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	<title>foro di cosenza &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Gianpiero Calabrese su caso Falbo: la gravità di una pena mite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 15:23:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[foro di cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpiero Calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[pena mite]]></category>
		<category><![CDATA[Tiziana Falbo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Il Parlamentare.it pubblica questa lettera perché, come l&#8217;Avvocato Gianpiero Calabrese del Foro di Cosenza, è profondamente convinto che la Vita di una persona sia tutto ciò che il Creato abbia da dire di veramente importante. E&#8217; dal Creato che prendiamo vita ed essa stessa è la più grande offerta  che noi possiamo fare ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3008" aria-describedby="caption-attachment-3008" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3008" title="Gianpiero_Calabrese" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero_Calabrese.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero_Calabrese.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero_Calabrese-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero_Calabrese-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3008" class="wp-caption-text">Avvocato Gianpiero Calabrese del Foro di Cosenza</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Parlamentare.it</strong> pubblica questa lettera perché, come l&#8217;<strong>Avvocato Gianpiero Calabrese del Foro di Cosenza</strong>, è profondamente convinto che la Vita di una persona sia tutto ciò che il Creato abbia da dire di veramente importante. E&#8217; dal Creato che prendiamo vita ed essa stessa è la più grande offerta  che noi possiamo fare ai sentimenti dei nostri cari, degli amici, dei nostri  affetti. C&#8217;è gente tra di noi che uccide, ammazza, toglie dalla vita e dal mondo una persona. Colpa della Stampa e dell&#8217;informazione se oggi chiunque innanzi alla notizia della morte di una Persona è indifferente. E con questa indifferenza crescono tutti, anche i Giudici. Siamo sgomenti.</p>
<p>Per questo, solo alla fine della Lettera che l&#8217;Avvocato Calabrese ha deciso di pubblicare, chiediamo scusa anche noi anche per questa Giustizia che molto dovrà fare per meritare una riappropriazione responsabile del termine, oltre che la stima della Società indignata e civile.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>&#8220;LA GRAVITA&#8217; DI UNA PENA MITE&#8221;</strong></span><br />
di Gianpiero Calabrese &#8211; Lettera a Tiziana</p>
<p><em>&#8220;Da anni svolgo la professione di avvocato, professione che ritengo fra le più importanti e delicate atteso che qui (come in altre forse più importanti professioni quali quelle mediche) vi è un contatto, una relazione con il proprio assistito che va oltre il semplice e puro rapporto professionale.</em></p>
<p><em>Voglio dire che quando, come nel mio caso, si è avvocato penalista le tematiche, le questioni le problematiche non solo squisitamente professionali ma anche quelle morali e sociali sono fortissime e come tali il loro peso è di difficile sopportazione.</em><br />
<em>Ebbene ultimamente ho dovuto rappresentare in sede di Giudizio abbreviato la famiglia della vittima una ragazza di 37 anni che è stata brutalmente assassinata dal compagno solo perché la povera ragazza aveva deciso di chiudere la relazione.</em><br />
<em>Tralasciando i fatti processuali, e quanto direttamente collegato a questo ed alla decisione del Giudice, rimango, però, esterrefatto dall’entità della pena comminata: 16 anni di reclusione.</em><br />
<em>La vita umana vale 16 anni?</em><br />
<em>Perché una pena così bassa?</em></p>
<p><em>a)  Perché il giudizio abbreviato è un giudizio “premiale”, ovverosia lo Stato Italiano, il legislatore, per incentivare l’assassino a scegliere un rito veloce, consente una riduzione secca della pena dall’ergastolo a 30 anni da una reclusione non inferiore a 21 anni a 16 anni.</em></p>
<p><em>Il legislatore per evitare lo svolgimento di “lunghi e costosi” processi in Corte di Assise “incentiva” l’assassino a scegliere un diverso tipo di giudizio; l’abbreviato.</em><br />
<em>In definitiva lo Stato Italiano, evita costi e lungaggini a discapito ed a spese della vittima che è due volte offesa e uccisa, la prima volta dal suo effettivo assassino, la seconda da quello Stato che dovrebbe tutelare o quanto meno rassicurare su una giusta “punizione” del suo carnefice.</em></p>
<p><em><strong>Povera Tiziana.</strong></em></p>
<p><em>b) Per il Giudice dimentica l’esatta applicazione delle norme del c.p.p. e del c.p. difatti ormai l’art. 133 c.p. che recita: “Gravità del reato; valutazione agli effetti della pena” non è per nulla considerato, valutato ed applicato.</em></p>
<p><em>Non si valutano per determinare la gravità del reato: la natura; i mezzi, l’oggetto; il tempo, la gravità del danno, l’intensità del dolo, e quindi si giunge a condannare Nicola Sorgato a 16 anni per aver ucciso Tiziana Falbo, prima strangolandola e poi conficcandole un cacciavite in gola.</em></p>
<p><em><strong>Povera Tiziana uccisa due volte.</strong></em></p>
<p><em>Poiché il sottoscritto ha dovuto spiegare il perché di tutto questo alla famiglia della povera Tiziana, a quella madre che ha trovato la figlia morta a terra; ha dovuto farsi carico di questo pesante fardello, al sottoscritto spetta chiedere scusa anche a Tiziana.</em></p>
<p><em><strong>Scusa Tiziana&#8221;.</strong></em></p>
<p><strong>Avvocato Gianpiero Calabrese del Foro di Cosenza</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Gianpiero Calabrese: il processo lungo è giustizia negata.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 12:46:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[foro di cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gianpiero Calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[processo breve]]></category>
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					<description><![CDATA[Abbiamo chiesto all’Avvocato Gianpiero Calabrese del Foro di Cosenza di evidenziare in breve quali danni possono scaturire da una cattiva gestione processuale, a partire dai suoi tempi. Cos’è il “processo breve” e perché l’attuazione di regole serie e rigorose a partire dalla durata di processi è fondamentale anche per la tutela dei diritti dell’uomo, oltre che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/03/02/gianpiero-calabrese-il-processo-lungo-e-giustizia-negata/gianpiero-calabrese/" rel="attachment wp-att-1405"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1405" title="Gianpiero-Calabrese" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero-Calabrese.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero-Calabrese.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero-Calabrese-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero-Calabrese-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianpiero-Calabrese-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>Abbiamo chiesto all’Avvocato <strong>Gianpiero Calabrese</strong> del Foro di Cosenza di evidenziare in breve quali danni possono scaturire da una cattiva gestione processuale, a partire dai suoi tempi. Cos’è il “<strong>processo breve</strong>” e perché l’attuazione di regole serie e rigorose a partire dalla durata di processi è fondamentale anche per la tutela dei diritti dell’uomo, oltre che per un’efficace esercizio della Giustizia.</p>
<p>“Esprimere in poche parole comprensibili per tutti un tema così delicato ed importante per un Paese che possa dirsi (e voglia definirsi) giuridicamente avanzato è cosa ardua e sviante, almeno per coloro che non conoscono di diritto o meglio per coloro che non vivono il diritto nel suo esplicarsi quotidiano nei Tribunale d’Italia. Ma è una bella sfida di sintesi.<br />
Il processo così come oggi si celebra nei Tribunali italiani non garantisce il diritto dei cittadini. Un processo che dura anni e anni non garantisce ne i cittadini ne lo Stato. Inoltre la brevità del processo è fondamentale per la giustizia del cittadino quale che sia la sua veste processuale,  presunto colpevole o presunta vittima del reato.<br />
Il processo lungo è una forma di malessere che ha infettato l’intero sistema di giustizia italiano e oggi serve solo ad alcuni magistrati per riposarsi e distrarsi o ad alcuni avvocati per vincere i processi, tramite la prescrizione del reato. Un simile fare non può rappresentare la nostra Democrazia che richiede sacrifici quotidini e da parte di tutti.<br />
Il processo lungo non è solo inefficace e dannoso ma anche molto costoso e resta a carico dei poveri cittadini che vedono lesi i loro diritti sia da imputati che da parti offese. I primi, gli imputati, vedono lesi i loro sacrosanti diritti alla difesa dove tra i punti fondamentali vi è quello di essere sottoposti ad un processo veloce per dimostrare eventualmente la loro innocenza ed uscire dall’incubo in cui si ritrovano; i secondi, le parti offese, debbono rinunciare al diritto di espiare la pena il prima possibile senza che passi un tempo pari alla vita di un uomo. Ciò consente anche a chi ha sbagliato di potersi redimere in una vita ancora possibile.<br />
Il processo breve rappresenta i principi, i criteri morali e di diritto che fanno di una procedura giudiziaria un atto di giustizia e non, al contrario, un atto di ingiustizia.<br />
La ragionevole durata del processo è fondamentale in uno Stato o ordinamento che si voglia definire di diritto, democratico e/o civile.<br />
<strong>Il processo lungo, dunque, è giustizia negata.<br />
</strong>Le carceri sono piene di cittadini – persone in attesa di giudizio – sulle quali lo Stato esercita quello che ritiene essere un suo dititto: la detenzione preventiva. Questa, detta anche <strong>“misura cautelare”</strong> rappresenta uno dei grandi scandali del sistema Italiano, vergogna rimproverata dall’ Europa e dal mondo.<br />
In questo sistema di giustizia ove l’essere umano è ormai affidato alla casualità degli eventi la lunghezza del processo è ormai strumento, non più tollerabile di tortura e di gogne medianiche. Questo il motivo per cui la Giustizia oggi viene adottata quale strumento politico.<br />
Il lungo processo diventa dunque ingiustizia soprattutto quando imputati sono quei cittadini piccoli e fragili che rimangono intrappolati nel contorto meccanismo dell’ingiustizia lenta ed onerosa.<br />
Va inoltre sottolineato con forza che i cittadini che “subiscono” un processo i cui tempi si dilatano a dismisura dopo avere subito per anni anche un regime di misura cautelare, ne risentono per tutta la vita. Ciò significa che nella quasi totalità dei casi l’esistenza di questi cittadini si è mostrata finita dal profilo psicologico, economico e morale. Molti, infine, vengono alla fine assolti e l’ulteriore drammatico danno economico ricade sullo Stato che, giustamente, paga l’esoso costo delle pretese risarcitorie per ingiusta detenzione tanto più costosa quanto lunga è stata la detenzione preventiva frutto del processo lungo.<br />
La brevità dei processi è fondamentale perché il colpevole autore del reato venga punito il prima possibile, e la parte offesa del reato veda soddisfatte le proprie pretese di “GIUSTIZIA”.</p>
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