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	<title>Intercettazioni &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Giustizia, Nordio: &#8220;Mai alcun controllo del potere esecutivo sulla magistratura&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Sep 2023 17:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[carlo nordio]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[Così il ministro intervenendo a Palermo al congresso nazionale di Area democratica per la Giustizia: &#8220;Intercettazioni su mafia e terrorismo non si toccano. Lentezza processi ci costa due punti del Pil, necessario velocizzare&#8221;. &#8220;Quando parlo di intercettazioni non solo lascio sempre da parte il problema del terrorismo e della mafia su cui non solo non [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="750" height="500" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia.jpeg" alt="" class="wp-image-16686" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia.jpeg 750w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nordio-carlo-ministro-giustizia-696x464.jpeg 696w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Così il ministro intervenendo a Palermo al congresso nazionale di Area democratica per la Giustizia</strong>: &#8220;Intercettazioni su mafia e terrorismo non si toccano. Lentezza processi ci costa due punti del Pil, necessario velocizzare&#8221;. &#8220;Quando parlo di intercettazioni non solo lascio sempre da parte il problema del terrorismo e della mafia su cui non solo non si tocca nulla, ma proprio con il Procuratore nazionale antimafia Melillo stiamo progettando una serie di interventi nuovi, perché la grande delinquenza non comunica coi mezzi tradizionali&#8221;. A dirlo è <strong>il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo a Palermo al congresso nazionale di Area democratica per la Giustizia</strong>. &#8220;Quando ho detto che la mafia non parla al telefono, alludevo al fatto che sappiamo perfettamente che oggi le grandi organizzazioni comunicano con mezzi che non siamo in grado di interpretare perché costano tanti soldi&#8221;, ha detto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="-mai-controllo-politica-su-magistratura-55">&#8220;Mai controllo politica su magistratura&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nessuno ha mai pensato né penserà mai che vi possa essere un domani una soggezione della magistratura, sia giudicante che requirente, al potere esecutivo né di qualsiasi altra forma di controllo estranea alla indipendenza della magistratura&#8221;, ha assicurato quindi il ministro. &#8220;Ho fatto il magistrato e lo rifarei e mi sento con la toga addosso. Perciò &#8211; sottolinea &#8211; mi preme dire che, quali che siano le riforme, per me sarebbe una eresia pensare che la magistratura possa finire sotto il controllo dell&#8217;esecutivo&#8221;. &#8220;Ho scelto questa professione perché è la più libera e importante nell&#8217;attuazione del dettato costituzionale, vincolata come è solo alla legge. Mai l&#8217;avrei scelta se avessi pensato che da pm avrei avuto sopra di me un potere gerarchico rappresentato da un partito&#8221;, ha detto.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="-lentezza-processi-costa-due-punti-di-pil-85">&#8220;Lentezza processi costa due punti di Pil&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La lentezza dei processi ci costa due punti di Pil, lo sappiamo. Dunque, c&#8217;è la necessità di rendere i processi più veloci&#8221;, ha aggiunto il ministro.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="-ho-cercato-di-mettere-in-evidenza-elementi-che-uniscono-per-soluzione-rapida-92">&#8220;Ho cercato di mettere in evidenza elementi che uniscono per soluzione rapida&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Io ho cercato di annunciare le riforme secondo noi essenziali e prioritarie che riguardano l&#8217;efficientamento della giustizia, di cui nessuno parla mai, colgo anzi questa occasione per ribadire questo concetto. Noi stiamo lavorando alacremente, diciamo che quasi due terzi della nostra attività è dedicata all&#8217;efficientamento della giustizia ai fini di attuare i piani del Pnrr, e soprattutto velocizzare i processi, soprattutto quelli civili. Perché la lentezza della giustizia ci costa circa 2 punti di Pil&#8221;, ha detto il ministro della Giustizia lasciando il congresso. &#8220;Poi nessuno si nasconde, lo sappiamo &#8211; dice &#8211; siamo persone reali e mature, che ci sono differenti idee di concepire alcune soluzioni per quanto riguarda soprattutto il diritto penale, ma io ho cercato di mettere in evidenza le cose che ci uniscono. E tra queste c&#8217;è sicuramente quella di rendere la giustizia più efficiente e più rapida&#8221;, conclude.</p>
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		<title>Scandalo depurazione: Occhiuto diserta l’incontro tra i 28 sindaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 22:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[coda di volpe]]></category>
		<category><![CDATA[fiume crati]]></category>
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		<category><![CDATA[scandalo depurazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte Quicosenza.it &#8211; di Maria Teresa Improta/ RENDE (CS) – “Non abbiamo paura della Procura, perché siamo trasparenti”. Il presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata torna a tuonare dalla propria poltrona. Dopo l’annullamento da parte della Cassazione dell’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio, in un’indagine relativa a un presunto caso di corruzione elettorale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13052" aria-describedby="caption-attachment-13052" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13052" alt="foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400.jpg" width="800" height="435" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400.jpg 735w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400-300x163.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400-480x261.jpg 480w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13052" class="wp-caption-text">Dall’impianto di Coda di Volpe i liquami arrivavano nel fiume Crati</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Fonte Quicosenza.it &#8211; di Maria Teresa Improta/</p>
<p style="text-align: justify;">RENDE (CS) – “Non abbiamo paura della Procura, perché siamo trasparenti”. Il presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata torna a tuonare dalla propria poltrona. Dopo l’annullamento da parte della Cassazione dell’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio, in un’indagine relativa a un presunto caso di corruzione elettorale volta a favorire il fratello Vincenzo Granata candidato (ed eletto) tra le fila del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, è tornato a capo della famigerata Valle Crati. Per informare i 28 sindaci dei Comuni ‘depurati’ dall’impianto di Coda di Volpe, sulla situazione creatasi a seguito dell’operazione Cloaca Maxima, ha indetto un incontro tenutosi stamattina a Rende presso la sede del consorzio in contrada Cutura. La Procura di Cosenza, a seguito delle numerose segnalazioni presentate dai residenti, concluse le indagini, durate circa un anno e mezzo tra intercettazioni e appostamenti, ha accertato l’esistenza di sversamenti anomali nel fiume Crati.</p>
<p><span style="font-size: 1.17em;"><strong>LE PREOCCUPAZIONI DEI RESIDENTI</strong><br />
</span>Schiuma bianca e acque maleodoranti sarebbero state analizzate portando alla luce la presenza di agenti inquinanti oltre i livelli consentiti dalla legge. La contaminazione del fiume sarebbe, secondo gli investigatori, avvenuta volontariamente per ridurre i costi della depurazione. I liquami della rete fognaria di un circondario che conta oltre 220mila abitanti pare siano così finiti parte nel mar Jonio, parte nella sibaritide per l’irrigazione dei campi coltivati. Ad oggi, dopo il sequestro dell’impianto, i residenti di contrada Coda di Volpe continuano a denunciare strani odori e colorazioni che assume l’acqua all’uscita dal bocchettone del depuratore. Insieme all’associazione Crocevia hanno deciso di lanciare una campagna rivolta a tutti i cittadini dei Comuni collettati per chiedere il rimborso di almeno gli ultimi cinque anni di tasse pagate per la depurazione, che a loro dire, non sarebbe mai stata effettuata. Una voce presente su tutti le ‘bollette dell’acqua’ con cui da Cosenza a San Giovanni in Fiore viene pagato il servizio idrico fornito ad ogni famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>IL SEQUESTRO DEL 2013</h3>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" alt="foto 02" src="https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-440x254.jpg" srcset="https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-440x254.jpg 440w, https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-768x444.jpg 768w, https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-692x400.jpg 692w, https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-240x140.jpg 240w" width="440" height="254" />“Sono tornato a dicembre – ha spiegato il presidente del consorzio Valle Crati Maximiliano Granata – e ho trovato il caos. Ora custode dell’impianto è Andrea Manna che ha nominato nuovamente la Geko come gestore. Mi preoccupa la copertura di costi, visto che si avvale della collaborazione di altri cinque professionisti (un commercialista, due ingegneri e due avvocati) che sicuramente dovranno essere retribuiti. Mi terrorizza invece il non riuscire a capire se si stia depurando o meno. E’ mio interesse che l’impianto funzioni a norma, come presidente, ma soprattutto come cittadino. Nel 2013 sono stato io a denunciare Salvaguardia Ambientale perché non depurava. E l’impianto fu sequestrato“. In quel caso però il ‘trattamento’ riservato all’azienda dell’ex patron del Crotone Raffaele Vrenna, titolare della discarica di Celico, fu ben diverso. Salvaguardia Ambientale, tornata alla ribalta delle cronache per la pessima gestione dei rifiuti speciali dell’Ospedale di Cosenza, accatastati senza alcun riguardo per le norme di sicurezza in una stanzetta al lato del reparto di Oncologia, fu sottoposta ad una semplice oblazione, cioè il pagamento di una sorta di multa.</p>
<h3><strong>IL FUNZIONAMENTO DEL DEPURATORE</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Con il sequestro delle scorse settimane invece si è arrivati anche alla notifica di quattro misure cautelari per altrettanti lavoratori che, comunque ad oggi, continuano a lavorare nell’impianto. Un depuratore tarato per 19 milioni di metri cubi di reflui fognari che invece ne smaltisce almeno 28 milioni di metri quadri. Anche se l’ingegnere Pasquale Russo di Valle Crati garantisce che “fino a 23 milioni riusciamo a gestirlo. L’80% viene depurato, per il 20% garantiamo il trattamento primario”. Per ampliare il depuratore sono stati stanziati 35 milioni di euro di cui però i primi finanziamenti, circa due milioni e mezzo di euro, sono stati bloccati dalla magistratura. I lavori verrebbero eseguiti in project financing, quindi con l’apporto economico anche di un privato, che secondo i calcoli effettuati dal sindaco di San Vincenzo la Costa in cinque anni avrebbe un introito di ben 75 milioni di euro. Ciò non preoccupa il presidente di Valle Crati Granata che perentorio garantisce: “Nonostante il provvedimento della Procura possiamo realizzare l’ammodernamento dell’impianto usufruendo del finanziamento da 35 milioni di euro. La Geko è un’azienda solvibile che ha già anticipato 5 milioni di euro per l’impermeabilizzazione delle vasche”.</p>
<h3>SINDACI ASSENTI E SINDACI PRESENTI</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell’incontro di stamattina <strong>l’assenza del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto</strong>, <strong>il Comune più popoloso</strong> che conferisce le acque ‘nere’ all’impianto, ha indispettito i ‘colleghi’ già provati dall’eventualità di dover pagare un debito da oltre 2 milioni di euro creato nel 1997 ai tempi di Giacomo Mancini. Presenti invece la maggior parte dei sindaci dei 28 Comuni collettati. In prima fila Marcello Manna sindaco di Rende, Caracciolo per Montalto Uffugo e Giovanni Greco per il Comune di Castrolibero. Poi Casali del Manco, Castiglione Cosentino, Cerisano, Domanico, Marano Principato, Mendicino, Montalto Uffugo, Rose, Rovito, San Benedetto Ullano, San Martino di Finita e San Vincenzo la Costa. Mancavano invece all’appello i primi cittadini di Aprigliano, Carolei, Cerzeto, Dipignano, Lappano, Lattarico, Marano Marchesato, San Demetrio Corone, San Fili, San Giovanni in Fiore, San Pietro in Guarano, Spezzano della Sila e Zumpano.</p>
<h3>LE INTERCETTAZIONI VIDEO PUBBLICATE IL 2 FEBBRAIO</h3>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/DTKB6eoN6uM?rel=0" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Giorgio Napolitano: Magistratura intercetti solo se indispensabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 14:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Intercettazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano che nel discorso agli uditori pone in rilievo le gravissime difficoltà che le strozzature del sistema giustizia fanno pesare sullo sviluppo complessivo del Paese. Con molta Chiarezza Giorgio Napolitano afferma che le intercezzioni debbono essere applicate solo se ritenute per davvero indispensabili. Con altrettanta chiarezza il capo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_2408" aria-describedby="caption-attachment-2408" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2408" href="https://ilparlamentare.it/2011/07/giorgio-napolitano-magistratura-intercetti-solo-se-indispensabile/giorgio-napolitano/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2408" title="Giorgio Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2408" class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure></p>
<p>E&#8217; il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano che nel discorso agli uditori pone in rilievo le gravissime difficoltà che le strozzature del sistema giustizia fanno pesare sullo sviluppo complessivo del Paese. Con molta Chiarezza Giorgio Napolitano afferma che le intercezzioni debbono essere applicate solo se ritenute per davvero indispensabili. Con altrettanta chiarezza il capo dello Stato dice &#8220;no&#8221; ad incarichi politici a Magistrati e a tal punto ammette che si potrebbero creare confusioni di ruoli tra politica e giustizia. E&#8217; quanto chiede il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che parla di &#8221;scontro intollerabile e sterile&#8221; e si dice contrario agli incarichi politici per le toghe.</p>
<p>Nel discorso agli uditori giudiziari ricevuti al Quirinale, il presidente della Repubblica Napolitano ha chiesto ai magistrati di &#8220;evitare condotte che comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l&#8217;ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura, come accade, ad esempio, quando il magistrato si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attività, oppure quando esercita il diritto di critica pubblica senza tenere in pieno conto che la sua posizione accentua i doveri di correttezza espositiva, compostezza, riserbo e sobrietà&#8221;. &#8220;L&#8217;affermazione e il riconoscimento del ruolo dei magistrati &#8211; ha aggiunto il capo dello Stato &#8211; non può prescindere dal rispetto dei limiti che, di per se stesso, tale ruolo impone. Il magistrato &#8211; come riporta l&#8217;Ansa &#8211; deve assicurare, in ogni momento, anche al di fuori delle sue funzioni, l&#8217;imparzialità e l&#8217;immagine di imparzialità su cui poggia la percezione che i cittadini hanno della sua indipendenza e quindi la loro fiducia&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;Le strozzature del sistema giustizia pesano sullo sviluppo complessivo del paese&#8221;</strong>, ha aggiunto Napolitano che ha chiesto di superarle &#8220;senza fatali ulteriori incertezze, lentezze e false partenze&#8221;. Il problema è quello di una &#8220;grave insufficienza del sistema giustizia e della crisi di fiducia che esso determina nel cittadino&#8221;.</p>
<p>Giorgio Napolitano ha chiesto ai neo magistrati di applicare rigorosamente le norme della procedura. &#8220;Il rispetto di questi elementari principi e la capacità di calare le proprie decisioni nella realtà del paese, facendosi carico delle ansie quotidiane e delle aspettative della collettività &#8211; ha infatti sottolineato &#8211; possono impedire o almeno attenuare attriti e polemiche in grado di lasciare strascichi velenosi e di appesantire le contrapposizioni tra politica e giustizia&#8221;.</p>
<p>INTERCETTAZIONI SOLO SE INDISPENSABILI &#8211; &#8220;Alle intercettazioni non sempre si fa ricorso solo nei casi di &#8216;assoluta indispensabilita&#8217;, come invece insegna la Corte di Cassazione&#8221;. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Di questo strumento, ha aggiunto, non si fa sempre uso esclusivo &#8220;per le specifiche indagini&#8221; e il loro contenuto &#8220;viene poi spesso divulgato per quanto privo di rilievo processuale&#8221;. Ciò &#8220;può essere lesivo della privatezza dell&#8217;indagato o, ancor più, di soggetti estranei al giudizio&#8221;. Più in generale, Napolitano ha raccomandato di &#8220;evitare l&#8217;inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non pertinenti o chiaramente eccedenti&#8221; e di &#8220;usare il massimo scrupolo nella valutazione degli elementi necessari per decidere l&#8217;apertura di un procedimento e, a maggior ragione, la richiesta o l&#8217;applicazione di misure cautelari&#8221;.</p>
<p>NAPOLITANO, NON SPETTA A ME PROPORRE RIFORMA &#8211; Giorgio Napolitano ha indicato alcune proposte per risolvere i più gravi problemi della giustizia, in particolare per coprire i vuoti di organico e risolvere il problema degli uffici giudiziari troppo piccoli. &#8220;Di più non spetta a me dire, così come in generale &#8211; ha aggiunto &#8211; non spetta al capo dello Stato suggerire o valutare disegni di riforma della giustizia, che sono prerogativa del Parlamento nella sua dialettica tra maggioranza e opposizione e nella ricerca di qualificati apporti esterni a fini di ampia condivisione&#8221;. Con questa premessa, il presidente della Repubblica ha aggiunto che &#8220;in ogni caso e comunque ciò cui dobbiamo mirare tutti assieme è un recupero di funzionalità, e insieme di razionale e limpido profilo, del sistema giudiziario. Ognuno può e deve fare la sua parte. A unirci deve essere la tenacia, il rigore, la serenità, il senso del dovere, il lavoro preso sul serio&#8221;. In chiusura del discorso Napolitano ha ricordato i magistrati che hanno perso la vita &#8220;cadendo vittime della follia omicida dei terroristi o della sanguinaria barbarie mafiosa. A loro &#8211; ha concluso &#8211; va il nostro omaggio, il pubblico riconoscimento che il Paese deve ai suoi cittadini migliori per la dedizione, la professionalità, la passione civile e il coraggio che li hanno animati&#8221;.</p>
<p>&#8220;Debbo purtroppo tornare oggi a denunciare il funzionamento gravemente insufficiente del &#8216;sistema giustizia&#8217; e la crisi di fiducia che esso determina nel cittadino destinato a farvi ricorso come titolare di bisogni e di diritti&#8221;, ha detto il presidente della Repubblica. Subito dopo ha precisato che alla crisi di fiducia &#8220;concorre anche un offuscamento dell&#8217;immagine della magistratura sul quale non mi stanco di sollecitare una seria riflessione critica&#8221;. Di fronte a questo fenomeno, che crea &#8220;danno anche per lo sviluppo del Paese&#8221;, Napolitano ha detto che &#8220;occorre, da parte di tutti, uno sforzo ulteriore per una migliore organizzazione, una adeguata coerente e sistematica semplificazione dei procedimenti, un&#8217;ampia diffusione di quelle tecnologie informatiche alle quali governo e Consiglio superiore della magistratura stanno peraltro dando encomiabile impulso, anche acquisendo concretamente contributi dall&#8217;esterno del mondo della giustizia. Auspico che su questi temi &#8211; ha affermato &#8211; permanga vigile l&#8217;attenzione del legislatore che ha dedicato ad essi alcune previsioni del recente provvedimento sulla stabilizzazione finanziaria&#8221;. L&#8217;offuscamento dell&#8217;immagine della magistratura, ha detto Napolitano, è dovuto anche ad alcune condotte dei magistrati. &#8220;Fin dal 2007 &#8211; ha ricordato &#8211; ho invitato i magistrati a ispirare le proprie condotte a criteri di misura e riservatezza, a non cedere a fuorvianti esposizioni mediatiche, a non sentirsi investiti di improprie ed esorbitanti missioni, a non indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione l&#8217;imparzialità dei singoli, dell&#8217;ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale&#8221;. In altre parola, ha concluso, bisogna rispettare i limiti delle proprie funzioni ed evitare anche condotta che possono creare confusioni di ruoli fra chi opera nel mondo della giustizia e chi in quello della politica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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