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	<title>Giorgio Napolitano &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Silvio Berlusconi e Forza Italia vittime di un Complotto. Il caso in Parlamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2016 19:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Benyamin Netanyahu]]></category>
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					<description><![CDATA[La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per fare luce sul caso relativo alle intercettazione di conversazioni telefoniche, ai danni di Silvio Berlusconi nell&#8217;anno 2011, da parte dello Special Collection Service (Scs), unità speciale dell&#8217;Nsa. Il fascicolo, aperto con l&#8217;intestazione &#8220;atti relativi a&#8221;, ossia senza ipotesi di reato né indagati, contiene anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10351" aria-describedby="caption-attachment-10351" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-26.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-10351" alt="Silvio Berlusconi " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-26.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-26.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-26-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-26-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10351" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo per fare luce sul caso relativo alle intercettazione di conversazioni telefoniche,<strong> ai danni di Silvio Berlusconi</strong> nell&#8217;anno 2011, da parte dello <strong>Special Collection Service</strong> (Scs), unità speciale dell&#8217;<strong>Nsa</strong>. Il fascicolo, aperto con l&#8217;intestazione <strong>&#8220;atti relativi a&#8221;</strong>, ossia senza ipotesi di reato né indagati, contiene anche una serie di articoli dedicati ai fatti di spionaggio dalla stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scandalo deriva da una serie di documenti inediti inseriti nel circuito della stampa dall&#8217;organizzazione che fa capo a <strong>Julian Assange</strong>, secondo i quali la Nsa avrebbe <strong>intercettato le telefonate</strong> dell&#8217;allora premier e quelle dei suoi collaboratori principali a Palazzo Chigi, tra cui anche conversazioni dirette con leader stranieri come <strong>Benyamin Netanyahu</strong>.</p>
<figure id="attachment_10352" aria-describedby="caption-attachment-10352" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-usa.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10352" alt="NSA - Servizi d'Intelligence Americani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-usa.jpg" width="800" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-usa.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-usa-300x150.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-usa-480x240.jpg 480w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10352" class="wp-caption-text">NSA &#8211; Servizi d&#8217;Intelligence Americani</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E c&#8217;è anche un report su un incontro tra Berlusconi, il presidente francese <strong>Nicolas Sarkozy</strong> e la cancelliera tedesca <strong>Angela Merkel</strong> nel quale<strong> Sarkozy</strong> avrebbe sollecitato il premier italiano a &#8220;prendere delle decisioni&#8221; perchè le istituzioni finanziarie italiane rischiavano di &#8220;saltare in aria&#8221;. L&#8217;incontro è del 22 ottobre 2011. Meno di un mese dopo, Berlusconi si dimise sotto la pressione di uno spread arrivato alle stelle, aprendo le porte di Palazzo Chigi a Mario Monti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scandalo è sbarcato oggi in parlamento. Forza Italia ha presentato un&#8217;interrogazione per cercare di far luce sull&#8217;ultimo tassello del <strong>complotto ordito</strong> dall&#8217;allora capo dello Stato</p>
<p style="text-align: justify;"> per far dimettere il Cavaliere.</p>
<figure id="attachment_10354" aria-describedby="caption-attachment-10354" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10354" alt="NSA - Servizi d'Intelligence Americani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-2.jpg" width="800" height="485" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-2.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-2-300x181.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-2-445x270.jpg 445w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10354" class="wp-caption-text">NSA &#8211; Servizi d&#8217;Intelligence Americani</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE DICHIARAZIONE DI RENATO BRUNETTA</strong><br />
&#8220;La clamorosa e inaccettabile vicenda delle intercettazioni americane a danno di Berlusconi conferma una volta di più quanto sia stata grave, intollerabile e criminale la pressione internazionale sul governo di centrodestra. Ci fu un complotto, lo abbiamo detto e lo ribadiamo, in Europa e evidentemente anche con complicità d&#8217;oltreoceano. Pretendiamo tutta la verità e che si difenda la dignità nazionale senza esitazioni nè ipocrisia. È sconcertante che di fronte a fatti di questo tipo FI sia ancora esclusa dal <strong>Copasir</strong>.<strong><br />
La colpa di Grasso, di Boldrini, dei partiti e del governo a questo riguardo è gravissima.</strong> Lo diciamo chiaramente a Renzi, Minniti e a tutti coloro che ci vogliono tenere fuori dal Copasir perché vogliono coprire verità scabrose e tutelare vicende tutt&#8217;altro che trasparenti. Dalle intercettazioni ai danni di Berlusconi allo scandalo Carrai: è tutta una vergogna su cui esigiamo verità e trasparenza&#8221;.</p>
<figure id="attachment_10355" aria-describedby="caption-attachment-10355" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-usa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10355" alt="NSA - Servizi d'Intelligence Americani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-usa.jpg" width="800" height="419" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-usa.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-usa-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nsa-intelligence-usa-480x251.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10355" class="wp-caption-text">NSA &#8211; Servizi d&#8217;Intelligence Americani</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE DICHIARAZIONI DEL CAPO GRUPPO AL SENATO PAOLO ROMANI </strong><br />
&#8220;Mi sembra un fatto gravissimo quello che è accaduto. È grave che Nsa si sia presa la libertà di intercettare sul territorio italiano al massimo livello e di questo non ha minimamente informato il Governo italiano che, a fronte di alcune nostre interrogazioni, ha sempre detto che si trattava di fatti non veri. Ora mi sembra obbligatorio che l’Esecutivo dia una risposta chiara. D’altra parte &#8211; prosegue Romani &#8211; quello che è accaduto in Germania non fa che avvalorare ciò che aveva anticipato Assange. C’è anche da tener conto che spesso nel passato, per i teatri di guerra, i cosiddetti ’five eyes’ (cioè America, Gran Bretagna, Canada, Nuova Zelanda e Australia, e cioè i paesi di lingua anglosassone) avevano una condivisione di informazioni nella lotta al terrorismo mai condivisa con gli alleati, anche con paesi come l’Italia che comunque partecipava ad azioni di guerra. Avevano un sistema di intelligence mondiale in cui alcuni paesi avevano un ruolo molto più avanzato e legale rispetto anche a paesi amici. Ora quindi vale la pena di fare chiarezza. Noi non ci aspettiamo una rispostina del tipo ’sì sapevamo ma non è così gravè perchè un sistema così complesso merita una risposta molto chiara&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">LE DICHIARAZIONI DI MAURIZIO GASPARRI<br />
Per il Senatore Maurizio Gasparri questa è la prova provata del complotto ai danni di Forza Italia e di Silvio Berlusconi.</p>
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		<title>Il messaggio del Capo dello Stato agli italiani: ciascuno faccia la sua parte al meglio</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/01/il-messaggio-del-capo-dello-stato-agli-italiani-ciascuno-faccia-la-sua-parte-al-meglio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2015 13:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[discorso a italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, Ufficio Stampa del Quirinale/ &#8220;Il messaggio augurale di fine d&#8217;anno che ormai dal 2006 rivolgo a tutti gli italiani, presenterà questa volta qualche tratto speciale e un po&#8217; diverso rispetto al passato. Innanzitutto perché le mie riflessioni avranno per destinatario anche chi presto mi succederà nelle funzioni di Presidente della Repubblica&#8221;. Così il Capo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8668" aria-describedby="caption-attachment-8668" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano7.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8668 " alt="giorgio-napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano7.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano7.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano7-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano7-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8668" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Roma, Ufficio Stampa del Quirinale/</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il messaggio augurale di fine d&#8217;anno che ormai dal 2006 rivolgo a tutti gli italiani, presenterà questa volta qualche tratto speciale e un po&#8217; diverso rispetto al passato. Innanzitutto perché le mie riflessioni avranno per destinatario anche chi presto mi succederà nelle funzioni di Presidente della Repubblica&#8221;. Così il Capo dello Stato nel tradizionale messaggio di fine anno agli italiani. &#8220;Funzioni che sto per lasciare, &#8211; ha continuato il Presidente Napolitano &#8211; rassegnando le dimissioni: ipotesi che la Costituzione prevede espressamente&#8221;.<br />
&#8220;E desidero dirvi subito che a ciò mi spinge l&#8217;avere negli ultimi tempi toccato con mano come l&#8217;età da me raggiunta porti con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell&#8217;esercizio dei compiti istituzionali, complessi e altamente impegnativi, nonché del ruolo di rappresentanza internazionale, affidati dai Padri Costituenti al Capo dello Stato.<br />
A quanti auspicano &#8211; anche per fiducia e affetto nei miei confronti &#8211; che continui nel mio impegno, come largamente richiestomi nell&#8217;aprile 2013, dico semplicemente che ho il dovere di non sottovalutare i segni dell&#8217;affaticamento e le incognite che essi racchiudono, e dunque di non esitare a trarne le conseguenze. Ritengo di non poter oltre ricoprire la carica cui fui chiamato, per la prima volta nel maggio del 2006, dal Parlamento in seduta comune. Secondo l&#8217;opinione largamente prevalente tra gli studiosi, si tratta di una valutazione e di una decisione per loro natura personali, costituzionalmente rimesse al solo Presidente, e tali da non condizionare in alcun modo governo e Parlamento nelle scelte che hanno dinanzi né subendone alcun condizionamento.<br />
Penso che questi semplici chiarimenti possano costituire una buona premessa perché Parlamento e forze politiche si preparino serenamente alla prova dell&#8217;elezione del nuovo Capo dello Stato. Sarà quella una prova di maturità e responsabilità nell&#8217;interesse del paese, anche in quanto è destinata a chiudere la parentesi di un&#8217;eccezionalità costituzionale.<br />
Personalmente resto convinto che la disponibilità richiestami e offerta nell&#8217;aprile 2013, in un momento di grave sbandamento e difficoltà post-elettorale, sia risultata un passaggio determinante per dare un governo all&#8217;Italia, rendere possibile l&#8217;avvio della nuova legislatura e favorire un confronto più costruttivo tra opposti schieramenti politici. Ma è positivo che ora si torni, per un aspetto così rilevante, alla normalità costituzionale, ovvero alla regolarità dei tempi di vita delle istituzioni, compresa la Presidenza della Repubblica.<br />
L&#8217;aver tenuto in piedi la legislatura apertasi con le elezioni di quasi due anni fa, è stato di per sé un risultato importante : si sono superati momenti di acuta tensione, imprevisti, alti e bassi nelle vicende di maggioranza e di governo ; si è in sostanza evitato di confermare quell&#8217;immagine di un&#8217;Italia instabile che tanto ci penalizza, e si è messo in moto, nonostante la rottura del febbraio scorso, l&#8217;annunciato, indispensabile processo di cambiamento.<br />
Un anno fa, nel messaggio del 31 dicembre, avevo detto : &#8220;Spero di poter vedere nel 2014 almeno iniziata un&#8217;incisiva riforma delle istituzioni repubblicane&#8221;. Ebbene, è innegabile che quell&#8217;auspicio si sia realizzato. E il percorso va, senza battute d&#8217;arresto, portato a piena conclusione. Non occorre che io ripeta &#8211; l&#8217;ho fatto ancora di recente in altra pubblica occasione &#8211; le ragioni dell&#8217;importanza della riforma del Parlamento, e innanzitutto del superamento del bicameralismo paritario, nonché della revisione del rapporto tra Stato e Regioni.<br />
Ma sul necessario più vasto programma di riforme &#8211; istituzionali e socio-economiche &#8211; messo in cantiere dal governo, sulle difficoltà politiche che ne insidiano l&#8217;attuazione, sulle possibilità di dialogo e chiarimento con forze esterne alla maggioranza di governo &#8211; anche, s&#8217;intende, e in via prioritaria, per il varo di una nuova legge elettorale &#8211; non torno ora avendovi già dedicato largamente il mio intervento, due settimane fa, all&#8217;incontro di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile. Vorrei piuttosto ragionare con voi su come stiamo vivendo questo momento in quanto generalità dei cittadini, uniti dall&#8217;essere italiani.<br />
Credo sia diffuso e dominante l&#8217;assillo per le condizioni della nostra economia, per l&#8217;arretramento dell&#8217;attività produttiva e dei consumi, per il calo del reddito nazionale e del reddito delle famiglie, per l&#8217;emergere di gravi fenomeni di degrado ambientale, e soprattutto &#8211; questione chiave &#8211; per il dilagare della disoccupazione giovanile e per la perdita di posti di lavoro. Dalla crisi mondiale in cui siamo precipitati almeno dal 2009, nemmeno nell&#8217;anno che oggi si chiude siamo riusciti a risollevarci. Parlo dell&#8217;Europa e in particolare dell&#8217;Italia.<br />
Gli Stati Uniti, da cui partì &#8211; anche per errate scelte politiche &#8211; la crisi finanziaria, conoscono un&#8217;impennata della ripresa già avviata e guardano all&#8217;Europa per uno sforzo corrispondente, benché in condizioni assai diverse. In effetti, l&#8217;Italia ha colto l&#8217;opportunità del semestre di presidenza del Consiglio per sollecitare un cambiamento nelle politiche dell&#8217;Unione che accordi la priorità a un rilancio solidale delle nostre economie. Tra breve il Presidente del Consiglio Renzi tirerà le somme dell&#8217;azione critica e propositiva svolta a Bruxelles. Nulla di più velleitario e pericoloso può invece esservi di certi appelli al ritorno alle monete nazionali attraverso la disintegrazione dell&#8217;Euro e di ogni comune politica anti-crisi.<br />
Tutti gli interventi pubblici messi in atto in Italia negli ultimi anni stentano a produrre effetti decisivi, che allevino il peso delle ristrettezze e delle nuove povertà per un così gran numero di famiglie e si traducano in prospettive di occupazione per masse di giovani tenuti fuori o ai margini del mercato del lavoro.<br />
Guardando ai tratti più negativi di questo quadro, e vedendo come esso si leghi a debolezze e distorsioni antiche della nostra struttura economico-sociale e del nostro Stato, si può essere presi da un senso di sgomento al pensiero dei cambiamenti che sarebbero necessari per aprirci un futuro migliore, e si può cedere al tempo stesso alla sfiducia nella politica, bollandola in modo indiscriminato come inadeguata, inetta, degenerata in particolarismi di potere e di privilegio.<br />
Non può, non deve essere questo l&#8217;atteggiamento diffuso nella nostra comunità nazionale. Occorre ritrovare le fonti della coesione, della forza, della volontà collettiva che ci hanno permesso di superare le prove più dure in vista della formazione del nostro Stato nazionale unitario e poi del superamento delle sue crisi più acute e drammatiche. Il Centocinquantenario dell&#8217;Unità si è perciò potuto celebrare &#8211; non dimentichiamolo &#8211; con orgoglio e fiducia, pur nella coscienza critica dei tanti problemi rimasti irrisolti e delle nuove sfide con cui fare i conti.<br />
Un recupero di ragionata fiducia in noi stessi, una lucida percezione del valore dell&#8217;unità nazionale, sono le condizioni essenziali per far rinascere la politica nella sua accezione più alta, per rendere vincente quell&#8217;impegno molteplice e di lunga lena che i cambiamenti necessari all&#8217;Italia chiaramente richiedono.<br />
Ho fatto del mio meglio in questi lunghi e travagliati anni della mia Presidenza per rappresentare e rafforzare l&#8217;unità nazionale, per sanare le ferite che aveva subito, per ridarle l&#8217;evidenza che aveva perduto : se vi sia in qualche modo riuscito, toccherà dirlo a quanti vorranno con obbiettività e insieme con spirito critico analizzare il mio operato.<br />
Di strada comunque ne abbiamo percorsa, nella direzione che indicai in Parlamento dopo aver giurato da Presidente il 15 maggio 2006 : &#8220;il reciproco riconoscimento, rispetto e ascolto tra gli opposti schieramenti, il confrontarsi con dignità nelle assemblee elettive, l&#8217;individuare i temi di necessaria convergenza nell&#8217;interesse generale&#8221; non contrastano con la democrazia dell&#8217;alternanza, ma ne definiscono il più maturo e costruttivo modo di essere in sintonia con l&#8217;imperativo dell&#8217;unità nazionale. Si, in questa direzione, anche se tra alti e bassi, si sta andando avanti. Ed è il solo modo di garantire all&#8217;Italia stabilità politica e continuità istituzionale, e di affrontare su larghe basi unitarie le più gravi patologie di cui il nostro paese soffre.<br />
A cominciare da quella della criminalità organizzata e dell&#8217;economia criminale ; e da quella di una corruzione capace di insinuarsi in ogni piega della realtà sociale e istituzionale, trovando sodali e complici in alto : gli inquirenti romani stanno appunto svelando una rete di rapporti tra &#8220;mondo di sotto&#8221; e &#8220;mondo di sopra&#8221;. Sì, dobbiamo bonificare il sottosuolo marcio e corrosivo della nostra società. E bisogna farlo insieme, società civile, Stato, forze politiche senza eccezione alcuna. Solo riacquisendo intangibili valori morali la politica potrà riguadagnare e vedere riconosciuta la sua funzione decisiva.<br />
Valori morali, valori di cultura e di solidarietà. Non lasciamo occupare lo spazio dell&#8217;attenzione pubblica solo a italiani indegni. Rendiamo omaggio a italiani esemplari. Come la brillante scienziata, Fabiola Gianotti, eletta all&#8217;unanimità direttore generale del Centro europeo per la Ricerca Nucleare a Ginevra. O come l&#8217;astronauta Samantha Cristoforetti che ci parla semplicemente, con modestia e professionalità, della ricerca scientifica in corso nello spazio.<br />
Siamo orgogliosi di questi italiani campioni di cultura e di solidarietà. Come Fabrizio, il medico di Emergency accorso in Sierra Leone per curare i colpiti dal virus Ebola anche a costo di esserne contagiato e rischiare la vita. O come Serena Petriucciolo , ufficiale medico della Marina che sulla nave Etna ha aiutato &#8211; nella notte di Natale &#8211; una profuga nigeriana a dare alla luce la sua bimba. E che dire della perizia e generosità di cui gli italiani lanciatisi a soccorrere i passeggeri del traghetto in fiamme sulla rotta tra la Grecia e l&#8217;Italia hanno dato prova?<br />
Ho voluto fare almeno questi pochi richiami al valore delle risorse umane di cui ci mostriamo dotati e di cui ci si dà atto internazionalmente ; potendo citare molti altri esempi individuali, che peraltro rinviano all&#8217;eccellenza dei nostri centri in cui i singoli si sono formati. Così come rinviano al magnifico impegno sia delle forze dello Stato sia del volontariato sui fronti di tutte le emergenze. Dalla constatazione delle qualità del nostro capitale umano può venire e diffondersi un&#8217;accresciuta consapevolezza della nostra identità e della nostra missione nazionale.<br />
Una missione da esprimere anche in un atteggiamento più assertivo e in una funzione più attiva in seno alla comunità internazionale. Il canale principale per assolvere questa funzione è naturalmente dato dal concerto europeo, nel quale all&#8217;Italia è toccata la guida della politica estera e di sicurezza comune europea e la responsabilità operativa del Servizio esterno di azione europea. E il contesto internazionale in cui muoverci è critico e problematico come mai negli ultimi due decenni. Ne vengono per l&#8217;Italia e per l&#8217;Unione europea impegni di riflessione ed analisi, e soprattutto di proposta e di azione, non solo diplomatica, rispetto ai quali non ci si può tirare indietro. Il rischio di cadere in quell&#8217;indifferenza globale che Papa Francesco denuncia con tanto vigore è dietro l&#8217;angolo, anche da noi.<br />
A quel rischio deve opporsi una sensibilità sempre più diffusa per le conquiste e i valori di pace e di civiltà oggi in così grave pericolo. La crescita economica, l&#8217;avanzamento sociale e civile, il benessere popolare che hanno caratterizzato e accompagnato l&#8217;integrazione europea, hanno avuto come premessa e base fondamentale lo stabilirsi di uno spirito di pace e di unità tra i nostri popoli. Ebbene, questo storico progresso è sotto attacco per l&#8217;emergere di inauditi fenomeni e disegni di destabilizzazione, di fanatismo e di imbarbarimento, fino alla selvaggia persecuzione dei cristiani. Dal disegno di uno o più Stati islamici integralisti da imporre con la forza sulle rovine dell&#8217;Iraq, della Siria, della Libia ; al moltiplicarsi o acuirsi di conflitti in Africa, in Medio Oriente, nella regione che dovrebbe essere ponte tra la Russia e l&#8217;Europa : di questo quadro allarmante l&#8217;Italia, gli italiani devono mostrarsi fattore cosciente e attivo di contrasto. Ci dà forza la parola, il magistero del Pontefice che per la Giornata Mondiale della Pace si fa portatore di un messaggio supremo di fraternità, e ci richiama alla durissima realtà dei &#8220;molteplici volti della schiavitù&#8221; nel mondo d&#8217;oggi.<br />
Farci, ciascuno di noi, partecipi di un sentimento di solidarietà e di un impegno globale &#8211; sconfiggendo l&#8217;insidia dell&#8217;indifferenza &#8211; per fermare queste regressioni e degenerazioni, è un comandamento morale ineludibile. E forse, facendoci lucidamente carico di quanto sta sconvolgendo il mondo, potremo collocare nella loro dimensione effettiva i nostri problemi e conflitti interni, di carattere politico e sociale ; potremo superare l&#8217;orizzonte limitato, ristretto in cui rischiamo di chiuderci.<br />
Ho così concluso l&#8217;appello che questa sera ho voluto indirizzare, più che ai miei naturali interlocutori istituzionali, a ciascuno di voi come persone, come cittadini, attivi nella società e nelle sue molteplici formazioni civili. Perché da ciascuno di voi può venire un impulso importante per il rilancio e un nuovo futuro dell&#8217;Italia. Lo dimostrano quei giovani che non restano inerti &#8211; dopo aver completato il loro ciclo di studi &#8211; nella condizione ingrata di senza lavoro, ma prendono iniziative, si associano in piccoli gruppi professionali per fare innovazione, creare, aprirsi una strada.<br />
Dal modo in cui tutti reagiamo alla crisi e alle difficoltà con cui l&#8217;Italia è alle prese, nasceranno le nuove prospettive di sviluppo su cui puntiamo, su cui dobbiamo puntare &#8220;dall&#8217;alto e dal basso&#8221;. Il cammino del nostro paese in Europa, lo stesso cammino della politica in Italia lo determineremo tutti noi, e quindi ciascuno di noi, con i suoi comportamenti, le sue prese di coscienza, le sue scelte. Più si diffonderanno senso di responsabilità e senso del dovere, senso della legge e senso della Costituzione, in sostanza senso della Nazione, più si potrà creare quel clima di consapevolezza e mobilitazione collettiva che animò la ricostruzione post-bellica e che rese possibile, senza soluzione di continuità, la grande trasformazione del paese per più di un decennio.<br />
Mettiamocela dunque tutta, con passione, combattività e spirito di sacrificio. Ciascuno faccia la sua parte al meglio. Io stesso ci proverò, nei limiti delle mie forze e dei miei nuovi doveri, una volta concluso il mio servizio alla Presidenza della Repubblica, dopo essermi impegnato per contribuire al massimo di continuità e operosità costituzionale durante il semestre di presidenza italiana del Consiglio dell&#8217;Unione Europea. Resterò vicino al cimento e agli sforzi dell&#8217;Italia e degli italiani, con infinita gratitudine per quel che ho ricevuto in questi quasi nove anni non soltanto di riconoscimenti legati al mio ruolo, non soltanto di straordinarie occasioni di allargamento delle mie esperienze, anche internazionali, ma per quel che ho ricevuto soprattutto di espressioni di generosa fiducia e costante sostegno, di personale affetto, direi, da parte di tantissimi italiani che ho incontrato o comunque sentito vicini. Non lo dimenticherò. Grazie ancora. E che il 2015 sia un anno fecondo di risultati positivi per il nostro paese, le nostre famiglie, i nostri ragazzi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Roma, 31 dicembre 2014</p>
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		<title>Presidente Giorgio Napolitano Discorso di Fine Anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 2014 20:45:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il discorso di fine anno e capodanno 2014 del presidente Napolitano al Quirinale che augura all&#8217;Italia un coraggioso nuovo Anno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso di fine anno e capodanno 2014 del presidente Napolitano al Quirinale che augura all&#8217;Italia un coraggioso nuovo Anno</p>
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		<title>Matteo Renzi: Colle? Parlamento reggerà, no a &#8216;Indovina chi&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 14:55:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8630" aria-describedby="caption-attachment-8630" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-giorgionapolita.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8630" alt="Matteo renzi-Giorgio Napolitano-Presidenza della repubblica-quirinale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-giorgionapolita.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-giorgionapolita.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-giorgionapolita-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-giorgionapolita-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8630" class="wp-caption-text">Matteo Renzi e Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Roma, 29 dic. (askanews) &#8211; &#8220;Non sono preoccupato per la tenuta parlamentare, al momento opportuno il nostro Parlamento individuerà un nuovo presidente della Repubblica&#8221;. Lo ha detto il premier Matteo Renzi rispondendo, durante la conferenza stampa di fine anno, a una domanda dei giornalisti sulla scelta del successore di Giorgio Napolitano. &#8220;C&#8217;è un giochino molto divertente che appartiene alla mia infanzia e si chiama &#8220;Indovina chi&#8221; se volete giocare a questo fatelo &#8211; ha detto Renzi ai giornalisti, prendendo le distanze dal toto-Quirinale &#8211; ma io non partecipo perché ci sono altri temi interssanti da affrontare&#8230;&#8221;. Poi Renzi ha tagliato corto: &#8220;La legislatura dura fino al 2018, ci sono i numeri per eleggere il presidente della Repubblica&#8221;</p>
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		<title>Giorgio Napolitano: in carica fino alla fine della presidenza italiana dell&#8217;UE.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 20:15:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[elezione nuovo presidente]]></category>
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					<description><![CDATA[Il totopresidente è iniziato ma il nostro Presidente chiarisce e ciò rassicura gli italiani che vedono nel Presidente Giorgio Napolitano una guida integerrima e un ottimo timoniere, almeno fino a quando sarà lui stesso a decidere il passaggio al nuovo incaricato al Quirinale. Interpellato su voci e congetture rimbalzate sui mezzi di informazione circa la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8434" aria-describedby="caption-attachment-8434" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8434" alt="giogio napolitano- colpo di stato - quirinale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8434" class="wp-caption-text">Il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il totopresidente è iniziato ma il nostro Presidente chiarisce e ciò rassicura gli italiani che vedono nel Presidente Giorgio Napolitano una guida integerrima e un ottimo timoniere, almeno fino a quando sarà lui stesso a decidere il passaggio al nuovo incaricato al Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Interpellato su voci e congetture rimbalzate sui mezzi di informazione circa la durata del mandato del Presidente Napolitano &#8211; dice l&#8217;ANSA &#8211; l&#8217;Ufficio Stampa del Quirinale ha risposto: &#8220;Il 22 luglio scorso il Presidente Napolitano ha affermato: &#8216;Io sono concentrato sull&#8217;oggi: e ho innanzitutto ritenuto opportuno e necessario garantire la continuità ai vertici dello Stato nella fase così impegnativa del semestre italiano di presidenza europea&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Quell&#8217;impegno non è mai stato smentito ed è dunque assolutamente gratuito ipotizzare sue dimissioni prima della conclusione del semestre italiano, al termine del quale il Presidente compirà le sue valutazioni. Si tratta di decisioni, sulle quali egli rifletterà autonomamente, che per propria natura sono e devono essere tenute completamente separate dall&#8217;attività di governo e dall&#8217;esercizio della funzione legislativa. Il Presidente della Repubblica è e continua a essere impegnato in una serie già programmata di incontri e attività istituzionali sul piano interno e internazionale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La felliniana giostra dei ricatti e la Poltrona di velluto rosso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 00:58:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Sul piano strettamente politico, Matteo Renzi aveva (ha) un tallone d’Achille: il suo accordo (del Nazareno) con Silvio Berlusconi. Un’intesa mal digerita all’interno del Pd che, parallelamente, creava (crea) maldipancia anche in FI. La mossa decisiva l’ha fatto Renzi, accordandosi con il M5S per l’elezione di un giudice della Consulta, provocando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8604" aria-describedby="caption-attachment-8604" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-silvioberluscon.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8604" alt="matteo renzi-silvio berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-silvioberluscon.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-silvioberluscon.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-silvioberluscon-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteorenzi-silvioberluscon-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8604" class="wp-caption-text">Matteo Renzi con Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Sul piano strettamente politico, Matteo Renzi aveva (ha) un tallone d’Achille: il suo accordo (del Nazareno) con Silvio Berlusconi. Un’intesa mal digerita all’interno del Pd che, parallelamente, creava (crea) maldipancia anche in FI. La mossa decisiva l’ha fatto Renzi, accordandosi con il M5S per l’elezione di un giudice della Consulta, provocando sconcerto nelle fila del suo partito, ma più grande in quelle berlusconiane. Per rincarare la dose, ha detto, con il suo linguaggio semplificato, che l’accordo “scricchiola” e ha lanciato un ultimatum a Berlusconi sulla legge elettorale per dimostrargli che il patto del Nazareno sulle riforme non è poi così indispensabile come appare. Per non uscire dal gioco, soprattutto per quanto riguarda la scelta del successore di Giorgio Napolitano, Berlusconi è pronto a cedere, anche se ciò gli costerà qualche altra fetta di partito. Ma un po’ di sconcerto emerge anche nelle fila dei grillini, che si vedono privati del primato del ruolo di opposizione “dura e pura” anche perché ne approfitta Matteo Salvini, pronto ad imbarcare elettori pentastellati e forzaitalisti delusi.  Ponendosi <em>super cetera partes</em>, Renzi vuole dimostrare di essere, al tempo stesso, più libero e più forte.</p>
<p style="text-align: justify;">Apro una parentesi: viene il sospetto che aprendo una polemica  con i burocrati europei, e quindi con il presidente della Commissione, Claude Juncker, che Renzi abbia avuto sentore in anticipo delle rivelazioni che poi hanno investito lo stesso Juncker per avere favorito, da premier del Lussemburgo, e nel rispetto delle leggi, le multinazionali ansiose di pagare meno tasse possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi i grandi giornali bene in formati hanno aperto, all’unisono, sulla successione al Quirinale. I più danno per certo che, nel messaggio di fine anno, Napolitano indicherà la data del suo ritiro a vita più tranquilla. <strong>Ma che cosa dirà se vorrà collegare le dimissioni non a una semplice questione di età e di fatica</strong> (a giugno prossimo compirà 90 anni) <strong>ma alle ragioni che lo spinsero ad accettare la rielezione?</strong> Quelle ragioni erano chiare e, se non sono state dimenticate, si riassumevano in una parola: riforma (della Costituzione e della legge elettorale). A tutt’oggi, la sporta è vuota. Ma è difficile che Napolitano chiuderà con un atto d’accusa alle forze politiche che sono venute meno all’impegno che avevano assunto: spalancherebbe le porte di tutte le istituzioni al M5S di Grillo.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge elettorale, che è una legge ordinaria, potrebbe passare in poche settimane. Renzi la vuole anche perché, secondo alcuni, confortato dai sondaggi, vuole tornare alle urne al più presto, e non vuole che si voti con la legge “proporzionale” uscita dalla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha bocciato e modificato il Porcellum. Chi è disposto a concedergli il premio “alla lista”, cioè al Pd? Berlusconi o Grillo? La risposta è sulla scelta del successore di Napolitano, che dovrà essere gradito, oltre che a Renzi, anche a Berlusconi o a Grillo. Impossibile però che possa piacere contemporaneamente a entrambi. Qui è il nodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Eugenio Scalfari, su <em>Repubblica</em>, ha detto la sua con la solita sicurezza:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Napolitano “darà le dimissioni entro la fine dell’anno” anche se il suo desiderio di vedere realizzate le riforme “resta inappagato”</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; “Draghi non ha alcuna intenzione di andare al Quirinale”, ma la situazione economica potrebbe modificare la situazione</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; “Renzi e il suo partito vorranno ora un inquilino del Quirinale che riconosca la primazia del capo del governo” ma questo sarebbe “un ritorno al passato”, all’epoca dell’egemonia democristiana quando i presidenti della Repubblica obbedivano alla Dc (parziali eccezioni: Gronchi e Pertini). Questo perché “il progetto di Renzi è di ritornare alla vecchia Dc nel suo rapporto con il Quirinale”.</p>
<p style="text-align: justify;">È chiaro, nel pensiero di Scalfari, i giudizio negativo sul “progetto” di Renzi: rifare la Dc e mettere ai suoi ordini il Quirinale. Perché significherebbe che <strong>la deriva presidenzialistica Scalfaro-Ciampi-Napolitano verrebbe archiviata</strong>: tutto il potere tornerebbe nelle mani dei partiti e, con la legge elettorale che ha in mente Renzi, nelle mani di “uno solo al comando”.</p>
<p style="text-align: justify;">Com’è logico, ha ripreso spazio il toto-presidente. <strong>In cima alla lista, c’è sempre Giuliano Amato</strong> (lo vorrebbe Napolitano). Draghi, penso, sarebbe d’accordo perché Amato avrebbe poi la forza di incamminarlo verso Palazzo Chigi dopo avere lasciato, per un altro anno o poco più, Renzi alla guida del governo e consentendo così allo stesso Draghi di concludere il mandato alla Bce (novembre 2015). Solo che la Germania vorrebbe riprendersi al più presto il controllo diretto del seggio di Francoforte, destinato a crescere di importanza visto che Juncker risulterà più debole del previsto, e per questo potrebbe vedere bene Draghi al Quirinale tra pochi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente <strong>questa prospettiva non piace a Renzi che vorrebbe al Quirinale un personaggio meno ingombrante</strong>, qualcuno che dovesse principalmente a lui la sua elezione. Anche se c’è sempre il rischio che l’abito faccia il monaco, e cioè che la carica trasformi colui che la ricopre. Poiché Renzi vorrebbe restare alla guida del governo fino al 2023, i conti non tornano. Soprattutto non tornano per coloro che non vogliono vedere i giochi bloccati per così tanto tempo. <strong>La soluzione più accettabile, per Renzi, sarebbe Prodi</strong>, inviso però a Berlusconi, che viceversa accetterebbe Amato.  Quanto al M5S, vorrebbe un presidente di garanzia istituzionale: un eufemismo per dire un Capo dello Stato insensibile ai condizionamenti di Renzi e di Berlusconi, anzi pronto a liberarsi dell’uno e dell’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">“Situazione delicatissima”, dice Scalfari a giusto titolo, ma la cosa è ovvia. Soprattutto se, a Costituzione invariata – e non si vede come possa cambiare in tempi stretti – il Capo dello Stato conserverà gli ampi poteri diretti e quelli discrezionali che la Carta attuale gli consente.  <strong>Una Carta che è, per tutti, una trappola da cui è difficilissimo uscire</strong>. Perciò non valgono gli argomenti giuridici e razionalizzatori, ma solo la forza dei reciproci ricatti. Se qualcuno pensa che, così stando le cose, l’economia possa ripartire o ripartire alla grande, si sbaglia.</p>
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		<title>Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano sarebbe pronto a lasciare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 00:36:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7130" aria-describedby="caption-attachment-7130" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Presidente-della-Repubblica-Italiana-Giorgio-Napolitano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7130" alt="giorgio napolitano-università lateranense-crisi italiana" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Presidente-della-Repubblica-Italiana-Giorgio-Napolitano.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Presidente-della-Repubblica-Italiana-Giorgio-Napolitano.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Presidente-della-Repubblica-Italiana-Giorgio-Napolitano-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Presidente-della-Repubblica-Italiana-Giorgio-Napolitano-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7130" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Roma, 8 nov. (askanews) &#8211; Giorgio Napolitano è pronto a lasciare la presidenza della Repubblica. Con molte probabilità l&#8217;unico capo dello Stato della storia repubblicana eletto terrà il 31 Dicembre l&#8217;ultimo discorso dallo studio al Quirinale, annunciando agli italiani quando si consumerà il preannunciato congedo anticipato da quel Colle da lui abitato con la signora Cleo per nove anni. Per tornare nello studio di palazzo Giustiniani da senatore a vita dove lavorava già quando arrivò la chiamata al Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indiscrezioni di stampa sulla decisione presa dal presidente a causa delle sue condizioni di salute e per una scelta personale e politica che fu preannunciata dal capo dello Stato al momento stesso di accettare il secondo mandato, non ha ricevuto smentite dal Colle più alto. E neppure, a differenza di quanto sempre accaduto con analoghe indiscrezioni in passato, non è stato accompagnato dal solito coro di &#8220;resta con noi&#8221; intonato dal palazzo, consapevole che stavolta l&#8217;annuncio è alle porte.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il presidente ella Repubblica &#8211; si è limitato a commentare il presidente del Senato Pietro Grasso- sono certo che darà, come ha dato, continuerà a dare, il massimo per essere utile al nostro Paese in qualsiasi modo e in qualsiasi funzione&#8221;. &#8220;Napolitano &#8211; ha detto il premier Matteo Renzi- è e resta una garanzia del Paese. Io non mi preoccupo di cosa farà il presidente della Repubblica, cerco di fare bene il mio lavoro di presidente del Consiglio&#8221;. A Napolitano anche Forza Italia, che con Silvio Berlusconi prim&#8217;attore della sua rielezione e primo suo detrattore dopo la mancata grazia motu proprio per la condanna che lo ha portato all&#8217;affidamento ai servizi sociali, è sembrata rendere l&#8217;onore delle armi. &#8220;Deciderà lui &#8211; ha dichiarato Giovanni Toti- e non sarebbe male se restasse ancorfa un pò&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, ha messo in guardia il consigliere di Berlusconi- il &#8220;successore dovrà essere un nome di garanzia e nessuno pensi a forzature a maggioranza&#8221;. Eh già perchè nel palazzo è alla successione al Quirinale che ormai si guarda, partissima a cui sono legate molte altre: dalle riforme alla durata della legislatura. Beppe Grillo lo sa bene. E così oggi, dopo che il vicepresidente M5S della Camera Luigi Di Maio aveva aperto al confronto con il Pd sul nuovo capo dello Stato all&#8217;indomani dell&#8217;elezione insieme della nuova giudice costituzionale e del nuovo consigliere al Csm, il leader pentastellato ha voluto far sapere che la partitissima la vuole giocare anche lui. Perchè quando sarà finito &#8220;il ricatto al Parlamento del Capo dello Stato che decide lui quando dimettersi&#8221; quello che M5S intende fare è &#8220;spezzare il trio lescano Renzi-Napolitano-Berlusconi che governa e affossa il Paese&#8221;.</p>
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		<title>Paolo Gentiloni Ministro degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 22:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[ministero esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Palazzo del Quirinale, ha prestato giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Paolo Gentiloni. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato Donato Marra, e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale Rolando Mosca Moschini. Presente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8443" aria-describedby="caption-attachment-8443" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni-matteo-renzi-giorgio-napolitano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8443" alt="paolo-gentiloni-matteo-renzi-giorgio-napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni-matteo-renzi-giorgio-napolitano.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni-matteo-renzi-giorgio-napolitano.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni-matteo-renzi-giorgio-napolitano-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-gentiloni-matteo-renzi-giorgio-napolitano-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8443" class="wp-caption-text">Giorgio Napolitano con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Al Palazzo del Quirinale, ha prestato giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica, <strong>Giorgio Napolitano</strong>, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, <strong>Paolo Gentiloni</strong>. Erano presenti, in qualità di testimoni, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere di Stato <strong>Donato Marra,</strong> e il Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, Generale <strong>Rolando Mosca Moschini.</strong> Presente il Presidente del Consiglio dei Ministri, <strong>Matteo Renzi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;APPREZZAMENTO DEI SOCIAL<br />
Pochi minuti dopo l’ufficialità della notizia, molti quotidiani online hanno tracciato un profilo politico e biografico del nuovo ministro degli affari Esteri, contribuendo in questo modo a creare la web reputation del personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pezzo di Europa.it, “Chi è Paolo Gentiloni, nuovo Ministro degli Esteri”, in cui si mette nero su bianco il suo essere un renziano della prima ora, è arrivato a 106 condivisioni sui social. Su Repubblica è stato pubblicato l’articolo “L’ascesa di Gentiloni, dalla Margherita alla Farnesina” (98 condivisioni sui social) che descrive il neo ministro come “nobile, cattolico e ambientalista”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una ricostruzione molto virale (321 condivisoni) sul perché Gentiloni sarebbe arrivato alla Farnesina l’ha data Caludio Cerasa su Foglio.it, parlando di un ministero da oggi più vicino agli interessi di Usa e Israele. Il Post riporta invece alcune delle ultime dichiarazioni fatte da Gentiloni in tema di relazioni internazionali raggiungendo più di cento condivisioni sui social. dati raccolti dal 27 al 31 ottobre</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Colpo di Stato: e se la vicenda della trattativa Stato-Mafia fosse solo la copertura?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 22:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Il parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[trattativa stato mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione di Fabio Gallo/ Roma &#8211; Ma cosa è successo per davvero in quei giorni? Abbiamo dimenticato che tra gli attentati vi fu anche una bomba al Vicariato di Roma? Di certo il tiro era alto e qualcosa di veramente grave l&#8217;Italia stava rischiando. Roma, si sa, è la Nuova Gerusalemme e non fu risparmiata, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8434" aria-describedby="caption-attachment-8434" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8434" alt="giogio napolitano- colpo di stato - quirinale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgio-napolitano32-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8434" class="wp-caption-text">Il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Introduzione di Fabio Gallo/</p>
<p>Roma &#8211; Ma cosa è successo per davvero in quei giorni? Abbiamo dimenticato che tra gli attentati vi fu anche una bomba al Vicariato di Roma? Di certo il tiro era alto e qualcosa di veramente grave l&#8217;Italia stava rischiando. Roma, si sa, è la Nuova Gerusalemme e non fu risparmiata, a differenza della stessa seconda Guerra Mondiale, neanche la sede del Palazzo Apostolico Lateranense. E se la ricostruzione del Prof. Alessandro Corneli fosse corretta? Significherebbe, forse, che il pericolo non si è estinto del tutto ma solo un&#8217;epoca che si affaccia sulla bella Italia con un rischio ancora maggiore.</p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">La “nuttata” è passata e il Quirinale fa festa. Rapida decisione di pubblicare, sul sito della Presidenza della Repubblica, la trascrizione della testimonianza di Giorgio Napolitano resa il 28 ottobre: era stata così ben circoscritta e preparata che tutto è filato liscio e finito con reciproci ringraziamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero che il termine “trattativa” non è mai venuto fuori, ma Napolitano ha certificato che, nel 1993, l’allora presidente del Consiglio, <strong>Carlo Azeglio Ciampi</strong>, confidò a lui, allora presidente della Camera, e a Giovanni Spadolini, allora presidente del Senato, i suoi timori per un possibile “colpo di Stato”.</p>
<p style="text-align: justify;">Napolitano, più precisamente, ha parlato di un ricatto volto a destabilizzare le istituzioni che avrebbe avuto, come primo obiettivo, il Governo. La prova? L’improvvisa interruzione delle comunicazioni a Palazzo Chigi, sede del Governo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciamo stare e concentriamoci sulle questioni essenziali. È ipotizzabile un colpo di Stato come ricatto per ottenere un’attenuazione del regime carcerario duro del 41bis? <strong>La sproporzione è troppo grande. Un colpo di Stato si fa per obiettivi più grandi</strong>. Su questi eventuali obiettivi, Napolitano ha taciuto, ma Ciampi deve averli pur spiegati all’epoca dei fatti: forse fa parte di quello che lo stesso Capo dello Stato ha detto di “non poter dire”.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, <strong>tutta la vicenda della presunta “trattativa” tra lo Stato e la mafia sarebbe una copertura</strong>, mediatico-giudiziaria, per oscurare la trama del presunto colpo di Stato. Che è cosa ben più corposa.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo tuttavia incrociare la presunta trattativa con il presunto colpo di Stato, ma con un risultato paradossale: i presunti negoziatori, da parte dello Stato, non andrebbero accusati di avere deviato dai loro compiti istituzionali, ma <strong>dovrebbero essere considerati come eroi al servizio della salvezza della Repubblica</strong>, avendo contribuito a sventare un colpo di Stato. Con probabili “costi collaterali” difficilmente evitabili. Anche perché non si può escludere che la mafia, o parte di essa, abbia contribuito a “salvare” la Repubblica, beninteso non gratuitamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto sopra, è solo logica deduttiva costruita sulle dichiarazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma si può aggiungere altro. In questi giorni, Matteo Renzi si è distinto per lo scontro con il sindacato. Ha detto che l’interlocutore del sindacato è l’impresa mentre l’oggetto è l’insieme delle condizioni contrattuali di lavoro. Al Parlamento, invece, spetta fare le leggi, senza chiedere il permesso alle parti sociali. Per l’occasione, è stato ritirato in ballo Ciampi, che nel 1993 “salvò” l’Italia proprio dialogando con i sindacati e ponendo fine alla concertazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciampi non era solo e io contesto che, lui e gli altri leader politici, “salvarono” l’Italia. Perché <strong>l’Italia era già nel 1992-1993 in fondo al burrone</strong> e lì l’avevano spinta i governi del precedente quindicennio con l’appoggio della Banca d’Italia di Ciampi. Un vero salvataggio ci sarebbe stato se, tra il 1992-1993, fossero state fatte le riforme di cui si parla oggi; ma <strong>non furono fatte e si aprì la strada al ventennio perduto</strong>, gestito dal Pci che nel frattempo aveva cambiato pelle e dal connubio socialisti-democristiani riciclatisi nelle armate berlusconiane. Con i sindacati a guardia dell’immobilismo e protetti prima da Scalfaro e poi da Ciampi dall’alto del Quirinale contro le velleità, assai tenui, di cambiare qualcosa, come annunciato da Berlusconi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le vere riforme si sarebbero dovute fare nel 1992-1993</strong>. Non furono fatte e per questo l’Italia ha affrontato un ventennio che l’ha portata alla crisi del 2011 e alla defenestrazione di Berlusconi che ormai non serviva più.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi c’è Renzi, che dice qualcosa di più netto e forte di Berlusconi. Non so se ci crede o se è un altro traghettatore verso l’ulteriore declino dell’Italia.  Forse bisognerà attendere altri vent’anni per dare una risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">A SEGUIRE IL LINK DELLA DEPOSIZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO<br />
<a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/presidente/documenti/pdf/Testimonianza.pdf" target="_blank">http://www.quirinale.it/qrnw/statico/presidente/documenti/pdf/Testimonianza.pdf</a></p>
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		<title>Sud Italia: settimo anno consecutivo di recessione. Questa è la vera notizia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 17:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Achille]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione crisi lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[svimez]]></category>
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					<description><![CDATA[introduzione di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/ Roma &#8211; Nel corso di queste giornate news e approfondimenti aumentano di quantità. Segno di una politica che ruota su se stessa e indebolisce la necessità di operare riforme concrete. Ma migliaia di news quotidiane indeboliscono anche la stessa notizia, quella che deve essere meditata per il bene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8431" aria-describedby="caption-attachment-8431" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italia-spaccata.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8431" alt="italia spaccata-politica-disoccupazione - crisi lavoro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italia-spaccata.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italia-spaccata.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italia-spaccata-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italia-spaccata-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8431" class="wp-caption-text">L&#8217;Italia è spaccata: il declino del Sud sembra irrefrenabile</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">introduzione di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">Roma &#8211; Nel corso di queste giornate news e approfondimenti aumentano di quantità. Segno di una politica che ruota su se stessa e indebolisce la necessità di operare riforme concrete. Ma migliaia di news quotidiane indeboliscono anche la stessa notizia, quella che deve essere meditata per il bene del Paese. Tra esse possiamo scorgerne alcune che non riescono davvero più a nascondere la verità su disoccupazione, crisi del lavoro, incapacità da parte della politica di crearlo e soprattutto, va detto a chiare lettere, incapacità da parte della Politica di individuare programmi e progetti che sarebbero in grado di produrre il lavoro. Eppure le idee ci sono, eccome. Molte volte, però, avere idee sane non coincide con i ritmi delle segreterie politiche e allora la politica dovrebbe fare uno sforzo: allungare le proprie orecchie oltre le proprie segreterie con un programma capace di coinvolgere non solo i tesserati, non solo i soliti volti, i soliti codazzi che rendono impenetrabile il cuore decisionale della politica stessa, a suo danno. E&#8217; in corso una vera e propria amputazione dell&#8217;Italia ma per davvero pochi sembrano avere la lucidità per annunciarla così com&#8217;è. <strong>Il prof. Alessandro Corneli</strong> ci dona il suo punto di vista e noi dovremmo imparare a riflettere non per fare politica bensì, prima di tutto, per capire cosa davvero sta accadendo e quanto vani siano i sacrifici di molti.</p>
<p style="text-align: center;">A cura di Alessandro Corneli/</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; La Ue ha approvato la manovra del governo italiano: “Nessuna grave deviazione” e deficit al 2,6%.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Matteo Renzi, dopo avere ribadito che il governo non tratta con il sindacato, dopo aver detto che resterà alla guida dell’Italia fino al 2023, poi si dedicherà ad altro (si stanca presto il giovanotto!), si è lanciato nel ruolo di profeta: “A primavera l’Italia riparte”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deposto, per circa tre ore e mezza, nell’ambito del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. Secondo il comunicato del Quirinale, Napolitano ha risposto a tutte le domande e “con la massima trasparenza e serenità”<strong>. </strong>Precisando che il presidente “ha risposto alle domande senza opporre limiti di riservatezza connessi alle sue prerogative costituzionali”. Poiché ha detto di non avere mai saputo nulla della presunta trattativa né delle minacce di attentati a lui stesso e a Spadolini, non si vede perché avrebbe dovuto appellarsi alle prerogative presidenziali. Se ne deduce che, quando il suo consigliere giuridico D’Ambrosio gli parlò delle telefonate di Nicola Mancino, avrà risposto: “Ma di che parli? Io non ne so niente”.  Come è noto, D’Ambrosio non ha retto. Il tutto si è svolto in un clima- manco a dirlo – “sereno”, che il legale di Mario Mori non ha turbato, astenendosi da porre domande “per rispetto istituzionale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Io credo, invece, che<strong> la notizia del giorno si quest’altra e l’ha data lo Svimez</strong>. L’istituto, che stima per il 2014 un Pil nazionale in calo dello 0,4%, precisa che il dato risulta dallo 0% del Centro-Nord e dal -1,5% del Sud che così collezionerebbe il settimo anno consecutivo di recessione. Nel 2013, il Pil è crollato nel Sud del 3,2% contro il calo dell’1,4% del Centro-Nord. Tra il 2008 e il 2013 i redditi al Sud sono crollati del 15% e i posti di lavoro sono diminuiti di circa 800mila persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Conseguenze pratiche: nel 2013 al Sud i decessi hanno superato le nascite. Un fenomeno così grave si era verificato solo nel 1867 e nel 1918 cioè alla fine di due guerre, la terza guerra d’Indipendenza e la prima Guerra Mondiale. Secondo lo Svimez, il numero dei nati al Sud ha toccato il suo minimo storico ovvero 177mila, il numero più basso dal 1861. Nei prossimi anni, il Sud sarà interessato da uno stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili: nei prossimi 50 anni il Mezzogiorno è destinato a perdere 4,2 milioni di abitanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha detto un commentatore, <strong>nessuno si occupa più del Sud</strong>. <strong>E’ un pezzo d’Italia ormai dimenticato</strong>. Gli zero virgola dei conti pubblici, la spending review, le tasse che scompaiano e riappaiono, le battute polemiche e tutto il resto della cronaca quotidiana perdono di significato di fronte a questa <strong>amputazione dell’Italia</strong>. Quando comincerà la classe politica ad occuparsi delle questioni serie?</p>
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