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	<title>iraq &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mario Occhiuto dal GUP di Roma. &#8220;Associazione a delinquere transnazionale&#8221;, l&#8217;accusa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 12:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[associazione a delinquere]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte LACNEWS/Gazzetta del Sud/ Mario Occhiuto e Martina Hauser, rispettivamente Sindaco di Cosenza e moglie dell&#8217;ex Ministro Corrado Clini in forze nella qualità di Assessore nel corso della prima sindacatura dell&#8217;Architetto Occhiuto, saranno davanti al Gup del Tribunale di Roma giorno 22 ottobre 2019 alle ore 10,30, insieme ad altri coinvolti nell&#8217;indagine, gravati dell&#8217;accusa di Associazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza.jpg" alt="arresti-guardia-di-finanza" class="wp-image-7846" width="719" height="424" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/arresti-guardia-di-finanza-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /><figcaption>La Legge è uguale per tutti</figcaption></figure>


<p style="text-align: center;">Fonte LACNEWS/Gazzetta del Sud/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mario Occhiuto e Martina Hauser</strong>, rispettivamente Sindaco di Cosenza e moglie dell&#8217;ex Ministro Corrado Clini in forze nella qualità di Assessore nel corso della prima sindacatura dell&#8217;Architetto Occhiuto, saranno davanti al Gup del Tribunale di Roma giorno <strong>22 ottobre 2019 alle ore 10,30</strong>, insieme ad altri coinvolti nell&#8217;indagine, gravati dell&#8217;accusa di <strong>Associazione a delinquere con l&#8217;aggravante della transnazionalità.</strong> La loro posizione è legata a una ipotesi corruttiva &#8220;commessa – scriveva il Gip – per incarichi professionali conferiti a vantaggio di Martina Hauser&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Fermo restando la presunzione d&#8217;innocenza fino all&#8217;ultimo grado di giudizio, i fatti sono questi:</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Martina Hauser, negli anni scorsi assessore comunale alla sostenibilità ambientale nella giunta guidata a Cosenza da Mario Occhiuto</strong>, sarebbe stata dunque beneficiaria, secondo la ipotesi di accusa dei magistrati emiliani, di incarichi. Vero o falso? Saranno i magistrati a valutarlo. Nell’atto di chiusura delle indagini, firmato ad ottobre scorso dal Pubblico Ministero <strong>Alberto Galanti,</strong> si legge che &#8220;il sindaco di Cosenza, architetto grazie a società a lui riconducibili, ha sviluppato numerosi progetti nella Repubblica popolare cinese finanziati o cofinanziati con fondi provenienti dal ministero dell’Ambiente italiano e, nello specifico, dalla direzione generale già retta da <strong>Corrado Clini</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Procura di Roma ha in questi anni d’indagine vagliato tutti i contratti di consulenza e gli incarichi di progettazione affidati dal ministero dell’Ambiente nell’ambito dei rapporti bilaterali internazionali stabiliti con <strong>l’Iraq, la Cina, il Montenegro e il Brasile.</strong> L’inchiesta della magistratura inquirente capitolina si è incrociata con quella della Procura di Ferrara che ha portato, due anni addietro, all’arresto dell’ex ministro Corrado Clini che, per 25 anni, ha svolto il ruolo di dirigente generale del dicastero. E proprio dal contenuto dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal <strong>gip ferrarese, Piera Tassoni</strong>, si evinceva che Clini era originariamente indagato, oltre che per peculato, anche per corruzione in concorso con <strong>Augusto Calore Pretner</strong>, imprenditore padovano, e <strong>Marco Gonella</strong>, titolare della società <strong>“Med Ingegneria” di Ferrara.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La loro posizione <strong>è legata a una ipotesi corruttiva</strong> &#8220;commessa – scriveva il Gip – per <strong>incarichi professionali conferiti a vantaggio di Martina Hauser&#8221;</strong>. La donna, negli anni scorsi assessore comunale alla sostenibilità ambientale nella <strong>giunta guidata a Cosenza da Mario Occhiuto</strong>, sarebbe stata dunque beneficiaria, secondo la ipotesi di accusa dei magistrati emiliani, di incarichi. A questo punto, se le accuse hanno elementi sufficienti per suffragare un rinvio a giudizio, saranno il Gup di Roma a valutarlo il 22 ottobre 2019.</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> Procura di Roma</strong> ha indagato invece in relazione ad altri interventi su scala estera finanziati dal nostro Paese. L’ipotesi di reato contestata ora con la richiesta di rinvio a giudizio è collegata ad una presunta associazione per delinquere e ad <strong>un monte di investimenti superiore ai 200 milioni di euro.</strong> Il primo cittadino di Cosenza, <strong>Mario Occhiuto</strong>, che ha lavorato a lungo nella Repubblica Popolare Cinese, <strong>si è detto certo di poter dimostrare la propria estraneità </strong>a qualsiasi ipotesi di reato aggiungendo di non aver mai compiuto un atto contrario alle nostre leggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le persone coinvolte nell’inchiesta che approda adesso davanti al Gup devono essere considerate innocenti sino alla definizione della vicenda.</p>
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<p>L&#8217;inchiesta della Procura di Ferrara è stata successivamente trasferita per competenza a Roma dove i magistrati inquirenti hanno contestato all&#8217;ex ministro la corruzione internazionale. E <strong>nel 2014 per Corrado Clini è stato disposto il giudizio immediato</strong> sulla base degli atti relativi alle <strong>erogazioni da 54 milioni di euro</strong> previsti dal progetto New Eden per la riqualificazione dell’Iraq stanziati dal Governo italiano. Oltre che per Clini, la procura capitolina aveva chiesto il giudizio immediato anche per l’ingegnere padovano <strong>Augusto Calore Pretner,</strong> socio della ferrarese Med Ingegneria, facente parte del consorzio Nature Iraq, destinatario dei 54milioni insieme alla società americana Iraq Foundation. Secondo gli inquirenti, di quei 54 milioni destinati a finanziare il progetto “New Eden”, Clini e Pretner si sarebbero spartiti 3,4 milioni confluiti su conti correnti cifrati alla Ubs di Lugano. Accuse che l&#8217;ex ministro e l&#8217;imprenditore hanno sempre respinto.</p>
<p>LEGGI ANCHE:</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-per-truffa-falso-e-peculato-dalla-procura-di-cosenza/">https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-per-truffa-falso-e-peculato-dalla-procura-di-cosenza/</a></p>
<p><a href="https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2018/10/09/corruzione-riqualificazione-ambientale-indagato-sindaco">https://www.quotidianodelsud.it/calabria/cronache/inchieste/2018/10/09/corruzione-riqualificazione-ambientale-indagato-sindaco</a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-con-clini-ed-hauser-dalla-dda-di-roma/">https://ilparlamentare.it/2018/10/mario-occhiuto-indagato-con-clini-ed-hauser-dalla-dda-di-roma/</a></p>
<p><a href="https://www.corrieredellacalabria.it/2020/01/13/associazione-a-delinquere-transnazionale-chiesto-il-processo-per-occhiuto/">https://www.corrieredellacalabria.it/2020/01/13/associazione-a-delinquere-transnazionale-chiesto-il-processo-per-occhiuto/</a> </p>
<p><a href="https://www.lacnews24.it/cronaca/mario-occhiuto-rinviato-a-giudizio_120651/">https://www.lacnews24.it/cronaca/mario-occhiuto-rinviato-a-giudizio_120651/</a></p>
<p> </p>
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<p style="text-align: justify;"> </p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Papa Francesco: non dimenticare i cristiani in Iraq</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/03/papa-francesco-non-dimenticare-i-cristiani-in-iraq/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2016 18:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[iraq]]></category>
		<category><![CDATA[martirio]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/ Poco è cambiato da quando nel 2002 l&#8217;Iraq diventava scenario di guerra. Bombardamenti, morte e devastazione diventavano l&#8217;appuntamento preferito per la stampa internazionale, ma nessuno si è mai chiesto &#8220;perchè&#8221; la guerra stava accadendo nonostante tutti la scongiurassero. Un strana alleanza prendeva vita: Stati Uniti di cui siamo colonia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_10547" aria-describedby="caption-attachment-10547" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco-iraq.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10547" alt="papa-francesco-iraq" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco-iraq.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco-iraq.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco-iraq-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papa-francesco-iraq-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10547" class="wp-caption-text">Papa Francesco</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">Poco è cambiato da quando nel 2002 l&#8217;Iraq diventava scenario di guerra. Bombardamenti, morte e devastazione diventavano l&#8217;appuntamento preferito per la stampa internazionale, ma nessuno si è mai chiesto &#8220;perchè&#8221; la guerra stava accadendo nonostante tutti la scongiurassero. Un strana alleanza prendeva vita: Stati Uniti di cui siamo colonia da 60 anni attaccava e Francia, Inghilterra si associano e bombardano ancora. Poi, la sconfitta delle superpotenze innanzi a tribù alimentate dall&#8217;odio secolare contro il nemico che viene dall&#8217;occidente. Chi pagavano erano gli iracheni e in particolar modo i cristiani, i Caldei. E così prendeva vita dopo la prima ondata di fuoco il massacro dei cristiani in Iraq. Muore ucciso il <strong>Vescovo di Mosul Mons. Rahho</strong> insieme ai due giovani assistenti che avevano studiato a Roma per celebrare la loro prima e ultima messa, proprio insieme al loro Vescovo. Le cose non quadravano ma la morte faceva spettacolo e da quel giorno, legittimata dal silenzio delle Nazioni, inclusa la nostra, inizia la mattanza dei cristiani. La Stampa internazionale da qual giorno diventa quotidiana cronaca di sangue cristiano. Ma nessuno per evitarlo ha mai mosso un solo dito mentre la diplomazia falliva quotidianamente ogni sua missione. Scopo della diplomazia, si sa, è solo quello di salvaguardare interessi economici ed energetici. Se muore massacrata la gente, poco importa. A parlarne siamo stati in pochi. Io, certo, forse perché avevo vissuto un decennio insieme al Procuratore del Patriarcato di Babilonia dei Caldei, nella Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma. Abbastanza per diventare un <strong>cristiano d&#8217;altri tempi</strong> e mettere a rischio la mia stessa vita. Si, perché i Servizi Segreti di chissà chi si facevano sentire e vedere fino a incontrarci nella scale delle nostre stanze con il patto di non ostacolarci fisicamente ma di scrutarci negli occhi, si. Quando si gioca una partita in un campo troppo grande, ho imparato da quel periodo, si rischia di rimanere senza fiato e di perdere. Soprattutto quando ad invadere il campo sono antichi spettatori oggi disposti a farsi saltare in aria. E si, perché oltre ogni dietrologia e fantapolitica c&#8217;è il fatto che sono sempre più coloro i quali rinunciano a tutto quanto ogni essere umano dispone, alla vita, per imporre la propria testimonianza di dissenso. Anche la teoria del dominio del mondo da parte di pochi illuminati sfugge di mano perché la vita di nessuno di noi è eterna e non potremo raccogliere i risultati di tali teorie. La verità è che tutto è sfuggito di mano a tutti e l&#8217;Europa dei burocrati ha fallito. Una volta messa dalle vere potenze mondiali innanzi alla realtà, ha dimostrato di potere essere solo teatro di distruzione. Oggi, dopo Giovanni Paolo II, Benedetto XVI è Papa Francesco che invita a &#8220;non dimenticare i cristiani in Iraq&#8221;. Appunto, nulla è cambiato ma siamo stati decimati. Questa è una delle due verità. l&#8217;altra si chiama ISIS. Onori ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, vittime innocenti e martiri in Iraq.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>L&#8217;Appello del papa da Radio Vaticana</strong> &#8211; Dal 1° al 4 aprile Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) sarà ad Erbil, capoluogo del Kurdistan iracheno. Nell’occasione Papa Francesco ha voluto affidare alcuni paramenti sacri e un suo personale contributo finanziario per i cristiani iracheni al vescovo di Carpi, mons. Francesco Cavina, che farà parte della delegazione, guidata dal direttore di Acs-Italia Alessandro Monteduro, assieme al vescovo di Ventimiglia-San Remo, mons. Antonio Suetta e a don Massimo Fabbri in rappresentanza dell’arcidiocesi di Bologna. &#8220;Non appena il Santo Padre ha saputo di questo mio viaggio assieme ad Aiuto alla Chiesa che Soffre – racconta mons. Cavina &#8211; mi ha telefonato esprimendo il desiderio di inviare un dono ai nostri fratelli nella fede iracheni&#8221;.</p>
<p><strong>Il Papa invita a non dimenticare il dramma dei cristiani perseguitati</strong></p>
<p>Il Pontefice ha inoltre consegnato a mons. Cavina una lettera in cui loda il viaggio organizzato da Acs, &#8220;iniziativa che esprime amicizia, comunione ecclesiale e vicinanza a tanti fratelli e sorelle, la cui situazione di afflizione e di tribolazione mi addolora profondamente e ci invita a difendere il diritto inalienabile di ogni persona a professare liberamente la propria fede&#8221;. Il Papa invita a &#8220;non dimenticare il dramma della persecuzione&#8221;, notando come &#8220;la testimonianza di fede coraggiosa e paziente di tanti discepoli di Cristo rappresenti per tutta la Chiesa un richiamo a riscoprire la fonte feconda del Mistero Pasquale da cui attingere energia, forza e luce per un umanesimo nuovo&#8221;.</p>
<p><strong>Non è solo un atto di carità ma un soccorso al &#8220;Corpo di Cristo&#8221;</strong></p>
<p>&#8220;La misericordia – prosegue il Papa – ci invita a chinarci su questi nostri fratelli per asciugare le loro lacrime, per curare le loro ferite fisiche e morali, per consolare i loro cuori affranti e forse smarriti. Non si tratta solo di un atto doveroso di carità, ma di un soccorso al proprio stesso corpo, perché tutti i cristiani, in virtù del medesimo battesimo, sono “uno” in Cristo&#8221;.</p>
<p><strong>La visita ai cristiani di Ankawa</strong></p>
<p>In Kurdistan la delegazione incontrerà mons. Bashar Matti Warda, arcivescovo caldeo di Erbil, con il quale visiterà i Centri profughi, nel sobborgo a maggioranza cristiana di Ankawa. Tra questi anche il Villaggio Padre Werenfried, che prende il nome dal fondatore di Acs padre Werenfried van Straaten, un insediamento di 150 case prefabbricate donate da Aiuto alla Chiesa che Soffre in cui vivono 175 famiglie cristiane. La visita proseguirà nelle scuole prefabbricate donate da Acs, che permettono a circa 7mila bambini iracheni di continuare a studiare. Nei giorni seguenti la delegazione incontrerà anche mons. Petros Mouche, vescovo siro-cattolico di Mosul, costretto a vivere ad Erbil assieme ai suoi fedeli dopo che la città è stata conquistata dal sedicente Stato Islamico.</p>
<p><strong>I cristiani di Erbil non hanno mai rinunciato alla propria fede</strong></p>
<p>&#8220;Aiuto alla Chiesa che Soffre ha sostenuto fin dal primo momento i cristiani rifugiati nel Kurdistan iracheno – ricorda Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia – abbiamo donato loro cibo, case e scuole, affinché potessero vivere dignitosamente. Senza mai dimenticare il sostegno alla pastorale, così che i cristiani potessero continuare a vivere pienamente la loro fede. Una fede a cui coraggiosamente non hanno mai voluto rinunciare anche a costo della vita&#8221;.</p>
<p><strong>Acs ha promosso in Quaresima sei diversi progetti per i cristiani iracheni</strong></p>
<p>Dal giugno 2014 ad oggi Acs ha donato ai cristiani iracheni oltre 15milioni e 100mila euro. Il sostegno ai cristiani iracheni è stato portato avanti anche in questa Quaresima, durante la quale la sezione italiana della fondazione pontificia ha promosso sei diversi progetti per aiutare i 250mila cristiani rimasti in Iraq. Alla campagna hanno aderito, con generose donazioni, anche le diocesi di Carpi e di Ventimiglia-San Remo. (R.P.)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Accordo tra Grecia e Troika: ha vinto Obama con il &#8220;Cavallo di Troika&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/07/accordo-tra-grecia-e-troika-ha-vinto-obama-con-il-cavallo-di-troika/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 19:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/ È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti: basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9548" aria-describedby="caption-attachment-9548" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9548" alt="cavallo-di-troika" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9548" class="wp-caption-text">Il Cavallo di Troika</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti:</strong> basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. <strong>Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti</strong>, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche per popoli idioti e popoli intelligenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La civiltà è nata in uno spazio territoriale ristretto, che sulla cartina oggi identifichiamo con l’Iraq, la Siria, la Turchia e la fascia libano-palestinese, a contatto con la civiltà della valle del Nilo e con quella minoica di Creta, su cui più tardi si innestarono quella micenea e quella propriamente greca.  La grande intuizione di <strong>Alessandro Magno</strong> fu di riunire questa prodigiosa energia in un’unica struttura. Se non fosse morto giovane, la storia del mondo sarebbe cambiata ben più di quanto hanno influito la morte di Cesare o la sconfitta di Napoleone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, il punto è che i popoli e gli Stati eredi di questa spettacolare concentrazione di intelligenza e di creatività, sviluppatasi nel corso di tre millenni, sono l’uno contro l’altro a disputarsi fazzoletti di terra, per lo più montagnosa e soggetta a movimenti tellurici, e di mare, caldo e quindi non eccessivamente pescoso, ma sul quale si specchiò Ulisse.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che a volere mantenere tante animosità in così piccolo spazio siano, da secoli, potenze vicine e lontane, lontane soprattutto dai vertici di civiltà raggiunti nel Vicino Oriente. Se al Cairo, a Gerusalemme, a Damasco, a Baghdad, ad Ankara e ad Atene si capisse questo, e si rimettesse in campo l’idea di Alessandro, tutti i giochi sulle spalle dei popoli e degli Stati del Vicino Oriente finirebbero di colpo e la prosperità si diffonderebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è così e la Grecia è rimasta isolata perché i suoi guai sono visti con favore dai suoi vicini (petrolio dell’Egeo, turismo, ecc.) che sperano di trarre vantaggi da un’Atene commissariata che dovrà ospitare i rappresentanti della Troika, guardiani dell’Acropoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il piano presentato a Tsipras non è l’ennesimo salvataggio della Grecia, ma l’ennesimo salvataggio della Ue e dell’euro</strong>, che non deve però essere assegnato alle capacità negoziali della Germania o alla salvaguardia di un progetto europeistico morto da tempo – <strong>la Germania si è limitata a fare il lavoro sporco: ne sarà fiera Angela Merkel?</strong> – ma alla volontà americana di mantenere la Grecia nella Nato per bloccare la Russia, la disgregazione della Nato stessa e impedire la fine dell’influenza americana sul Vecchio Continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mancato accordo tra la Grecia e la Troika, infatti, non avrebbe fatto precipitare l’Ue o l’euro, ma avrebbe dimostrato che le pressioni americane erano andate a vuoto: a perdere, sarebbe stata l’America. Ha ragione Juncker a dire che non ci sono stati né vincitori né vinti – se si riferiva alla Grecia e alla sua controparte – perché <strong>ha vinto Obama</strong>. Questo non è un bel segnale per l’Europa ma lo è per la prospettiva del grande mercato euro-americano. Quanto ci guadagneranno gli europei è controverso. <strong>Quando il Ttip sarà entrato in vigore, allora il dollaro si sbarazzerà dell’euro</strong> e i 28 membri della Ue andranno ad aggiungersi ai 50 Stati che formano gli Usa. Nuova denominazione: <strong>Stati Uniti d’America e d’Europa</strong>. La Bce diventerà un membro della Fed.</p>
<p style="text-align: justify;">Poteva la piccola polis greca resistere?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Faremo tutto quel che è necessario per&#8230;La politica del Drone</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/10/faremo-tutto-quel-che-e-necessario-per-la-politica-del-drone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 16:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli /grrg.eu/ Il 10 dicembre 2009, il Premio Nobel per la pace fu consegnato al presidente americano Barack Obama, da otto mesi alla Casa Bianca, con questa motivazione: “per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli”. Forse la ragione principale fu il suo impegno a ritirare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8289" aria-describedby="caption-attachment-8289" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8289" alt="Drone" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone.jpg" width="790" height="438" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/drone-480x266.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8289" class="wp-caption-text">Drone</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Il 10 dicembre 2009, il Premio Nobel per la pace fu consegnato al presidente americano Barack Obama, da otto mesi alla Casa Bianca, con questa motivazione: “per i suoi straordinari sforzi per rafforzare la diplomazia internazionale e cooperazione tra i popoli”. Forse la ragione principale fu il suo impegno a ritirare le truppe americane dall’Iraq o, più probabilmente, il discorso che aveva tenuto all’università de Il Cairo il 4 giugno, in cui aveva fatto grandi aperture (ed elogi) all’Islam e aveva detto che “l’America non è un impero interessato solo a sé stesso”. In ogni caso, fu un Nobel assegnato alle buone intenzioni, che in buona misura si sono perse per strada. Forse la controparte, o un segmento di essa, interpretò quelle parole come una ritirata dell’Occidente e possiamo immaginare che l’ISIS (Stato Islamico) abbia messo le proprie radici in quel discorso. Per il momento, comunque, Obama passerà alla storia come il presidente dei droni.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, Matteo Renzi segue lo stesso percorso. Giovane quasi sconosciuto al grande pubblico, egli aveva assistito alla Convention democratica che aveva candidato Obama alla Casa Bianca e, di certo, aveva rafforzato la propria fiducia nell’efficacia delle parole, delle promesse. Anche Renzi ha avuto il suo Premio Nobel (per la politica) allorché fu designato dal presidente Giorgio Napolitano a succedere ad Enrico Letta. Renzi si era fatto precedere dalle sue promesse di rottamazione, sulla falsariga di Obama. E anche Renzi fa ricorso ai droni, cioè ai decreti che fa approvare con voti di fiducia, ai twitter e alle apparizioni in tv.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò per segnalare l’articolo a firma di Antonio Polito pubblicato oggi sul Corriere della Sera, intitolato “Le Camere messe da parte”, che inizia con queste efficaci parole: “Da molti punti di vista, quello di Renzi è un governo extraparlamentare; forse il primo di una nuova era”, quella della post-democrazia. Non sto a riassumerlo. Basti accennare al meccanismo che ha messo in moto, reso esplicito dal voto con cui il Senato ha approvato non il Job Act, ma una delega in bianco al Governo per realizzarlo. Ecco, siamo arrivati a utilizzare una vetusta istituzionale qual è il Parlamento affinché approvi un foglio in bianco: tutto il potere si concentra invece in un organo tecno-politico qual è il Governo di nuovo conio: un capo carismatico che prende le sue decisioni consultandosi con il capo dell’opposizione (Patto del Nazareno), incontrando il presidente della Bce nella residenza estiva di questi, svolgendo una relazione al Direttivo del suo partito, consultandosi con i propri esperti e imperversando nei talk show televisivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Obama e Renzi, ecco Draghi, di cui ho già evidenziato la “deriva renziana”, e che ora si accentua. Anche Draghi si fonda sulle parole e utilizza i droni (“Faremo tutto quello che è necessario per…”). Adesso è arrivato a dire che “i politici che non aumenteranno i posti di lavoro non verranno gli eletti”. A parte la “profondità” dell’analisi politologica, che fa ben sperare nel caso in cui arrivi al Quirinale, colpisce l’idea – espressa da un “economista” – che sia la politica a creare i posti di lavoro, pur non avendo più la politica il potere di fare debito oltre la spesa corrente (a dimagrimento) e il pagamento degli interessi sul debito. E non siano invece le imprese a creare posti di lavoro, purché siano messi in condizioni di farlo dalla “politica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si conferma che contro il virus della vertigine del potere non è stato trovato il vaccino che può prevenirlo o curarlo. Una proposta: chi raggiunge una carica apicale (capo dello Stato, capo del Governo, presidente della Bce et similia per ciascuna piramide), finito il mandato deve ritirarsi a vita privata e non può ricoprire nessun altro incarico, di nessun genere.</p>
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		<title>L’Ignavia dell’Unione Europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Borrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2011 20:13:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Borrelli]]></category>
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		<category><![CDATA[strage dei cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-958" title="UE" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UE.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UE.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UE-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UE-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/UE-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" />L’inerzia da parte <strong>dell’Unione Europea</strong>, nel prendere posizione contro <strong>la strage dei Cristiani</strong>, avvenuta ultimamente, sia in Egitto che in Iraq , denota chiaramente come il virus del laicismo sia così letale da obnubilare  le menti, impedendo a questi Signori di  percepire  la gravità della repressione, violenta o meno che sia della libertà religiosa, costituendo il primo passo verso un’aggressione alle altre libertà fondamentali, poste a tutela dei diritti dell’uomo.</p>
<p>Tale  voluto comportamento omissivo dell’Unione Europea finisce così, col  correo silenzio, per avallare la repressione fondamentalista islamica, forse per confermare quel principio ideologico relativista per il quale la religione cristiana è dannosa, per cui è auspicabile un ridimensionamento degli invadenti cristiani, ostacolo alla diffusione di un capitalismo aggressivo che limita il potere di prevaricazione verso i deboli.</p>
<p>Questo silenzio colpevole è, infatti, il prosieguo della rinunzia ad una costituzione europea, tant’è che si è optato per un trattato  nel quale non sono state  volutamente inserite le radici storiche  cristiane, perché, si è detto, avrebbero indebolito la laicità, senza percepirne l’effetto contrario in quanto, abiurando la connotata forte tradizione, si è offerta l’opportunità di colpire i  cristiani, ritenuti  dai fondamentalisti, anch’essi a torto e con visione distorta, simbolo della cultura occidentale, consentendo così a quella parte dell’ Islam più aggressivo, di imporsi a quello moderato, civile ed effettivamente religioso, che ha invece compreso come la cristianità rispetti le culture altrui e le persone.</p>
<p>Non pensi, allora, l’Europa che la violenza contro i cristiani non costituisca per essa un problema, perché commetterebbe un errore di gigantesche proporzioni in quanto, se in oriente può esistere pacificazione, la si può ottenere solo con  la presenza dei cristiani, che qualora fossero estromessi o trucidati , segnerebbero ineluttabilmente anche il destino dell’Europa e non sarà Darwin o il caso a salvarla, perché debellare la cristianità, radici o non radici che si voglia, significa abbattere l’intero occidente.</p>
<p>Ci pensi bene, dunque, l’Europa, perché l’ignavia non apporta benefici e faccia sentire la propria voce di civiltà, intervenendo con decisione, nell’interesse  di tutti, purtroppo anche di  noi, che dobbiamo sottostare a tali imbelli forme di inerzia suicida.</p>
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