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	<title>giuseppe lorin &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Roberto Ormanni a Giuseppe Lorin: i Talk di oggi? per sembrare intelligenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 00:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Giuseppe Lorin per Laici.it/ Le trasmissioni televisive di Renzo Arbore sono state delle vere e proprie &#8216;officine&#8217; dell&#8217;arte dell&#8217;intrattenimento, che hanno fatto conoscere al pubblico personaggi dalla più svariata allocazione culturale e artistica.&#8216;Quelli della notte&#8217; e &#8216;Indietro tutta&#8217; hanno dato alla televisione, o meglio allo spettacolo italiano, un continuum generazionale di &#8216;creativi&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2486" aria-describedby="caption-attachment-2486" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://italia-magazine.it/wp-content/uploads/2015/02/giuseppe-lorin.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-2486" alt="Giuseppe Lorin -teatro-cinema-poesia-arte" src="http://italia-magazine.it/wp-content/uploads/2015/02/giuseppe-lorin.jpg" width="750" height="410" /></a><figcaption id="caption-attachment-2486" class="wp-caption-text">Giuseppe Lorin</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di <a href="http://www.giuseppelorin.blogspot.it/p/curriculum.html" target="_blank">Giuseppe Lorin</a> per <a href="http://www.laici.it" target="_blank">Laici.it</a>/</p>
<p>Le trasmissioni televisive di <b>Renzo Arbore</b> sono state delle vere e proprie &#8216;officine&#8217; dell&#8217;arte dell&#8217;intrattenimento, che hanno fatto conoscere al pubblico personaggi dalla più svariata allocazione culturale e artistica.<b>&#8216;Quelli della notte&#8217;</b> e <b>&#8216;Indietro tutta&#8217;</b> hanno dato alla televisione, o meglio allo spettacolo italiano, un continuum generazionale di &#8216;creativi&#8217; su cui fare affidamento. Sono stati spettacoli che hanno avuto il merito di scoprire e lanciare nuovi personaggi, fra i quali <b>Roberto Benigni, Gegé Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, Daniele Luttazzi e valorizzarne altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e Roberto Ormanni,</b> giornalista, sceneggiatore, cronista giudiziario, avvocato, direttore responsabile dei settimanali di informazione <a href="http://www.goleminformazione.it/"><b>www.goleminformazione.it</b></a> e <a href="https://ilparlamentare.it./"><b>www.ilparlamentare.it.</b></a> <b>Roberto Ormanni, </b>oltre a dirigere redazioni importanti, collabora con diverse testate ed è stato responsabile del settimanale giuridico <b>&#8216;Diritto e Giustizia&#8217; (Giuffrè editore).</b> E&#8217; anche autore del testo teatrale <b>&#8216;Due carissimi nemici&#8217;,</b> musical napoletano sulla vita dei poeti <b>Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo.</b> La commedia è stata messa in scena per due anni di seguito al <b>teatro &#8216;Cilea&#8217; di Napoli.</b></p>
<figure id="attachment_8942" aria-describedby="caption-attachment-8942" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8942" alt="Roberto Ormanni" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg" width="795" height="470" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2-456x270.jpg 456w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8942" class="wp-caption-text">Roberto Ormanni</figcaption></figure>
<p><b>Roberto Ormanni, ricordando i suoi impegni nelle trasmissioni televisive ideate da Renzo Arbore come &#8216;Quelli della notte&#8217; e &#8216;Indietro tutta&#8217;, può parlarci della spontaneità artistica di quegli anni, da lei vissuta in prima persona?</b><br />
&#8220;La via mediana tra cenacolo culturale e circolo dopolavoro: questo, in sostanza, voleva essere &#8211; e in un certo senso lo fu &#8211; &#8216;Quelli della notte&#8217;. Negli anni &#8217;80, la Rai poteva ancora contare su dirigenti di grande livello culturale, quasi tutti &#8216;figli&#8217; dei concorsi Rai della metà degli anni &#8217;50. La filosofia, se così possiamo chiamarla, della proposta di Renzo era quella di esasperare, prendendola un po&#8217; in giro, la struttura stessa del &#8216;talk show&#8217;. Di cui, non a caso, la Rai vanta i diritti di primogenitura, in campo televisivo, con &#8216;L&#8217;ospite delle due&#8217;, ideato e condotto nel 1975 da Luciano Rispoli, dipendente Rai, per l&#8217;appunto, dal concorso del 1954. A questa &#8216;prima bozza&#8217; di &#8216;talk show&#8217; seguì, con Maurizio Costanzo, &#8216;Bontà loro&#8217;, nel 1976. Da quel momento, il &#8216;salotto&#8217; in tv divenne un&#8217;abitudine. Dietro molti di questi programmi, per quei tempi rivoluzionari, che rappresentarono l&#8217;evoluzione dell&#8217;assai più triste e paludata (per quanto meritoria) &#8216;Tribuna elettorale&#8217; di Jader Jacobelli dell&#8217;aprile 1961, c&#8217;era Angelo Guglielmi, che guarda un po&#8217; era anch&#8217;egli arrivato in Rai con il concorso del 1954. Lo scopo, però, non era solo fare informazione, ma anche l&#8217;intrattenimento. Poco alla volta, anzi, l&#8217;intrattenimento &#8211; parente stretto dello spettacolo &#8216;tout court&#8217; &#8211; prevalse sull&#8217;informazione. Si passò pian piano, insomma, dal cenacolo culturale al dopolavoro. E così, la chiave della recita &#8216;a soggetto&#8217; fu utilizzata da Arbore sia per fare il &#8216;verso&#8217;, un po&#8217; irriverente, al &#8216;talk show&#8217;, sia per costruire una &#8216;griglia&#8217; che potesse offrire qualcosa di nuovo. Il trucco, che Renzo ha sempre padroneggiato assai bene, è stato quello di mettere insieme autori e interpreti dall&#8217;intelligenza brillante e dall&#8217;ironia pungente, capaci di dire cose intelligenti fingendo di essere stupidi. L&#8217;esatto contrario di ciò che, spesso, accade oggi&#8230;&#8221;.</p>
<p><b>Da Renzo Arbore, ai rotocalchi televisivi di Paolo Guzzanti &#8216;Visto da sud&#8217; e &#8216;Giorno per giorno&#8217;: quale è stata la motivazione che l&#8217;ha spinta a impegnarsi nelle sceneggiature della serie a cartoni animati come &#8216;Ulisse &#8211; Il mio nome è Nessuno&#8217;, prodotta dai Raidue?</b><br />
&#8220;Forse, come spesso mi rimprovera qualcuno, la vera motivazione sta nel fatto che non ho ancora deciso cosa fare da grande&#8230; Da bambino, sempre appassionato di fumetti e cartoon, avevo una predilezione particolare per la bellissima storia &#8216;Topolino giornalista&#8217;, disegnata da Gottfredson e sceneggiata da Ted Osborn, uno dei migliori sceneggiatori Disney degli anni Trenta. E allora ho pensato che le due cose potessero essere messe insieme: fare il giornalista (che, come disse Luigi Barzini, è sempre meglio che lavorare) e lo sceneggiatore di cartoon. Scherzi a parte, l&#8217;idea di un &#8216;serial&#8217; a cartoni animati dedicato a Ulisse e all&#8217;Odissea è venuta dal rapporto quasi filiale che mi lega da sempre a Luciano De Crescenzo. Insieme con Massimo Vincenti e Stefano Santarelli (sceneggiatori veri, non come me), pensammo che visto il successo del libro di Luciano &#8216;Ulisse, il mio nome è Nessuno&#8217;, si poteva proporre alla Rai un&#8217;Odissea a cartoni animati. L&#8217;idea piacque allo storico responsabile di Rai Fiction Max Gusberti e, tra alterne vicende produttive, costellate anche, come spesso capita in questo settore, da bizzarri personaggi, alla fine ne è venuta fuori una serie di 23 puntate da 20 minuti ciascuna. In fondo, l&#8217;Odissea è il primo reportage della storia della comunicazione, visto che il cuore della storia è nient&#8217;altro che il racconto del viaggio di ritorno a Itaca che lo stesso Ulisse consegna ai Feaci&#8221;.</p>
<p><b>La nostra curiosità e attenzione va spesso su questi suoi due libri: &#8216;Il cinema di cartone (animato)&#8217; e &#8216;La mia vita dentro &#8211; Le memorie di un direttore di carceri&#8217;, entrambi editi dalla Infinito Edizioni. Ci descrive in maniera concisa le tematiche &#8216;opposte&#8217; di questi suoi due lavori?</b><br />
&#8220;Sinteticamente? Il cinema di cartone è l&#8217;approdo di un sogno &#8211; far muovere un disegno &#8211; che accompagna l&#8217;uomo fin dalla preistoria, come dimostrano gli animali raffigurati sulle pareti delle Grotte di Altamira, in Spagna, dove le tribù di 25 mila anni fa disegnarono i bisonti con otto zampe nel tentativo di dare l&#8217;idea del movimento. Il carcere, così come è oggi gestito in Italia, è il naufragio di una speranza: la pena come rieducazione e principio di reinserimento. I due opposti provocano, singolarmente, il medesimo risultato: il primo riempie i cinema, il secondo riempie i penitenziari&#8221;.</p>
<p><b>Paperino e Topolino incarnano due modelli caratteriali dell&#8217;essere umano, il succube e il saccente che ha sempre ragione: secondo lei, quale rapporto c&#8217;è tra questi due eroi del fumetto?</b><br />
&#8220;In realtà, sono due facce della stessa &#8216;medaglia&#8217; e non è un caso che metà dell&#8217;umanità adori Topolino e l&#8217;altra metà ami Paperino. È come il rapporto da Cosmos e Caos: la vita è il continuo divenire e intrecciarsi di Cosmos e Caos, ordine e disordine. Cosa sia Cosmos e cosa sia Caos, chi dei due possa prevalere con precisione è impossibile stabilirlo: bisognerebbe fermare il divenire e questo, come ci spiega Eraclito, non può mai accadere, perché significherebbe annullare sia ordine che sisordine, così che non si avrebbe più nulla da definire&#8221;.</p>
<p><b>Questi sono gli argomenti &#8216;centrali&#8217; trattati nel suo saggio &#8216;Il cinema di cartone (animato)&#8217;?</b><br />
&#8220;Può sembrare strano che si parli di filosofia in un saggio sul cartoon, ma c&#8217;è anche questo. L&#8217;obiettivo è quello di raccontare, attraverso tante storie, aneddoti e curiosità, la grande storia di un cinema nato &#8216;prima&#8217; del cinema: nel 1877. Mi auguro di esserci riuscito. Se invece, per citare il Manzoni che così chiude &#8216;I promessi sposi&#8217; (sebbene il paragone possa sembrare inopportuno) &#8220;non fossimo riusciti che ad annoiarvi, credete che non s&#8217;è fatto apposta&#8221;. D&#8217;altro canto, disegno e cinema erano sposi promessi da sempre&#8221;.</p>
<p><b>Lei è stato, in passato, responsabile del settore giustizia dell&#8217;agenzia di stampa &#8216;il Velino&#8217; e ha diretto il quotidiano giuridico &#8216;Diritto e Giustizia&#8217;, nonché il supplemento settimanale cartaceo &#8216;D&amp;G&#8217;, editi dalla società Infogiuridica Spa, del Gruppo Giuffrè. Dunque, vorremmo chiederle: secondo lei, risanare le aziende è un compito ingrato, in Italia?</b><br />
&#8220;Il risanamento più solido e duraturo di un&#8217;azienda passa, o dovrebbe passare &#8211; se l&#8217;imprenditore ha letto qualche manuale di economia aziendale &#8211; per investimenti ragionati e valorizzazioni di risorse preesistenti. E&#8217; il frutto di un equilibrio tra parziale contrazione del vecchio ed espansione del nuovo. Un po&#8217; come il principio dei vasi comunicanti di Archimede. Quando è così, il risanamento è un compito difficile e, forse, anche pericoloso, ma mai ingrato&#8221;.</p>
<p><b>Insomma, rimboccarsi le maniche e cercare di salvare il salvabile: un suo consiglio sulla gestione amministrativa in un momento così difficile per il Paese?</b><br />
&#8220;Amministrare vuol dire conoscere il passato e governare il presente mettendo le basi per il futuro. Molti, invece, credono che significhi indurre a dimenticare il passato, maneggiare il presente ed evitare, per quanto possibile, di pensare al futuro&#8221;.</p>
<p><b>Gestire la rivista settimanale &#8216;D&amp;G&#8217; e il relativo quotidiano online &#8216;Diritto e Giustizia&#8217; apportano &#8216;news&#8217; da inserire nelle rassegne stampa degli organi superiori del Governo italiano?</b><br />
&#8220;Il diritto e la giustizia rappresentano il vero e unico scudo della democrazia: l&#8217;homo politicus, inteso come uomo della polis, della città, ha come obiettivo, direi teleologico, la giustizia, che è a sua volta il fine del &#8216;naturalismo&#8217;. Ma il percorso verso la giustizia deve necessariamente avvalersi del diritto, che invece è espressione del &#8216;positivismo&#8217;: due mondi da sempre in conflitto. Se gli organi superiori del Governo riflettessero di più e conoscessero meglio le news provenienti dal complesso mondo del diritto e della giustizia, anziché oscillare ora verso l&#8217;uno, ora verso l&#8217;altra, si affronterebbero finalmente le cause di molti problemi, invece di continuare a litigare sulle conseguenze&#8230;&#8221;,</p>
<p><b>Il Senato, la Camera, la Corte costituzionale, il Quirinale, il Consiglio di Stato, la Direzione nazionale antimafia, il Comando generale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, l&#8217;Associazione nazionale magistrati, l&#8217;Unione delle Camere penali, l&#8217;Organismo unitario dell&#8217;Avvocatura sono gli organi che seguono e leggono le news da lei approvate per la pubblicazione nella rivista &#8216;D&amp;G&#8217;?</b><br />
&#8220;Siamo riusciti a cogliere gli aspetti interessanti e stimolanti di un mondo complesso e problematico, troppo spesso raccontato attraverso la lente del pregiudizio, con la &#8216;chiave&#8217; della semplificazione a tutti i costi, che finisce per diventare approssimazione o, addirittura, mistificazione. Semplificare non vuol dire rinunciare alle parti difficili, ma comprenderle per spiegarle. Questo, i vecchi giornalisti lo sapevano e lo insegnavano. Poi c&#8217;è stato un momento nel quale la comunicazione, anche quella tecnica, in nome della semplificazione ha preteso di sostituire i pensieri con i &#8216;pensierini&#8217;. E degli insegnamenti si sono dimenticati tutti. L&#8217;interesse e, con esso, la partecipazione e il confronto che abbiamo risvegliato in istituzioni, anche professionali, prestigiose dimostrano, ancora una volta, che dalla &#8216;caverna di Platone&#8217; si può uscire&#8221;.</p>
<p><b>Le maggiori agenzie giornalistiche Agi, Ansa e Adn Kronos e i quotidiani come &#8216;La Stampa&#8217;, &#8216;La Repubblica&#8217;, &#8216;Il Messaggero&#8217;, &#8216;Il Corriere della Sera&#8217;, &#8216;Il Mattino&#8217;, &#8216;Italia Oggi&#8217; e &#8216;Il Sole 24 Ore&#8217;, come percepiscono la sua rivista?</b><br />
&#8220;Come la possibilità di scoprire che, dietro una formula tecnica, ci può essere una notizia utile all&#8217;informazione e, dunque, all&#8217;evoluzione della conoscenza&#8221;.</p>
<p><b>La sua riflessione sul terremoto politico che sta scuotendo in questi giorni la capitale d&#8217;Italia?</b><br />
&#8220;I terremoti politici sarebbero delle proficue occasioni di rifondazione se non fossero provocati, sempre e soltanto, da iniziative giudiziarie. Le quali, a loro volta, hanno ormai assunto il compito di affrontare fenomeni sociali, compensando l&#8217;inerzia dei meccanismi di controllo della società cosiddetta &#8216;civile&#8217;. Tanti anni fa, quando Tangentopoli e le inchieste sulla corruzione nella politica e nelle pubbliche amministrazioni non facevano parte nemmeno dei racconti di fantascienza, intervistai un vecchio procuratore della Repubblica che andava in pensione, il quale alla domanda &#8216;qual è il compito della magistratura nella difesa della legalità&#8217;, così rispose: &#8220;La magistratura è il chirurgo della società, interviene quando la medicina ha fallito&#8230;&#8221;.</p>
<p><b>Il suo prossimo impegno letterario?</b><br />
&#8220;Un libro sulla scuola in ospedale: un&#8217;istituzione dal 1986, di cui molti ignorano l&#8217;esistenza. Gli insegnanti d&#8217;ospedale sono professori senza lavagna e senza aula che fanno lezione a un alunno alla volta, accanto al suo letto. E nella maggior parte dei casi, oggi, si tratta di ragazzi e ragazze ricoverate nei reparti di oncologia pediatrica. Infinito Edizioni ne ha programmato la pubblicazione in primavera&#8221;.</p>
<p><b>Un augurio alla Eduardo De Filippo a tutti i politici italiani per il prossimo anno?</b><br />
&#8220;Impossibile rinunciare all&#8217;intramontabile: &#8220;Ha da passa&#8217; &#8216;a nuttata&#8230;&#8221;. Ma aggiungerei: se qualcuno di loro andasse a trascorrere la notte&#8230; altrove, forse la &#8216;nottata&#8217; passerebbe più in fretta&#8230;&#8221;.</p>
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