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	<title>gescal &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il Movimento NOI: il Ponte di Calatrava pagato con i fondi delle case popolari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 16:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[cattolici in politica]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Il Movimento Cattolico NOI apprende dagli Organi della Stampa che con i Fondi ex GESCAL (acronimo di GEStione CAse per i Lavoratori) di competenza Regionale, sarebbe stato finanziato, invece, “il Ponte Calatrava” di Cosenza. Tale fondo ex GESCAL era costituito dalle trattenute sulle buste paga dei lavoratori dipendenti con i quali si sarebbero dovute costruire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12891" aria-describedby="caption-attachment-12891" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calatrava-2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12891" alt="calatrava, cosenza, mario occhiuto, movimento noi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calatrava-2.jpg" width="900" height="601" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calatrava-2.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calatrava-2-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/calatrava-2-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12891" class="wp-caption-text">Il Ponte di Calatrava di Cosenza in fase di costruzione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il <b>Movimento Cattolico NOI</b> apprende dagli Organi della Stampa che con i Fondi ex GESCAL (acronimo di <b>GES</b>tione <b>CA</b>se per i <b>L</b>avoratori) di competenza Regionale, sarebbe stato finanziato, invece, <b>“il Ponte Calatrava” di Cosenza</b>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale fondo ex GESCAL era costituito dalle trattenute sulle <b>buste paga dei lavoratori</b> dipendenti con i quali si sarebbero dovute costruire <b>case popolari</b>, operare manutenzione sulle stesse o, al bisogno, sarebbero dovuti servire per l’acquisto dei terreni su cui costruire nuove abitazioni popolari. Eppure, lamentano i Cittadini di Cosenza sui social, ci avevano detto che sarebbe stato finanziato con fondi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ha dichiarato l&#8217;Ufficio Comunicazione Istituzionale della Comunità politica del Movimento Cattolico NOI, che continua:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La percezione che si ha di questa notizia, se non confortata da spiegazioni legittimanti, è davvero sconfortante. E&#8217; ovvio che, in fase di campagna elettorale, i giochi di potere prevedono l&#8217;estrazione dal cilindro di ogni sorta di magia e informazione. <strong>Al netto di ciò che non può e non interesserà mai al Movimento NOI</strong> che nulla ha a che fare con le logiche demolitive dei partiti,  lecito chiedere alla Regione Calabria e all’Amministrazione Comunale di Cosenza se ne erano a conoscenza e se, eventualmente, hanno posto in essere protocolli in tale direzione. <strong>Il Comune di Cosenza, in particolare, sapeva?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra domanda si legittima innanzi alla grande crisi umana dovuta proprio all’emergenza abitativa i cui sintomi che attestano una patologia politica grave, provengono dall’utilizzo di parte della Città Storica di Cosenza che sta cadendo a pezzi, da chi è senza tetto o proveniente da sgomberi. Non ultimo, dai <strong>“Prendo Casa”,</strong> costretti a compiere atti non conformi alle leggi, al fine di dare un tetto a chi è stato ridotto, <strong>anche dalle cattive amministrazioni,</strong> a vivere nell’incertezza, privo di dignità e di qualsiasi prospettiva. Attendiamo una risposta in nome della trasparenza e della legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosenza, affermano le statistiche, è la Città più povera della Calabria e tra le più povere d’Italia. Ciò suggerisce che l’esigenza di guardare con intelligenza politica alla sua umanità, è cosa fondamentale e non più rinviabile. Se non fosse per gli istituti religiosi, la Caritas e i Movimenti civici, Cosenza sarebbe nel caos.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi ha utilizzato questi fondi sapeva?</strong> E se sapeva, ritiene che la costruzione del <strong>“Ponte di Calatrava”, opera di indubbio valore architettonico</strong>, sia sufficiente a giustificare l’abbandono dei deboli o a magnificare le proprie doti al mondo in una Città che la politica, dal profilo umano, non si rende conto che sta riducendo sempre più ad <strong>un quartiere senza Cristo?&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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