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	<title>Giappone &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mario Draghi &#8220;tagliente&#8221;: negli Stati Uniti hanno sbagliato la loro previsione su euro &#8211; area</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2013 12:57:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Mentre il presidente Barack Obama si apprestava a rendere nota la scelta del successore di Ben Bernanke, il presidente della Bce, Mario Draghi, teneva una conferenza all’Harvard Kennedy School di Cambridge in cui illustrava, con rara efficacia e sintesi, le ragioni e le radici profonde del processo di integrazione europea attraverso il mercato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6429" aria-describedby="caption-attachment-6429" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Maio-Draghi-ComunicareItali" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-6429" title="Maio-Draghi-ComunicareItali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali.jpg" alt="Mario Draghi" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Maio-Draghi-ComunicareItali-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6429" class="wp-caption-text">Mario Draghi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il presidente <strong>Barack Obama</strong> si apprestava a rendere nota la scelta del successore di <strong>Ben Bernanke</strong>, il presidente della Bce, <strong>Mario Draghi</strong>, teneva una conferenza all<strong>’Harvard Kennedy School di Cambridge</strong> in cui illustrava, <strong>con rara efficacia e sintesi</strong>, le ragioni e le radici profonde del processo di integrazione europea attraverso il mercato unico, la moneta unica e un sistema bancario unico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARIO DRAGHI SU EURO AREA: DA STATI UNITI  PREVISIONE ERRATA</strong><br />
Proprio alla fine dell’intervento, <strong>Draghi è stato tagliente</strong>: “Nei giorni bui della crisi – ha detto – alcuni commentatori da questa parte dell’Atlantico (cioè negli Stati Uniti – ndr), guardando l’euro-area, erano convinti che sarebbe fallita. Hanno sbagliato nella loro previsione”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>EURO ZONA: STATI MEMBRI DETERMINATI AD ANDARE AVANTI</strong><br />
Distinguendo tra un’area di libero scambio e un mercato unico, e sottolineando che la prima prevede la possibilità, per un partner, di ritirarsi, mentre la seconda è irreversibile, <strong>Draghi ha messo in chiaro la determinazione dei Paesi membri dell’eurozona di andare fino in fondo con tutte le implicazioni politiche che ne derivano</strong> e che non tolgono ai singoli Stati-membri  la capacità di fare meglio e di ricavare dall’unione i massimi vantaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARIO DRAGHI AVVERTE JANET YELLEN</strong><br />
I punti fermi di Draghi sono giunti a proposito poiché il presidente designato della Fed, la sua attuale vice presidente, Janet Yellen, più favorevole dello stesso Bernanke alla concessione dei maxi stimoli, dovrà decidere la tempistica  del progressivo ridimensionamento delle misure anti-crisi, ovvero la riduzione dell’immissione di nuova liquidità, attualmente intorno agli 85 miliardi di dollari al mese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>YELLEN DOVRA&#8217; GESTIRE ALLUVIONE DI DOLLARI CHE PREOCCUPA ANCHE CINA E GIAPPONE</strong><br />
La <strong>Yellen assumerà l’incarico a gennaio</strong>, quando, probabilmente, l’attuale impasse dello shutdown sarà stata superata, <strong>poiché un default provocherebbe una recessione come quella del 2008 o peggio</strong>. Ma è chiaro che dovrà gestire l’alluvione di dollari che nel corso di questi ultimi anni ha invaso il mondo e che ha <strong>allarmato non poco la Cina e il Giappone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il traguardo di una disoccupazione al 6-5% è duro da conseguire e, con i dollari già in circolazione, ci si attende una spinta inflazionistica, che l’Europa non vuole importare, anche se potrebbe far crescere la domanda dei beni importati dagli americani. Se è vero che la Bce è sulla strada di assumere un ruolo analogo a quello della Bce, diverge la valutazione sul ruolo della liquidità (inflazione) sullo sviluppo economico. <strong>La Bce non cederà su questo punto</strong>. Draghi lo ha fatto capire con chiarezza, togliendo speranza, in alcuni Paesi europei, circa un futuro prossimo allentamento della politica di rigore.</p>
<p style="text-align: justify;">Una buona moneta, sembra sostenere Draghi, obbliga a una sana competizione e a cercare di migliorare la competitività. Le sub-aree dell’eurozona che non ne sono convinte, devono ricredersi e gli Stati Uniti devono frenare l’afflusso di dollari prima di provocare un incendio mondiale da cui essi stessi non potrebbero salvarsi. Negli ambienti della Fed si afferma che gli incentivi (creazione di liquidità) saranno sospesi a partire dalla metà del prossimo anno. Una buona notizia per la politica fin qui tenuta dalla Bce.</p>
<p style="text-align: justify;">In prospettiva, spetterà proprio alla Yellen e a Draghi verificare i tempi e i modi per la costruzione della grande area economica euro-americana, ovvero come conciliare economia finanziaria ed economia reale.</p>
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		<title>Crisi, certificata recessione dell&#8217;Italia &#8211; Istat lancia allarme: pil in calo dello 0,2%</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 11:19:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Adesso il timore della recessione è concreto. Adesso il segno meno è comparso davanti ai dati sulla crescita. Con un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, l&#8217;Istat ha registrato per il periodo luglio-settembre 2011 il primo dato negativo del prodotto interno lordo dal quarto trimestre 2009, quando aveva registrato un calo dello 0,1%. &#8220;La [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3647" aria-describedby="caption-attachment-3647" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/12/crisi-certificata-recessione-dellitalia-istat-lancia-allarme-pil-in-calo-dello-02/economia-9/" rel="attachment wp-att-3647"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3647" title="Italia in Recessione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3647" class="wp-caption-text">Italia in Recessione - blocco della crescita</figcaption></figure>
<p>Adesso il timore della recessione è concreto. Adesso il segno meno è comparso davanti ai dati sulla crescita. Con un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, l&#8217;Istat ha registrato per il periodo luglio-settembre 2011 il primo dato negativo del prodotto interno lordo dal quarto trimestre 2009, quando aveva registrato un calo dello 0,1%.</p>
<p>&#8220;La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%&#8221;, ha spiegato l’Istat aggiungendo che è il risultato che si otterrebbe se nel quarto trimestre la variazione congiunturale fosse nulla. Nello stesso periodo, però, il pil è aumentato in termini congiunturali dell’1,5% in Giappone, dello 0,5% negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito, dello 0,4% in Francia. &#8220;La produzione di beni e servizi in Germania &#8211; ha avvertito Simon Juncker, esperto dell’Istituto tedesco per la ricerca economica Diw &#8211; potrebbe arretrare fino ad assumere un valore negativo e non si esclude nemmeno più una possibile recessione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il prodotto interno lordo nel terzo trimestre 2011 è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente &#8211; ha spiegato l&#8217;istituto di statistica &#8211; nei confronti del terzo trimestre 2010 si rileva invece un aumento dello 0,2%&#8221;. L&#8217;Istat ha spiegato che nel terzo trimestre 2011 &#8220;tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione&#8221;. Le importazioni si sono ridotte dell’1,1%, le esportazioni sono cresciute dell’1,6%. &#8220;Il terzo trimestre 2011 &#8211; informa ancora l’istituto di statistica &#8211; ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno del terzo trimestre 2010&#8221;. Anche l’Abi conferma i dati dell&#8217;Istat e prevede per il 2012 un &#8220;quadro recessivo&#8221; e una situazione di sostanziale stagnazione per il 2013. &#8220;La crescita del pil italiano non supererà lo 0,6% nel 2011, perderà lo 0,7% nel 2013 e recupererà allo 0,2% nel 2013 &#8211; ha spiegato l&#8217;Abi &#8211; il decreto &#8216;salva Italia&#8217; influirà con una riduzione della crescita di quattro decimi tra 2012 e 2013&#8221;. Ad ogni modo, secondo il rapporto Afo dell’Abi, il Belpaese dovrebbe raggiungere il pareggio di bilancio già nel 2013.</p>
<p>Nel terzo trimestre del 2011 la spesa delle famiglie è diminuita dello 0,2%. In calo dello 0,6% quella della pubblica amministrazione e delle istituzioni sociali private dello 0,6%. &#8220;Rispetto al trimestre precedente si registra una contrazione anche degli investimenti (-0,8%), determinata da una flessione dell’1,2% di quelli in costruzioni e del 4,9% degli investimenti in mezzi di trasporto, mentre la spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti è aumentata dello 0,5%&#8221;, ha sottolineato l&#8217;Istat facendo notare che, per quanto riguarda la spesa delle famiglie sul territorio nazionale, &#8220;dal terzo trimestre 2010 al terzo trimestre 2011, si è registrato, complessivamente, un aumento dello 0,3%: gli acquisti di servizi sono cresciuti dell’1,6%, quelli di beni durevoli dello 0,4%, mentre i consumi di beni non durevoli hanno mostrato un forte calo (-0,8%)&#8221;. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato una diminuzione del 2,0%. &#8220;In particolare &#8211; ha spiegato l&#8217;Istat &#8211; si registra una flessione degli investimenti in mezzi di trasporto (-9,6%) e in costruzioni (-3,2%), mentre è aumentata la spesa in macchinari e altri prodotti (+1,4%)&#8221;.</p>
<p>Il Giornale.it</p>
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