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	<title>ilparlamentare.it &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il malaffare politico svuota la libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Borrelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 15:42:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura dell&#8217;Avv. Giovanni Borrelli/ I gravissimi fatti che hanno squalificato la capitale, per l&#8217;intreccio politico affaristico, messo in luce da valorosi magistrati, cui dobbiamo la nostra gratitudine, evidenzia come nessuna Costituzione, né norma possa difendere la società civile, se non esistono controlli capillari che possano far decadere sul nascere ipotesi di corruzione e concussione. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9465" aria-describedby="caption-attachment-9465" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9465" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2.jpg" alt="avvocato-giovanni-borrelli" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-borrelli2-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9465" class="wp-caption-text">Giovanni Borrelli &#8211; Storico e Filosofo &#8211; Avvocato del Foro di Roma</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">a cura dell&#8217;<strong>Avv. Giovanni Borrelli</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">I gravissimi fatti che hanno squalificato la capitale, per l&#8217;intreccio politico affaristico, messo in luce da valorosi magistrati, cui dobbiamo la nostra gratitudine, evidenzia come nessuna Costituzione, né norma possa difendere la società civile, se non esistono controlli capillari che possano far decadere sul nascere ipotesi di corruzione e concussione. Tale dovere e&#8217; imposto, in particolar modo, ai partiti che dovrebbero garantire la serietà ed onestà dei propri adepti, quale obbligo istituzionale ed etico, e non avvalersi invece del potere loro demandato dai cittadini, per spartirsi le risorse economiche del paese, peraltro anche in gravi difficoltà. La conseguenza di tali omissioni si riflette negativamente sulla libertà, baluardo di ogni democrazia, che disancorata dai valori ad essa connaturati, unitamente al declino della cultura, indebolisce la società di per sé già avvelenata dall&#8217;obbligo dello apparire a tutti i costi, facendo perdere a ciascuno il vero essere. Usciamo allora da questa gabbia in cui ci hanno ed in cui ci siamo rinchiusi, come dice Jonesco, ripristiniamo i veri valori condivisi, ed abbandoniamo al loro misero destino coloro che per soli fini personali inquinano le istituzioni e forse il nostro grande Paese potrà rinascere valorizzando il valore formativo ed etico del lavoro scacciando, <a href="https://dwidude.com">Azərbaycanda ən yaxşı onlayn kazino saytları</a> una volta per sempre , il mostro tentacolare della corruzione dal pensiero di tutti.</p>
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		<title>Le risposte scritte del Movimento 5 Stelle alle 10 domande del PD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 22:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[ilparlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle matteo renzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecco le risposte del Movimento 5 Stelle alle 10 domande del Pd, che i democratici ritengono pregiudiziali per la ripresa del confronto sulla legge elettorale. A pubblicarle e&#8217; stato il leader del movimento, Beppe Grillo sul suo blog. A introdurre il tutto c&#8217;e&#8217; comunque un &#8216;cronologia&#8217; di quanto accaduto in questi ultimi giorni e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8053" aria-describedby="caption-attachment-8053" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo12.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8053" alt="beppe grillo-movimento 5 stelle-legge elettorale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo12.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo12.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo12-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo12-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8053" class="wp-caption-text">Beppe Grillo leader del Movimento 5 Stelle</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ecco le <strong>risposte del Movimento 5 Stelle</strong> alle 10 domande del Pd, che i democratici ritengono pregiudiziali per la ripresa del confronto sulla legge elettorale. A pubblicarle e&#8217; stato il leader del movimento, Beppe Grillo sul suo blog. A introdurre il tutto c&#8217;e&#8217; comunque un &#8216;cronologia&#8217; di quanto accaduto in questi ultimi giorni e la precisazione: <strong>&#8221;La nostra massima disponibilita&#8217;</strong> al confronto e al dialogo ci porta a rispondere a tutti i vostri quesiti per la terza volta. Ora, in modo tale che non abbiate piu&#8217; alibi e non possiate piu&#8217; raccontare agli italiani con la complicita&#8217; dei giornalisti che il tavolo di lavoro e&#8217; saltato per colpa nostra, vi riportiamo di seguito le risposte&#8221;. E concludono: &#8221;Ora noi intendiamo , per senso di responsabilita&#8217; e per non perdere altro tempo, passare sopra il teatrino che avete messo in piedi e ci auguriamo che non troviate altri pretesti. L&#8217;unica cosa a cui teniamo e&#8217; che si faccia una buona legge elettorale per i cittadini. In questo senso, chiediamo serieta&#8217; e reale disponibilita&#8217; a un confronto&#8221;. <strong>I grillini rispondono con 10 &#8221;Si&#8221;&#8217;</strong> <strong>alle questioni del Pd</strong>. In particolare si dicono <strong>&#8221;non pregiudizialmente contrari&#8221;</strong> <strong>a superare il bicameralismo perfetto</strong> &#8221;a condizione che l&#8217;esistenza del Senato abbia ancora una precisa funzione nel disegno istituzionale&#8221;. Ma ribadiscono la loro posizione critica sulla non elettivita&#8217; dei senatori. &#8221;Il testo che si va formando &#8211; si legge &#8211; attribuisce una serie di poteri al Senato (elezione del Presidente, dei giudici costituzionali, dei membri laici del Csm, competenza decisionale nelle leggi di riforma costituzionale ecc.) che vanno molto al di la&#8217; dei poteri locali e che sono inconciliabili con una formazione di secondo grado, per cui, sul punto, riteniamo che in presenza di tali attribuzioni sia irrinunciabile l&#8217;elettivita&#8217; di primo grado dei senatori&#8221;. <strong>Ecco qui di seguito le risposte dei grillini ai quesiti del Pd. </strong>Lo dice ASCA</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>1.</strong> </span>Per noi un vincitore ci vuole sempre. L&#8217;unico modello che assicura questo oggi in Italia e&#8217; la legge elettorale che assegna un premio di maggioranza al primo turno o al secondo turno. Il Movimento 5 Stelle, per esempio, ha vinto a Parma, Livorno e Civitavecchia nonostante che (sic) al primo turno abbia preso meno del 20% dei voti. Pero&#8217; poi al ballottaggio ha ottenuto la meta&#8217; piu&#8217; uno dei votanti. Vi chiediamo: siete disponibili a prevedere un ballottaggio, cosi&#8217; da avere sempre la certezza di un vincitore? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8221;, rispondono i grillini. Per noi quello che voi chiamate &#8221;vincitore&#8221; e&#8217; il conquistatore di una vittoria di Pirro, che non garantisce in alcun modo la governabilita&#8217;: speravamo che l&#8217;esperienza di &#8221;vittoria&#8221; con una schiacciante maggioranza nella scorsa legislatura vi fosse stata d&#8217;insegnamento, ma evidentemente non e&#8217; cosi&#8217;. Un modello che assicuri la certezza di un vincitore come quello disegnato nella legge Berlusconi-Renzi non esiste pressoche&#8217; in nessun sistema democratico al mondo. In ogni caso, al fine di evitare un pessima legge elettorale quale e&#8217; la legge Berlusconi-Renzi nella sua attuale formulazione, e produrre un testo migliore siamo disponibili a prevedere un ballottaggio che dia ad una forza politica la maggioranza dei seggi, a condizione di evitare che la conquista del primo posto si trasformi in una corsa all&#8217;ammucchiata di tutto e il suo contrario (come e&#8217; stato per l&#8217;Unione di Romano Prodi e per le coalizioni guidate da Silvio Berlusconi) che ha provocato la caduta anticipata dei rispettivi governi nel 2008 e nel 2011 nonostante la &#8221;vittoria&#8221;. Per evitarlo, la nostra proposta alternativa e&#8217; formulata in questi termini: &#8211; un primo turno proporzionale privo di soglie di sbarramento, in modo da consentire a chiunque di correre per il Parlamento e colmare il deficit di rappresentativita&#8217; che la legge comporta; &#8211; in caso di superamento della soglia del 50% + 1 dei seggi al primo turno, prevediamo un premio di governabilita&#8217; minimo, che consegnerebbe al vincitore il 52% dei seggi; &#8211; nel caso in cui nessuno raggiunga la maggioranza al primo turno, e&#8217; previsto un secondo turno tra i due partiti piu&#8217; votati, al cui vincitore viene assegnato il 52% dei seggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">2.</span></strong> Siete disponibili a assicurare un premio di maggioranza per chi vince, al primo o al secondo turno, non superiore al 15% per assicurare a chi ha vinto di avere un minimo margine di governabilita&#8217;? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8221; Ferme restando le obiezioni di cui alla precedente risposta, che potranno tuttavia essere sciolte dalla Corte costituzionale nella sede del controllo preventivo previsto nella riforma costituzionale, come gia&#8217; evidenziato siamo disponibili alla previsione di un turno di ballottaggio, nel caso in cui il primo turno non veda nessuna forza politica ottenere la maggioranza dei seggi, con il quale sia possibile attribuire un numero di seggi tali da assicurare a chi ha vinto di avere un minimo margine di maggioranza (la governabilita&#8217; e&#8217; un&#8217;altra cosa, per noi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">3.</span></strong> Siete disponibili a ridurre l&#8217;estensione dei collegi? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8221; La riduzione dell&#8217;estensione dei collegi e&#8217; possibile, ma questo e altri elementi tecnici dipendono naturalmente dall&#8217;impianto complessivo della legge e da come si vuole concretamente realizzare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">4.</span> </strong>Siete disponibile a far verificare preventivamente la legge elettorale alla Corte costituzionale, cosi&#8217; da evitare lo stucchevole dibattito &#8221;e&#8217; incostituzionale, e&#8217; costituzionale&#8221;? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8221;&#8217; Siamo disponibili a far verificare preventivamente la legge elettorale alla Corte costituzionale; quello che tuttavia abbiamo urgenza di capire e&#8217; in quale modo si dovrebbe introdurre questo controllo e come dovrebbe intervenire sulla legge elettorale in discussione. Il Presidente del Consiglio ha affermato nel corso del nostro ultimo incontro che la legge elettorale sara&#8217; approvata e promulgata dopo la prima lettura da parte del Senato della riforma della Costituzione. Il che significa che il controllo non sara&#8217; previsto per la legge elettorale in discussione. Come pensate di risolvere questa contraddizione?.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">5.</span></strong> Siete disponibili a ridurre il potere delle Regioni modificando il titolo V e riportando in capo allo Stato funzioni come le grandi infrastrutture, l&#8217;energia, la promozione turistica? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8221; Siamo disponibili ad una modifica del Titolo V, sebbene riteniamo che l&#8217;impianto proposto nell&#8217;attuale riforma non sia funzionale alla risoluzione dei problemi provocati dalla riforma del 2001. Nel merito, la riforma Renzi del Titolo V prevede l&#8217;eliminazione sia della competenza concorrente Stato-Regioni, quella in cui lo Stato dettava i principi, con &#8221;leggi-quadro&#8221; per ragioni di omogeneita&#8217; e le Regioni vi davano attuazione con le loro leggi, e della competenza residuale regionale, ovvero della clausola per la quale tutto quanto non era di competenza statale o concorrente spettava alle Regioni. Nel nuovo quadro vengono definite solo le competenze statali, e quelle regionali non sono piu&#8217; residuali ma sono specificamente elencate. Se il problema che la riforma Renzi mira a risolvere e&#8217; quello del &#8221;chi fa cosa&#8221; e quindi del contenzioso che si crea innanzi alla Corte costituzionale bloccando o invalidando numerosissime leggi, non si capisce in che modo questa riforma lo risolverebbe. La nuova definizione di competenze non sembra essere risolutiva del problema in questione: dove finisce, ad esempio, la &#8221;programmazione e organizzazione dei servizi sanitari&#8221; (materia di competenza regionale) e dove iniziano le &#8221;disposizioni generali e comuni per la tutela della salute&#8221; (di competenza statale)? Quale opera sara&#8217; da considerarsi &#8221;dotazione infrastrutturale&#8221; (regionale) e quale &#8221;infrastruttura strategica&#8221; (statale)? A cio&#8217; si aggiunga la previsione di una &#8221;clausola di supremazia&#8221; per la quale &#8221;su proposta del Governo, la legge dello Stato puo&#8217; intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva quando lo richieda la tutela dell&#8217;unita&#8217; giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell&#8217;interesse nazionale&#8221;. Anche in questo caso, si pone il problema della grave disfunzione applicativa che puo&#8217; produrre questa disposizione. Non si capisce, infatti, anzitutto perche&#8217; debba provenire dal Governo la proposta per l&#8217;utilizzo della clausola di supremazia in ambito legislativo, anziche&#8217; dall&#8217;organo legislativo che e&#8217; il Parlamento. E&#8217; facile immaginare che un Governo incapace di governare, che si regge sull&#8217;abuso dell&#8217;utilizzo dello strumento della questione di fiducia per imporsi al Parlamento, utilizzera&#8217; nello stesso modo la clausola di supremazia per imporsi alle Regioni, facendo rientrare discrezionalmente qualsivoglia legge nel concetto per sua natura amplissimo e difficilmente delimitabile dell&#8221;&#8217;unita&#8217; giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell&#8217;interesse nazionale&#8221;. Sul ricorso a questa clausola, e&#8217; facile poi prevedere altro contenzioso paralizzante innanzi alla Consulta. Inoltre, riteniamo che vadano discusse nello specifico le materie da riportare in capo allo Stato, oltre a quelle elencate, quali ad esempio la Sanita&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">6.</span> </strong>Siete disponibili ad abbassare l&#8217;indennita&#8217; del consigliere regionale a quella del sindaco del comune capoluogo e eliminare ogni forma di rimborso ai gruppi consiliari delle Regioni? Noi si&#8217; &#8221;Si&#8221;&#8217; Premettendo che il problema dell&#8217;indennita&#8217; di consigliere regionale e di ogni forma di rimborso elettorale per i gruppi consiliari e&#8217; stato gia&#8217; risolto dal M5S con il dimezzamento del primo e la restituzione di buona parte del secondo, non solo in sede regionale, ma anche in sede nazionale, non si capisce in che modo il Parlamento potrebbe intervenire su questa materia, che dovrebbe essere di competenza regionale. Il PD governa la maggior parte delle Regioni da molto tempo, per cui non e&#8217; chiaro che cosa stia aspettando per procedere da solo in questo senso. La risposta a questa domanda e&#8217; &#8221;noi si&#8217;, e lo facciamo gia&#8221;&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">7.</span></strong> Siete disponibili a abolire il CNEL? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8217;.&#8221; A questo proposito, vi chiediamo: considerato che non vi e&#8217; relazione diretta tra l&#8217;abolizione del CNEL e il resto del progetto di riforma, siete disposti a scorporare l&#8217;abolizione del CNEL dal resto delle riforme costituzionali, in modo da vederlo approvato ad amplissima maggioranza e in tempi piu&#8217; rapidi?.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">8.</span></strong> Siete disponibili a superare il bicameralismo perfetto impostando il Senato come assemblea che non si esprime sulla fiducia e non vota il bilancio? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8221; Non siamo pregiudizialmente contrari, a condizione che l&#8217;esistenza di tale assemblea abbia ancora una precisa funzione nel disegno istituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">9.</span></strong> Siete disponibili a che il ruolo del Senatore non sia piu&#8217; un incarico a tempo pieno e retribuito ma il Senato sia semplicemente espressione delle autonomie territoriali? Noi si&#8217;. &#8221;Si&#8221; Che significa che il ruolo del Senatore deve essere un incarico non a tempo pieno e semplice espressione delle autonomie territoriali? Perche&#8217; un ruolo importante come quello del rappresentante delle autonomie territoriali non dovrebbe essere a tempo pieno? Che senso avrebbe tale ruolo, al di la&#8217; di quello che i rappresentanti delle autonomie gia&#8217; fanno nell&#8217;ambito della Conferenza Stato-Regioni? Peraltro, il testo che si va formando attribuisce una serie di poteri al Sentao (elezione del Presidente, dei giudici costituzionali, dei membri laici del Csm, competenza decisionale nelle leggi di riforma costituzionale ecc.) che vanno molto al di la&#8217; dei poteri locali e che sono inconciliabili con una formazione di secondo grado, per cui, sul punto, riteniamo che in presenza di tali attribuzioni sia irrinunciabile l&#8217;elettivita&#8217; di promo grado dei senatori. Il problema della retribuzione e&#8217; presto superato: siete disponibili al dimezzamento immediato delle indennita&#8217; e degli emolumenti di tutti i parlamentari e degli stanziamenti previsti per i gruppi parlamentari? Noi lo abbiamo gia&#8217; fatto. E per farlo non occorrono complessi procedimenti di revisione costituzionale, ma solo volonta&#8217; politica seria in tal senso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800000;">10.</span></strong> Siete disponibili a trovare insieme una soluzione sul punto delle guarentigie costituzionali per i membri di Camera e Senato, individuando una soluzione al tema immunita&#8217; che non diventi occasione di impunita&#8217;? Noi si&#8217;. Si&#8217;. La nostra proposta in merito e&#8217; semplice: affinche&#8217; l&#8217;immunita&#8217; non diventi occasione di impunita&#8217; e tuttavia preservi il parlamentare nella sua essenziale funzione di rappresentante dei cittadini, riteniamo necessario e sufficiente cancellare le immunita&#8217; attualmente previste, all&#8217;infuori della garanzia dell&#8217;insindacabilita&#8217; per le opinioni e i voti espressi. Contrariamente a quanto si e&#8217; detto da parte di alcuni organi stampa, non c&#8217;e&#8217; alcuna contraddizione fra l&#8217;azione del gruppo parlamentare M5s, compresa la presente lettera, e la reazione di Beppe Grillo che rappresenta solo una diversa articolazione dello stesso discorso politico per il quale l&#8217;importante e&#8217; fare un buona legge elettorale.</p>
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		<title>Sacconi: seguire il modello Thatcher per dare leadership all&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2014 21:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione magna carta]]></category>
		<category><![CDATA[ilparlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[margaret thatcher]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Sacconi]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo centrodestra]]></category>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 5 apr 2014 &#8211; Quello di Margaret Thatcher &#8221;rimane un modello di leadership di una nazione nel momento in cui e&#8217; necessario spezzare in essa il circolo vizioso del declino. Lo stesso Renzi dovrebbe considerare quanto contarono nella politica di Margaret Thatcher i principi della tradizione, la visione dell&#8217;interesse nazionale, azioni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-sacconi-ilparlamentare.jpg"><img decoding="async" alt="ministro-sacconi-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-sacconi-ilparlamentare.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Maurizio Sacconi</figcaption></figure>
<p>(ASCA) &#8211; Roma, 5 apr 2014 &#8211; Quello di Margaret Thatcher &#8221;rimane un modello di leadership di una nazione nel momento in cui e&#8217; necessario spezzare in essa il circolo vizioso del declino. Lo stesso Renzi dovrebbe considerare quanto contarono nella politica di Margaret Thatcher i principi della tradizione, la visione dell&#8217;interesse nazionale, azioni di rottura non solo necessarie ma per certi versi emblematiche&#8221;. Lo afferma il capogruppo dei senatori del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi, concludendo a Lucca il seminario organizzato dalla Fondazione Magna Carta, dall&#8217;Istituto Bruno Leoni e da Imt in ricordo di Margaret Thatcher. &#8221;In Italia &#8211; spiega &#8211; oggi avrebbero questo carattere di emblematicita&#8217; le azioni dedicate a risolvere la evidente anomalia giudiziaria, la rigidita&#8217; in uscita di cui all&#8217;articolo 18 nel mercato del lavoro, la resistenza alla vera liberalizzazione della gestione dei servizi pubblici locali a partire dall&#8217;acqua e dal trasporto pubblico locale. Compito dell&#8217;area liberalpopolare nella maggioranza e&#8217; proprio quello di sollecitare queste azioni, superando definitivamente i condizionamenti alla crescita che derivano dall&#8217;Italia dell&#8217;est. E per questa funzione e&#8217; necessaria l&#8217;unita&#8217; dei moderati di governo&#8221;</p>
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		<title>Gianni Pittella per Assemblea di Strasburgo esprime cordoglio militare ucciso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 14:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Tuccilli]]></category>
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					<description><![CDATA[Gianni Pittella vicepresidente vicario del Parlamento europeo ha espresso il profondo cordoglio dell&#8217;Assemblea di Strasburgo e suo personale per la morte in un vile attentato in Afghanistan del caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo e la vicinanza e l&#8217;augurio di una pronta guarigione al militare ferito. Martedì 5 marzo i funerali di Stato onorerranno la salma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<figure id="attachment_2269" aria-describedby="caption-attachment-2269" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2269" href="https://ilparlamentare.it/2011/07/gianni-pittella-per-assemblea-di-strasburgo-esprime-cordoglio-militare-ucciso/gianni-pittella-e-militari/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2269" title="Gianni-Pittella-e-Militari-italiani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Pittella-e-Militari-.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Pittella-e-Militari-.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Pittella-e-Militari--300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Pittella-e-Militari--480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Pittella-e-Militari--469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Pittella-e-Militari--160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2269" class="wp-caption-text">Gianni Pittella e Militari Italiani su Il Parlamentare.it</figcaption></figure>
<p>Gianni Pittella</strong> vicepresidente vicario del Parlamento europeo ha espresso il profondo cordoglio dell&#8217;Assemblea di Strasburgo e suo personale per la morte in un vile attentato in Afghanistan del caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo e la vicinanza e l&#8217;augurio di una pronta guarigione al militare ferito.</p>
<p>Martedì 5 marzo i funerali di Stato onorerranno la salma presso la <strong>Basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma &#8211; Chiesa dello Stato.<br />
</strong>Come accade ogni giorno dopo la morte di un nuovo soldato tutti si dichiarano pro e contro le missioni in terra di guerra <strong>ma Gianni Pittella, conoscendo bene le ragioni per cui nascono tali missioni,</strong> parla giustamente di aumentare, intanto, i margini di sicurezza per i militari. La maggior parte di essi, infatti, muoiono a causa di mine che attentano alle normali attività di pattugliamento e appare logico che attività militari del genere siano normali nel futuro del nostro Paese.</p>
<p>&#8216;<strong>&#8216;Si deve moltiplicare ogni sforzo politico, economico e operativo &#8211; ha sottolineato Gianni Pittella &#8211; per accrescere il livello di sicurezza</strong> e le possibilita&#8217; di un rapido raggiungimento degli obiettivi affidati alle missioni di pace e di stabilizzazione democratica  in cui sono impegnati i nostri soldati in molte aree di crisi dello scacchiere internazionale, raccogliendo l&#8217;apprezzamento unanime per la loro alta preparazione professionale e organizzativa e il <strong>valore umano unico</strong> che profondono nel contatto con le popolazioni sofferenti&#8221;.</p>
<p>Un ordigno rudimentale che esplode al passaggio di un convoglio militare, un altro soldato italiano ucciso in Afghanistan (ed un ferito): il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, 29 anni, campano, è la 39/a vittima dall&#8217;inizio della missione, nel 2004. Una missione che «deve finire», dicono Lega e Idv, mentre il Governo conferma la tempistica di un «graduale ritiro a partire dalla fine dell&#8217;anno, da completare entro la fine del 2014», quando degli attuali 4.200 militari &#8211; il numero più alto mai raggiunto &#8211; dovrebbe restare solo un piccolo contingente, con esclusivi compiti di addestramento delle forze di sicurezza locali. I fatti si sono verificati in mattinata, nei pressi del villaggio di Caghaz a 16 chilometri da Bakwa, nella parte orientale della caldissima provincia di Farah, una delle più pericolose del settore ovest dell&#8217;Afghanistan tutto a comando italiano. Il convoglio preso di mira dagli &#8216;insorti&#8217; era composto da mezzi militari italiani e dell&#8217;esercito afgano: una pattuglia mista che stava rientrando alla base da un&#8217;attività di ricognizione. L&#8217;Ied &#8211; uno di quei micidiali ordigni rudimentali che tante vittime hanno mietuto in questi anni, soprattutto tra i civili &#8211; era posizionato lungo la strada ed è stato probabilmente azionato a distanza al passaggio non di un mezzo blindato, ma di un autocarro pesante (APS) che faceva parte dell&#8217;aliquota logistica. Nell&#8217;esplosione è morto il caporal maggiore scelto Tuccillo, originario di Palma Campania, nel napoletano, residente con la giovane moglie olandese Evelyn Adriana a Revine Lago, in provincia di Treviso, ed appartenente al Battaglione logistico &#8216;Arietè di Maniago (Pordenone).</p>
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<p>La salma dovrebbe arrivare all&#8217;aeroporto di Ciampino nella tarda mattinata di lunedì: dopo l&#8217;autopsia, la camera ardente sarà allestita nell&#8217;ospedale militare del Celio. I funerali solenni dovrebbero tenersi martedì alle 11 nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, a Roma, mentre nel pomeriggio la cerimonia funebre a Nola, nella parrocchia di Maria Santissima del Rosario, dove Tuccillo si era sposato un anno fa. Un altro militare, il caporal maggiore capo Aniello Cerqua, parà del 186/o Reggimento Folgore di Siena, è invece rimasto ferito ad una gamba. Le sue condizioni non sono gravi, assicurano alla Difesa. Il paracadutista, subito soccorso, è stato trasportato in elicottero all&#8217;ospedale da campo americano di Farah. È stato lui stesso a contattare i suoi familiari, rassicurandoli. Il nuovo attacco giunge a un mese dall&#8217;attentato kamikaze contro la sede del Prt italiano di Herat, in cui 5 militari italiani rimasero feriti e 5 afgani furono uccisi. Episodi «profondamente diversi tra loro», osservano fonti di intelligence, perchè quella fu una vera e propria «azione militare», pianificata a tavolino e condotta da più persone, mentre questa sarebbe stata «l&#8217;azione isolata, per quanto frequente, di un singolo». In ogni caso, due fatti che rivelano entrambi quanto ancora sia pericolosa la situazione anche nell&#8217;ovest dell&#8217;Afghanistan, una delle aree che dovrebbe essere affidate per prime alla responsabilità delle autorità afgane. Del resto è lo stesso ministro della Difesa La Russa ad affermare che «in questa fase i pericoli non diminuiscono anzi, possono aumentare», sottolineando però che «la strategia e la partecipazione italiana non cambiano». L&#8217;obiettivo è quello della «riconsegna del Paese agli afgani», che deve essere «velocizzata», rileva il Pd, mentre l&#8217;Idv e la Lega chiedono lo stop della missione. «Basta lacrime, è venuto il momento di cambiare strada», ha detto Calderoli. «Inaccettabile demagogia», ha replicato il sottosegretario alla Difesa Crosetto.</p>
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<p>AMICI E COMMILITONI SALUTANO TUCCILLO SU FACEBOOK, &#8216;CIA GUAGLIO&#8217; C&#8217;è chi saluta un &#8220;eroe&#8221;, un &#8220;angelo guerriero&#8221; o semplicemente &#8220;un amico grande&#8221;, chi vuole &#8220;tutti a casa subito&#8221;. Sono già 367 ad avere aderito al gruppo nato su Facebook a poche ore dalla notizia della morte in Afghanistan del caporal maggiore Gaetano Tuccillo, ucciso in un attentato. «Io e Gaetano siamo stati compagni di classe per 5 anni all&#8217;istituto per geometri di San Giuseppe Vesuviano, per gran parte del tempo siamo anche stati compagni di banco &#8211; ricorda A.P. &#8211; quando ho sentito il suo nome pensavo a un omonimo ma quando ho visto la foto mi si è gelato il sangue&#8230; non riesco a crederci ancora. Ti rendo onore, amico mio. Riposa in pace». F.S è un commilitone di Gaetano, scrive: «questi due mesi con te a Bakua sono stati duri per per la corvè che ci siamo fatti insieme , per tutte le volte che hai messo le mani per aggiustare il mio lince, per tutte le volte che mi prendevi in giro quando mi vedevi tornare da un&#8217;attività e mi chiedevi come era andata. Mi dispiace tanto Gaetano per quel poco che ti ho conosciuto posso dire che sei una grande persona». «Piangendo un figlio, inchiniamoci e meditiamo», è l&#8217;invito di G.A.P. Da F.M., conterraneo di Gaetano, che era originario di Pomigliano d&#8217;Arco, un «saluto da napoletano&#8230; cia guagliò». E da V.S. arriva una promessa: «prima che andassi in missione volevi che ti mandassi un messaggio per farti sapere come stavo nella nuova caserma, io quel messaggio te lo invierò lo stesso, e sono sicuro che tu lo leggerai perchè non sei morto ma ti sei solamente addormentato tra le braccia di Dio».</p>
<p><strong>LA RUSSA: &#8220;AVANTI COSÌ&#8221;</strong> «I pericoli in Afghanistan in questa fase non diminuiscono, anzi possono solo aumentare, ma restiamo ottimisti: manterremo la tempistica prefissata e nel 2014 potremo richiamare anche le prime linee e riconsegnare quella regione alla responsabilità militare e politica degli afghani. E non taglieremo mai i fondi per la sicurezza dei nostri militari all&#8217;estero». A poche ore dalla morte del caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, parla di cordoglio e di prospettive. Ma intanto il &#8216;partito del ritirò, Idv in testa, fa sentire la sua voce, con il ministro leghista Roberto Calderoli che dice: «basta alle lacrime, è venuto il momento di cambiare strada». La morte del 39/o soldato italiano &#8211; notizia accolta con «profonda commozione» dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano &#8211; «<strong>non cambierà la strategia italiana in Afghanistan</strong>» <strong>dice La Russa</strong>, ma questo nuovo lutto rilancia ancora una volta le polemiche e le divergenze, accendendo i toni del dibattito sul ritiro delle forze italiane. A cominciare proprio dalla Lega, una posizione che viene stigmatizzata dal <strong>Pdl con le parole, durissime, di Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa</strong>, che definisce la posizione del Carroccio espressa da <strong>Calderoli come una «demagogia inaccettabile. </strong>Non riesco a capacitarmi &#8211; ha detto Crosetto &#8211; del fatto che quando il nostro Paese è colpito da eventi funesti ci sia sempre qualcuno pronto ad utilizzarli per giustificare una posizione politica».</p>
<p>Il <strong>«conto salato</strong>», come lo definisce il vicepresidente leghista della commissione difesa <strong>Giacomo Chiappori,</strong> è quello «pagato con la vita dei <strong>39 soldati italiani morti.</strong> Un conto per una missione che sta durando più del previsto». Tempi lunghi cui fa riferimento anche il Pd che chiede, con il responsabile degli Esteri Lapo Pistelli, di «velocizzare la riconsegna del Paese agli afgani, un obiettivo che tarda ad arrivare, per aprire una fase di riconciliazione nazionale con i talebani che si sono staccati da Al Qaeda». Secondo il Pd, «la soluzione politica deve accompagnare la strategia di conclusione della campagna afgana. Ci auguriamo che l&#8217;impegno italiano nel mondo non sia confuso con le sforbiciate alla spesa pubblica o con l&#8217;isolazionismo leghista».<strong> Il leader dell&#8217;Idv Di Pietro parla esplicitamente di «missione inutile.</strong> È evidente che queste missioni non sono di alcuna utilità e non fanno fare nemmeno un piccolo passo avanti sulla strada della pace nè su quella della lotta al terrorismo. Missioni che sono costate decine di vite e che costringono un Paese in grandi difficoltà a buttare via miliardi di euro che potrebbero essere spesi per rendere meno difficile la vita delle persone provate da crisi e dalle misure inique del governo». Anche Nichi Vendola chiede di riaprire la discussione sul «pantano afgano» e <strong>Lorenzo Cesa </strong>dell&#8217;Udc v<strong>uole che governo «informi il Parlamento sui suoi intendimenti circa il proseguimento della missione</strong>». Il fronte del &#8216;tutti a casà, rinforzato dalla posizione della Lega Nord, torna dunque a farsi sentire mentre il ministro <strong>La Russa ribadisce: </strong>«<strong>A fine anno abbiamo in programma il graduale rientro dei soldati italiani»,</strong> con un disimpegno che «potrà essere completato entro la fine del 2014», quando in Afghanistan dovrebbe restare solo un piccolo contingente con compiti di addestramento e non combattenti. <strong>«Ridiscutere la missione &#8211; ha concluso il ministro &#8211; sarebbe un torto a Tuccillo».</strong></p>
<p><strong> 39 ITALIANI MORTI</strong> Con il caporal maggiore scelto <strong>Gaetano Tuccillo</strong>, rimasto ucciso oggi nell&#8217;esplosione di un ordigno nel distretto di Bakwa, salgono a <strong>39 le vittime italiane dall&#8217;inizio della missione Isaf in Afghanistan, nel 2004.</strong> Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni anche per malore ed uno si è suicidato. L&#8217;ultima vittima era stata il tenente colonnello dei carabinieri Cristiano Congiu, ucciso un mese fa in un episodio di criminalità comune. Il 2010 è stato fino ad oggi l&#8217;anno più sanguinoso, con 13 vittime. Ecco i nomi dei militari italiani morti dal 2004 ad oggi: Caporal maggiore GIOVANNI BRUNO &#8211; 3 ottobre 2004 Capitano di fregata BRUNO VIANINI &#8211; 3 febbraio 2005 Caporal maggiore capo MICHELE SANFILIPPO &#8211; 11 ottobre 2005 Tenente MANUEL FIORITO e maresciallo LUCA POLSINELLI &#8211; 5 maggio 2006 Tenente colonnello CARLO LIGUORI &#8211; 2 luglio 2006 Caporal maggiore GIUSEPPE ORLANDO &#8211; 20 settembre 2006 Caporal maggiori GIORGIO LANGELLA e VINCENZO CARDELLA &#8211; 26 settembre 2006 Agente Sismi LORENZO D&#8217;AURIA &#8211; 24 settembre 2007 Maresciallo capo DANIELE PALADINI &#8211; 24 novembre 2007 Maresciallo GIOVANNI PEZZULO &#8211; 13 febbraio 2008 Caporal maggiore ALESSANDRO CAROPPO &#8211; 21 settembre 2008 Maresciallo ARNALDO FORCUCCI &#8211; 15 gennaio 2009 Caporal maggiore ALESSANDRO DI LISIO &#8211; 14 luglio Tenente ANTONIO FORTUNATO, Sergente Maggiore ROBERTO VALENTE, Primo caporal maggiore MATTEO MUREDDU, Primo Caporal Maggiore GIANDOMENICO PISTONAMI, Primo Caporal Maggiore MASSIMILIANO RANDINO, Primo Caporal Maggiore DAVIDE RICCHIUTO &#8211; 17 settembre 2009 Caporal maggiore ROSARIO PONZIANO &#8211; 15 ottobre 2009 Agente Aise PIETRO ANTONIO COLAZZO &#8211; 26 febbraio 2010 Sergente MASSIMILIANO RAMADÙ e caporalmaggiore LUIGI PASCAZIO &#8211; 17 maggio 2010 Caporal maggiore scelto FRANCESCO SAVERIO POSITANO &#8211; 23 giugno 2010 Capitano MARCO CALLEGARO &#8211; 25 luglio 2010 Primo maresciallo MAURO GIGLI e caporal maggiore capo PIERDAVIDE DE CILLIS &#8211; 28 luglio 2010 Tenente ALESSANDRO ROMANI &#8211; 17 settembre 2010 Primo caporal maggiore GIANMARCO MANCA, Primo caporal maggiore FRANCESCO VANNOZZI, Primo caporal maggiore SEBASTIANO VILLE, Caporal maggiore MARCO PEDONE &#8211; 9 ottobre 2010 Caporal maggiore MATTEO MIOTTO &#8211; 31 dicembre 2010 Caporal maggiore LUCA SANNA &#8211; 18 gennaio 2011 Tenente MASSIMO RANZANI &#8211; 28 febbraio 2011 Tenente colonnello dei carabinieri CRISTIANO CONGIU &#8211; 4 giugno 2011. Caporal maggiore scelto Gaetano TUCCILLO &#8211; 2 luglio 2011</p>
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