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	<title>Gerolamo Bixio &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>L’eredità di Nino Bixio nei vini della Doc Arcole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 16:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra&Gusto]]></category>
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					<description><![CDATA[Eroe del Risorgimento al fianco di Garibaldi e già deputato del neonato Regno d&#8217;Italia, Gerolamo Bixio detto Nino torna sul campo di battaglia a Custoza nel corso della Terza guerra d&#8217;indipendenza. È l&#8217;estate del 1866 e il generale comandante del Regio esercito &#8211; pasionario non solo in guerra &#8211; incontra una nobildonna delle Venezie e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13569" aria-describedby="caption-attachment-13569" style="width: 1170px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poderi-bixio-1-kD5B-1170x507@IlSole24Ore-Web.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13569" alt="poderi bixio 1-kD5B--1170x507@IlSole24Ore-Web" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poderi-bixio-1-kD5B-1170x507@IlSole24Ore-Web.jpg" width="1170" height="507" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poderi-bixio-1-kD5B-1170x507@IlSole24Ore-Web.jpg 1170w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poderi-bixio-1-kD5B-1170x507@IlSole24Ore-Web-300x130.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poderi-bixio-1-kD5B-1170x507@IlSole24Ore-Web-480x208.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poderi-bixio-1-kD5B-1170x507@IlSole24Ore-Web-1024x443.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1170px) 100vw, 1170px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13569" class="wp-caption-text">Poderi Bixio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Eroe del Risorgimento al fianco di Garibaldi e già deputato del neonato Regno d&#8217;Italia, Gerolamo Bixio detto Nino torna sul campo di battaglia a Custoza nel corso della Terza guerra d&#8217;indipendenza. È l&#8217;estate del 1866 e il generale comandante del Regio esercito &#8211; pasionario non solo in guerra &#8211; incontra una nobildonna delle Venezie e dalla relazione clandestina nasce un bambino.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alfonso Bixio,</strong> riconosciuto solo dal padre, viene accolto da un orfanotrofio di Verona e poi affidato a una famiglia di possidenti a San Bonifacio. Il figlio Emilio (classe 1890) è il fondatore dell&#8217;azienda agricola di famiglia, avviata nel primo dopoguerra con l&#8217;uscita dall&#8217;economia di sussistenza, ma il primo vero imprenditore del vino è Ottavio Bixio. «Mio padre faceva il trasportatore per le Cantine Ruffo, la prima cantina di Soave, ma un evento fortuito lo ha spinto a prendere le redini dell&#8217;azienda agricola di uno dei 9 fratelli &#8211; racconta il figlio Emilio, che oggi guida la maison con i fratelli Massimo e Romina &#8211; È passato dal conferimento alla vinificazione nella seconda metà degli anni Sessanta e da lì è stata una crescita continua, dato che il Soave era allora il bianco più conosciuto in Italia e probabilmente nel mondo».</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle damigiane all&#8217;export<br />
Era il tempo del vino sfuso e, con 30 ettari vitati in zona Soave, l&#8217;azienda Bixio smerciava damigiane e fiaschi in quantità. Fino al 1985. Poi il caso del vino al metanolo ha cambiato completamente il mercato. «Chi ha avuto la forza di rinnovarsi e guardare al futuro è ripartito &#8211; conferma Bixio -. I consumatori hanno iniziato a bere meno e meglio. Noi abbiamo iniziato a imbottigliare, prima ilRecioto e qualche vino particolare, poi anche il Soave. Questo ci ha aperto le porte del primo importatore in Germania, che cercava un&#8217;alternativa italiana buona ai francesi». In meno di 6 anni la cantina Bixio passa da 20mila a 300mila bottiglie l&#8217;anno. E soprattutto spinge l&#8217;acceleratore sulle esportazioni.<br />
Oggi il mercato dei vini Bixio è decisamente internazionale: il 95% viene esportato attualmente in Usa, Nord Europa e Far East, con destinazioni in forte espansione come Giappone, Korea, Singapore. «Spingiamo anche su Hong Kong, come ponte verso la Cina &#8211; riferisce &#8211; Quest&#8217;ultimo è però un mercato strano, attento al prezzo ma con una scarsa affezione. E dopo i miei ultimi viaggi credo punteremo a diminuire la quantità e alzare la selezione sulla qualità».</p>
<p style="text-align: justify;">Tra Valpolicella e Arcole sabbiosa<br />
Oggi la produzione dai 30 ettari delle Cantina Bixio si avvicina al milione di bottiglie, ma l&#8217;85% viene distribuito in private label o sul mercato secondario del vino sfuso. Solo 150mila bottiglie escono con etichetta Bixio: 25mila di Amarone, 30mila di Ripasso, 10mila di Soave classico, di Pinot Grigio, di Cabernet e di Merlot, circa 15mila di Corvina in purezza. E poi c&#8217;è la produzione che entra nella piccola Doc Arcole, l&#8217;ultima nata nel Veronese con pochi produttori inseriti. «La Doc è nata nel 2000 e si è cercato di creare un parallelo con la Valpolicella &#8211; chiarisce Bixio &#8211; Io definisco il Nero d&#8217;Arcole ‘Amarone dell&#8217;Est veronese&#8217;, dato che si usa la stessa tecnica, ma con vitigni internazionali (Cabernet e Merlot). Abbiamo investito molto sulla denominazione: solo il primo anno, il 2007, ho lasciato ad appassire mille quintali di Merlot, che vede poi un&#8217;aggiunta di Cabernet Sauvignon inferiore al 15%. A parte la scelta infelice del nome, è un vino di livello e dal 2009 ho iniziato a lavorare sul progetto Rinero, ovvero il ripasso d&#8217;Arcole». Oggi Bixio propone sul mercato 30mila bottiglie di Nero e 30mila di Rinero. «L&#8217;Arcole è sabbiosa e famosa per gli asparagi &#8211; rimarca Bixio &#8211; e i vini nascono nella sabbia. Viaggiando nelle aree del Medoc e del Bordeaux si trovano condizioni simili: alla foce della Gironda il terreno è sabbioso e limoso, si allevano vitigni internazionali con bassa densità per ettaro. Quello è il modello che abbiamo importato in Arcole».</p>
<p style="text-align: justify;">Denxo, top di gamma per l&#8217;Asia<br />
È ancora una nicchia sotto le 4mila bottiglie, ma ogni anno in Bixio crescono di mille perché il vino piace.L&#8217;etichetta vellutata in rilievo è essenzialmente dominata dal nome: Denxo. «È nato quasi per caso, ma ci ha lasciati incantati &#8211; racconta Emilio Bixio &#8211; La vendemmia 2009 è stata ritardata e le uve Merlot, avendo un acino più piccolo della Corvina, con il caldo di fine agosto e settembre sono appassite velocemente. Ne è uscito un vino concentrato come l&#8217;olio dal frantoio».<br />
Denxo è Merlot al 90% e 10% di un autoctono non dichiarato. Viene vinificato con un processo ad hoc, dato che la fermentazione è resa difficile dall&#8217;elevata concentrazione. “Usiamo lieviti aggressivi, selezionati dal Sud Italia &#8211; riferisce Bixio, che è anche l&#8217;enologo in azienda (con un supporto interno) &#8211; La vinificazione è in acciaio, poi fa un anno in tonneau nuovi e, dopo un riassemblaggio, ancora un anno di legno». Denxo ha mercato attualmente soprattutto in Svizzera e Scandinavia, ma Hong Kong e Shangai sono nel mirino.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/food/2018-08-17/l-eredita-nino-bixio-vini-doc-arcole-112615.shtml?uuid=AEuq93bF" target="_blank">Il Sole 24Ore</a> di <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/giambattista-marchetto.html" rel="author">Giambattista Marchetto</a></p>
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