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	<title>giorgia meloni &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mes, Meloni: Schlein si chieda perché nessuno vuole attivarlo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2023 18:34:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 11 dic. (askanews) – Alcune “dichiarazioni” sul Mes “fanno anche abbastanza sorridere. Leggevo la segretaria del partito democratico Elly Schlein che diceva che non possiamo tenere ferma tutta l’Europa. Forse non sa che esiste, chi vuole lo può tranquillamente attivare e semmai bisognerebbe interrogarsi sul perché nessuno vuole attivarlo”. Così la Premier Giorgia Meloni. [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="659" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2.jpg" alt="Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni" class="wp-image-16785" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-300x193.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-420x270.jpg 420w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-768x494.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-2-696x448.jpg 696w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, 11 dic. (askanews) – Alcune “dichiarazioni” sul Mes “fanno anche abbastanza sorridere. Leggevo la segretaria del partito democratico Elly Schlein che diceva che non possiamo tenere ferma tutta l’Europa. Forse non sa che esiste, chi vuole lo può tranquillamente attivare e semmai bisognerebbe interrogarsi sul perché nessuno vuole attivarlo”. Così la Premier Giorgia Meloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“L’altra grande domanda che ho da fare ai partiti di opposizione è: ‘siete stati al governo 4 anni, ma perché non lo avete ratificato se era così fondamentale farlo in tempi rapidi’, ha aggiunto.</p>
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		<title>Vertice per la pace al Cairo, Meloni: &#8220;tutti bersaglio di Hamas, no ad una guerra di civiltà&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Oct 2023 11:22:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Giorgia Meloni al Cairo: &#8220;L&#8217;impressione che ho, per le modalità con cui si è svolto l&#8217;attacco&#8221;, è che l&#8217;obiettivo di Hamas &#8220;fosse costringere Israele a una reazione contro Gaza che creasse un solco incolmabile fra Paesi arabi, Israele e Occidente, compromettendo la pace per tutti i cittadini coinvolti, compresi quelli che si dice di voler [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Giorgia Meloni al Cairo: &#8220;L&#8217;impressione che ho, per le modalità con cui si è svolto l&#8217;attacco&#8221;, è che l&#8217;obiettivo di Hamas &#8220;fosse costringere Israele a una reazione contro Gaza che creasse un solco incolmabile fra Paesi arabi, Israele e Occidente, compromettendo la pace per tutti i cittadini coinvolti, compresi quelli che si dice di voler difendere&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al summit per la pace al Cairo. &#8220;Il bersaglio &#8211; ha aggiunto &#8211; siamo tutti noi, e cadere in questa trappola sarebbe molto, molto stupido&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Meloni &#8220;il terribile attacco di Hamas si è abbattuto contro civili inermi con una efferatezza senza precedenti che lascia allibiti e che dal nostro punto di vista è giusto condannare senza ambiguità&#8221;. &#8220;È interesse di tutti leader a questo tavolo &#8211; ha proseguito &#8211; che quello che sta accadendo a Gaza non si trasformi in conflitto più ampio, in una guerra di religione, di civiltà, rendendo vani gli sforzi di questi anni per normalizzare i rapporti&#8221;. &#8220;Siamo molto preoccupati per la sorte degli ostaggi, ci sono anche degli italiani, chiediamo l&#8217;immediato rilascio degli ostaggi&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La formula dei due stati è stata sostenuta anche dal&nbsp;<strong>re di Giordania Abdallah II</strong>: &#8220;Quello che sta facendo Israele a Gaza sono crimini di guerra, e l&#8217;unica soluzione è riconoscere alla Palestina la sua terra. Attaccare chiese, uccidere i civili a Gaza e in Cisgiordania, è una punizione collettiva, un crimine di guerra. Come pure l&#8217;assedio che impone la fame ai civili e li priva dei generi di prima necessità, come il trasferimento, interno od esterno, dei palestinesi. Inoltre, dà l&#8217;idea che l&#8217;applicazione delle leggi internazionali sia opzionale. Infine, si intravede il pericolo di una guerra confessionale. L&#8217;unica soluzione è riconoscere alla Palestina un proprio territorio secondo le leggi internazionali&#8221;, ha concluso Abdallah II.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al summit del Cairo partecipa anche la premier italiana Giorgia Meloni, giunta in Egitto questa mattina e accolta in aeroporto dall&#8217;ambasciatore d&#8217;Italia in Egitto, Michele Quaroni, e dal ministro del Commercio egiziano, Hazem al-Beblawi.&nbsp;</p>
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		<title>Meloni a Caivano: siamo qui per riportare la presenza dello Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 19:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[Caivano (Na), 31 ago. (askanews) – “Siamo qui per riportare la presenza seria, autorevole, costante dello Stato e delle istituzioni che in territori come questo spesso non sono stati sufficientemente percepiti o presenti”, ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della sua visita a Caivano. La premier ha visitato il Parco Verde, [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Caivano (Na), 31 ago. (askanews) – “Siamo qui per riportare la presenza seria, autorevole, costante dello Stato e delle istituzioni che in territori come questo spesso non sono stati sufficientemente percepiti o presenti”, ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al termine della sua visita a Caivano. La premier ha visitato il Parco Verde, il rione dove si sono consumati abusi su delle ragazzine di 11 e 12 anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Se siamo qui oggi a condannare un episodio barbaro come quello che condanniamo significa che qui si è consumato un fallimento da parte dello Stato e delle istituzioni nonostante degli sforzi siano stati fatti”. “Non siamo venuti qui a limitarci alla pur doverosa condanna e solidarietà, siamo venuti qui a dire che intendiamo agire e metterci la faccia: il messaggio principale è che in Italia non possono esistere zone franche”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Imponenti le misure di sicurezza dopo le minacce a Meloni e il rischio di proteste contro l’abolizione del reddito di cittadinanza. La premier ha risposto all’invito del parroco della chiesa di San Paolo Apostolo, don Maurizio Patriciello, con cui ha avuto un incontro privato. Il parroco ha fatto un appello al governo a oscurare i siti porno ai minori.Meloni ha poi presieduto la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in una scuola e ha dichiarato di voler “coinvolgere l’intero governo sulla fermezza dello Stato contro l’illegalità, la criminalità, la droga. Questo territorio sarà radicalmente bonificato – ha detto – vi assicuro che voi vedrete presto i frutti di questa visita del governo oggi sul territorio”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sul centro sportivo, che sembra essere stato il luogo degli abusi, abbandonato da anni e in stato di degrado, ha aggiunto: “Il nostro obiettivo è riaprire il centro sportivo entro la prossima primavera”.</p>
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		<title>Consiglio Ue, niente accordo sui migranti. Meloni: &#8216;Ho tentato la mediazione fino all&#8217;ultimo&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jun 2023 21:01:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il momento chiave dell&#8217;intero Consiglio europeo è andato in scena all&#8217;ottavo piano dell&#8217;Europa Building. Nella sala della delegazione italiana, su dei divanetti, erano seduti Giorgia Meloni, Mateusz Morawiecki e Viktor Orban. I primi due per l&#8217;intera riunione hanno tenuto sotto scacco i leader Ue opponendosi alle conclusioni sul patto sulla migrazione già siglato a Lussemburgo. [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="531" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles.jpeg" alt="Giorgia Meloni a Bruxelles" class="wp-image-16579" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-300x228.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-356x270.jpeg 356w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-a-bruxelles-696x528.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Giorgia Meloni a Bruxelles tenta la mediaizone ma non c&#8217;è intesa sui migranti &#8211; Fonte Ansa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il momento chiave dell&#8217;intero Consiglio europeo è andato in scena all&#8217;ottavo piano dell&#8217;Europa Building</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sala della delegazione italiana, su dei divanetti, erano seduti Giorgia Meloni, Mateusz Morawiecki e Viktor Orban. I primi due per l&#8217;intera riunione hanno tenuto sotto scacco i leader Ue opponendosi alle conclusioni sul patto sulla migrazione già siglato a Lussemburgo. La prima era stata da poco investita dell&#8217;arduo ruolo di mediatrice con i due leader sovranisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Migranti, Meloni: &#8216;Non sono mai delusa da chi difende i suoi interessi&#8217;</strong><br>&#8220;Era una missione in salita&#8221;, avrebbero osservato poi qualificate fonti europee. E la mediazione, infatti, non è riuscita. Il capitolo sulla migrazione è stato stralciato dal testo delle conclusioni e sostituito con una dichiarazione del presidente del Consiglio Ue Charles Michel. Che ha ribadito con nettezza la necessità di finalizzare il patto, ma &#8220;prendendo nota&#8221; del veto di Varsavia e Budapest. Il tentativo di Meloni è arrivato sulla base di una duplice spinta. Quella della stessa premier, che voleva convincere in zona Cesarini Morawiecki e Orban. E quella di Michel e degli altri leader, che avevano puntato sulla vicinanza politica di Meloni soprattutto al premier polacco. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pnrr, Meloni: &#8216;Non si sta aggravando la situazione sulla terza rata&#8217;</strong><br>Alla fine la premier ha comunque assolto i due omologhi: &#8220;Non sono mai delusa da chi difende gli interessi delle proprie nazioni. La questione che pongono polacchi e ungheresi non è peregrina, sono i due Paesi che si stanno occupando più di profughi ucraini, lo fanno con risorse Ue che non sono sufficienti&#8221;, ha spiegato Meloni al termine del summit. Puntando ancora di più su quello che, per l&#8217;Italia, era e resta la vera priorità: il contrasto ai movimenti primari. &#8220;L&#8217;unica vera mediazione è la dimensione esterna della migrazione, su quello ci può essere l&#8217;accordo di tutti&#8221;, ha puntualizzato. Con i cronisti Meloni si è detta &#8220;molto soddisfatta&#8221; del ruolo da &#8220;protagonista&#8221; di Roma e del Consiglio europeo in tutte le parti delle conclusioni, inclusa quella in cui si fa riferimento alla &#8220;flessibilità dei fondi di Coesione e del Pnrr, che ci permetterà di spendere meglio circa 300 miliardi&#8221;. La premier ha poi negato ogni ombra sui dossier economici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sull&#8217;ok alla terza rata &#8220;non c&#8217;è alcun aggravamento&#8221;, mentre il tema del Mes &#8220;non mi è stato posto, evidentemente qui non c&#8217;è l&#8217;attenzione che c&#8217;è nel dibattito italiano&#8221;, ha sottolineato. In realtà, su entrambi i dossier, Ue e Italia trattano. E dopo il duro intervento alle Camere prima di volare a Bruxelles, la stessa Meloni ha smorzato i toni. Del resto non era l&#8217;economia il cuore dell&#8217;agenda del vertice Ue che si è incagliato sul patto sui migranti. Un patto per il quale, con sarcasmo, Morawiecki ha augurato &#8220;buona fortuna&#8221; alla sua alleata con la quale, ha spiegato, &#8220;abbiamo convenuto di non essere d&#8217;accordo&#8221;. Sarà davvero difficile superare la trincea di Polonia e Ungheria per l&#8217;Ue in un contesto nel quale la Commissione continua a tenere fermi i fondi del Pnrr da versare ai due Stati. La Polonia inoltre si avvia ad elezioni, a fine anno, che saranno cruciali per l&#8217;intera Europa. A sfidare Morawiecki ci sarà Donald Tusk, il cui partito milita nel Ppe. Non a caso, fonti dei Popolari hanno avvertito la premier italiana: attenta a non restare &#8220;incastrata&#8221; in alleati sovranisti che &#8220;ostacolano i progressi sui migranti&#8221;. Tema sul quale, pur difendendoli, l&#8217;Italia si è comunque schierata con l&#8217;Ue, sulla sponda opposta di Varsavia e Budapest. E chissà che un&#8217;eventuale sconfitta di Morawiecki non porti al graduale allontanamento tra FdI e i polacchi di Pis, oggi entrambi in Ecr. Per ora l&#8217;alleanza regge. Mercoledì Meloni sarà a proprio a Varsavia per il seminario del partito dei Conservatori. Mentre sul dossier migratorio l&#8217;Italia ha sminuito l&#8217;importanza del veto polacco e ungherese. Il partenariato con la Tunisia, inserito su iniziativa italiana nel capitolo relazioni esterne, non è stato stralciato. &#8220;Sul nostro lavoro c&#8217;è un consenso unanime in Ue&#8221;, ha rimarcato Meloni. Che ora attende la firma del Memorandum d&#8217;intesa tra Bruxelles e Tunusi. A siglarla, per l&#8217;Ue, sarà, ironia della sorte, un commissario ungherese: Olivier Varhelyi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>Migranti, Meloni: serve adeguata difesa dei confini esterni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jun 2023 21:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il premier maltese Abela “conveniamo sul fatto che senza un’adeguata difesa dei confini esterni sarebbe molto più difficile risolvere il problema dei movimenti secondari. La sfida è lavorare insieme sui movimenti primari per risolvere la questione dei movimenti secondari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con il premier maltese Abela</strong> “conveniamo sul fatto che senza un’adeguata difesa dei confini esterni sarebbe molto più difficile risolvere il problema dei movimenti secondari. La sfida è lavorare insieme sui movimenti primari per risolvere la questione dei movimenti secondari”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al premier maltese Robert Abela. </p>



<p class="wp-block-paragraph">“Con Malta – ha aggiunto – abbiamo lavorato insieme per cambiare il paradigma della Commissione Ue sulle migrazioni. Il tema riguarda non solo un approccio securitario, perché investimenti e cooperazione per offrire alternative alle migrazioni irregolari sono un punto fondamentale del nostro lavoro”.“Ho aggiornato il premier Abela sulla missione in Tunisia. Penso che aver adottato una dichiarazione congiunta con il premier Saied sia un ottimo risultato, propedeutico alla ricerca di un accordo comune tra Tunisia e Ue. Siamo molto soddisfatti”, ha sottolineato Meloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ASKANEWS</p>
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		<title>Meloni da Hiroshima: &#8220;forza Silvio, ti aspettiamo sul campo per combattere insieme tante battaglie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 May 2023 12:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[hiroshima]]></category>
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					<description><![CDATA[Hiroshima, 19 mag. (askanews) – “Silvio Berlusconi è stato dimesso dall’ospedale San Raffaele di Milano. Una bella notizia. Forza Silvio. Ti aspettiamo sul campo per combattere insieme tante battaglie”. Lo scrive su Twitter, da Hiroshima dove partecipa al G7, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Silvio Berlusconi è stato dimesso in tarda mattinata dall&#8217;ospedale San [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Hiroshima, 19 mag. (askanews) – “Silvio Berlusconi è stato dimesso dall’ospedale San Raffaele di Milano. Una bella notizia. Forza Silvio. Ti aspettiamo sul campo per combattere insieme tante battaglie”. Lo scrive su Twitter, da Hiroshima dove partecipa al G7, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Silvio Berlusconi è stato dimesso in tarda mattinata dall&#8217;ospedale San Raffaele di Milano</strong>, dove era ricoverato da 45 giorni per curare una infezione polmonare insorta nel quadro di una leucemia mielomonocitica cronica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trasferito dalla terapia intensiva a un reparto di degenza ordinaria lo scorso 16 aprile, l&#8217;ex premier si trovava nel settore Q della struttura</p>
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		<title>Meloni rilancia sulle riforme e chiama le opposizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 16:17:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chiudere con l&#8217;anomalia di assetti che durano &#8220;in media due anni&#8221;, per dare all&#8217;Italia governi &#8220;stabili&#8221;. Giorgia Meloni punterà probabilmente su questa leva martedì per cercare di trovare un percorso il più possibile &#8220;condiviso&#8221; sulle riforme. Con tutte le opposizioni per un round di confronti che vedrà per la prima volta seduta una di fronte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Chiudere con l&#8217;anomalia di assetti che durano &#8220;in media due anni&#8221;, per dare all&#8217;Italia governi &#8220;stabili&#8221;. Giorgia Meloni punterà probabilmente su questa leva martedì per cercare di trovare un percorso il più possibile &#8220;condiviso&#8221; sulle riforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con tutte le opposizioni per un round di confronti che vedrà per la prima volta seduta una di fronte all&#8217;altra la premier e la leader del Pd, Elly Schlein, che comunque riunirà la sua segreteria per prepararsi all&#8217;incontro. Mentre il leader M5s non dovrebbe esserci, impegnato &#8211; dicono i suoi &#8211; a Brescia chiamato dal Tribunale dei ministri a testimoniare nell&#8217;inchiesta Covid. Udienza, però, calendarizzata il 10 maggio. Una eventuale assenza sarebbe interpretata come un segnale politico. E in effetti una certa diffidenza per l&#8217;invito di Meloni, a taccuini chiusi, le opposizioni la manifestano. &#8220;E&#8217; un diversivo per sviare l&#8217;attenzione&#8221; dall&#8217;azione del governo, duramente contestata dalle minoranze sia sul fronte del lavoro sia, da ultimo, sul blitz su Inps e Inail e per le mosse sulla Rai. L&#8217;appuntamento è per l&#8217;ora di pranzo alla Camera, nella Biblioteca del presidente: si partirà con +Europa a mezzogiorno e mezzo e a seguire tutti gli altri, le Autonomie, l&#8217;Alleanza Verdi e sinistra, il Terzo Polo (che si presenterà unito) per chiudere con M5S e Pd, cui sarà dedicato più tempo. Di &#8220;ascolto&#8221;, dicono a Palazzo Chigi, sottolineando che la scelta di Montecitorio mostra l&#8217;attenzione della premier per il ruolo del Parlamento. Quale che sia la soluzione &#8211; su cui martedì si misureranno con ogni probabilità le distanze più che le vicinanze con le opposizioni &#8211; si dovrà comunque superare il complesso iter parlamentare previsto per le revisioni della Costituzione. E avere numeri che superino il perimetro della maggioranza metterebbe al riparo dal doversi sottoporre necessariamente, alla fine del percorso, a un referendum dagli esiti sempre incerti, come bene sa Matteo Renzi che nel 2016 ha visto bocciare la sua proposta di riforma della Carta.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi.jpeg" alt="" class="wp-image-16520" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-696x464.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Una veduta esterna di Palazzo Chigi ANSA/GIUSEPPE LAMI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il leader di Iv non ci sarà: il Terzo Polo sarà rappresentato da Carlo Calenda (insieme a Boschi, Paita e Richetti). Ma il passaggio con Azione e Italia viva sarà con ogni probabilità il più indolore. Anche se di fronte a una proposta di presidenzialismo arriverebbe un no (la presidenza della Repubblica, ha detto pubblicamente più volte Calenda, è l&#8217;istituzione più amata, e non va &#8220;snaturata o politicizzata&#8221;). Ma l&#8217;apertura ci sarebbe per il modello del Sindaco d&#8217;Italia, che introdurrebbe sì l&#8217;elezione diretta, ma del presidente del Consiglio. Uno schema che non dovrebbe trovare il favore del Pd, che potrebbe sedersi a discutere di &#8220;premierato forte&#8221;, ma senza toccare il ruolo del Parlamento. L&#8217;elezione diretta del capo del governo sarebbe però proprio la via su cui si sarebbe orientata Elisabetta Casellati, che già a gennaio aveva fatto un primo giro con le opposizioni alla ricerca di possibili convergenze. Del resto, il ragionamento, il modello del premierato è l&#8217;ipotesi emersa con più forza durante le consultazioni con le forze di opposizione, anche se con alcuni distinguo. La ministra starebbe già limando una bozza di testo, che comunque non sarebbe presentato martedì come un &#8216;prendere o lasciare&#8217;. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi.jpeg" alt="" class="wp-image-16521" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-696x464.jpeg 696w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>epa10608646 A handout picture made available by the Chigi Palace (Palazzo Chigi) Press Office shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni (R) with the Speaker of the US House of Representatives, Kevin McCarthy (front, back to camera) during their meeting at Chigi Palace in Rome, Italy, 04 May 2023.  EPA/FILIPPO ATTILI/CHIGI PALACE PRESS OFFICE HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;intenzione anche di Meloni, come conferma il suo consigliere giuridico Francesco Saverio Marini, sarebbe quella di chiudere con questi incontri la fase di ascolto per poi presentare in tempi brevi una proposta al Parlamento. Magari anche prima della fine di giugno. &#8220;Si tirerà una riga&#8221;, assicura fiduciosa che &#8220;si possa trovare un punto di incontro&#8221; Casellati, che sarà agli incontri insieme ai due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, al ministro Luca Ciriani e ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.<br><br><br>Di seguito il programma degli incontri:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 12.30 componente +Europa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13 Gruppo per le Autonomie e componente Minoranze linguistiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.45 Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra &#8211; Ore 15.30 Gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 17 Gruppo Movimento Cinque Stelle</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 18.30 Gruppo Partito Democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>Verso accordo con Lega su dl Cutro. Ma Fdi: tema migranti nostro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 19:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli ditalia]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 18 apr. (askanews) – L’ordine di scuderia è quello di mostrare compattezza, sempre e comunque. Persino quando la tensione è su un tema – come quello dei migranti – su cui Fratelli d’Italia e Lega si sono costruiti negli anni buona parte del loro capitale politico. E così da palazzo Chigi è arrivato l’input [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Roma, 18 apr. (askanews) – L’ordine di scuderia è quello di mostrare compattezza, sempre e comunque. Persino quando la tensione è su un tema – come quello dei migranti – su cui Fratelli d’Italia e Lega si sono costruiti negli anni buona parte del loro capitale politico. E così da palazzo Chigi è arrivato l’input di trovare a tutti i costi un accordo sul cosiddetto dl Cutro, su cui il Carroccio in commissione non ha rinunciato a presentare 21 emendamenti con lo scopo di ripristinare di fatto i decreti sicurezza di salviniana memoria, nonostante nella maggioranza si fosse arrivati a un faticoso compromesso sul tema centrale della cancellazione della protezione speciale. Norma sulla quale sin dall’inizio sono stati puntati i riflettori del Quirinale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fine, viene spiegato, l’idea a cui si lavora prevede che la Lega mantenga alcuni emendamenti-bandiera che però dovrebbero essere o sottoscritti dagli altri partiti o presentati con testo identico dagli alleati. In questo modo il provvedimento dovrebbe superare l’esame dell’aula del Senato, dove approderà senza relatore, senza che il governo debba mettere la fiducia: un passaggio che probabilmente sarà invece necessario alla Camera ma che, si sottolinea, Giorgia Meloni ha voluto evitare nella prima lettura perché non si accusasse l’esecutivo di forzature istituzionali.Se però la priorità resta dare l’idea di un governo che procede con unità d’intenti, certamente non meno importante viene considerata dalla presidente del Consiglio la necessità di battere su alcuni punti identitari per Fratelli d’Italia. E quello dei migranti è certamente uno di questi. Giorgia Meloni, raccontano, ha chiesto al suo partito di intervenire nei dibattiti, di essere presenti sempre sul tema, insomma di non lasciarlo alla mercé della Lega. Soprattutto non adesso che la presidente del Consiglio ha anche la necessità di contemperare nelle scelte di governo le trattative con l’Europa e la costante attenzione su certi passaggi del Colle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed ecco l’uno due di oggi, della stessa premier e di uno dei suoi ministri più rappresentativi, il cognato Francesco Lollobrigida. Entrambi cominciano discettando di come affrontare il tema della denatalità e finiscono a parlare di migranti. In visita al Salone del Mobile di Milano, Meloni afferma infatti che il problema demografico dell’Italia e le sue ripercussioni sul Pil si risolvono “non con i migranti” ma incentivando la natalità e aumentando il tasso di occupazione femminile. Più o meno lo stesso concetto che esprime, con toni decisamente più tranchant, il ministro dell’Agricoltura che, ospite del congresso della Cisal, sostiene che “vanno incentivate le nascite. Va costruito un welfare per consentire di lavorare a chiunque di lavorare e avere una famiglia. Non possiamo arrenderci al tema della sostituzione etnica”. Parole che vengono stigmatizzate da tutta l’opposizione, a cominciare dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, secondo cui si tratta di “linguaggio da suprematismo bianco”. Ma c’è anche chi tra gli alleati insinua il dubbio che il polverone suscitato da Lollobrigida non sia affatto casuale: “Fateci caso – fa notare un parlamentare – ogni volta che la maggioranza è in difficoltà c’è qualcuno che distoglie l’attenzione con una polemica”.</p>
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		<title>Mattarella incontra il Presidente del Consiglio in vista del Consiglio Europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 13:38:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio europeo]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles, ha ricevuto oggi al Quirinale, nel corso della tradizionale colazione di lavoro, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri &#8211; Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Ministro della [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1008" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-con-sergio-mattarella.jpg" alt="" class="wp-image-16412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-con-sergio-mattarella.jpg 1500w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-con-sergio-mattarella-300x202.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-con-sergio-mattarella-402x270.jpg 402w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-con-sergio-mattarella-768x516.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-con-sergio-mattarella-696x468.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgia-meloni-con-sergio-mattarella-1068x718.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles, ha ricevuto oggi al Quirinale, nel corso della tradizionale colazione di lavoro, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri &#8211; Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, e il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ufficio Stampa Quirinale</p>
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		<title>Von der Leyen a Roma, si tratta su Pnrr e aiuti a imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 13:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Ursula Von Der Leyen]]></category>
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					<description><![CDATA[La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceve a Palazzo Chigi la presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen. La premier ha accolto Von Der Leyen nel cortile di Palazzo Chigi con uno scambio affettuoso di saluti. Stretta di mano davanti ai fotografi prima di salire per il colloquio. In precedenza si è tenuto un [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La presidente del Consiglio <strong>Giorgia Melon</strong>i riceve a Palazzo Chigi la presidente della Commissione Ue <strong>Ursula Von Der Leyen</strong>. La premier ha accolto Von Der Leyen nel cortile di Palazzo Chigi con uno scambio affettuoso di saluti. Stretta di mano davanti ai fotografi prima di salire per il colloquio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In precedenza si è tenuto un incontro tra la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e Romano Prodi. L&#8217;incontro, che si è svolto in un albergo romano, è parte degli appuntamenti che vedranno impegnata la leader Ue oggi nella Capitale. Al Teatro Quirino, Von der Leyen ha partecipato questa mattina alla presentazione del libro &#8216;La saggezza e l&#8217;audacia. Discorsi per l&#8217;Italia e per l&#8217;Europa&#8217; di David Sassoli con lo stesso Prodi ed Enrico Letta. Successivamente, Von der Leyen si è recata a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="577" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo.jpg" alt="Bandiera dell'Europa" class="wp-image-12344" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-421x270.jpg 421w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>Bandiera dell&#8217;Europa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro conm Prodi è durato circa un&#8217;ora, per parlare di priorità che sono &#8220;nell&#8217;interesse dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa&#8221;. Da Bruxelles è questo l&#8217;indizio che arriva sul bilaterale tra Ursula von der Leyen e la premier Giorgia Meloni, al quale partecipa anche il ministro per gli Affari Ue, la Coesione e il Pnrr Raffaele Fitto. Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza è certamente tra i temi principali sul tavolo. L&#8217;Italia, in teoria, vorrebbe più tempo per la messa a punto dei target concordati con l&#8217;Ue. Il problema, per il governo, non è la quantità di risorse ma il loro assorbimento. Difficilmente l&#8217;Ue accetterà di rinviare a oltre il 2026 la deadline del Next Generation. Ma sulle modifiche del piano la trattativa è aperta e, sottotraccia, è arrivata ad un livello già avanzato. L&#8217;Italia è in attesa che la Commissione dia la sua valutazione sulla richiesta della terza tranche di fondi. Ma il nodo è di lungo periodo. Il Paese ha un problema endemico di assorbimento delle risorse europee, i rincari dovuti all&#8217;inflazione hanno complicato il quadro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Ue, di fatto, ha permesso di aggiungere un capitolo al piano, quello del RePower Ue, nell&#8217;ambito del quale all&#8217;Italia spetteranno circa 9 miliardi. Roma vuole un negoziato sulle modifiche più ampio. L&#8217;alveo giuridico è l&#8217;articolo 21 del Regolamento del Next Generation, la linea rossa suggerita dalla Commissione è non modificare riforme e macro-obiettivi. Sul resto l&#8217;Ue ha già mostrato aperture, anche perché l&#8217;Italia non è il solo Paese ad aver chiesto modifiche. Aperture che von der Leyen potrebbe sancire &#8216;vis a vis&#8217; con la premier. Se il Pnrr è un tema caro soprattutto all&#8217;Italia il dossier degli aiuti all&#8217;industria Ue è la sfida che von der Leyen si è posta da qui alla prossima estate. L&#8217;obiettivo è creare un Inflaction Reduction Act europeo in risposta alle legge sull&#8217;inflazione americana. Bruxelles vuole evitare di andare allo scontro con Washington aprendo una controversia al Wto ma, a questo punto, vuole rispondere con i fatti in due mosse: un regime agevolato per gli aiuti di Stato e un fondo di sovranità a protezione dell&#8217;industria, sempre nel solco del Green Deal. Due obiettivi complicati, che saranno sul tavolo del Consiglio europeo del 9 e 10 febbraio. Roma non è contraria all&#8217;idea ma, nelle riunioni dei rappresentanti dei 27 all&#8217;Ue, ha già ricordato quale sia il rischio che si nasconde dietro un liberi tutti sugli aiuti di Stato: agevolare chi ha lo spazio fiscale maggiore, come la Germania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al summit dei leader di febbraio ci sarà un altro dossier caldo sul tavolo, quello della migrazione. Ne parleranno anche von der Leyen e Meloni partendo da un punto sul quale, in realtà, non c&#8217;è mai stata divergenza tra Italia e Ue: i migranti in mare devono essere salvati. Passi avanti potrebbero arrivare nel breve periodo sulla dimensione esterna del dossier, sul quale la presidenza svedese vuole accelerare. L&#8217;obiettivo è creare un articolato piano per i rimpatri e un Sistema di preferenze generalizzate (Spg) per i Paesi d&#8217;origine che cooperano, concedendo tariffe agevolate per i prodotti in via d&#8217;esportazione. E&#8217; una strada in salita e dispendiosa sulla quale, tuttavia, c&#8217;è più o meno l&#8217;intesa di tutti in Ue. Intesa che resta invece lontana sul sistema dei ricollocamenti, sul quale l&#8217;Italia chiede, tra l&#8217;altro, più responsabilità da parte degli Stati che finanziano le Ong che operano nel Mediterraneo. L&#8217;arrivo di von der Leyen nel giorno in cui, di fatto, la Commissione torna a pieno ritmo, non era scontato. La numero uno dell&#8217;esecutivo europeo ha voluto però omaggiare David Sassoli, e interverrà alle 11 al Teatro Quirino alla presentazione del libro &#8216;La saggezza e l&#8217;audacia&#8217;, che raccoglie i discorsi dell&#8217;ex presidente dell&#8217;Eurocamera. Poi, attorno alle 13, salirà a Palazzo Chigi. E a Roma è previsto un bilaterale anche con Romano Prodi che dal 1999 al 2004 guidò proprio la Commissione Ue.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Copyright ANSA</strong></p>
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