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	<title>gestione della conoscenza &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Berlusconi era Spiato: il segreto di Pulcinella nell&#8217;Italia nemica di se stessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 21:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[nuove economie]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione a cura di Fabio Gallo/ Spiare l&#8217;alleato o il nemico è alla base di ogni forma di potere. Oggi si scopre, come immaginabile, che anche Silvio Berlusconi era spiato dal Paese amico. Ciò non deve scandalizzare, anche se fatto gravissimo, in virtù del fatto che l&#8217;Italia è un paese subalterno agli USA e alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10329" aria-describedby="caption-attachment-10329" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-10329" alt="fabio-gallo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1.jpg" width="900" height="592" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1-300x197.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabio-gallo1-410x270.jpg 410w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10329" class="wp-caption-text">Fabio Gallo &#8211; Esperto di Gestione della Conoscenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Introduzione a cura di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Spiare l&#8217;alleato o il nemico è alla base di ogni forma di potere. Oggi si scopre, come immaginabile, che anche <strong>Silvio Berlusconi</strong> era spiato dal Paese amico. Ciò non deve scandalizzare, anche se fatto gravissimo, in virtù del fatto che l&#8217;Italia è un paese subalterno agli USA e alla sua Silincon Valley, in tutto e per tutto. Come si pretende di controllare il proprio telefono se non si controlla la società che lo produce? E come si pretende di controllare i propri dati se non si è proprietari di chi ne governa il flusso? E come si pretende di gestire le nuove e massive economie provenienti dalla gestione dello <strong>smisurato Patrimonio Culturale italiano</strong> che non si è proprietari dei sistemi che lo fanno? Ora l&#8217;Italia ha compreso che la sua sicurezza è totalmente in mano ad altri, così come la sua economia e lo sfruttamento del suo immenso Patrimonio Culturale. Se non fosse per il genio dei giovani, non sarebbe neanche in grado di proteggere il minimo indispensabile per potere immaginare di avere autonomia nel fare quattro conti. Ma anche e soprattutto l&#8217;innovazione che potrebbe salvarci, nel nostro Paese è mortificata da una classe politica ignorante e inadeguata a leggere l&#8217;attualità, figuriamoci il futuro. In Italia, siamo giunti alla conclusione, i danari pubblici si spendono per fare favori e non per amministrarli. Forse è giunta l&#8217;ora di pensare a noi?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>DAI FESTINI CON LE ORECCHIE LUNGHE ALLA FESTA AL PRESIDENTE BERLUSCONI</strong><br />
Senza dubbio i comportamenti allegri di <strong>Silvio Berlusconi</strong> hanno indotto gli alleati ad alzare le orecchie. A rovinare Berlusconi sono stati, innanzi tutto, i suoi festini ed il clima che essi generavano che hanno infettato lui e l&#8217;intero partito. A riprova di ciò anche il conflitto d&#8217;interessi per il Gruppo Finivest, una volta preso piede l&#8217;ambiente degli scandali, è diventato minore. L&#8217;istinto di spiarlo per poterlo ricattare è nato nei bagni di <strong>Palazzo Grazioli</strong> dove le gentili signore che venivano ospitate, come dimostrato abbondantemente, si selfavano nelle sue stanze. Argomenti succulenti non solo per gli alleati ma per i nemici interni. Conseguenza di un clima ricattatorio consegnato alle mani delle procure italiane e del <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong> che ha attuato una politica di austerità che ci sta portando alla morte civile.  Per dare un freno allo Spread, intanto diventato una spada di Damocle è iniziata la litania davanti al feretro degli italiani celebrato dall&#8217;incenso del programma di Monti e dalle lacrime della Fornero. Poi, quando il ferro diventava rovente e si rischiava una guerra civile arriva l&#8217;opportuno cambiamento con <strong>Enrico Letta</strong> e poi, ciliegina sulla torta, arriva <strong>Matteo Renzi</strong> che farà tutto ciò che Letta, evidentemente, non avrebbe consentito. Ricorderete la simbologia di Letta che si reca a messa all&#8217;alba del tradimento che gli tocca subire in silenzio. Ma ricorderemo anche lo sguardo di Letta a Matteo Renzi nel momento del passaggio della Campanella. <strong>Matteo Renzi,</strong> dunque, è recepito dagli italiani come l<strong>&#8216;esecutore materiale della condanna a morte dell&#8217;economia italiana.</strong> E che Matteo Renzi sia stato immaginato come interprete di questo ruolo, lo dimostra il fatto che per porre rimedio (inutile) al debito pubblico, non riesce, ad esempio, a toccare  le pensioni d&#8217;oro (che sono moltissime), ma i risparmi delle classi medie ormai impoverite, anche con il prelievo dalle pensioni di reversibilità. E che Matteo Renzi non possa oramai sfuggire, suo malgrado, al <strong>ruolo di &#8220;carnefice&#8221;</strong> è provato dal fatto che tutti sanno che indebolendo finanziariamente le classi medie esse non saranno più in grado di mantenere i loro beni immobili e saranno costretti a venderli a prezzi bassissimi, <strong>favorendo i &#8220;becchini&#8221; della finanza</strong> (cinesi e non solo), pronti all&#8217;acquisto. Diventare proprietari dei beni immobili significa essere parte della proprietà dell&#8217;Italia. A questo punto il gioco è fatto. In tutto questo trascuriamo il ruolo della Germania alla quale dedicheremo uno spazio a parte. Una cosa è certa: il <strong>Papa tedesco aveva capito qualcosa, anzi, più di qualcosa.</strong> Alla domanda del giornalista che chiedeva il motivo delle sue dimissioni Sua Santità rispose secco <strong>&#8220;perchè me lo ha detto Dio&#8221;</strong>. Una risposta che deve far riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa potrebbe fare Berlusconi oggi?<br />
Semplice: finanziare il progetto olistico grazie al quale possiamo riprendere le redini dell&#8217;economia del Paese. Allora vincerebbe!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>POLITICA ITALIANA INCAPACE DI SOSTENERE PRODUZIONE DI NUOVE ECONOMIE</strong><br />
Ma la colpa più grande della Politica italiana degli ultimi 15 anni è stata quella di non avere saputo creare progetti in grado di produrre nuove economie, sottovalutando completamente il &#8220;potere della rete&#8221; e quanto esso, in un Paese ricco come l&#8217;Italia, potesse fruttare in termini di benessere economico generale. Alcuni esempi: nonostante l&#8217;Italia abbia avuto nel 2003 un ministero dedicato alle Innovazioni con Lucio Stanca, va detto che la cartina al tornasole del totale fallimento del programma innovativo è stata la realizzazione dell&#8217;incresciosa Piattaforma del Turismo &#8220;Italia.it&#8221;, gestita in modo infantile e costata oltre 50 milioni di euro per realizzare, alla fine, un sito. Una gravissima incapacità che ha esposto al pubblico ludibrio sia il Ministro Rutelli (MiBAC), che la Brambilla alla quale Silvio Berlusconi dedicò il Ministero del Turismo appositamente istituito e traghettatore di ovvietà. Stiamo dicendo che l&#8217;Italia, la nazione che dispone del 60% del Patrimonio culturale d&#8217;interesse turistico mondiale, non è stata capace di dare vita a innovazione in grado di sfruttare i ricchissimi flussi turistici. Con ciò, e per colpa degli incapaci cui i governi hanno dato fiducia, rendendo irreversibile questo sfruttamento dei propri beni consegnati, ormai, alle multinazionali estere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ENORME FALLA E PERDITA DI GRANDI ECONOMIE</strong><br />
Per comprendere il danno che queste incapacità di concepire il futuro hanno procurato all&#8217;economia italiana è sufficiente pensare che tutte le royalty relative alle prenotazioni turistiche degli alberghi italiani sono gestite da multinazionali estere. Parliamo di un fatturato di decine e decine di miliardi. Un valore in crescita esponenziale se pensiamo ai progressi che il &#8220;potere della rete&#8221; ha consentito al commercio elettronico negli ultimi anni. Amazon, E-Bay, Expedia, Booking, ad esempio, producono miliardi di dollari ma non vendono nulla di loro proprietà. Ciò lascia immaginare quanto sia importante investire nell&#8217;intelligenza connettiva e in piani di gestione della conoscenza finalizzati alla produzione di nuove economie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL FALLIMENTO DELLE FINALITA&#8217; PRIMARIE DELLE SOCIETA&#8217; SGR</strong><br />
Ancor maggiore responsabilità il fallimento di tutte le &#8220;agende digitali&#8221; e della deviazione delle finalità delle Società SGR che avrebbero dovuto incentivare lo sviluppo di Startup innovative nel Mezzogiorno d&#8217;Italia con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri; fondi che, puntualmente, finivano al Nord. Ma non si tratta di divario tra Nord e Sud, assolutamente e non è questo il tema della riflessione. Si tratta di comprendere quanto si sia stati incapaci di individuare programmi e progetti olistici, strategici per consentire ad una Nazione come l&#8217;Italia, di amministrare in autonomia il proprio Patrimonio Culturale per metterlo a frutto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ENTI SUBALTERNI E MIOPIA INNOVATIVA</strong><br />
Abbiamo visto Camere di Commercio, Ministeri, Enti di ogni ordine e grado sottomettersi a Google e affidare alla sua società la dematerializzazione del proprio patrimonio, solo per ignoranza. Un lavoro che avrebbero potuto realizzare esperti italiani producendo lavoro specializzato. In pratica, parliamo della più grande occasione della storia moderna mandata in fumo dall&#8217;ignoranza della politica italiana. Oggi un algoritmo, da solo, farebbe meglio che l&#8217;intera Camera dei Deputati. In ogni caso, questo è il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni dati relativi alla Silicon Valley – Santa Clara Valley – California – USA, daranno meglio l&#8217;idea di cosa stiamo parlando:</p>
<p><strong>Google:</strong> 50,17 miliardi di Dollari di fatturato – 10, 73 miliardi di dollari utile netto – 53.546 dipendenti</p>
<p><strong>Apple:</strong> 156,508 miliardi di Dollari di fatturato – 41,733 miliardi di dollari di utile netto – 72.000 dipendenti</p>
<p><strong>Microsoft:</strong> 73,72 miliardi di fatturato – 16,97 miliardi di dollari utile netto 94.000 dipendenti</p>
<p><strong>Oracle:</strong> 37,1 miliardi di fatturato – 10 miliardi di dollari di utile netto – 105.000 dipendenti</p>
<p><strong>Intel:</strong> 53 miliardi di dollari di fatturato – 11.miliardi di utile netto – 104.77 dipendenti</p>
<p><strong>E-bay:</strong> si sa solo che opera sul mercato telematico di ben 38 Paesi</p>
<p><strong>Pay pal:</strong> circa 300 milioni di conti attivi in 192 paesi del mondo e rappresenta circa il 36% di fatturato della sua proprietaria e-bay. In ogni caso parliamo di cifre superiori a 100 miliardi di dollari anno</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA FARNESINA HA CONVOCATO L&#8217;AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI</strong><br />
La Farnesina ha convocato l&#8217;Ambasciatore degli Stati Uniti d&#8217;America John Phillips per avere chiarimenti circa le indiscrezioni comparse su alcuni organi di stampa secondo le quali il Presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi e alcuni suoi stretti collaboratori sarebbero stati sottoposti a intercettazioni telefoniche nel 2011. Lo riferisce la Farnesina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il quotidiano la Repubblica e il settimanale Espresso, in collaborazione con Wikileaks, hanno pubblicato le intercettazioni effettuate dalla Nsa Usa nell&#8217;ottobre 2011 sui telefoni di Palazzo Chigi e dell&#8217;allora premier Silvio Berlusconi. Secondo le due testate, la potente National Security Agency americana spiava Berlusconi, il consigliere personale Valentino Valentini, il consigliere per la sicurezza nazionale, Bruno Archi, il consigliere diplomatico di palazzo Chigi, Marco Carnelos, e il rappresentante permanente dell&#8217;Italia alla Nato, Stefano Stefanini. La rivelazione, scrive Repubblica, dimostra che &#8220;oltre a Germania e Giappone, anche il governo italiano era spiato e riapre il caso del complotto ai danni dell&#8217;allora presidente del consiglio che aveva spinto i fedelissimi di Berlusconi a chiedere una commissione d&#8217;inchiesta&#8221;.</p>
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		<title>Fabio Gallo su parità di accesso a Internet, l&#8217;Articolo aggiuntivo della Costituzione (34 bis)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2015 13:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[APERTURA]]></category>
		<category><![CDATA[cgestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umnai]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Connettiva]]></category>
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		<category><![CDATA[rete]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di ComunicareITALIA.IT/ Un articolo aggiuntivo della Costituzione (il 34-bis) sulla parità di accesso a Internet. Ne sta discutendo il Senato. Il testo è in discussione in commissione Affari Costituzionali al Senato e nasce da due ddl uno a firma di Francesco Campanella (Misto- Italia Lavori in Corso), che è stato votato come testo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9431" aria-describedby="caption-attachment-9431" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9431" alt="internetretegestione della conoscenza- costituzione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO.jpg" width="1000" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FABIO-GALLO-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9431" class="wp-caption-text">Gestione della Conoscenza e Intelligenza Connettiva</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di ComunicareITALIA.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Un articolo aggiuntivo della <strong>Costituzione (il 34-bis)</strong> sulla parità di accesso a Internet. Ne sta discutendo il Senato. Il testo è in discussione in commissione Affari Costituzionali al Senato e nasce da due ddl uno a firma di <strong>Francesco Campanella</strong> (Misto- Italia Lavori in Corso), che è stato votato come testo base e uno di <strong>Stefano Lucidi</strong> del M5s. Il 10 giugno prossimo scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Il testo prevede che:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Tutti hanno eguale diritto di accedere alla rete internet, in modo neutrale, in condizione di parità e con modalità tecnologicamente adeguate. La Repubblica promuove le condizioni che rendono effettivo l’accesso alla rete internet come luogo ove si svolge la personalità umana, si esercitano i diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica e sociale&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FABIO GALLO E LA GESTIONE DELLA CONOSCENZA</strong><br />
Abbiamo chiesto il parere di <strong>Fabio Gallo, Esperto di gestione della Conoscenza e Intelligenza Connettiva</strong> che nel 2006 fu convocato a relazionare ad <strong>Assisi</strong>, dall&#8217;<strong>Associazione Avvocati Europei e Assisi Pax International</strong>, sul tema della &#8220;<strong>semplificazione del linguaggio dei popoli</strong>&#8220;. In quella circostanza, molto lontana dall&#8217;attuale nostra capacità di comprendere Internet, disse che la Rete avrebbe gestito la Memoria Umana e, in quanto tale, le Nazioni Unite avrebbero dovuto istituire una commissione idonea a controllare che lo sviluppo dei contenuti della Rete non fossero in contrasto o in <strong>palese violazione dei Diritti Umani.</strong> All&#8217;epoca la teoria sembrava non avere senso ma oggi è il cuore dell&#8217;intero sviluppo economico e di tutto quanto è definito il &#8220;Potere della Rete&#8221; che in pochi anni ha letteralmente rivoluzionato il sapere e la gestione della conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;approvazione di questo articolo aggiuntivo &#8211; ha commentato <strong>Fabio Gallo</strong> &#8211; è un primo passo ma sarà determinante nel prossimo futuro, quando l&#8217;accesso ai dati, all&#8217;informazione, all&#8217;utilizzo dei testi scolastici digitali, dunque la &#8216;conoscenza&#8217; intesa come pacchetto d&#8217;informazioni atte a formare l&#8217;individuo, potrebbe essere limitata o a pagamento e dare vita, di fatto, a coscienze di serie A e coscienze di serie B. Una mancanza di attenzione in tal senso può produrre in pochi anni, Nazioni ed economie di serie A e di serie B. Non è un caso se già oggi l&#8217;economia nazionale italiana del Turismo e della vendita on line del Made in Italy, dipenda da multinazionali estere che decidono sui motori di ricerca chi deve apparire alla ricerca dell&#8217;utente e chi, o cosa, no. L&#8217;arretratezza nel campo della gestione della conoscenza ha portato all&#8217;Italia un danno enorme. Contrariamente l&#8217;Italia, se solo avesse imparato a gestire in Rete il proprio Patrimonio Culturale, avrebbe risolto enormi problemi di lavoro e ripagato il debito pubblico. Il problema del futuro dell&#8217;economia mondiale e quindi delle Nazioni ma anche del senso di Giustizia sociale e dei Diritti Umani in generale &#8211; ha affermato Fabio Gallo &#8211; dipenderà dalla formazione della &#8216;coscienza&#8217; umana e se la conoscenza è veicolata e gestita da&#8217; motori di ricerca, è chiaro che la Rete e l&#8217;accesso ai contenuti, deve essere di tutti, con pari diritti&#8221;.</p>
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		<title>Il Dollaro, l&#8217;Euro, l&#8217;Oro: Cina, e Russia verso una moneta che detronizzerà il Dollaro?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 22:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale Gruppo ComunicareITALIA/ Lo stato confusionale che genera l&#8217;eccesso d&#8217;informazione sempre più orizzontale e veloce non ci consente approfondimenti indispensabili, invece, per comprendere davvero come stanno le cose e dove la nostra società sta andando. Quante cose vere ci vengono propinate ogni giorno? e quante false per confondere le [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8062" aria-describedby="caption-attachment-8062" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8062" alt="crisi-finanziaria-dollaro-alesandro corneli-fabio gallo-geopolitica-gestione della conoscenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1.jpg" width="700" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/crisi-finanziaria1-472x270.jpg 472w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8062" class="wp-caption-text">Il Dollaro e l&#8217;esasperazione universale</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Introduzione di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale Gruppo ComunicareITALIA/</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stato confusionale che genera l&#8217;eccesso d&#8217;informazione sempre più orizzontale e veloce non ci consente approfondimenti indispensabili, invece, per comprendere davvero come stanno le cose e dove la nostra società sta andando. Quante cose vere ci vengono propinate ogni giorno? e quante false per confondere le nostre idee mentre qualcuno o qualcosa acquista i diritti della nostra Memoria, della nostra Storia, delle nostre Tradizioni? mentre qualcuno acquista le nostre terre, i nostri uliveti, i vigneti, e ora gli aranceti? Il passaggio super veloce della comunicazione analogica a quella digitale, diciamo la verità, non ci ha consentito di comprendere ancora perché ognuno di noi, da circa dieci anni, dipende dal suo telefono divenuto strumento potenzialmente interagente con l&#8217;universo della rete. Proprio lei, la Rete (internet) è la grande meretrice che mostra i suoi aspetti accademici e le sue &#8220;app&#8221; come mammelle di latte per la crescita dei nostri figli e nipoti, per nascondere, invece, un piano unico, semplice, avvilente: il controllo dell&#8217;Umanità. Allora, in questo clima abbiamo bisogno di essere guidati come bambini da chi ha una coscienza internazionale e per questo non mi stancherò mai di ringraziare uno dei più grandi analisti esperti in geopolitica, oggi viventi e di cui mi onoro sentirmi discepolo. Una speranza&#8230;, mi sia concessa.</p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli / visita anche www.grrg.eu</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, 8 luglio, potrebbe diventare una data da ricordare. Senza molta enfasi, con toni moderati, il <em>Corriere della Sera</em> ha dedicato la pagina 11 a un tema di portata globale: <strong>il ruolo del dollaro</strong>. Lo ha fatto sotto il segno della cronaca e non dell’analisi, riferendo le parole del ministro francese delle Finanze, <strong>Michel Sapin, che ha evocato la necessità di limitare l’uso del dollaro come valuta principe del commercio internazionale</strong>. Il riferimento a de Gaulle, che nel 1965, allora presidente della Repubblica, pronunziò un violento attacco contro l’egemonia della valuta americana e il suo inaudito privilegio di poter acquistare beni e servizi semplicemente stampando carta-moneta, era d’obbligo, come pure il titolo provocatorio e auto-protettivo: “Parigi alla crociata anti-dollaro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A de Gaulle andò male</strong>. Tre anni dopo il suo attacco, lo scoppio del “maggio ‘68”, paralizzando la Francia per un mese, spazzò via le riserve auree che Parigi aveva accumulato. Altri tre anni, e nel 1971 <strong>gli Stati Uniti misero fine alla convertibilità del dollaro in oro</strong>, ponendo fine al regime dei cambi fissi. Quel regime che aveva sostenuto i “magnifici trenta” anni di straordinari progressi economici e sociali dell’Occidente, dall’inizio degli anni ’40 all’inizio degli anni ’70. Poi cominciarono le crisi petrolifere, le svalutazioni competitive e i tentativi in sede europea per mettervi riparo (serpente monetario, Sme. infine l’euro) e finalmente la globalizzazione dove ciascuno ha giocato con la massima spregiudicatezza le proprie carte <strong>sotto la regia della finanz</strong>a che, per conseguire i suoi obiettivi, cioè i massimi profitti dovunque si presentassero le migliori occasioni, <strong>ha destabilizzato l’economia reale, quella che produce beni e crea occupazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CHI USA DOLLARI CADE SOTTO LA GIURISDIZIONE DEGLI STATI UNITI</strong><br />
Il <em>Corriere</em> ha preso il coraggio forse sulla spinta del <em>Financial Time</em>s, che il giorno prima, 7 luglio, aveva scritto che le relazioni transatlantiche sono in uno stato di apatia perché la confusione e l’incomprensione stanno prendendo il sopravvento nei rapporti tra Usa ed Europa. La scintilla è scoccata con la <strong>condanna di Bnp-Paribas</strong> a pagare una multa di nove miliardi di dollari perché aveva trattato con il governo del Sudan colpevole di massacri nel Darfur e sotto embargo americano. La condanna è stata resa possibile perché la banca francese aveva fatto transazioni in dollari; non le sarebbe successo nulla se le avesse fatte in un’altra moneta. <strong>Chi usa dollari, cade quindi sotto la giurisdizione degli Stati Uniti</strong>. Ad alcuni ciò sembra eccessivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA CIA AVEVA RECLUTATO UN AGENTE DEL SERVIZIO SEGRETO TEDESCO</strong><br />
Questo episodio avrebbe spinto il ministro francese a fare dichiarazioni di stampo gollista. Solo che, oggi, la Francia conta in Europa molto meno di mezzo secolo fa. La Germania è d’accordo? Sapin ha forse approfittato anche della nuova polemica tra Berlino e Washington: <strong>si è saputo che</strong> <strong>la Cia aveva reclutato un agente del servizio segreto tedesco</strong> per avere informazioni, <strong>dopo</strong> che la Nsa aveva intercettato il telefonico di Angela Merkel e le assicurazioni di Obama alla Cancelliera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CINA E RUSSIA: TOGLIERE DAL TRONO IL DOLLARO E TROVARE UNA NUOVA MONETA<br />
L’affare è grosso, ma non è la Francia a guidarlo, bensì la Cina</strong> (con una certa intesa con la Russia). Pechino e Mosca hanno smesso di acquistare titoli di Stato americani; Pechino, inoltre, accumula oro e Shanghai ne è diventato il principale mercato. Il presidente della Banca centrale cinese da qualche anno afferma che è necessario <strong>togliere il dollaro dal trono e trovare una nuova moneta</strong>, ricavata da un cesto delle più importanti, per regolare gli scambi commerciali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GERMANIA, SOGGETTO DECISIVO<br />
Il soggetto decisivo sarà la Germania</strong>, la quale, a modo suo, ha creato per sé una situazione di privilegio con l’adozione dell’euro. In un modo molto semplice. <strong>Nel caos del regime dei cambi fluttuanti, ha imposto, con la moneta unica, il cambio fisso ai suoi partner</strong>, che sono stati obbligati a rinunziare alle svalutazioni competitive cui ricorrevano periodicamente per tenere testa alla formidabile economia germanica.  Per questo motivo la Germania continua ad essere competitiva a livello mondiale, anche se con crescente fatica, nonostante il cambio euro-dollaro sia a 1,36. A soffrirne sono altri Paesi dell’eurozona, come Francia e Italia. Quindi bisognerà attendere che anche in Germania si avverta il peso di questo cambio perché Berlino prenda posizione e scenda in campo sulla questione sollevata dal ministro francese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ITALIA: SEGNALI POSITIVI&#8230;PER I SALDI<br />
Quanto all’Italia</strong>, l’attenzione è concentrata sullo scontro verbale tra Renzi e Grillo mentre il ministro dell’Economia, Padoan, che ora presiede l’Ecofin, ripete “serenamente” che il debito italiano è tra i più sostenibili e il <strong><em>Sole 24 Ore</em></strong>, giulivo, <strong>vede “segnali positivi” in questi primi giorni di saldi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A COSA SERVE IL SERVIZIO CIVILE? A RIDURRE LA DISOCCUPAZIONE</strong><br />
Per ridurre la disoccupazione giovanile, si pensa a reintrodurre, per 100 mila ragazzi, il “servizio civile”, a poco più di 400 euro al mese, per un anno, a turno. E Napolitano si scaglia contro il bicameralismo perfetto. In vista delle elezioni per l’Anm, <strong>la Procura di Milano torna a spaccarsi</strong>, <strong>segnale inequivocabile che una “riforma della giustizia” è dietro l’angolo</strong>, ma gli slide diffusi dal ministro sono, com’era prevedibile, solo slogan conditi di buon senso e di buone speranze. Bolle di sapone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A LONDRA SI TEME UNA BOLLA FINANZIARIA<br />
A Londra, invece, si teme una nuova bolla finanziaria</strong>. Lo stesso FT, qualche settimana fa, aveva sollevato la questione del ruolo del dollaro. <span style="text-decoration: underline;">Speriamo che la grande partita non abbia bisogno, per trovare una soluzione, di un nuovo conflitto militare generalizzato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PAPA FRANCESCO MINACCIATO DI MORTE?</strong><br />
Papa Francesco, che non si stanca di condannare questa economia finanziarizzata, adesso ha avuto, secondo alcuni, una chiara minaccia dalla criminalità organizzata. Ma lui va avanti imperterrito perché, contro i guru della finanza e i padrini, crede nel <strong>“non prevalebunt”</strong>, una super-assicurazione.</p>
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		<title>Telecom: Sicurezza Nazionale a rischio. Copasir e non solo avvertono la politica italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Sep 2013 18:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[potere della rete]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;argomento &#8220;Web&#8221; in relazione alla sicurezza nazionale non viene considerata solo ed esclusivamente dai Servizi Segreti che esistono, ovviamente, per tutelare difendere gli interessi dello Stato, ma anche dagli esperti di gestione della conoscenza che, prima ancora di quanto sta accadendo oggi con Telecom, cercavano di avvisare la Politica italiana dei gravissimi rischi che l&#8217;Italia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6344" aria-describedby="caption-attachment-6344" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="telecom" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/telecom.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6344" title="telecom" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/telecom.jpg" alt="Telecom, Copasir: sicurezza nazionale a rischio" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/telecom.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/telecom-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/telecom-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6344" class="wp-caption-text">Telecom, Copasir: sicurezza nazionale a rischio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;argomento &#8220;Web&#8221; in relazione alla sicurezza nazionale non viene considerata solo ed esclusivamente dai Servizi Segreti che esistono, ovviamente, per tutelare difendere gli interessi dello Stato, ma anche dagli esperti di gestione della conoscenza che, prima ancora di quanto sta accadendo oggi con Telecom, cercavano di avvisare la Politica italiana dei gravissimi rischi che l&#8217;Italia stava già correndo mettendo a rischio tutto il sistema economico nazionale.<br />
Questa vicenda relativa al controllo della gestione dei dati oggi ben stigmatizzata dal Presidente del Copasir Giacomo Stucchi è stata affrontata, se pur da altre angolature da Fabio Gallo, esperto di gestione della conoscenza della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; di Roma (leggi <a title="Il Potere della Rete logora chi non ce l'ha a cura di ComunicareITALIA" href="http://www.comunicareitalia.it/2013/08/potere-della-rete-alte-istituzioni-ascoltano-lesperto-per-difesa-cultura-ed-economia-italiana/" target="_blank">&#8220;Il potere della Rete logora chi non ce l&#8217;ha</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Oggi l&#8217;argomento relativo alla cessione del controllo di Telecom &#8211; </em>afferma <strong>Fabio Gallo</strong><em> &#8211; fa saltare tutti dalla sedia perché a lanciare l&#8217;allarme alla Politica è addirittura il Copasir. Dunque, la cosa è molto seria. Ma lo era anche prima poiché la gestione delle nuove economie in Italia è quasi del tutto in mano alle multinazionali estere e il nostro Paese, tranne qualche geniale trincea di resistenza tricolore costruita con grandi sacrifici. Se la Politica italiana non si pone nella condizione di poter maturare a brevissimo progetti per lo sviluppo di nuove economie tramite l&#8217;esercizio del potere della rete, allora si che l&#8217;Italia sarà a rischio perché non solo non gestirà i suoi dati ma neanche la sua economia sempre più governata dalla Rete&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione Telefonica-Telco mette a rischio la sicurezza nazionale. A lanciare l&#8217;allarme è il presidente del Copasir Giacomo Stucchi. La cessione del controllo di Telecom agli spagnoli, avverte, «pone seri problemi di sicurezza nazionale, visto che la rete Telecom è la struttura più delicata del Paese, attraverso cui passano tutte le comunicazioni dei cittadini italiani ed anche quelle più riservate». «Su questo tema &#8211; annuncia Stucchi &#8211; faremo una riflessione come Comitato e chiederemo che venga a riferire in audizione il direttore del Dis, Giampiero Massolo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Catricalà: lo scorporo della rete si può imporre con legge </strong><br />
Il Governo, come ha annunciato il premier Letta, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-25/caso-telecom-letta-rete-134141.shtml?uuid=AbcadhbI">è pronto a difendere la rete</a>. Se per scorporo della rete di Telecom Italia intende «la separazione societaria, si può imporre con legge», ricorda il vice ministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà a margine di un&#8217;audizione al Senato. «Quello che non si può fare &#8211; aggiunge &#8211; é l&#8217;esprorio senza indennizzo». Catricalà ricorda che questa è «una buona occasione per accelerare la procedura che Telecom Italia ha avviato» sulla separazione societaria della rete di Telecom Italia. Quanto a un intervento per legge, precisa, il Governo auspica che non sia necessario: «Spero di no».</p>
<p style="text-align: justify;">«Siccome non siamo stati informati» sul riassetto Telco, continua il viceministro, «abbiamo ancora le mani libere, sia pure nei pochi ambiti dove possiamo intervenire. Nessuno ha detto sì». Su Telecom, mette in evidenza Catricalà, «un&#8217;attenzione del genere non c&#8217;era stata. Ora siamo presenti in un&#8217; operazione che é ancora in itinere».</p>
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		<title>Sviluppo: ComunicareITALIA incontra il Gruppo ADN Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 21:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[adn italia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo comunicareitalia]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimonio cultura italiano]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Il Parlamentare.it &#8211; &#8220;Il mondo produttivo italiano e in particolar modo quello del Meridione dell’Italia, così come quello della politica costruttiva e intelligente, necessita di un apposito spazio positivo nel mondo della comunicazione. Ciò, perché il processo di crescita e sviluppo economico possa essere accelerato e sostenuto anche dal basso con efficacia. Uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6178" aria-describedby="caption-attachment-6178" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Il-Quirinale" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6178" title="Il-Quirinale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1.jpg" alt="Roma - Il Palazzo del Quirinale" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6178" class="wp-caption-text">Roma - Il Palazzo del Quirinale</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; Il Parlamentare.it &#8211; <em>&#8220;Il mondo produttivo italiano e in particolar modo quello del <strong>Meridione dell’Italia</strong>, così come quello della <strong>politica costruttiva e intelligente</strong>, necessita di un apposito <strong>spazio positivo nel mondo della comunicazione</strong>. Ciò, perché il <strong>processo di crescita</strong> e sviluppo economico possa essere <strong>accelerato e sostenuto</strong> anche dal basso con efficacia. Uno spazio positivo in un mondo ove la Comunicazione sia amica dell’Italia che cresce e lavora e non distratta sempre e solo da pretestuose note di cronaca che finiscono per demolire quanto di positivo si sviluppa in Italia&#8221;.</em><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GRUPPO ComunicareITALIA INCONTRA IL GRUPPO ADN ITALIA A ROMA</strong><br />
Questo, il contenuto scritto sull’invito rivolto dal <strong><a title="Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA per la promozione del Brand Italia e del Made in Italy" href="http://www.gruppocomunicareitalia.it" target="_blank">Gruppo Editoriale ComunicareITALIA</a></strong> per la comunicazione del <strong>Brand Italia e del Made in Italy</strong> <strong>in Rete</strong> al <strong>Gruppo ADN ITALIA</strong>. L’incontro che si è svolto nel cuore della Roma antica, nella sede del Gruppo ComunicareITALIA, è il primo di una lunga serie nella quale prenderà vita una <strong>linea editoriale positiva</strong> in termini di spazi e propositiva in termini progettuali che funzionerà anche da attrattore di esperti nel mondo della <strong>gestione della conoscenza</strong>, capaci di rivolgere il <strong>Potere della Rete</strong> e della <strong>Comunicazione Televisiva e Radiofonica Digitale</strong> in genere, verso un futuro ove quella parte importante di società onesta e produttiva possa vedersi rappresentata in modo adeguato.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO PILASTRO DELL&#8217;ITALIA CHE CRESCE</strong><br />
Il Gruppo ComunicareITALIA ha già reso disponibile il suo noto data base di prestigiose immagini digitali che ritraggono il grande <strong>Patrimonio Culturale Italiano. </strong>Ciò significa che questo modello di comunicazione appositamente studiato per aprire varchi positivi di cui c&#8217;è per davvero bisogno si avvarrà del più prestigioso contenitore di immagini che ritraggono, tra l&#8217;altro, la maggior parte del patrimonio UNESCO italiano. Una manna per l&#8217;imprenditoria e per quel mondo del lavoro che, giustamente, non desidera essere accostata a processi informativi involutivi che caratterizzano oggi parte dell&#8217;Italia e, in particolar modo il Sud. Il prossimo incontro aperto sarà fissato nel Sud dell&#8217;Italia, con molta probabilità in Calabria, da dove sembra essere partita l&#8217;istanza del mondo imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Napolitano: &#8220;Italia sia fondata davvero su lavoro&#8221;. Necessita regia innovativa per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/05/napolitano-italia-sia-fondata-davvero-su-lavoro-necessita-regia-innovativa-per-litalia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2013 13:31:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Paolo di Tarso]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale Gruppo ComunicareITALIA Il problema dell&#8217;Italia è serio e non si dimezza la sua gravità affermando che si tratta di un problema condiviso da altre nazioni dell&#8217;Europa. La politica italiana, in particolare nell&#8217;ultimo decennio, non è stata capace di gestire il mercato che si stava aprendo nel settore IT &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5980" aria-describedby="caption-attachment-5980" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5980" title="Giorgio-Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano13-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5980" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale <a title="Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA" href="http://www.gruppocomunicareitalia.it" target="_blank">Gruppo ComunicareITALIA</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema dell&#8217;Italia è serio e non si dimezza la sua gravità affermando che si tratta di un problema condiviso da altre nazioni dell&#8217;Europa. La politica italiana, in particolare nell&#8217;ultimo decennio, non è stata capace di gestire il mercato che si stava aprendo nel settore <strong>IT &#8211; Innovation Tecnology</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è consapevole il <strong>Presidente della Repubblica Italiana</strong> <a title="Presidenza della Repubblica Italiana" href="http://www.quirinale.it" target="_blank"><strong>Giorgio Napolitano</strong></a> che ha dichiarato: &#8220;<em>La verità è che sono cambiate le tecnologie, i termini dell&#8217;occupazione e si è colto molto in ritardo il dilagare della disoccupazione giovanile sia in occidente che nei Paesi emergenti e in Italia lo sentiamo molto acutamente e drammaticamente&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA POLITICA ITALIANA SPENDE MA NON INVESTE</strong><br />
La politica italiana ha consolidato un metodo arcaico di amministrare il bene comune in dicotomia con le reali esigenze dei mercati moderni: in pratica, la politica italiana è bravissima a spendere danaro pubblico, ma non ad investirlo. Non è bello per chiunque si consideri per davvero &#8220;italiano&#8221; dovere prendere atto dell&#8217;inadeguatezza dei politici italiani a dare risposte agli interrogativi del mercato moderno. Per di più, è stata capace di investire sia i fondi statali che quelli europei nella direzione della valorizzazione e ricerca di sistemi capaci di generare nuove economie. Con ciò, generando un buco enorme, probabilmente superiore a 300 miliardi di Euro che ogni anno, e ogni anno sempre più perché il mondo continua ad evolversi anche nelle differenze, fanno affondare la penisola italiana nel rischio di dover ricorrere alla vendita del suo oro a qualche nazione &#8220;corvo&#8221;, per poter risanare i propri debiti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIORGIO NAPOLITANO HA CAPITO TUTTO</strong><br />
Ritengo che il <strong>Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</strong> abbia perfettamente compreso che la politica italiana necessiti di salto generazionale. I suoi messaggi forti e chiari sono stati accolti dalla stampa più volte: da Reggio Calabria, dalla quale auspicava una generazione di nuovi politici. Anche recentemente dalla <strong>Fiera del Libro</strong> (2013) <strong>Giorgio Napolitano</strong> ha dichiarato che l&#8217;Italia necessita di una classe dirigente nuove e adeguata ai tempi. Fino a giungere ad oggi, ad una dichiarazione che denuncia la reale necessità: <strong>&#8220;</strong><em><strong>la verità è che sono cambiate le tecnologie, i termini dell&#8217;occupazione&#8230;</strong>&#8220;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ARSENALE ITALIANO PER LE NUOVE ECONOMIE</strong><br />
Ci troviamo innanzi ad un gruppo di politici tradizionali, vecchio stampo, ancora seduti sulla poltrona, mentre tutto il mondo dell&#8217;Economia è in movimento. L&#8217;Italia dispone di un vero arsenale di Beni Culturali, Agroalimentari, Paesaggistici, Naturali e Tradizionali da fare invidia a mezzo universo. Un capitale che posto sulla bilancia dell&#8217;Economia Internazionale pende in maniera determinante a favore dell&#8217;Italia e del suo Pil. Ma la politica dorme, si frammenta, demolisce la nostra Nazione e diventa sempre più cieca rispetto al potere delle multinazionali sempre più intelligenti e invisibili. Il Governo deve ascoltare gli esperti in Gestione della Conoscenza perché la battaglia non è più solo politica ma molto più evoluta ai settori dell&#8217;intelligenza applicata alla produzione di nuove economie. Possiamo aumentare in pochissimo tempo il potere dell&#8217;Italia in modo esponenziale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL MADE IN ITALY</strong><br />
Il più forte Brand al mondo per gusto e qualità si chiama Made in Italy e la politica italiana ha consentito che divenisse il più imitato a vantaggio di economie &#8220;nere&#8221; che oggi, come avvoltoi, attendono di renderci schiavi. E ciò accadrà solo ed esclusivamente perché l&#8217;Italia ha nutrito sino ad oggi una classe politica che dai salotti televisivi vuole farci vedere le stelle ma non vede neanche il proprio dito che le indica. Tutto questo compromette definitivamente il lavoro e il mancato utilizzo di veri esperti nei settori strategici della gestione della Conoscenza &#8211; profeti delle nuove economie &#8211; ridurrà anche la speranza a macerie di una ulteriore sconfitta dell&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUANTO COSTA ALL&#8217;ITALIA L&#8217;UOMO GIUSTO AL POSTO SBAGLIATO?</strong><br />
In ultimo: avete mai calcolato quanto costa a tutti noi l&#8217;ignoranza di quanti occupano posti strategici per la crescita, nella politica, nella Pubblica Amministrazione, nella Sanità, etc, che non sono capaci? Avete mai provato a immaginare quanto costa all&#8217;Italia e a tutti noi l&#8217;ignoranza, l&#8217;incapacità, l&#8217;inadeguatezza di tali soggetti rispetto al loro prossimo? Anche questo è un problema serio, molto serio, che bisogna risolvere al più presto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Giorgio Napolitano &#8211; afferma <a title="TG COM - prima Azienda Europea privata d'Informazione multimediale" href="http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/articoli/1097526/napolitano-in-ritardo-sulla-disoccupazione-.shtml" target="_blank">Tg Com</a> &#8211; la mancanza di lavoro, soprattutto per i più giovani, non è un problema solo italiano, ma di tutto l&#8217;occidente e dei Paesi emergenti. &#8220;La verità è che sono cambiate le tecnologie e i termini dell&#8217;occupazione: si è colto in ritardo il dilagare della disoccupazione giovanile&#8221;, ha detto infatti il capo dello Stato, sottolineando come l&#8217;Italia senta questo problema &#8220;molto acutamente e drammaticamente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dobbiamo essere &#8211; ha affermato Napolitano ai microfoni del Tg5 &#8211; una Repubblica all&#8217;altezza dell&#8217;articolo 1 della Costituzione, quel primo articolo ebbe grande significato. Si discusse moltissimo in assemblea costituente e si scelse questa dizione anziché l&#8217;altra &#8216;è una Repubblica dei lavoratori&#8217;. &#8216;Fondata sul lavoro&#8217; è qualcosa di più, c&#8217;è un principio regolatore a cui si debbono uniformare tutti gli attori sociali e tutte le rappresentanze politiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che ha sottolineato il presidente della Repubblica è come il problema della disoccupazione giovanile sia globale. &#8220;Il più importante settimanale internazionale di economia, The Economist, è uscito con una copertina ed un editoriale il cui titolo è &#8216;Una generazione senza lavoro&#8217;. Si parla, solo nei Paesi del mondo ricco, di 26 milioni di giovani che non sono più nel processo formativo, non fanno addestramento e non hanno lavoro. Nell&#8217;insieme, l&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro ha fatto la cifra di 75 milioni di giovani disoccupati, qualcosa di simile alla popolazione di un grande Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;IDEA DELLA FONDAZIONE &#8220;PAOLO DI TARSO&#8221; </strong><br />
Per non somigliare a coloro i quali abbiamo criticato, aridi di soluzioni, proponiamo un&#8217;idea giunta dalla <strong>Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</strong> (<a title="Fondazione Culturale &quot;Paolo di Tarso&quot; - Esperta in Gestione della Conoscenza" href="http://www.paoloditarso.it " target="_blank">www.paoloditarso.it)</a> che ha sviluppato una notevole esperienza nel delicato e innovativo settore della Gestione della Conoscenza: l&#8217;istituzione di una ristrettissima cerchia di esperti in gestione della conoscenza che abbia lo scopo di individuare e suggerire alla Politica linee strategiche da adottare immediatamente per <strong>&#8220;seminare intelligenza&#8221;</strong> e raccogliere prestissimo <strong>&#8220;nuove economie&#8221;</strong>. Un cerchia ristrettissima di intelligenze che potrebbe rispondere solo al <strong>Presidente della Repubblica</strong> e che rimane assolutamente invisibile. Potremmo scendere anche nei dettagli in modo diretto. Rispondiamo a <a href="mailto:redazione@comunicareitalia.it" target="_blank">redazione@comunicareitalia.it</a></p>
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		<title>Governo: la Torta è stata spartita. Ora vediamo se ce n&#8217;è per i Cittadini Italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 19:35:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di E. Beta Bene, la torta sembra essere stata affettata a dovere e pare che nessuno stia guardando nel piatto dell&#8217;altro, forte di accordi pregressi che, a tagliare la torta, hanno evitato che andasse gente qualsiasi. Ora tutti mangiano, qualcuno pensa che i suoi diritti pensionistici stanno continuando alla grande, qualcun&#8217;altro appena entrato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;">
<figure id="attachment_5865" aria-describedby="caption-attachment-5865" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="governo-italiano" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/governo-italiano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5865" title="governo-italiano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/governo-italiano.jpg" alt="la Torta PD - PDL - M5S e altri" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/governo-italiano.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/governo-italiano-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/governo-italiano-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5865" class="wp-caption-text">la Torta PD - PDL - M5S e altri</figcaption></figure>
<p><strong>A cura di E. Beta</strong></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Bene, la torta sembra essere stata affettata a dovere e pare che nessuno stia guardando nel piatto dell&#8217;altro, forte di accordi pregressi che, a tagliare la torta, hanno evitato che andasse gente qualsiasi. Ora tutti mangiano, qualcuno pensa che i suoi diritti pensionistici stanno continuando alla grande, qualcun&#8217;altro appena entrato inizia a fare i conti di questo mese e fa le moltiplicazioni per &#8220;n&#8221; numero di mesi = a&#8230;.!</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>CRISI: SITUAZIONE SOCIALE BOLLENTE</strong><br />
E mentre le redazionI giornalistiche televisive aggiungono poltrone sotto i riflettori, i politici, in generale, sanno che per tutti è poco etico dire che la rivoluzione è alle porte perché si rischia di riscaldare l&#8217;ambiente. Di fatto,  però, anche il <strong>Presidente della Camera Laura Boldrini</strong>, esperta di questioni sociali difficili, avverte che la situazione non è calda ma è bollente.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>GOVERNO: LA TORTA E&#8217; STATA SPARTITA. ORA LAVORATE PER GLI ITALIANI</strong><br />
Noi de IL PARLAMENTARE.IT chiediamo a tutti i colleghi giornalisti e redattori di evitare tanti complimenti ai politici (a quelli un po più liberi) poichè da oggi, una volta SPARTITA LA TORTA, devono iniziare a sfornare risultati concreti capaci di non ipotecare più di quanto è stato fatto fino ad oggi la vita dei Giovani, facendo pagare, tra l&#8217;altro, ai pensionati e agli onesti lavoratori, le conseguenza della loro inadeguatezza.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>POLITICI ITALIANI INCOMPETENTI NEI SETTORI &#8220;IT&#8221; FINALIZZATI A GENERARE NUOVE ECONOMIE</strong><br />
Il problema ora è un&#8217;altro: IL 90% DEI politici italiani sono così a zero in quanto a competenza nel settore <strong>IT &#8211; Innovation Tecnology</strong> applicata a progetti dedicati alla reperibilità di nuove economie, che se ci facessimo promotori di una start-up innovativa scritta, ad esempio, da Bill Gates (senza che loro lo sappiano) i nostri politici, quasi di certo la boccerebbero.</div>
<div style="text-align: justify;">Il problema dei giovani italiani e delle nuove economie, dunque, non è nella capacità dei politici di fare il taglio della torta dei poteri &#8220;al laser&#8221;. In quest&#8217;arte nessuno supera i politici italiani. Il problema è quello di comprendere che senza una vera ondata di gente capace di interpretare e gestire il futuro, il futuro non ci sarà. Non per sparare sulla Croce Rossa ma in Italia sono veramente pochi ad avere capito per davvero come bisognerebbe trattare, ad esempio, con i motori di ricerca che hanno letteralmente preso in mano le sorti economiche di tutto ciò che oggi viene gestito dalla Rete (cioè tutto, ndr). Problema serio, più di quanto si possa immaginare, più volte segnalato, ma mai recepito.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>IL PERICOLO DEI MOTORI DI RICERCA </strong></div>
<div style="text-align: justify;">facciamo un solo esempio, per evitare di essere ackerati a morte: non è escluso che google, IN QUESTE SETTIMANE, possa chiedere agli umani un piccolo contributo di 5 Euro per evitare di defenestrare tutti i NOSTRI video da  YOU TUBE, il sistema di pubblicazione e condivisione che credevamo sino ad oggi gratuito, ovviamente, al prezzo del trasferimento della proprietà del materiale pubblicato al fine dell&#8217;utilizzo commerciale di YOU TUBE.</div>
<div style="text-align: justify;">A parere del lettore, quanto guadagnerà in una sola notte la società che gestisce Google? Ecco, se avete almeno idea, ciò vi può aiutare a capire come si producono &#8220;nuove economie&#8221; per dare vita ad una Nazione (nel nostro caso); nel loro, ad una multinazionale che di noi governa tutto e governerà tutto ciò che dell&#8217;ITALIA può produrre MERCATO e NUOVE ECONOMIE. Basterebbe parlarne&#8230;(!!!)</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>CHI <strong>DEI POLITICI ITALIANI, </strong>DOVREBBE PENSARE IN QUESTA DIREZIONE ?</strong><br />
Oggi Romeo e Giulietta, in Italia, sarebbero felicemente sposati con figli, tutti felici con zii e nonni a entrambi le parti. Montecchi e Capuleti, magari ci fosse stato il M5S all&#8217;epoca, avrebbero evitato di scontri, sangue e duelli come quello tra Mercuzio e Tebaldo. Ciò per dire che vedere PDL e PD (pubblicamente) insieme, fa un certo effetto. In questa situazione, pensate, la politica dovrebbe individuare, sempre tra le fette di torta, l&#8217;uomo o la donna capace di creare un sistema italiano che produce soldi da se stesso.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>CERCATE UN ESPERTO DI GESTIONE DELLA CONOSCENZA</strong><br />
Il problema è che tutti sono convinti di poterlo fare &#8211; e per questo non c&#8217;è speranza &#8211; solo perché ora sanno twittare, smanettare su facebook, e così via. Questo è il dramma. La soluzione c&#8217;è ma è nella testa di persone che attualmente non militano in nessun partito politico e per questo lontano dalla capacità di essere ritenute una RISORSA. Una dritta, però, intendiamo darla: cercate qualcuno che canti all&#8217;alba e che sia un ESPERTO IN GESTIONE DELLA CONOSCENZA.</div>
<div style="text-align: justify;"> A questo punto, in attesa di un miracolo degno dei sacrifici di tanta, tanta gente per bene che vorremmo continuare a chiamare ITALIANI, vedremo cosa succederà dopo il ritiro dei Ministri in Convento. Ovviamente siamo certi che il buon Letta abbia intuito che da questa riunione non dovrebbe rimanere fuori il padrone di casa: lo Spirito Santo, senza il quale la politica rimarrà sempre cocciuta, litigiosa e piagnucolona. Noi tifiamo per l&#8217;Italia e per i Giovani e, ovviamente, per tutte le cariche dello Stato che da oggi sono al lavoro. Nuova fiducia, nuove speranze, non ci deludete, grazie.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>ORA VEDIAMO COM&#8217; E&#8217; STATA TAGLIATA LA TORTA<br />
Francesco Boccia</strong> (Pd) è stato eletto presidente della Commissione<strong> </strong>Bilancio<strong> </strong>della Camera. <strong>Daniele Capezzone</strong> (Pdl) va invece a capo di quella Finanze. Alla commissione Esteri va <strong>Fabrizio </strong><strong>Cicchitto</strong>, deputato del Pdl, eletto con 30 voti, contro i 10 di Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle. E&#8217; invece <strong>Francesco </strong><strong>Paolo </strong><strong>Sisto</strong>(Pdl) il neopresidente della Commissione Affari Costituzionali.</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Donatella</strong> <strong>Ferranti</strong>, deputata del Pd, e l&#8217;esponente del Pdl, <strong>Elio</strong> <strong>Vito </strong>sono stati eletti rispettivamente presidente della commissione Giustizia e della Difesa della Camera, mentre <strong>Guglielmo</strong> <strong>Epifani</strong> è la nuova guida della Commissione Attività Produttive. Spunta anche un grillino: <strong>Alfonso </strong><strong>Bonafede</strong>, eletto vicepresidente della commissione Giustizia. E ancora sempre alla Camera: al deputato del Pd, Michele Bordo, è andata la Commissione Politiche Ue, Luca Sani, sempre del Pd, la Commissione Agricoltura, così come a Michele Meta (Pd) la presidenza della Commissione Trasporti. Infine l&#8217;ex ministro del Lavoro, <strong>Cesare </strong><strong>Damiano</strong>, è stato eletto capo della Commissione Lavoro. Infine, <strong>Ignazio </strong><strong>La </strong><strong>Russa</strong> è stato eletto presidente della giunta per le autorizzazioni della Camera.<strong>La prima presidenza del M5S &#8211; </strong>Il Movimento 5 Stelle ha ottenuto anche la prima presidenza di un organismo parlamentare: si tratta della Giunta per le elezioni della Camera che ha visto <strong>Giuseppe </strong><strong>D&#8217;Ambrosio </strong>eletto come proprio presidente con 18 voti.<strong>Le nomine al Senato &#8211; </strong>Queste, invece, le nomine per il Senato. <strong>Anna</strong> <strong>Finocchiaro </strong>sarà il nuovo presidente della Commissione Affari Costituzionali, mentre alla Commissione Finanze hanno eletto come presidente <strong>Mauro</strong> <strong>Maria </strong><strong>Marino </strong>(Pd). Guiderà la Commissione Bilancio, invece, <strong>Antonio </strong><strong>Azzollini</strong> (Pdl). Il presidente della Commissione Esteri del Senato è <strong>Pier </strong><strong>Ferdinando </strong><strong>Casini</strong>, mentre a <strong>Nicola </strong><strong>Latorre</strong> è toccata la Commissione Difesa. Emilia Grazia De Biasi è stata eletta presidente della commissione Sanità del Senato. <strong>Roberto </strong><strong>Formigoni </strong>(Pdl) è andato All&#8217;Agricoltura.<strong>Doppia fumata nera per Nitto Palma (Pdl) &#8211;</strong> Scoppia anche un caso Palma. La commissione Giustizia del Senato non riesce ad eleggere il candidato del Pdl né alla prima né alla seconda votazione. &#8220;Ognuno si assumerà le proprie responsabilità&#8221;, ha poi commentato il capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani.<strong>L&#8217;ira del M5S &#8211; </strong>Sulla &#8220;questione Commissioni&#8221;, dove è stato trovato l&#8217;accordo tra Pd e Pdl, non ha risparmiato critiche il capogruppo M5S al Senato Vito Crimi. &#8220;Anche solo immaginare di dare le presidenze che ci spettano a Sel e Lega, significa tentare di fare un Gran Premio facendo correre gli avversari con il muletto, ma il risultato non sarebbe tagliare il traguardo, bensì schiantarsi contro le tribune alla prima curva seria, essendosi privati dei freni&#8221;.<strong>Sel contro M5S: &#8220;Affetti da poltronismo&#8221; &#8211;</strong> &#8220;Ci aspettavamo il rispetto da parte del M5S dell&#8217;accordo tra le opposizioni. Lo hanno rifiutato e si sono presi tutto, accaparrandosi le poltrone di vicepresidente e segretario in tutte le commissioni della Camera&#8221;. Così Gennaro Migliore, capogruppo di Sel, ha attacca i 5 Stelle accusandoli di essere &#8220;affetti da poltronismo&#8221;.</p>
<p><strong>Gasparri contro il Pd: &#8220;Viola i patti&#8221; &#8211;</strong> &#8220;Quanto accaduto in commissione Giustizia al Senato eèinaccettabile. Bersani e Zanda mettano in riga i propri senatori o li sostituiscano con i principali esponenti del Pd a Palazzo Madama. E&#8217; chiaro ora a tutti chi viola i patti e chi li rispetta. Il Pdl è un partito serio. Il Pd è il regno del caos&#8221;. Lo ha affermato il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri.</p>
</div>
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		<title>Fabio Gallo a Mario Monti: usi l&#8217;Intelligenza Connettiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 14:26:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[All&#8217;alba delle affermazioni del Sottosegretario all&#8217;Editoria Paolo Peluffo in occasione del centenario della nascita del sociologo del Villaggio Globale &#8220;Mc Luhan, Fabio Gallo, esperto di Intelligenza Connettiva e Gestione della Conoscenza ha dichiarato: FABIO GALLO AL PRESIDENTE  MARIO MONTI &#8220;Mi permetto di offrire un suggerimento al Presidente Mario Monti: usi l&#8217;Intelligenza Connettiva. Sono tre anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="lightbox" title="Fabio-Gallo (2)" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4882"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4882" title="Fabio-Gallo (2)" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-2.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-2.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-2-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-2-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a>All&#8217;alba delle affermazioni del Sottosegretario all&#8217;Editoria Paolo Peluffo in occasione del centenario della nascita del sociologo del <strong>Villaggio Globale &#8220;Mc Luhan</strong>, <strong>Fabio Gallo, esperto di Intelligenza Connettiva e Gestione</strong> <strong>della Conoscenza</strong> ha dichiarato:</p>
<p><strong>FABIO GALLO AL PRESIDENTE  MARIO MONTI</strong><br />
<em>&#8220;Mi permetto di offrire un suggerimento al <strong>Presidente Mario Monti</strong>: <span style="text-decoration: underline;"><strong>usi l&#8217;Intelligenza Connettiva. </strong></span>Sono tre anni che senza risparmiare fiato sto affermando che il Governo italiano sta rinunciando a produrre centinaia di miliardi a vantaggio dell&#8217;economia del Paese che potrebbero provenire dal mondo della connettività. Essa rappresenta il cuore di ogni forma di business moderno: dal <strong>Turismo, all&#8217;Agroalimentare, al Tessile, alla Medicina, </strong>ma c&#8217;è molta presunzione tra gli scanni del Governo e appena nasce una iniziativa essa viene dirottata ad amici o parenti o a roccaforti universitarie ove i giovani vengono formati per essere sfruttati, tranne una piccolissima parte che, in una rivoluzione digitale vera e propria, oggi necessaria per scuotere le Economie, non fa testo. Per questo motivo la Silicon Valley non ha rivali e sta prosciugando le tsche del mondo dopo avere dato vita al Genio dell&#8217;Economia Moderna. Miliardi e Miliardi Veri, Signor Presidente!<br />
Le intelligenze italiane che potrebbero sovvertire in un solo anno il destino certo dell&#8217;Italia ci sono ma non sempre, purtroppo per la Nazione, sono parenti di senatori e deputati. Magari, cerchiamoli in qualche parrocchia e vedrà che li troviamo. Le sarebbe sufficiente ascoltarne uno solo per capire tutto ciò che lei non può conoscere poiché la sua è una formazione diversa, idonea a fare ciò che fa ma non altro. </em></p>
<p><em><strong>Il Governo di oggi, così come quello precedente,</strong> certo con stile e classe diversi, <strong>hanno creato un vuoto strategico nel settore del recupero di nuove economie per il tramite dell&#8217;Intelligenza Connettiva.</strong> Ho personalmente e più volte scritto a <strong>Renato Brunetta</strong>, oltre avere cenato con lo stesso quando era Ministro per l&#8217;Innovazione Tecnologica, ma non c&#8217;è stato verso. <strong>Non capisce niente ci connettività.</strong> Poi, ho visto che pubblicizzava giochini elettronici per gli uffici della Pubblica Amministrazione. Vorrei sapere che fine hanno fatto.<br />
</em></p>
<p><em>Ma temo che stia per diventare troppo tardi perchè <strong>ascoltare Paolo Peluffo, che stimo molto</strong>, auspicare ancora che possano usarsi le risorse di Rete, <strong>significa che la politica italiana è nel pallone più totale rispetto alle nuove economie. </strong>Per vincere questa battaglia, stimato Presidente Monti, dobbiamo imparare a sognare. Se non inseguiamo un sogno noi non salveremo una Nazione viva, ma un Cimitero di morti viventi&#8221;.</em></p>
<p>Le dichiarazioni di <strong>Fabio Gallo</strong> sono state rilasciate a seguito di quelle di Paolo Peluffo in occasione  dell&#8217;iniziativa <strong>&#8216;McLuhan:100 anni dopo</strong>. Influenze trasversali sulla persona digitale&#8217;,oOrganizzata da Media Duemila e dall&#8217;Osservatorio TuttiMedia, l&#8217;occasione per riflettere sullo scenario digitale nel centenario della nascita del sociologo del &#8216;villaggio globale, nel corso della quale il Sottosegretario ha dichiarato:&#8221;Se il nostro paese adottasse come obiettivo quello di sfruttare gli elementi della rivoluzione digitale &#8211; ha dichiarato il Sottosegretario all&#8217;Editoria Peluffo &#8211; si delineerebbe un percorso per uscire dalla crisi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Appello a Gianni Letta. “Eta Beta” conferma: Italia non protetta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2011 12:05:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Gianni Letta]]></category>
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		<category><![CDATA[Servizi Segreti Italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta, certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori. “Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"></p>
<figure id="attachment_1755" aria-describedby="caption-attachment-1755" style="width: 250px" class="wp-caption alignleft"><a rel="attachment wp-att-1755" href="https://ilparlamentare.it/2011/05/07/appello-a-gianni-letta-%e2%80%9ceta-beta%e2%80%9d-conferma-italia-non-protetta/eta/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1755" title="Eta Beta, pensatore infallibile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA.jpg" alt="" width="250" height="335" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA-223x300.jpg 223w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ETA-201x270.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1755" class="wp-caption-text">Eta Beta, pensatore infallibile</figcaption></figure>
<p>Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri <strong>Gianni Letta, </strong>certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori.</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong><em>“Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di un intero Governo ed essere più distruttiva di una guerra combattuta con le bombe poiché quella di cui parliamo, se non contrastata seriamente, comprometterà permanentemente la nostra economia e la futura gestione di ogni nostra risorsa produttiva”</em></strong>. Queste sono le parole di “Eta Beta” che non è un Haker o un abilissimo programmatore così come non è uno 007 che indaga sul Cyber crimine. “Eta Beta” si riferisce allo strapotere non codificato che oggi gestiscono i motori di ricerca. Google, ad esempio, è balzato sulle cronache mondiali per un clamoroso “NO” inflittole dalla Corte di Giustizia USA che rende anche discutibilissima l’eticità della sua politica. “Eta Beta” è a nostro parere un analista attento e scrupoloso che conosciamo e seguiamo da tempo nelle sue conferenze. Circa un anno addietro, mentre tutti giocavano a farsi un Avatar o un profilo sui Social Network, annunciava che stava prendendo forma una coscienza della rete molto aggressiva che avrebbe preteso una violenta capitalizzazione finanziaria e che si sarebbe alimentata, come un vampiro permanentemente attaccato al collo della Libertà individuale e collettiva, fino a manipolare il sapere, l’economia, la politica, il lavoro.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">“Eta Beta” esperto di Gestione della Conoscenza è stato capace di anticipare le politiche dei colossi, con estrema precisione e soprattutto in sedi accademiche. E noi eravamo li e ne siamo testimoni. Per questo, riteniamo sia utile parlarne anche in virtù di quanto oggi sostenuto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio <strong>Gianni Letta</strong> che il giorno 29 marzo scorso ha dichiarato che <strong><em>“la minaccia cibernetica, mirando agli interessi vitali di un Paese, rappresenta oggi una minaccia preminente e contro di essa occorre individuare un organismo autorevole che possa pianificare strategie e organizzare le capacità dei oggetti esistenti”.</em></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Preso atto di questa dichiarazione del <strong>Sottosegretario Gianni Letta</strong> abbiamo chiesto ad “Eta Beta” di aiutarci a comprendere di cosa si tratta. “Eta Beta”, ovviamente, non è il vero nome del nostro esperto ma molto gli si addice e lo abbiamo così soprannominato per ovvi motivi di opportunità e anche perché simpaticamente dice che il vizio di dire le cose prima che accadano, gli ha già procurato troppi problemi.</span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alle nostre domande “Eta Beta” risponde che il Sottosegretario Letta ha fatto benissimo a denunciare apertamente la questione e il fatto che il Governo non rimarrà a guardare che il Valore Italia venga sottoposto alle peggiori angherie. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema &#8211; afferma “Eta Beta” &#8211;  è che il male è penetrato non solo nella rete ove sta già facendo razzie di economia italiana (danaro contante), ma “potrebbe” avere già fagocitato persone che ricoprono nel Paese cariche determinanti in ambiente governativo. Un male, continua “Eta Beta” molto pericoloso e nemico dello Stato che risulta agevolato dall’incoscienza e dell’ignoranza di molte autorevoli poltrone, totalmente incapaci di congetturare analisi nel settore dell’Intelligenza Connettiva. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alla nostra richiesta di conoscere preventivamente il nome delle vittime di questa battaglia “Eta Beta” risponde che, anche se appare impossibile, a cadere sarà il concetto stesso di Democrazia con i suoi valori e con essi i Diritti fondamentali dell’Uomo.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">L’Italia – aggiunge “Eta Beta” &#8211; attraversa un momento difficile che colpisce la politica nazionale burrascosa, chiassosa e che si nutre di scaldaletti ridicoli e che indeboliscono il valore del Made in Italy che, invece in rete, trova la sua perfetta forma nell’imitazione che imita e rende produttivo a livello finanziario il Brand più significativo del mondo. Questa magia nella mediazione informatica del valore imitato diventa danaro contante mentre i produttori italiani faticano ad affermare il prodotto originale. Le disattenzioni generate dai clamori degli scandali finiscono per essere il fertilizzare di questa “perfetta economia” – nel senso di economia vera generata dai numeri. Nei motori di ricerca – secondo “Eta Beta” – si combatte una vera guerra con armi non convenzionali che possono sfuggire al controllo del Governo perché la loro opera non costituisce un reato codificato, a meno che, non sia la stessa politica di gestione della conoscenza, a superare quel limite che la scorsa settimana ha rilevato il Giudice USA a Google. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Va anche sottolineato che in questi momenti di incertezza  politico istituzionale si creano micro interessi interni difficilmente rapportabili tutti ad un vertice, dunque controllabili, ove ognuno potrebbe ritenere giusto pensare a se stesso, tirando i remi in barca. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questo – continua “Eta Beta” &#8211; è il momento in cui “qualcosa” mascherato da “qualcuno” che bussa alla porta di questo e quel ministero, ad esempio, potrebbe vendere posizionamenti del trend positivo delle notizie commettendo un grave ingerenza a danno di tutto quanto costituisce, di fatto, il cammino della nostra Democrazia e le fondamenta della Costituzione. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Fortunatamente – aggiunge “Eta Beta” ci sono persone che questi programmi in atto li comprendono con estrema chiarezza e anche attraverso un semplice blog riescono a far girare la notizia. Poi, a farle fare il giro del mondo non ci vuole tanta. Purtroppo queste persone che potrebbero essere l’orecchio e l’occhio fine dello Stato soffrono la mancanza di un sistema ufficiale che li aduni a tutela di una causa maggiore. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Da una parte è proprio la loro libertà di formazione che genera un analista capace di andare oltre l’apparente. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> “Eta Beta” è un esperto di Gestione della Conoscenza e semplificazione del linguaggio. Esattamente il giorno in cui veniva a mancare Giovanni Paolo II si trovava ad Assisi su invito dell’Associazione Avvocati Europei.  Nel coso della conferenza tenutasi alla presenza di Magistrati, Avvocati e Religiosi “Eta Beta” disse a chiare lettere che Internet, la connettività, se mediata maldestramente dai motori di ricerca, una volta conquistate le masse grazie al suo volto seducente e servizievole, avrebbe mostrato il suo lato oscuro attivando un secondo livello di “gestione” (voluta) delle risorse, attaccando i generatori di economia (Turismo, Beni Culturali, Mercato e-commerce, Aziende, etc.). </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">L’allarme di “Eta Beta” era chiaramente rivolto ai motori di ricerca e faceva notare: <em>“quando tutta la società civile sarà mediata dal gestore della ricerca esso condizionerà inevitabilmente le modalità di gestione delle risorse da esso organizzate. Nascerà una nuova e intelligentissima forma di Gestione della Conoscenza grazie alla quale si potrà governare una Nazione da una tastiera con la complicità di un mouse. Ciò si rivelerà come un vero e proprio aspiratore di economia reale. A quel punto il danno sarà irreversibile anche perché in Italia esistono migliaia di haker e bravissimi programmatori, così come una Polizia Posta di altissimo livello, ma il problema è che le attuali disposizioni politiche non prevedono questa forma di tutela”.</em> Fu così che “Eta Beta”, profittando del luogo simbolico (Assisi) lanciò l’appello all’UNESCO al quale chiedeva di tutelare Internet.  <em></em></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong>Il parlamentare.it </strong>ha chiesto ad “Eta Beta” di farci un esempio pratico del significato di Gestione della Conoscenza e lui, in perfetto stile da “semplificatore” ha risposto che <em>“un professore di scuola elementare gestisce conoscenza nel senso che gli alunni imparano ciò che programma il professore. Se il professore è coscienzioso e preparato gli alunni saranno più capaci. In caso contrario saranno schiavi di mille difficoltà. Così possiamo rapportare il professore delle scuole alla persona che decide che formazione dare o meno a tutti i ragazzi del mondo: cosa essi debbono on no leggere, quanto devono pagare per farlo, ecc”.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema, dunque, è rappresentato dai motori di ricerca e in particolare modo da Google che si è inizialmente presentato all’utente come luogo di organizzazione dei dati presenti in rete per poi, negli anni, trasformarsi in un potente e illimitato gestore della conoscenza che avoca a se i diritti di utilizzo di ogni cosa esso decida digitalizzare.  Il problema è che Google è strutturato anche per avocare a se i diritti di tutto quanto in esso si trova. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Significativa, a tale proposito, l’attestazione della Corte di Giustizia USA di New York che ha respinto l’accordo dal valore di <strong>125 milioni</strong> <strong>di dollari</strong> fra Google e gli Editori sui diritti d’autore per la creazione della maggiore biblioteca digitale al mondo. L’accordo fra Google e gli Editori, siglato nel 2005, avrebbe consentito a Mountain View di distribuire milioni di libri su internet in cambio della condivisione dei ricavi ottenuti. Il <strong>Giudice Danny Chin</strong> nel motivare la propria decisione ha detto che l’accordo darebbe a Google un “significativo vantaggio sui suoi competitor”. Immaginate una libreria universale: molti ne trarrebbero vantaggi, è ovvio, ma il progetto secondo la Giustizia americana “va troppo in là” e Google si troverebbe ad avere molti diritti “senza il permesso dei titolari di copyright”.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questa sentenza a parere di “Eta Beta” mostra che la Giustizia USA è matura in tal senso e mostra di avere compreso perfettamente un potere assoluto che, senza competenze, si rischia di legittimare.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Immaginate  –  ci dice “Eta Beta” – se un domani quando la dematerializzazione sarà totalmente compiuta e tutti ci illuderanno del fatto che essa rappresenta una risorsa per tutti e tutto, solo perché avremo il mondo in un cellulare, Google decidesse (come ne è suo diritto) cosa fruire in rete e cosa no. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Allo stesso tempo immaginate – continua – se ad una pubblica Amministrazione venisse venduto il suo posizionamento e insieme ad esso un pacchetto di “News buone sopra e News cattive sotto”. Quindi potrebbe verificarsi che la notizia che parla bene di Bersani avrà un codice “vai sopra” e quella ch invece parla bene di Silvio Berlusconi potrà avere il codice “vai sotto”. Questo è un esempio di gestione della conoscenza. Come nelle scansie di un supermercato il motore che nasce per raggruppare e ordinare il mondo delle notizie, invece, ci condizionerà al punto tale da farci leggere alla richiesta della nostra informazione, esclusivamente ciò che commercialmente o politicamente è predefinito. Sarebbe il disastro.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Dunque non rimane che sperare che uomini come Gianni Letta prendano sul serio la questione e ascoltino persone come “Eta Beta” che hanno molto da dire nel settore dell’Intelligenza Connettiva e che amano molto l’Italia. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Esse ci dicono chiaramente e senza avere mai sbagliato le analisi e le previsioni, che queste modalità oscure di gestione della conoscenza, sino ad ora evidentemente sottovalutate, se si continua a non ostacolarle con efficacia di legge, potrebbero dare le redini del sapere globale a pochi speculatori che sarebbero capaci, ad esempio, di modellare la Cultura di una Nazione, di cambiarne i connotati, di gestire la memoria. E a tal proposito “Eta Beta” prospetta uno scenario già possibile ad un motore di ricerca che in modo selettivo, se decidesse di non far rientrare nelle prime trenta pagine, ad esempio, le ragioni del popolo Ebraico in merito a quanto subito dai nazisti, potrebbe farlo in un solo istante. Allo stesso tempo ciò significa che ogni singolo tag può essere condizionato e gestito in modo autonomo. Questo tipo di gestione non rappresenta una garanzia per nessuno e per questo motivo è fondamentale e giusto istituire un organo di controllo che sia attivo 24 ore su 24 per l’interesse dello Stato e a difesa dell’integrità e la conservazione dei beni italiani e del loro diritto di sfruttamento.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">On line – ci fa notare “Eta Beta” – chi gestisce i diritti dei Beni Culturali digitalizzati è il più ricco perché la tutela, il restauro, la conservazione dei Beni Culturali rappresenta solo una spesa mentre la fruizione dell’immagine degli stessi rappresenta, invece, tutto business e niente spese.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Si tratta, dunque, di una guerra che si combatte sul piano filosofico e non su quello della “sicurezza” intesa come possibile aggressione a dati protetti come quelli di Polizia, dei sistemi bancari, etc.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Insomma diamo a Cesare quello che è di Cesare. </span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Appello a Gianni Letta: difendere l&#8217;Economia italiana da guerra invisibile.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 21:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Eta Beta]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Connettiva]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere, certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori, un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta. &#160; “Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> </span></span></div>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> </span></span></p>
<figure id="attachment_1607" aria-describedby="caption-attachment-1607" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-1607" href="https://ilparlamentare.it/2011/04/04/appello-a-gianni-letta-%e2%80%9ceta-beta%e2%80%9d-in-corso-guerra-invisibile/gianni-letta/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1607" title="Gianni-letta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-letta-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1607" class="wp-caption-text">Gianni Letta su Il Parlamentare.it</figcaption></figure>
<p>Abbiamo deciso di pubblicare questo articolo per rivolgere, certi anche di fare cosa gradita ai nostri lettori, un appello al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri <strong>Gianni Letta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong><em>“Si chiama Gestione della Conoscenza la disciplina per pochi eletti capaci di individuare metodologie di sfruttamento informatico tali da potere sovvertire le sorti finanziarie di un intero Governo ed essere più distruttiva di una guerra combattuta con le bombe poiché quella di cui parliamo, se non contrastata seriamente, comprometterà permanentemente la nostra economia e la futura gestione di ogni nostra risorsa produttiva”</em></strong>. Queste sono le parole di “Eta Beta” che non è un Haker o un abilissimo programmatore così come non è uno 007 che indaga sul Cyber crimine. “Eta Beta” si riferisce allo strapotere non codificato che oggi gestiscono i motori di ricerca. Google, ad esempio, è balzato sulle cronache mondiali per un clamoroso “NO” inflittole dalla Corte di Giustizia USA che rende anche discutibilissima l’eticità della sua politica. “Eta Beta” è a nostro parere un analista attento e scrupoloso che conosciamo e seguiamo da tempo nelle sue conferenze. Circa un anno addietro, mentre tutti giocavano a farsi un Avatar o un profilo sui Social Network, annunciava che stava prendendo forma una coscienza della rete molto aggressiva che avrebbe preteso una violenta capitalizzazione finanziaria e che si sarebbe alimentata, come un vampiro permanentemente attaccato al collo della Libertà individuale e collettiva, fino a manipolare il sapere, l’economia, la politica, il lavoro.</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">“Eta Beta” esperto di Gestione della Conoscenza è stato capace di anticipare le politiche dei colossi, con estrema precisione e soprattutto in sedi accademiche. E noi eravamo li e ne siamo testimoni. Per questo, riteniamo sia utile parlarne anche in virtù di quanto oggi sostenuto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio <strong>Gianni Letta</strong> che il giorno 29 marzo scorso ha dichiarato che <strong><em>“la minaccia cibernetica, mirando agli interessi vitali di un Paese, rappresenta oggi una minaccia preminente e contro di essa occorre individuare un organismo autorevole che possa pianificare strategie e organizzare le capacità dei oggetti esistenti”.</em></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Preso atto di questa dichiarazione del <strong>Sottosegretario Gianni Letta</strong> abbiamo chiesto ad “Eta Beta” di aiutarci a comprendere di cosa si tratta. “Eta Beta”, ovviamente, non è il vero nome del nostro esperto ma molto gli si addice e lo abbiamo così soprannominato per ovvi motivi di opportunità e anche perché simpaticamente dice che il vizio di dire le cose prima che accadano, gli ha già procurato troppi problemi.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alle nostre domande “Eta Beta” risponde che il Sottosegretario Letta ha fatto benissimo a denunciare apertamente la questione e il fatto che il Governo non rimarrà a guardare che il Valore Italia venga sottoposto alle peggiori angherie. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema &#8211; afferma “Eta Beta” &#8211;  è che il male è penetrato non solo nella rete ove sta già facendo razzie di economia italiana (danaro contante), ma “potrebbe” avere già fagocitato persone che ricoprono nel Paese cariche determinanti in ambiente governativo. Un male, continua “Eta Beta” molto pericoloso e nemico dello Stato che risulta agevolato dall’incoscienza e dell’ignoranza di molte autorevoli poltrone, totalmente incapaci di congetturare analisi nel settore dell’Intelligenza Connettiva. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Alla nostra richiesta di conoscere preventivamente il nome delle vittime di questa battaglia “Eta Beta” risponde che, anche se appare impossibile, a cadere sarà il concetto stesso di Democrazia con i suoi valori e con essi i Diritti fondamentali dell’Uomo.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">L’Italia – aggiunge “Eta Beta” &#8211; attraversa un momento difficile che colpisce la politica nazionale burrascosa, chiassosa e che si nutre di scaldaletti ridicoli e che indeboliscono il valore del Made in Italy che, invece in rete, trova la sua perfetta forma nell’imitazione che imita e rende produttivo a livello finanziario il Brand più significativo del mondo. Questa magia nella mediazione informatica del valore imitato diventa danaro contante mentre i produttori italiani faticano ad affermare il prodotto originale. Le disattenzioni generate dai clamori degli scandali finiscono per essere il fertilizzare di questa “perfetta economia” – nel senso di economia vera generata dai numeri. Nei motori di ricerca – secondo “Eta Beta” – si combatte una vera guerra con armi non convenzionali che possono sfuggire al controllo del Governo perché la loro opera non costituisce un reato codificato, a meno che, non sia la stessa politica di gestione della conoscenza, a superare quel limite che la scorsa settimana ha rilevato il Giudice USA a Google. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Va anche sottolineato che in questi momenti di incertezza  politico istituzionale si creano micro interessi interni difficilmente rapportabili tutti ad un vertice, dunque controllabili, ove ognuno potrebbe ritenere giusto pensare a se stesso, tirando i remi in barca. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questo – continua “Eta Beta” &#8211; è il momento in cui “qualcosa” mascherato da “qualcuno” che bussa alla porta di questo e quel ministero, ad esempio, potrebbe vendere posizionamenti del trend positivo delle notizie commettendo un grave ingerenza a danno di tutto quanto costituisce, di fatto, il cammino della nostra Democrazia e le fondamenta della Costituzione. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Fortunatamente – aggiunge “Eta Beta” ci sono persone che questi programmi in atto li comprendono con estrema chiarezza e anche attraverso un semplice blog riescono a far girare la notizia. Poi, a farle fare il giro del mondo non ci vuole tanta. Purtroppo queste persone che potrebbero essere l’orecchio e l’occhio fine dello Stato soffrono la mancanza di un sistema ufficiale che li aduni a tutela di una causa maggiore. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Da una parte è proprio la loro libertà di formazione che genera un analista capace di andare oltre l’apparente. </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"> “Eta Beta” è un esperto di Gestione della Conoscenza e semplificazione del linguaggio. Esattamente il giorno in cui veniva a mancare Giovanni Paolo II si trovava ad Assisi su invito dell’Associazione Avvocati Europei.  Nel coso della conferenza tenutasi alla presenza di Magistrati, Avvocati e Religiosi “Eta Beta” disse a chiare lettere che Internet, la connettività, se mediata maldestramente dai motori di ricerca, una volta conquistate le masse grazie al suo volto seducente e servizievole, avrebbe mostrato il suo lato oscuro attivando un secondo livello di “gestione” (voluta) delle risorse, attaccando i generatori di economia (Turismo, Beni Culturali, Mercato e-commerce, Aziende, etc.). </span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">L’allarme di “Eta Beta” era chiaramente rivolto ai motori di ricerca e faceva notare: <em>“quando tutta la società civile sarà mediata dal gestore della ricerca esso condizionerà inevitabilmente le modalità di gestione delle risorse da esso organizzate. Nascerà una nuova e intelligentissima forma di Gestione della Conoscenza grazie alla quale si potrà governare una Nazione da una tastiera con la complicità di un mouse. Ciò si rivelerà come un vero e proprio aspiratore di economia reale. A quel punto il danno sarà irreversibile anche perché in Italia esistono migliaia di haker e bravissimi programmatori, così come una Polizia Posta di altissimo livello, ma il problema è che le attuali disposizioni politiche non prevedono questa forma di tutela”.</em> Fu così che “Eta Beta”, profittando del luogo simbolico (Assisi) lanciò l’appello all’UNESCO al quale chiedeva di tutelare Internet.  <em> </em></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;"><strong>Il parlamentare.it </strong>ha chiesto ad “Eta Beta” di farci un esempio pratico del significato di Gestione della Conoscenza e lui, in perfetto stile da “semplificatore” ha risposto che <em>“un professore di scuola elementare gestisce conoscenza nel senso che gli alunni imparano ciò che programma il professore. Se il professore è coscienzioso e preparato gli alunni saranno più capaci. In caso contrario saranno schiavi di mille difficoltà. Così possiamo rapportare il professore delle scuole alla persona che decide che formazione dare o meno a tutti i ragazzi del mondo: cosa essi debbono on no leggere, quanto devono pagare per farlo, ecc”.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Il problema, dunque, è rappresentato dai motori di ricerca e in particolare modo da Google che si è inizialmente presentato all’utente come luogo di organizzazione dei dati presenti in rete per poi, negli anni, trasformarsi in un potente e illimitato gestore della conoscenza che avoca a se i diritti di utilizzo di ogni cosa esso decida digitalizzare.  Il problema è che Google è strutturato anche per avocare a se i diritti di tutto quanto in esso si trova. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Significativa, a tale proposito, l’attestazione della Corte di Giustizia USA di New York che ha respinto l’accordo dal valore di <strong>125 milioni</strong> <strong>di dollari</strong> fra Google e gli Editori sui diritti d’autore per la creazione della maggiore biblioteca digitale al mondo. L’accordo fra Google e gli Editori, siglato nel 2005, avrebbe consentito a Mountain View di distribuire milioni di libri su internet in cambio della condivisione dei ricavi ottenuti. Il <strong>Giudice Danny Chin</strong> nel motivare la propria decisione ha detto che l’accordo darebbe a Google un “significativo vantaggio sui suoi competitor”. Immaginate una libreria universale: molti ne trarrebbero vantaggi, è ovvio, ma il progetto secondo la Giustizia americana “va troppo in là” e Google si troverebbe ad avere molti diritti “senza il permesso dei titolari di copyright”.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Questa sentenza a parere di “Eta Beta” mostra che la Giustizia USA è matura in tal senso e mostra di avere compreso perfettamente un potere assoluto che, senza competenze, si rischia di legittimare.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Immaginate  –  ci dice “Eta Beta” – se un domani quando la dematerializzazione sarà totalmente compiuta e tutti ci illuderanno del fatto che essa rappresenta una risorsa per tutti e tutto, solo perché avremo il mondo in un cellulare, Google decidesse (come ne è suo diritto) cosa fruire in rete e cosa no. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Allo stesso tempo immaginate – continua – se ad una pubblica Amministrazione venisse venduto il suo posizionamento e insieme ad esso un pacchetto di “News buone sopra e News cattive sotto”. Quindi potrebbe verificarsi che la notizia che parla bene di Bersani avrà un codice “vai sopra” e quella ch invece parla bene di Silvio Berlusconi potrà avere il codice “vai sotto”. Questo è un esempio di gestione della conoscenza. Come nelle scansie di un supermercato il motore che nasce per raggruppare e ordinare il mondo delle notizie, invece, ci condizionerà al punto tale da farci leggere alla richiesta della nostra informazione, esclusivamente ciò che commercialmente o politicamente è predefinito. Sarebbe il disastro.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;"> </span><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Dunque non rimane che sperare che uomini come Gianni Letta prendano sul serio la questione e ascoltino persone come “Eta Beta” che hanno molto da dire nel settore dell’Intelligenza Connettiva e che amano molto l’Italia. </span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Esse ci dicono chiaramente e senza avere mai sbagliato le analisi e le previsioni, che queste modalità oscure di gestione della conoscenza, sino ad ora evidentemente sottovalutate, se si continua a non ostacolarle con efficacia di legge, potrebbero dare le redini del sapere globale a pochi speculatori che sarebbero capaci, ad esempio, di modellare la Cultura di una Nazione, di cambiarne i connotati, di gestire la memoria. E a tal proposito “Eta Beta” prospetta uno scenario già possibile ad un motore di ricerca che in modo selettivo, se decidesse di non far rientrare nelle prime trenta pagine, ad esempio, le ragioni del popolo Ebraico in merito a quanto subito dai nazisti, potrebbe farlo in un solo istante. Allo stesso tempo ciò significa che ogni singolo tag può essere condizionato e gestito in modo autonomo. Questo tipo di gestione non rappresenta una garanzia per nessuno e per questo motivo è fondamentale e giusto istituire un organo di controllo che sia attivo 24 ore su 24 per l’interesse dello Stato e a difesa dell’integrità e la conservazione dei beni italiani e del loro diritto di sfruttamento.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">On line – ci fa notare “Eta Beta” – chi gestisce i diritti dei Beni Culturali digitalizzati è il più ricco perché la tutela, il restauro, la conservazione dei Beni Culturali rappresenta solo una spesa mentre la fruizione dell’immagine degli stessi rappresenta, invece, tutto business e niente spese.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Si tratta, dunque, di una guerra che si combatte sul piano filosofico e non su quello della “sicurezza” intesa come possibile aggressione a dati protetti come quelli di Polizia, dei sistemi bancari, etc.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri; font-size: small;">Insomma diamo a Cesare quello che è di Cesare. </span></p>
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