lo fanno?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Il Giornale.it</p>
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		<title>Attacco alla Redazione di &#8220;Charlie Hebd&#8221; in nome di Allah. La Francia sotto shock.</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/01/attacco-alla-redazione-di-charlie-hebd-in-nome-di-allah-la-francia-sotto-shock/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 14:16:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/Roma/ Due uomini armati hanno attaccato la sede del settimanale &#8220;Charlie Hebdo&#8221; questa mattina alle 11:30 a Parigi. Almeno 12 persone sono state uccise, tra cui due poliziotti e le grandi penne del settimanale il disegnatore Charb (anche direttore del Giornale), Cabu, Wolinski e Tignous. Gli aggressori hanno parlato di &#8220;profeta&#8221; e gridano &#8220;Allah [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8701" aria-describedby="caption-attachment-8701" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/parigi-charlie-hebdo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8701" alt="parigi-charlie-hebdo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/parigi-charlie-hebdo.jpg" width="700" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/parigi-charlie-hebdo.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/parigi-charlie-hebdo-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/parigi-charlie-hebdo-472x270.jpg 472w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8701" class="wp-caption-text">Strage a Parigi nella Redazione del giornale satirico Charlie Hedbo</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/Roma/</p>
<p style="text-align: justify;">Due uomini armati hanno attaccato la sede del settimanale &#8220;Charlie Hebdo&#8221; questa mattina alle 11:30 a Parigi. Almeno <strong>12 persone sono state uccise,</strong> tra cui <strong>due poliziotti e le grandi penne del settimanale</strong> il disegnatore Charb (anche direttore del Giornale), Cabu, Wolinski e Tignous. Gli aggressori hanno parlato di &#8220;profeta&#8221; e gridano &#8220;Allah Akbar&#8221;. Sono ancora in fuga e attivamente ricercati dalla polizia. La loro auto è stata trovata a Pantin (Seine-Saint-Denis). La loro identità o la loro possibile collegamento con un&#8217;organizzazione non conosciuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente Hollande si è precipitato sul posto, annunciando un &#8220;attacco terroristico&#8221;. Il piano antiterrorismo è stato attivato al massimo livello e Giornali e luoghi di culto sono sotto la protezione della polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto è accaduto è la prova che il terrorismo è pronto a sferrare il suo attacco con uomini addestrati, armamenti pesanti e capacità decisionale di straordinaria portata, tale da potere fronteggiare e uccidere anche Agenti di Polizia equipaggiati e addestrati. La pubblicazione della vignetta da parte del giornale satirico francese fa anche capire che queste cellule sono capaci di monitorare le redazioni dei giornali e conoscere esattamente data e ora delle riunioni delle redazioni. Giornalisti e redattori, infatti, si riuniscono solo una volta a settimana e i terroristi sapevano esattamente quando.</p>
<p style="text-align: justify;">Se sarà confermata la radice terroristica islamica possiamo dire che oggi nessuno è più sicuro e non volendo lanciare inutili allarmismi ma aderendo a quanto più volte dichiarato anche dalle massime cariche di Stato, bisogna dire che i cittadini italiani vivono nell&#8217;assoluta inconsapevolezza del fatto che presto anche l&#8217;Italia potrebbe diventare terreno di stragi. Le recenti dichiarazioni del Capo dello Stato, del Ministro dell&#8217;Interno e le fonti da essi citate dall&#8217;Intelligence, farebbero capire che la situazione italiana è sulla lama del rasoio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;attacco alla redazione di CHARLIE HEBD lede, per mezzo del terrore, la libertà di stampa, il principio fondante la democrazia, la libertà di espressione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Della stessa nostra idea è Gilles Van Kote </strong>Direttore di LE MONDE (http://www.lemonde.fr/) che commenta così: <em>&#8220;L&#8217;uccisione è verificato questo Mercoledì 7 gennaio che rafforzare la nostra convinzione che sia necessario lottare contro l&#8217;ignoranza, l&#8217;intolleranza, il fanatismo e l&#8217;oscurantismo. E &#8216;più importante che mai per ricordare che la libertà di stampa non è negoziabile &#8220;.</em></p>
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		<title>L&#8217;ISIS è costituito anche da combattenti stranieri. Ecco perché.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 17:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Chetta]]></category>
		<category><![CDATA[combattenti]]></category>
		<category><![CDATA[isis]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[istituto di studi strategici]]></category>
		<category><![CDATA[niccolò machiavelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa guerra che porta l&#8217;insegna &#8220;ISIS&#8221; è alimentata da combattenti stranieri. Donne e uomini aderenti alla fede islamica che decidono di partire dalle varie nazioni in cui essi risiedono, per soccorrere i loro fratelli considerati in pericolo. Si tratta di una tradizione religiosa che tra i suoi lati oscuri ha quello di rendere difficile l&#8217;identificazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8302" aria-describedby="caption-attachment-8302" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/isis-espansione-territorial.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8302" alt="isis-espansione-territorial" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/isis-espansione-territorial.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/isis-espansione-territorial.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/isis-espansione-territorial-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/isis-espansione-territorial-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8302" class="wp-caption-text">L&#8217;ISIS e la sua idea di espansione territoriale</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa guerra che porta l&#8217;insegna &#8220;ISIS&#8221; è alimentata da combattenti stranieri. Donne e uomini aderenti alla fede islamica che decidono di partire dalle varie nazioni in cui essi risiedono, per soccorrere i loro fratelli considerati in pericolo. Si tratta di una tradizione religiosa che tra i suoi lati oscuri ha quello di rendere difficile l&#8217;identificazione esatta di questo esercito che improvvisamente si manifesta dal nulla. Un esercito di Donne e Uomini che vivono tra di noi pronti e disposti anche a morire.  E se milioni di islamici si dovessero sentire in pericolo e minacciati, magari senza motivo, quale sarebbe la conseguenza nei nostri paesi? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il testo dell’intervento di <strong>Claudio Neri dell’Istituto di Studi Strategici Niccolò Machiavelli</strong> all’Assemblea Parlamentare della Nato (Sottocomitato per il Mediterraneo e per il Medio Oriente), tenuta a Catania tra il 2 e il 4 ottobre scorsi, durante la settima sessione dei lavori dedicata al tema dei foreign fighters (combattenti stranieri), ci aiuta a comprendere a fondo il fenomeno e anche come esso funziona.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>INTERVENTO DI CLAUDIO NERI<br />
ISTITUTO DI STUDI STRATEGIGI NICOLO&#8217; MACHIAVELLI<i><br />
</i></strong>Secondo un rapporto del Soufan Group nei tre anni di conflitto siriano circa 12mila foreign fighters si sarebbero recati in Siria per combattere con i ribelli. Tale numero però comprende anche i soggetti che hanno fatto ritorno ai Paesi di origine ed i combattenti morti in battaglia. Questi ultimi, secondo dati di fine 2013, ammonterebbero a circa l’8/10%. Non comprende, invece, i combattenti stranieri che operano o hanno operato tra le fila delle forze governative. Secondo il Soufan Group tra i 3 ed i 4mila uomini sarebbero accorsi in aiuto del regime di Assad, in gran parte provenienti dall’Iran, dall’Iraq e dal Libano e con un consistente supporto governativo iraniano. Secondo altre fonti, israeliane e statunitensi, il numero sarebbe più elevato: tra i 7 e gli 8mila.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei 12mila foreign fighters tra le fila dei ribelli circa 2,5/3mila proverrebbero da Paesi occidentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il condizionale, però, è d’obbligo. Le stime sul numero dei combattenti stranieri – in Medio-Oriente in generale e nell’area siro-iraqena in particolare – variano ed anche quelle ufficiali fornite dai governi, i quali tracciano i movimenti verso l’estero dei propri cittadini o residenti, hanno o possono avere dei margini di errore di una certa importanza. Nello stesso report del Soufan Group, i cui dati sono aggiornati a fine maggio di quest’anno (il report è stato pubblicato a giugno), si cita una stima realizzata dai Servizi segreti statunitensi. A gennaio il direttore dell’intelligence di Washington James Clapper, valutava in più di 7mila i foreign fighters presenti in Siria. Provenienti, secondo Clapper, da circa 50 differenti Paesi. Secondo l’analisi del Soufan, invece, i Paesi di provenienza dei 12mila combattenti stranieri stimati sarebbero almeno 81.<br />
Pochi giorni fa, infine, lo stesso Presidente Obama ha rivisto la stima aumentandola a più di 15mila foreign fighters. Ci rendiamo conto, quindi, di come il range possa essere consistente. Sia a causa della fluidità e della dinamicità di una situazione che è in continua evoluzione, sia a causa di un’oggettiva difficoltà nel formulare delle stime, ma anche per una differenza, che è possibile riscontrare nei vari report, nella definizione di “combattente straniero”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE DIMENSIONI DEL FENOMENO</strong><br />
Ciò premesso è comunque possibile affermare che il contingente di combattenti stranieri operanti in Siria in questi tre anni è sicuramente uno dei più ampi mai registrati nella storia di quella che un valido ricercatore, Thomas Hegghammer, definisce “private global foreign fighter mobilization” nel mondo musulmano. Analizzando i dati elaborati di Hegghammer notiamo che nel conflitto afghano degli anni ’80 i combattenti stranieri, c.d. “arabi afghani”, sono stati tra i 5.000 ed i 20.000. In quello iraqeno, successivo all’invasione statunitense del 2003, i combattenti stranieri sono stati tra i 4 ed i 5mila. E’ quindi evidente che <strong>la mobilitazione attuale verso la Siria è una delle più consistenti mai verificatesi nel mondo musulmano</strong> e deve essere, quindi, monitorata con grande attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GLI ELEMENTI DI PREOCCUPAZIONE</strong><br />
Un dato che emerge con chiarezza, in particolare, è l’intensità nell’afflusso di combattenti stranieri verso la Siria. Tra i 12 ed i 15mila in tre anni mentre, ad esempio, in Iraq si parla di 4/5mila in circa sette anni (2003-2010). In Afghanistan, invece, tra i 5.000 ed i 20mila (cifra, questa, elevatissima) ma in dodici anni (1980-1992). <strong>La Siria, quindi, attrae foreign fighters con un ritmo nettamente più elevato rispetto ai conflitti precedenti</strong> anche se andrebbero effettuate ulteriori ricerche per valutare i tempi medi di permanenza in teatro di questi combattenti.<br />
Ciò che colpisce è la progressione nell’afflusso di combattenti stranieri dal 2012 ad oggi. Nella prima metà di quell’anno venivano segnalati come affluiti in Siria tra i 700 ed i 1.400 foreign fighters. Nell’agosto del 2013 il numero era salito a circa 6mila. Adesso, secondo le fonti che ho appena citato, il numero è arrivato a circa 15mila. E’ fuor di dubbio, quindi, che la guerra siriana o, meglio, il conflitto siro-iraqeno, costituisca attualmente <strong>un potentissimo catalizzatore per determinati soggetti all’interno delle comunità musulmane internazionali</strong>, medio-orientali in particolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA QUESTIONE DEI PAESI DI ORIGINE (DA DOVE PARTONO?)</strong><br />
Da dove partono i combattenti stranieri che si recano in Siria? Da circa 80 Paesi. La maggioranza, però, arriva da quattro/cinque Paesi arabi. In dettaglio, si stima che dalla Tunisia si siano recati in Siria circa 3mila combattenti, dall’Arabia Saudita circa 2.500, dalla Giordania circa 2mila, dal Marocco circa 1.500. Inoltre 800 dal Libano, circa 500/1000 dalla Libia, circa 400 dalla Turchia, circa 360 dall’Egitto. Complessivamente questi Paesi alimentano almeno per l’80% l’afflusso di foreign fighters in Siria.<br />
Che peso ha, quindi, l’Occidente in questo flusso di volontari? I numeri sono nettamente inferiori rispetto al mondo arabo anche se <strong>da Francia, Gran Bretagna e Germania – ma anche da Belgio, Danimarca, Australia e Olanda -risultano partite verso la Siria diverse centinaia di volontari</strong>. In particolare, circa 700 dalla Francia, circa 400 dalla Gran Bretagna e circa 250/280 dalla Germania, dal Belgio e dall’Australia. A livello di dati aggregati è comunque possibile affermare che <strong>l’attuale fenomeno dei foreign fighters verso la Siria è in gran parte un fenomeno interno al mondo arabo</strong>, con una componente numericamente ristretta sul totale che coinvolge l’Occidente, soprattutto l’Europa.<br />
I combattenti sono all’85/90% uomini sotto i 40 anni. La fascia di età media è di 18-29 anni. Molto giovani, quindi, anche rispetto alle precedenti mobilitazioni, verso l’Iraq e l’Afghanistan, per esempio (età media tra i 25-35 anni). E’ segnalata anche una ridotta presenza femminile, circa il 10/15%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CHI SONO I GRUPPI BENEFICIARI?</strong><br />
Dove vanno a combattere i volontari che affluiscono in Siria, sia quelli che giungono dal Medio-Oriente che quelli che arrivano da Paesi occidentali? Secondo le informazioni disponibili sono quattro i principali gruppi combattenti che beneficiano del flusso di volontari stranieri:,<strong> Jaish al Muhajireen wal-Ansar</strong>, un gruppo che ha una consistente presenza di ceceni;<strong> Sukur al-Sham</strong>, forte di circa 10/20mila uomini al suo interno opererebbero combattenti provenienti dalla Francia e dal Belgio ed avrebbe nella sua leadership elementi legati ad al Qaeda; <strong>Jabhat al-Nusra</strong>, una componente di Al Qaeda in Siria e con una presenza di veterani che hanno combattuto in Iraq contro gli americani; l’<strong>Isis</strong>, che ha le sue origini nell’organizzazione dello Stato islamico iraqeno (organizzazione c.d. ombrello) creata nel 2006. Quest’ultimo gruppo avrebbe al suo interno un numero elevatissimo di combattenti stranieri, secondo alcune stime addirittura tra il 30 ed il 40%. In particolare, i combattenti stranieri provenienti dall’area MENA confluirebbero soprattutto verso al Nusra e verso l’<strong>Isis all’interno dei quali i foreign fighters costituirebbero la componente fondamentale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CONTRIBUTO MILITARE DEGLI STARNIERI</strong><br />
Qual è il contributo militare che questi volontari stranieri forniscono ai gruppi combattenti nei quali vengono inseriti? Generalmente i volontari che si recano in Siria non hanno addestramento militare, anche a causa della loro giovane età. In particolare quelli che provengono dall’Europa. Ovviamente non è sempre così e sono<strong> molti i casi accertati di veterani di precedenti conflitti</strong>, ad esempio di quello irakeno degli anni 2000, ma anche ceceni, pakistani e libici. In linea tendenziale i combattenti provenienti dal Medio-Oriente dovrebbero essere più competenti militarmente rispetto ai loro compagni che provengono dai Paesi occidentali, perché in molti casi hanno già partecipato a conflitti. I soggetti non addestrati vengono comunque sottoposti ad un ciclo di veloce condizionamento (circa sei settimane) e vengono poi inseriti nelle unità combattenti. Il contributo militare dei foreign fighters è considerato significativo soprattutto nei gruppi jihadisti e qaedisti, ad esempio per quanto riguarda gli attacchi suicidi (con un’alta percentuale di sauditi e giordani coinvolti in tali attacchi).<br />
Proviamo ad esaminare il fenomeno cui stiamo assistendo in questi mesi, ovvero il considerevole afflusso di volontari stranieri verso il Medio-Oriente, in particolare verso Siria ed Iraq, in un quadro storico più ampio. La letteratura specialistica ci vene in aiuto permettendoci di identificare le tendenze di lungo periodo, individuare similitudini e rotture con il passato, e, soprattutto, ci permette di comprendere alcune fondamentali dinamiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UN FENOMENO RECENTE NATO NEL 1967</strong><br />
In primo luogo, benché, come a tutti noto, il fenomeno dei foreign fighters non sia nuovissimo, di questi ultimi anni, esso è però un <strong>fenomeno recente nella storia della conflittualità medio-orientale</strong>. La prima volta in cui è stato possibile individuare un contingente, seppur ridottissimo,di combattenti stranieri è in occasione della guerra arabo-israeliano del 1967 (si stimano meno di 100 uomini). <strong>Ma è negli anni ’80 e, soprattutto, negli anni ’90 che il fenomeno si consolida</strong>. Secondo i dati elaborati da Hegghammer su 70 conflitti arabi combattuti dopo il 1945 solo in 18 è stato possibile individuare contingenti di foreign fighters, per la maggior parte, peraltro, contingenti di numero estremamente esiguo. Tra questi diciotto, 16 sono i contingenti di combattenti stranieri che hanno operato dagli anni ’80 in poi, 10 negli anni ’90, 5 negli anni 2000. Il fenomeno, quindi, è oggettivamente recente. <strong>Una realtà degli ultimi 30 anni che inizia con il conflitto afghano degli anni ’80</strong>, continua in Bosnia negli anni ’90 e prosegue in Cecenia, in Iraq negli anni Duemila e adesso in Siria. Questo è un elemento di conoscenza e di riflessione importante che ci può permettere di identificare i meccanismi di attivazione di un flusso di combattenti stranieri verso un determinato conflitto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Piccola incidenza numerica</strong><br />
Secondo, analizzando più in dettaglio i contingenti notiamo che generalmente i c.d.foreign fighters hanno costituito una parte minima dei combattenti in quel determinato conflitto. <strong>Il conflitto con il contingente di combattenti stranieri percentualmente più elevato, fino ad ora</strong> (Siria esclusa), è stato, secondo i dati in nostro possesso, quello iraqeno degli anni Duemila. In quel conflitto il 5% degli insorgenti erano combattenti stranieri. In Siria, invece, questa cifra percentuale sembra essere superiore. Anche se necessitano ulteriori ricerche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL FLUSSO DI RITORNO</strong><br />
Nei conflitti precedenti la stragrande maggioranza di combattenti stranieri proveniva da Paesi arabi, in generale, e dall’Arabia Saudita in particolare. Tale dato sembra essere confermato anche nel conflitto siriano nel quale, per l’appunto, circa l’80% dei combattenti stranieri proviene dal mondo arabo. Su questo dato dobbiamo riflettere un attimo. E’ evidente, infatti, che attualmente esista il pericolo che tali combattenti, dopo essere stati addestrati ed estremizzati in Siria ed in Iraq, ritornino nei loro Paesi di origine (Nord Africa e penisola araba) e attivino o rivitalizzino focolai di instabilità nell’area MENA. Tensioni, peraltro, che noi europei ci ritroveremmo alle porte di casa. In particolare, <strong>esiste il pericolo che combattenti siriani</strong>, estremizzati, radicalizzati ed addestrati militarmente, al ritorno nei Paesi medio-orientali,<strong>possano aderire a reti terroristiche pre-esistenti o possano crearne di nuove</strong>. Magari anche restando in contatto con organizzazioni come al Nusra o l’Isis.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PANISLAMISMO, SOLIDARIETA&#8217; E VITTIMISMO</strong><br />
Infine, la ricerca accademica nel campo degli studi strategici sembra indicare con sufficiente chiarezza che le motivazioni reali dei processi di mobilitazione su ampia scala di combattenti stranieri islamici verso conflitti esteri abbiano più a che fare con una ideologia pan-islamica che non con motivazioni religiose strettamente intese. Questa visione, questa dottrina, che adesso potremmo definire di “<strong>solidarietà pan-islamica”, ha creato il contesto ideologico per la nascita, negli anni ’80, di una sorta di movimento dei “combattenti stranieri” che fece la sua prima vera apparizione in Afghanistan</strong> e, via via, è arrivato fino ai giorni nostri. Un movimento che si è rafforzato nel corso degli anni sicuramente anche grazie ad alcuni fattori “facilitanti”, come la globalizzazione delle comunicazioni e dei trasporti (veloce e facile diffusione di video, foto, riviste, messaggi, minor costo per i viaggi e facilità negli spostamenti), ma che tutt’ora opera soprattutto grazie ad una rete di militanti ed attivisti sostenitori di questa ideologia (o dottrina) “pan-islamica” che considera un obbligo per ogni musulmano quello di correre in aiuto del proprio fratello minacciato, anche se all’estero, e che diffonde all’interno delle comunità musulmane mondiali (soprattutto medio-orientali, europee ed asiatiche) <strong>una visione allarmista secondo la quale la comunità islamica transnazionale sarebbe gravemente minacciata ed aggredita</strong> da potenze straniere (non solo occidentali, attenzione) o da despoti arabi al soldo degli stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo, affermando che, oltre agli opportuni interventi di tipo militare, di intelligence e di polizia giudiziaria, è questa <strong>specifica narrativa vittimistica, questa ideologia, che deve essere contrastata nel lungo periodo anche attraverso idonee operazioni di comunicazione strategica</strong>. Gli studi a nostra disposizione, infatti, indicano che affinché si realizzino grandi ondate di mobilitazione su scala internazionale è indispensabile che vi sia, come substrato, un’ideologia che faccia perno sugli aspetti vittimistici e solidaristici all’interno di una vera o presunta comunità islamica transnazionale minacciata.</p>
<p style="text-align: justify;">L’efficiente contrasto di tale ideologia dovrebbe ridurre in modo consistente l’afflusso di volontari verso i conflitti arabo-islamici. Ovvero limiterebbe il numero di soggetti che, pur non estremizzati in partenza, possono estremizzarsi dopo l’inserimento in un contesto di estrema violenza, tipico di conflitti civili come quello siro-iraqeno, e all’interno di gruppi jihadisti e qaedisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Pubblicato anche da Formiche.net</p>
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		<title>Quell&#8217;Islam fanatico (e pericoloso) letteratura profetica di Oriana Fallaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 10:06:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[decapitazioni]]></category>
		<category><![CDATA[fanatismo islamico]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[oriana fallaci]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo – direttore editoriale/ E’ nostra idea proporti l’iniziativa di Liberoquotidiano.it (ringraziamo il Direttore per l’iniziativa di pregio) perché riattualizzare il pensiero davvero contemporaneo di una grande donna: Oriana Fallaci. Siamo abituati a credere che i mistici siano solo operatori delle religioni. Invece un mistico è un profeta che opera nella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8161" aria-describedby="caption-attachment-8161" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oriana-fallaci-islam-terrorismo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8161" alt="oriana-fallaci-islam-terrorismo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oriana-fallaci-islam-terrorismo.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oriana-fallaci-islam-terrorismo.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oriana-fallaci-islam-terrorismo-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oriana-fallaci-islam-terrorismo-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8161" class="wp-caption-text">Oriana Fallaci</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo – direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">E’ nostra idea proporti l’iniziativa di <a href="http://www.liberoquotidiano.it" target="_blank">Liberoquotidiano.it</a> (ringraziamo il Direttore per l’iniziativa di pregio) perché riattualizzare il pensiero davvero contemporaneo di una grande donna: Oriana Fallaci. Siamo abituati a credere che i mistici siano solo operatori delle religioni. Invece un mistico è un profeta che opera nella quotidianità e profeti si è quando tutto ciò che dici si avvera dopo nella realtà. Penso che rileggere di <strong>Oriana Fallaci</strong> la sua <strong>“profezia sull’Islam fanatico”</strong> possa aiutare non ad odiare ma a capire perché la conoscenza è oggi più che mai foriera di libertà personale e culturale del Popolo e della patria cui si appartiene. Oggi ci è richiesto questo sforzo e cioè quello di vedere attraverso la nebbia fitta dove stiamo andando. Penso che possiamo anche camminare nel buio pesto se siamo in condizione di conoscere i pericoli che ci circondano. La sintetica descrizione da parte di Oriana Fallaci dei <em>&#8220;regimi assolutisti e dittatoriali&#8221;</em> e delle <em>&#8220;democrazie inanimate o regimi inertamente democratici&#8221;, </em>ci offre la possibilità di comprendere immediatamente con chi abbiamo a che fare e qual&#8217;è il contesto nel quale noi tutti ci stiamo muovendo. Il fanatismo islamico come la politica che ha perso la sua strada ritrovandosi nella corruzione e ogni tipo di violenza e ingiustizia che porta alla negazione dei diritti umani, traggono sempre origine da qualcosa. Regaliamoci la lettura, regaliamoci un po di attenzione per il nostro futuro e quello dell&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL SEGRETO DELLA FELICITA’ E’ LA LIBERTA’. IL SEGRETO DELLA LIBERTA’ E’ IL CORAGGIO</strong><br />
«Il segreto della felicità è la libertà. E il segreto della libertà è il coraggio», diceva <strong>Pericle</strong>. Uno che di queste cose se ne intendeva. (Tolgo la massima dal secondo libro della mia trilogia: La Forza della ragione. E da questo prendo anche il chiarimento che oltre centocinquanta anni fa Alexis de Tocqueville fornì nel suo intramontabile trattato sulla democrazia in America).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nei regimi assolutisti o dittatoriali,</strong> scrive Tocqueville, il dispotismo colpisce il corpo. Lo colpisce mettendolo in catene o torturandolo o sopprimendolo in vari modi. Decapitazioni, impiccagioni, lapidazioni, fucilazioni, Inquisizioni eccetera. E così facendo risparmia l’anima che intatta si leva dalla carne straziata e trasforma la vittima in eroe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle democrazie inanimate, invece, nei regimi inertamente democratici,</strong> il dispotismo risparmia il corpo e colpisce l’anima. Perché è l’anima che vuole mettere in catene. Torturare, sopprimere. Così alle sue vittime non dice mai ciò che dice nei regimi assolutisti o dittatoriali: «O la pensi come me o muori». Dice: «Scegli. Sei libero di non pensare o di pensare come la penso io. Se non la pensi come la penso io, non ti sopprimerò. Non toccherò il tuo corpo. Non confischerò le tue proprietà. Non violenterò i tuoi diritti politici. Ti permetterò addirittura di votare. Ma non sarai mai votato. Non sarai mai eletto. Non sarai mai seguito e rispettato. Perché ricorrendo alle mie leggi sulla libertà di pensiero e di opinione, io sosterrò che sei impuro. Che sei bugiardo, dissoluto, peccatore, miserabile, malato di mente. E farò di te un fuorilegge, un criminale. Ti condannerò alla Morte Civile, e la gente non ti ascolterà più. Peggio. Per non essere a sua volta puniti, quelli che la pensano come te ti diserteranno».</p>
<p style="text-align: justify;">Questo succede, spiega, in quanto nelle democrazie inanimate, nei regimi inertamente democratici, tutto si può dire fuorché la Verità. Perché la Verità ispira paura. Perché, a leggere o udire la verità, i più si arrendono alla paura. E per paura delineano intorno ad essa un cerchio che è proibito oltrepassare. Alzano intorno ad essa un’invisibile ma insormontabile barriera dentro la quale si può soltanto tacere o unirsi al coro. Se il dissidente oltrepassa quella linea, se salta sopra le Cascate del Niagara di quella barriera, la punizione si abbatte su di lui o su di lei con la velocità della luce. E a render possibile tale infamia sono proprio coloro che segretamente la pensano come lui o come lei, ma che per convenienza o viltà o stupidità non alzano la loro voce contro gli anatemi e le persecuzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli amici, spesso. O i cosiddetti amici. I partner. O i cosiddetti partner. I colleghi. O i cosiddetti colleghi. Per un poco, infatti, si nascondono dietro il cespuglio. Temporeggiano, tengono il piede in due staffe. Ma poi diventano silenziosi e, terrorizzati dai rischi che tale ambiguità comporta, se la svignano. Abbandonano il fuorilegge, il criminale, al di lui o al di lei destino e con il loro silenzio danno la loro approvazione alla Morte Civile. (Qualcosa che io ho esperimentato tutta la vita e specialmente negli ultimi anni. «Non ti posso difendere più» mi disse, due o tre Natali fa, un famoso giornalista italiano che in mia difesa aveva scritto due o tre editoriali. «Perché?» gli chiesi tutta mesta. «Perché la gente non mi parla più. Non mi invita più a cena»).</p>
<p>Continua la lettura: <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/11679029/Oriana-Fallaci--la-sua-lezione.html" target="_blank">http://www.liberoquotidiano.it/news/opinioni/11679029/Oriana-Fallaci–la-sua-lezione.html</a></p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam: evitiamo che le moshee diventino fabbriche di Terrore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2013 18:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[estremismo]]></category>
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		<category><![CDATA[islam]]></category>
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					<description><![CDATA[da www.intelligonews.it &#8211; di Francesco Siciliano &#8220;Dalle moschee spesso parte il terrore&#8221; &#8211; Magdi Cristiano Allam è perentorio, e intervistato da IntelligoNews sul feroce attentato terroristico di Londra (così è stato definito dallo stesso Cameron), condanna fermamente l’integralismo islamico. Come commenta l’episodio di Londra? «È un atto di estrema gravità, accentuata dal fatto che gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a class="lightbox" title="islam-mecca" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-5977" title="islam-mecca" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/islam-mecca-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>da www.intelligonews.it &#8211; di Francesco Siciliano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dalle moschee spesso parte il terrore&#8221; &#8211; Magdi Cristiano Allam è perentorio, e intervistato da IntelligoNews sul feroce attentato terroristico di Londra (così è stato definito dallo stesso Cameron), condanna fermamente l’integralismo islamico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come commenta l’episodio di Londra?</strong><br />
«È un atto di estrema gravità, accentuata dal fatto che gli autori hanno rivendicato, pubblicamente orgogliosamente, la paternità di questo gesto, facendosi pure fotografare».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Terrorismo allo stato puro?</strong><br />
«Sì, ci troviamo di fronte a un terrorismo britannico autoctono, sono immigrati di terza e quarta generazione, tutti con la cittadinanza britannica. Il che evidenzia il livello di radicamento dell’estremismo islamico in Gran Bretagna, il Paese europeo più infiltrato dall’estremismo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il terrorismo islamico sta tornando prepotentemente in Europa?</strong><br />
«Non credo stia tornando: questi gesti solo solo la punta dell’iceberg».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa c’è sotto l’ “acqua”?</strong><br />
«C’è una realtà consolidata: non credo che la mattina ci si sveglia di soprassalto e si va in strada con un coltello per decapitare un soldato. Quando avvengono questi episodi vuol dire che a monte è stato fatto un lavaggio del cervello che trasforma le persone in robot della morte, in persone che immagino che la loro morte e la morte dei nemici dell’iIslam spalancherà loro le porte del paradiso islamico».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove avviene questo lavaggio del cervello?</strong><br />
«Nelle moschee: all’interno di qualcuna di queste qualche Imam predica l’odio, la violenza, la morte. Quelli sono luoghi in cui vengono citati i versi del Corano esortando i musulmani a combattere cristiani, infedeli e apostati, fin quando non si saranno tutti sottomessi all’Islam».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come impedire tutto questo?</strong><br />
«Evitando che le moschee nei nostri Paesi diventino fabbriche del terrore».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Povertà, può essere considerato l’incipit per il compimento di questi atti?</strong><br />
«No. I 19 terroristi suicidi dell’11 settembre appartenevano al ceto medio egiziano e arabo: non erano certo dei disgraziati, né poveracci. Il coinvolgimento dell’ideologia radicale è trasversale: attrae giovani altamente istruiti, ma in crisi di identità, che condividono la dimensione materiale della modernità occidentale, ma non quella spirituale. E si rifugiano nell’integralismo islamico come alternativa valoriale e identitaria».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La povertà e l’immigrazione clandestina?</strong><br />
«Non credo neppure che la questione dell’immigrazione clandestina possa essere da abbinare automaticamente a questo discorso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A questo proposito: come ha accolto le proposte del ministro Kyenge in merito allo ius soli?</strong><br />
«Sono esterrefatto dal fatto che qualche politico fino ai supremi vertici delle istituzioni sembrino dimenticare che la nostra Costituzione stabilisce la cittadinanza italiana sulla base dello ius sanguinis».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un suo pensiero sulla Kyenge?</strong><br />
«La Kyenge dapprima ha giurato sulla nostra Costituzione – che prevede il servire l’interesse esclusivo (e sottolineo esclusivo) della nazione. Qualche giorno dopo, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato pubblicamente: “Non potrei essere interamente italiana”. Non le sembra che qui ci sia un conflitto di interessi?».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come reagirebbe l’Europa se adottassimo lo ius soli?</strong><br />
«Lo ius soli esiste solo in Francia, quindi non è un qualcosa che porrebbe in nostro Paese al di fuori della realtà Europea. E comunque torno a ripetere: noi dobbiamo considerare in primis il nostro interesse nazionale, senza preoccuparci degli altri. Lo stesso presidente del Senato, Piero Grasso, ha preso una posizione decisamente contraria allo ius soli, sostenendo che l’Italia in questo modo diverrebbe la meta privilegiata delle puerpere che verrebbero inItalia per far nascere i loro figli e avere per tutti la cittadinanza e di conseguenza tanti diritti. In un momento in cui oltre il 40% delle famiglie italiane subisce la crisi economica, un provvedimento di questo tipo sarebbe una vera beffa, un crimine».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E sulla possibilità di abolire il reato di clandestinità?</strong><br />
«È totalmente illegale. In termini giuridici la clandestinità è reato. Un ministro dovrebbe dovrebbe saperlo – e uso appositamente il condizionale – visto che dovrebbe rappresentare le istituzioni. La Kyenge, che dice che il reato di clandestinità andrebbe abolito e non andrebbe considerato un reato assume una posizione eversiva e contro la legge. Che considera l’ingresso illegale di una persona nel territorio nazionale come un reato. E questo succede in ogni Paese del mondo… perché l’Italia dovrebbe fare eccezione?».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: www.intelligonews.it</p>
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