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	<title>indagine &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Scandalo depurazione: Occhiuto diserta l’incontro tra i 28 sindaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 22:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte Quicosenza.it &#8211; di Maria Teresa Improta/ RENDE (CS) – “Non abbiamo paura della Procura, perché siamo trasparenti”. Il presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata torna a tuonare dalla propria poltrona. Dopo l’annullamento da parte della Cassazione dell’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio, in un’indagine relativa a un presunto caso di corruzione elettorale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13052" aria-describedby="caption-attachment-13052" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13052" alt="foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400.jpg" width="800" height="435" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400.jpg 735w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400-300x163.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/foto-USCITA-IMPIANTO-01-1-735x400-480x261.jpg 480w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13052" class="wp-caption-text">Dall’impianto di Coda di Volpe i liquami arrivavano nel fiume Crati</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Fonte Quicosenza.it &#8211; di Maria Teresa Improta/</p>
<p style="text-align: justify;">RENDE (CS) – “Non abbiamo paura della Procura, perché siamo trasparenti”. Il presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata torna a tuonare dalla propria poltrona. Dopo l’annullamento da parte della Cassazione dell’interdizione dai pubblici uffici per abuso d’ufficio, in un’indagine relativa a un presunto caso di corruzione elettorale volta a favorire il fratello Vincenzo Granata candidato (ed eletto) tra le fila del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, è tornato a capo della famigerata Valle Crati. Per informare i 28 sindaci dei Comuni ‘depurati’ dall’impianto di Coda di Volpe, sulla situazione creatasi a seguito dell’operazione Cloaca Maxima, ha indetto un incontro tenutosi stamattina a Rende presso la sede del consorzio in contrada Cutura. La Procura di Cosenza, a seguito delle numerose segnalazioni presentate dai residenti, concluse le indagini, durate circa un anno e mezzo tra intercettazioni e appostamenti, ha accertato l’esistenza di sversamenti anomali nel fiume Crati.</p>
<p><span style="font-size: 1.17em;"><strong>LE PREOCCUPAZIONI DEI RESIDENTI</strong><br />
</span>Schiuma bianca e acque maleodoranti sarebbero state analizzate portando alla luce la presenza di agenti inquinanti oltre i livelli consentiti dalla legge. La contaminazione del fiume sarebbe, secondo gli investigatori, avvenuta volontariamente per ridurre i costi della depurazione. I liquami della rete fognaria di un circondario che conta oltre 220mila abitanti pare siano così finiti parte nel mar Jonio, parte nella sibaritide per l’irrigazione dei campi coltivati. Ad oggi, dopo il sequestro dell’impianto, i residenti di contrada Coda di Volpe continuano a denunciare strani odori e colorazioni che assume l’acqua all’uscita dal bocchettone del depuratore. Insieme all’associazione Crocevia hanno deciso di lanciare una campagna rivolta a tutti i cittadini dei Comuni collettati per chiedere il rimborso di almeno gli ultimi cinque anni di tasse pagate per la depurazione, che a loro dire, non sarebbe mai stata effettuata. Una voce presente su tutti le ‘bollette dell’acqua’ con cui da Cosenza a San Giovanni in Fiore viene pagato il servizio idrico fornito ad ogni famiglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>IL SEQUESTRO DEL 2013</h3>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" alt="foto 02" src="https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-440x254.jpg" srcset="https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-440x254.jpg 440w, https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-768x444.jpg 768w, https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-692x400.jpg 692w, https://www.quicosenza.it/news/wp-content/uploads/2018/02/foto-02-1-240x140.jpg 240w" width="440" height="254" />“Sono tornato a dicembre – ha spiegato il presidente del consorzio Valle Crati Maximiliano Granata – e ho trovato il caos. Ora custode dell’impianto è Andrea Manna che ha nominato nuovamente la Geko come gestore. Mi preoccupa la copertura di costi, visto che si avvale della collaborazione di altri cinque professionisti (un commercialista, due ingegneri e due avvocati) che sicuramente dovranno essere retribuiti. Mi terrorizza invece il non riuscire a capire se si stia depurando o meno. E’ mio interesse che l’impianto funzioni a norma, come presidente, ma soprattutto come cittadino. Nel 2013 sono stato io a denunciare Salvaguardia Ambientale perché non depurava. E l’impianto fu sequestrato“. In quel caso però il ‘trattamento’ riservato all’azienda dell’ex patron del Crotone Raffaele Vrenna, titolare della discarica di Celico, fu ben diverso. Salvaguardia Ambientale, tornata alla ribalta delle cronache per la pessima gestione dei rifiuti speciali dell’Ospedale di Cosenza, accatastati senza alcun riguardo per le norme di sicurezza in una stanzetta al lato del reparto di Oncologia, fu sottoposta ad una semplice oblazione, cioè il pagamento di una sorta di multa.</p>
<h3><strong>IL FUNZIONAMENTO DEL DEPURATORE</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Con il sequestro delle scorse settimane invece si è arrivati anche alla notifica di quattro misure cautelari per altrettanti lavoratori che, comunque ad oggi, continuano a lavorare nell’impianto. Un depuratore tarato per 19 milioni di metri cubi di reflui fognari che invece ne smaltisce almeno 28 milioni di metri quadri. Anche se l’ingegnere Pasquale Russo di Valle Crati garantisce che “fino a 23 milioni riusciamo a gestirlo. L’80% viene depurato, per il 20% garantiamo il trattamento primario”. Per ampliare il depuratore sono stati stanziati 35 milioni di euro di cui però i primi finanziamenti, circa due milioni e mezzo di euro, sono stati bloccati dalla magistratura. I lavori verrebbero eseguiti in project financing, quindi con l’apporto economico anche di un privato, che secondo i calcoli effettuati dal sindaco di San Vincenzo la Costa in cinque anni avrebbe un introito di ben 75 milioni di euro. Ciò non preoccupa il presidente di Valle Crati Granata che perentorio garantisce: “Nonostante il provvedimento della Procura possiamo realizzare l’ammodernamento dell’impianto usufruendo del finanziamento da 35 milioni di euro. La Geko è un’azienda solvibile che ha già anticipato 5 milioni di euro per l’impermeabilizzazione delle vasche”.</p>
<h3>SINDACI ASSENTI E SINDACI PRESENTI</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell’incontro di stamattina <strong>l’assenza del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto</strong>, <strong>il Comune più popoloso</strong> che conferisce le acque ‘nere’ all’impianto, ha indispettito i ‘colleghi’ già provati dall’eventualità di dover pagare un debito da oltre 2 milioni di euro creato nel 1997 ai tempi di Giacomo Mancini. Presenti invece la maggior parte dei sindaci dei 28 Comuni collettati. In prima fila Marcello Manna sindaco di Rende, Caracciolo per Montalto Uffugo e Giovanni Greco per il Comune di Castrolibero. Poi Casali del Manco, Castiglione Cosentino, Cerisano, Domanico, Marano Principato, Mendicino, Montalto Uffugo, Rose, Rovito, San Benedetto Ullano, San Martino di Finita e San Vincenzo la Costa. Mancavano invece all’appello i primi cittadini di Aprigliano, Carolei, Cerzeto, Dipignano, Lappano, Lattarico, Marano Marchesato, San Demetrio Corone, San Fili, San Giovanni in Fiore, San Pietro in Guarano, Spezzano della Sila e Zumpano.</p>
<h3>LE INTERCETTAZIONI VIDEO PUBBLICATE IL 2 FEBBRAIO</h3>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/DTKB6eoN6uM?rel=0" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Facebook manipola le emozioni. Regno Unito indaga. Da Assisi avevano intuito.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 16:27:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Garante della Privacy del Regno Unito indaga su un’indagine condotta dal social network sulla gestione degli aggiornamenti in bacheca. La battaglia contro Facebook parte da Londra. Il Garante della Privacy del Regno Unito ha aperto un’inchiesta in seguito allo studio condotto dal social network su come, la manipolazione dei news feed, possano anche influire sulle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7979" aria-describedby="caption-attachment-7979" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-modifica-algortimo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7979" alt="facebook-modifica-algortimo-manipola emozioni-regno-unito-indagine" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-modifica-algortimo.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-modifica-algortimo.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-modifica-algortimo-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/facebook-modifica-algortimo-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7979" class="wp-caption-text">Facebook manipola emozioni: Regno Unito Indaga</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il Garante della Privacy del Regno Unito indaga su un’indagine condotta dal social network sulla gestione degli aggiornamenti in bacheca. <strong>La battaglia contro Facebook parte da Londra.</strong> Il <strong>Garante della Privacy del Regno Unito</strong> ha aperto un’inchiesta in seguito allo studio condotto dal social network su come, <strong>la manipolazione dei news feed</strong>, possano anche influire sulle emozioni degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il <strong>Financial Times</strong> l’indagine, che cercherà di capire se Facebook ha violato o meno la legge, potrebbe portare a una multa di 500 mila sterline; una multa simbolica, che avrebbe più effetti nell’immagine che nel portafoglio dell’azienda.</p>
<p style="text-align: justify;">I FATTI. Con un’indagine condotta su circa <strong>700 mila profili,</strong> Facebook, insieme alla University of California e alla Cornell, avrebbe dimostrato come le emozioni dei nostri contatti, espresse attraverso post e frasi che la bacheca di Facebook sceglie di mostrarci in base a raffinati algoritmi, influenzano quello che pubblicheremo sul social network. Lo studio dimostrerebbe la possibilità di manipolare gli utenti, non solo per fini di marketing e profilazione ma anche nella gestione delle emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">FABIO GALLO LO AVEVA DETTO 8 ANNI PRIMA<br />
Fa rabbrividire che l&#8217;esperto in gestione della Conoscenza <strong>Fabio Gallo</strong> (classe 60) aveva parlato di &#8220;manipolazione&#8221; ad Assisi già nel mese di Aprile 2005. L&#8217;analista aveva infatti parlato della possibile manipolazione da parte della rete del futuro del pensiero sociale. <em>&#8220;Una possibilità reale &#8211;</em> disse Fabio Gallo &#8211; <em>che avrebbe serissime ripercussioni anche sulla gestione della Memoria collettiva del genere umano&#8221;. </em>Ad Assisi, in quei giorni, Fabio Gallo era ospite del <strong>noto penalista napoletano Enrico Tuccillo</strong> che aveva indetto con <strong>Assisi Pax International</strong> una conferenza sull&#8217;oratoria che seppe coinvolgere in un pomeriggio memorabile, in quanto a profezie, Avvocati, Magistrati e Monaci di Assisi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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