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	<title>giuseppe madrigliani &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>La Green Economy per battere la crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 05:21:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Green Economy]]></category>
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					<description><![CDATA[In tempi di disoccupazione cronica e cervelli in fuga, quella di Giuseppe Madrigali più che una storia a lieto fine sembra un miraggio nel deserto. A 34 anni non solo è già uno dei &#8216;cervelli di ritorno&#8217;, ma dopo aver lavorato per tre anni a Londra è tornato volentieri a Gallarate, suo paese di origine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/green-economy.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter" alt="green-economy" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/green-economy.jpg" width="795" height="460" /></a>In tempi di disoccupazione cronica e cervelli in fuga, quella di Giuseppe Madrigali più che una storia a lieto fine sembra un miraggio nel deserto.<br />
A 34 anni non solo è già uno dei &#8216;cervelli di ritorno&#8217;, ma dopo aver lavorato per tre anni a Londra è tornato volentieri a Gallarate, suo paese di origine in provincia di Varese, dove ha aperto un&#8217;azienda, la Rethink Energy. Per di più nel settore delle energie rinnovabili.</p>
<p><strong><em>GREEN O DREAM ECONOMY</em>.</strong> La cosiddetta <em>green economy</em>, quella che da anni si dice sia l&#8217;economia del futuro, ma che per ora è più che altro una <em>dream economy</em>. Un sogno che ogni giorno sembra realizzarsi solo attraverso annunci e previsioni.<br />
Gli ultimi sono arrivati da Unioncamere e Fondazione Symbola che nel rapporto annuale presentato a novembre 2013 hanno annunciato la possibilità di 3 milioni di <em>green job</em>.</p>
<p><strong>PREVISIONI OCCUPAZIONALI.</strong> Sarebbero 328 mila le aziende italiane (il 22%) dell’industria e dei servizi che dal 2008 hanno investito, o hanno intenzione di farlo entro il 2013, in tecnologie<em>green</em> per ridurre l’impatto ambientale e risparmiare energia. E dalle quali dovrebbe arrivare il 38% di tutte le assunzioni programmate nell’industria e nei servizi: 216.500 su un totale di 563.400.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FUGA DALL&#8217;ITALIA DOPO LA LAUREA IN INGEGNERIA.</strong> In attesa che le previsioni si concretizzino in posti effettivi, c&#8217;è chi il lavoro se l&#8217;ha creato da solo. E per farlo è anche tornato in Italia.<br />
Nel 2005, dopo una laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni, Giuseppe ha provato a fare carriera a Londra come programmatore di software per le televisioni a pagamento alla Nds (una società di Rupert Murdoch, ora di proprietà della Cisco).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PASSAGGIO ALLE RINNOVABILI.</strong>Dopo tre anni in terra straniera, i tentativi di trovare la stessa occupazione in Italia sono caduti nel vuoto: «Nonostante l&#8217;esperienza in una grande azienda internazionale, nel nostro Paese ero considerato comunque una figura junior e per avere lo stesso stipendio che guadagnavo a Londra avrei dovuto aspettare almeno 15 anni», spiega a <em>Lettera43.it</em> Giuseppe ricordando quanto gli dissero in un colloquio di lavoro a Milano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IMPIANTISTICA, SETTORE DA RINNOVARE.</strong> Così piuttosto che ricominciare tutto daccapo, per di più prendendo un quarto della paga, decise di mettersi in gioco e in proprio. Ed è qui che la lampadina della <em>green economy</em> si è accesa per la prima volta nella sua testa.<br />
«Mio padre faceva l&#8217;installatore termotecnico e seguendolo avevo capito quante possibilità di innovazione e business ci fossero nel settore», osserva Giuseppe, «negli ultimi 50 anni tutti avevano lavorato più o meno allo stesso modo e ora c&#8217;era un buco da colmare».<br />
Non solo tecnologico, ma ambientale: «Il 40% delle emissioni di anidride carbonica è prodotto dagli edifici e di questo il 60% dalla loro climatizzazione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UN MASTER SULL&#8217;ENERGIA.</strong> L&#8217;idea era quella di creare un&#8217;azienda specializzata nella consulenza e progettazione di impianti costruiti con tecnologie all&#8217;avanguardia e capaci di sfruttare le energie rinnovabili. Così nel 2008 è iniziata l&#8217;avventura.<br />
Per realizzarla, Giuseppe ha ripreso in mano i libri e per un anno ha frequentato il master in &#8216;Ridef energia per Kyoto&#8217; del Politecnico di Milano: «Ho deciso di investire su me stesso per avere una visione complessiva: capire la legislazione nazionale ed europea, conoscere tutte le fonti rinnovabili e i vari livelli di efficienza energetica».</p>
<figure style="width: 420px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/l43-giuseppe-madrigali-green-.jpg"><img decoding="async" alt="giuseppe-madrigali-green" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/l43-giuseppe-madrigali-green-.jpg" width="420" height="280" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Giuseppe Madrigali &#8211; nel 2010 ha fondato la sua azienda Rethink Energy</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>DA STUDENTE A IMPRENDITORE.</strong> Dopo il master e un periodo di &#8216;apprendistato&#8217; presso uno studio di progettazione di impianti, nel 2010 Giuseppe ha aperto la sua azienda. Che oggi conta quattro dipendenti e qualche collaboratore, quasi tutti ingegneri.<br />
«Nonostante sia difficile lavorare in questo periodo di forte crisi dell&#8217;edilizia, stiamo iniziando a costruirci un nostro network di clienti», racconta, «proporre un prodotto innovativo, sommato alle competenze specifiche che molti studi, anche storici, non hanno, gioca a nostro favore».</p>
<p style="text-align: justify;">Così il lavoro, seppure poco, non manca mai: «Ogni anno cresciamo e questa è già una buona notizia». Nel 2012 il fatturato è stato di 80 mila euro, «nel 2013 contiamo di chiudere con 130 mila».<br />
Dalle piccole villette ai grandi palazzi degli uffici, Rethink energy lavora per i privati e la Pubblica amministrazione, per le imprese e per i centri commerciali.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SI PUNTA SULL&#8217;EXPORT.</strong> E come tutte le aziende italiane, per sopravvivere, sta già puntando sull&#8217;export.<br />
«Abbiamo iniziato a proporre i nostri progetti a qualche azienda londinese», dice Giuseppe, che racconta come in Gran Bretagna sulla climatizzazione geotermica «siano abbastanza indietro rispetto a noi».<br />
Un&#8217;economia più forte e costi dell&#8217;energia più bassi hanno creato un gap che lui vuole sfruttare grazie anche all&#8217;inasprimento della legislazione europea, che spinge tutti i Paesi dell&#8217;Unione europea a rendere più efficienti i sistemi di riscaldamento per abbattere le emissioni di anidride carbonica.<br />
«Si dice che l&#8217;Italia sia in ritardo, ma per fortuna non su tutto», riconosce Giuseppe, «sull&#8217;applicazione di energie rinnovabili e i sistemi di climatizzazione degli edifici noi lavoriamo più o meno da 10 anni e ora finalmente la connessione efficienza energetica uguale risparmio è chiara a tutti».<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;INCERTEZZA DEI PAGAMENTI.</strong> Anche se poi quando si tratta di pagare, gli italiani sono sempre meno <em>smart</em>: «L&#8217;incertezza dei pagamenti è il nostro più grande problema: non sai mai quando partono i lavori e soprattutto i pagamenti, che spesso non arrivano neanche dopo la consegna».<br />
Per non parlare della Pubblica amministrazione: «Ci sono Comuni che spendono anche 70 milioni di euro all&#8217;anno in bollette e quando proponiamo loro un impianto che ridurrebbe i costi annuiscono, ma non si interessano davvero, perché alla fine gli sprechi non ricadono sulle loro tasche».<br />
Un problema quello che più di efficientamento energetico dovrebbe essere burocratico-finanziario. Ma questa è un&#8217;altra storia, meno <em>green</em> e ancora più <em>dream</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.lettera43.it/fatti/giuseppe-madrigali-la-green-economy-per-battere-la-crisi_43675113010.htm" target="_blank">LETTERA43 &#8211; <i>di Antonietta Demurtas</i></a></p>
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