<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giovanni Iaquinta &#8211; Il Parlamentare</title>
	<atom:link href="https://ilparlamentare.it/tag/giovanni-iaquinta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilparlamentare.it</link>
	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 Nov 2013 23:02:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Giovanni Iaquinta: dalla parte degli Operai</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/02/giovanni-iaquinta-dalla-parte-degli-operai/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/02/giovanni-iaquinta-dalla-parte-degli-operai/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 16:52:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di San Giovanni in Fiore]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Iaquinta]]></category>
		<category><![CDATA[Operai]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni in Fiore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=1237</guid>

					<description><![CDATA[&#8220;Dalla parte degli Operai, sempre!&#8221; Questo il titolo della lettera che l&#8217;ex Assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni in Fiore (CS) ha scritto alla nostra Redazione e che volentieri pubblichiamo come atto dovuto alla gente che lavora. &#8220;Il  25 gennaio 2011 &#8211; scrive Giovanni Iaquinta &#8211; non è accaduta una cosa di poca importanza a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-1243" href="https://ilparlamentare.it/2011/02/03/giovanni-iaquinta-dalla-parte-degli-operai/senza-titolo-1-3/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1243" title="Giovanni Iaquinta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-17.jpg" alt="" width="285" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-17.jpg 285w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-17-250x230.jpg 250w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /></a>&#8220;Dalla parte degli Operai, sempre!&#8221;</strong> Questo il titolo della lettera che l&#8217;ex Assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni in Fiore (CS) ha scritto alla nostra Redazione e che volentieri pubblichiamo come atto dovuto alla gente che lavora.</p>
<p><strong>&#8220;Il  25 gennaio 2011 &#8211; scrive Giovanni Iaquinta &#8211; non è accaduta una cosa di poca importanza a San Giovanni in Fiore</strong>. È una data che nessuno potrà mai dimenticare, cancellare; un giorno che resterà indelebile nella coscienza di tutti, nella storia della nostra città. Per questo, dopo un silenzio necessario, ma sofferto,  è arrivato il momento di fare chiarezza, di raccontare i fatti, cioè. Perché alla fine non ci sia anche una sola persona che non sappia quel che realmente è accaduto.</p>
<p>Chi è stato portato alla cronaca nazionale (Gli operatori di quartiere, SIAL e Cooperative) non è un vegetale, non è fatto di carta straccia. Non sono né straccioni – come ama definirli un eminentissimo politico locale, facendo ricorso a un rinnovato francescanesimo, manierato e salottiero, né di marmo. Forse c’è qualcuno che li guarda dall’alto in basso, forse il livello raggiunto, la qualità che riesce ad esprimere ognuno di loro non vale la pena di essere presa in considerazione, forse è la loro  stessa vita, come in tanti continuano a ripetere – che è una vita di scarto, insignificante, solo di fastidio per la nostra Comunità. Ma hanno una dignità, che pure è considerata di serie B, e c’è. È grande, batte forte, pulita, costruita con la stessa stoffa dei loro sogni, di un solo sogno in fondo, che è quello di dire ogni giorno che anch’essi ci sono e vogliono mettersi al servizio di un progetto collettivo: lavorare, prima di tutto, e servire gli altri.</p>
<p>È proprio questa la ragione che li ha portati a sfogarsi, a gridare  senza sfiorare nessuno, composti e addolorati, portando alla luce la sensibilità toccata, turbata, umiliata, offesa in mille modi. No, non pensano di meritarlo. Non lo meritano né lo meritano i figli, le loro famiglie, che rimangono perbene, esattamente come i figli e le famiglie degli altri, di tutti gli altri.</p>
<p>In Parlamento, a proposito dei fantomatici fatti cruenti che si stavano consumando in quelle ore a San Giovanni in Fiore,  qualcuno ha parlato di “un episodio gravissimo che mette in evidenza la responsabilità da parte di quanti utilizzano il bisogno della gente con fini di pura speculazione politica, con esercizio della democrazia fortemente compromesso, umiliato, calpestato”. Allora ci domandiamo: “Le clientele, le oligarchie, il killeraggio permanente del dibattito interno ai partiti, con padri fondatori che continuano ad andar via, mentre altri fanno finta di nulla e mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi, cosa sono? E la morte nella sostanza di partiti democratici sulla carta, a parole, cos’è? E il commissariamento che si sta consumando tristemente giorno dopo giorno forse è esaltazione della democrazia? E quel prodigarsi insistito per tutti a parole, sistemando poi nei fatti i figli dei servi e dei colonnelli di partiti vecchi e logori, ormai senz’anima,  che sono? Per caso un motore, uno straordinario additivo, incentivo miracoloso della democrazia? E non solo, della giustizia, dell’uguaglianza, della libertà? Per favore, diciamola una cosa di sinistra. Una sola, una soltanto. Ma San Giovanni in Fiore è ubicato nel Corno d’Africa o fa parte di uno straordinario Paese, l’Italia, che ha inscritto nei principi fondamentali della sua Costituzione che la “sovranità appartiene al popolo”? Ed è al popolo che spetta ogni decisione, è il popolo che deve decidere sempre? O, evidentemente predicando bene e razzolando male, vogliamo far finta che non esiste l’elezione diretta del sindaco, ritornando al tempo della scelta del Primo Cittadino fuoriuscita dal cilindro di qualche Rais? È un fatto brutto, un vulnus per la democrazia che rimarrà come una macchia e funzionerà come il sangue dei martiri, che si è rivelato seme per nuovi cristiani nella costruzione della straordinaria storia della Chiesa.</p>
<p>Si è parlato di <strong>“rigurgiti fascisti&#8221;</strong>, di <strong>“aggressioni squadriste”,</strong> di atteggiamenti e comportamenti persino paragonabili alle consuetudini mafiose, alla ‘Ndrangheta. Qualcun’altro ha parlato di <strong>“clima di odio e di violenza che viene alimentato in città”</strong>. Altri ancora di paragone con il tempo del Fascismo per <strong>“l’aggressività, la violenza e la sopraffazione”.</strong><br />
<strong>Che tristezza, che miseria, che sconcerto!</strong> Abbiamo dovuto aspettare così tanto tempo per convincerci che chi fomentava le piazze (e lo faceva cinicamente lobotomizzando e telecomandando le persone) negli anni passati era un pacifista non violento, un garante per eccellenza delle Istituzioni e dell’ordine pubblico, mentre oggi, se accade che un proletario, un operaio, una persona debole nella catena sociale pianga per la prospettiva preoccupante di un futuro incerto, e ancor prima, per la caduta di un sindaco onesto,  amico della povera gente e progressista nei fatti (da fastidio, questo, vero?) e protesti civilmente davanti a civilissime e intelligenti forze dell’ordine che ringraziamo per il lavoro svolto e la pazienza, improvvisamente diventa un violento, un teppista, un criminale, in breve, un delinquente. E no, così non va, è gravissimo. Non si può accettare. Bisogna dire no e ribellarsi a questa logica irresponsabile. E a chi la teorizza, facendola mettere in pratica alle truppe cammellate, è arrivato il tempo di ricordare che bisogna “tremare al pensiero di una rivoluzione in atto, che i proletari anche a San Giovanni in Fiore non hanno che da perdere le loro catene, che hanno un mondo da guadagnare”.</p>
<p>Questo è accaduto, questo è giusto che la gente sappia. “Questo è stato, queste parole bisogna scolpirle nel cuore, stando in casa, andando per via. E ripetetele ai figli”. Che sono liberi e vogliono crescere liberamente, diventando artefici del proprio destino, senza più padroni e padrini!</p>
<p>Giovanni Iaquinta<br />
Ex Assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni in Fiore</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/02/giovanni-iaquinta-dalla-parte-degli-operai/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giovanni Iaquinta: “La Calabria che Vorrei”</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/01/giovanni-iaquinta-%e2%80%9cla-calabria-che-vorrei%e2%80%9d/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/01/giovanni-iaquinta-%e2%80%9cla-calabria-che-vorrei%e2%80%9d/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 12:49:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Iaquinta]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni in Fiore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=990</guid>

					<description><![CDATA[Nell’ambito della presentazione del progetto dell&#8217;Assessore alla cultura di San Giovanni in Fiore, Giovanni Iaquinta, denominato “Biblioteca delle Tesi di laurea dei sangiovannesi”, l’Assessore ha deciso di aprire la manifestazione con la lettura di effetto di un testo edito dallo stesso Assessore, interpretato da due giovani di San Giovanni in Fiore:   “La Calabria che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-995" title="Giovanni-Iaquinta - La Calabria che Vorrei" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni-Iaquinta1.jpg" alt="" width="245" height="189" />Nell’ambito della presentazione del progetto dell&#8217;Assessore alla cultura di San Giovanni in Fiore, <strong>Giovanni Iaquinta</strong>, denominato<strong> “</strong><strong>Biblioteca delle Tesi di laurea dei sangiovannesi</strong>”, l’Assessore ha deciso di aprire la manifestazione con la lettura di effetto di un testo edito dallo stesso Assessore, interpretato da due giovani di San Giovanni in Fiore:<br />
<strong><em> <br />
</em></strong><strong><em>“</em></strong><strong>La Calabria che vorrei. Dialogo di un liceale e di una laureanda calabrese</strong>”.<br />
<strong>A</strong>  Sono un millennial. Sì, anch’io sono un millennial. E sono forte, dentro la generazione che preferisce il gioco di squadra, che è molto impegnata nel volontariato. Aperta, dinamica, equa, solidale.<br />
<strong>B   </strong>Quella generazione che vive dei riflessi del web 2.0 e non solo, la generazione di internet e delle <em>start-up</em>, quella generazione del tutto convinta delle possibilità, che le possibilità di migliorare il mondo nascano dal basso, solo dal basso.<br />
<strong>A    </strong>È vero, anch’io mi muovo in quella che Ulrich Beck definisce “società del rischio”, ma è così perché amo mettermi in discussione, cambiare, rischiare. E non penso a una società della paura, che guarda ai migranti, al cambiamento, alla diversità come una minaccia.<br />
<strong>B     </strong>E non sopporto l’idea di essere figlio della generazione né né, né studio, cioè, né lavoro. Sono una ventenne, nato dopo il crollo del Muro di Berlino. Il mio Dio non è la vespa e nemmeno il <em>moncler. </em>Se penso, non penso più  ai “paninari”, penso solo alla Generazione F, che significa futuro. E impegno. Impegno e futuro.<br />
<strong>A     </strong>Io il “secolo breve” lo conosco, lo conosco bene. Ma non c’entro, non c’entro più niente. Quei modi di fare, di agire, quelle posizioni no, non le conosco neanche.<br />
<strong>B    </strong>Il Novecento ha cambiato tutto, è così. Proprio tutto, Però nel mio Pantheon    non c’è più solo lo spazio fisso e immobile per chi lo ha cambiato, per i protagonisti che pure rispetto; c’è,  soprattutto, spazio per le cose che sanno del presente, le cose del Terzo Millennio. Le cose di oggi, di adesso. E di domani, sì di domani.<br />
<strong>A   </strong>È per questo che mi fa male la Calabria chiusa nelle maglie strette dei soliti luoghi comuni. Rigida, incompresa, figlia del pregiudizio. La Calabria che tutti pensano di conoscere fuori dalla Calabria, che non è la Calabria vera, autentica, che è, che potrebbe essere, che alla fine sarà, perché la costruiremo tutti insieme, perché non permetteremo a nessuno di distruggerla, perché alla fine ce la faremo tutti insieme.<br />
<strong>B    </strong>Io amo la Calabria, anzi le Calabrie; non mi vergogno di essere calabrese. Sono innamorata di questa terra. E mi fa rabbia vederla così. Così chiusa, così anonima, così perdente. Troppo spesso dipinta così brutta.<br />
<strong>A    </strong>Se guardo alla Calabria, vedo il profumo del mare prendere forma, e muoversi il freddo pungente delle vette. Immagino la linea meridiana che attraversa le sue coste infinite, gli orizzonti ultimi che guardano in faccia Dio,  e la montagna così silenziosa e, insieme, loquace. Rigorosa e forte. Quasi in preghiera.<br />
<strong>B   </strong>È la Calabria di Gioacchino da Fiore, di Corrado Alvaro, di Tommaso Campanella, di Cassiodoro, di Lorenzo Calogero, di Saverio Strati; è la terra del pensiero, è terra della mente; terra di grande cultura; è una terra generosa, aperta, che guarda al valore della prossimità e dell’accoglienza come un modello da esportare in Italia e nel mondo.<br />
<strong>B    </strong>Tutto il Mediterraneo nella Calabria, il Mediterraneo in ogni parte della Calabria: è questa la Calabria che vorrei, che vorrei di nuovo. Terra che fa sentire tutti in un altrove, che è uno; terra che sa costruire “reti inestricabili di reciprocità”.<br />
<strong>A   </strong>La Calabria che vorrei è quella che rabbrividisce guardando ai fatti di Rosarno, quella che  guarda negli occhi il pizzo e si gira dall’altra parte, gli dice no; la Calabria che vorrei non sa di morte, di ‘ndrangheta, di malaffare, di crimini, traffici, di rifiuti tossici e contaminazioni radioattive.<br />
<strong>B   </strong>La Calabria che vorrei è una Calabria giovane; è la Calabria dei giovani non più elementi di folklore, panda esibiti come pacchi nelle migliori occasioni e poi stupidamente dimenticati<strong>.<br />
</strong><strong>A   </strong>La Calabria che vorrei non è più quella di frontiera, dimenticata; è la Calabria che vuole dire ai ragazzi e alle ragazze che possono riappropriarsi dell’impegno civile, della politica, perché la politica serve a migliorare la società.<br />
<strong>B   </strong>Per farlo non bisogna confondere la politica con i partiti, né i politici con i politicanti;  lo, so, dei partiti non se ne può fare a meno, sono il pane della democrazia; ma quando penso ai partiti non penso a certi partiti,  a quelli dei notabili, dei colonnelli, delle statue di sale brutte e contaminanti bruttezza. Non sopporto l’idea dei cacicchi, di quei personaggi che decidono per tutti, di quella specie di bronzi di Riace che sono sulla scena da mezzo secolo; quelli che predicano bene e razzolano male, quelli che predicano il nuovo e vanno a braccetto con i matusalemme della politica. Logori e logoranti. Persino patetici.<br />
<strong>A  </strong>La Calabria che vorrei è delle pari dignità e condizioni. Delle possibilità non a chiacchiere, ma per tutti, a cominciare da chi non ha santi in paradiso, che in paradiso non vuole arrivarci in carrozza come i cattivi cristiani, ma vuole farlo sudando, lavorando sodo, onestamente, con la mente e con il cuore.<br />
<strong>B   </strong>È questa la Calabria che voglio, dei giovani che faticano negli studi e mettono in circolo conoscenze e competenze senza misura. Giovani agguerriti nel processo di formazione, che puntano tutto sui  talenti; giovani che non pretendono nulla.<br />
<strong>A   </strong>Giovani che vogliono vivere con il risultato splendido delle loro fatiche, giovani che non vogliono essere servi di nessuno; intraprendenti e vivi, belli e onesti, liberi e forti, che vogliono maturare esperienze in Europa e nel mondo solo per approfondire gli studi e affinare gli strumenti professionali, non perché sbattuti fuori a calci nel sedere, mandati via senza possibilità di ritorno, offesi e umiliati lasciando dappertutto solo grigiore, permettendo passivamente di prendere in mano la Calabria ai peggiori, che partoriscono soltanto mediocrità.<br />
<strong>B  </strong>La Calabria <strong> </strong>che voglio è la Calabria di tutti, non di pochi. Inutili, perdenti, fuori tempo massimo.<br />
<strong>A  </strong>La Calabria che voglio è la Calabria da costruire, la Calabria dei talenti e di tutti i lavoratori, che non vuole più assistere passivamente a morti nei cantieri e nelle fabbriche, per strada o nei campi, senza le più elementari norme di sicurezza La Calabria che voglio non è quella della strage assurda di Filandari, ma una terra ricchissima piena di vita, che vuole vivere, vivere, vivere.<br />
<strong>A-B </strong>Nessuno ci può aiutare e consigliare sulla Calabria che vogliamo, se non noi stessi. “La nostra vita fin dentro la sua più indifferente e minima ora deve farsi segno e testimonio di questo impulso. Poi avviciniamoci alla natura. E tentiamo come un primo uomo al mondo di dire quello che vediamo. E viviamo, e perdiamoci, e amiamoci”.</p>
<p><strong>Giovanni Iaquinta</strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/01/giovanni-iaquinta-%e2%80%9cla-calabria-che-vorrei%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Avvelenati&#8221; di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro a San Giovanni in Fiore</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/01/avvelenati-di-manuela-iati-e-giuseppe-baldessarro-a-san-giovanni-in-fiore/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/01/avvelenati-di-manuela-iati-e-giuseppe-baldessarro-a-san-giovanni-in-fiore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2011 16:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Nicaso]]></category>
		<category><![CDATA[Avvelenati]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Iaquinta]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Baldessarro]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Iatì]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni in Fiore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=868</guid>

					<description><![CDATA[Una nuova vitalità culturale sta diffondendosi nella provincia di Cosenza grazie alle attività che si stanno svolgendo in San Giovanni in Fiore ad opera dell’Amministrazione 2010/2011. Dal cuore della nuova Amministrazione Comunale che per questo motivo si definisce 2010/2011 sta prendento vita una tessitura di eventi capaci di ridare cridibilità al territorio provinciale di Cosenza, Città di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_869" aria-describedby="caption-attachment-869" style="width: 495px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/01/02/avvelenati-di-manuela-iati-e-giuseppe-baldessarro-a-san-giovanni-in-fiore/avvelenati/" rel="attachment wp-att-869"><img decoding="async" class="size-full wp-image-869" title="Avvelenati di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati.jpg" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/avvelenati-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-869" class="wp-caption-text">Avvelenati di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro</figcaption></figure>
<p>Una nuova vitalità culturale sta diffondendosi nella provincia di Cosenza grazie alle attività che si stanno svolgendo in <strong>San Giovanni in Fiore</strong> ad opera dell’Amministrazione 2010/2011.<br />
Dal cuore della nuova Amministrazione Comunale che per questo motivo si definisce 2010/2011 sta prendento vita una tessitura di eventi capaci di ridare cridibilità al territorio provinciale di Cosenza, Città di Cosenza inclusa e che si differenzia soprattutto per il fatto che, facendo cultura a questi livelli, si sta iniziando a <strong>fare Politica per il Territorio</strong>.</p>
<p><strong>DI COSA SI TRATTA<br />
</strong>Questa volta si tratta di un <strong>evento culturale che mira a responsabilizzare i cittadini</strong> nella direzione di un problema molto discusso e mai definito i cui danni potrebbero ricadere, come pare che sia dalle centinaia di morti sospette, sulla comunità calabrese: le <strong>Navi dei Veleni.<br />
</strong>In tal senso qualcuno alzando la voce potrebbe dire che la Mafia è ovunque (..e avrebbe ragione). Purtroppo tale assunto non basta ad esorcizzare i problemi, Anzi! In questo caso se fosse tutto vero neanche Dio, il Creatore in persona potrebbe fare nulla. <strong>E’ giusto che le madri sappiano che la causa della morte prematura di tanti figli non è di Dio.</strong></p>
<p><object width="480" height="385" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jbq_bS4Bet0?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="480" height="385" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Jbq_bS4Bet0?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><strong>GIOVANNI IAQUINTA:</strong> l<strong>’Assessore alla Cultura del Comune di San Giovanni in Fiore<br />
</strong>Le condizioni per ospitare l’evento sono state create dall’Assessore alla Cultura Giovanni Iaquinta espressione di un Governo comunale che sta rivoluzionando il <strong>&#8220;farePolitica&#8221;</strong> e che intende aggregare – come sta facendo – ogni forza positiva capace di creare sviluppo e Trend Positivo per la Società civile ed il territorio. <strong>Parliamo di San Giovanni in Fiore</strong>, nel cuore della Sila, la città scelta dall’<strong>Abate  Gioacchino</strong> da Fiore, nel Parco Nazionale che compone l’Altopiano più esteso d’Europa. E da qui che <strong>Giovanni Iaquinta</strong>, unitamente ai colleghi della Giunta, intende operare un vero e proprio miracolo sul piano della reinterpretazione del territorio che può aspirare ad essere un esempio di operosità a favore di nuove e sane economie capaci di impiegare giovani coerenti e coraggiosi, capaci di interpretare le esigenze di una terra incantevole e difficile allo stesso tempo.</p>
<p><strong>Gli Ospiti: <strong>MANUELA IATI&#8217; E GIUSEPPE BALDESSARRE<br />
</strong></strong>Ospiti dell’Amministrazione Comunale i due noti giornalisti <strong>Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro autori del libro “Avvelenati” (Città del Sole Edizioni, 16 euro)</strong>, entrambi di <strong>Reggio Calabria</strong>.<br />
Ad accoglierli i <strong>Cittadini di San Giovanni in Fiore</strong> (gremita la sala conferenze dello <strong>Juri Cafè</strong>), il <strong>Sindaco Antonio Barile</strong>, <strong>l’Assessore alla</strong> <strong>Cultura Giovanni Iaquinta</strong>, il <strong>moderatore Fabio Gallo</strong> fondatore della <strong>Carta della Pace</strong> per la Tutela della Memoria, dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente, CEO di ComunicareITALIA, il Prof. Luigi Gallo professore di Filosofia.<br />
La prefazione del libro è a cura di <strong>Antonio Nicaso</strong> (Caulonia, 1964) giornalista, scrittore, ricercatore, uno dei massimi esperti di &#8216;ndrangheta a livello internazionale, nonché <strong>consulente Unico FBI</strong> sulla criminalità organizzata in Calabria.</p>
<p><strong>L’ambiente e l’aria che si respira<br />
</strong>La suggestiva presenza dell’Abbazia di Gioacchino da Fiore, a pochi metri dalla conferenza, ha offerto le coordinate culturali all’interno delle quali si è tenuta la conferenza voluta dall&#8217; Amministrazione Comunale a sostegno di una vivacità intellettiva mirata al riscatto di un territorio prezioso come pochi in Italia per l’ambiente naturale e per il potenziale che esprime in termini di possibile economia del Turismo.</p>
<p>Quando si parla delle navi dei veleni tutti sappiamo di cosa si parla perché hanno dominato la stampa internazionale per mesi. Ci sono oltre <strong>50 relitti</strong> che sono stati affondati tra <strong>Jonio e Tirreno</strong> calabro accusati di potere contenere scorie radioattive di estrema pericolosità e sulle quali la politica italiana ha spento le indagini.</p>
<p><strong>“AVVELENATI”: MANUELA IATI&#8217; E GIUSEPPE BALDESSARRO<br />
</strong>Per questo Emanuela Iatì e Giuseppe Baldessarro ampliano il termine “Avvelenati” rapportandolo all’intera Società civile di cui una parte, a più livelli, dalla Politica, ai Servizi Segreti, alle Istituzioni e, ovviamente tutta la società mafiosa, è avvelenata da un modo di fare e di pensare che tende alla distruzione dell’uomo sulla terra solo per danaro. Una società che determina la sua stessa morte è una società di “avvelenati”.<br />
Suggeriamo al lettore di acquistare il libro anche perché in esso, oltre ad una storia che merita di essere fondamento di donne e uomini dell’era moderna, sono riportati in copia anastatica tutti i documenti reperiti, anche molto riservati, dai quali si potrà comprendere il livello di verità raggiunto dai due giornalisti. <a title="Avvelenati - il libro di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarre" href="http://www.cdse.it/libro.php?id=355" target="_blank">Questa l&#8217;introduzione al libro della Casa Editrice &#8220;La Città del Sole&#8221; dalla quale potrete acquistare il libro on line</a>.</p>
<p><strong> <strong>ANTONIO BARILE: i</strong><strong>l Sindaco di San Giovanni in Fiore<br />
</strong></strong>“I complimenti – afferma il Sindaco di San Giovanni in Fiore <strong>Antonio Barile</strong> – vanno a tutta la nostra Amministrazione e all’Assessore <strong>Giovanni Iaquinta</strong> vero <strong>trascinatore e animatore politico</strong> che ha deciso di restituire all’intera società della Città Florense una <strong>vitalità culturale e politica che amo definire di carattere &#8216;spirituale&#8217;</strong>. Noi facciamo quella “Politica” di cui nessuno si dovrà vergognare; una politica pensate a misura per la nostra gente e del nostro territorio perché essa possa essere più cosciente delle cose che accadono e responsabile nell’agire. E non è una follia pensare che la presenza di Gioacchino da Fiore – ha affermato il Sindaco – possa e debba diventare la realtà di un territorio per troppo tempo morto soprattutto a se stesso e di conseguenza incapace di rappresentarsi all’esterno. Sono molto preoccupato, però, perchè se i contenuti di questo libro dovessero avere tristi riscontri, allora per davvero inizierebbe un momento drammatico per l&#8217;economia della Calabria e per la salute dei calabresi. <strong>E&#8217; dunque importante che i Sindaci inizino ad esercitare i loro poteri e i diritti dei cittadini</strong> per scongiurare un futuro così aggresso e disarmante che non sarebbe più alla portata dell&#8217;uomo. Una nuova coscienza politica capace di opporsi alle mafie sin dal loro nascere perché è così &#8211; ha concluso il sindaco &#8211; che eviteremo ai giovani di essere “avvelenati” da un futuro che la Mafia costruisce per loro&#8221;.</p>
<p><strong> &#8220;QUESTA SORIA DEVE ESSERE RACCONTATA PERCHE&#8217; UCCIDE LA NOSTRA GENTE&#8221;<br />
</strong>&#8220;Il nostro libro esprime una raccolta di dati reali, concreti, uniti da un valore unico che è la ricerca della verità per la quale noi giornalisti ci prodighiamo. La ricerca di queste verità spesso costano anche la vita com&#8217;è successo ad Ilaria Alpi. Sappiamo anche di avere a che fare con ambienti il cui unico fine è costituito da azioni non rimandabili: il disfarsi di scorie nucleari velenose e mortali e il danaro. Siamo allo stesso tempo consapevoli che in questa storia sono tessuti all&#8217;interno di una stessa maglia Servizi Segreti di diversi Governi, Mafia, Politica e molto più. Tutti, evidentemente, insieme per lo smaltimento di Scorie nucleri. Ma questo è il nostro lavoro ed è quello che la gente deve sapere &#8220;.  <strong>Manuela Iatì</strong> è la prima a parlare e ad andare dritta al cuore del problema. &#8220;Esistono decine di potenziali Navi dei veleni nei nostri mari &#8220;e non vuol dire &#8211; spiega <strong>Giuseppe Baldessarro</strong> &#8211; che tutte siano state affondate perché cariche di scorie avvelenate, ma di sicuro esiste un fenomeno sul quale i politici italiani dovrebbero indagare. Difficile accontentarci di una singola ispezione del <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong> per stabilire che la nostra gente è fuori pericolo&#8221;<br />
Fu infatti il <strong>Ministro Prestigiacomo</strong> che nel mare mediatico che i stava sollevando intorno alle navi dei veleni, prima che esso assumesse dimensioni burrascose, decise di aprire un’indagine diretta ad espletare alcune verifiche che, però, in moltissimi, ritennero strumentali e insoddisfacenti. Il relitto in questione è quello al largo di Cetraro in provincia di Cosenza. Per l’indagine del Ministero il relitto individuato dalle ispezioni ministeriali non corrispondeva alle descrizioni del mercantile <strong>Cunski</strong> che si credeva trasportasse materiali velenosi e fosse stato affondato lì dalle ecoMafie.<br />
&#8220;Le rilevazioni degli ispettori non ci dicono cosa ci sia dentro quella nave al largo delle coste calabresi, ma non ci chiariscono se vi siano altri relitti in zona. E noi sappiamo che ve ne sono a decine. Almeno 50. Forse ci saranno pure antichi galeoni pieni di tesori – <strong>ironizza Giuseppe Baldessarro</strong> – ma tra questi, fino a prova contraria, potrebbero esserci le Navi della dei Veleni”.</p>
<p>Di fatto una prima presa di coscienza sulla problematica delle navi dei veleni ha iniziato a fare luce su dati molto allarmanti dovuti alle indagini relative ai cittadini deceduti per tumori che potrebbero essere messi in relazione con le conseguenze di un simile disatro.</p>
<p><strong>FABIO GALLO: Il moderatore<br />
</strong>Grazie all’intervento dei cittadini presenti il moderatore <strong>Fabio Gallo</strong> <strong>ha avuto l’opportunità di ricordare che la mafia, prima che l’appartenenza ad un clan, è una condizione, uno status cui si aderisce, che si sceglie come forma di cultura e appartenenza</strong>. Una condizione che una volta accettata, genera la negazione della libertà e dei diritti altrui.<br />
In tal senso <strong>Fabio Gallo</strong> ha distinto l’opera degli esecutori materiali da quella di coloro i quali decidono chi deve morire; allo stesso tempo a evidenziato i paradossi nell&#8217;opera di <strong>chi utilizza l’abito della Giustizia per mascherare interessi personali e mafiosi</strong>, sino all’opera di chi non fa nulla per evitare che altri soccombano, come nel caso dell&#8217;<strong>Istituto religioso Papa Giovanni XXII di Serra d&#8217;Aiello</strong> ove sono <strong>scomparse ben 12 persone ammalate</strong> e centinaia sono stati seviziati, per evidenziare che, purtroppo, nessuno sfugge alla tentazione del male e del tutto subito, neanche i religiosi. Per Fabio Gallo tutti essi sono egualmente MAFIA. Per questo, ha chiaramente detto il moderatore, per comprendere il lavoro di questi coraggiosi Giornalisti che lavorano in prima linea, bisogna scegliere da quale parte stare. E&#8217; grazie a questi giornalisti che stiamo crescendo nella verità.<br />
<strong>Fare Cultura in Calabria.<br />
</strong>Fare Cultura è fare Società parlando delle cose della vita degli uomini. Fare cultura è dare voce al Teatro che narra la storia dell&#8217;Uomo con le sue vicende la propria natura, i suoi sogni, le sue contraddizioni, i suoi drammi. Ma fare cultura è anche dare voce alle Associazioni, alle Fondazioni, agli Artisti, agli Artigiani, alle Tradizioni.  Fare cultura è anche aiutare le nuove generazioni a comprendere per quale motivo noi tutti siamo qui, su questo meraviglioso pianeta che dallo spazio si vede di colore celeste e anche quanto è costata ai nostri padri la chiave della nostra attuale esistenza.<br />
<strong>Fare cultura è fare luce</strong> e, per questo, un Paese che smette di dare vita e risorse alla Cultura, induce i suoi figli al buio, ove tutto è possibile.<br />
Una Società che fa Cultura ama la sua storia, tutela i suoi Beni Culturali, la Memoria, i Diritti dell&#8217;Uomo, tutela l&#8217;Ambiente.<br />
Ma se nel nostro presente uno di questi fondamenti è trascurato allora significa che noi non siamo capaci di lavorare sul grande progetto del futuro.<br />
l&#8217;Ambiente è uno dei colori più belli e significativi con cui ci è concesso di disegnare il futuro dell&#8217;Uomo.</p>
<p><strong>Uniamo al nostro il contributo quello di GIAN LUCA ORSINI da Peace Reporter su “Avvelenati”<br />
</strong>Ma che ce ne fotte a noi del mare! &#8220;Cumpari, ma se seminiamo tutta ssa merda in mare lo roviniamo!&#8221; &#8220;Ma che me ne fotte del mare! Coi soldi che ci danno pi st&#8217;operazione, il mare ce lo andiamo a trovare ai Tropici!&#8221;.  Questo è pressappoco il succo della conversazione che Natale Iamonte, boss di Melito Porto Salvo, ha sul telefonino intercettato con un affiliato del suo clan; commentano l&#8217;affondamento della ‘Rigel&#8217; della società maltese May Fair Shipping, sottonoleggiata a un broker scandinavo, che a sua volta aveva affittato la nave a un terzo broker e così via. Nel settembre 1997 caricano di candelotti il mercantile e lo affondano al largo di Capo Spartivento; uno degli angoli più suggestivi di Calabria, non lontano da dove le tartarughe Caretta Caretta si adagiano a nidificare in luglio, una tra le poche spiagge del Mediterraneo a poter assistere a questo rituale di vita, contaminata dalla morte. Morte dai carichi radioattivi, che venivano procurati dall&#8217;ingegnere-faccendiere Giorgio Comerio, padanissimo e immischiato anche nella vicenda di traffico di rifiuti nucleari verso le coste desolate somale, conclusosi con l&#8217;assassinio della giornalista Rai Ilaria Alpi e del tecnico Hrovatin. Solo uno, dei tanti casi che troverete in questo accurato racconto del primo martirio da scorie di un popolo intero, descritto in ogni suo risvolto: rifiuti tossici, scorie nucleari, materiali radioattivi, &#8220;che continuano a sparire in Italia &#8211; conclude Baldessarro &#8211; per andare dove non si sa. Forse i politici dovrebbero cercare di capirlo e spiegarlo &#8221;</p>
<p>Gli autori Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro sono delle mosche bianche nel panorama dell&#8217;informazione italiana del Duemila: hanno un&#8217;abitudine un po&#8217; demodé. Si sono fatti strada nel lavoro contando solo sul loro impegno e preparazione e senza santi in Paradiso. Ora ‘coprono&#8217; quella disgraziata regione per il maggiore network televisivo mondiale &#8211; lei- e per il maggiore quotidiano italiano &#8211; lui.<br />
Baldessarro è stato premiato come “Cronista dell&#8217;anno” per “aver descritto nelle sue cronache la nuova mafia, più ricca e potente del mondo&#8221;. Il riconoscimento intitolato a “Pippo Fava” gli è stato consegnato a Roseto degli Abruzzi.<br />
Chi legge questo libro non avrà risposte. Non leggerà tirate retoriche. Verrà posto di fronte a dei dubbi, a delle domande e sarà costretto a interrogarsi sul nostro Paese. Altra cosa fuori moda di questi tempi: vi chiederete, se deciderete di leggerlo, che Governo è quello che lascia che nella Valle del fiume Oliva in Calabria depositi di scorie nucleari, accertati da diversi rilevamenti e da carotaggi del terreno sulle sponde, senza che siano rimossi in un territorio che potrebbe essere un eden naturale, boschivo e senza industrie, dove ci sono cluster tumorali con incidenze maggiori che nella Seveso e nella Brianza del disastro della Diossina, negli anni &#8217;70. E questo Governo da sei mesi, quando furono scoperti i livelli degli isotopi radioattivi, anormali, non ha fatto nulla. Non un intervento, non una task force per rimuovere immediatamente i veleni che stanno facendo morire come mosche i calabresi. In questi tempi di Lega, ci sono terroni ancora più terroni degli altri terroni. Cosa importa se vivono tra la spazzatura nucleare?</p>
<p><strong>MANUELA IATI&#8217;<br />
</strong>Manuela Iatì vive e lavora a Reggio Calabria.<br />
Giornalista professionista, dal 2006 è corrispondente di Sky TG24 per la Calabria.<br />
Collabora con quotidiani e riviste regionali, è autrice di campagne di comunicazione sociale e cura le pubbliche relazioni e la comunicazione per enti e associazioni.<br />
È direttrice responsabile di magazine di settore.<br />
Per la sua attività nel giornalismo e la comunicazione, nel 2009 le è stato assegnato il Premio Internazionale Calabresi nel Mondo dall’Associazione internazionale Calabresi nel Mondo.</p>
<p><strong>GIUSEPPE BALDASSARRE<br />
</strong>Giuseppe Baldessarro vive e lavora a Reggio Calabria.<br />
Giornalista professionista, è redattore a il Quotidiano della Calabria, per il quale si è occupato a lungo di politica.<br />
Attualmente è cronista di giudiziaria. Dal 2005 scrive anche per la Repubblica.<br />
È stato consulente giornalistico per programmi come Pane e politica, W l’Italia in diretta e Presa idiretta di Riccardo Iacona, su Rai Tre, e Malpelo di Alessandro Sortino, su La7.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/01/avvelenati-di-manuela-iati-e-giuseppe-baldessarro-a-san-giovanni-in-fiore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A San Giovanni in Fiore il seme di un nuovo mondo</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2010/12/773/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2010/12/773/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 11:35:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicare Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Forum Nazionale dei Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Iaquinta]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Nazionale della Sila]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni in Fiore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=773</guid>

					<description><![CDATA[E&#8217; Giovanni Iaquinta l&#8217;Assessore alla cultura del Comune di San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza che ci annuncia l&#8217;ultimo appuntamento del percorso preparatorio, che porterà alla nascita del Forum permanente sulle Politiche Giovanili, che confluirà – dopo la ratifica in Consiglio comunale – nel Forum Nazionale dei Giovani, riconosciuto giuridicamente dal Parlamento Italiano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_774" aria-describedby="caption-attachment-774" style="width: 480px" class="wp-caption alignleft"><a rel="attachment wp-att-774" href="https://ilparlamentare.it/2010/12/22/773/giovanni-iaquinta/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-774" title="Giovanni-Iaquinta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni-Iaquinta.jpg" alt="" width="480" height="270" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni-Iaquinta.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni-Iaquinta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni-Iaquinta-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni-Iaquinta-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giovanni-Iaquinta-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><figcaption id="caption-attachment-774" class="wp-caption-text">Giovanni-Iaquinta</figcaption></figure>
<p>E&#8217; <strong>Giovanni Iaquinta l&#8217;Assessore alla cultura del Comune di San Giovanni in Fiore</strong> in provincia di <strong>Cosenza</strong> che ci annuncia l&#8217;ultimo appuntamento del percorso preparatorio, che porterà alla nascita del <strong>Forum permanente sulle Politiche Giovanili</strong>, che confluirà – dopo la ratifica in Consiglio comunale – nel <strong>Forum Nazionale dei Giovani</strong>, riconosciuto giuridicamente dal <strong>Parlamento Italiano</strong>.</p>
<p>L&#8217;incontro si terrà giovedì 23, alle ore 19,00, presso il Salone dell&#8217;Assessorato (Palazzo De Marco).</p>
<p>Si tratta di un <strong>vero Evento a favore dei Giovani</strong> di un territorio straordinario in termini culturali, paesaggistico ambientali, cuore del <strong>Parco Nazionale della Sila</strong>, ancora quasi per nulla utilizzato per sviluppare nuove economie.</p>
<p>“<strong>Diventerà uno strumento assai importante</strong>, <strong>prerogativa esclusiva dei giovani della nostra cit</strong>tà &#8211; ci comunica l&#8217;Assessore alla Cultura <strong>Gianni Iaquinta</strong> &#8211; quelli che hanno dignità e talento da vendere, quelli che vogliono costruirsi il futuro da soli, senza mai rinunciare alla libertà, la cosa più bella e preziosa nella vita. <strong>Giovani vincenti, protagonisti del Terzo millennio</strong>; giovani forti che <strong>meritano una Calabria diversa</strong> e vogliono costruirla insieme in una logica di reciprocità e di accoglienza, di esaltazione della cultura della prossimità, contro i luoghi comuni che associano la nostra terra alle statue di sale, ai sepolcri imbiancati provinciali e mediocri. Le condizioni ci sono tutte, <strong>bisogna tentare di fare il salto di qualità</strong>”.</p>
<p>In dicotomia con una politica stagnante e priva di novità concrete che aprano a prospettive serie e oneste con i giovani della Calabria<strong> sorge con la proposta culturale di Giovanni Iaquinta un autentico raggio di sole</strong> <strong>progettuale</strong> perchè a rendersene promotore è <strong>un&#8217;Assessore giovane tra i giovani , colto</strong> per davvero e che in tanti vedono come un simbolo dell&#8217;altra Calabria: quella lavoratrice, ospitale, intelligente e appassionata di cultura e di saperi. Per questo motivo <strong>ComunicareITALIA</strong> ha deciso di sostenere e seguire gli sviluppi di questo cammino che muove i primi passi non come i gamberi che è vero che si muovono ma all&#8217;indietro, bensì come Persone coerenti e coraggiose che sanno premiare il dono dell&#8217;esistenza con l&#8217;opera concreta del lavoro nel rispetto di se stessi e del prossimo.</p>
<p>Complimenti a Giovanni Iaquinta e ai Giovani di San Giovanni in Fiore</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2010/12/773/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
