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	<title>Finmeccanica &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Pecunia non olet, il libro di Alessandro Da Rold: l’evoluzione parallela della mafia e dell’industria italiana della difesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 15:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo libro, presentato e distribuito nelle librerie da gennaio 2019, ricostruisce per la prima volta, attraverso documenti inediti e testimonianze dirette, l’evoluzione parallela della mafia e dell’industria italiana della difesa. I due mondi sono entrati spesso in contatto: Cosa Nostra è sempre stata consapevole che le armi rappresentano un settore tra i più appetibili economicamente e rilevanti politicamente. La storia raccontata [&#8230;]]]></description>
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<figure id="attachment_13946" aria-describedby="caption-attachment-13946" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-libroalessandrodarold.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13946" alt="pecunianonolet-libroalessandrodarold" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-libroalessandrodarold.jpg" width="1280" height="720" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-libroalessandrodarold.jpg 1280w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-libroalessandrodarold-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-libroalessandrodarold-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-libroalessandrodarold-1024x576.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13946" class="wp-caption-text">Un momento della presentazione del Libro &#8220;Pecunia non Olet&#8221; con l&#8217;autore Alessandro Da Rold</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Questo libro, presentato e distribuito nelle librerie da gennaio 2019, ricostruisce per la prima volta, attraverso documenti inediti e testimonianze dirette, <strong>l’evoluzione parallela della mafia e dell’industria italiana della difesa</strong>. I due mondi sono entrati spesso in contatto: Cosa Nostra è sempre stata consapevole che le armi rappresentano un settore tra i più appetibili economicamente e rilevanti politicamente. <strong>La storia raccontata da Alessandro Da Rold</strong>, che si apre in un piccolo porto toscano (Talamone in provincia di Grosseto) per chiudersi in un carcere di massima sicurezza lombardo (Opera, a sud di Milano), assume i ritmi di un noir incredibile ma, purtroppo, ben reale. Un noir con due protagonisti, emblematici di due visioni opposte dell’esistenza e del business: la criminalità e la legalità, l’omertà e la trasparenza, il compromesso affaristico senza remore e l’etica professionale senza incertezze. Il primo è <strong>Vito Roberto Palazzolo</strong>, «uno dei soggetti più pericolosi della comunità criminale internazionale». Il secondo è <strong>Francescomaria Tuccillo</strong>, avvocato penalista e manager napoletano, ex direttore della regione Africa Subsahariana per Finmeccanica (oggi Leonardo), a lungo considerata insieme a Eni il fiore all’occhiello dell’industria in Italia. I due si incrociano, forse fortuitamente o forse no, in un albergo di Luanda nel 2009, durante un seminario presieduto da un membro del nostro governo dell’epoca. Questo incontro cambia la vita di entrambi e soprattutto rivela come Finmeccanica abbia nascosto per decenni l’ombra di Cosa nostra, rappresentata dalla presenza discreta, dietro alcuni dei suoi affari più lucrosi, di un latitante condannato per mafia da sentenza definitiva della Cassazione e riconosciuto da Falcone in poi come il tesoriere di Totò Riina e Bernardo Provenzano, le «Belve» di Corleone. <strong>La vicenda africana che vede coinvolti Tuccillo e Palazzolo è soltanto uno dei molti episodi dell’ampio affresco che un magistrato napoletano ha definito come «l’unitario disegno criminoso del gruppo Finmeccanica».</strong></p>
<figure id="attachment_13943" aria-describedby="caption-attachment-13943" style="width: 1039px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francescomaria-Tuccillo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13943" alt="Francescomaria-Tuccillo - protagonista libro pecunia non olet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francescomaria-Tuccillo.jpg" width="1039" height="1166" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francescomaria-Tuccillo.jpg 1039w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francescomaria-Tuccillo-267x300.jpg 267w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francescomaria-Tuccillo-240x270.jpg 240w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francescomaria-Tuccillo-1024x1149.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francescomaria-Tuccillo-300x336.jpg 300w" sizes="(max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13943" class="wp-caption-text">Francescomaria Tuccillo,<br />avvocato penalista e Manager napoletano, ex direttore della regione Africa Subsahariana per Finmeccanica</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Un affresco in cui appaiono, in una frenetica successione quasi difficile da seguire, episodi inquietanti  e mai interamente chiariti, dove entrano in gioco non solo la criminalità organizzata ma anche le evoluzioni geopolitiche del pianeta e le relazioni tra gli Stati e i loro servizi di intelligence. Basti citare la celebre «mega-tangente indiana», intorno alla quale le indagini stanno oggi conoscendo nuovi sviluppi: i sospetti che gravano su Finmeccanica non sono probabilmente del tutto estranei all’annosa vicenda dei nostri marò, su cui hanno influito. O ancora un progetto di vendita di fregate italiane al Brasile. La gara, il cui ammontare era di oltre 2,5 miliardi di euro, ha visto Finmeccanica, insieme a un’altra grande azienda di Stato, Fincantieri, battersi contro i francesi e ha toccato da vicino le sorti del terrorista italiano Cesare Battisti, rifugiatosi da tempo nel paese latinoamericano dopo una lunga latitanza in Francia. «L’elemento Battisti – afferma un altro magistrato che conosce molto bene gli intrighi noti e secretati del maggior gruppo nazionale di difesa – si inserisce in maniera molto raffinata nel contesto competitivo.» Sono state e sono molte le procure che hanno cercato di dipanare tale perversa matassa in nome della legge, a cominciare da quelle di Palermo e di Napoli. A Palermo la ricerca del latitante Palazzolo, avviata da Giovanni Falcone e durata quasi trent’anni, è stata considerata una sorta di passaggio di testimone tra il giudice ucciso a Capaci e coloro che ne hanno raccolto i faldoni con una dolorosa determinazione che andava ben oltre il puro senso del dovere. A Napoli è toccato invece l’arduo compito di decrittare quello che si può definire il «metodo Finmeccanica»: pur se affidate nel tempo ad altre sedi per ragioni di competenza territoriale, quasi tutte le inchieste che hanno permesso di comprendere come operava il colosso statale della difesa sono state avviate, con grande acume investigativo, nelle stanze della più grande procura d’Italia, quella del centro direzionale partenopeo. Il libro rende volutamente omaggio al lavoro di questi valorosi magistrati del Sud, che hanno permesso di arrestare Palazzolo e, soprattutto, di fare luce sui troppi ingombranti misteri che hanno marcato la vita civile e industriale italiana per decenni. Molti, moltissimi sono stati e sono coloro – rappresentanti delle istituzioni, giornalisti di parte, opinionisti di ogni specie – che lamentano l’ingerenza delle toghe nel campo della politica e dell’economia. È tuttavia fuor di dubbio che la responsabilità delle inchieste contro le quali la politica si scaglia è da attribuirsi sovente alla politica stessa, sempre impegnata ad auto assolversi in nome di un presunto bene più grande e mai critica nei confronti dei tanti che approfittano del suo lassismo o della sua connivenza. Palazzolo ne è un esempio lampante. Per contro, Tuccillo è l’emblema della «persona per bene», come l’ha definito uno dei suoi capi, non sappiamo se con reale ammirazione o con scettica incredulità.</p>
<figure id="attachment_13944" aria-describedby="caption-attachment-13944" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vito_roberto_palazzolo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13944" alt="Vito Roberto Palazzolo, " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vito_roberto_palazzolo.jpg" width="1024" height="703" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vito_roberto_palazzolo.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vito_roberto_palazzolo-300x205.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vito_roberto_palazzolo-393x270.jpg 393w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13944" class="wp-caption-text">Vito Roberto Palazzolo, uno dei soggetti più pericolosi della<br />comunità criminale internazionale, uno dei due protagonisti del libro.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">È stato infatti il solo in Finmeccanica, dove molti sapevano, a denunciare la presenza di un mafioso siciliano latitante in luoghi in cui non sarebbe dovuto essere, a fare cose che non avrebbe dovuto fare. Perché ha parlato? Per ingenuità, per temerarietà o per mania di protagonismo? Nessuna delle tre ipotesi è azzeccata. Tuccillo è un avvocato e un manager esperto, dotato di un pensiero strategico rapido e sottile, ai limiti della freddezza. Ha denunciato Palazzolo e le sue presunte connivenze con il gruppo di cui era parte perché convinto che solo il buon lavoro e la competenza possano generare una prosperità reale e durevole nel tempo. La sua scelta, a lungo meditata, gli è costata un prezzo elevato in termini sia personali sia professionali. Purtroppo, ancora oggi, chi denuncia una colpa viene spesso considerato colpevole, in un’inversione di ruoli tanto assurda quanto generalizzata: colpevole di aver rotto equilibri politici o affaristici oscuri, che servono solo a consolidare gli interessi, la ricchezza e il potere di chi li ha ideati. Certamente non a rafforzare un’impresa, la sua capacità di competere, di creare occupazione, di inventare prodotti nuovi e di affermarsi sui mercati, come l’evoluzione di Finmeccanica prova senza incertezze. A distanza di nove anni dall’incontro di Luanda, il gruppo conserva ancora le profonde cicatrici del «disegno criminoso» di cui è stata per anni teatro. Basti citare qualche numero per provarlo: la sua azione in Borsa vale oggi circa 8 euro, a fronte dei 100 di Airbus, dei 116 di Thales, dei 314 di Boeing, suoi omologhi europei e americani. Gli intrighi di corte che l’hanno percorsa per decenni ne hanno ferito profondamente la competitività, le dimensioni, la cultura gestionale, la lungimiranza strategica, le capacità innovative e la volontà di identificare e promuovere il merito, che di tutto il resto è vettore. Quando ci si illude che la corruzione sia il più rapido strumento di crescita, si investe poco e male in quello che fa crescere davvero. Forse se qualcuno, come Francescomaria Tuccillo, avesse parlato prima e provato a lavorare diversamente l’attuale Leonardo sarebbe più competitiva e il nostro paese nel suo complesso più forte e più prospero. Aveva ben ragione chi temeva, più della cattiveria dei malvagi, il silenzio degli onesti.</p>
<figure id="attachment_13947" aria-describedby="caption-attachment-13947" style="width: 803px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13947" alt="Pecunia non Olet, il libro di Alessandro Da Rold" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet.jpg" width="803" height="1200" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet.jpg 803w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-200x300.jpg 200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-180x270.jpg 180w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/pecunianonolet-300x448.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 803px) 100vw, 803px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13947" class="wp-caption-text">Pecunia non Olet, il libro di Alessandro Da Rold</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>NOTE BREVI SULL&#8217;AUTORE</strong><br />
<strong>Alessandro Da Rold</strong> (Milano, 1980), cronista, scrive di giudiziaria, economia e politica. Ha lavorato per «Il Riformista», «Lettera43», «Linkiesta» e «La Verità». Per anni si è interessato alle vicende della Lega e nel 2012 ha pubblicato un libro, Lega Spa, un’inchiesta sui conti del partito. Segue da vicino le nostre aziende partecipate, in particolare il colosso petrolifero Eni. Ha scritto spesso anche di servizi segreti e di difesa. E’ stato tra i primi a occuparsi del caso  Finmeccanica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO A MILANO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1143506082488351&amp;id=100004869096630" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://m.facebook.com/story.php?story_fbid%3D1143506082488351%26id%3D100004869096630&amp;source=gmail&amp;ust=1548428088292000&amp;usg=AFQjCNEing1uSNZkrYR7bIWyUC9q2_K0CQ">https://m.facebook.com/story.<wbr />php?story_fbid=<wbr />1143506082488351&amp;id=<wbr />100004869096630</a></p>
<figure id="attachment_13945" aria-describedby="caption-attachment-13945" style="width: 1300px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/presentazioneamilano-libropecunianonolet.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13945" alt="presentazioneamilano-libropecunianonolet" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/presentazioneamilano-libropecunianonolet.jpg" width="1300" height="490" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/presentazioneamilano-libropecunianonolet.jpg 1300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/presentazioneamilano-libropecunianonolet-300x113.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/presentazioneamilano-libropecunianonolet-480x180.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/presentazioneamilano-libropecunianonolet-1024x385.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13945" class="wp-caption-text">Presentazione del Libro Pecunia non Olet di Alessandro Da Rold a Milano</figcaption></figure>
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		<title>Un vero ostacolo per Matteo Renzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2015 23:32:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[gianni de gennaro]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Dopo la sentenza di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea di Strasburgo per i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001, è scoppiata la polemica all’interno del Pd non sull’Italicum o sulla riforma del Senato o sul Jobs Act, ma addirittura sulla permanenza di Gianni De Gennaro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9240" aria-describedby="caption-attachment-9240" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9240" alt="gianni-de-gennaro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro.jpg" width="790" height="438" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro-480x266.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9240" class="wp-caption-text">Gianni De Gennaro</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la sentenza di condanna dell’Italia da parte della Corte Europea di Strasburgo per i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001, è scoppiata la polemica all’interno del Pd non sull’Italicum o sulla riforma del Senato o sul Jobs Act, ma addirittura sulla <strong>permanenza di Gianni De Gennaro alla presidenza di Finmeccanica</strong>, confermata da Matteo Renzi. Il presidente del Partito democratico, Matteo Orfini, ha attaccato duramente De Gennaro, allora capo della Polizia, con queste parole: “Lo dissi quando fu nominato e lo ripeto oggi dopo la sentenza. Trovo vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Renzi – forse con il consenso di Sergio Mattarella – vuole evitare tempeste anche perché Finmeccanica è una delle poche grandi aziende rimaste all’Italia. Ma la questione è diventata politica e ha unificato la sinistra esterna al Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">Il M5S, gratificato dai recenti sondaggi che lo danno in ripresa e intorno al  20%, ha immediatamente chiesto le dimissioni di Gianni De Gennaro da presidente di Finmeccanica. “Basta ipocrisia- dice Vittorio Ferraresi- De Gennaro si deve dimettere. È stato nominato da un governo di centrosinistra ed è inaccettabile e vergognoso che ancora oggi parli chi ha lasciato i responsabili al suo posto. Si prendano le proprie responsabilità gli esponenti di destra e sinistra che hanno acconsentito a tutto ciò”.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Sel è d’accordo: “Siamo – dice il coordinatore nazionale <strong>Nicola Fratoianni</strong> – talmente convinti che sia una vergogna che Gianni De Gennaro sia stato nominato da Renzi al vertice di <strong>Finmeccanica</strong>, da permetterci di chiedere a Matteo Orfini, presidente del Pd, di fare qualcosa di più che un semplice tweet: chieda al Presidente del Consiglio (che è anche segretario del Pd) di risolvere il problema sollevato, faccia in modo che il partito da lui presieduto e il suo governo chiudano una vicenda che non ha giustificazioni. Altrimenti sono solo parole in libertà”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla stessa linea Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea: “ Orfini punta il dito contro De Gennaro?  Benissimo, finalmente siamo d’accordo! Per noi di Rifondazione l’ex capo della polizia non avrebbe dovuto avere più nessun ruolo pubblico dopo la vergognosa mattanza di Genova e anzi avrebbe dovuto rispondere di quella macelleria messicana. Invece, tra i tanti incarichi, De Gennaro dopo Genova è diventato prima capo di gabinetto agli Interni, poi commissario per l’emergenza rifiuti, nominato da Monti sottosegretario per la Sicurezza e da Letta presidente di Finmeccanica: deve proprio avere un santo in paradiso! Ora il Pd, invece che fare due parti in commedia, licenzi De Gennaro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Prende la parola anche Claudio Scajola, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno: “Assolutamente non mi sento responsabile politico di quanto avvenuto alla Diaz nel 2001. Genova è stato un terribile esempio di scontro fra dimostranti e dimostranti che erano venuti per mettere a ferro e fuoco Genova. E dove ci sono state delle colpevoli azioni di alcuni singoli membri della forza di polizia”.</p>
<p style="text-align: justify;">Daniela Santanché, di Forza Italia, invita la sinistra a non strumentalizzare la sentenza :  “Le forze dell’ordine non meritano un nuovo processo mediatico ingeneroso a quasi 14 anni dai fatti di Genova. Non si può demonizzare chi ogni giorno mette a rischio la propria vita, lavorando in condizioni spesso precarie e con stipendi ridotti all’osso. La sinistra ideologica non strumentalizzi la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo: tutti ricordano di cosa furono capaci alcuni suoi illustri protagonisti durante quei giorni”. Ma non una parola su De Gennaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La prima reazione di Renzi è stata interlocutoria</strong>: “Quello che dobbiamo dire lo dobbiamo dire in Parlamento con il reato di tortura. Questa è la risposta di chi rappresenta un paese”. Difficilmente basterà. Comunque la vicenda divide il Pd.  Emanuele Fiano, membro della segreteria Pd e a lungo responsabile sicurezza del partito, sostiene che “De Gennaro è stato assolto e se siamo garantisti lo dobbiamo essere davvero”. Per Ivan Scalfarotto, le dimissioni da presidente di Finmeccanica sono “un tema che sta alla coscienza di De Gennaro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Più importante la presa di <strong>posizione di Raffaele Cantone</strong>, presidente dell’autorità anti-corruzione: “Gianni De Gennaro è stato indagato e assolto. L’assoluzione conta pure qualcosa, quindi non può pagare le responsabilità complessive di una macchina intera”. Probabilmente questa è la linea di Renzi che, tramite Maria Elena Boschi, è concentrato sull’approvazione definitiva dell’Italicum nonostante i maldipancia anche al di fuori del Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">A complicare un po’ le cose è arrivata a sentenza della prima sezione civile della Corte d’Appello di Palermo secondo la quale la <strong>strage di Ustic</strong>a (27 giugno 1980 – 81 morti) è da addebitarsi a un missile di origine sconosciuta lanciato contro il Dc-9 da un altro aereo che intersecò la rotta del volo Itavia durante un atto di guerra non dichiarata. È quindi da escludere l’ipotesi alternativa della bomba collocata a bordo o l’altra ipotesi del cedimento strutturale. A chi apparteneva l’areo che lanciò il missile? Questa è l’unica domanda che ormai resta in attesa di risposta. Una risposta che, se arriverà, provocherà guasti nelle relazioni internazionali.Ma,  anche in questo caso, la questione potrà appianarsi con i risarcimenti.</p>
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		<title>Beppe Grillo: processo web a politici, industriali e giornalisti dopo il voto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2014 15:30:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intanto sventola l&#8217;assegno di Euro 5.433.840,00 restituito alla Stato dai politici del movimento 5 Stelle. Questo assegno sventola con onore mentre &#8211; come dice l&#8217;esperto di geopolitica Alessandro Corneli &#8211;  &#8220;Milano EXPO 2015 è sotto accusa per tangenti di ogni ordine e grado, Genovese è stato arrestato, Scajola è interrogato e le ramificazioni del suo potere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7228" aria-describedby="caption-attachment-7228" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7228" alt="beppe-grillo-movimento-5-stelle" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle1.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle1.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/beppe-grillo-movimento-5-stelle1-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7228" class="wp-caption-text">Beppe Grillo &#8211; leader Movimento 5 Stelle</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Intanto sventola l&#8217;assegno di Euro 5.433.840,00 restituito alla Stato dai politici del movimento 5 Stelle. Questo assegno sventola con onore mentre &#8211; come dice l&#8217;esperto di geopolitica Alessandro Corneli &#8211;  <em>&#8220;Milano EXPO 2015 è sotto accusa per tangenti di ogni ordine e grado, Genovese è stato arrestato, Scajola è interrogato e le ramificazioni del suo potere personale appaiono lunghi bracci velenosi come quelli delle meduse, Dell’Utri dovrebbe essere estradato a breve, mentre rispunta la Tangentopoli di Parma, mentre va avanti la vicenda dell’Expo, mentre gli sbarchi continuano in modo sempre più invasivo, l’Autovelox non sa a chi dare i numeri e fa impazzire gli automobilisti, l’ex Ad di Finmeccanica è stato liquidato con 5,45 milioni di buonuscita, e mentre ripartono le rapine alle banche e non solo con morti a non finire&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>BEPPE GRILLO E MOVIMENTO 5 STELLE: PROCESSO PUBBLICO A GIORNALISTI, INDUSTRIALI, POLITICI</strong><br />
<strong>Politici, industriali e giornalisti:</strong> &#8220;questo orrendo trio va giudicato attraverso un processo popolare, mediatico che inizierà dopo le elezioni europee&#8221;. Così Beppe Grillo sul suo blog dove annuncia la creazione di &#8216;liste&#8217; di imputati: &#8220;Il processo durerà almeno un anno, le liste saranno rese pubbliche quanto prima&#8221;. &#8220;Ci saranno le liste, le prove e i testimoni d&#8217;accusa come in un processo. Per ogni persona ci sarà un cittadino che articolerà i capi di accusa&#8221;, avverte Grillo che aggiunge: &#8220;Alla fine gli iscritti certificati al M5S potranno votare per la colpevolezza o l&#8217;innocenza&#8221;. Grillo si rende conto che &#8220;un tribunale popolare non può sostituirsi alla giustizia nell&#8217;erogazione delle pene&#8221;: il suo compito sarà però quello di &#8220;informare i cittadini sui furti e le malversazioni di un sistema che portato allo sfascio l&#8217;Italia&#8221;. &#8220;Così come non si può costruire sulle macerie, non si può edificare una nuova Italia senza sgomberare il terreno da coloro che l&#8217;hanno depredata trasformando la quinta (sesta?) potenza industriale in un deserto. &#8220;Il castello è un simbolo di quello che succederà se il M5S andrà al governo&#8221;. Così Beppe Grillo sul suo blog riferendosi al plastico del Castello di Lerici che ha tentato di portare a Porta a Porta, con le sue segrete dove il leader M5S intende rinchiudere politici, imprenditori e giornalisti: quest&#8217;ultima sarà la prima categoria che intende processare.</p>
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		<title>Emma Mercegaglia nuovo Presidente dell&#8217;ENI. Donne anche ai vertici di Enel e Poste</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2014 23:41:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 14 apr 2014 &#8211; Un tris di donne per le presidenze dei due principali gruppi energetici italiani e per le Poste. Alla presidenza dell&#8217;Eni andra&#8217; l&#8217;ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, Patrizia Grieco (oggi alla guida dell&#8217;Olivetti) sara&#8217; il nuovo presidente dell&#8217;Enel e Luisa Todini sara&#8217; il presidente di Poste. Il governo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emma-mercegaglia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="emma-mercegaglia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/emma-mercegaglia.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Emma Mercegaglia alla Presidenza di ENI</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">(ASCA) &#8211; Roma, 14 apr 2014 &#8211; Un tris di donne per le presidenze dei due principali gruppi energetici italiani e per le Poste. Alla presidenza dell&#8217;Eni andra&#8217; l&#8217;ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, Patrizia Grieco (oggi alla guida dell&#8217;Olivetti) sara&#8217; il nuovo presidente dell&#8217;Enel e Luisa Todini sara&#8217; il presidente di Poste. Il governo ha comunicato il completo rinnovamento per i vertici delle principali partecipate pubbliche: &#8221;A breve verranno depositate, per il tramite del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, presso la sede delle societa&#8217; Enel, Eni e Finmeccanica le liste per il rinnovo dei rispettivi organi sociali in occasione delle prossime assemblee degli azionisti&#8221;, si legge in una nota della Presidenza del Consiglio. Inoltre, &#8221;in occasione della prossima assemblea degli azionisti di Poste italiane S.p.A., il Ministero, titolare del 100% del capitale, deliberera&#8217; la nomina dei seguenti membri del Consiglio di Amministrazione della Societa&#8217; per il triennio 2014-2017: 1. Luisa Todini &#8211; 2. Francesco Caio &#8211; 3. Roberto Rao &#8211; 4. Antonio Campo dall&#8217;Orto &#8211; 5. Elisabetta Fabbri&#8221;. Scelte interne per gli amministratori delegati di Eni e Enel. Capo azienda del gruppo del cane a sei zampe sara&#8217; Claudio Descalzi, oggi responsabile E&amp;P, mentre all&#8217;Enel la carica di ad andra&#8217; a Francesco Starace che oggi guida Enel Green Power. L&#8217;unica conferma e&#8217; il presidente di Finmeccanica dove rimarra&#8217; Giovanni De Gennaro mentre per la carica di ad Mauro Moretti lascera&#8217; le FS. Alle poste la carica di amministratore delegato andra&#8217; a Francesco Cajo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>RENZI, SQUADRA DI GRANDE QUALITA&#8217;</strong> &#8211; Una squadra &#8221;di professionisti di grande qualita&#8217; e riconosciuta autorevolezza&#8221; con una &#8221;forte presenza femminile&#8221; di cui &#8221;sono particolarmente soddisfatto&#8221;. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, commenta cosi&#8217; in una nota le liste del governo per il rinnovo dei vertici della societa&#8217; partecipate. &#8221;Desidero augurare buon lavoro ai nuovi vertici di Enel, Eni, Finmeccanica e Poste italiane. Una squadra di professionisti di grande qualita&#8217; e riconosciuta autorevolezza che, sono sicuro, lavoreranno per raggiungere gli obiettivi strategici ambiziosi di societa&#8217; che rappresentano asset fondamentali per il Paese&#8221; dichiara il Premier. &#8221;Sono particolarmente soddisfatto per la forte presenza femminile &#8211; prosegue -segno di un protagonismo che chiedeva da troppo tempo un pieno riconoscimento anche da parte del settore pubblico, in linea, anzi all&#8217;avanguardia, rispetto alle migliori esperienze europee ed internazionali&#8221;. Per Renzi, poi, &#8221;il tetto fissato per le indennita&#8217; dei Presidenti delle societa&#8217;, che passano in alcuni casi da cifre a molti zeri a 238mila euro annui lordi, costituisce una novita&#8217; che speriamo si imponga come una best practice per tutta la Pubblica Amministrazione e il segnale di una ritrovata sobrieta&#8217; di un settore pubblico non piu&#8217; distante dai cittadini&#8221;. &#8221;Desidero, infine, ringraziare i vertici uscenti per il lavoro svolto in questi anni &#8211; conclude Renzi &#8211; e&#8217; anche grazie alla qualita&#8217; del loro impegno che oggi e&#8217; possibile portare avanti un cambiamento credibile e solido alla guida di queste societa&#8221;&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I COMPENSI</strong> &#8211; I compensi annui dei nuovi presidenti di Enel, Eni, Finmeccanica e Poste Italiane saranno allineati a quello del primo presidente della Corte di Cassazione, ovvero alla cifra di <strong>238mila euro lordi.</strong> E&#8217; quanto proporra&#8217; il governo alle prossime assemblee degli azionisti delle societa&#8217; partecipate. Una scelta, ha spiegato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che &#8221;costituisce una novita&#8217; che speriamo si imponga come una best practice per tutta la Pubblica Amministrazione e il segnale di una ritrovata sobrieta&#8217; di un settore pubblico non piu&#8217; distante dai cittadini&#8221;</p>
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		<title>Attentato Adinolfi &#8211; Ministro Cancellieri afferma: pronto anche l&#8217;Esercito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 13:21:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo l&#8217;attentato a Roberto Adinolfi il rischio di un&#8217;escalation esiste. A confermare che la gambizzazione dell&#8217;ad di Ansaldo Nucleare è un segnale da non sottovalutare è stato oggi il ministro dell&#8217;Interno, Anna Maria Cancellieri. &#8220;Il rischio escalation esiste, è una situazione che richiede molto rigore. Molta attenzione, bisogna lavorare&#8221; ha detto la titolare del Viminale [&#8230;]]]></description>
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<p><a class="lightbox" title="anarchici" href="https://ilparlamentare.it/2012/05/attentato-adinolfi-ministro-cancellieri-afferma-pronto-anche-lesercito/anarchici/"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4464" title="anarchici" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/anarchici.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/anarchici.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/anarchici-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/anarchici-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>Dopo l&#8217;attentato a Roberto Adinolfi il rischio di un&#8217;escalation esiste. A confermare che la gambizzazione dell&#8217;ad di Ansaldo Nucleare è un segnale da non sottovalutare è stato oggi il ministro dell&#8217;Interno, Anna Maria Cancellieri. &#8220;Il rischio escalation esiste, è una situazione che richiede molto rigore. Molta attenzione, bisogna lavorare&#8221; ha detto la titolare del Viminale arrivando al Salone del Libro di Torino dove ha partecipato a un incontro su Falcone e Borsellino. &#8220;La rivendicazione del Fai è attendibile. Almeno abbiamo individuato la matrice e adesso bisogna lavorare&#8221; ha aggiunto. E pur escludendo per il momento collegamenti tra chi ha compiuto l&#8217;attentato ad Adinolfi con il movimento No Tav, ha ammesso che, tuttavia &#8220;sono tutti settori sensibili e in quanto tali i collegamenti possono esserci o crearsi facilmente&#8221;. Parole che hanno trovato immediata condivisione nella collega della Giustizia, Paola Severino: &#8220;so quanto sia seria il ministro Cancellieri e quanto avrà pensato prima di rendere questa dichiarazioni e quindi sono preoccupata perché considero questo suo timore estremamente serio&#8221;.</p>
<p>Anna Maria Cancellieri si è comunque detta fiduciosa sulla &#8220;tenuta&#8221; della società civile. &#8220;Non credo -ha osservato &#8211; ci sia area di consenso intorno a questi atti. Se c&#8217;é è limitato a un&#8217;area molto circoscritta. Non credo che nelle corde popolari ci sia consenso per queste cose&#8221;. E&#8217; certo però che, come ha evidenziato il ministro per l&#8217;Integrazione, Andrea Riccardi, &#8220;si deve stare attenti perché la violenza può pescare in un clima di tensione&#8221;. E non è un caso che anche gli investigatori, pur non associando direttamente la rivendicazione dell&#8217;attentato di Genova con il pacco bomba spedito alla direzione generale di Equitalia, siano convinti che il clima in cui sono maturati i due episodi e gli ambienti sono gli stessi. Ed è per questo che il ministro Cancellieri avverte: &#8220;Chi colpisce Equitalia colpisce lo Stato, ovvero tutti noi. Possiamo discutere su tutto ma sui fondamentali no&#8221;. Dunque bisogna correre ai ripari senza indugi. Il Dipartimento della pubblica sicurezza ha già inviato a tutti i questori e prefetti una circolare per &#8220;potenziare ad ampio raggio l&#8217;attività info-investigativa con particolare riferimento agli ambienti eversivi e incrementare la vigilanza sugli obiettivi sensibili&#8221; in particolare quelli legati ad ambienti di lavoro e sociali. E a breve si prevede un comitato nazionale per l&#8217;ordine e la sicurezza al Viminale. Ma uno strumento utile &#8211; suggerisce Alfredo Mantovano, deputato del Pdl &#8211; potrebbe essere anche, sulla falsariga di quanto fatto alla Farnesina per la vicenda dei Marò, l&#8217;istituzione di una cabina di regia composta da rappresentanti di ciascun partito. Un rimboccarsi le maniche tardivo, fa notare però polemicamente il sindacato di polizia Coisp. &#8220;Volantini siglati Br affissi in giro, rivendicazioni di attentati da parte di anarchici violenti&#8230;qualunque sia la vera natura di questi gesti tira decisamente una brutta aria, e per quanto siano mesi che invochiamo una forte presa di posizione contro episodi che abbiamo definito allarmanti, la situazione è stata ignorata, e dunque inspiegabilmente sottovalutata&#8221;. E i sindacati della carriera prefettizia, della Polizia di Stato dei Vigili del Fuoco, insieme, lanciano l&#8217;allerta sui rischi legati alla annunciata riduzione dei &#8216;presidi della sicurezza&#8217; sul territorio (soppressione di Prefetture, Questure ecc..). Ma l&#8217;Italia, anche se ci sono vaste aree di disagio, non è &#8211; rassicura il ministro Riccardi &#8211; un Paese in preda alla violenza&#8221;.</p>
<p><strong>ANCHE ESERCITO A DIFESA FINMECCANICA</strong> &#8211; E&#8217; possibile anche &#8220;l&#8217;uso dell&#8217;esercito&#8221; per difendere &#8220;obiettivi sensibili&#8221; come Finmeccanica o Equitalia. Lo annuncia il ministro dell&#8217;Interno, Anna Maria Cancellieri, spiegando che &#8220;in queste ore è stata diramata una circolare che invita ad alzare la soglia di attenzione intorno agli obiettivi sensibili di tutto il territorio nazionale&#8221; e &#8220;giovedì è prevista una riunione del comitato per l&#8217;ordine e la sicurezza&#8221; nel quale sarà presentato &#8220;un pacchetto di proposte&#8221;. Il governo, dice in interviste a Corriere della Sera e Repubblica dopo l&#8217;agguato all&#8217;ad di Ansaldo nucleare, Roberto Adinolfi, &#8220;pensa di potercela fare, ma non possiamo essere lasciati soli. Possiamo raggiungere il risultato solo con l&#8217;appoggio di tutti i partiti&#8221; che &#8220;devono aiutarci ad abbassare la tensione sociale&#8221;. L&#8217;Italia, aggiunge, &#8220;non è la Grecia&#8221; e anche se &#8220;stiamo vivendo un momento drammatico ne usciremo&#8221; e intanto tutti devono &#8220;fare uno sforzo per constribuire alla tenuta del Paese&#8221;. Il ministro, sottolinenado di avere &#8220;molto rispetto per le famiglie che non riescono a pagare i debiti&#8221;, ci tiene però a &#8220;ricordare in maniera forte e chiara che Equitalia rappresenta lo Stato&#8221; e quindi gli attacchi &#8220;saranno trattati alla stregua di azioni eversive&#8221;. Fino a giovedì saranno messe a punto &#8220;le strategie di difesa di tutti gli obiettivi&#8221;, uno &#8220;sforzo enorme che affronteremo anche insieme con i responsabili sicurezza&#8221; di Finmeccanica. E per il quale &#8220;abbiamo bisogno di moltissimi uomini&#8221;. Per questo si pensa anche all&#8217;esercito, perché &#8220;non possiamo sottrarre forze all&#8217;attività investigativa e al controllo del territorio rischiando di &#8216;scoprire&#8217; altri possibili focolai di emergenza&#8221;. &#8220;Il documento di rivendicazione&#8221;, ribadisce il ministro, è considerato &#8220;attendibile&#8221; e questo &#8220;ci spinge ad alzare la guardia per evitare una escalation che purtroppo è uno degli scenari possibili&#8221;. In ogni caso, però, &#8220;riteniamo che il consenso sia ristretto a un&#8217;area numericamente limitata e che la gran parte degli italiani consideri aberrante ciò che è accaduto&#8221;. E visto che &#8220;da quel che possiamo sapere ora&#8221; si tratta di &#8220;nuove leve, di giovani che hanno un rapporto lontano con gli anni &#8217;70&#8221; bisogna &#8220;evitare l&#8217;errore di leggere quel che succede oggi con gli occhiali di un&#8217;epoca che è finita&#8221;.</p>
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		<title>Finmeccanica: IdV, noi abbiamo detto no</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 21:01:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche noi siamo stati contattati per avere qualche tozzo di pane, ma abbiamo detto no, perche&#8217; rifiutiamo di partecipare alle lottizzazioni e condanniamo questo sistema corrotto. Noi siamo diversi e lo rivendichiamo&#8221;. Lo scrive sul suo profilo Facebook il leader dell&#8217;Idv Antonio Di Pietro parlando dell&#8217;inchiesta su Finmeccanica. ansa Siamo stati contattati anche noi per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3476" aria-describedby="caption-attachment-3476" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/finmeccanica-idv-noi-abbiamo-detto-no/antonio_di_pietro/" rel="attachment wp-att-3476"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3476" title="Antonio_Di_Pietro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3476" class="wp-caption-text">Antonio di Pietro su Il Parlamentare.it</figcaption></figure>
<p>Anche noi siamo stati contattati per avere qualche tozzo di pane, ma abbiamo detto no, perche&#8217; rifiutiamo di partecipare alle lottizzazioni e condanniamo questo sistema corrotto. Noi siamo diversi e lo rivendichiamo&#8221;.<br />
Lo scrive sul suo profilo Facebook il leader dell&#8217;Idv Antonio Di Pietro parlando dell&#8217;inchiesta su Finmeccanica. ansa</p>
<p>Siamo stati contattati anche noi per qualche tozzo di pane, qualche posto di sottosegretario, ma abbiamo detto di no&#8221;. Lo ha detto da Palermo il leader di Italia dei valori, Antonio Di Pietro, che ha aggiunto: &#8220;Sulla stessa linea abbiamo fermato per tempo la macchia nera del governo Monti, Letta come sottosegretario. In segno di discontinuita&#8217; -ha concluso il leader di Idv- serve per restituire ai cittadini la fiducia nelle istituzioni&#8221;.adnkronos</p>
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		<title>Recchi presidente Eni, Colombo all&#8217;Enel. Orsi nuovo ad di Finmeccanica</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/04/recchi-presidente-eni-colombo-allenel-orsi-nuovo-ad-di-finmeccanica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 21:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[Finmeccanica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Ialongo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Recchi]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Sarmi]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero Economia e Finanze]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Colombo]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Gnudi]]></category>
		<category><![CDATA[Poste Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Poli]]></category>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Recchi nuovo presidente di Eni, Paolo Colombo alla presidenza dell&#8217;Enel e Giuseppe Orsi nuovo amministratore delegato di Finmeccanica. E&#8217; la &#8216;rosa&#8217; di nomi comunicata dal Tesoro per il rinnovo dei board delle societa&#8217; pubbliche quotate. Per Poste confermati il presidente, Giovanni Ialongo e l&#8217;Ad Massimo Sarmi. Il Ministero dell&#8217;Economia, in una nota comunica che &#8221;a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giuseppe Recchi</strong> nuovo presidente di <strong>Eni</strong>, <strong>Paolo Colombo</strong> alla presidenza dell&#8217;<strong>Enel</strong> e <strong>Giuseppe Orsi </strong>nuovo amministratore delegato di <strong>Finmeccanica</strong>. E&#8217; la &#8216;rosa&#8217; di  nomi comunicata dal <strong>Tesoro</strong> per il rinnovo dei board delle societa&#8217; pubbliche  quotate. <strong>Per Poste </strong>confermati il presidente, <strong>Giovanni Ialongo</strong> e l&#8217;Ad <strong>Massimo  Sarmi</strong>.</p>
<p>Il <img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1600 alignleft" title="eni-enel-finmeccanica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eni-enel-finmeccanica.jpg" alt="" width="350" height="282" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eni-enel-finmeccanica.jpg 350w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eni-enel-finmeccanica-300x241.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eni-enel-finmeccanica-335x270.jpg 335w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/eni-enel-finmeccanica-250x201.jpg 250w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" /><strong>Ministero dell&#8217;Econ</strong><strong>omia</strong>, in una nota comunica che &#8221;a breve depositera&#8217;  presso la sede delle Societa&#8217; <strong>Enel, Eni e Finmeccanica</strong> le liste per il rinnovo  dei rispettivi organi sociali in occasione delle prossime Assemblee degli  azionisti&#8221;. Con riferimento all&#8217;Assemblea degli Azionisti di Enel, convocata  per il 29 aprile (unica convocazione), il Ministero, titolare del 31,24% del  capitale, depositera&#8217; presso la seguente lista per la nomina del nuovo Consiglio  di Amministrazione: Paolo Andrea Colombo (Presidente); Fulvio Conti; Lorenzo  Codogno; Mauro Miccio; Fernando Napolitano e Gianfranco Tosi. Con riferimento  all&#8217;Assemblea degli Azionisti di Eni, convocata per il 29 aprile e il 5 maggio  (prima e seconda convocazione), il Ministero, titolare del 3,93% del capitale e  per il tramite di Cassa Depositi e Prestiti (partecipata al 70% dal Mef) di un  ulteriore 26,37%, depositera&#8217; le seguenti liste per la nomina del nuovo  Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale: Giuseppe Recchi  (Presidente); Paolo Scaroni; Carlo Cesare Gatto; Paolo Marchioni; Roberto Petri;  Mario Resca. Per il Collegio Sindacale invece le nomine sono: Roberto Ferranti  (Sindaco effettivo); Paolo Fumagalli (Sindaco effettivo); Renato Righetti  (Sindaco effettivo); Francesco Bilotti (Sindaco supplente). Con riferimento  all&#8217;Assemblea degli Azionisti di Finmeccanica, convocata per il 29 aprile e il 4  maggio (prima e seconda convocazione), il Ministero, titolare del 30,18% del  capitale, depositera&#8217; presso la sede della Societa&#8217; la seguente lista per la  nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione: Pierfrancesco Guarguaglini  (Presidente); Giuseppe Orsi; Franco Bonferroni; Giovanni Catanzaro; Dario Galli;  Francesco Parlato; Guido Venturoni. Sempre per quanto attiene Finmeccanica, in  occasione del rinnovo si provvedera&#8217; &#8211; informa il Mef &#8211; mediante decreto del  Ministero dell&#8217;economia e delle finanze, di intesa con il Ministro dello  sviluppo economico, alla nomina dell&#8217;Amb. Carlo Baldocci quale consigliere di  amministrazione senza diritto di voto ai sensi dell&#8217;art. 5.1ter, lettera d),  dello statuto della Societa&#8217;. Si informa infine che, in occasione della prossima  Assemblea degli Azionisti di <strong>Poste Italiane</strong>, convocata per il 13 e 14 aprile  (prima e seconda convocazione), il Ministero, titolare del 100% del capitale,  deliberera&#8217; la nomina dei seguenti membri del Consiglio di Amministrazione della  Società per il triennio 2011-2013: Giovanni Ialongo (Presidente); Massimo Sarmi;  Maria Claudia Ioannucci; Antonio Mondaro e Maria Grazia Siliquini. &#8221;Il  Ministero dell&#8217;economia e delle finanze &#8211; si legge nella nota &#8211; esprime un  particolare ringraziamento al Dott. Piero Gnudi e al Prof. Roberto Poli per la  preziosa opera prestata in questi anni quali Presidenti di Enel ed Eni e per il  loro rilevante apporto nel raggiungimento degli importanti risultati industriali  e strategici da parte delle due societa&#8221;&#8217;.</p>
<p><!-- /#corpo -->&nbsp;</p>
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