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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>ESA sceglie Leonardo per il centro operativo di cyber sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2021 15:27:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Milano, 21 dic. (askanews) – Leonardo ha siglato con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) un contratto per progettare, sviluppare, costruire, validare e operare, sotto la responsabilità tecnica dell’ESA Security Office, il nuovo Cyber-Security Operations Centre dell’Agenzia. Si tratta di un’infrastruttura chiave per l’Europa, che sarà operativa dal 2024 con l’obiettivo di proteggere dalle minacce cyber le [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="900" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cybersecurity-1.jpg" alt="" class="wp-image-16039" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cybersecurity-1.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cybersecurity-1-300x225.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cybersecurity-1-360x270.jpg 360w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cybersecurity-1-768x576.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cybersecurity-1-696x522.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cybersecurity-1-1068x801.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Milano, 21 dic. (askanews) – Leonardo ha siglato con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) un contratto per progettare, sviluppare, costruire, validare e operare, sotto la responsabilità tecnica dell’ESA Security Office, il nuovo Cyber-Security Operations Centre dell’Agenzia. Si tratta di un’infrastruttura chiave per l’Europa, che sarà operativa dal 2024 con l’obiettivo di proteggere dalle minacce cyber le risorse spaziali europee e il relativo segmento di terra (centri di controllo e di gestione delle operazioni), ma anche i collegamenti TerraTerra e Terra-Spazio così come quelli tra le infrastrutture in orbita.<br>Leonardo, in qualità di Prime Contractor, sarà leader di un consorzio industriale formato da 19 aziende provenienti da Italia, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Estonia, Romania, contando sull’esperienza acquisita proteggendo dalla minaccia cyber oltre 5.000 reti e 70.000 utenti in 130 Paesi e guidando grandi progetti internazionali come il programma NATO Computer Incident Response Full Operational Capability, che garantisce la sicurezza delle informazioni e delle comunicazioni a circa 75 siti NATO dislocati in 29 Paesi del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a un’architettura distribuita, il nuovo Cyber-Security Operations Centre sarà in grado di fornire una copertura di cyber security resiliente e ridondante, monitorando e gestendo h24 e 365 giorni l’anno le vulnerabilità dei sistemi spaziali e potenziando la sicurezza di Stati membri e partner dell’ESA.</p>
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		<title>WhatsApp, Facebook e Instagram ripartono dopo 7 ore. Ecco cosa è successo davvero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:01:34 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1000" height="563" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4.jpg" alt="down totale social" class="wp-image-15896" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-768x432.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-4-696x392.jpg 696w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono volute quasi sette ore per tornare, parzialmente e lentamente, online.&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/soleonline5/type/articolo/uuid/AEBmPfn">Non proprio una giornata da incorniciare</a>, lunedì 4 ottobre, per la galassia di&nbsp;<strong>Mark Zuckerberg.</strong>&nbsp;Prima&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/soleonline5/type/articolo/uuid/AEky8Ln">le parole di Frances Haugen</a>, la ex manager che ha consegnato una ricerca interna ai legislatori e al&nbsp;<strong>Wall Street Journal&nbsp;</strong>sul modo in cui il social network gestisce contenuti e rischi per gli utenti.&nbsp;<a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/soleonline5/type/articolo/uuid/AEXSAZn">Poi il down di tutti i siti e servizi</a>&nbsp;che ha coinvolto anche gli stessi dipendenti di Menlo Park con telefoni e badge fuori uso. Intorno a mezzanotte, un tweet del gruppo fondato da Zuck si scusava degli «inconvenienti».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il tweet di scuse</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un tweet rivolto «all’enorme comunità di persone e aziende in tutto il mondo che dipendono da noi: ci dispiace. Abbiamo lavorato duramente per ripristinare l’accesso alle nostre applicazioni e servizi e siamo felici di riferire che ora stanno tornando online. Grazie per averci sopportato».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Zuckerberg </strong>in persona, attraverso il suo profilo Facebook, si è scusato: «Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger stanno tornando online ora. Mi dispiace per l’interruzione di oggi &#8211; so quanto vi affidate ai nostri servizi per rimanere in contatto con le persone a cui tenete», ha scritto il fondatore del social per eccellenza. Poco prima di mezzanotte i primi segnali di ripresa per Facebook e Instagram, mentre per Whatsapp solo per pochi secondi. Come ha riferito un portavoce di Facebook citato dal New York Times, i servizi stanno tornando online, ma ha avvertito che ci vorrà del tempo prima che si stabilizzino. Resta il fatto che, come segnala <a href="https://downdetector.it/">downdetector</a> che monitora i disservizi digitali, si tratta della più grande panne mai registrata dal sito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da poco dopo le 17,30 <a href="https://www.ilsole24ore.com/channel/mediacenter/type/video/uuid/AEZlGin">WhatsApp, Facebook e Instagram non hanno funzionato</a>, o hanno funzionato a singhiozzo, in varie parti del mondo, compresa l&#8217;Italia. E gli hashtag <strong>#WhatsAppDown</strong>, <strong>#FacebookDown</strong> e <strong>#InstagramDown</strong> hanno iniziato a scalare le classifiche di <strong>twitter</strong>, raggiungendo in breve le vette. Nel giro di pochi minuti è scattata anche la gara di battute e ironia, dove è intervenuto anche <strong>Jack Dorsey</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U40581032819eAD">Nyt: un errore interno la causa del down totale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sarebbe un’errata configurazione dei server di Facebook, quindi un errore interno, la causa del down totale del social e delle app WhatsApp e Instagram. Lo riporta il&nbsp;<strong>New York Times</strong>&nbsp;che ha raccolto la spiegazione di John Graham-Cumming, chief technology officer di Cloudflare, una società di infrastrutture web. La premessa è che i computer convertono siti web come Facebook.com in indirizzi numerici (IP), attraverso un sistema che l’esperto paragona alla rubrica di un telefono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il problema interno che si è verificato in Facebook &#8211; spiega Graham-Cumming, al Nyt &#8211; è stato l’equivalente del rimuovere i numeri di telefono degli utenti dai loro nomi in rubrica, rendendo impossibile chiamarsi». È come se improvvisamente fossero stati cancellati i percorsi che consentivano agli utenti di accedere ai server di Facebook. In pratica, milioni di smartphone e di altri dispositivi cercavano insistentemente di trovare le app di Facebook su Internet e questi tentativi inutili generano traffico che rallenta tutti gli altri accessi. Sempre il Nyt spiega che Facebook avrebbe inviato una squadra ad uno dei suoi data center a&nbsp;<strong>Santa Clara</strong>, in&nbsp;<strong>California</strong>, per resettare manualmente i server.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U40581032819wqF">Facebook: il titolo cade</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’agenzia Bloomberg stima che la perdita economica a livello mondiale sia stata di 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione della connessione digitale. «Siamo consapevoli che alcune persone stanno avendo problemi ad accedere alla app di Facebook. Stiamo lavorando per far tornare le cose alla normalità al più presto e ci scusiamo per qualsiasi inconveniente». Ha scritto subito Facebook su Twitter. Un tweet simile è stato pubblicato per WhatsApp, bloccato a sua volta, come lo è stato anche Instagram.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Il Sole24ORE di Biagio Simonetta</p>
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		<title>La nuova Felicità? Restare Offline. Cresce il popolo dei tecnofobici e il mercato lo accontenta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2019 21:38:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nuova felicità? Restare offline. Per il bene di tutti. Se non usi lo smartphone al ristorante, ad esempio, il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti. In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York, si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14255" alt="nointernet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nointernet-1024x558.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>La nuova felicità? Restare offline. Per il bene di tutti.</strong> Se non usi lo smartphone al ristorante, ad esempio, il dolce è gratis nelle catene Le Pain Quotidien degli Stati Uniti. In alcuni hotel di lusso, come il Mandarin Oriental di New York, si può richiedere il servizio ‘no wi-fi’ fra le amenities e la ‘digital detox’ è nel menù della Spa, dove i telefonini vanno depositati all’ingresso (e all’uscita vengono riconsegnati puliti e lucidati). Chi ama il ‘fai da te’ può invece provare le nuove App per lo smartphone che frenano a monte il flusso di connessioni e il bombardamento social oppure passare al <a href="http://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/societa_diritti/2019/01/09/dipendenza-da-smartphone-si-cura-con-un-secondo-cellulare.-e-mania-dump-phone_c66dd7da-36fb-497d-9c30-eb197dfcc406.html" target="_blank">dumb-phone</a> (cellulari vecchi stampo, senza connessione internet), come fanno sempre più manager e ricconi londinesi.<br />
Siamo troppo appiccicati al telefonino e dopo l’abbuffata digital seguirà la dieta. Il 2019 è infatti l’anno dell’astinenza digitale e delle vacanze dal telefonino? Niente internet, niente social, niente followers è il nuovo lusso per i sempre più numerosi ‘tecnofobici’ che non vogliono più essere sempre reperibili e vanno alla ricerca di nuovo relax, contemplazione, rapporti con gente in carne ed ossa e natura come fonte di felicità, pace e nuove forze.<br />
Il fenomeno è stato analizzato all’ultimo Global Wellness Summit (GWS) svolto a Cesena. Gli ‘scollegati’ nel 2018 sono scesi al 37%, erano il 50% nel 2017. Il lavoro richiede di essere sempre più reperibili e la fame da rapporti social fa il resto perciò non si riesce più a staccare gli occhi dallo schermo dello smartphone. Cresce così il popolo degli infelici digitali sempre sotto pressione. Ha dichiarato l’economista inglese Thierry Malleret al Summit di Cesena: “Non siamo tutti già tecnofobici ma il 2018 è stato l’anno del battesimo di chi, a forza di essere sempre reperibile o dipendente da internet, si sente male, più infelice e perfino meno produttivo. Il 2019 sarà quindi l’anno del recupero del proprio stato mentale restando ‘unplugged’.<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14256" alt="crop (1)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>Il 59% degli americani si sente troppo distratto a causa del lavoro che lo segue con lo smartphone anche durante le vacanze, attesta una vasta indagine sulle famiglie in viaggio negli States condotta da Alamo Rent a Car. La percentuale media dei ‘sempre connessi’ nel tempo libero è scesa dal 36% al 27% nel 2018. Anche ‘condividere’ le proprie vacanze con i colleghi tramite selfie e fotografie postate sui social è in declino. I millennials sono i più ‘tecnofobici’ e i nati fra il 1980 e il 2000 che non si staccano mai dai social anche durante le ferie sono scesi dal 68% al 38% in un anno.<br />
Spiegano gli analisti del report GWS: “La reazione contro Big-Tech è appena iniziata. Aumentano le ricerche che attestano i disastrosi effetti delle connessioni digital e social costanti sul nostro cervello e sulla felicità. Siamo al punto che la tech-addiction è pari alla dipendenza da fumo di una decina di anni fa’, in cui si assistiva ad una iniziale riluttanza dei cittadini a riconoscerne gli effetti negativi sulla salute ma anche ad una presa di coscienza che è aumentata di anno in anno. Il mondo del wellness di lusso quindi si focalizza sempre di più su questo aspetto e offre soprattutto tempo ‘off’ e cure per digital addicted”.<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14257" alt="crop" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg" width="1100" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop.jpeg 1100w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-300x163.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-480x261.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crop-1024x558.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></a>Il business del benessere abbandona la tecnologia e prende una piega perfino monastica in nome del silenzio rigenerante e trattamenti rilassanti a zero innovazione hi-tech, niente wi-fi e niente social. Il report mondiale cita l’Italia come fonte per ritemprarsi dall’overdose di smarpthone: dall’ Eremito di Parrano, monastero ristrutturato vicino ad Orvieto che propone pacchetti silenzio, nessun wi-fi, sale illuminate da candele e ‘ritiri benessere’ di 50 ore, al faro di Capel Rosso, sull’Isola del Giglio, che offre corsi di digital detox immersi nella natura. Aumenta inoltre il numero dei club del fitness, dei centri yoga, tai-chi e di meditazione in cui è caldamente sconsigliato l’uso del cellulare.<br />
Per contenere il generale e crescente malcontento ‘digitale’ è possibile infine modificare le impostazioni del proprio smartphone con applicazioni anti-social.Di successo l’App ‘Off the Grip-digital detox’ che filtra l’uso del cellulare a cena, la notte e blocca il tempo in cui si è online se si supera il limite stabilito. Supera i 100.000 download l’App ‘Stay Focused – App Block’ che aiuta a concentrarsi sul lavoro o durante lo studio bloccano i social a tempo. Il business si fa interessante tanto che anche la rinomata giornalista fondatrice dell’Huffington Post, Arianna Huffington, ha fiutato le nuove dipendenze digitali fondando l’App ‘ThriveAway’ per settare limiti orari ad email, Apps, notifiche e tempo passato avanti allo schermo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Protesta dipendenti Google contro motore di ricerca per Cina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 16:29:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13572" aria-describedby="caption-attachment-13572" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13572" alt="EU Commission fines Google with 5bn USD over Android" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4.jpg" width="700" height="418" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4-300x179.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/google4-452x270.jpg 452w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13572" class="wp-caption-text">Foto © Copyright ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">SAN FRANCISCO &#8211; Oltre mille dipendenti di Google hanno espresso in una lettera la loro contrarietà al piano segreto per mettere a punto un motore di ricerca volto a soddisfare la censura cinese. Lo ha rivelato uno dei promotori dell&#8217;iniziativa che ha chiesto di restare anonimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lettera si richiamano i dirigenti a rivedere i criteri etici e di trasparenza nelle politiche aziendali. I firmatari lamentano la mancanza di informazioni fornite agli impiegati affinchè questi possano &#8220;fare le loro scelte etiche nell&#8217;ambito del loro lavoro&#8221;, e che la notizia del progetto &#8216;Dragonfly&#8217; sia giunta loro attraverso i media. La lettera ricalca quella scritta contro il progetto Maven, un contratto militare con gli Stati Uniti che Google ha poi deciso, nel giugno scorso, di non rinnovare.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>FB stretta su spam e fake news, via 30mila profili in Francia</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/04/fb-stretta-su-spam-e-fake-news-via-30mila-profili-in-francia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:06:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Facebook ha sospeso 30mila account falsi in Francia, in un giro di vite contro la disinformazione, lo spam e le fake news, cioè le notizie &#8216;bufala&#8217; che spesso sono diffuse attraverso profili e pagine non attribuibili a persone reali. La notizia, che arriva a dieci giorni dalle elezioni presidenziali francesi, è resa nota da Facebook all&#8217;interno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12161" alt="Foto Ansa - Facebook Internet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fonte-ansa-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Facebook</strong> ha<strong> sospeso 30mila account falsi in Francia</strong>, in un giro di vite contro la disinformazione, lo spam e le fake news, cioè le notizie &#8216;bufala&#8217; che spesso sono diffuse attraverso profili e pagine non attribuibili a persone reali. La notizia, che arriva a dieci giorni dalle elezioni presidenziali francesi, è resa nota da Facebook all&#8217;interno di un post in cui annuncia miglioramenti nei sistemi usati per individuare gli account non autentici.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questi cambiamenti ci aspettiamo che riducano la diffusione di spam, disinformazione e altri contenuti ingannevoli che spesso sono condivisi dai creatori di account falsi&#8221;, si legge nel messaggio del social. &#8220;In Francia, ad esempio, tali miglioramenti ci hanno permesso di agire contro più di 30mila account falsi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene sia impossibile rimuovere ciascun account non autentico presente sul social, Facebook punta a incrementare la propria efficacia dando priorità &#8211; evidenzia &#8211; &#8220;alla rimozione di account con l&#8217;impronta più grande, un&#8217;elevata attività e un&#8217;ampia portata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questo sforzo &#8211; conclude la società &#8211; è complementare ad altre iniziative annunciate in precedenza, volte a ridurre la diffusione di disinformazione e notizie false&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>Garante Privacy a Yahoo!, via link pagina con dati inesatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 20:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Emea Limited]]></category>
		<category><![CDATA[Garante privacy]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft e Aol]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>
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					<description><![CDATA[Yahoo! Emea Limited dovrà rimuovere il link alla pagina web di un sito Usa in cui sono pubblicate informazioni inesatte e non aggiornate relative ad un cittadino italiano coinvolto in una vicenda giudiziaria accaduta in territorio americano. Lo ha stabilito il Garante privacy accogliendo il ricorso di un uomo che si era visto pubblicare propri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11905" aria-describedby="caption-attachment-11905" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11905" alt="Copyright ANSA" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo.jpg" width="700" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/yahoo-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11905" class="wp-caption-text">Copyright ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Yahoo! <strong>Emea Limited</strong> dovrà rimuovere il link alla pagina web di un sito Usa in cui sono pubblicate informazioni inesatte e non aggiornate relative ad un cittadino italiano coinvolto in una vicenda giudiziaria accaduta in territorio americano. Lo ha stabilito il <strong>Garante privacy</strong> accogliendo il ricorso di un uomo che si era visto pubblicare propri dati personali (alcuni persino relativi alle caratteristiche fisiche) su un sito che riporta gli arresti compiuti ogni giorno negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo &#8211; che si era già rivolto, senza esito, oltre che al motore di ricerca anche a <strong>Microsoft e Aol</strong> &#8211; lamentava il danno legato alla pubblicazione di notizie inesatte e obsolete relative a un arresto subito nel 2015 per un reato poi derubricato in uno di minore gravità.</p>
<p style="text-align: justify;">Circostanza, quest&#8217;ultima, non riportata nel sito, in cui risultavano ancora le notizie relative alla prima ipotesi di reato e non venivano fornite informazioni sui successivi sviluppi della vicenda archiviata &#8220;con un non luogo a provvedere nell&#8217;immediato futuro&#8221;. Il Garante &#8211; spiega la Newsletter settimanale &#8211; anche alla luce della direttiva 95/46/CE e delle sentenze della Corte di Giustizia europea &#8220;Google Spain&#8221; del 13 maggio 2014 e &#8220;Weltimmo&#8221; del 1 ottobre 2015, ha affermato innanzi tutto la competenza dell&#8217;Autorità italiana sul caso in esame. Una decisione confermata anche da una recente sentenza del tribunale di Milano nell&#8217;ambito di un giudizio di opposizione attivato da Yahoo! contro un precedente provvedimento del Garante.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;accogliere il ricorso, l&#8217;Autorità ha dunque ritenuto illecita la diffusione di informazioni non aggiornate e inesatte, perché in contrasto con la normativa europea e nazionale, e ha ordinato a Yahoo! di provvedere alla rapida rimozione, in associazione con il nome e cognome dell&#8217;uomo, dell&#8217;Url alla pagina web. L&#8217;Autorità, infine, ha dichiarato non luogo a provvedere sul ricorso nei confronti di Microsoft e di Aol che hanno rimosso il link nel corso del procedimento</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2017/02/28/garante-privacy-a-yahoo-via-link-pagina-con-dati-inesatti_3a683941-6915-48b0-b26d-d53cb95582fb.html" target="_blank">ANSA</a></p>
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		<item>
		<title>Fabio Gallo su parità di accesso a Internet, l&#8217;Articolo aggiuntivo della Costituzione (34 bis)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2015 13:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[APERTURA]]></category>
		<category><![CDATA[cgestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umnai]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Connettiva]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di ComunicareITALIA.IT/ Un articolo aggiuntivo della Costituzione (il 34-bis) sulla parità di accesso a Internet. Ne sta discutendo il Senato. Il testo è in discussione in commissione Affari Costituzionali al Senato e nasce da due ddl uno a firma di Francesco Campanella (Misto- Italia Lavori in Corso), che è stato votato come testo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9431" aria-describedby="caption-attachment-9431" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9431" alt="internetretegestione della conoscenza- costituzione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO.jpg" width="1000" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9431" class="wp-caption-text">Gestione della Conoscenza e Intelligenza Connettiva</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di ComunicareITALIA.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Un articolo aggiuntivo della <strong>Costituzione (il 34-bis)</strong> sulla parità di accesso a Internet. Ne sta discutendo il Senato. Il testo è in discussione in commissione Affari Costituzionali al Senato e nasce da due ddl uno a firma di <strong>Francesco Campanella</strong> (Misto- Italia Lavori in Corso), che è stato votato come testo base e uno di <strong>Stefano Lucidi</strong> del M5s. Il 10 giugno prossimo scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Il testo prevede che:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in modo neutrale, in condizione di parità e con modalità tecnologicamente adeguate. La Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo l’accesso alla rete internet come luogo ove si svolge la personalità umana, si esercitano i diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica e sociale&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FABIO GALLO E LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA</strong><br />
Abbiamo chiesto il parere di <strong>Fabio Gallo, Esperto di gestione della Conoscenza e Intelligenza Connettiva</strong> che nel 2006 fu convocato a relazionare ad <strong>Assisi</strong>, dall&#8217;<strong>Associazione Avvocati Europei e Assisi Pax International</strong>, sul tema della &#8220;<strong>semplificazione del linguaggio dei popoli</strong>&#8220;. In quella circostanza, molto lontana dall&#8217;attuale nostra capacità di comprendere Internet, disse che la Rete avrebbe gestito la Memoria Umana e, in quanto tale, le Nazioni Unite avrebbero dovuto istituire una commissione idonea a controllare che lo sviluppo dei contenuti della Rete non fossero in contrasto o in <strong>palese violazione dei Diritti Umani.</strong> All&#8217;epoca la teoria sembrava non avere senso ma oggi è il cuore dell&#8217;intero sviluppo economico e di tutto quanto è definito il &#8220;Potere della Rete&#8221; che in pochi anni ha letteralmente rivoluzionato il sapere e la gestione della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;approvazione di questo articolo aggiuntivo &#8211; ha commentato <strong>Fabio Gallo</strong> &#8211; è un primo passo ma sarà determinante nel prossimo futuro, quando l&#8217;accesso ai dati, all&#8217;informazione, all&#8217;utilizzo dei testi scolastici digitali, dunque la &#8216;conoscenza&#8217; intesa come pacchetto d&#8217;informazioni atte a formare l&#8217;individuo, potrebbe essere limitata o a pagamento e dare vita, di fatto, a coscienze di serie A e coscienze di serie B. Una mancanza di attenzione in tal senso può produrre in pochi anni, Nazioni ed economie di serie A e di serie B. Non è un caso se già oggi l&#8217;economia nazionale italiana del Turismo e della vendita on line del Made in Italy, dipenda da multinazionali estere che decidono sui motori di ricerca chi deve apparire alla ricerca dell&#8217;utente e chi, o cosa, no. L&#8217;arretratezza nel campo della gestione della conoscenza ha portato all&#8217;Italia un danno enorme. Contrariamente l&#8217;Italia, se solo avesse imparato a gestire in Rete il proprio Patrimonio Culturale, avrebbe risolto enormi problemi di lavoro e ripagato il debito pubblico. Il problema del futuro dell&#8217;economia mondiale e quindi delle Nazioni ma anche del senso di Giustizia sociale e dei Diritti Umani in generale &#8211; ha affermato Fabio Gallo &#8211; dipenderà dalla formazione della &#8216;coscienza&#8217; umana e se la conoscenza è veicolata e gestita da&#8217; motori di ricerca, è chiaro che la Rete e l&#8217;accesso ai contenuti, deve essere di tutti, con pari diritti&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Matteo Renzi: &#8220;L&#8217;Italia contribuirà al piano Juncker con 8 miliardi&#8221;. parola di &#8220;#&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/03/matteo-renzi-litalia-contribuira-al-piano-juncker-con-8-miliardi-parola-di/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 11:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/ La politica cerca di cavalcare la connettività 3.0 e cambia la modalità del suo linguaggio che sfugge, però, ancora a molti. La Rete con la sua velocità rende ancora più superficiale l&#8217;informazione e ciò potrebbe far comodo a tutti. I Giovani necessitano di approfondimenti e certezze e presto si leggerà un &#8220;#approfondiamo&#8221;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_7973" aria-describedby="caption-attachment-7973" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7973" alt="matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri1.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri1-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7973" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">La politica cerca di cavalcare la connettività 3.0 e cambia la modalità del suo linguaggio che sfugge, però, ancora a molti. La Rete con la sua velocità rende ancora più superficiale l&#8217;informazione e ciò potrebbe far comodo a tutti. I Giovani necessitano di approfondimenti e certezze e presto si leggerà un &#8220;#approfondiamo&#8221;. Ecco la notizi 3.0 di oggi veicolata da ASCA:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Italia contribuirà a Piano @JunckerEU con iniziativa di Cassa Depositi e Prestiti per 8 miliardi di euro @PCPadoan #lavoltabuona #crescita&#8221;. E&#8217; quanto scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il premier aveva in precedenza twittato: &#8220;Bene giudizio su stabilità. Il lavoro che abbiamo fatto in un anno in Europa è impressionante. Grazie a tutti specie a Pier Carlo Padoan e Federica Mogherini&#8221;. E, ancora, rispondendo a un utente che gli chiede &#8220;chissà se oltre che con l&#8217;Ue manterrete le promesse anche con l&#8217;Onu riguardo alle unioni civili&#8221;: &#8220;Sulle unioni civili ho preso impegno con italiani. Siamo già in discussione in Parlamento #lavoltabuona&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Perchè pubblichi su Facebook le immagini di tuo figlio minorenne?</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/02/perche-pubblichi-su-facebook-le-immagini-di-tuo-figlio-minorenne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 14:37:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[minorenni]]></category>
		<category><![CDATA[tutela minori]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/ Cari utenti &#8220;espositori&#8221; di private e intime cose di famiglia su Facebook! Due domande molto semplici per due risposte altrettanto semplici ma che, vedrete, vi aiuteranno a riflettere: amate i vostri figli? Siete certi di fare il loro bene esponendoli ogni santo giorno in Rete? In effetti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8928" aria-describedby="caption-attachment-8928" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-minori.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8928" alt="Facebook" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-minori.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-minori.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-minori-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-minori-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8928" class="wp-caption-text">Facebook</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">Cari utenti &#8220;espositori&#8221; di private e intime cose di famiglia su Facebook! Due domande molto semplici per due risposte altrettanto semplici ma che, vedrete, vi aiuteranno a riflettere: amate i vostri figli? Siete certi di fare il loro bene esponendoli ogni santo giorno in Rete?</p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, diciamolo, i figli meritano di essere raccontati ogni giorno. Rappresentano il più bel racconto che un papà e una mamma possano testimoniare quotidianamente. Ma siamo sicuri che ciò farà bene alla loro vita, alla loro crescita e al loro futuro? Siamo sicuri che i bambini lo vogliano e che domani, crescendo, siano soddisfatti di vedere che la rete è proprietaria dell&#8217;immagine della loro infanzia, dei loro momenti intimi? E se, invece, si trattasse solo ed esclusivamente di una spasmodica attività che ha dell&#8217;egoistico e basta?</p>
<p style="text-align: justify;">I genitori americani se ne stanno accorgendo e su Facebook, così come nella rete in genere, stanno facendo retro marcia eliminando dalla rete ogni traccia che possa far risalire ai loro figli, alle loro famiglie, ai loro indirizzi privati, alle loro abitazioni. Diciamo una questione di sicurezza ma diciamo anche una questione di coscienza, di presa coscienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapete o no che tutto ciò che pubblicate su Facebook appartiene a Facebook? E soprattutto, lo sapete dove cercano i male intenzionati le loro prede? Vi siete mai chiesti i ladri di appartamenti, ad esempio, da dove potrebbero prendere informazioni sui vostri arredi e sulla disposizione interna dei vostri appartamenti? E vi siete mai chiesti se una banda di criminali volesse mostrare un catalogo di bambini a qualche altro scellerato delinquente, da dove essi potrebbero prendere le foto?</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, alla luce di queste poche ma speriamo chiare considerazioni, vi sembra giusto continuare ad esporre le immagini dei vostri bambini, dell&#8217;interno delle nostre case, delle loro stanzette, delle vostre camere da letto, del vostro soggiorno, etc. etc.? Vi sembrano, questi, tempi in cui possiamo esporre i bambini e il cuore delle nostre case, loro unico rifugio in un mondo sempre più violento? C&#8217;è un modo per proteggerli: chiudere la porta di casa a internet e soprattutto, non pubblicare le immagini dei nostri bambini. Ci sono tanti modi per inviare un&#8217;immagine in qualsiasi parte del mondo. Non abbiamo bisogno di rendere tutto pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, forse è il caso di iniziare a meditare sull&#8217;opportunità di razionalizzare l&#8217;uso eccessivo dei social soprattutto quando esso espone i minori a rischio. La rete, infatti, non è la loro famiglia. La loro famiglia siete voi e dovreste imparare a tutelarli. Riflettete.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Anonymous: scopriremo e colpiremo tutti i siti dei terroristi</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/01/anonymous-scopriremo-e-colpiremo-tutti-i-siti-dei-terroristi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 15:26:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[anonymous]]></category>
		<category><![CDATA[CharlieHebdo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra informatica]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[JeSuisCharlie]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[siti]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[This is important. Time is serious. On January 7, 2015, freedom of speech was bruised. Terrorists breached into &#8220;Charlie Hebdo » newspaper&#8217;s headquarter and shot several cartoon artists, journalists and two policemen. Disgusted and also shocked, we can&#8217;t fall down, it is our responsibility to react. We are all affected by the death of Cabu, Charb, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">This is important. Time is serious.<br />
On January 7, 2015, freedom of speech was bruised. Terrorists breached into &#8220;Charlie Hebdo » newspaper&#8217;s headquarter and shot several cartoon artists, journalists and two policemen. Disgusted and also shocked, we can&#8217;t fall down, it is our responsibility to react. We are all affected by the death of Cabu, Charb, Tignous and Wolinski, talented artists who were murdered for their opinions and the freedom of their newspaper.<br />
&#8220;Charlie Hebdo&#8221;, historical figure of satirical journalism has been targeted by cowards. Anonymous has always fought for the freedom of speech and freedom of the press. We will never stop.<br />
Anonymous must remind every citizen that the freedom of the press is fundamental to all democracy. It is everyone’s responsibility to defend it. We always fought for the freedom of speech. We will not give in.<br />
Attacking freedom of speech is attacking Anonymous. We will not permit it. Any organisations or enterprises linked to those terrorists attacks should expect a massive reaction from Anonymous. We are tracking you down. We will find you and not leave you any rest.</p>
<p>&nbsp;</p>
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