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	<title>Gaetano Quagliariello &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Vogliono cambiare la Costituzione ma non sanno la lingua italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 18:08:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione Italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Servizio Pubblico]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli/grrg.eu/ Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme istituzionali, in una Lettera al Corriere della Sera (11 novembre), rispondendo ad alcuni rilievi del costituzionalista Michele Ainis sulla legge elettorale (Ainis ha sostenuto che il Porcellum, da tutti ufficialmente aborrito, in realtà fa comodo a tutti), afferma: “… Ainis… sa meglio di altri come il governo non intenda abdicare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7141" aria-describedby="caption-attachment-7141" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-7141" alt="matteo renzi-politica italiana" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7141" class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli/grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Gaetano Quagliariello, ministro per le Riforme istituzionali, in una <em>Lettera </em><span style="text-align: justify;">al </span><em style="text-align: justify;">Corriere della Sera</em><span style="text-align: justify;"> (11 novembre), rispondendo ad alcuni rilievi del costituzionalista Michele Ainis sulla legge elettorale (Ainis ha sostenuto che il Porcellum, da tutti ufficialmente aborrito, in realtà fa comodo a tutti), afferma: “… Ainis… sa meglio di altri come il governo non intenda abdicare a quella più complessiva riforma delle istituzioni all’esito della quale il Parlamento dovrebbe orientarsi verso una legge elettorale definitiva e innovativa, ma coerente e connessa alla nuova forma di governo. Si tratta dunque di due propositi </span><em style="text-align: justify;">affatto</em><span style="text-align: justify;"> contraddittori, addirittura complementari”.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ho evidenziato in corsivo l’avverbio “affatto”, che Quagliariello usa in senso negativo, ma che, nella lingua italiana, ha valore positivo, e significa “del tutto, interamente”. Dal <em>Vocabolario della lingua italiana</em>, Edizione Treccani: “Non ha per se stesso valore negativo; è perciò ritenuto scorretto l’uso del semplice <em>affatto</em>, non raro nelle risposte, col senso di ‘niente affatto, no davvero’”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel rispetto della lingua italiana, pertanto, la frase del ministro Quagliariello suona così: “Si tratta dunque di due propositi <em>del tutto</em> contraddittori, addirittura complementari”, che è l’opposto di ciò che intende sostenere. D’accordo con l’uso diffuso di <em>affatto</em> in senso negativo, ma resta il fatto che è un uso “scorretto”, cioè non corretto, sbagliato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci lamentiamo del linguaggio spesso contorto dei testi delle leggi italiane. Inutilmente era stato deciso che avrebbero dovuto essere scritte in modo comprensibile. Niente da fare: la sciatteria continua a imperversare. Ma è una sciatteria che rimanda a una debolezza logica e culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Passo oltre. Domenica 10 novembre, Eugenio Scalfari, su <em>La Repubblica</em>, a una settimana di distanza dal suo pollice verso nei confronti di Beppe Grillo, ha ripetuto l’operazione nei confronti di Matteo Renzi: “è un grande venditore di se stesso, al livello del primo Berlusconi”. Commentando indirettamente la partecipazione di Renzi alla trasmissione <em>Servizio Pubblico</em> (del 7 novembre), ha aggiunto: “I maliziosi potrebbero pensare ad una sua somiglianza con Grillo e con Berlusconi seconda maniera”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Paragonare Renzi a Berlusconi, prima e seconda maniera, è una condanna a morte politica</strong>. Non a caso, dall’interno del Pd si sono fatte più forti le critiche al sindaco di Firenze. Anche Guglielmo Epifani, dando per scontato che Renzi concorrerà per la nomina a candidato premier, ha detto che Enrico Letta potrebbe scendere in campo. La partita è aperta: il direttore di <em>Repubblica</em>, Mauro, e De Benedetti, sostengono (ancora?) Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dopo, 11 novembre, è intervenuto il <em>Corriere della sera</em> con un articolo di Mari Teresa Meli, la quale ha detto che <strong>Letta difficilmente concorrerà per essere candidato premier in quanto punta a diventare uno dei commissari della Commissione europea</strong>. Quanto a Renzi, “riassume in sé uno strano (per l’Italia) mix di politica liberale in economia e di populismo. Il che significa che, da una parte, attaccherà i privilegi dei sindacati, e della Cgil, in special modo, che difende solo i garantiti, mentre dall’altra attaccherà duramente i poteri forti, i banchieri, la Confindustria e un certo tipo di capitalismo, senza fare troppi sconti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole della Meli sono chiarificatrici. A <em>Servizio pubblico</em>, Renzi aveva attaccato alcune (sole alcune) istituzioni dei “poteri forti”. Probabilmente<strong>con questo attacco si è giocato molte possibilità di successo</strong>. Tanto è vero che lo stesso Scalfari ha scritto: “Non credo che lo voterò alle primarie del Pd per la semplice ragione che, avendo promesso tutto, la sua eventuale riuscita politica rappresenta (avrebbe dovuto scrivere: rappresenterebbe – ndr) un’imprevedibile avventura e in politica le avventure possono giovare all’avventuriero ma quasi mai al paese che rappresenta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se aggiungiamo che Renzi ha sollevato il problema della trasparenza dei bilanci dei sindacati (ma non quello del prelievo automatico in busta paga dei lavoratori della quota di adesione) e ha detto che, al posto della Cancellieri, si sarebbe dimesso, si comprendono due cose: la prima è il pollice verso di Scalfari nei suoi confronti, la seconda è che il sindaco di Firenze vorrebbe combattere una guerra su due fronti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per completezza di informazione, <strong>Scalfari non si limita a critiche, ma traccia la via</strong>. Elogia Mario Draghi, che non è simpatico e ciarliero come Renzi; propugna la nascita dello Stato federale europeo; afferma che motore di questo avanzamento dell’Europa “dovrebbe essere” la Germania. Il dibattito politico che si profila, quindi, non è semplicemente tra europeisti e anti-europeisti, ma tra chi vuole un’Europa a leadership tedesca e chi non la vuole sotto questa leadership. In altre parole, sessant’anni fa l’Europa fu salvata dagli Stati Uniti; adesso dovrebbe essere salvata dalla Germania.</p>
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		<title>Finanziamento ai Partiti, Governo: &#8220;Stop&#8221; ai fondi publlici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2013 19:50:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[belsito]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento ai partiti]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre la Procura della Repubblica di Reggio Calabria indaga su una falla di alcuni milioni di Euro relativi a rimborsi dei capi gruppo della Calabria i quali ora devono risponderne alla Magistratura, il Governo ha detto &#8220;STOP AI FONDI PUBBLICI AI PARTITI&#8221;. ANSA &#8211; Mai più casi Belsito e Lusi, quando i milioni dei rimborsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5956" aria-describedby="caption-attachment-5956" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="enrico-letta" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5956" title="enrico-letta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta1.jpg" alt="Il Presidente del Consiglio Enrico Letta" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta1-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5956" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio Enrico Letta</figcaption></figure>
<p>Mentre la Procura della Repubblica di Reggio Calabria indaga su una falla di alcuni milioni di Euro relativi a rimborsi dei capi gruppo della Calabria i quali ora devono risponderne alla Magistratura, il Governo ha detto &#8220;STOP AI FONDI PUBBLICI AI PARTITI&#8221;.</p>
<p>ANSA &#8211; Mai più casi <strong>Belsito e Lusi</strong>, quando i<strong> milioni dei rimborsi ai partiti finivano nell&#8217;acquisto di diamanti o viaggi alle Bahamas.</strong> Il governo trova l&#8217;accordo politico e, la prossima settimana, approverà in consiglio dei ministri il ddl per l&#8217;abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti e per introdurre, attraverso meccanismi simili al 5&#215;1000, il sostegno alla politica da parte dei cittadini. Una risposta all&#8217;antipolitica e a <strong>Beppe Grillo</strong> che però non apprezza affatto e liquida come &#8220;un bluff&#8221; la decisione del premier <strong>Enrico Letta</strong>.<br />
Fedele all&#8217;impegno preso nel suo discorso di insediamento alle Camere, Letta accelera sulla riforma del finanziamento pubblico ai partito e, contestualmente, sulla disciplina delle lobby. E porta in cdm le linee guida del provvedimento che il ministro<strong> Gaetano Quagliariello</strong> definirà per l&#8217;ok la prossima settimana. Il governo punta ad abrogare l&#8217;attuale sistema dei rimborsi elettorali &#8211; in realtà un vero e proprio finanziamento ai partiti mascherato &#8211; e ad introdurre dei meccanismi di sgravi o di incentivi fiscali per consentire ai cittadini, in un sistema di tracciabilità delle contribuzioni, di sostenere economicamente il proprio partito. Non proprio un sistema all&#8217;americana, però, a quanto si apprende, perché nel ddl si prevederà una soglia massima per le donazioni dei privati ed un sostegno da parte dello Stato: in parte su spese rendicontate fino ad un tetto da definire ma soprattutto in termini di strutture e servizi, ad esempio spazi tv e radio, affissioni o costi di spedizione. Per accedere a queste facilitazioni il governo intende definire &#8220;procedure rigorose in materia di trasparenza degli statuti e dei bilanci dei partiti&#8221; in modo da garantire, a partire dalla Carta dei partiti alla certificazione esterna dei bilanci, la massima chiarezza e democrazia interna. E&#8217; appena finito il consiglio dei ministri che il premier sceglie, non a caso visto l&#8217;argomento così popolare, la via del tweet per comunicare l&#8217;accordo politico. Una decisione sostenuta con forza anche nella riunione del cdm dal vicepremier Angelino Alfano che ricorda che l&#8217;abrogazione &#8220;era nel nostro programma elettorale&#8221;.</p>
<p>Un sostegno del governo che ora dovrà passare le forche caudine del Parlamento, dove i sì e i no all&#8217;abrogazione attraversano trasversalmente tutte le forze politiche. Nel Pdl, ad esempio, esprime dubbi Fabrizio Cicchitto così come nel Pd, storicamente contrario ad una abrogazione totale ma favorevole ad una revisione del sistema, uno dei maggiori fan dell&#8217;apertura al finanziamento privato è Matteo Renzi. &#8220;Durante le primarie &#8211; rivendica il sindaco &#8211; eravamo solo noi a dirlo, ora vedo condivisione. Ho parlato più volte con Letta, il governo procederà spedito&#8221;. Più cauto il segretario Pd Guglielmo Epifani, che però apprezza la decisione soprattutto alla luce della crisi economica che aggiorna le priorità della finanza pubblica: &#8220;Bisogna abolire gradatamente i finanziamenti pubblici. L&#8217;importante è che si trovino finanziamenti liberi e che i partiti abbiano un ordinamento democratico&#8221;. Chi doveva esultare per l&#8217;abrogazione del finanziamento pubblico, cioé il M5S, ha invece una reazione fredda, per usare un eufemismo. Il capogruppo alla Camera Roberta Lombardi spiega che i grillini collaboreranno &#8220;per far rispettare, e non aggirare come al solito, il referendum del &#8217;93 (che abrogo&#8217; il finanziamento pubblico,ndr)&#8221;. Ma Beppe Grillo parla &#8220;dell&#8217;ennesima presa per il culo pre-elettorale del pdmenoelle&#8221;. &#8220;Comprendiamo l&#8217;irritazione dei grillini: volevano l&#8217;esclusiva e si dovranno &#8216;accontentarsi&#8217; di votare&#8221;, commenta sarcastico il ministro Giampiero D&#8217;Alia.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi sarà il Mostro di Firenze per capire quanto costa allo Stato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 May 2011 11:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Gentile]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Quagliariello]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe De Rose]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Il Popolo delle Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Luiss]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Campanella]]></category>
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					<description><![CDATA[Esce il trimestrale &#8220;Il Popolo (delle Libertà)&#8221; primo numero dedicato al giacobinismo giudiziario. Una ricostruzione pseudologica e satirica dei delitti del mostro di Firenze con un parallelismo provocatorio : il mostro è Silvio Berlusconi. Sarà questo uno degli articoli del primo numero del trimestrale di politica e cultura, Il Popolo (delle libertà) in uscita in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_1742" aria-describedby="caption-attachment-1742" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-1742" href="https://ilparlamentare.it/2011/05/silvio-berlusconi-sara-il-mostro-di-firenze-per-capire-quanto-costa-allo-stato/silvio-berlusconi-2/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-1742" title="Silvio-Berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi-2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi-2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi-2-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi-2-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1742" class="wp-caption-text">Silvio-Berlusconi</figcaption></figure>
<p>Esce il trimestrale &#8220;<strong>Il Popolo (delle Libertà)</strong>&#8221; primo numero dedicato al giacobinismo giudiziario. Una ricostruzione pseudologica e satirica dei delitti del mostro di Firenze con un parallelismo provocatorio : il mostro è <strong>Silvio Berlusconi</strong>. Sarà questo uno degli articoli del primo numero del trimestrale di politica e cultura, Il Popolo (delle libertà) in uscita in luglio e diretto dal giornalista <strong>Mario Campanella</strong>. Nel pezzo si dimostrerà come sia possibile, sulla base di sovrapposizioni ideologiche, poter costruire un mostro e identificarlo nell&#8217;avversario politico più ostico della corrente culturale che si rifà al giacobinismo politico.</p>
<p>Ci siamo riferiti con umiltà alla grande tradizione satirica della destra da <strong>Prezzolini</strong> alla Voce delle fogne di <strong>Marcello Veneziani</strong> – dice Campanella &#8211; per riprendere un&#8217;identità di genere soffocata nel silenzio dell&#8217;insipienza da diversi anni. L&#8217;articolo su Berlusconi mostro di Firenze apre &#8211; ha detto ancora Campanella &#8211; un numero monografico dedicato al giacobinismo giudiziario, dal caso <strong>Dreyfuss</strong> alla vicenda di <strong>Lello Luttazzi</strong>. Berlusconi &#8211; ha aggiunto Campanella &#8211; non ha un alibi specifico nel periodo che va dal 1968 al 1985 e seguendo la logica usata contro di lui, che non poteva non sapere, non si può escludere che sia stato lui il mostro mai individuato. Sono previsti fondi di <strong>Gaetano Quagliariello</strong>, <strong>Giorgio Cielo Stracquadanio</strong>, del prof. <strong>Giuseppe DE Rose</strong> dell&#8217;Unical che affronterà il tema del costo in termini di rating economico dello screditamento internazionale dell&#8217;Italia, del prof. <strong>Andrea Gentile</strong> della <strong>Luiss</strong> che parlerà del processo penale in chiave di risarcimento mancato alle vittime di errori dolosi.</p>
<p><strong> Mario Campanella</strong></p>
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