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	<title>Germania &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Germania nel caos verso il voto anticipato, Scholz licenzia Lindner</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 11:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Berlino, 7 nov. (askanews) – Germania a un passo da elezioni anticipate dopo che il Cancelliere Olaf Scholz ha destituito il ministro delle Finanze, il liberale Christian Lindner. La maggioranza di governo, che si regge su una coalizione “semaforo” composta da Socialdemocratici, Verdi e Liberali, sembra così arrivata al capolinea. Scholz ha respinto la richiesta [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Berlino, 7 nov. (askanews) – <strong>Germania a un passo da elezioni anticipate dopo che il Cancelliere Olaf Scholz ha destituito il ministro delle Finanze, il liberale Christian Lindner.</strong> La maggioranza di governo, che si regge su una coalizione “semaforo” composta da Socialdemocratici, Verdi e Liberali, sembra così arrivata al capolinea. Scholz ha respinto la richiesta di Lindner di andare a elezioni anticipate.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-405x270.jpg" alt="Foto Pixabay" class="wp-image-16950" width="705" height="470" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280-1068x712.jpg 1068w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/man-2990405_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 705px) 100vw, 705px" /><figcaption>Foto Pixabay</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">“Troppo spesso i compromessi necessari sono stati soffocati da dispute inscenate pubblicamente e da forti richieste ideologiche – ha detto il Cancelliere tedesco – troppo spesso il Ministro federale Lindner ha bloccato leggi in modo irrilevante. Troppo spesso si è impegnato in meschine tattiche di partito. Troppo spesso ha tradito la mia fiducia. Ha persino annullato unilateralmente l’accordo sul bilancio dopo che lo avevamo già concordato in lunghe trattative. Non c’è alcuna base di fiducia per un’ulteriore cooperazione, quindi non è possibile un serio lavoro di governo”.Lindner aveva proposto riforme radicali per rilanciare la travagliata economia tedesca, a cui gli altri due partiti si erano opposti; secca la sua reazione. <strong>“Olaf Scholz non è più interessato a raggiungere un accordo valido per tutti, ma a rompere in modo calcolato con questa coalizione. Così facendo, sta portando la Germania in una fase di incertezza”. </strong>La scossa politica colpisce la Germania, già alle prese con una prolungata recessione, preoccupata ora anche dell’impatto che il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca avrà sui legami commerciali e di sicurezza. Scholz ha dichiarato che chiederà un voto di fiducia entro il 15 gennaio, in modo che i parlamentari “possano decidere se aprire la strada a elezioni anticipate”, che potrebbero tenersi a fine marzo, sei mesi prima del previsto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Continua a leggere qui https://askanews.it/2024/11/07/germania-nel-caos-verso-il-voto-anticipato-scholz-licenzia-lindner/</p>
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		<title>Perchè Francia e Germania non attivano il MES?</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2020/07/perche-francia-e-germania-non-attivano-il-mes/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 09:36:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[angela merke]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[Parigi e Berlino non pensano, allo stato attuale delle cose, di attivare le linee di credito emergenziali del Meccanismo europeo di stabilità. Il Mes cosiddetto “sanitario” non è nelle priorità politiche di Parigi e Berlino e la ragione è meramente tecnica: non garantisce alcun risparmio rispetto all’applicazione di un finanziamento ordinario tramite obbligazioni pubbliche sovrane. Il Mes, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14706" aria-describedby="caption-attachment-14706" style="width: 1500px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14706" alt="Bruno Le Maire-Wopke Hoekstra" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688.jpg" width="1500" height="1030" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688.jpg 1500w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688-300x206.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688-393x270.jpg 393w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bruno-Le-Maire-Wopke-Hoekstra-2560x1688-1024x703.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14706" class="wp-caption-text">da Sx Bruno Le Maire Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze della Repubblica Francese e Wopke Hoekstra Ministro delle Finanze dei Paesi Bassi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Parigi e Berlino non pensano, allo stato attuale delle cose, di attivare le linee di credito emergenziali del <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-mes-meccanismo-europeo-di-stabilita.html">Meccanismo europeo di stabilità</a>. Il Mes cosiddetto “sanitario” non è nelle priorità politiche di Parigi e Berlino e la ragione è meramente tecnica: non garantisce alcun risparmio rispetto all’applicazione di un finanziamento ordinario tramite obbligazioni pubbliche sovrane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mes, che si finanzia sui mercati coperto da un <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/dossier/coronavirus-sfide-e-scenari/la-crisi-del-coronavirus-che-ne-sara-di-noi/">rating molto pregiato</a>, Aaa per tutte le agenzie principali, ottenendo tassi nulli o negativi, ha attivato una linea di credito che prescindendo da ogni discorso politico (necessità di dare priorità al Mes nel rimborso, rischio di condizionalità cambiate in corsa e via dicendo) prevede sulla carta un tasso di finanziamento ridotto. A una commissione annua dello 0,25% si aggiunge un tasso di interesse sul prestito (erogabile in un volume massimale del 2% del Pil) dello 0,1% annuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Francia e Germania emettono oggigiorno titoli decennali a rendimento negativo. Il Bund tedesco, valorizzato come <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-lintervento-della-bce-fa-calare-lo-spread.html">bene rifugio</a> durante la pandemia, ha raggiunto un rendimento del -0,44% annuo, coperto dalla sicurezza che tuttora la Germania sembra trasmettere per la <a href="https://it.insideover.com/economia/super-bazooka-e-sponda-bce-cosi-la-germania-dimentica-lausterita.html">tempestività delle misure di contenimento della crisi pandemica ed economica.</a> Ma anche le Obligations Assimilables du Trésor (Oat), i <a href="https://it.insideover.com/scheda/economia/che-cosa-sono-i-btp.html">Btp francesi</a>, a scadenza decennale, si difendono molto bene: il rendimento è del -0,12%. Questo crea, per i Paesi emittenti, una minore domanda di titoli e una minore liquidità delle obbligazioni sovrane rispetto ai titoli di Stato italiani, premiati dal mercato per la combinazione tra la percepita solidità e il rendimento vantaggioso (1,3% circa negli ultimi mesi), ma al contempo spegna per Parigi e Berlino l’urgenza di cercare altre linee di finanziamento.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non intendiamo utilizzare le linee di credito del Meccanismo europeo di stabilità. Questo strumento collettivo può servire in caso di difficoltà ad ottenere finanziamenti sui mercati finanziari. Non è la nostra situazione” ha detto a maggio il ministro dell’economia di Parigi Bruno Le Maire. “Il rating della Francia – ha aggiunto il ministro – è solido e riconosciuto dai mercati”. Le Maire, <a href="https://it.insideover.com/politica/philippe-si-dimette-e-lascia-a-testa-alta-un-problema-per-macron.html">confermato nel nuovo governo di Jean Castex</a>, ha espresso con chiarezza la posizione francese. Il governo di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel, </a>invece, non ha mai accarezzato l’opzione di cercare linee di finanziamento terze: la Germania è per sua struttura, a causa della centralità e del volume della sua economia, il maggior contributore netto al bilancio di tutte le agende economiche comunitarie, e questo è compensato dall’affidabilità riposta dai mercati nei suoi titoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contempo, sia Parigi che Berlino dispongono di una capacità di programmazione politica degli investimenti tale da non necessitare di un programma di finanziamento mirato. Sanità e elementi correlati sono per Germania e Francia implementabili per linee interne, senza dover attendere lo scrutinio comunitario. Incrociando i due assi della maggiore convenienza economica del finanziamento interno e della programmazione strategica degli investimenti da parte dei due governi si comprendono le motivazioni che allontanano Parigi e Berlino dall’apertura delle linee di credito del Mes. Un discorso che vale anche per altri Paesi, dall’Irlanda al Belgio passando per l’Olanda. Avendo deciso di sdoganare il deficit pubblico contro la crisi, questi Paesi intendono andare fino in fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Giornale.it di Andrea Muratore</p>
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		<title>Berlino ci fa i conti in tasca. E spuntano consigli su una batosta sui risparmi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 18:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[da Il Giornale.it &#8211; Berlino ci fa i conti in tasca. &#8220;Gli italiani facciano una patrimoniale del 20% invece di chiedere i soldi a noi&#8221;, parola di Daniel Stelter, economista tedesco. E per la sua tesi utilizza un punto caro ai sovranisti: le famiglie italiane, considerato l’alto risparmio e il basso indebitamento privato, sono più ricche di quelle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14645" aria-describedby="caption-attachment-14645" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro.png"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14645" alt="Euro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro.png" width="750" height="498" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro.png 750w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-300x199.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-406x270.png 406w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14645" class="wp-caption-text">Euro</figcaption></figure></p>
<p>da Il Giornale.it &#8211; Berlino ci fa i conti in tasca. <em>&#8220;Gli italiani facciano una patrimoniale del 20% invece di chiedere i soldi a noi&#8221;, </em>parola di <strong>Daniel Stelter</strong>, economista tedesco. E per la sua tesi utilizza un punto caro ai <strong>sovranisti</strong>: le famiglie italiane, considerato l’alto risparmio e il basso indebitamento privato, sono più ricche di quelle tedesche.</p>
<p><cite>&#8220;Un prelievo una tantum tra il 14 e il 20 per cento ridurrebbe il debito pubblico italiano a un livello inferiore di quello teutonico. E resterebbero comunque più ricchi di noi&#8221;</cite>. Ma partiamo dall’inizio.</p>
<h2>Il Recovery found</h2>
<p><strong>Olaf Scholz</strong>, ministro delle Finanze tedesco, Spd, in un&#8217;intervista fa capire in modo chiaro che il Recovery fund, il Fondo Ue per la ripresa, potrà essere attuato soltanto a precise condizioni che richiederanno tempi non brevissimi, ovvero il contrario di quanto sostiene il nostro presidente del Consiglio, <strong>Giuseppe Conte</strong>. Esiste una perfetta sintonia tra il ministro delle Finanze e la cancelliera Angela Merkel, Cdu, che durante il vertice Ue del 26 aprile aveva detto: <cite>&#8220;Se stiamo andando, verso la mobilitazione di una quantità di denaro senza precedenti, allora dobbiamo avere coerenza nei sistemi di tassazione delle società e ci serve un sentiero di convergenza: non una quantità enorme di idee diverse su come usare i nostri sistemi fiscali&#8221;</cite>.</p>
<p>Scholz e Merkel, secondo quanto ricostruito da <a href="https://www.italiaoggi.it/"><em>Italia Oggi</em></a>, mettono sotto schiaffo Paesi Ue assai diversi tra loro, comunque, tutti in difetto agli occhi di Berlino. Lo è l’<strong>Olanda</strong>, primo paradiso fiscale in Europa per le grandi imprese. E lo è l’<strong>Italia</strong>, dove il sistema tributario, a giudizio dei tedeschi, non contrasta a dovere l’evasione fiscale ed è troppo tenero nei confronti della ricchezza privata delle famiglie (9.900 miliardi), che è di gran lunga superiore al debito pubblico (2.500 miliardi). Dunque, un dito puntato soprattutto contro l’Italia che prima di chiedere solidarietà agli altri paesi <strong>Ue</strong>, farebbe bene a fare i famosi compiti a casa.</p>
<p>L’Italia sarebbe insomma costretta quanto prima a<strong> </strong>fare da sola se vorrà racimolare le risorse necessarie per la ripresa. Il che, con o senza <strong>Mes</strong>, con o senza Troika, vuol dire una cosa sola: ubbidire a Berlino e aumentare il prelievo fiscale in una precisa direzione: la <strong>patrimoniale</strong>. E su questo punto è utile fare due conti. Secondo un autorevole istituto di ricerca tedesco (Diw), il patrimonio medio (liquidi, risparmi, immobili) delle famiglie è in Germania pari a 60mila euro, mentre in altri Paesi Ue è di 100mila euro, con Italia e Spagna che hanno più del doppio. Il tutto a causa di una diversa distribuzione del risparmio privato che in Germania è maggiore per quantità totale che in Italia, ma distribuito male, tanto che il 10% delle famiglie ne possiede il 60%, mentre il 40% ha ne ha poco o nulla. Non solo: da noi l’80% delle famiglie abita in case di proprietà, contro il 44% tedesco. Dati che inducono politici e media tedeschi di centro, destra e sinistra a porre una domanda quasi ovvia, dal loro punto di vista: perché mai le nostre famiglie, che sono più povere, dovrebbero aiutare i ricchi italiani con i <strong>Recovery bond</strong>, ossia con debito comune?</p>
<h2>La tesi di Stelter</h2>
<p>Di questo ha parlato <em>Manager Magazine</em>. Un’autorevole rivista tedesca con un articolo proprio a firma del nostro Daniel Stelter. Rivela senza tanti giri di parole ciò che il governo federale di <strong>Berlino</strong> ha chiaro in mente da tempo, ma non osa ancora dire ad alta voce: l’Italia, con una <strong>patrimoniale</strong> del 14%, potrebbe ridurre il debito pubblico, pari a 2.500 miliardi, ben al di sotto dell’attuale 137% del Pil (1.800 miliardi), scendendo fino al 60%. Esattamente la quota virtuosa della Germania, in linea con Maastricht. Si tratta di una provocazione. Che però chiarisce l’impostazione tedesca di fronte a questo tema.</p>
<p>Stelter avrebbe fatto breccia nel cuore dei tedeschi. Così, dopo un primo articolo su <em>Magazine Manager</em>, ne ha scritto un altro più ampio su <em>Focus.de</em>, in cui, arriva a una conclusione: dopo il salasso di una patrimoniale tanto pesante, le famiglie italiane avrebbero ancora un patrimonio superiore rispetto a quello delle famiglie tedesche. Messaggio che avrà fatto piacere anche alla signora Merkel, convinta che l’Italia può benissimo salvarsi da sola, senza alcuna condivisione dei debiti.</p>
<p>Stelter nella sua analisi elenca altri dati interessanti. Mette a confronto l’indebitamento pubblico e quello privato (imprese e famiglie) di otto Paesi: Germania, Austria, Italia, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio e Francia. L’<strong>Italia</strong> risulta, ovviamente, il Paese con il debito pubblico più elevato (137,3% del Pil) con la Germania nella posizione più virtuosa (61). Se però si considera il debito privato, sommando i debiti delle imprese e quelli delle famiglie, la classifica cambia totalmente. E l’Italia mostra di avere il debito privato più basso degli otto Paesi presi in esame (111% del Pil, sommando il 69% delle imprese al 41% delle famiglie), migliore perfino di quello della <strong>Germania</strong> (114% del Pil, di cui 59% imprese e 54% famiglie).</p>
<h2>Addio bond patriottici</h2>
<p><cite>&#8220;In nessun altro Paese il settore privato è così poco indebitato come in Italia. In nessun altro Paese le famiglie sono così poco indebitate e soltanto in Germania le imprese hanno meno debiti in rapporto al Pil. Quindi è ovvio chiedersi perché l’Italia non si aiuti da sola. Se il governo italiano trasferisse parte del proprio debito verso il settore privato, questo sarebbe comunque meno indebitato rispetto al settore privato della maggior parte degli altri Paesi&#8221;</cite>, spiega <strong>Stelter</strong>. Poi l’economista trova il tempo per attaccare il fronte sovranista. <cite>&#8220;Le famiglie italiane detengono direttamente appena 100 miliardi di titoli di Stato&#8221;</cite>, quasi a sottolineare la scarsa fiducia dei risparmiatori italiani nei bond del proprio Paese. Il che non depone granché a favore dei ventilati <strong>bond patriottici</strong> suggeriti da Giulio Tremonti, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. E poiché perfino alcuni critici tedeschi gli hanno fatto notare che le famiglie italiane, avendo più immobili che contanti e risparmi, potrebbero avere della difficoltà a pagare una patrimoniale così elevata, Stelter ribatte: <cite>&#8220;Gli italiani potrebbero facilmente prendere in prestito i soldi necessari per pagare le tasse, visto che il loro debito privato è molto basso&#8221;</cite>.</p>
<p>Insomma, per concludere, Berlino si permette di farci i conti in tasca. Una questione spinosa che trova, tra l’altro, il favore di vari politici nostrani tra cui <strong>Mario Monti</strong> da sempre favorevole a una <strong>patrimoniale</strong>. Magari i risparmiatori italiani avranno un’altra idea. Non considerando il fatto che, in un ciclo economico recessivo, mettere le mani in tasca ai lavoratori non sarebbe proprio il massimo. Sarebbe il colpo di grazia.</p>
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		<title>Emissioni mascherate di CO2: la Germania cade di brutto sul piano etico.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2015 23:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni co2]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruxelles, 26 set. (askanews) &#8211; L&#8217;Unione Europea era stata avvisata due anni fa della possibilità, da parte dei costruttori di auto, di &#8220;mascherare&#8221; le emissioni, alterandone i valori per renderli compatibili con i limiti imposti dalle norme in materia. Il Centro comune di ricerca della Commissione europea (Jrc), che ha sede a Ispra (Varese) aveva [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9830" aria-describedby="caption-attachment-9830" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9830" alt="wolkswagen" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/wolkswagen-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9830" class="wp-caption-text">Il Logo Wolkswagen</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Bruxelles, 26 set. (askanews) &#8211; <strong>L&#8217;Unione Europea era stata avvisata due anni fa</strong> della possibilità, da parte dei costruttori di auto, di &#8220;mascherare&#8221; le emissioni, alterandone i valori per renderli compatibili con i limiti imposti dalle norme in materia. Il Centro comune di ricerca della Commissione europea (Jrc), che ha sede a Ispra (Varese) aveva infatti allertato in un suo rapporto del 2013 l&#8217;Esecutivo comunitario sulla grave discrepanza riscontrata nell&#8217;Ue fra i livelli di emissioni di ossidi d&#8217;azoto (NOx) delle autovetture nei test di laboratorio e quelli riscontrati in condizioni reali su strada, avvertendo anche che era possibile che fossero installati nei motori eventuali &#8220;defeat device&#8221; (i software per manipolare i test scoperti nello scandalo Volkswagen), anche perché il Regolamento Ue del 2007 che li proibiva (Ce 715/2007) contiene delle &#8220;eccezioni&#8221; che &#8220;lasciano spazio a interpretazioni&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Jrc non si spingeva a raccomandare alla Commissione un&#8217;iniziativa per rilevare la presenza di possibili &#8220;defeat device&#8221; installati nelle auto, perché, notava, questo non era &#8220;in senso stretto, nel mandato del suo studio&#8221;, ma sottolineava comunque che nuovi test &#8220;su strada&#8221; invece che in laboratorio avrebbero reso &#8220;difficile in pratica, se non impossibile&#8221; l&#8217;uso di questi dispositivi. Il rapporto del Jrc (&#8220;A complementary emissions test for light-duty vehicles: Assessing the technical feasibility of candidate procedures&#8221;) è disponibile nel sito web del Centro di ricerca: <a href="http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC75998 /ld-na-25572-en-n_online.pdf " target="_blank">http://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC75998 /ld-na-25572-en-n_online.pdf </a>.</p>
<p style="text-align: justify;">L'&#8221;avvertimento&#8221; sui &#8220;defeat device&#8221;, menzionati ripetutamente, è nel box 2, a pag.31. E&#8217; proprio sulla base di quel rapporto del Jrc che la Commissione europea aveva deciso di proporre l&#8217;obbligo per le autorità di omologazione degli Stati membri di effettuare i test per le emissioni su strada, in &#8220;condizioni reali di guida&#8221; (&#8220;Real Driving Emission&#8221;, Rde) a partire dall&#8217;inizio del 2016, ma inizialmente solo a fini di monitoraggio. La proposta è stata adottata dall&#8217;Ue nel maggio scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">La Commissione propone di usare effettivamente i test Rde per omologare i nuovi modelli a partire dall&#8217;autunno del 2017, e per verificare il rispetto dei limiti per le emissioni di tutte le nuove auto a partire dall&#8217;autunno 2018. La Commissione, dunque, non ha aspettato lo scandalo Volkswagen per agire nel senso di migliorare l&#8217;efficacia e l&#8217;affidabilità dei metodi di misurazione delle emissioni inquinanti, essendo a consocenza anche da prima del rapporto del Jrc, fin dal 2010, delle discrepanze (accertate per livelli di emissioni fino al 20% più alti) fra i test in laboratorio e quelli in condizioni reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta da chiedersi, tuttavia, come mai sia rimasto senza conseguenze l&#8217;avvertimento del Jrc sulla possibile presenza nei motori di software in grado di manipolare i test. L&#8217;Esecutivo comunitario avrebbe agito altrimenti, raccomandando alle autorità nazionali di omologazione di cercare attivamente i software truccati nei motori delle auto, se non ci fossero state le forti pressioni sulle istituzioni euoropee e sugli Stati membri da parte delle lobby dell&#8217;industria automobilistica, e soprattutto di quella tedesca, notoriamente molto influente a Bruxelles?</p>
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		<title>Ucraina, Hollande-Merkel: un accordo è ultimo tentativo per evitare guerra aperta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2015 11:51:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Una guerra che non ci voleva! Il tentativo che sta conducendo col cancelliere tedesco Angela Merkel, è &#8220;una delle ultime chances&#8221; per evitare la &#8220;guerra&#8221; aperta in Ucraina. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande. &#8220;Penso che sia una delle ultime chances&#8230;se non riusciremo a trovare un durevole accordo di pace conosciamo lo scenario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8859" aria-describedby="caption-attachment-8859" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8859" alt="Vladimir Putin - federazione russa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin2.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin2.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin2-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin2-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8859" class="wp-caption-text">Vladimir Putin</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Una guerra che non ci voleva! Il tentativo che sta conducendo col cancelliere tedesco Angela Merkel, è &#8220;una delle ultime chances&#8221; per evitare la &#8220;guerra&#8221; aperta in Ucraina. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande. &#8220;Penso che sia una delle ultime chances&#8230;se non riusciremo a trovare un durevole accordo di pace conosciamo lo scenario alla perfezione. È inutile girarci attorno, non c&#8217;è che un nome, la guerra&#8221; ha detto Hollande di ritorno in Francia dopo i colloqui protattisi sino a notte inoltrata col presidente russo Putin e il cancelliere tedesco Merkel. Dal canto duo il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha ammesso che &#8220;non è certo&#8221; che l&#8217;iniziativa franco-tedesca per raggiungere la pace in Ucraina, presentata ieri a Mosca, abbia successo. &#8220;Non è certo che questi negoziati abbiano successo, ma noi condividiamo con il presidente Francois Hollande il punto di vista che vale la pena tentare&#8221;, ha precisato la Merkel durante la conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera. int</p>
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		<title>Grillo: Letta fa interessi Germania. E&#8217; capo di un governo fantoccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 14:40:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato da Redazione Il Parlamentare.it/ Roma &#8216;&#8216;Saccomanni, qualche tempo fa, si lascio&#8217; sfuggire una frase &#8216;Bisogna dire la verita&#8217; agli italiani&#8217;. Si riferiva allo sfascio economico. Poi e&#8217; rimasto in silenzio, in attesa di essere cacciato dal governo. Da allora ogni giorno e&#8217; in bilico. Nel frattempo Capitan Findus Letta racconta le sue menzogne agli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="beppe grillo-politica italiana-governo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Beppe Grillo leader del Movimento 5 Stelle</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Pubblicato da Redazione Il Parlamentare.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Roma &#8216;<strong>&#8216;Saccomanni</strong>, qualche tempo fa, si lascio&#8217; sfuggire una frase &#8216;<strong>Bisogna dire la verita&#8217; agli italiani&#8217;.</strong> Si riferiva allo sfascio economico. Poi e&#8217; rimasto in silenzio, in attesa di essere cacciato dal governo. Da allora ogni giorno e&#8217; in bilico. Nel frattempo Capitan Findus Letta racconta le sue menzogne agli italiani. Sposta sempre la linea della ripresa piu&#8217; in la&#8217;, mentre il Paese sprofonda con bollettini quotidiani di guerra vera, di deserto delle aziende, degli investimenti. Questo doppio registro, l&#8217;Italia che viene distrutta dalla mancanza di una politica economica e le falsita&#8217; di Letta propagandate dai giornali e dalle televisioni ha assunto ormai una dimensione grottesca, fumettistica&#8221;. Lo scrive il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, in un post pubblicato sul suo blog.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BEPPE GRILLO: LETTA COME CAPITAN CORTESE</strong><br />
&#8216;<em><strong>&#8216;Letta interpreta una nuova parte della Commedia dell&#8217;Arte, il Mentitor Cortese.</strong></em> <em>Ogni sua dichiarazione si e&#8217; dimostrata falsa come un soldo bucato, ma lui, imperterrito, continua con le sue fandonie. Ora vede la luce nel 2013, ora un po&#8217; piu&#8217; in la&#8217;, alla fine del 2014. Questa rappresentazione stucchevole di un ometto graziato dalla sorte e politico a carico dei contribuenti dalla nascita (non ha mai fatto altro nella vita, eoni fa, nel 1998 e&#8217; stato ministro per le politiche comunitarie del governo D&#8217;Alema) ha pero&#8217; un suo significato, quello di garantire gli interessi dei nostri creditori internazionali, in primis la Germania&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BEPPE GRILLO: LETTA E&#8217; SOLO GARANZIA CHE L&#8217;ITALIA ONORERA&#8217; I SUOI DEBITI</strong><br />
Secondo il leader 5 Stelle, Letta <em>&#8221;rappresenta l&#8217;assicurazione che l&#8217;Italia onorera&#8217; i debiti contratti dalle nostre banche attraverso la BCE e i rimborsi dei titoli pubblici e degli interessi. E&#8217; il novello Quisling italiano, il collaborazionista norvegese al servizio dei nazisti durante l&#8217;ultima guerra mondiale. Il suo e&#8217; un governo fantoccio che rappresenta gli interessi di Stati stranieri e non dell&#8217;Italia&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;<strong>&#8216;<em>Quisling Letta</em> &#8211; scrive ancora Grillo &#8211; <em>non ha fatto nulla per risollevare il Paese</em></strong><em>. Gli ordini li prende dall&#8217;estero. E&#8217; un procuratore fallimentare che deve garantire i creditori. Quanto potremo andare avanti cosi&#8217;? A venderci persino le spiagge?&#8217;</em>&#8216;. ASCA</p>
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		<title>E Mario Monti avverte Berlino: c&#8217;è rischio crescita risentimento verso la Germania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 21:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
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					<description><![CDATA[Vorrei restare fino al 2013 per salvare l&#8217;Italia dalla rovina anche grazie al &#8220;sostegno morale, ma non finanziario&#8221; dei nostri partner europei, con in testa la Germania. Berlino &#8211; dice il Premier Monti, dovrebbe essere più &#8220;flessibile&#8221; anche perché in Italia sta evolvendo un pericoloso sentimento antitedesco in cui si intravedono i  chiari &#8220;segni di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_4919" aria-describedby="caption-attachment-4919" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="mario_Monti_2" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4919"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4919" title="mario_Monti_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_24.jpg" alt="Il Premier Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_24.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_24-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_24-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4919" class="wp-caption-text">Il Premier Mario Monti</figcaption></figure></p>
<p>Vorrei restare fino al 2013 per <strong>salvare l&#8217;Italia dalla rovina</strong> anche grazie al &#8220;<strong>sostegno morale, ma non finanziario&#8221; dei nostri partner europe</strong>i, con in testa la Germania. Berlino &#8211; dice il Premier Monti, dovrebbe essere più &#8220;flessibile&#8221; <strong>anche perché in Italia sta evolvendo un pericoloso sentimento antitedesco in cui si intravedono i  chiari &#8220;segni di una dissoluzione psicologica dell&#8217;Europa</strong>&#8220;.</p>
<p>Mario Monti, pur con toni pacati, non usa mezzi termini nell&#8217;ammonire la Germania e i paesi rigoristi del Nord sui rischi che sta correndo il Vecchio Continente a causa della miopia con cui si affronta la crisi del debito sovrano. Per lanciare il suo appello, il Premier mario Monti ha affidato il suo pensiero a <strong>&#8216;Der Spiegel&#8217;, il</strong> settimanale più diffuso in Germania.<br />
I due intervistatori chiedono al Professore se non giudichi &#8220;deludente&#8221; l&#8217;azione dell&#8217;Eurotower. &#8220;Non posso che accogliere come realistica l&#8217;affermazione della Bce&#8221; &#8211; ha dichiarato il Presidente del Consiglio &#8211; sul fatto che il mercato dei titoli pubblici è &#8220;profondamente turbato&#8221;, si limita a dire Monti. Nell&#8217;intervista , però, non c&#8217;é alcun cenno alla possibilità che l&#8217;Italia ricorra allo &#8216;scudo&#8217;.</p>
<p>L&#8217;ipotesi di una richiesta di aiuti, però, non è esclusa da <strong>Antonio Catricalà</strong>. <strong>&#8220;L&#8217;idea è che ce la faremo da soli&#8221;, dice il sottosegretario al Corriere, ma il rischio è che i mercati &#8220;ci mettano troppo a riconoscere i nostri meriti&#8221;</strong>.<br />
La firma di un memorandum però non deve spaventare perché &#8220;significherebbe solo confermare impegni già assunti&#8221;. Ad ogni modo &#8211; afferma Catricalà &#8211; l&#8217;Italia non farà mai una richiesta prima della Spagna e comunque non prima di &#8220;sapere cosa prevede l&#8217;intervento della Bce&#8221;. Secondo il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, il Paese &#8220;per ora non ha bisogno di ricorrere al Fondo salva-spread&#8221;. Monti, dice a Repubblica, &#8220;è sulla strada giusta, ma ora deve accelerare sulle riforme&#8221;.</p>
<p>Di &#8216;scudo&#8217;, nell&#8217;intervista, il premier non parla. Oscilla fra moniti, stilettate e rassicurazioni. Ricorda ai tedeschi gli sforzi compiuti dall&#8217;Italia e la presenza del Fiscal Compact come vincolo al rigore di bilancio. Ma rammenta anche che furono Berlino e Parigi, nel 2003, a violare per primi il Patto di stabilità. Smentisce però &#8216;assi del sud&#8217; con Madrid e Parigi, sostenendo di avere ottimi rapporti con Angela Merkel e Wolfgang Schäuble. Eppure dice di essere &#8220;molto preoccupato&#8221; per i &#8220;crescenti risentimenti&#8221; che stanno covando nel Parlamento italiano contro l&#8217;Ue, l&#8217;euro i tedeschi e persino la stessa Merkel. Avversione che a suo giudizio deriva dalle &#8220;tensioni&#8221; emerse nell&#8217;Eurozona, in cui si colgono i &#8220;segni di una dissoluzione psicologica dell&#8217;Europa&#8221;. L&#8217;invito, perciò, è a fare di tutto per evitare che l&#8217;euro si trasformi in un &#8220;fattore di disintegrazione&#8221; che porterebbe alla &#8220;distruzione&#8221; del progetto europeo.</p>
<p>Per riuscirci bisogna contrastare i &#8220;pregiudizi&#8221;: ad esempio sul fatto che l&#8217;Italia ha ricevuto o vuole aiuti economici. E&#8217; vero semmai il contrario: ha aiutato altri Paesi in difficoltà con un costo di oltre 3 punti di debito, ma senza nessun ritorno a differenza di Germania e Francia che, nel caso della Grecia, hanno indirettamente sostenuto le proprie banche fortemente esposte in quel Paese. Inoltre, aggiunge con un&#8217;altra stilettata, &#8220;gli alti tassi&#8221; sui titoli pubblici che l&#8217;Italia paga attualmente &#8220;sovvenzionano quelli bassi pagati dalla Germania&#8221;. Ce n&#8217;é anche per Finalndia e Olanda, ree di rimettere in discussione gli accordi presi, come nell&#8217;ultimo Vertice Ue, contribuendo a creare incertezza nei mercati. Il premier chiede a tutti, Berlino in testa, una prova di amicizia. &#8220;Se tutto va secondo i piani, rimarrò in carica fino al 2013&#8221; sperando di aver &#8220;salvato l&#8217;Italia dalla rovina finanziaria&#8221;. Ma per farlo serve il &#8220;supporto morale, non finanziario, di alcuni amici europei, in primissimo luogo, della Germania&#8221;. Ciò, anche nell&#8217;interesse tedesco e degli altri Paesi rigoristi perché se vogliono che &#8220;l&#8217;attuale politica in Italia abbia un futuro&#8221; devono &#8220;lasciare più margini di flessibilità&#8221; ai Paesi virtuosi dell&#8217;Eurozona</p>
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		<title>Olimpiadi &#8211; Bild critica Azzurra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 12:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[elisa casanova]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
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					<description><![CDATA[Un quotidiano minore della germania (bild.de), evidentemente per farsi notare, ha pensato di criticare gli atleti brutti delle Olimpiadi. Nel prendere di mira l&#8217;Azzurra Elisa Casanova capitano del Setterosa alle Olimpiadi di Londra, l&#8217;ha definita &#8220;una granata in piscina&#8221; (e i tedeschi di granate se ne intendono molto ndr). La questione ha suscitato fastidio tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_4911" aria-describedby="caption-attachment-4911" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="elisa-casanova" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4911"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4911" title="elisa-casanova" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elisa-casanova.jpg" alt="La campionessa Azzurra Elisa Casanova" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elisa-casanova.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elisa-casanova-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elisa-casanova-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4911" class="wp-caption-text">La campionessa Azzurra Elisa Casanova</figcaption></figure></p>
<p>Un quotidiano minore della germania (bild.de), evidentemente per farsi notare, ha pensato di criticare gli atleti brutti delle Olimpiadi. Nel prendere di mira l&#8217;<strong>Azzurra Elisa Casanova</strong> capitano del Setterosa alle Olimpiadi di Londra, l&#8217;ha definita <strong>&#8220;una granata in piscina&#8221; (e i tedeschi di granate se ne intendono molto ndr)</strong>. La questione ha suscitato fastidio tra i tifosi dell&#8217;Azzurra Elisa Casanova che, però ammettono: la satira è satira e facciamo bene, ogni tanto a farci qualche risata, anche se, com&#8217;è noto, la satira non perdona proprio nessuno.</p>
<p>Il simpatico tifoso dell&#8217;Azzurra, poi, decide di ricambiare con una battuta altrettanto orrida, questa volta sugli amici tedeschi: &#8220;<strong>meno male &#8211;</strong> ha affermato il tifoso<strong> &#8211; che la Germania, per sollevare il resto dell&#8217;Europa dalle possibili spese, non ha preso in gestione il Braciere Olimpico&#8221;. </strong></p>
<p>Il lettore continua esaltando una notizia di cronaca che mette in evidenza una riflessione di <strong>H.Jeime-Karge e C. Martens </strong>che afferma: &#8220;la Germania guadagna anche dalla crisi dell&#8217;euro! &#8221; Da un lato ricorda come l&#8217;impegno miliardario tedesco per il salvataggio della moneta unica cresca di giorno in giorno; dall&#8217;altra evidenzia anche &#8211; che le difficoltà degli altri Paesi stanno proprio nel fatto che la Germania ha attivato una politica per la quale deve guadagnare sempre di più. <strong>Scheuble, il ministro delle finanze di Berlino</strong> <em>&#8220;ora guadagna soldi persino facendo debiti&#8221;</em>, ricorda <strong>Bild</strong> che mette l&#8217;accento sui tassi d&#8217;interesse negativi sul nuovo indebitamento tedesco.</p>
<p><strong>Secondo un analista citato dal tabloid,</strong> &#8220;<strong>la Germania negli ultimi 30 mesi ha risparmiato oltre 60 miliardi nel rifinanziamento&#8221; del debito.</strong> Al ministro seguono l&#8217;industria edile e tutti coloro che hanno chiesto mutui e prestiti, che godono di tassi particolarmente bassi. Come anche le banche, che oggi pagano lo 0,75% di interessi sui prestiti dalla Bce, mentre &#8211; scrive Bild &#8211; nel 2008 il tasso era al 4,25%.</p>
<p>Ma il tabloid non dimentica di citare nemmeno gli esportatori tedeschi, perché l&#8217;euro debole &#8220;rende la merce tedesca all&#8217;estero più attraente&#8221;.</p>
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		<title>Mario Monti: spero di poter salvare l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 10:43:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;Se tutto va secondo i piani &#8211; ha affermato il Premier Mario Monti &#8211; resterò in carica fino aprile 2013 e spero che per allora avrò potuto salvare l&#8217;Italia dalla rovina finanziaria&#8221;. Lo ha detto il Presidente del Consiglio allo Spiegel, precisando che la sua azione conta sul &#8221;sostegno morale di alcuni amici Ue, Germania [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_4901" aria-describedby="caption-attachment-4901" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Mario_Monti" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4901"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4901" title="Mario_Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti2.jpg" alt="Il Premier Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4901" class="wp-caption-text">Il Premier Mario Monti</figcaption></figure></p>
<p>&#8221;Se tutto va secondo i piani &#8211; ha affermato il Premier Mario Monti &#8211; resterò in carica fino aprile 2013 e spero che per allora avrò potuto salvare l&#8217;Italia dalla rovina finanziaria&#8221;. Lo ha detto il Presidente del Consiglio allo Spiegel, precisando che la sua azione conta sul &#8221;sostegno morale di alcuni amici Ue, Germania in testa. Ma il Premier precisa: &#8220;sostegno morale e non finanziario&#8221;.</p>
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		<title>Francia e Germania: Monti ok progressi spettacolari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:15:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Crisdi]]></category>
		<category><![CDATA[Eliseo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Grecia deve &#8221;seguire l&#8217;esempio&#8221; del governo italiano di Mario Monti, che ha fatto dei &#8221;progressi spettacolari&#8221; per rispondere alla crisi del debito: parola del presidente francese Nicolas Sarkozy, che insieme al cancelliere tedesco Angela Merkel lancia un forte appello ad Atene affinche&#8217; si assuma le proprie &#8221;responsabilita&#8221;&#8217; e adotti il piano di riforme chiesto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/francia-e-germania-monti-ok-progressi-spettacolari/mario_monti_2-2/" rel="attachment wp-att-3913"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3913" title="Mario Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>La Grecia deve &#8221;seguire l&#8217;esempio&#8221; del governo italiano di Mario Monti, che ha fatto dei &#8221;progressi spettacolari&#8221; per rispondere alla crisi del debito: parola del presidente francese Nicolas Sarkozy, che insieme al cancelliere tedesco Angela Merkel lancia un forte appello ad Atene affinche&#8217; si assuma le proprie &#8221;responsabilita&#8221;&#8217; e adotti il piano di riforme chiesto dai partner europei e dal Fondo monetario internazionale (Fmi) per concedere il nuovo piano di aiuti da 130 miliardi di euro. &#8221;Insieme al cancelliere, dico che i nostri amici greci devono assumersi le loro responsabilità votando le riforme su cui si sono impegnati. Questo riguarda tutti, sia la destra sia i socialisti greci&#8221;, ha affermato Sarkozy, nel corso di una conferenza stampa congiunta a Parigi con il cancelliere tedesco Angela Merkel in occasione del consiglio dei ministri franco-tedesco.</p>
<p>&#8221;Io e la cancelliera Merkel &#8211; ha aggiunto &#8211; pensiamo che gli elementi per l&#8217;accordo non siano mai stati cosi&#8217; vicini. Sia per i creditori privati sia per i creditori pubblici. Ma ora bisogna concludere. Non avere un accordo e&#8217; per noi inimmaginabile&#8221;. Per Atene, ha proseguito il capo dell&#8217;Eliseo, &#8221;l&#8217;esempio da seguire&#8221; e&#8217; quello dell&#8217;Italia. &#8220;Stiamo vedendo il primo ministro italiano Mario Monti quale lavoro notevole stia facendo e quali progressi spettacolari stia facendo l&#8217;Italia. E&#8217; l&#8217;esempio da seguire&#8221;, ha spiegato Sarkozy, sottolineando che &#8221;i dirigenti greci si sono assunti degli impegni con l&#8217;Europa. Non c&#8217;e&#8217; scelta: il tempo stringe, devono rispettarli scrupolosamente&#8221;.</p>
<p>E ancora: &#8221;La situazione della Grecia deve essere risolta una volta per tutte&#8221;. Da parte sua, la Merkel ha detto che la Grecia deve &#8221;restare nell&#8217;euro&#8221;, ma ha lanciato un duro avvertimento alle autorita&#8217; di Atene: stop ai nuovi aiuti se non concludono l&#8217;accordo con Ue e Fmi. &#8221;Non ci puo&#8217; essere un nuovo programma&#8221; di aiuti, se la Grecia &#8221;non conclude l&#8217;accordo con la troika&#8221;, composta da Commissione Ue, Banca centrale europea e Fmi, ha avvertito la cancelliera.</p>
<p>Al termine del consiglio dei ministri franco-tedesco, Sarkozy e Merkel hanno anche auspicato che gli interessi del debito greco siano bloccati su un conto. &#8221;Sono favorevole all&#8217;idea secondo cui gli interessi del debito greco siano versati su un conto bloccato per essere sicuri che questo denaro sia disponibile in modo durevole&#8221;, ha affermato la Merkel. La Grecia si e&#8217; impegnata in un doppio negoziato, con i creditori privati, essenzialmente banche, affinche&#8217; cancellino una parte sostanziale del debito, e con la troika affinche&#8217; sblocchi un nuovo aiuto per Atene. Ue e Fmi chiedono pero&#8217; alla Grecia di concludere l&#8217;accordo con le banche e di adottare nuove misure di austerita&#8217;. Per scongiurare il default, Atene ha urgente bisogno di questo nuovo aiuto. &#8221;Non capisco molto bene che interesse ci sarebbe a far passare ancora del tempo&#8230;il tempo stringe&#8221;, ha avvertito la Merkel.</p>
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