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	<title>il Parlamentare.it &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Conte: pacificazione del Corno D’Africa contribuirà a stabilizzare i flussi migratori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2018 19:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[corno d'africa]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[La pacificazione del Corno D’Africa contibuirà a stabilizzare i flussi migratori. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una nota al termine del suo incontro con il presidente eritreo. “Ho voluto testimoniare al Presidente e all’intero popolo eritreo un segnale di attenzione e di soddisfazione per la svolta raggiunta nell’ambito del processo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13746" aria-describedby="caption-attachment-13746" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13746" alt="Giuseppe Conte, Governo Italiano, politica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte1.jpg" width="900" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte1-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13746" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La pacificazione del Corno D’Africa contibuirà a stabilizzare i flussi migratori. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in una nota al termine del suo incontro con il presidente eritreo. “Ho voluto testimoniare al Presidente e all’intero popolo eritreo un segnale di attenzione e di soddisfazione per la svolta raggiunta nell’ambito del processo di pacificazione con l’Etiopia dopo un conflitto ventennale che ha causato decine di migliaia di vittime – sottolinea il premier -. La sottoscrizione degli accordi di pace e cooperazione crea le premesse per recuperare risorse fin qui dedicate alla Difesa e alla sicurezza e destinarle allo sviluppo sociale ed economico del Paese”. Secondo Conte infatti “la pacificazione e lo sviluppo dell’intera regione del Corno d’Africa, come ho detto al Presidente eritreo, possono assicurare condizioni di vita migliori alle popolazioni locali e contribuiranno a stabilizzare anche il quadro dei rapporti internazionali, stabilizzando anche i flussi migratori”. Fonte Asca News</p>
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		<title>Gruppo De Masi chiede danni per 215 Mln di Euro</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/03/gruppo-de-masi-chiede-danni-per-215-mln-di-euro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[abete]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d’Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Imponente richiesta di risarcimento danni in esecuzione della sentenza emessa dalla Corte Suprema di Cassazione. Il Gruppo De Masi ha chiesto, dinanzi al Tribunale di Palmi, la condanna della Banca d’Italia, della Banca Antonveneta, del Monte dei Paschi di Siena, della Banca Nazionale del Lavoro e della Banca di Roma, oggi Unicredit, al risarcimento dei danni, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Imponente richiesta di risarcimento danni in esecuzione della sentenza emessa dalla<strong> Corte Suprema di Cassazione.</strong> Il <span style="text-decoration: underline;">Gruppo De Masi ha chiesto, dinanzi al Tribunale di Palmi, la condanna della Banca d’Italia, della Banca Antonveneta, del Monte dei Paschi di Siena, della Banca Nazionale del Lavoro e della Banca di Roma, oggi Unicredit, al risarcimento dei danni, subiti a seguito dell’usura bancaria, e quantificati dal consulente in oltre 215 milioni di euro.</span></p>
<p style="text-align: justify;">PRIMO GIUDIZIO IN ITALIA INSTAURATO CONTRO BANCA D&#8217;ITALIA E MAGGIORI ISTITUTI DI CREDITO<br />
Si tratta del <strong>primo giudizio in Italia</strong> instaurato nei confronti dei <strong>maggiori Istituti di Credito e della medesima Banca d’Italia</strong> per ottenere tutti i danni conseguenti alle <strong>azioni  illecite poste in essere dalle medesime,</strong> <strong>con applicazione di tassi usurari,</strong> <strong>segnalazioni illegittime alla Centrale Rischi</strong>, <strong>depauperamento del patrimonio e della liquidità delle imprese. </strong><strong>Una vicenda</strong> che ha dell’incredibile e c<strong>he si concretizzerà presso il Tribunale di Palmi</strong> con la determinazione dell’esatto ammontare dei danni subiti dal predetto <strong>noto Gruppo imprenditoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">DENUNCIATO SISTEMA DI ILLEGALITA&#8217; BANCARIA CHE DEPAUPERAVA PATRIMONIO DEI CLIENTI<br />
In sostanza, è stato denunciato dall’<strong>imprenditore di Rizziconi un sistema di illegalità pura che ha consentito alle banche, negli anni, di costruire una vera e propria associazione tendente a depauperare il patrimonio dei propri clienti.</strong> Non una fatto isolato, ma un vero e proprio sistema illecito che ha consentito a tutte le banche di ricavare somme ingenti in danno dei poveri correntisti.</p>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI: DIECI ANNI DI DURA LOTTA. ALLA FINE LA VITTORIA<br />
Son trascorsi quasi dieci anni dall’inizio della battaglia legale, ma alla fine <strong>il coraggioso imprenditore è riuscito</strong>, con l’assistenza degli <strong>avv. Antonio Mazzone, Giacomo ed Andrea Saccomanno,</strong> ad <strong>ottenere dei risultati incredibili:</strong> <strong>la condanna della maggiori banche italiane a risarcire tutti i danni subiti dalle aziende.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI: BANCHE CONDANNATE: UNA VICENDA STORICA<br />
Una vicenda storica che ha dimostrato come l’imprenditore del Sud sia fortemente vessato da un sistema mal funzionate e come sia impossibile poter fare impresa in un territorio dove <strong>il costo del denaro supera il 20-30 ed anche, a volte, il 40%!!<br />
</strong> Ma, la vicenda non pare possa chiudersi con la sola determinazione dei danni da parte del <strong>Tribunale a favore del Gruppo De Masi</strong>, in quanto altre iniziative sono state assunte dal pool dei legali per dimostrare la esistenza di una associazione che ha condizionato l’economia di una Nazione, determinando le strategie esclusivamente per ottenere i maggiori possibili ricavi e con una <strong>Banca d’Italia supina</strong> dinanzi ai comportamenti illeciti delle banche, componenti, però, del patrimonio della medesima e, quindi, <strong>quasi impossibilitata ad agire e compiere il proprio dovere di controllo e vigilanza</strong>. Limitandosi questa a delle semplici sanzioni amministrative. Sino ad oggi, pur in presenza di mille difficoltà, la battaglia del gruppo imprenditoriale di Rizziconi sta andando avanti con risultati sempre più lusinghieri. Vicini agli imprenditori onesti e coraggiosi attendiamo le prossime notizie.</p>
<p style="text-align: justify;">ILPARLAMENTARE.IT cerca ora di ricostruire i fatti per comprendere come si è giunti a questo grande risultato, inserendo tra le parole le immagini dei grandi protagonisti. Lo faremo proponendovi un servizio realizzato dal programma televisivo REPORT di RAITRE che ha ricostruito i fatti e trascritto le interviste. Qui, inseriremo quelli che riteniamo essere i grandi protagonisti di questa vicenda che, finalmente in Calabria, vede la vittoria sulle mafie da parte dell&#8217;imprenditoria onesta. Il miglior riscatto per una regione come la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Per vedere direttamente la ricostruzione d</strong></span>i <strong><a title="Ricostruzione dei fatti a cura di REPORT - RAITRE" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-c38f471c-f3aa-45e1-963b-0708d06b6129.html?refresh_ce" target="_blank">REPORT clicca QUI</a></strong></p>
<div style="text-align: center;"><strong>L&#8217;INTERVISTA  DI &#8220;REPORT&#8221; TRASCRITTA:<br />
Titolo “C’E’ CHI  DICE NO” : NINO DE MASI<br />
A cura di Luca Chianca </strong></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: E  Mio padre 30 anni fa ha denunciato un’estorsione. 30 anni fa.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Gioia Tauro.  L’imprenditore Nino De  Masi vende macchinari agricoli in tutto il mondo.  Ma  questa è anche la prima azienda ad aver chiuso per mafia.</div>
<div>
<figure id="attachment_5680" aria-describedby="caption-attachment-5680" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="nino-de-masi" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5680" title="nino-de-masi" alt="L'Imprenditore Nino De Masi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5680" class="wp-caption-text">L&#8217;Imprenditore Nino De Masi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:  <strong>La nostra storia inizia molto prima di Libero Grasso</strong> e siamo stati messi sotto protezione da parte dello stato per un paio di mesi. Il colmo qual è stato: ci chiamò il prefetto e ci disse  che  dopo il casino che avevamo fatto non potevamo chiudere  quindi dovevamo rimanere  aperti per forza perché se no si sputtanava lo stato.</p>
<figure id="attachment_5681" aria-describedby="caption-attachment-5681" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="milena_gabanelli_report" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5681" title="milena_gabanelli_report" alt="Milena Gabanelli - Giornalista REPORT - RAITRE" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5681" class="wp-caption-text">Milena Gabanelli &#8211; Giornalista REPORT &#8211; RAITRE</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">MILENA GABANELLI  (studio)  Nino De Masi ha detto no e ha deciso di riappropriarsi della propria vita, in una regione dove  è  difficile  fare  l’imprenditore  onesto e  per  un imprenditore  onesto è  addirittura  difficile  chiedere un prestito alle banche. Luca Chianca</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore  Il pizzo è una privazione di libertà, è il marchio a fuoco che c’hai un padrone che fa di te  quello  che  vuole. il rischio che io mi assumo è  un rischio che io faccio consapevolmente  sapendo bene che è in discussione non sono i soldi ma la libertà mia e dei miei figli.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo) Tutto ha inizio 20 anni fa. Quando si sono presentati in azienda degli uomini per chiedergli il pizzo.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  E quindi abbiamo detto non ci toccate perché noi reagiamo&#8230; quindi questo messaggio non</div>
<div style="text-align: justify;">ci toccate perché noi reagiamo poi grazie anche alla vicinanza delle istituzioni bene o male ci ha fatto passare come quell’azienda vicino allo Stato, come quell’azienda infame, mi scusi l’espressione.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Intorno all’azienda considerata  infame,  perché  il suo padrone  aveva  denunciato,  si costruisce un fortino. Che però non serve  a fermare la mafia  che  si presenta ancora una  volta a chiedere il pizzo. E De Masi torna in Procura.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  Da  quella denuncia  che cosa avvenne  che è la  prima  volta intanto che  arrestarono della  gente  con il pacco dei  soldi in mano&#8230;  e  nell’area  industriale  di Gioia  Tauro il sistema  territorio si è rivoltato contro di me perché è come se io avessi infangato avessi collaborato e infangato il territorio facendo e dicendo delle cose false.</div>
<div style="text-align: justify;">MICHELE ALBANESE ­ Giornalista Quotidiano della Calabria:  Questo è  un Territorio estremamente  difficile  e  complicato.  Qui le  cosche  hanno sempre investito tra virgolette nelle attività commerciali e imprenditoriali.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo) Certo è che Nino tira dritto, e quando mette insieme un consorzio di imprenditori, quello che  vuole è che le aziende colluse con la criminalità stiano fuori.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:Io dissi al all’epoca vice questore dissi guardi io prima di far entrare le aziende in questo</div>
<div style="text-align: justify;">consorzio io voglio che  qualcuno mi dica  se  vanno bene  o male ma  al  di là  degli aspetti</div>
<div style="text-align: justify;">formali del certificato antimafia che è una presa per i fondelli. Io vi manderò delle liste e voi me le riportate indietro con un puntino. Se c’è il puntino vuol dire che non vi stanno bene.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­(fuori campo)  Era la prima volta che qualcuno si opponeva al sistema e il sistema si è messo di traverso.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  In una assemblea mi è stato proposto di pagare il pizzo collettivo. Cioè visto che abbiamo il consorzio mettiamoci d’accordo per  pagare il pizzo collettivo e io gli dissi  voi siete pazzi tutti, io questa cosa non la farò mai.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Conseguenze pratiche? Per avere un allacciamento del gas davanti all’azienda ci mettono 3  anni. Poi ci pensano le banche a salassarlo.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore:  Verificai che mi applicarono dei tassi del 35, 40, 38, 27% in funzione dei vari trimestri chiesi conto alla banca e la banca mi disse che ero un pazzo. Su delle linee di credito per circa 12,  13 milioni di euro pagai 6 milioni di oneri finanziari.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  De Masi va di nuovo dai magistrati, stavolta per denunciare le Banche. Siamo nel 2003 e la  Procura  di Palmi,  porta a  giudizio i presidenti di Bnl,  Antonveneta  e Banca  di Roma. L’accusa è usura.</p>
<figure id="attachment_5686" aria-describedby="caption-attachment-5686" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="michele-albanese-giornalist" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5686" title="michele-albanese-giornalist" alt="Michele Albanese - Giornalista Quotidiano della Calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5686" class="wp-caption-text">Michele Albanese &#8211; Giornalista Quotidiano della Calabria</figcaption></figure>
<p><strong>MICHELE ALBANESE</strong> ­ (Giornalista del Quotidiano della Calabria):  Ricordo quando arrivarono in aula big del  calibro di Abete, di Geronzi, seguiti da stuoli di avvocati di grido, è stato un fatto positivo che proprio in un piccolo tribunale di provincia  come quello di Palmi <strong>per la prima volta in Italia si è accertata l’usura da parte degli istituti bancari su una denuncia di un piccolo imprenditore</strong>.</p>
</div>
<div>
<figure id="attachment_5683" aria-describedby="caption-attachment-5683" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="giacomo-saccomanno" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5683" title="giacomo-saccomanno" alt="Giacomo saccomanno - Avvocato dell'Imprenditore Nino De Masi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5683" class="wp-caption-text">Giacomo saccomanno &#8211; Avvocato dell&#8217;Imprenditore Nino De Masi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIACOMO SACCOMANNO</strong> – <strong>Avvocato di NINO DE MASI:</strong>  <strong>Pensi che io ero difensore delle banche e ho rinunciato a tutte le difese delle banche per  sostenere la posizione di De Masi che ho ritenuto che fosse più giusta rispetto agli interessi della collettività. </strong></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Il tribunale di Palmi li ha assolti per non aver commesso il fatto, ma ha riconosciuto che il sistema bancario ha applicato tassi usurai.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: Il Presidente del tribunale ha chiesto: “ma insomma, ma chi ha fatto queste cose”? Alla fine il Pubblico Ministero ha detto, dopo una serie di interrogatori: “è stato il computer, perché  tutti dicevano il computer, il software”.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  La procura non può che appellarsi contro una sentenza che accusa il computer. Intanto che la giustizia fa il suo corso De Masi è diventato un punto di riferimento per i lavoratori della  zona, perché a Gioia Tauro è uno dei pochi imprenditori che non ha chiuso.</div>
<div style="text-align: justify;">SANTO BIONDO ­ Segretario UILM Reggio Calabria:  De Masi è l’emblema di quello che in Calabria non siamo capaci di fare. Cioè noi, come dire,  ci indigniamo nel momento in cui sul piano nazionale vengono accentuate dall’esterno negatività  del territorio.  Ebbene  noi non siamo capaci,  e  questo è  un appello che  faccioanche alla politica, alle istituzioni e anche al sindacato a livelli regionali, di valorizzare ciò che di buono abbiamo in Calabria.</div>
<div style="text-align: justify;">PASQUALE MARINO ­ Segretario FIOM­CGIL Gioia Tauro:  Io gli ho detto che lui è un coraggioso pazzo a denunciare le banche perché purtroppo si è  messo il potere economico e finanziario contro.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Nonostante il Tribunale di Reggio Calabria abbia  confermato che De  Masi fosse  vittima di usura, quando chiede un mutuo agevolato al commissario antiracket gli viene negato.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore: Alla  fine  stanco di tutto ciò chiedo al  Tribunale  Amministrativo di commissariare  il commissario antiracket,  ottengo,  per  la  prima  volta in Italia, il commissariamento del commissario antiracket.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­­(fuori campo)  C’è voluta un’altra sentenza per fargli ottenere i  soldi dal fondo antiusura.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: Lavoro senza banche, lavoro con i miei soldi e ciò è un sistema incredibile. Ieri io ho avuto dei clienti che venivano dalla Turchia per comprare delle macchine cosa che gli ho venduto e  tenga conto alle loro domande di una lettera di credito di pagamento con lettera di credito differita  io gli ho detto no soldi cash.  Io sono uno che  si permette  dei lussi che  sono inimmaginabili e incredibili che vende solo per pagamento contante anticipato cioè capisce e  vendo macchine agricole.</div>
<div style="text-align: justify;"> MICHELE ALBANESE ­ Giornalista Quotidiano della Calabria:  Significa esporre pezzi dell’economia a commercianti e imprenditori, a rivolgersi agli usurai.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore:  La goccia che ha fatto traboccare il vaso guardi è una sola. Quando Banca D’Italia scrive e  mi dice caro signor De Masi noi abbiamo preso atto delle sue denunce e noi abbiamo chiesto partendo dalle sue lettere abbiamo chiesto alle banche se hanno fatto illegalità e le banche  hanno detto di no. Io ho risposto bene, bravi, complimenti, se voi andate a dirgli a uno che  commette un crimine “tu hai commesso un crimine?” è normale che questo ti dice di no.  Sto cercando di illudermi di un futuro diverso, di un futuro migliore…però io sto facendo la  mia parte tenga conto non so dove andrà a finire. Ironicamente ho detto a mia moglie l’altro giorno, perché anche la mia famiglia è molto preoccupata per me, ho detto guarda non ti preoccupare  che  se mi succede qualcosa  sicuramente mi intitoleranno una  strada. Non le  dico la risposta&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA  E cosa ha risposto?</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:  <strong>Mi ha mandato a fare in culo…  </strong><br />
MILENA GABANELLI  – STUDIO  Non si ferma nemmeno davanti a  questo il trattore  De Masi.  Comunque  dopo le  sue  denuncie  finalmente  anche  in Sicilia  a  Caltanisetta  alla  fine  di marzo i rappresentanti di Confartigianato,  Cia, Confagricoltura, Confindustria e Confesercenti, hanno deciso di costituirsi parte civile nei processi contro le  banche che  applicano tassi usurai nei prestiti concessi agli imprenditori del territorio.<br />
<strong>Grazie De Masi</strong></div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Indennità dei parlamentari e non solo.Tutta l’Italia firma: NO AGLI STIPENDI D&#8217;ORO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 21:43:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Servizio Gruppo Comunicare Italia.it. Il tenore di vita in forte ribasso degli italiani nonché la povertà delle famiglie ha fatto sì stavolta che neanche il caldo torrido impedisse ai cittadini di firmare in numerosissimi il referendum ad esempio circa l’abrogazione parziale e totale della legge per le indennità parlamentari. I cittadini italiani sono stanchi degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="lightbox" title="Il-Parlamento-Italiano" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4858"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4858" title="Il-Parlamento-Italiano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1.jpg" alt="" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1-455x270.jpg 455w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>Servizio Gruppo Comunicare Italia.it.</strong> Il tenore di vita in forte ribasso degli italiani nonché la povertà delle famiglie ha fatto sì stavolta che neanche il caldo torrido impedisse ai cittadini di firmare in numerosissimi il referendum ad esempio circa l’abrogazione parziale e totale della legge per le indennità parlamentari. I cittadini italiani sono stanchi degli stipendi d’oro di chi ha governato pochi anni di contro ai sacrifici giornalieri che le famiglie sono chiamate sempre più a sostenere e, come minimo, in proporzione al numero di decenni che taluni cittadini, tra gli altri, hanno speso lavorando presso aziende o pubblica amministrazione per ottenere la pensione, spesso imparagonabile agli sforzi di attività. Attesi anche i provvedimenti persino verso i dipendenti della pubblica amministrazione.</p>
<p>Tutti i cittadini italiani, infatti, possono aderire e siglare alcuni referendum indetti da diversi comitati, anche con modalità differenziata da territorio a territorio ma contribuendo al raggiungimento del quorum.</p>
<p>Il Gruppo Comunicare Italia, considerata l’informazione poco chiara che circola in rete e tra le istituzioni circa tali referendum e quesiti, rende noto nelle linee essenziali le opportunità di adesione ed i contenuti, affinchè le possibilità di partecipazione del cittadino alla vita del Paese sia più democratica.</p>
<p>Siamo partiti nella nostra inchiesta prendendo come unità di misura la capitale, Roma, e alcuni municipi.</p>
<p>Si precisa che al Gruppo Comunicare Italia, occupandosi di informazione etica e corretta in rete, non interessa la natura politica, se così è, dei comitati o dei cittadini che l’hanno composti, essendo il Gruppo di proprietà della Fondazione Paolo di Tarso, apartitico e apolitico, ma il valore dei referendum, la possibilità di partecipazione dei cittadini italiani, il contenuto dei quesiti, la data di scadenza per dare voce agli italiani ed al loro desiderio di migliorare il nostro Paese e le condizioni di vita delle famiglie nella nostra florida terra.</p>
<p><strong> </strong><strong>Primo referendum. Quesito: “Per l’abrogazione della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”. Firma entro il 26 luglio 2012.</strong></p>
<p>E’ partita la raccolta firme per il referendum (abrogazione art. 2 – legge 1261 del 1965) per tagliare gli stipendi d’oro dei parlamentari. Ogni cittadino può firmare presso l’Ufficio Elettorale del Comune di residenza entro il 26 luglio per raccogliere almeno 500.000 firme su territorio nazionale.</p>
<p>In maniera informale si ritiene che la scadenza di tale referendum venga prorogata eppure i cittadini hanno letteralmente sgomitato per avere i moduli, che addirittura, stanno finendo nei municipi per l’abbondanza delle richieste di firma.</p>
<p>L’iniziativa di cui si parla poco o con coordinate variegate è stata annunciata dalla Gazzetta Ufficiale del 20-4-2012 n. 93 e corretta nella Gazzetta Ufficiale del 26-4-2012 n. 97 e ancora nella Gazzetta Ufficiale del 28-4-2012 n. 99.</p>
<p>“I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352, sul seguente quesito: ‘Volete voi che sia abrogato l’art. 2 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento, pubblicata sulla G.U. del 20 novembre 1965, n. 290?”.</p>
<p>“I sottoscritti firmatari sono informati ai sensi dell’art. 13 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (in materia di protezione dei dati personali), che i promotori della sottoscrizione, di cui alla G.U. del 20-4-2012 n. 93 e corretta Gazzetta Ufficiale del 26-4-2012 n. 97 e ancora nella Gazzetta Ufficiale del 28-4-2012 n. 99, con sede in via Aurelia 145 – 00165, Roma, sono titolari dei dati compresi in questa dichiarazione. Sono altresì informati che tali dati saranno utilizzati per le sole finalità proprie del referendum di cui al quesito sopra descritto, secondo modalità a ciò strettamente collegate. Sono altresì informati della facoltà di esercitare i diritti previsti dagli articoli 7,8,9,10 del decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196”.</p>
<p>Una parte di questo testo, corretto, circola in rete ad opera dell’Unione Popolare, il Movimento promotore referendum per le indennità parlamentari.</p>
<p><strong>Secondo referendum. “Per l’abrogazione parziale della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”. Firma prorogata al 20 agosto 2012.</strong></p>
<p><strong></strong>Al Movimento dell’Unione Popolare (Via Aurelia 145, 00165, tel. 06.6390095) fa riferimento un’altra possibilità: firmare il referendum circa “l’abrogazione parziale della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”, iniziativa annunciata sulla Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24/04/2012.</p>
<p>“I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo ai sensi dell’Art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352 e successive modifiche ed integrazioni sul seguente quesito: “Abrogazione parziale della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”. Volete voi che sia abrogata la legge 31 ottobre 1965, n. 1261, determinazione della indennità spettante ai membri del Parlamento, limitatamente alle seguenti parti?: Art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “1. Comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza”. Art. 2, comma 1, limitatamente alle parole: “1. Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Art. 2, comma 2, limitatamente alle parole: “2, Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate”. Art.3, comma 4, limitatamente alle parole: “4. Restano in ogni caso escluse dal divieto di cumulo le indennità per partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a missioni, a Commissioni di studio e a Commissioni di inchiesta”. Art. 4, comma 2, unitamente alle parole: “Qualora il loro trattamento netto di attività, escluse le quote in aggiunta di famiglia, risulti superiore ai quattro decimi dell’ammontare dell’indennità parlamentare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza per i Parlamentari della Repubblica e detratte altresì l’imposta unica sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali e l’imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia, è loro corrisposta, a carico dell’Amministrazione presso cui erano in servizio al momento del collocamento in aspettativa, la parte eccedente”. Art. 4, comma 3, limitatamente alle parole “3. Sono comunque sempre corrisposte dall’Amministrazione le quote di aggiunta di famiglia”. Art. 4, comma 4, limitatamente alle parole: “4, se non per anzianità”. Art. 4, comma 5, limitatamente alle parole: “5, Allo stesso sono regolarmente attribuiti, alla scadenza normale, gli aumenti periodici di stipendio”. Art. 4 comma 7, limitatamente alle parole: “7. Il periodo trascorso in aspettativa  per mandato parlamentare è considerato a tutti gli effetti periodo di attività di servizio e computato per intero ai fini della progressione in carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza”. Art. 4, comma 8, limitatamente alle parole. “8 Durante tale periodo il dipendente conserva inoltre per sé e per i propri familiari a carico, il diritto all’assistenza sanitaria e alle altre forme di assicurazione  previdenziale di cui avrebbe fruito se avesse effettivamente prestato servizio”. Art. 5, comma 3, limitatamente alle parole: “3, L’indennità mensile e la diaria  per il rimborso spese di soggiorno prevista  dall’art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate  agli effetti dell’accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell’aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuti sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto”. Art. 5, comma 4, limitatamente alle parole: “4. L’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate”.</p>
<p><strong>Dall’Ufficio Protocollo del Segretariato Generale di Roma Capitale</strong> risulta che la data di scadenza dell’abrogazione parziale delle indennità dei membri del Parlamento sia stata prorogata ufficialmente al 20 agosto.</p>
<p>Secondo le informazioni del medesimo Ufficio <strong>i cittadini italiani possono votare nella città di residenza e relativi municipi ma anche in altre città d’Italia</strong>, ove poi il Comune invierà e provvederà a far unificare i dati. Pertanto chi si trova in vacanza o al di fuori del proprio luogo di residenza e di competenza elettorale si informi per firmare presso il comune della città in cui si trova, con le opzioni date da quella città, semplicemente con un documento di riconoscimento.</p>
<p><strong> </strong><strong>A Roma</strong> è possibile votare nei municipi, ciascuno con orari diversi da verificare anche sul siti istituzionale di ciascuna circoscrizione, <a href="http://www.comune.roma.it/">www.comune.roma.it</a>,  o telefonando e <strong>nell’Ufficio Protocollo del Segretariato Generale di Roma Capitale</strong>, dove vengono vidimati e depositati gli atti, <strong>in Via del Campidoglio 1, tel. 06.67103045, in questo caso tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00</strong>.</p>
<p><strong>A Roma</strong> i cittadini possono anche richiedere altri <strong>8 referendum</strong> specificati sul sito www.romasimuove.it, su certificazione degli uffici di Roma Capitale, come da numero info 06.06.06, e recarsi a firmare nei municipi ed all’ufficio protocollo con le stesse modalità, per il raggiungimento del quorum di 50.000 firme affinchè “Roma si muova” e cambi su iniziativa di diversi comitati. Telefonare anche per questi 8 referendum come da informazione Ufficio Protocollo Roma Capitale allo 06.67104659.</p>
<p><strong>Regione Lazio. Primo referendum. Nella Regione Lazio</strong> sono stati promossi <strong>referendum</strong> <strong>“Per l’abrogazione delle norme che prevedono l’Istituto del vitalizio per i Consiglieri e gli Assessori della Regione Lazio (L.R. 16.03.1973, n. 7)”. Scadenza firme 5 settembre 2012.</strong> <strong>Quesito:</strong> “Volete che siano abrogati gli articoli 6,7,10,11,12,13,14,16,17,18,19,20,21,22,23,24,25 della legge regionale 16 marzo 1973, n. 7, recante ‘Determinazione delle indennità, rimborsi spese e norme sulla previdenza dei Consiglieri della Regione Lazio?”.</p>
<p><strong>Regione Lazio. Secondo referendum. “Per l’abrogazione delle norme che prevedono l’istituto del vitalizio per i consiglieri e gli assessori della Regione Lazio (L.R. 2.05.1995, n. 19). Scadenza firme 5 settembre 2012. </strong>Quesito: ‘Volete che siano abrogati gli articoli 1, comma 1, limitatamente alla lettera d); 6, commi 1-1-bis e 3, limitatamente alle parole’ nella misura di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo’ e alle parole ‘ dell’assegno vitalizio e’; 8; 9; 10, limitatamente ai commi 1,1 bis, 2,3,4, nonché 5, limitatamente alle parole ‘e dell’assegno vitalizio’; 11;12;13;14 della legge regionale 2 maggio 1995, n. 19, recante ‘Disposizioni in materia di indennità dei consiglieri regionali’?</p>
<p>E’ possibile siglare <strong>altri referendum</strong> tra cui <strong>il quorum 0 per più democrazia</strong> che scade <strong>il 14 agosto</strong> o <strong>un referendum sull’acqua</strong> che di fatto è <strong>una firma alla privatizzazione dell’acqua.</strong></p>
<p>Senza polemica bensì a titolo squisitamente informativo, ogni firma merita di essere promossa se indispensabile contro gli eccessi, gli sprechi, la povertà degli italiani e gli italiani pare proprio che lo abbiano capito, con tutto il rispetto delle Istituzioni che rappresentano i cittadini, in cui bisogna continuare a credere, e che sponte dovrebbero essere le prime, con opzione legislativa apposita e idonea, a tirarsi indietro a beneficio della collettività che le ha delegate.</p>
<p>Ricordiamo che i referendum con raccolta di firma (L.352/70) è un diritto sancito dall’art. 75 della Costituzione e non può essere per questo oggetto di limitazione da parte di alcuno.</p>
<p>Grazie alle idee oggettive, a coloro che le hanno, a tutti e a tutti i volontari che credono nel bene dell’Italia e che proseguono a lavorare, ciascuno al loro posto, con tutte le loro capacità e competenza professionale, con intelligenza, con sano desiderio di cambiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Viviana Normando</p>
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		<title>Riduzione peso dello Stato ok &#8211; Passera: autostrade Sud ci metto la faccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:14:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Autostrada Sud]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto sviluppo. E&#8217; quanto riferiscono fonti ministeriali, secondo le quali il testo sarebbe stato approvato con la formula &#8220;salvo intese&#8221;, utilizzata quando il provvedimento è suscettibile di possibili modifiche. E&#8217; più corposa l&#8217;ultima bozza del decreto sviluppo in ingresso in Consiglio dei Ministri: in tutto 61 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4741" aria-describedby="caption-attachment-4741" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Ministro-Corrado-Passera" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4741"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4741" title="Ministro-Corrado-Passera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera3.jpg" alt="Il Ministro Corrado Passera" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera3-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4741" class="wp-caption-text">Il Ministro Corrado Passera</figcaption></figure>
<p>Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto sviluppo. E&#8217; quanto riferiscono fonti ministeriali, secondo le quali il testo sarebbe stato approvato con la formula &#8220;salvo intese&#8221;, utilizzata quando il provvedimento è suscettibile di possibili modifiche.</p>
<p>E&#8217; più corposa l&#8217;ultima bozza del decreto sviluppo in ingresso in Consiglio dei Ministri: in tutto 61 articoli in 70 pagine. Una versione precedente, circolata il 12 giugno, era lunga 47 pagine ed era composta solo da 37 articoli.<br />
<strong><br />
MONTI, CRESCITA E RIDUZIONE DIMENSIONE STATO</strong>  &#8211; &#8220;Crescita e riduzione della dimensione e del peso dello Stato: sono i motivi ispiratori del cdm di oggi&#8221;. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo l&#8217;approvazione del decreto sviluppo.<br />
E&#8217; &#8220;<strong>un corpo organico e robusto</strong>&#8220;. Con queste parole il premier ha definito il pacchetto sviluppo presentato dal ministro Corrado Passera.</p>
<p>&#8221;Presentiamo oggi&#8221; delle misure per il &#8221;contenimento delle strutture e della spesa&#8221; sia della presidenza del Consiglio che del ministero dell&#8217;Economia.</p>
<p><strong>Taglio del 20% degli organici dirigenziali della presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero dell&#8217;Economia</strong> e del 10% per gli altri organici. E&#8217; quanto prevede un Dpcm firmato dal premier Mario Monti.<br />
&#8220;Nell&#8217;ambito dell&#8217;esercizio di revisione della spesa, che prevede che tutti i Ministeri presentino degli interventi di riordino e razionalizzazione della spesa capaci di garantire risparmi nel corto e medio periodo, il Presidente del Consiglio e Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, Mario Monti, ha voluto dare un segnale dell&#8217;urgenza e dell&#8217;importanza di tale azione, firmando un Dpcm che riduce, con effetto immediato, gli organici dirigenziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 20% e, tutti gli altri organici, del 10%&#8221;, si legge nella nota stampa diffusa al termine del Cdm. &#8220;Inoltre, il Consiglio dei Ministri, su sua proposta, ha adottato analoghe misure per la riduzione del personale (20% per i dirigenti e 10% per gli altri) del Ministero dell&#8217;economia e delle finanze&#8221;, conclude il comunicato.</p>
<p><strong>PASSERA, INTERVENTI CRESCITA GIA&#8217;SALVA-ITALIA</strong> &#8211; &#8220;Gli interventi sulla crescita li abbiamo fatti sin dal &#8216;Salva-Italia. Non c&#8217;é stato nessun decreto senza una forte componente di contributo alla crescita&#8221;. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera in conferenza stampa a Palazzo Chigi.</p>
<p>Nel decreto sviluppo ci saranno molti interventi strutturali e, soprattutto, <strong>interventi per favorire l&#8217;occupazione</strong>. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo che parla di &#8220;iniziative concrete sul credito imposta per l&#8217; acquisizione di personale di alto livello, per facilitare sia il mantenimento sia l&#8217;attrazione di personale&#8221; qualificato.</p>
<p>La<strong> srl semplificata</strong>, introdotta dal decreto liberalizzazioni per gli under 35, viene estesa dal decreto sviluppo &#8220;a tutti&#8221;.</p>
<p>Per il mondo delle imprese ci sono nel decreto sviluppo &#8220;<strong>vere riforme di lungo periodo</strong>: strumenti di finanziamento per poter ricorrere meglio ai mercati. Si riducono i limiti per le aziende piccole e medie non quotate. E&#8217; una riforma strutturale delle modalità di finanziamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;Uno dei pezzi più importanti del decreto è quello che incide sul funzionamento dei sistemi processuali, con l&#8217;<strong>accelerazione dei processi civili</strong> attraverso il filtro all&#8217; appello&#8221;.</p>
<p>Con il decreto sviluppo &#8221;<strong>sono state sbloccate&#8221; le &#8221;43 leggi di incentivazione</strong>&#8221; alle imprese oggi esistenti, e viene costituito un &#8221;Fondo per la crescita sostenibile&#8221; con un budget di 2 miliardi.</p>
<p>Tra risorse e investimenti il decreto sviluppo &#8220;<strong>mobiliterà risorse fino a 80 miliardi</strong>&#8220;. Passera ha spiegato che &#8220;40-45 miliardi arriveranno dai project bond e dalle misure per le pmi&#8221; gli altri 30-35 miliardi dalle altre misure.</p>
<p>&#8221;Dobbiamo assicurarci che entro la fine dell&#8217;anno prossimo tutti i <strong>cantieri della Salerno-Reggio Calabria</strong>, oggi sono 13 e due devono essere ancora aperti, siano completati&#8221; perche&#8217; si tratta di una &#8221;infrastruttura basilare del Sud&#8221;.<br />
&#8220;<strong>Metto la faccia in tanti posti, la metto anche qui</strong>&#8220;. Così il ministro Corrado Passera risponde a chi gli chiede delucidazioni sull&#8217;impegno che lui stesso ha assunto: chiudere i cantieri della Salerno-Reggio Calabria entro il 2013. Secondo Passera, che dice di aver visitato molti cantieri, la situazione migliorerà già da questo esodo.<br />
<strong><br />
GRILLI, SOPPRESSI MONOPOLIO-AGENZIA TERRITORIO </strong> &#8211; Monopoli e Agenzia del Territorio verranno soppressi. Lo annuncia il viceministro Vittorio Grilli che spiega: le attività dell&#8217;agenzia del territorio verranno trasferite all&#8217;Agenzia delle entrate che si occuperà così delle entrate tributarie derivanti sia dal reddito che dal patrimonio.<br />
<strong><br />
CATRICALA&#8217;, A PALAZZO CHIGI TAGLI PERSONALE PER 25 MLN </strong> &#8211; I nuovi tagli agli organici di palazzo Chigi decisi oggi porteranno un risparmio annuale di 25 milioni di euro. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, nel corso della conferenza stampa al termine del Cdm.<br />
<strong><br />
SEVERINO, RIMBORSI VELOCI PER PROCESSI TROPPO LUNGHI </strong> &#8211; Rimborsi più veloci per i processi civili troppo lunghi. La norma, annuncia il ministro della giustizia Severino, è contenuta nel dl sviluppo e velocizza la legge Pinto. A decidere sul diritto ai rimborsi potrà essere &#8220;un solo giudice e con una procedura molto semplice&#8221; accorciando così i tempi processuali, spiega Severino.</p>
<p><strong>Ecco in detaglio cosa prevede la bozza del decreto legge sullo sviluppo.</strong></p>
<p><strong>NO IMU 3 ANNI PER IMPRESE EDILI, VALE 35 MLN</strong> &#8211; Arriva l&#8217;esclusione dall&#8217;Imu, per un periodo non superiore a tre anni dall&#8217;ultimazione dei lavori, degli immobili delle imprese, il cosiddetto magazzino, fabbricati costruiti e destinati alla vendita. Lo prevede la bozza in entrata del dl sviluppo e dovrebbe svincolare 35 milioni di euro.</p>
<p><strong>SU WEB CONTRIBUTI A IMPRESE OLTRE 1.000 EURO </strong> &#8211; Sovvenzioni, contributi e sussidi alle imprese e l&#8217;attribuzione di compensi a persone ed imprese per forniture, servizi, incarichi e consulenze ad enti pubblici e privati, di importo complessivo superiore a 1.000 euro nel corso dell&#8217;anno solare, sono soggetti alla pubblicità su internet. Lo prevede la bozza del dl sviluppo.<br />
<strong><br />
AL 50% DETRAZIONE RISTRUTTURAZIONI FINO 2013 </strong> &#8211; Passa dal 36% al 50% la quota di detrazione Irpef per le ristrutturazioni, fino al 30 giugno 2013.<br />
<strong><br />
ARRIVA FONDO PER DISTRIBUIRE ALIMENTI A POVERI </strong>&#8211; Viene istituito all&#8217;Agenzia per le erogazioni in agricoltura un fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti nel territorio della Repubblica Italiana. Le derrate alimentari sono distribuite agli indigenti mediante organizzazioni caritatevoli.<br />
<strong><br />
PROROGA ENTRATA IN VIGORE SISTRI A FINE 2013</strong> &#8211; Si proroga al 31 dicembre 2013 il termine per l&#8217;entrata in vigore del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) al fine di consentire la prosecuzione delle attività necessarie per la verifica del funzionamento del sistema.</p>
<p><strong>ARRIVA CABINA REGIA PER PIANO CITTA&#8217; </strong>&#8211; Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti predisporrà un piano nazionale per le città, dedicato alla riqualificazione di aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate. A tal fine sarà istituita una Cabina di regia composta, tra gli altri, da due rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture, di cui uno con funzioni di presidente e da un rappresentante del Ministero dell&#8217;Economia e del Ministero dello Sviluppo economico.</p>
<p><strong>RINVIO PROVVEDIMENTO STOP TAXI ABUSIVI E NCC </strong>&#8211; Viene prorogata al 31 dicembre 2012 l&#8217;emanazione del decreto che avrebbe dovuto adottare disposizioni tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente.</p>
<p><strong>CREDITO IMPOSTA 35% PER ASSUNZIONE &#8216;QUALIFICATI&#8217; </strong>&#8211; Arriva il credito d&#8217;imposta del 35%, con un limite massimo pari a 200 mila euro annui ad impresa per l&#8217;assunzione di personale qualificato. La misura è confermata nell&#8217;ultima bozza del decreto Sviluppo in ingresso al Cdm.</p>
<p><strong>ARRIVA IL &#8216;DOP&#8217; ANCHE PER IL PESCE </strong>&#8211; Arriva una sorta di Dop per il pesce pescato in ITalia, ivi compreso in impianti di acquacultura. Lo prevede la bozza del dl sviluppo all&#8217;esame del Cdm. I negozi e i banchi di pesce &#8220;possono utilizzare nelle etichette, la dicitura &#8216;prodotto italiano&#8217; o altra indicazione relativa all&#8217;origine italiana o alla zona di cattura più precisa di quella obbligatoriamente prevista&#8221; dalle attuali leggi. Questa facoltà vale solo per il pesce acquistato direttamente da imprese di pesca o di acquacoltura.<br />
<strong><br />
PER AZIENDE IN CRISI SI&#8217; CONCORDATO PREVENTIVO </strong>&#8211; Le aziende colpite dalla crisi, ma che hanno comunque prospettive di ripresa, non saranno obbligate a dichiarare il fallimento ma potranno ricorrere direttamente al concordato preventivo. E&#8217; quanto prevede la bozza del decreto Sviluppo all&#8217;esame del Cdm. Il ricorso diretto al concordato preventivo consente la continuità dell&#8217;attività dell&#8217;impresa ivi compreso il mantenimento dei contratti di fornitura con la P.a.</p>
<p><strong>FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER GREEN ECONOMY </strong>&#8211; Finanziamenti agevolati alle aziende che investono in progetti di &#8220;green economy&#8221; e che assumono a tempo indeterminato under 35 e giovani laureati come meno di 28 anni. Lo prevede la bozza del dl sviluppo all&#8217;esame del Cdm. I finanziamenti a tasso agevolato saranno concessi agli investimenti in quattro campi: protezione del territorio; biocarburanti di &#8216;seconda e terza generazione&#8217;; tecnologie nel solare, biomasse, biogas e geotermia; incremento dell&#8217;efficienza energetica.</p>
<p><strong>IN DL NORME IMPORTANTI PER SETTORE ENERGIA </strong> &#8211; &#8220;Nel decreto legge per lo Sviluppo che stiamo finalizzando in questi giorni sono contenute norme importanti per lo sviluppo del settore energetico a beneficio dei consumatori&#8221;. Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera in un messaggio inviato all&#8217;apertura del Festival dell&#8217;Energia in corso a Perugia fino al 17 giugno. &#8220;I decreti per l&#8217;incentivazione all&#8217;energia rinnovabile elettrica che saranno pubblicati a breve &#8211; osserva Passera &#8211; e quello in preparazione per le rinnovabili termiche e l&#8217;efficienza energetica sosteranno fortemente gli investimenti&#8221;. Inoltre, aggiunge il ministro, &#8220;il governo guarda con attenzione a spunti per la definizione dei prossimi interventi di politica energetica, fondamentali per far ripartire l&#8217;innovazione e la crescita del Paese&#8221;. ANSA</p>
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		<title>A Parghelia la discarica dei furbetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 13:07:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[parghelia]]></category>
		<category><![CDATA[vibo valentia]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata individuata e sottoposta a sequestro preventivo dalla Polizia provinciale di Vibo Valentia (foto), una discarica abusiva, situata nel comune di Parghelia, in località Bordia, a ridosso del torrente Croce Petrosa. L’operazione di monitoraggio e tutela ambientale è stata condotta e portata a termine dal vice comandante Angelo Sorace, insieme agli agenti Giuseppe Riso  e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="discarica-vibo-valentia" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4737"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4737" title="discarica-vibo-valentia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/discarica-vibo-valentia.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/discarica-vibo-valentia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/discarica-vibo-valentia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/discarica-vibo-valentia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>È stata individuata e sottoposta a sequestro preventivo dalla Polizia provinciale di Vibo Valentia <em>(foto)</em>, una discarica abusiva, situata nel comune di Parghelia, in località Bordia, a ridosso del torrente Croce Petrosa.</p>
<p>L’operazione di monitoraggio e tutela ambientale è stata condotta e portata a termine dal vice comandante <strong>Angelo Sorace</strong>, insieme agli agenti <strong>Giuseppe Riso </strong> e <strong>Cristian Vardaro</strong>.</p>
<p>L’Amministrazione provinciale, su impulso dell’assessore all’Ambiente <strong>Martino Porcelli</strong>, d’intesa con il comandante della Polizia provinciale <strong>Giuseppe La Fortuna</strong>, sta operando, dunque, attraverso servizi di vigilanza e monitoraggio atti a prevenire, ed eventualmente reprimere, eventuali illeciti ambientali.</p>
<p>Nella discarica abusiva individuata a  Parghelia &#8211; che si estende per circa 15.000 mq &#8211; la Polizia provinciale ha individuato ingenti quantità di detriti, materiali prodotti da lavorazioni edili, due veicoli abbandonati e altri rifiuti di non facile identificazione che sono al vaglio di esperti.</p>
<p>«Gli stessi cumoli di rifiuti &#8211; hanno evidenziato gli agenti della Polizia provinciale &#8211; potrebbero ricoprirne altri ben più pericolosi di natura speciale o tossica. La situazione generale rilevata può causare un serio degrado e inquinare l’ambiente, con rischi soprattutto per le falde acquifere e conseguenti pericoli per la salute dei cittadini. Inoltre, va evidenziato che la discarica si trova a circa 300 metri dal mare e a ridosso dell’alveo del torrente Croce Petrosa che, qualora i rifiuti presenti venissero spinti all’interno dei suoi argini, sarebbe a rischio esondazione».</p>
<p>Da qui, dunque, la decisione da parte della Polizia provinciale di agire in maniera tempestiva, procedendo al sequestro preventivo della discarica abusiva.</p>
<p align="right"><em>p.p.</em></p>
<p align="right">
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		<title>Tutela dei Diritti Umani in seno al Consiglio d&#8217;Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 14:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[consifglio d'europa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[strasburgo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, istituita in seno al Consiglio d&#8217;Europa con sede a Strasburgo, ha competenza a conoscere i ricorsi, individuali e non, presentati per denunciare le violazioni alla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo commesse dagli Stati che ad essa aderiscono. La Convenzione in questione è entrata in vigore per l&#8217;Italia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4696" aria-describedby="caption-attachment-4696" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="corte-diritti-umani" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4696"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4696" title="corte-diritti-umani" alt="La Corte dei Diritti Umani di Strasburgo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani.jpg" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corte-diritti-umani-455x270.jpg 455w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4696" class="wp-caption-text">La Corte dei Diritti Umani di Strasburgo</figcaption></figure>
<p>La Corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo, istituita in seno al Consiglio d&#8217;Europa con sede a Strasburgo, ha competenza a conoscere i ricorsi, individuali e non, presentati per denunciare le violazioni alla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo commesse dagli Stati che ad essa aderiscono.</p>
<p>La Convenzione in questione è entrata in vigore per l&#8217;Italia il 26 ottobre 1955, a seguito della ratifica intervenuta in forza della Legge 4 agosto 1955 n. 848.</p>
<p>Con tale Convenzione, poi modificata da alcuni Protocolli aggiuntivi ed integrata da altri quattro Protocolli dotati di autonomo rilievo, ognuno degli Stati aderenti si è obbligato a riconoscere il rispetto di taluni diritti fondamentali nell&#8217;ambito del proprio ordinamento ed in favore di qualunque persona.</p>
<p>Tra i più importanti diritti garantiti dalla Convenzione, che segue la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, si possono elencare:</p>
<ul>
<li>il diritto alla vita</li>
<li>il diritto alla libertà e sicurezza personale</li>
<li>il diritto ad un ricorso effettivo innanzi all&#8217;autorità giudiziaria</li>
<li>il diritto ad un equa amministrazione della giustizia</li>
<li>il diritto alla libertà di pensiero e di opinione, di riunione e di associazione</li>
</ul>
<p>Secondo l&#8217;art. 35 della Convenzione, il ricorso alla Corte dei Diritti dell&#8217;Uomo ha carattere sussidiario, potendo essere presentato soltanto quando siano già state preliminarmente percorse tutte le possibili vie di tutela all&#8217;interno dell&#8217;ordinamento dello Stato.</p>
<p>La Corte, accogliendo il ricorso, può anche condannare lo Stato a versare un'&#8221;equa soddisfazione&#8221; in favore del ricorrente. In particolare, l&#8217;art. 6 della Convenzione, nel disciplinare il diritto ad un &#8220;processo equo&#8221;, definisce come tale, tra l&#8217;altro, quel processo che venga definito entro un &#8220;termine ragionevole&#8221;.<br />
Nel corso degli anni, un ingente numero di ricorsi contro lo Stato italiano è stato presentato innanzi alla Corte dei Diritti dell&#8217;Uomo per violazione del suddetto &#8220;termine ragionevole&#8221; di durata dei processi.<br />
La legge n. 89 del 24 marzo 2001, detta comunemente &#8220;legge Pinto&#8221; dal nome del senatore primo firmatario, ha introdotto il principio secondo cui il privato può avere diritto ad un &#8220;equa riparazione&#8221; se subisce un danno derivante dalla durata non &#8220;ragionevole&#8221; di un processo che lo riguardi, dettando una puntuale disciplina del relativo procedimento.</p>
<p>Ciò, del resto, in piena aderenza e puntuale specificazione di quanto previsto dall&#8217; art. 111 della Costituzione italiana.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Severino: al via Scuola magistratura Firenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 14:10:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[paola severino]]></category>
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					<description><![CDATA[La Scuola Superiore della Magistratura aprirà i battenti il prossimo 14 settembre, termine entro il quale sarà inaugurata la sede di Villa Castelpulci a Scandicci (Firenze). E’ quanto prevede un protocollo d’intesa firmato stamane, presso il ministero della Giustizia, dal Guardasigilli Paola Severino, dal presidente della Scuola Valerio Onida, dal presidente della Regione Toscana Enrico [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4691" aria-describedby="caption-attachment-4691" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Paola-Severino-2" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4691"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4691" title="Paola-Severino-2" alt="Il Ministro Paola Severino" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paola-Severino-2.jpg" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paola-Severino-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paola-Severino-2-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Paola-Severino-2-455x270.jpg 455w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4691" class="wp-caption-text">Il Ministro Paola Severino</figcaption></figure>
<p>La Scuola Superiore della Magistratura aprirà i battenti il prossimo 14 settembre, termine entro il quale sarà inaugurata la sede di Villa Castelpulci a Scandicci (Firenze). E’ quanto prevede un protocollo d’intesa firmato stamane, presso il ministero della Giustizia, dal Guardasigilli Paola Severino, dal presidente della Scuola Valerio Onida, dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, dal presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, dal sindaco di Firenze Matteo Renzi e da quello di Scandicci Simone Gheri.</p>
<p>“E’ stato grazie a un proficuo lavoro di collaborazione che, pur in un momento economico difficile, si è provveduto a recuperare le risorse necessarie per l’avvio della Scuola, indispensabile all’aggiornamento e alla formazione dei magistrati, in prospettiva sede di scambio con analoghe strutture e istituzioni accademiche internazionali. Il tutto – ha sottolinea il ministro Severino – facendo ricorso ad arredi da realizzarsi con criteri di sobrietà e di funzionalità, come esplicitamente richiamato nel memorandum d’intesa”.</p>
<p>Il protocollo definisce tempi e modalità per il completamento dei lavori nel complesso demaniale di Villa Castelpulci. In particolare, la Regione si impegna a realizzare l’infrastruttura telematica, la fornitura di arredi per le aule didattiche, uffici, sale riunioni, sala da pranzo e servizi igienici. Apparecchiature informatiche ed arredi saranno concessi dalla Regione in comodato d’uso gratuito alla Scuola. Dal canto loro, Provincia, Comune di Scandicci e Comune di Firenze si impegnano, ciascuno per quanto di propria competenza, alla sistemazione degli spazi di accesso alla Scuola e dei parcheggi, all’individuazione di personale tecnico e amministrativo di supporto, alla collaborazione logista per il soggiorno degli allievi e dei docenti.</p>
<p>“Ritengo un segnale importante e costruttivo – ha concluso il ministro Severino &#8211; il fatto che ad inaugurare la Scuola saranno proprio quei 325 nuovi magistrati che hanno superato l’ultimo concorso e per i quali il governo molto si è adoperato nel trovare i fondi necessari all’assunzione”.</p>
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		<title>Lusi: Giunta Senato vota sì ad arresto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 13:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[luigi lusi]]></category>
		<category><![CDATA[Margherita]]></category>
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					<description><![CDATA[La Giunta per le immunita&#8217; del Senato ha votato a favore della richiesta di arresto per il senatore Luigi Lusi. Lo ha comunicato al termine della riunione il presidente Marco Follini, precisando che solo quattro voti sono risultati a favore della relazione del relatore Ferruccio Saro, contrario all&#8217;arresto, 13 i voti contro.Ora si dovra&#8217; espriemere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="lusi-1" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4672"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4672" title="lusi-1" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lusi-1.jpg" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lusi-1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lusi-1-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lusi-1-455x270.jpg 455w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>La Giunta per le immunita&#8217; del Senato ha votato a favore della richiesta di arresto per il senatore Luigi Lusi. Lo ha comunicato al termine della riunione il presidente Marco Follini, precisando che solo quattro voti sono risultati a favore della relazione del relatore Ferruccio Saro, contrario all&#8217;arresto, 13 i voti contro.Ora si dovra&#8217; espriemere l&#8217;aula del Senato.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Giorgio Napolitano: avanti con le riforme strutturali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2012 11:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci auguriamo la coerenza e la determinazione necessaria perche&#8217; in Italia vadano avanti le riforme strutturali e le politiche di risanamento intraprese dal governo Monti&#8221;. L&#8217;invito viene dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che questa mattina a Varsavia ha aperto un forum economico]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4667" aria-describedby="caption-attachment-4667" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4667"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4667" title="Giorgio-Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano7.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano7.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano7-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano7-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4667" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p>Ci auguriamo la coerenza e la determinazione necessaria perche&#8217; in Italia vadano avanti le riforme strutturali e le politiche di risanamento intraprese dal governo Monti&#8221;. L&#8217;invito viene dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che questa mattina a Varsavia ha aperto un forum economico</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Alessandro Corneli al Parlamentare.it: Poteri Forti, Pil e Primarie, potenza del Web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 15:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
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		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[I lettori ci chiedono lumi sull&#8217;attuale situazione che, oltre al grave peso degli effetti della crisi in atto, sembra volere offuscare la ragione dei cittadini, al fine di renderli incapaci di relazionarsi e di trovare una strada plausibile, percorribile, che dia ad essi la sensazione di essere artefici di una reale rinascita economia del Paese, e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4655" aria-describedby="caption-attachment-4655" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Alessandro-Corneli-Mario_Monti" href="https://ilparlamentare.it/2012/06/alessandro-corneli-al-parlamentare-it-poteri-forti-pil-e-primarie-potenza-del-web/alessandro-corneli-mario_monti/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4655" title="Alessandro-Corneli-Mario_Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alessandro-Corneli-Mario_Monti.jpg" alt="Alessandro Corneli e Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alessandro-Corneli-Mario_Monti.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alessandro-Corneli-Mario_Monti-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alessandro-Corneli-Mario_Monti-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4655" class="wp-caption-text">Alessandro Corneli e Mario Monti</figcaption></figure>
<p>I lettori ci chiedono lumi sull&#8217;attuale situazione che, oltre al grave peso degli effetti della crisi in atto, sembra volere offuscare la ragione dei cittadini, al fine di renderli incapaci di relazionarsi e di trovare una strada plausibile, percorribile, che dia ad essi la sensazione di essere artefici di una reale rinascita economia del Paese, e non spettatori da sfruttare solo come bacino di voti e cassa dalla quale prelevare danaro sudato.<br />
Recentemente anche Benedetto XVI, dalle tre giornate di Milano, innanzi ad un milione di presenti, ha chiesto alla politica azioni chiare, proprio per non dare la sensazione di essere una classe politica che si rivolge ai cittadini solo quando ha bisogno del consenso politico.<br />
Oggettivamente non è facile in poche battute offrire risposte limpide e capaci di orientare la coscienza di tanta gente per bene che merita il rispetto di tutti, politica per prima. Il peso che questa responsabilità fa gravare sulle nostre spalle, ci orienta ad attivare un percorso &#8220;etico&#8221;, ove informazione, cittadini e politica, possano ritrovare una forte motivazione all&#8217;unione di intendi, per essere in questa società il segno di un rinnovamento tangibile, partecipato da tutti e dunque, emozionante.</p>
<p>Abbiamo dunque deciso di rispondere ai nostri lettori con una serie di domande che potrebbero soddisfare idee comuni. Le rivolgeremo ad <strong>Alessandro Corneli</strong>, già docente di <strong>Storia delle Relazioni Internazionali e Geopolitica alla Scuola di Giornalismo della Luiss-Guido Carli di Roma. </strong></p>
<p>IL PARLAMENTARE.IT &#8211; Professore, nel ringraziarla a nome dei nostri lettori le chiediamo di volere aprire tre finestre dall&#8217;interno di questo buio palazzo che è diventata,oggi, la politica. Le nostre domande riguardano &#8220;I Poteri Forti, il Pil e le Primarie e la potenza che, oggettivamente, sta manifestando il Web&#8221;. A lei lo spazio che desidera.</p>
<p><strong>ALESSANDRO CORNELI: POTERI FORTI AD USO DEI SEMPLICIOTTI<br />
</strong>Hanno fatto sensazione le parole del <strong>Presidente del Consiglio, Mario Monti</strong>, secondo cui i <strong>“poteri forti”</strong> avrebbero abbandonato il suo governo.  I sempliciotti hanno esultato: “Questo vuol dire che i poteri forti esistono”, hanno esclamato. Non hanno capito la ragione perché Monti si era lasciato “scappare” quella frase, riferendosi in modo trasparente, senza tuttavia fare i nomi, al <em>Corriere della Sera </em>e a Confindustria. Quella di Monti è stata un’operazione di depistaggio, di pura disinformazione. Tutti, infatti, sono stati indotti a pensare che i poteri forti fossero il più importante quotidiano italiano e l’associazione degli imprenditori. Ma non è così. Perché, sebbene il <em>Corriere</em> e Confindustria abbiano auspicato e salutato con favore la nascita del governo Monti, non erano in grado di provocarla. Se ne deduce che altri poteri forti, quelli veri, hanno giocato e stanno giocando la partita. Monti non li ha citati. La rubrica “Jena” del quotidiano <em>La Stampa</em>, venerdì 8 giugno ha messo a confronto le parole pronunciate da Monti sei mesi fa: “Il mio governo non è appoggiato dai poteri forti”, con quelle del 7 giugno: “Ho perso l’appoggio dei poteri forti”. In realtà, anche nella prima dichiarazione era implicita l’esistenza dei poteri forti. Allora, perché stupirsi?</p>
<p><strong>ALESSANDRO CORNELI: PIL E PRIMARIE<br />
</strong>I due maggiori partiti attualmente presenti in Parlamento, il Pdl e il Pd, hanno deciso lo stesso giorno di procedere alle primarie per designare i rispettivi candidati-premier alle prossime elezioni. Gli altri partiti, che hanno leader indiscussi, padri-fondatori, non hanno bisogno di questi riti: l’Idv è di Antonio Di Pietro, il Sel è di Nichi Vendola, la Lega Nord prossima ventura sarà, probabilmente, di Roberto Maroni. La domanda che viene spontanea è questa: quanto inciderà sul Pil, in positivo beninteso, il fatto che i partiti designeranno i loro candidati attraverso elezioni primarie? La risposta è: per niente. Dalla vicenda si ricava però che tutti i partiti – quelli che necessitano di primarie e quelli che non ne hanno bisogno – continuano ad essere ripiegati su se stessi e a pensare di riconquistare credibilità con queste operazioni di facciata che nulla hanno a che vedere con la soluzione dei problemi reali dell’Italia. Più i partiti continueranno a trastullarsi con alchimie mirate alla conquista o alla conservazione del potere, più cresceranno l’indifferenza e l’ostilità dei cittadini e più acqua scorrerà verso il mulino dei grillini.</p>
<p><strong>ALESSANDRO CORNELI: IL WEB ATTERRA I GIORNALI<br />
</strong>Le cifre sulla diffusione dei quotidiani d’informazione generale, quindi esclusi gli sportivi, nel mese di aprile, secondo l’ADS (Accertamento Diffusione Stampa), sono drammatici. Solo sei quotidiani superano le 100mila copie vendute al netto delle rese. Nell’ordine: Corriere della Sera (411.244), a Repubblica (350.289), La Stampa (219.989), Il Sole 24Ore (176.896), Il Messaggero (170.674), Il Giornale (131.388) e Il Resto del Carlino (128.646). Siamo ai minimi storici da molti anni. E non perché non manchino gli argomenti d’interesse, ma per tre ragioni fondamentali: la prima è che è fortemente cresciuto il numero di coloro che si informano attraverso il Web anziché la carta stampata; la seconda è che la carta stampata, bruciata sul tempo dagli altri media, non è in grado di fornire gli approfondimenti che sarebbero necessari per comprendere il significato delle notizie; la terza è perché i giornali sono straordinariamente simili, nei contenuti e nelle argomentazioni, per cui chi vuole accedere a notizie altrimenti taciute o a spiegazioni alternative, più rispondenti alle sue domande, cerca e spesso trova le risposte nel Web.</p>
<p>a cura de IL PARLAMENTARE.IT</p>
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